5 September, 2026

[bing_translator]

«Una legge inadeguata che non tiene conto della realtà sarda e non riavvicina le zone interne alle coste.» Così, la capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, ha bollato il testo unificato (approvato con i soli voti del centrosinistra nella Quarta commissione consiliare) in materia di urbanistica ed ha preannunciato la battaglia in Aula del centrodestra per migliorare «un provvedimento che ripropone solo un’altra serie di vincoli e divieti». «È una legge bandierina da sventolare in campagna elettorale – ha affermato il capogruppo Udc, Gianluigi Rubiu – che non tiene conto delle esigenze dei sardi né di quelle dei Comuni». Le ulteriori criticità – a giudizio dei rappresentanti dell’opposizione – riguardano l’assenza di norme per combattere lo spopolamento e la mancanza di una visione in favore dello sviluppo.

«La Sardegna ha bisogno della legge urbanistica – ha insistito il capogruppo FdI, Paolo Truzzu – ma il testo esitato dalla commissione introduce nuovi vincoli e ulteriori appesantimenti burocratici mentre svuota gli Enti locali delle competenze in materia di programmazione e pianificazione del territorio». «Non ci piace una legge fatta di “no” – ha fatto eco il consigliere del gruppo Misto, Paolo Dessì – con il pregiudizio che tutti siano speculatori e deturpatori del paesaggio».

Giovanni Satta (Psd’Az) ha insistito sul tema dello sviluppo e sulla definitiva cancellazione del piano casa: «Negli ultimi dieci anni abbiamo perduto circa 30.000 posti di lavoro nel comparto dell’edilizia e 15.000 da quando l’attuale maggioranza ha abrogato il piano casa». «La legge approvata in commissione non è tutta da buttare – ha però affermato il consigliere di Forza Italia, Antonello Peru – e la legge urbanistica manca ormai da tre legislature, la preoccupazione è rappresentata dalla possibilità che le norme inserite nel testo unificato restino senza concreta attuazione e dalla constatazione che sono in vigore alcune norme restrittive del vigente Ppr che devono essere invece modificate». «Ho partecipato al dibattito per il varo del Ppr nella legislatura guidata da Renato Soru – ha concluso Mariano Contu (Forza Italia) – ed oggi c’è la riprova che le denunce fatte allora, circa il rischio della perdita di migliaia di posti di lavoro in edilizia, erano fondate, così come sarà facilmente dimostrabile che, con la legge urbanistica voluta dal centrosinistra, in Sardegna, la crisi economica e occupazionale continuerà ancora».

[bing_translator]

Dopo l’approvazione della nuova legge urbanistica, il presidente della commissione Antonio Solinas (Pd), l’assessore Cristiano Erriu ed il presidente della Regione Francesco Pigliaru ne hanno spiegato in dettaglio i principali contenuti in una conferenza stampa, sottolineandone la portata fortemente innovativa.

Antonio Solinas ha parlato di una legge «mai così condivisa sia con le comunità locali che con gli amministratori comunali», respingendo le accuse di mancanza di confronto, «formulate soprattutto da chi non ha partecipato ai numerosi incontri che si sono svolti nel territori». «C’è stato invece – ha sostenutoun grande ascolto della società sarda e di tutti i portatori di interesse, che ha prodotto fra l’altro una legge più snella (da 114 articoli a 90) in grado di produrre grandi risultati positivi a cominciare dai tempi di approvazione dei Puc (piani urbanistici comunali) che potranno essere completati in 3 anni rispetto agli 8-10 necessari secondo la normativa vigente».

Sugli interventi riguardanti le strutture ricettive nella fascia dei 300 metri, uno punti più contestati della legge, Antonio Solinas ha spiegato che «saranno consentiti solo per i servizi e nella misura del 25% per chi non ha mai usufruito del cosiddetto Piano casa e a copertura della differenza fra quanto già realizzato ed il limite fissato dalla legge per chi ha già effettuato un precedente ampliamento». «Inoltre – ha aggiunto – per le strutture al di sotto dei 100 posti letti sarà possibile anche aumentare il numero delle stanze, restando sempre all’interno dell’incremento volumetrico previsto».

«Per quanto riguarda le costruzioni nell’agro – ha spiegato il presidente della commissione Urbanistica – la nuova legge ha modificato le dimensioni dei lotti, da 2 a 15 ettari a seconda delle colture, stabilendo un legame forte fra la residenza e l’esercizio dell’attività agricola, anche se non a titolo principale.»

«In definitiva – ha concluso Antonio Solinas – riteniamo di aver raggiunto un buon risultato, partendo da posizioni diverse ma con l’obiettivo comune di fare una buona legge per la Sardegna.»

L’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, dopo aver ricordato che la precedente legge risale al 1989 «quando ancora non si parlava di temi oggi molto attuali come ambiente, paesaggio, riduzione del consumo di suolo, sviluppo sostenibile, rischio idrogeologico e politiche di governo del territorio», ha sostenuto che si tratta di «una legge moderna che assegna un ruolo centrale ai Comuni, che potranno contare su nuovi strumenti: approvazione dei Puc nel quadro di un procedimento amministrativo unico cui parteciperanno tutti gli uffici pubblici chiamati a pronunciarsi in base ai diversi livelli di competenza, condivisione di figure professionali specialistiche a disposizione delle piccole realtà, pianificazione di area vasta per gli ambiti sovra comunali e la Città metropolitana».

Altro elemento qualificante, a giudizio di Erriu, «sarà quello della cosiddetta urbanistica negoziata dalla quale scaturirà meno consumo del suolo e meno rendita fondiaria improduttiva, con più opportunità di adattare la pianificazione urbanistica alle dinamiche del mercato».

«Nel settore turistico – ha proseguito l’assessore – riteniamo di aver raggiunto un equilibrio nuovo e positivo, rivedendo alcune posizioni della Giunta, lavorando con molto impegno senza mai sottrarci ad un confronto senza rete su questioni concrete, con le quali si sarebbero dovute misurare qualunque maggioranza in qualunque territorio.» «Noi però – ha precisato – abbiamo scelto di pensare alla Sardegna, soprattutto con la volontà di semplificare una materia oggettivamente complessa».

L’assessore Cristiano Erriu, infine, si è soffermato sugli allegati della legge, «che saranno fondamentali per il lavoro quotidiano degli uffici tecnici dei Comuni e contengono indicazioni di grande importanza sugli ambiti urbanizzati, le zone di potenziale trasformazione e quelle di interesse turistico».

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, rispondendo ad alcune domande, ha da un lato respinto le critiche rivolte alla legge definendole «ingenerose nei toni e nei contenuti perché possiamo sostenere che i numeri sono sbagliati, e dobbiamo però dimostrarlo, ma se i numeri dicono che gli interventi possibili nei 300 metri riguardano lo 0.01% del costruito il discorso cambia: comunque sono convinto che dalle critiche possano nascere cose buone». «Con la nuova legge urbanistica – ha concluso – abbiamo voluto puntare ad uno sviluppo sostenibile fondato sulla qualità coinvolgendo un maggior numero di aree della Sardegna rispetto agli insediamenti storici e in questa ottica va inquadrato l’art.43 che poi abbiamo deciso di cancellare perché ci siamo resi conto che poteva rappresentare un disincentivo, sia pure involontario, alla predisposizione dei piani urbanistici comunali, che invece sono uno dei pilastri della legge».

[bing_translator]

Per rilanciare il polo industriale di Ottana è necessario che il ministero dello Sviluppo economico istituisca un tavolo di confronto istituzionale con la multinazionale Indorama e il Gruppo Clivati, con l’obiettivo di discutere le possibili condizioni per una ripartenza degli impianti del Pet, chiusi dal 2014 e i cui lavoratori sono stati licenziati lo scorso anno. Lo chiede al ministro del Lavoro e delle Attività produttive, Luigi Di Maio, il senatore Cinquestelle Emiliano Fenu, con una interrogazione che è stata sottoscritta anche dagli altri rappresentanti isolani a Palazzo Madama Vittoria Bogo Deledda, Elvira Evangelista, Ettore Licheri e Gianni Marilotti. L’interrogazione sollecita inoltre il vicepremier perché si ricerchino per il polo industriale del centro Sardegna «soluzioni alternative, anche considerando le richieste avanzate dai lavoratori di Ottana Polimeri».

Nell’interrogazione si ricorda come il confronto istituzionale era stato sollecitato dai lavoratori di Ottana già nel 2015 con una lettera (rimasta senza risposta) inviata all’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e dove si chiedeva «di convocare tempestivamente un tavolo governativo di discussione per addivenire a una soluzione che potesse scongiurare la chiusura degli impianti».

Per Emiliano Fenu e i suoi colleghi anche la condotta delle imprese private ha «messo seriamente in crisi il futuro di lavoratori altamente specializzati, delle loro famiglie e di un territorio, il Nuorese, martoriato dalla perdita di migliaia di posti di lavoro nei comparti della chimica e del tessile». Per questo motivo «sarebbe necessario intervenire con urgenza per creare le condizioni di un rilancio dell’industria ad Ottana salvaguardando i lavoratori coinvolti ed evitando la partenza di altri migranti sardi che non vedono più possibilità di sbocco nella loro regione».

Nell’interrogazione si ripercorrono le vicissitudini del polo industriale di Ottana, con la nascita del complesso, la successiva privatizzazione e l’attività dell’unica fabbrica di Pet presente in Italia. Il Pet, «è la materia prima delle bottiglie di plastica, principalmente usate per l’acqua minerale e contenitori alimentari; una produzione che in tutta Europa è crescente, florida e in continua espansione». Tuttavia «dal marzo 2014 Ottana Polimeri è chiusa, mentre la società Indorama ha continuato la propria espansione in altri Paesi europei (Spagna, Portogallo, Olanda, Polonia, Lituania) e in Medio Oriente, Turchia e Egitto».

L’interrogazione ricorda come «negli ultimi quattro anni gli ex lavoratori della società hanno tentato di sensibilizzare in ogni modo le istituzioni, sia regionali che nazionali, affinché fossero convocati con urgenza la società Indorama ed il Gruppo Clivati per instaurare un tavolo tecnico per discutere sulle possibilità di riavvio degli impianti. Tuttavia, nel silenzio totale delle istituzioni, a settembre 2017, è stata tolta ai dipendenti ogni speranza a causa del loro licenziamento».

 

[bing_translator]

Entra nella fase operativa il Piano che impegna complessivamente 16,4 milioni di euro ed è gestito dalla Unità per Ottana, la task force interassessoriale costituita a giugno dalla Giunta per affrontare la grave crisi che ha colpito il territorio. Il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione Raffaele Paci, che coordina l’Unità, e l’assessora del Lavoro Virginia Mura hanno illustrato oggi al Gruppo di Coordinamento Territoriale, nella sala consiliare del comune di Ottana, gli interventi per la riqualificazione delle infrastrutture (2 milioni), le azioni di animazione territoriale per le imprese (100mila euro) in preparazione del bando che sarà pubblicato in autunno (4 milioni), gli interventi attraverso politiche attive per i lavoratori in situazioni di crisi all’interno dell’area vasta di 24 Comuni (2 milioni) e le azioni specifiche per i 130 ex lavoratori del polo industriale (2 milioni e 300mila euro). A questi vanno aggiunti 5 milioni stanziati dalla Regione per Antica Fornace, con il contratto di sviluppo che ha concluso l’iter il 1 agosto scorso con l’approvazione del Mise e che grazie all’ampliamento aziendale assumerà 92 persone, e 1 milione per i cantieri verdi da economie riattribuite.
Il Piano è diviso in tre ambiti tematici. I primi due coinvolgono l’intera area vasta (Austis, Birori, Bolotana, Borore, Dualchi, Gavoi, Lei, Lodine, Macomer, Mamoiada, Noragugume, Ollollai, Olzai, Oniferi, Orani, Orotelli, Ottana, Ovodda, Sarule, Silanus, Sindia, Teti, Tiana) e prevedono Politiche attive per i lavoratori e Bandi mirati per le piccole e medie imprese del territorio. La terza azione riguarda le Infrastrutture e l’attrazione di grandi investimenti nell’area del consorzio industriale (Ottana, Bolotana, Noragugume).
Il vicepresidente ha illustrato in che modo si interverrà, con 2 milioni, sulle infrastrutture dopo la firma della convenzione fra Centro regionale di Programmazione e Consorzio industriale, che garantisce un cofinanziamento aggiuntivo di 250mila euro. Gli interventi previsti sono 9: riqualificazione delle aree dello stabilimento ex Enichem; riqualificazione delle aree “in destra Tirso” (pozzetti fognari e idrici, illuminazione stradale, caditoie stradali); rifunzionalizzazione della viabilità principale e secondaria (circa 20 chilometri, necessari a raggiungere la 131, con segnaletica, illuminazione, cavidotti); rifunzionalizzazione della viabilità consortile (sistemazione della strada di circonvallazione dell’abitato di Ottana); nuovo impianto di potabilizzazione (per garantire acqua potabile alle aziende nelle aree alla destra del fiume Tirso che attualmente ne sono sprovviste); piano di caratterizzazione (definizione dello stato ambientale dell’area attraverso la raccolta di documentazione cartografica e bibliografica); nuova pavimentazione stradale, riasfaltatura e risagomatura delle strade consortili; nuovo ingresso allo stabilimento (controllo accessi, rilascio pass e gestione sicurezza); condotta dell’acqua potabile dello stabilimento, per garantire la fornitura alle aziende collocate all’interno.
Raffaele Paci ha poi annunciato che è stata firmata la convenzione con la Camera di Commercio di Nuoro, che si occuperà di animazione territoriale a partire dalla prima settimana di settembre. Le azioni camerali si svolgeranno in fase propedeutica e successiva alla pubblicazione del bando territoriale dedicato esclusivamente alle imprese localizzate o che si localizzeranno nell’area di riferimento. L’obiettivo finale è quello di coinvolgere il più possibile gli attori locali nella definizione degli ambiti di intervento, in modo da calibrare l’avviso pubblico della Regione sulle reali esigenze espresse dal territorio, mettendo in tal modo le aziende locali in condizione di candidarsi con successo all’assegnazione dei fondi regionali. Tale obiettivo si tradurrà nelle seguenti azioni operative: creazione di laboratori per le imprese, audit del territorio e individuazione degli ambiti d’intervento cruciali per lo sviluppo dell’area, assistenza tecnica sul bando territoriale. Saranno creati uno o più presidi territoriali, di cui almeno uno situato ad Ottana. In particolare, il servizio di animazione territoriale dovrà riguardare le seguenti azioni: organizzazione e gestione di attività di animazione e informazione per la definizione delle potenzialità dei territori e delle imprese locali; organizzazione e gestione di almeno 8 tavoli di facilitazione da svolgere, con metodologia partecipativa, in 8 comuni delle aree oggetto dell’intervento, di cui uno a Ottana; elaborazione di un report consuntivo; analisi dei fabbisogni ed analisi economico – imprenditoriale del territorio di riferimento.
Nella fase di analisi economica e dei fabbisogni sarà posta una particolare attenzione all’individuazione dei punti di forza e debolezza, alle potenzialità del territorio e alle strategie per lo sviluppo locale e delle imprese. Sarà poi costituito uno sportello permanente ad Ottana per incontri con le imprese esistenti o di nuova costituzione, che saranno supportate anche per la partecipazione al bando dopo averne acquisito aspettative e richieste.
Potranno usufruire di una delle seguenti misure: un Contributo economico una tantum a compensazione della ridotta rioccupazione successiva al licenziamento, la Partecipazione ad interventi di politica attiva del lavoro, l’Impiego nei cantieri comunali. Queste misure sono finanziate con la legge regionale 25 approvata a fine luglio dal Consiglio che stanzia 2 milioni e 315mila euro solo per gli ex lavoratori del polo industriale di Ottana, che hanno perso il lavoro dopo la liquidazione delle rispettive società, non sostenuti dagli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga, e che si trovino in una situazione di ridotta occupazione successiva al licenziamento. 

[bing_translator]

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10217199638050960/

Per la prima volta nella storia del comparto ovicaprino sardo si hanno a disposizione i dati sulle produzioni del latte dell’intero settore: 331milioni 907mila 381 litri per l’annualità 2015-16 e 317milioni 464mila 776 litri per quella del 2016-17. Il report è stato illustrato oggi durante una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, i direttori generali dell’Assessorato e dell’Agenzia Agris Sardegna, Sebastiano Piredda e Roberto Zurru, e il presidente dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo (Oilos), Salvatore Pala.
Il singolare risultato è frutto del provvedimento messo in campo lo scorso autunno dalla Regione che, con uno stanziamento di 13euro a capo ovicaprino per un totale di 45milioni di euro, è intervenuta per aiutare le aziende colpite dal calo del prezzo del latte e dalla siccità con danni ingenti alle foraggere in primavera ed estate. Nella presentazione della domanda per il finanziamento dei 13euro infatti era stato chiesto ai pastori di inviare le fatture sulle produzioni del latte, rilasciate dai trasformatori, per le stagioni 2015-2016 e 2016-2017, così da conoscere le produzioni reali. Obiettivo della raccolta dati è quello di renderli pubblici per i diversi portatori di interesse da un lato e di consegnarli quindi all’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo (Oilos) così da attivare tutte le procedure per governare il mercato del settore ragionando sulle diverse trasformazioni casearie. Per completare al meglio l’analisi produttiva, i pastori che trasformavano il proprio latte in formaggi per la vendita diretta dovevano presentare le fatture, in caso di autoconsumo (cifre comunque assai risicate) era necessario inviare una autocertificazione che tenesse conto del numero dei capi presenti in azienda.
Sono pervenute all’Agenzia Agris Sardegna, incaricata di raccogliere e rielaborare i dati delle fatture di pagamento del latte, 10mila 608 domande (8.743 da aziende ovine e 1.865 da caprine, dove il 13% del totale delle aziende consiste in allevamento misto), su circa 12mila 267 imprese del comparto registrate nell’Isola. Per l’annata 2015-2016 è stata dichiarata una produzione di 297milioni 33mila e 730 litri di latte (279milioni 850mila 647 litri da ovini e 17milioni 183mila 83 litri da caprini). Per la stagione 2016-2017 è stata invece dichiarata una produzione leggermente più bassa con 284milioni 108mila 616 litri. Le ripartizioni che riguardano il numero dei capi interessati dalle domande sono basate sull’annualità 2015-2016, con l’ultimo aggiornamento disponibile nella Banca dati nazionale (Bdn) delle anagrafi zootecniche. Le dichiarazioni hanno quindi riguardato 2milioni 747mila 236 capi di cui 2milioni 548mila 808 pecore e 198mila 428 capre. La consistenza media del gregge si è attestata su 259 unità che diventano 292 per le realtà ovine e 106 per quelle caprine. La produttività media a capo presente in azienda, che tiene conto anche degli animali improduttivi come rimonte o montoni, è stata di 108 litri nel 2015-2016 e 103 litri nel 2016-2017. Nello specifico si ha una media di 110 litri per le pecore e di 87 per le capre. Se invece si tiene conto dei soli capi stimati in lattazione si hanno 169 litri a capo nel 2015-2016 e 162 nel 2016-2017, con 172 litri per pecora e 135 per capra.
Nella prima annualità sono 465 le aziende che hanno dichiarato di trasformare il latte in proprio con circa 10milioni 328mila 574 litri (3,48%), mentre salgono a 618 nella seconda stagione con 9milioni 973mila 731 litri (3,51%). Sempre con riferimento alla stagione 2015-16 per il settore ovino sono trasformati in proprio 9milioni 236mila 298 litri e per quello caprino 1milione 92mila 276 litri.
Sono state 1.659 (circa il 14% delle totale registrato in Sardegna) le aziende che non hanno presentato la domanda sui 13euro: 1407 ovine e 252 caprine. Alla luce dei dati disponibili, l’Agenzia Agris ha elaborato una stima sui litri di latte prodotti dalle imprese che non hanno comunicato le fatture: nel 2015-16 dovrebbero essere 34milioni 873mila 651, mentre scendono a 33milioni 356mila 161litri nell’annata 2016-17. La prima stagione è così stimata: 32milioni 856mila 248 per gli ovini e 2milioni 17mila 403 per i caprini.
Attraverso la Bdn si è risaliti alla consistenza totale dei capi che con l’ultimo aggiornamento della stagione 2015-16 determina una consistenza di bestiame ovicaprino di 3milioni 73mila e 486 capi. Di questi, 2milioni 851mila e 517 sono pecore e 221mila 969 sono capre. Gli animali sono allevati in 12mila 267 aziende di cui 10mila 150 (83%) sono ovine e 2mila 117 sono caprine (17%). È bene ricordare che circa il 13% del totale delle aziende allevano sia pecore e sia capre.
Le produzioni totali, frutto della somma dei dati reali e delle stime elaborate su di essi (stime che riguardano circa il 14% delle aziende), dicono che in Sardegna si sono prodotti 331milioni 907mila 381litri di latte nel 2015-16 e 317milioni 464mila 776 litri nel 2016-17. Sempre in base alla ripartizione della prima stagione, il 94% del latte è ovino (312milioni 706mila 895 litri) e il 6% è caprino (19milioni 200mila 486 litri).
«Ora che abbiamo i numeri si può finalmente ragionare su una programmazione seria e puntuale della produzione del latte che per decenni ha subito speculazioni e chiacchiericci dove a pagarne sempre le conseguenze sono stati i pastori con saliscendi del prezzo del latte intollerabili». Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: «Il risultato storico raggiunto ci obbliga adesso a continuare lungo questa strada: dobbiamo fare in modo che i dati siano aggiornati anno dopo anno. Dobbiamo costruire con i portatori di interesse e in collaborazione con le istituzioni nazionali degli strumenti normativi che ci permettano di raccogliere periodicamente gli andamenti della produzione del latte. Con i numeri in mano – ha concluso l’assessore – possiamo finalmente costruire le migliori condizioni che diano stabilità a un comparto così importante per le economie e la storia della nostra terra». 
«Una maggiore conoscenza delle caratteristiche produttive del comparto – ha spiegato il direttore generale di Agris Sardegna, Roberto Zurru – permetterà una programmazione delle attività di ricerca ancor più finalizzata alle esigenze specifiche delle nostre aziende. Come Agenzia – ha concluso – utilizzeremo al meglio questi risultati per affiancarli quotidianamente alle attività di ottimazione delle produzioni che da anni portano avanti i nostri tecnici.» 
«Ritengo che i dati presentati oggi siano verosimili». Così il presidente dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo, Salvatore Pala, che aggiunto: «È chiaro che tali dati dovranno essere ancora affinati, ma questa è la base essenziale affinché Oilos inizi a lavorare e a concretizzare tutto quello che il nostro mondo si aspetta: una seria programmazione, provando a gestire le fasce di mercato per capirle e individuare così come trasformare il latte». 

[bing_translator]

Sono centinaia i turisti accolti dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Cesare Beccaria che, dal 5 luglio scorso, stanno gestendo, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, l’Info Point turistico-culturale del comune di Carbonia, sito nella Torre Civica di piazza Roma.
I ragazzi della classe 4ª D dell’istituto carboniense – indirizzo Turismo – insieme ad altre colleghe maturatesi lo scorso anno nella medesima scuola, stanno promuovendo la loro città, fornendo a cittadini, turisti ed escursionisti, informazioni sulle origini e gli sviluppi di Carbonia e sui principali luoghi di interesse storico, culturale, archeologico e turistico che la caratterizzano. «Si tratta di un servizio molto utile per la collettività soprattutto nella stagione estiva, in cui la città annovera la presenza di numerosi turisti, molti dei quali di nazionalità straniera. Ringrazio i docenti e gli studenti che, insieme all’Amministrazione comunale, hanno creduto fortemente in questo progetto», ha detto il sindaco Paola Massidda.
Il referente del progetto è il prof. Lorenzo Tartaglione, che sta seguendo i ragazzi passo dopo passo al fine di garantire un servizio di qualità per i visitatori. L’Info Point, attivo nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro fino al 31 agosto, è aperto ogni mattina, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13.00. Gli orari possono essere rimodulati in base alle esigenze degli studenti e in occasione di eventi che riguardano la nostra città. A questo proposito, è prevista un’apertura notturna in occasione di “Nottinsieme” nelle date di mercoledì 15 e mercoledì 22 agosto. Occasioni speciali in cui, all’interno della struttura situata nella Torre Civica, sarà possibile degustare gratuitamente vini e prodotti tipici locali.
Nell’Info Point si sono recati fino ad ora visitatori provenienti soprattutto dalla Francia, il Belgio, la Germania e l’Olanda. Per quanto concerne l’Italia, si registra in particolar modo la presenza di turisti originari del Settentrione, segnatamente dell’Emilia Romagna e della Lombardia.

[bing_translator]

L’assessorato dei Servizi sociali del comune di Sant’Antioco ha aperto i termini per la partecipazione all’avviso pubblico teso alla presentazione di progetti di intervento da parte di associazioni di volontariato che operano senza scopo di lucro nel campo socio-assistenziale di Sant’Antioco. Le domande vanno presentate entro il 7/09/2018.

Scopo del bando è lo sviluppo del sistema locale dei servizi, anche attraverso la progettazione congiunta degli interventi e la messa in rete delle risorse; l’integrazione delle politiche sociali, valorizzando la capacità di innovazione dei soggetti sociali solidali; lo sviluppo locale di attività socio-assistenziali in grado di produrre incremento di capitale sociale, valorizzazione delle risorse locali, inclusione dei soggetti deboli.

I destinatari del bando sono tutte le associazioni di volontariato regolarmente iscritte al registro regionale e comunale delle associazioni di volontariato e di promozione sociale, con sede legale nel comune di Sant’Antioco, che operano senza scopo di lucro e che perseguono nel loro statuto obiettivi di solidarietà sociale nel territorio comunale.

Il plico contenente il progetto e la documentazione richiesta dovranno pervenire al Comune di Sant’Antioco – Ufficio Servizi Sociali, via Risorgimento, 37 – ed essere presentati direttamente all’ufficio Protocollo – Piazzetta Italo Diana, 1 – o tramite raccomandata A/R (in tal caso farà fede il timbro postale) oppure inviati alla casella di posta elettronica certificata all’indirizzo: protocollo.santantioco@legalmail.it .

Eventuali informazioni possono essere richieste all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Sant’Antioco al n. 0781 8030221 o in orario di apertura al pubblico presso la sede di via Risorgimento, 37. Il bando ed i relativi allegati sono consultabili presso il sito istituzionale dell’Ente www.comune.santantioco.ca.it . 

[bing_translator]

Una favola per trasmettere cultura, tradizioni, aspetti della quotidianità e ancora trarre beneficio dagli effetti che il bilinguismo ha sulle riserve cognitive delle persone a tutte le fasce d’età.

C’è questo e altro in “Fidelidade” terzo volume di una di una collana di testi di Medicina Narrativa in italiano e Sardo scritti dal medico e ricercatore della Comunità Mondiale della Longevità Roberto Pili che viene presentato domani giovedi 9 agosto, alle ore 19.30, presso “Casa Frau” in Piazza del Popolo, a Pula. La presentazione del libro sarà introdotta e moderata dal giornalista Vito Fiori.

Impreziosito dalle illustrazioni a colori realizzate da Regina Obino e che si avvale della traduzione in lingua sarda, a cura di Quintina Culurgioni, il libro “Fidelidade” può essere preso come un testo di riferimento nelle scuole per favorire la conoscenza della lingua sarda.

La scelta delle favole bilingui è più che ragionata – sottolinea Roberto Pili – perché la lingua sarda deve continuare ad agire nella mente dei sardi come la chiave primaria di accesso alla storia, alla letteratura, alle tradizioni di un popolo. Riappropriarsi del proprio codice linguistico partendo dalla quotidianità, dal rapporto privilegiato nonni, genitori, figli, nipoti come può darlo anche solo il riprendere a parlare, a raccontare in sardo può contribuire a spezzare il circolo vizioso del suicidio linguistico e poter mettere a frutto l’impressionante stimolo cognitivo conscio e inconscio che ci consente il cervello plurilingue

Il rapporto uomo/animale è sempre stato al centro dell’attenzione di scrittori e scienziati, per il suo valore quotidiano e per il suo ruolo terapeutico. La storia del Cane Niedduzzu, riassume la quotidianità di questo rapporto ed il supporto disinteressato dell’animale-amico nell’affrontare le vicissitudini della vita. Ancora una volta l’autore, attento osservatore e descrittore di vissuti, con la sensibilità del professionista impegnato sul fronte delle vicissitudini umane, riesce a descrivere le molteplici complessità della vita e dell’animo umano.

Questo nuovo esperimento che segue il volume “La strega dei bottoni” riuscitissima anche la trasposizione teatrale, ripropone con i toni e l’avvincente semplicità della favola una storia senza tempo e l’universalità dei sentimenti umani.

 

[bing_translator]

Domani 9 agosto sarà un giovedì all’insegna del divertimento in ogni angolo di Sant’Antioco (da Piazza De Gasperi a Piazza Umberto, dal Corso Vittorio Emanuele al Lungomare), tra spettacoli musicali, fiere, balli caraibici e sagra del pesce spada. Torna il Sulky Festival, in Piazza De Gasperi, a partire dalle 20.30. Si parte con GIONATA FREUER FREI Spiralights & Fireshow. Spiralights & Fireshow si uniscono per dare vita ad uno spettacolo unico nel suo genere: una magnifica fusione tra l’affascinante elemento del fuoco, e la magia delle luci con innovative tecnologie led. A seguire, alle 22.30, sarà la volta del Red Swing Trio. Il trio, composto da tre musicisti (Roberto Montalbano alla chitarra e voce, Victor Casula al contrabbasso elettrico, Ignazio Sechi alla batteria) è un ensemble collaudato che si rifà al repertorio classico dello swing italiano (Carosone, Buscaglione) e al Manouche,  stile  molto simile allo swing americano degli anni venti/trenta suonato più comunemente con un’orchestra. I due generi, pur sviluppandosi in periodi contemporanei e somigliandosi, hanno origini ben differenti. In questa particolare occasione  il trio diventerà quartetto avvalendosi di un magistrale musicista, virtuoso del violino conosciuto ai più: Diego Milia.

Spazio all’iniziativa “NottinCorso”, nel Corso Vittorio Emanuele, che animerà il viale alberato antiochense per tutti i giovedì di agosto e fino al 6 settembre, a partire dalle 21.00: stand, mostra mercato, musica, degustazioni, animazione, luci e colori in compagnia di Alverio Cau.
La manifestazione è organizzata dai commercianti del Corso in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale Sulki e l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco.

E ancora: alle 20.00 prenderà il via la Sagra del pesce spada, presso il Waikiki bar. La serata sarà allietata dalla musica del gruppo “Skaoos”. In Piazza Umberto, invece, Balli Caraibici con DJ Ezio, dalle 22.00, a cura del Bar La Playa del Sol e della Caffetteria Olimpia Sant’Antioco.

[bing_translator]

Si riunisce questo pomeriggio a Nuoro, nella storica sede di via Roma, la segreteria nazionale del Partidu Sardu – Partito Sardo d’Azione alla presenza del Segretario nazionale, sen. Christian Solinas, che ha così spiegato le ragioni simboliche «di piena partecipazione e di convinto sostegno al gruppo consiliare sardista del comune di Nuoro» che la convocazione del più alto organismo dirigente del Partito dei Quattromori intende assumere, in concomitanza della conferenza stampa aperta alla cittadinanza organizzata dai sardisti nuoresi sul tema “CRISI IN COMUNE: PARLANO I SARDISTI”: «Ho convocato a Nuoro la riunione della Segreteria Nazionale, in concomitanza con l’incontro promosso dalla locale Sezione 28 aprile e dal gruppo consiliare sardista del comune di Nuoro, per esprimere inequivocabilmente la vicinanza di tutto il nostro Partito agli amministratori comunali nuoresi che stanno affrontando con grande senso di responsabilità una crisi politica determinata unilateralmente dal sindaco Andrea Soddu, che minaccia molto seriamente la tenuta del comune di Nuoro, col pericolo del commissariamento dell’Ente e tutto ciò che ne consegue in termini di servizi e tariffe ai cittadini nuoresi».