4 July, 2026

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Un raffinato liutaio, Pietro Contu, ma soprattutto un Teuladino della cui arte si potrebbe scrivere a lungo, elogiando la competenza e la capacità costruttiva raggiunte in anni di lavoro appassionato e tenace. Un Teuladino, dunque, che non dimentica le proprie origini, pur vivendo da molti anni in Germania e ci tiene, anzi, a dire da dove viene! Nel suo sguardo e nelle sue parole si percepiscono cenni di una “teuladinità” sempre viva e presente, che fa pensare ad un benefico influsso sulla sua creatività, certamente innata, ma indubbiamente favorita da paziente operosità. Quell’operosità, ci viene da pensare, che ha permesso a molti “Teuladesus” di raggiungere traguardi notevoli in vari campi, una volta lasciata “sa bidda”. Sarà per desiderio di emergere, sarà per orgoglio di appartenenza ad una comunità unita e fiera, che non si vuol deludere, sarà per una spinta che viene dal cuore e consente di guardarsi intorno per afferrare le opportunità più consone su cui far convergere ogni sforzo, ogni massimo impegno, sarà per tanto altro ancora…. ma il fatto resta che per Pietro Contu la buona volontà, la passione e lo spirito di sacrificio sono stati determinanti nel fargli intraprendere una strada che lo ha portato ben lontano, a chiara fama e notorietà in un campo assolutamente di alta specializzazione, l’Arte Liutaia. Divenuta, dunque, traguardo di una “carriera” iniziata in “bidda” con la rivelazione di una istintiva propensione per lavori di intaglio e di intarsio sul legno e gratificata, via via, dagli apprezzamenti di chi sapeva distinguere l’abilità delle sue mani. La voglia di nuovi orizzonti, comune a molti nel fiore degli anni, portò Pietro lontano dalla sua terra, in Germania, alla ricerca di nuove opportunità, in grado di soddisfare le aspettative comuni a tanti giovani come lui. E qui, per lui autentica terra promessa, la scelta giusta per la sua vita! Che implicò fin da subito la prospettiva di un cammino duro ed impegnativo, “illuminato”, sì, dall’incontro con musicisti provetti, ma   soprattutto segnato da studio serio e costante di materie quali Statica, Fisica, Matematica, Acustica, oltre che della Storia dell’Arte, che gli consentisse di realizzare strumenti perfetti quanto ad equilibrio fra i vari componenti ed armonia nel suono. Studio ancor oggi affiancato da una ricerca  minuziosa nell’ambito della grande Arte Liutaia Italiana, perché le sue “creature” ne esprimano al meglio il rigoroso “spirito costruttivo, i principi estetici, la sonorità, la tecnica”. Di tutto ciò ci parla, questi giorni, la bella “Mostra Fotografica d’Arte Liutaia” allestita nei locali della Casa Baronale di Teulada, una mostra che ripercorre le fasi  di un processo stupefacente, che parte dalla scelta accurata dei materiali e prosegue con i vari momenti di un assemblaggio certosino, secondo i modi di illustri predecessori, quali Amati, Guarnieri e Stradivari. Una testimonianza significativa di come Pietro Contu, sempre affiancato nel suo lavoro dalla moglie, Pamela Glaser, maestra liutaia anche lei, oltre che partner preziosa e brillante violinista, possa essere, a buona ragione, annoverato fra protagonisti di prim’ordine nella grande Arte Liutaia europea. E, quasi a “rendere onore” ad una storia iniziata con semplici prospettive ed arrivata ad essere “nobilitata” dalla magia dei suoni ammalianti di strumenti unici, con un concerto per violino e pianoforte si è voluto inaugurare la mostra, al pianoforte Claudio Mosca, al violino proprio Pamela Glaser, che hanno eseguito brani della migliore tradizione musicale, d’epoca Barocca, con Vivaldi e Handel, d’epoca Classica, con Mozart e Beethoven, d’epoca Romantica, con Brahms e d’epoca Moderna, con Rachmaninoff. Un concerto che ha voluto essere anche autentico omaggio a Teulada e pensiero d’affetto per i suoi abitanti e che si ripeterà il 26 luglio, alle ore 21.00.

Lucia Tanas

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La Sicilia trionfa a Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty 2018. Domenica sera nel contest per emergenti il Premio Amnesty è stato vinto dai Pupi di Surfaro, che arrivano dalla provincia di Caltanissetta, mentre il premio della critica se lo è aggiudicato Danilo Ruggero di Pantelleria.

Nel festival legato ad Amnesty il premio del pubblico è andato invece a La Malaleche (gli altri due finalisti erano Eleonora Betti e le Mujeres creando).

Dopo le esibizioni dei concorrenti, la seconda parte della serata sul palco di Rosolina Mare è stata tutto per Brunori Sas, vincitore del premio Amnesty nella sezione Big con il brano “L’uomo nero”. La sua esibizione, tra ironia e impegno, ha entusiasmato il pubblico, più di 1000 spettatori che hanno seguito una serata in cui, come sempre in Voci per la libertà, la musica di qualità si è affiancata al tema dei diritti umani.

Dal piglio teatrale la proposta dei Pupi di Surfaro, che hanno vinto questa 21a edizione con “Gnanzou”, brano che narra del tragico viaggio che un migrante deve affrontare per approdare in un porto sicuro. L’ impostazione musicale è di grande interesse: sposa tradizione siciliana e dialetto con l’elettronica e la forza ritmica.

Hanno presentato le serate Savino Zaba (Rai1, Radio2) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).

Nel pomeriggio di domenica c’è stato un incontro con Brunori Sas e con il presidente e il portavoce di Amnesty Italia, Antonio Marchesi e Riccardo Noury, in presenza dell’assessore all’istruzione di Rosolina Anna Frasson e del direttore artistico Michele Lionello.

Riccardo Noury ha ricordato che «questo festival ormai è una produzione a ciclo continuo di iniziative per i diritti umani». Ha poi parlato della campagna sostenuta quest’anno da Voci per la libertà “La solidarietà non è un reato”: «Il mondo delle ONG – ha detto – è sotto attacco, sostenuto da mezzi potenti e noi reagiamo come possiamo, cercando linguaggi sempre più efficaci per diffondere i nostri messaggi».

Marchesi è entrato nello specifico del Premio a Brunori Sas per il suo brano contro l’intolleranza. «Il problema più grave con cui si confronta Amnesty nel mondo in questa fase storica è la discriminazione che diventa odio nei confronti di determinate categorie e gruppi di persone, spesso anche utilizzando informazioni false che alimentano il rancore. Non solo verso migranti e rifugiati, ma anche verso tutte le minoranze. Sono felice anche per questo del premio a questa canzone e della stretta collaborazione con Voci per la Libertà».

Brunori Sas ha spiegato la genesi del brano, confessando il suo «timore di fare l’ennesimo pezzo che in maniera retorica trattasse il tema dell’intolleranza. Quando l’ho scritto, 3 o 4 anni fa, avevo però percepito, anche attraverso i miei tour per l’Italia, la necessità e l’esigenza di fare la mia parte. Mi sono reso conto che certe paure comunque mi appartenevano e che dovevo guardare dentro di me con onestà per cercare di contrastarle. La canzone nasce da questo».

La giornata di chiusura è iniziata in spiaggia alle 5.00, al sorgere del sole, con “…a passi leggeri” una suggestiva performance di musica e danza contemporanea a cura dei Cantieri Culturali Creativi.

Il programma del festival si è srotolato su quattro giornate, dal 19 al 22, dense di eventi e che hanno visto tra gli ospiti Enrico Ruggeri, Mirkoeilcane, la Med Free Orkestra, BO.RO.FRA e Carlo Valente (vincitore del contest nel 2017), insieme agli artisti in gara nell’edizione del Premio Amnesty Italia, sezione Emergenti. In otto sono arrivati sul palco di Rosolina Mare: oltre ai 5 finalisti c’erano anche le Storie Storte, Giulia Ventisette e Iza&Sara, che hanno partecipato alle semifinali di venerdì e sabato.

Tra i “bonus” un tour di otto concerti reso possibile grazie ad un bando di Nuovo Imaie (progetto realizzato con i fondi dell’art.7 L. 93/92) che sarà assegnato nei prossimi giorni ad uno degli artisti arrivati all’ultima fase delle selezioni, dopo le necessarie verifiche dei requisiti.

Proprio alla vigilia dell’evento è arrivata la notizia che il disco con i brani della 20a edizione del festival ha vinto la Targa Tenco nella categoria “Album collettivo a progetto”: una importante affermazione che è stata di buon auspicio per la 21a edizione.

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CasaPound contesta le modifiche alla viabilità decise dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda. “Zedda ridicolo: porti aperti e strade chiuse? No a via Roma pedonale”. Questo il testo dello striscione affisso nella notte dai militanti di CasaPound che protestano contro le drastiche modifiche alla viabilità del capoluogo.

«Critichiamo aspramente le scelte del primo cittadino sulle modifiche alla viabilità adottate in questi giorni – afferma Luca Sardara responsabile cittadino del movimento – definendo impensabile in primis il ripetersi della pedonalizzazione di Via Roma già criticata aspramente dai cagliaritani l’estate scorsa; successivamente, l’immobilizzazione totale delle vie del centro storico e la zona delimitata da via Dante, Carducci, Bacaredda, Garibaldi, viale Regina Margherita, via Sonnino e, infine, viale Bonaria, istituendo la “zona 30” assieme alle piste ciclabili le quali riducono la carreggiata nelle vie tra le più trafficate della città, come ad esempio Viale Sant’Avendrace.»

«Come sempre il prezzo di queste insensate decisioni sarà pagato dai residenti, dai commercianti e dai lavoratori – conclude Luca Sardara – dato che cambiamenti di questa portata dovrebbero essere preceduti da ampi studi sull’individuazione di soluzioni alternative che favoriscano lo scorrere del traffico scongiurando code ed attese infinite, da interventi per la creazione di ulteriori parcheggi che rimpiazzerebbero quelli cancellati dalle piste ciclabili e dalle zone pedonali favorendo una migliore organizzazione che a quanto pare manca totalmente.»

 

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L’Associazione culturale Su Forti di Sant’Antioco presenterà, venerdì 27 luglio 2018, nell’Aula consigliare del comune di Sant’Antioco, dalle ore 19,00, il libro “ISOLA di SANT’ANTIOCO, un luogo senza storie non esiste”.

Gli autori, Pierluigia Troncia e Marco Emanuele Matta, hanno voluto dedicare all’Isola sulcitana, un ritratto, a loro parere, innovativo. Le foto si alternano ai racconti, ed il loro unico scopo appare quello di immortalare, oltre alle bellezze naturali, innegabili, il fascino e l’unicità dell’umanità che ha vissuto e reso unico, questo lembo di terra, il Sulcis. Le prefazioni sono state curate da Serena Cirina e Luca Gentile.

Durante la serata di presentazione, verranno letti dei brani tratti dal libro.

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La direzione generale della Protezione Civile della Regione Sardegna ha emesso un bollettino di previsione di pericolo incendi valido per la giornata di oggi, lunedì 23 luglio.

Nel Sulcis Iglesiente la pericolosità è alta e viene identificata con il codice arancione, che simboleggia la fase di attenzione rinforzata da parte della Protezione Civile. Ciò significa che l’incendio, se non viene tempestivamente affrontato, può raggiungere dimensioni tali da renderlo difficilmente contrastabile con le forze ordinarie.

«Gli incendi sono una minaccia per la vita umana e per l’immenso patrimonio ambientale che caratterizza il nostro territorio. Pertanto, risulta di fondamentale importanza che ciascuno di noi metta in atto specifici comportamenti di prevenzione e tutela atti ad evitare danni alle persone e all’ambiente», ha detto il sindaco di Carbonia, Paola Massidda.

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Una doppia presentazione per riflettere su come la cultura possa essere una arma contro la corruzione e la mafia. Martedì 24 e mercoledì 25 luglio appuntamento ad Alghero e a Pula con il libro di Vittorio V. Alberti “Pane sporco”, filosofo e membro del consiglio scientifico del Cortile dei Gentili, già docente di filosofia politica presso l’Università Lateranense ed oggi direttore responsabile della rivista scientifica on-line “Sintesi Dialettica”. Organizza le iniziative Libera Sardegna in collaborazione con Sardegna Solidale.

Martedì 24 nella città catalana si inizia alle 19.00 in piazza Pino Piras dove, moderati dal giornalista Vito Biolchini, interverranno insieme all’autore il vescovo mons. Mauro Morfino, il sindaco Mario Bruno, il prefetto di Sassari Giuseppe Marani, il questore di Sassari Diego Buso, insieme allo scrittore Raffaele Sari, al referente di Libera Sardegna Giampiero Farru e a Sergio Melis, presidente della Consulta delle Associazioni di Alghero. All’incontro sono stati invitati anche i sindaci della rete metropolitana.

Mercoledì 25 appuntamento invece alle 21.00 a Pula, in piazza Chiesa San Giovanni Battista, dove, insieme all’autore ci saranno il sindaco Carla Medau, il magistrato Gilberto Ganassi, il parroco don Marcello Loi, in rappresentante della stazione dei carabinieri di Pula e il responsabile della Caritas diocesana di Cagliari don Marco Lai.

In “Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” Vittorio V. Alberti affronta alla radice la piaga originaria che a suo avviso consuma la società italiana e mina alle basi qualunque prospettiva di progresso civile: una non-cultura che disprezza il merito, la riflessione, la ricerca della bellezza in nome di miopi interessi personali o di gruppo. È contro la cultura della mafia e della corruzione che è indispensabile battersi, come sostengono nel saggio introduttivo il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, e nella postfazioneil fondatore dell’associazione Libera don Luigi Ciotti. «La corruzione e la mafia sono simboli maledetti di questa grande corruzione culturale, sono bruttezza. Per ricucire un futuro la strada è nel passato, nel nostro patrimonio, che è bellezza. Ecco l’idea: la potenza culturale italiana per combattere la corruzione e le mafie. Il patrimonio di intelligenza e bellezza, che è il nostro valore, la nostra identità, è nostro e nessuna forza oscura può togliercelo a meno che non glielo lasciamo fare, come spesso avviene per nostra colpa», spiega Vittorio V. Alberti.

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I carabinieri della Compagnia di Carbonia, nella notte appena trascorsa, hanno effettuato un’attività di prevenzione a largo raggio, che ha interessato tutta l’area territoriale di competenza. Il servizio ha avuto principalmente la finalità di prevenire le stragi del sabato sera, nonché contrastare l’uso e la cessione di sostanze stupefacenti e le violazioni di legge in genere, mediante l’effettuazione di posti di controllo alla circolazione stradale, nei pressi dei locali, pub, bar e discoteche, luoghi di maggior aggregazione giovanile. Nel corso del servizio un 23enne di Carbonia, cameriere, con precedenti di polizia, è stato denunciato a piede libero, poiché ritenuto responsabile di porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Quest’ultimo, controllato alle ore 6.20 circa di questa mattina sulla SS 126, mentre si trovava alla guida dell’auto di proprietà, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico di genere proibito. Inoltre, il giovane è stato sanzionato amministrativamente poiché circolava con il veicolo sprovvisto di copertura assicurativa e con la revisione scaduta, nonché segnalato alla prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti, poiché all’esito dei controlli è stato trovato in possesso di modica quantità di stupefacente di tipo hashish. Per il medesimo motivo. è stato segnalato anche un 19enne carlofortino per la detenzione per uso personale di circa 3 grammi di hashish. Infine, un 38enne originario di Carbonia è stato segnalato per guida in stato di ebbrezza alcolica, poiché, controllato nei pressi della discoteca denominata “Just Disco Club” a Porto Pino, a seguito di accertamento etilometrico è stato trovato con tasso superiore al limite consentito. La patente di guida è stata ritirata ed il veicolo affidato a persona autorizzata.
Nel corso del servizio, sono state controllate complessivamente 25 veicoli, identificate oltre 30 persone, elevate 4 contravvenzioni al codice della strada e sequestrata un’arma.

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Notte movimentata per i carabinieri della Compagnia di Cagliari. Nell’ambito dell’attività preventiva che vede un rilevante incremento dei militari nelle zone cittadine più frequentate dalla movida cagliaritana e dai turisti, i carabinieri di Cagliari da qualche settimana stanno garantendo una costante ed insistente presenza nelle ore serali e notturne, soprattutto a cavallo dei fine settimana.

Predisposizione di numerosi posti di controllo con etilometro dedicata al Lungomare Poetto, pattugliamento di quelle aree rubane della città svuotatesi dagli abitanti in virtù del periodo estivo: queste sono le linee prioritarie di una strategia che dai risultati ottenuti risulta essere efficiente. Ieri notte nel corso di questi servizi, sono stati denunciati due soggetti per guida in stato di ebrezza, poiché si erano messi alla guida dei rispettivi autoveicoli in condizione di grave stato di alterazione, a seguito di abuso di alcool: un 19enne di Elmas che in via La Palma, alla guida della propria auto, ha riportato il tasso di 2,00 MG/L di alcool e un 38enne di Assemini che, in zona Poetto, a bordo di una Ford Focus, è risultato positivo al test alcolemico addirittura con un tasso pari a 2,57 MG/L. Ad entrambi è stata ritirata la patente ed è stato sequestrato l’autoveicolo.

Sempre nel corso della nottata, i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato un 36enne di Assemini che aveva appena forzato con due cacciaviti alcuni distributori automatici di vivande, installati in via Pascoli, per un danno complessivo di 500 euro. L’uomo, con precedenti di polizia, è stato trasferito agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.

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«Il sindaco di Nuxis ha convocato una pubblica assemblea per parlare della gestione del servizio idrico. Com’è noto, Nuxis è uno dei 29 comuni sardi che autogestiscono l’acqua, avendo fonti sufficienti ai propri bisogni. Ma allora perché l’assemblea popolare? Per comunicare che il Comune non ha i fondi per gestire il servizio. Troppi i morosi; prendono l’acqua, ma non la pagano. E siccome il sindaco non intende esigere il pagamento, non rimane che affidarsi alla coscienza o al buon cuore degli evasori, in mancanza il servizio passerà ad Abbanoa, anche perché uno dei requisiti di legge per la gestione autonoma è che essa sia efficiente ed economicamente corretta.»

Lo sostiene, in una nota, Andrea Pubusa, candidato sindaco non eletto alle elezioni dello scorso anno, successivamente dimessosi dalla carica di consigliere comunale.

«Insomma, ad un anno dall’elezione, il Sindaco dichiara la resa e si appresta a consegnare il servizio idrico comunale ad Abbanoa – aggiunge Andrea Pubusa -. Colpa dei morosi, dice, senza dar conto di una sua omissione nel pretendere i pagamenti dai morosi, che comporta, fra l’altro, una precisa responsabilità politica e contabile del Sindaco e della Giunta. C’è da aggiungere che l’amministrazione attuale non si è preoccupata di provare al Comitato d’Ambito il possesso degli altri requisiti per mantenere l’autonomia di gestione, e cioè il pregio delle acque e l’ubicazione delle fonti in parchi o aree protette.»

«Avevo segnalato, con un’interrogazione, la necessità di questi adempimenti nel dicembre scorso, subito dopo l’approvazione di una leggina regionale presentata falsamente come risolutiva per la gestione autonoma dei 29 comuni fuori da Abbanoa, ma che, in realtà non ha modificato i requisiti, fissati in legge statale, quindi non modificabile con legge regionale.
Per scongiurare il passaggio ad Abbanoa, gli amministratori di Nuxis dovrebbero muoversi per realizzare gli adempimenti di legge. Stare inerti e dar la colpa ai morosi – conclude Andrea Pubusa – è un modo per nascondere la propria incapacità di far fronte a una questione su cui l’attuale mai maggioranza si era impegnata nella campagna elettorale. Ma non è mai troppo tardi.»

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Nuova denuncia del consigliere regionale Gianluigi Rubiu, sui disservizi nella sanità del Sulcis Iglesias. Il capogruppo dell’Udc, in una nota diffusa questo pomeriggio, scrive che «l’incubo per un paziente ultraottantenne si è materializzato sabato notte nelle corsie del Sirai di Carbonia. Un anziano, con frattura al femore, è stato ricoverato per una frattura al femore dopo ore di dolori e tensioni. Il pensionato, già rispedito a casa dal Pronto soccorso del Cto di Iglesias, non operativo nel fine settimana, è stato costretto ad una corsa contro il tempo verso l’ospedale Sirai di Carbonia».

«E’ una situazione intollerabile – attacca Gianluigi Rubiu, che preannuncia una mozione urgente nell’aula di via Roma – che mette a rischio la vita dei malati nei presidi del Sulcis Iglesiente. Un comparto devastato dalla riforma della rete ospedaliera, con un depotenziamento dei servizi sanitari che si ripercuote sui cittadini. Nel caso dell’anziano arrivato a Carbonia, poi, c’è da registrare un’altra disavventura. Al Sirai è stato “parcheggiato” ed abbandonato al suo destino nella sala gessi della struttura, a causa dell’insufficienza dei posti letto in corsia.»

«La sanità nel Sulcis Iglesiente è ormai al collasso, con un ridimensionamento dei reparti che non è ammissibile per il territorio. I servizi territoriali si sono progressivamente indeboliti, con un aggravamento delle condizioni sanitarie che ricade sui pazienti, palleggiati da un ospedale all’altro senza un’adeguata assistenza – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Non basta, perché a completare il disastro c’è anche la carenza di personale. Si noti che per la mancanza di anestesisti si è costretti ad un’attesa di 20 giorni per un intervento chirurgico urgente. La misura è ormai colma. Le criticità nei diversi presidi del territorio sono evidenti e la realtà è drammatica per i pazienti. Abbiamo situazioni disastrose che ricadono sulla pelle dei cittadini. Altro che chiacchierare sul progetto dell’ospedale unico, che non vedremo mai – conclude Gianluigi Rubiu -: si pensi a migliorare l’esistente e, soprattutto, pensino alla gente che deve subire disagi insopportabili.»