24 July, 2026

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L’Amministrazione comunale di Carbonia ha diffuso una nota sulla conclusione di Nottinsieme 2017, il cui bilancio considera molto positivo.

«Il risultato dell’evento è molto positivo, soprattutto nel mese di agosto – ha affermato il sindaco di Carbonia, Paola Massidda -. Lo dimostra il fatto che le vie del centro storico, ogni mercoledì, sono state affollate da migliaia di persone. Le attività commerciali, artigianali, gastronomiche e le iniziative artistiche, ludiche e musicali hanno richiamato a Carbonia anche numerosi turisti.»

Quest’anno, per la prima volta nella sua storia, Nottinsieme ha presentato una novità nella durata della manifestazione, che non si è concluso l’ultimo mercoledì del mese di agosto, ma si è protratta fino alla prima settimana di settembre, per scelta dell’Amministrazione comunale, mirata ad allungare la stagione più calda dell’anno, favorendo una destagionalizzazione dei flussi turistici. Destagionalizzazione che trova conferma anche nell’ampio calendario di eventi culturali, di spettacolo e di intrattenimento previsti dall’Amministrazione comunale per tutto il mese di settembre.

Nottinsieme 2017 ha tenuto compagnia a cittadini e turisti per 10 appuntamenti che, come ha spiegato l’assessore delle Attività produttive, Mauro Manca, «sono stati organizzati ottimizzando al meglio le risorse economiche, con un impegno di spesa oculato (circa 15 mila euro), inferiore rispetto a quanto investito in altri centri vicini per manifestazioni analoghe, ma in grado di raggiungere standard qualitativi elevati. Con le limitate risorse iscritte a bilancio per l’evento Nottinsieme, non possiamo che essere soddisfatti. Ed esprimo soddisfazione anche per come è stata gestita dagli organizzatori la questione relativa alla sicurezza, che quest’anno comportava norme sempre più stringenti, alla luce della circolare del Capo di Polizia Franco Gabrielli del 25 maggio scorso. Dal punto di vista delle ricadute per le attività produttive della zona, la manifestazione Nottinsieme, partita un po’ in sordina, ha fatto registrare una forte crescita del numero degli stand nel mese di agosto, anche in concomitanza con la nuova gestione a cura dell’associazione Origine, che ha stabilito gli spazi da dedicare agli ambulanti, agli hobbisti e ai commercianti, organizzando anche la parte relativa all’animazione e all’intrattenimento. Il trend di crescita della manifestazione è stato confermato dai numeri: dai 23 stand presenti nel mese di luglio, siamo passati a più di 60 bancarelle nel mese di agosto. Un finale di stagione positivo, che è benaugurante anche in vista del prossimo Nottinsieme 2018 – ha concluso Mauro Manca -, per il quale siamo già al lavoro con l’obiettivo di introdurre migliorie in grado di venire incontro sia alle esigenze dei commercianti che dei cittadini e dei turisti.»

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Quale sviluppo per il futuro del Sulcis Iglesiente? A questa domanda ha cercato di dare una risposta, martedì sera, il prof. Paolo Savona, in Piazza Municipio a Iglesias, davanti ad un numeroso e qualificato pubblico, in un incontro organizzato dal Rotary Club di Iglesias.

Dopo gli interventi introduttivi del prof. Gaetano Ranieri, presidente del Rotary Club di Iglesias, e del “padrone di casa”, il sindaco di Iglesias, dr. Emilio Gariazzo, il prof. Savona, su invito del  moderatore del dibattito, l’ing. Riccardo Porcu, direttore della comunicazione istituzionale della Regione, ha esposto le sue considerazioni e la sua “ricetta” per lo sviluppo futuro del territorio.

L’insigne economista ha illustrato le sue idee partendo dalla premessa che non vi sono possibilità di sviluppo per le attività industriali, a basso valore aggiunto e con la palla al piede dei trasporti e dei  forti consumi energetici (e a questo proposito il prof. Savona non ha risparmiato qualche critica alle Partecipazioni Statali che hanno “regalato” al territorio quelle attività). Secondo il prof. Savona, la ripresa ed il successivo sviluppo della Sardegna, ed in particolare del Sulcis Iglesiente, devono passare attraverso lo sviluppo del turismo, ma non del turismo dei 20 milioni di presenze, a basso costo, ma di un turismo di fascia medio-alta, per turisti che possono spendere, basato sulla valorizzazione delle bellezze della Sardegna e dei prodotti sardi (che costano di più di quelli importati all’ingrosso, ma lasciano benefici economici sul territorio). Per portare in Sardegna i turisti di questo tipo, occorre una seria ed organica programmazione che, a parere del prof. Savona, non c’è e non c’è mai stata; devono essere previsti un adeguato sviluppo delle infrastrutture e delle strutture ricettive, la messa in rete delle attrattive della Sardegna e delle produzioni sarde e, cosa altrettanto importante, l’eliminazione delle molte manchevolezze che non vengono facilmente accettate da che è abituato a trovare altrove situazioni migliori. Il prof. Savona ha citato a questo proposito, fra le altre, la mancata raccolta dei rifiuti, la scarsa cura, sorveglianza e pulizia delle spiagge, la segnaletica inadeguata, se non addirittura mancante, la mancata regolamentazione del parcheggio dei camper.

La relazione del prof. Savona ha trovato la sostanziale condivisione degli on. Salvatore Cherchi e Francesco Sanna, che hanno fra l’altro sottolineato gli errori della Regione e gli ostacoli posti dalle istituzioni alla nuove iniziative, cui va attribuita per buona parte la mancanza di adeguate strutture ricettive (l’on. Sanna ha sottolineato che nel Sulcis Iglesiente non c’è un albergo a 5 stelle).

Dopo gli interventi di alcuni altri presenti al dibattito e le risposte del prof. Savona, il prof. Ranieri ha chiuso la serata sottolineando la necessità di valorizzare i siti archeologici sardi, facendo della cultura una delle molle dello sviluppo.

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Alla ripresa della Maxi Yacht Rolex Cup, dopo la giornata di pausa, Adelasia di Torres ha colto il terzo posto nella regata costiera, 34 miglia abbondanti baciate da 15 nodi di maestrale.

Il 70′ che veste i colori sardi nella storica regata settembrina dello Yacht Club Costa Smeralda, ha chiuso il percorso tra le isole al secondo posto in reale davanti a Spectre, avvantaggiato poi dal calcolo in compensato.

Il risultato odierno ha permesso al team di recuperare punti nella classifica dei Mini Maxi Racer. Sempre davanti a tutti Jethou, che ha conquistato il successo di divisione con un giorno d’anticipo, mentre Lucky è stato costretto al ritiro.

«Oggi è stata una giornata divertente – commenta il tattico, Duccio Colombi – il calo leggero del vento, previsto da molti modelli meteo, non si è verificato. E abbiamo regatato sempre all’attacco finendo in seconda posizione in reale dietro a Jethou. Bello il match durato un intero pomeriggio con i ragazzi americani di Lucky freschi vincitori della Palermo-Montecarlo e della Sydney-Hobart. La strada per crescere in tempo compensato, sviluppare la velocità della barca e minimizzare piccoli ma importanti errori è lunga, ma in pochi giorni il team sta facendo passi da gigante.»

Il programma della giornata finale prevede per i Mini Maxi Racer, per la prima volta in questa edizione, di regata a bastone, con partenza alle ore 11.30.

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«Qualcuno dice “aiutiamoli a casa loro”, noi diciamo “aiutiamoci a crescere insieme”. Con questo programma non cambieremo il mondo, ma di certo dimostriamo che qualcosa possiamo cambiarla, e in meglio, facendo vincere sui problemi le opportunità.»
Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru presentando, questa mattina a Villa Devoto, il nuovo bando del programma europeo di cooperazione transfrontaliera mediterranea ENI CBC Med 2014-2020, di cui la Regione Sardegna è Autorità di Gestione. Il bando vale 84,6 milioni di euro su un totale di 209 milioni, cui occorre aggiungere il co-finanziamento nazionale del 10% sui singoli progetti. Per paesi coinvolti e risorse disponibili il programma, che è stato illustrato dalla Direttrice Anna Catte, è la più grande iniziativa di cooperazione transfrontaliera dell’Unione Europea nello spazio mediterraneo. La Regione Sardegna, che lo guida fin dalla nascita, nel 2007, è stata riconfermata Autorità di Gestione dai Paesi partecipanti e dalla Commissione Europea. Il Programma finanzia progetti su temi di comune interesse selezionati tramite bandi aperti e realizzati in partenariato da soggetti provenienti dalle due sponde del Mediterraneo. Partecipano 95 territori che fanno parte di 13 paesi: Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Giordania, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna e Tunisia.
«La Sardegna è al centro di un bacino che in uno spazio geografico molto piccolo racchiude differenze di reddito enormi, con ciò che ne consegue sul fronte dei flussi migratori. ENI CBC Med è un esempio chiarissimo di come si può intervenire direttamente sulle cause che ne sono all’origine – ha spiegato il presidente Pigliaru, che ha aggiunto un riferimento al problema degli sbarchi diretti dall’Algeria -. Abbiamo ottenuto il pressing da parte del nostro Governo per chiudere quel canale, ma siamo da tempo impegnati per coinvolgere le autorità algerine nei progetti e costruire una piattaforma di collaborazione con loro.»
Di «sviluppo congiunto e il più possibile integrato per risaldare la fiducia reciproca, lo scambio, il benessere tra territori» ha parlato Anna Catte entrando nel merito dei contenuti del bando che prevede, tra le tematiche di maggiore interesse, lo sviluppo economico e la competitività dei territori, il turismo sostenibile, le sfide legate al cambiamento climatico (acqua, rifiuti, energia, protezione delle risorse naturali e gestione integrata delle zone costiere), l’inclusione sociale e la lotta alla povertà.
«Un’attenzione particolare è rivolta allo sviluppo inclusivo e al rafforzamento delle capacità delle popolazioni locali – ha sottolineato Anna Catte – con azioni su educazione, formazione e creazione di impresa in particolare per donne e giovani generazioni.»
I progetti, ai quali devono partecipare soggetti rappresentativi di almeno 3 paesi diversi, tra cui uno Stato membro dell’Unione europea e un paese partner mediterraneo, hanno una dimensione finanziaria che può variare da 1 a 3 milioni. Possono partecipare ai bandi soggetti pubblici e privati tra cui pubbliche amministrazioni, università e istituti di ricerca, imprese e loro associazioni e settore no-profit. Nella precedente edizione del Programma (ENPI CBC Med 2007-2013, sempre gestita dalla Regione Sardegna), sono stati finanziati 95 progetti che hanno coinvolto 729 attori per un valore totale di 204 milioni di euro. La Sardegna ha partecipato a ben 20 dei 95 progetti finanziati con una presenza di 34 soggetti coinvolti di cui 8 in qualità di capofila. Il contributo del precedente Programma destinato ad attori sardi è stato pari a 8,6 milioni di euro.

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Il sindaco di Carbonia Paola Massidda ha dato il via alla prima edizione del Carbonia Wine Festival. Un evento organizzato dalla Event’s Partners, con il patrocinio e il contributo economico del Comune di Carbonia, la collaborazione del Consorzio di Tutela del Vino Carignano del Sulcis, del Consorzio di Tutela Vini di Cagliari e della FIS (Federazione Italiana Sommelier).
Una manifestazione unica nel suo genere che, per la prima volta nella sua storia, si svolge a Carbonia, nella serata di oggi e di domani, sabato 9 settembre, nel centro storico cittadino (Via Manno, Piazza Roma e Piazza Marmilla).

Il Carbonia Wine Festival propone un ricco e variegato menù: dalle degustazioni guidate delle 25 cantine presenti ed appartenenti ai Consorzi di Tutela dei Vini, al cibo e alla buona musica.

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Regione ed Enti locali pianificano gli interventi sulla mobilità elettrica. Si è svolto all’Assessorato dell’Industria il primo incontro tra l’assessore Maria Grazia Piras e i rappresentanti dei Comuni interessati dalla delibera, approvata dalla Giunta nel giugno scorso, che programma le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) in attuazione del Patto per la Sardegna siglato fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Presidenza della Regione Sardegna un anno fa. Il Piano prevede 10 milioni di euro per realizzare infrastrutture di ricarica e acquistare veicoli elettrici per le aree a maggiore incidenza di mobilità veicolare: la Città metropolitana di Cagliari, la Rete metropolitana di Sassari, i comuni di Olbia, Nuoro e Oristano, i territori a elevata vocazione turistico-ambientale e le isole minori, più volte definite i laboratori di sperimentazione del Piano energetico regionale.

«La pianificazione con i territori è un importante tassello della nostra azione sul fronte della mobilità elettrica e ancora una volta mostra l’efficacia del Patto firmato con il Governo, che si traduce in risorse vere e fatti concreti – commenta il presidente della Regione Francesco Pigliaru -. Come abbiamo già detto, da Istituzione facciamo la nostra parte, non sostituendoci ai privati ma sostenendoli perché trovino interesse ad investire in un settore che nei paesi più avanzati è in continua crescita. Poter contare su un’infrastruttura diffusa e ben fatta non può che accrescere questo interesse. Vogliamo andare tutti insieme nella direzione giusta e il coinvolgimento delle amministrazioni locali è fondamentale perché la Sardegna possa sviluppare, nel più breve tempo possibile, mobilità sostenibile a prezzi contenuti.»

La mobilità elettrica è un pilastro del Piano energetico che stiamo progressivamente attuando”, ha detto a margine dell’incontro l’assessore Piras. «Su questo settore il mondo e la tecnologia stanno correndo con una velocità che solo qualche anno fa sarebbe stata impensabile. La Giunta, attenta all’equilibrio fra sviluppo economico e tutela ambientale, sta investendo risorse importanti per stare al passo dell’innovazione e fare in modo che la Sardegna si faccia trovare pronta quando la trazione a motore elettrico avrà raggiunto, in termini di penetrazione del mercato, i motori termici. L’incontro di oggi – ha aggiunto l’assessore Piras – è stato molto proficuo: raggiungeremo i nostri obiettivi pianificando gli interventi con gli enti locali, ai quali stiamo chiedendo di impegnarsi, insieme a noi, per cambiare il modello energetico della Sardegna. Al momento la risposta mi sembra convinta ed entusiasta. Il percorso continuerà la prossima settimana, quando incontreremo le principali aziende produttrici di sistemi di ricarica e le case automobilistiche che stanno puntando sull’elettrico».

Il Piano, inoltre, prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro per incentivare le imprese di noleggio, di trasporto, di taxi, di spostamento merci “dell’ultimo miglio” e le imprese turistiche a trasformare la propria flotta aziendale sempre più verso l’elettrico. Il Piano, infine, prevede l’infrastrutturazione dei principali assi viari della Sardegna con la creazione di stazioni di ricarica «per permettere – ha concluso l’assessore Piras – ai cittadini e alle imprese di superare il concetto di mobilità elettrica nei soli centri urbani e di muoversi verso la transizione all’elettrico anche sulle lunghe percorrenze».

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Il ministero dell’Ambiente, dopo un lungo percorso ed i tavoli tecnici coordinati dalla Regione Sardegna, ha emesso il decreto per il via libera ai lavori del progetto di bonifica della falda acquifera Syndial di Porto Torres. Il progetto era stato approvato nella Conferenza di servizi decisoria nel gennaio 2016.

«Entro quattro mesi, dunque, la società Syndial, secondo il principio del chi inquina paga, dovrà far iniziare i lavori su un’area di mille ettari per l’importo stimato di quasi 138 milioni di euro – spiega l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano -. Le bonifiche comportano un lungo e impegnativo lavoro ma si prosegue rispettando il cronoprogramma con l’obiettivo di restituire la Sardegna ai sardi e costruire un futuro di sviluppo sostenibile per le comunità gravate dal pesante inquinamento del passato. Andremo avanti con forza anche sugli altri obiettivi di bonifica.»

Si tratta dei due interventi approvati nel 2016, uno sull’intera falda dell’area Syndial e l’altro, specificamente, sulla falda sottostante la discarica Minciaredda, già oggetto della Fase I del Progetto Nuraghe su cui è attualmente in corso il procedimento di impatto ambientale. Alcuni aspetti di dettaglio tecnico erano rimasti in sospeso, cioè una serie di autorizzazioni locali demandate ai tavoli tecnici, per esempio l’autorizzazione allo scarico oggetto di specifica deroga dell’Adis, l’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna.

Dopo oltre dieci anni, a gennaio 2016, erano stati approvati i progetti, sia per il suolo che per la falda, che davano il via definitivo alle bonifiche nell’area Syndial di Porto Torres, sulla maggior parte del Sito d’Interesse nazionale (Sin). Il risultato era arrivato a conclusione del calendario dei tavoli tecnico-politici. Un percorso dal ritmo serrato voluto dall’Esecutivo Pigliaru per ottenere il sì definitivo per il risanamento ambientale dell’ex polo petrolchimico del valore di oltre 200 milioni di euro, messi in campo da Syndial-Eni sulle varie operazioni, con prospettive di ricadute occupazionali nel territorio.

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La Giunta regionale ha stanziato tre milioni di euro per il trasporto scolastico. Su proposta dell’assessore della Pubblica Istruzione Giuseppe Dessena, l’Esecutivo ha dato il via libera, nell’ambito del diritto allo studio, alla ripartizione delle risorse che saranno assegnate ai Comuni. «In questi anni la Giunta – ha detto l’assessore Dessena – ha lavorato molto e con attenzione al tema del trasporto scolastico, attraverso incontri anche nei territori per comprenderne le esigenze. Quest’anno sono state aumentate anche le risorse, siamo passati da 2milioni 650mila euro a 3milioni. Il trasporto degli alunni, dalle loro residenze agli istituti scolastici, è un passaggio fondamentale, che va garantito proprio nel rispetto fondamentale del principio del diritto allo studio». Giuseppe Dessena ha concluso poi sottolineando come «i ragazzi, gli studenti e le loro famiglie, non possono essere scoraggiate dal frequentare le scuole per la distanza che le separa e le difficoltà a raggiungere i luoghi della cultura. Questo vale soprattutto per le aree interne, non sempre collegate tra loro al meglio».
Sempre su proposta di delibera dell’assessore Giuseppe Dessena, l’Esecutivo ha inoltre approvato – in via preliminare – gli interventi a favore delle attività di musica popolare e tradizionale sarda, ritenuti di fondamentale importanza nella loro funzione di promozione del territorio.

 

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Le imprese delle costruzioni della Sardegna non vedono ancora la ripresa. Tra il 2016 e il 2017 il settore (edilizia, impiantistica, installazione, progettazione e servizi connessi), ha perso lo 0,9% del totale delle aziende registrate, calo che tra le realtà artigiane è arrivato al 2,5% (341 realtà in meno). Situazione che si è letteralmente abbattuta sugli addetti scesi a 36.967 nel primo trimestre di quest’anno contro i 44.734 dello stesso periodo del 2012 registrando, così, un saldo percentuale negativo del 17,4% e una perdita secca di 7.767 buste paga.

In calo anche il valore aggiunto del settore, passato da 2miliardi 351milioni di euro del 2007, al miliardo e 684milioni di euro del 2014 fino al miliardo e 456 milioni del 2015 (ultimo dato utile disponibile), con una flessione netta totale negli ultimi 8 anni di circa 900 milioni.

Al contrario, in ripresa le compravendite: dopo il boom del 2008 (17.888 transazioni) si è passati alle 10.182 del 2015 e alle 12.037 del 2016 (incremento del 18,2%).

Tutto questo accade mentre il 17% delle case sarde versa in pessime condizioni, contro una media italiana del 16,8%, e non dimenticando che il 63% delle abitazioni dell’isola è stato realizzato prima del 1981.

Sono numeri che lasciano pochi dubbi quelli del dossier sull’Edilizia realizzato dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte Istat e UnionCamere.

«Ancora una volta i dati mettono in luce il ritardo delle costruzioni sarde nell’uscita dalla crisi – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna – e l’incertezza normativa non fa altro che rallentare la ripresa di un settore costantemente in balìa della “libera interpretazione delle leggi” e di attacchi, il più delle volte, gratuiti e ingiustificatiIn questi anni il comparto è sopravvissuto grazie ai micro-interventi di riqualificazione nelle abitazioni – sottolinea Giacomo Meloni – e agli interventi resi possibile dai vari Piani Casa. Quindi, pochissime grandi opere appaltate e pochissime nuove costruzioni realizzate.»

«E’ una situazione pericolosamente squilibrata che si protrae ormai da quasi 10 anni – aggiunge Giacomo Meloni – e le analisi confermano come le imprese non siano state messe in grado di sfruttare le importanti opportunità legate alla riqualificazione degli edifici e al risparmio energetico ovvero la rigenerazione energetica e statica del patrimonio esistente, per migliorare non solo la qualità e le prestazioni degli edifici ma anche per scongiurare i rischi crescenti per le persone e il territorio legati ai cambiamenti climatici

Giacomo Meloni poi si sofferma sulla proposta di Legge Urbanistica. «Siamo alla vigilia di scelte che, a distanza di 30 anni dall’ultima legge Urbanistica, rappresenteranno un’importante sfida per il futuro dell’Isola, e che, in ogni caso, metteranno il comparto delle costruzioni della Sardegna al centro di un generale processo di revisione del sistema costruttivo, per accompagnarlo, si spera, verso nuove opportunità e importanti processi di qualificazione, che necessiteranno anche di una riqualificazione delle maestranze. Per questo riteniamo fondamentali le proposte, contenute nel disegno di legge, approvato in Giunta ormai 6 mesi fa, che riguardano la semplificazione delle procedure, il taglio dei tempi di approvazione dei progetti e la certezza della loro regolarità amministrativa, la riduzione del consumo del suolo attraverso la riqualificazione dell’esistente, l’introduzione del meccanismo dei bandi per l’attuazione dei nuovi insediamenti e la possibilità del miglioramento delle strutture turistiche esistenti senza dimenticare che verrebbero facilitati anche gli interventi di demolizione, anche parziale, e ricostruzione per il miglioramento della qualità edilizia e ambientale.»

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La Giunta regionale ha stanziato quattro milioni di euro per il recupero​​ e la me​ssa​ in sicurezza​ di​ 40 chiese.

«Abbiamo voluto dare una risposta più rapidamente possibile – spiega l’assessore Edoardo Balzarini – alle numerose richieste pervenute in assessorato da parte dei comuni, che con questa delibera riceveranno in tempi brevi i contributi e potranno subito iniziare i lavori​ di messa in sicurezza​. Lo stanziamento non è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno delle domande, che in totale è pari a 7 milioni, ma abbiamo comunque deciso di ripartirlo fra tutte le 40 richieste istruite​ e considerate ammissibili​, secondo un criterio di proporzionalità: gli interventi al di sotto dei 90mila euro saranno finanziati integralmente,​ in modo da poter fare le opere di pronto intervento,​ mentre quelli superiori, fino a un massimo di 180mila,​ permetteranno ai comuni di effettuare un intervento funzionale di messa in sicurezza ed eventualmente​ saranno cofinanziati.»

La suddivisione dei fondi si basa sull’applicazione di un indice che determina una riduzione del finanziamento direttamente proporzionale alla dimensione originaria della richiesta.

I comuni beneficiari sono: Guasila, Busachi, Escolca, Magomadas, Serramanna, Ottana, Fonni, Macomer, Pattada, Perdaxius, Thiesi, Villasalto, Montresta, Sinnai, Solarussa, Bitti, Gonnosfanadiga, Luogosanto, Sedilo, Sennori, Terralba, Orroli, Sarroch, Isili, Erula, Mogoro, Orani, Silanus, Suni, Talana, Tresnuraghes, San Nicolò Gerrei, Asuni, Seneghe, Teti, Siapiccia, Aidomaggiore, Meana Sardo, Siamaggiore, Sedini.