20 September, 2026

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La posizione del vicepresidente Ignazio Locci (Forza Italia), eletto l’11 giugno scorso sindaco di Sant’Antioco, è stata esaminata questa mattina dal Consiglio regionale, in apertura di seduta.

Il presidente Gianfranco Ganau ha dato lettura del verbale della Giunta per elezioni, riunitasi per esaminare la situazione di incompatibilità. «La Giunta – ha aggiunto il presidente Ganau – ha deliberato di proporre al Consiglio di formulare al consigliere Locci l’invito a rimuovere l’incompatibilità entro 10 giorni, come prescritto dalla legge. La proposta di ratifica della deliberazione ha comunicato infine il presidente, dovrà avvenire a scrutinio segreto».

In sede di votazione, il Consiglio ha ratificato la delibera della Giunta con 26 voti favorevoli, 21 contrari e 2 astenuti.

Le mancate dimissioni di Ignazio Locci subito dopo l’elezione a sindaco di Sant’Antioco, sono state motivo di scontro tra maggioranza e minoranza nell’assemblea civica antiochense. I consiglieri di opposizione hanno ripetutamente invitato il neo sindaco a decidere quale incarico mantenere ed hanno abbandonato l’aula, in segno di protesta, in occasione della seconda seduta svoltasi due settimane fa.

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Il nuovo assessore dei Trasporti, Carlo Careddu, ha giurato stamane in Consiglio.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito ha prestato giuramento il nuovo assessore regionale dei Trasporti Carlo Careddu.

L’Assemblea ha proceduto all’elezione del nuovo Difensore Civico e del Garante regionale per l’Infanzia. Nella votazione per il Difensore Civico Felicetto Contu ha riportato 39 voti (schede bianche 9, nulle 7), al di sotto del quorum prescritto di 40 voti. Il Consiglio ha dunque effettuato un secondo scrutinio, nel quale Contu è stato eletto con 42 voti (bianche 10, nulle 4).

Terminata la votazione, l’Aula ha proceduto all’elezione del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza. Anche in questo caso il quorum prescritto è di 40 voti. Hanno riportato 20 voti ciascuno Donatella Olla e Giangiacomo Pisotti, per cui il presidente ha rinviato la votazione al pomeriggio, in modo da permettere ai gruppi di raggiungere un accordo.

Ha preso poi la parola l’on. Giorgio Oppi (Udc) sull’interpellanza 253 (Oppi e più) sui tagli del bosco Marganai.

Secondo l’oratore, protagonista suo malgrado sulla stampa anche italiana per la vicenda del taglio al Marganai, «è tempo che l’assessore Spano ci dica qual è, a chiare lettere, la sua opinione sul taglio indiscriminato sugli alberi del Marganai. Non voglio parlare del fuoco di queste settimane a Iglesias né di come viene gestita la protezione civile ma chiedo che sia necessario  che mi si chieda scusa per essere stato accusato anche dalla  stampa di cose che non ho fatto nella mia qualità di assessore all’Ambiente».

Ha risposto, dunque, l’assessore Spano: «Abbiamo l’occasione per chiarire che questi aspetti hanno riguardato  l’istruttoria tecnica ma non l’indirizzo politico. Tutte le informazioni che mi hanno fornito Forestatas e il Corpo forestale dicono che a Marganai si è venuto a formare un accumulo di massa legnosa dopo la chiusura delle miniere alle quali venivano destinati in passato i pali ricavati dai tagli del bosco ceduo di Marganai. Dei 5mila ettari del bosco Marganai il piano prevedeva tagli alla base ovviamente autorizzati anche dal ministero (e non disboscamento) per 34 ettari dal 2011 sino al 2015. Facciamo così chiarezza su ogni aspetto, compreso il piano forestale regionale. Non ci sono dunque questioni di rilevanza politica né per quanto riguarda l’assessore precedente né per quello attuale».

Per replica l’on. Giorgio Oppi ha detto: «Non sono soddisfatto dei numeri offerti dall’assessore e ricordo che nel 2009 ero assessore e non potevo essere favorevole a quel disboscamento. Non intendo essere accusato di cose che non ho fatto e che sono contrarie alla mia forma mentis e a Iglesias, la città che tanto mi ha dato».

L’on. Daniele Cocco (Mdp) ha illustrato la proposto di legge sull’Ipab “San Giovanni Battista” di Ploaghe, precisando che si tratta di «un’interpretazione autentica che chiarisce che il personale viene trasferito alla Asl territorialmente competente».

Per l’on. Annamaria Busia (Campo progressista Sardegna) «c’è una equivocità nella formulazione e sul punto ci sono pronunce giurisdizionali molto chiare. Mi duole e sono a disagio ma non credo sia questo il percorso corretto, anche nell’interesse dei lavoratori».

Per l’on. Salvatore Demontis (Pd) «è ben vero che la legge da noi approvata nei mesi scorsi voleva disciplinare anche il trasferimento del personale dell’Ipab ma è anche vero che il personale risulta danneggiato. Ecco perché si rende necessaria oggi questa interpretazione autentica».

Anche l’on. Marco Tedde (FI) è intervenuto e ha detto: «Se le ex Ipab sono enti pubblici assimilabili agli enti strumentali è vero dunque che gli ex dipendenti non devono fare un concorso per accedere ai ruoli di altre pubbliche amministrazioni. Questo lo dice la Corte dei conti e anche l’Anac». L’oratore ha poi suggerito un emendamento orale «in modo da superare una volta per tutte la via crucis che abbiamo fatto fare ai lavoratori della ex Ipab».

Per l’on. Antonello Peru (FI) «il provvedimento corregge un errore dell’Aula, come è stato ben motivato. Mi sono assentato per un po’ di tempo e torno in Aula e vedo che si torna a discutere sull’Ipab San Giovanni Battista».

Per l’on. Roberto Desini (Pds) «questa Ipab torna con molto mio dispiacere nel dibattito del Consiglio regionale. Tutta la politica ha sfruttato in passato senza ritegno il bacino elettorale del San Giovanni Battista, sino a calpestare la dignità delle persone. Dove sono andate a finire le vagonate di milioni di euro messi a disposizione negli anni dal Consiglio regionale all’Ipab di Ploaghe? Chi le ha spese e per cosa? Non certo li hanno presi i lavoratori. Mi aspetto dall’assessore Arru un segno di coerenza tra quello che dice lui e quello che fa il suo assessorato».

Per dichiarazione di voto l’on. Annamaria Busia (Cps) ha detto: «Ho indicato prima una pronuncia che riguarda proprio il passaggio del personale da un ente pubblico a un altro».

Sull’aspetto finanziario della norma l’on. Roberto Desini ha chiesto all’assessore al Bilancio «se il trasferimento del personale all’Asl comporta maggiori oneri. Abbiamo forti dubbi che sia a saldo zero».

L’assessore Raffaele Paci ha chiarito affermando che «gli oneri finanziari sono già indicati nella legge già approvata».

L’on. Roberto Desini (Pds) ha letto per dichiarazione di voto il dispositivo di una pronuncia della Corte dei conti. L’on. Marco Tedde (Fi), invece. Ha sostenuto che «tali principi non si applicano al caso della Ipab di Ploaghe, nonostante si tratti di un ente pubblico. L’analisi del sangue non è stata fatta in occasione di tante mobilità di personale dall’ex Ipab alla Asl: perché andrebbe fatta ora?».

Per l’on. Salvatore Demontis (Pd) «non si sta violando l’articolo 97 della Costituzione, che riguarda l’accesso alla pubblica amministrazione e non il transito».

 La legge è stata poi approvata.

L’Aula ha poi approvato anche una legge relativa allo stanziamento a favore del Tpl (ddl 436/A Reiscrizione delle economie di stanziamento  nell’ambito dei trasferimenti di cui al dl 46 del 21 febbraio 2008).

Sul punto l’on. Pietro Pittalis (FI) ha richiamato l’importanza di realizzare il ponte di Oloè tra Bitti e Oliena, che crea enormi disagi ai turisti e all’economia in genere. L’assessore Paci ha assunto l’impegno a sollecitare l’assessore ai Lavori pubblici per il ponte di Oloè. «A volte siamo però impotenti davanti ai ritardi di Anas».

Anche l’on. Luigi Crisponi ha denunciato la situazione del ponte di Oloè: «Assessore Paci, abbiamo necessità di capire se i 12 milioni di euro per realizzare quell’opera pubblica ci sono o no. La comunità di Oliena è totalmente isolata e le tensioni sociali si sprecano».

Per il sardista Angelo Carta «la vicenda di Oloè  è paradigmatica: fu la Procura di Nuoro a chiuderlo e la Provincia a riaprirlo, sostenendo non fosse in imminente pericolo di crollo. Una nuova perizia della Procura lo fece chiudere. Due ingegneri hanno detto cose opposte e il diritto alla mobilità intanto è negato».

Annamaria Busia (Cps) ha detto che “non si può parlare seriamente di lotta allo spopolamento si tengono i cittadini in questa condizione”.

Per l’on. Pietro Pittalis (FI) «non c’è difficoltà a ritirare l’emendamento ma invito a valutare con urgenza una soluzione provvisorio ma fattibile per ripristinare il ponte di Oloè».

La legge è stata poi approvata.

Il presidente Ganau ha sospeso i lavori, che riprendono alle 16.00.

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Lunedì 31 luglio, l’eurodeputato Stefano Maullu sarà in visita istituzionale presso il porto di Genova, per affrontare ancora il tema della continuità territoriale con un confronto diretto con l’Autorità Portuale e con gli operatori che si occupano di collegamenti da e per la Sardegna. 

Una visita, quella dell’on. Maullu, volta a fare chiarezza sulle criticità che ad oggi non garantiscono una effettiva continuità territoriale al popolo Sardo ed un relativo sacrosanto diritto alla mobilità. 

«I Sardi non sono Italiani di serie B – spiega l’eurodeputato Stefano Maullu – e dopo aver presentato diverse interrogazioni sul tema alla Commissione europea andremo al porto di Genova per avere un quadro preciso di una situazione che deve necessariamente cambiare. Perché raggiungere le Baleari o la Corsica da Spagna e Francia è molto più agevole ed economico rispetto ai collegamenti in Italia tra continente e Sardegna? Servono risorse per una rete di trasporti che sia vero servizio pubblico. Il Popolo Sardo chiede con forza che non si facciano solo gli interessi di Alitalia e Tirrenia ma quelli dei Sardi, che si aumenti il numero di collegamenti marittimi e aerei, che si abbassino i costi dei trasporti da e per la Sardegna. A Genova  – continua Stefano Maullu – sottoporremo agli operatori che effettuano i servizi di collegamento da e per la Sardegna un quadro di numeri e dati che dimostrano come la continuità territoriale per i Sardi continua ad essere una criticità assoluta, chiederemo spiegazioni e produrremo un’analisi che porterò al Parlamento europeo. Questa visita rientra in un percorso che stiamo portando avanti insieme a Sindaci e consiglieri regionali sardi: lunedì a Genova e al Parlamento europeo porterò anche e soprattutto la loro voce.»

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In questa prima parte del 2017, l’Anno della Cultura Bielorussa in Sardegna ha deliziato il pubblico della Sardegna con una serie di eventi di diverso genere, dal soprano Jeanne Verso e il complesso “Rapsodia” della Filarmonica di Brest, allo show di “Sand Art” (pittura con la sabbia) dell’artista Yuri Ptashynski, e ancora l’etno-pop-rock della splendida band “Vuraj” e, infine, lo scorso giugno il Complesso Coreografico Giovanile Bielorusso “Rovesnik” del Palazzo Repubblicano della Cultura di Minsk, che ha incantato con uno spettacolo coreografico dall’altissimo valore artistico.

Dal 27 al 30 luglio è la volta di ben due gruppi folkloristici bielorussi che saranno fra i protagonistidei festival internazionali che si tengono nel sud dell’Isola:

XXI FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE DI ELMAS dell’Associazione Culturale e Folk Su Masu, che vedrà fra i protagonisti il gruppo coreografico e vocale bielorusso di tradizione popolare «Senitsa», della Casa della Cultura di «Senitsa», nella provincia di Minsk. Nella trasferta sarda il gruppo sarà composto da 25 elementi e proporrà canti e musica dal vivo ed alcune composizioni coreografiche. Il repertorio del gruppo curato dal direttore artistico Larissa Kuzmich, è molto ricco, i musicisti guidati dal maestro Tatiana Zhdan, presenteranno alcuni degli strumenti musicati tradizionali bielorussi quali il salterio, (uno strumento musicale a corde, di origini molto antiche che nella tradizione bielorussa viene suonato percuotendo le corde con bacchette di legno duro) l’armonica a mantice slava e una serie di strumenti a fiato di antiche origini, la parte vocale e coreografica vede i ballerini essere contemporaneamente anche cantanti sotto la paziente regia di Olga Svistun e Mikhail Egorov.

Queste le date in programma per il gruppo Senitsa:

27 luglio ore 22.00 Escolca, 28 luglio ore 21.30 Villasor, 29 luglio ore 21.30 Elmas

• FESTIVAL INTERNAZIONALE CITTA’ DI IGLESIAS dove sarà ospite il complesso emerito amatoriale bielorusso di danza popolare “Chabarok” del Palazzo Statale della Gioventù di Minsk. Nella trasferta in Sardegna il complesso artistico sarà composto da 22 elementi.Chabarok non è un semplicemente un gruppo folkloristico, ma è una vera e propria scuola coreografica con oltre 350 elementi dai 4 ai 35 anni e 4 coreografi professionisti che ne curano la preparazione con la supervisione dell’insostituibile direttrice artistica Natalia Djagel. Le esibizioni di questo gruppo coreografico bielorusso sono caratterizzate da una alta maestria professionale e una splendida presenza scenica.

 Le date in programma per il gruppo Chabarok:

27 luglio Iglesias, 28 luglio Nebida, 30 luglio Iglesias nell’ambito del Festival Internazionale del Folklore Città di Iglesias

Il Consolato onorario della Repubblica Belarus in Cagliari ringrazia l’Associazione Culturale e Folk “Su Masu” e l’Amministrazione comunale di Elmas, il Gruppo Folk Città di Iglesias e l’Amministrazione comunale di Iglesias che invitando i gruppi bielorussi ai loro prestigiosi festival internazionali hanno contribuito ad arricchire ulteriormente gli eventi del calendario dell’Anno della Cultura Bielorussa in Sardegna creando ulteriori occasioni di conoscenza reciproca e scambio culturale.

L’ANNO DELLA CULTURA BIELORUSSA IN SARDEGNA comprende una nutrita serie di iniziative che si realizzano, lungo tutto il corso dell’anno, grazie alle sinergie di numerosi sodalizi isolani, con l’Alto Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Belarus in Italia, della Regione Autonoma della Sardegna e della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, alcuni degli eventi in programma nei mesi scorsi hanno goduto, inoltre, del sostegno della Fondazione di Sardegna. Un modo per festeggiare i 25 anni dell’instaurazione dei rapporti diplomatici fra Italia e Bielorussia e i 25 anni dell’accoglienza dei bambini bielorussi da parte di migliaia di famiglie sarde nell’ambito del progetto Chernobyl.

Nei prossimi mesi sono ancora in programma le tournee di alcuni cori di musica sacra e popolare, incontri con scrittori e registri cinematografici bielorussi, una mostra che raccoglierà opere di artisti della Repubblica Belarus in diverse espressioni artistiche.

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Al via, a Silanus, “Genius Loci”, un concorso fotografico lanciato nell’ambito del progetto Nois, una mostra-evento che accoglierà i visitatori del paese fino al 31 ottobre, in un susseguirsi di esposizioni, eventi e iniziative.

«Il concorso – spiega il sindaco di Silanus Gian Pietro Arca – segue la linea dell’intero progetto “Nois”. Ha l’obiettivo di raccontare gli ambienti, le situazioni e le persone di Silanus. Premierà, infatti, i 3 fotografi che riusciranno a valorizzandone al meglio il “Genius Loci”, cioè quelle particolari caratteristiche che rappresentano il “carattere” e l’identità del luogo.»

Per partecipare è necessario iscriversi inviando, entro e non oltre il 3 settembre 2017, via mail o tramite il sito wetransfer (https://wetransfer.com/) il modulo di iscrizione firmato e compilato in tutte le sue parti, una fotocopia del documento di identità in corso di validità e le fotografie con cui si intende partecipare.

Il regolamento del concorso è pubblicato sul sito del Comune di Silanus, nella sezione “Nois”. “Nois” è un’iniziativa nata per valorizzare il patrimonio di conoscenze storiche, culturali e umane di Silanus e per metterle a sistema al fine di promuovere lo sviluppo economico e sociale del paese. Il filo conduttore è la fotografia. “Nois” si articola, infatti, in un vero e proprio percorso fotografico, attraverso il quale vengono rivelati i luoghi di Silanus, ma soprattutto le sue persone, a partire dal complesso archeologico di Santa Sabina (S.S. 129) per proseguire all’interno del paese, dove la comunità si svela pian piano al turista, mentre percorre i suoi luoghi, visita i luoghi di produzione, ascolta i racconti dei suoi abitanti e scopre in prima persona le tipicità locali. Al percorso fotografico si aggiunge anche la mostra “Marine e marine di Sardegna”, allestita presso Casa Aielli (in via Municipio, a Silanus) e aperta al pubblico fino al 4 agosto, tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30.

L’esposizione, dedicata ai paesaggi marini della nostra isola, è un interessante mix di fotografia e pittura, composto dagli scatti in bianco e nero di Chicco Marcheschi e dai dipinti di Carlo Nieddu Arrica.

L’intero progetto “Nois”, promosso dall’amministrazione comunale di Silanus, in collaborazione con l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, gli operatori di Silanus Comunità Ospitale, il CRS4 e la Pro Loco di Silanus, è realizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Nuoro e con il contributo di Fondazione di Sardegna.

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La biodiversità identitaria della pecora nera di Arbus e le idee per la sua valorizzazione saranno al centro della tavola rotonda di venerdì 28 luglio ad Arbus, organizzata dall’omonimo Comune e dall’Agenzia regionale Laore, in collaborazione con Confartigianato Imprese Sardegna, e promossa dal Comitato per la biodiversità “Pecora nera di Arbus”.

L’incontro, che metterà insieme amministratori comunali, esperti, imprenditori, enti regionali ed associazioni di categoria, si svolgerà nell’ambito della “7ª Sagra della Pecora Nera di Arbus” e avrà l’obiettivo di raccogliere proposte per la costruzione di un progetto di valorizzazione di una biodiversità animale che affonda le proprie origini nella storia e nella cultura del territorio arburese a forte vocazione turistica e artigianale, oltre che agricola e agroalimentare.

Secondo i dati dell’Associazione Interprovinciale Allevatori, in tutta la Sardegna sono circa 5mila i capi di razza “Nera di Arbus” (4.693 femmine e 260 maschi) allevati in 70 aziende zootecniche (23 in provincia di Cagliari, 11 a Nuoro, 29 a Oristano e 7 a Sassari).

I lavori, che si svolgeranno nell’aula consiliare di Arbus in via Pietro Leo con inizio alle 17.00, verranno aperti dai saluti del sindaco e vicesindaco Antonello Ecca e Michele Schirru. Coordinati da Francesco Sanna, tecnico di Laore Sardegna, si susseguiranno gli interventi di Mauro Lampis, dell’Azienda Agricola Funtanazza (“Aspetti storici e culturale legati alla pecora nera di Arbus”), di Massimiliano Venusti, Tecnico di Laore Sardegna (“Idee innovative per la valorizzazione dei formaggi di pecora nera di Arbus”), Marco Floris, della Società Ideas (“Strategie di marketing turistico e territoriale legate alla pecora nera di Arbus”), Stefano Mameli, Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna (“Quale artigianato per valorizzare i prodotti della pecora nera di Arbus”), Pietrina Atzori di San Sperate (“Esperienze di lavorazione della lana di pecora nera di Arbus”) e Antonio Marrocu, Presidente del GAL Linas Campidano (“Le strategie del PdA del GAL per valorizzare la biodiversità del territorio”).

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Sabato 29 luglio il Mab Museo archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco ospiterà un’intera Giornata Internazionale di Studi in onore della carriera scientifica del professor Piero Bartoloni che, da oltre cinquant’anni, svolge un’importante attività di ricerca volta alla conoscenza della Civiltà fenicia e punica.

Uno dei maggiori esperti internazionali della materia, il prof. Bartoloni, si è occupato per lungo tempo proprio della presenza fenicia e punica nel Sulcis-Iglesiente, riportando alla luce le numerose testimonianze che consentono oggi di porre il territorio al centro delle rotte commerciali del Mediterraneo Antico. 

La giornata organizzata dal Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, in collaborazione con il Comune di Sant’Antioco, vedrà la partecipazione di importanti studiosi ed esperti delle Civiltà mediterranee che, in segno di stima e gratitudine, offriranno il loro contributo scientifico intorno al tema “Cartagine, il Mediterraneo centrale e la Sardegna. Società, economia e cultura materiale”.

La giornata offre un’importante occasione di confronto e dibattito scientifico che consentirà di conoscere le ultime acquisizioni della ricerca archeologica in Sardegna in siti come Mont’e Prama, il complesso nuragico di S’Urachi, la necropoli punica di Villamar, la città e la necropoli di Cagliari, il santuario fenicio di Villasimius e, più in dettaglio per il Sulcis, le indagini nell’antico centro di Sulky. Non mancheranno inoltre interventi relativi alla metropoli di Cartagine, ad insediamenti nordafricani come Kerkouane, alle Baleari con l’isola di Ibiza, per concludere con la città fenicia di Mozia e la presenza fenicia nel sito etrusco dell’antica Pyrgi.

Vediamo ora un’intervista realizzata con il professor Piero Bartoloni, realizzata in occasione della presentazione degli eventi dell’estate 2017 di Sant’Antioco.

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Grande successo di pubblico, lo scorso fine settimana a Seui, per la quarta edizione del festival “Seui in musica”.

La rassegna jazz organizzata dall’associazione culturale Kromatica, in collaborazione con il Conservatorio di Cagliari, per tre giorni ha visto alternarsi sul palco allestito in piazza San Giovanni musicisti di razza che dal pomeriggio a notte fonda hanno animato la vita del centro barbaricino.

Dal bandoneonista Fabio Furìa che, in duo con il pianista Walter Agus, venerdì ha contaminato il jazz con venature di tango, al sassofonista nuorese Gavino Murgia che sabato ha infiammato il pubblico nel concerto tenuto insieme al grande fisarmonicista Luciano Biondini. Sino all’Alessandro Diliberto Trio, protagonista di un’indimenticabile jam session in cui l’eclettico pianista cagliaritano si è esibito insieme a fuoriclasse del calibro del contrabbassista algherese Nicola Muresu e del batterista torinese Enzo Zirilli. Senza dimenticare gli Ozone Park, con il loro sound progressive e l’ensemble Manuela Mameli 4et che domenica ha visto sotto i riflettori oltre alla Mameli anche Paolo Carrus, Matteo Marongiu e Alessandro Garau.

Sono state applauditissime anche le performance degli ensemble composti da giovani, che si sono distinti per l’originalità delle loro proposte e per l’elevato livello tecnico e artistico dimostrato (la maggior parte di loro sono già diplomati al Conservatorio). Tra questi si sono imposti in particolare il Sofia Trio e i Just for the curious.

Particolarmente emozionante è stata inoltre “Il mio nome è Django”, la pièce teatrale ispirata alla vita del chitarrista Django Reinhardt, a cui è stata affidata la chiusura dell’edizione 2017 del festival. Un’opera curata da Paolo Putzu e Roberta Bochetta, accompagnata dalle musiche dei Mambo Django e dalla coreografia della ballerina Donatella Martina Cabras. Apprezzata è stata anche l’offerta pensata per i più piccoli: lezioni di propedeutica musicale tenuti dagli stessi musicisti protagonisti del festival.

Una scommessa vinta per il territorio, grazie ai migliaia di visitatori che si sono riversati nel paese per l’occasione, facendo registrare il tutto esaurito nei bed & breakfast di Seui e in quelli dei paesi vicini.

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La Regione Sardegna ha rinnovato il proprio sito internet istituzionale.

«Da oggi abbiamo un sito istituzionale più accessibile ed inclusivo, in sintonia con i tempi, i nuovi strumenti e i nuovi linguaggi. Trovare le notizie utili sarà più semplice e immediato per tutti. Il sito della Regione è un’architettura articolata e complessa, con una storia di riconosciuta eccellenza e raccoglie una gran quantità di materiali. L’obiettivo è mettere a disposizione informazioni e servizi nella maniera più trasparente, favorendo la partecipazione. Quello che vediamo è solo un primo passaggio, ma già ci permette di comunicare meglio e in modo più diretto ed efficace con i cittadini. Il percorso è tracciato e in tempi brevi si potrà avere un sistema dei portali regionali del tutto rinnovato.»
Così il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha commentato l’aggiornamento ed il restyling del sito della Regione Sardegna, ora consultabile facilmente anche da tablet e smartphone, online nella nuova versione da ieri pomeriggio. Si tratta di una fase intermedia realizzata secondo le Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale e che sarà perfezionata con il pieno adeguamento alle indicazioni dell’AGID.
L’intervento legato all’ottimizzazione della fruibilità del sito istituzionale attraverso smartphone e tablet, rappresenta infatti l’avvio del più complessivo progetto di reingegnerizzazione del sito e del sistema dei portali ad esso collegati che vede impegnate la Direzione generale per la comunicazione della Presidenza e la Direzione Generale degli affari generali e Società dell’informazione dell’Assessorato degli Affari generali, con il supporto tecnico della Società in house SardegnaIt.
All’organico rinnovamento del sito parteciperanno le diverse strutture del Sistema Regione che contribuiranno alla definizione delle mappe di reperimento dei contenuti rendendoli più accessibili con l’obiettivo di soddisfare più efficacemente i diversi target di utenza.

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E’ consultabile, sul sito del Dipartimento per le pari opportunità, il bando per il finanziamento di progetti per la prevenzione ed il contrasto alla violenza di genere: inserita per la prima volta una linea di intervento a sostegno di programmi di trattamento degli uomini maltrattanti.

Un traguardo invocato e atteso quello raggiunto grazie al Dipartimento per le pari opportunità, frutto del lavoro di sinergia tra le istituzioni, le associazioni e gli enti territoriali attraverso la Cabina di Regia e l’Osservatorio nazionale sul fenomeno della violenza, che ha consentito di redigere  un  bando per “il finanziamento di progetti per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere” con all’interno importanti novità: sei, le linee distinte di intervento, dai progetti relativi all’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza a quelli di supporto attraverso azioni di sensibilizzazione, specifiche per il contesto degli istituti penitenziari, ed ancora progetti per le donne sottoposte anche a violenza economica, senza tralasciare gli interventi volti al miglioramento delle capacità di presa in carico delle donne migranti, incluse le rifugiate.

Il bando, che andrà a finanziare progetti per 10 milioni di euro mirando ad allargare quanto più possibile «il raggio d’azione in attuazione di quanto previsto dal Piano d’azione straordinario contro la violenza di genere» contiene una novità che costituisce un primato nazionale e riconosce concretamente l’importanza del lavoro e delle attività di prevenzione per gli uomini autori di violenza. Tra i progetti finanziabili infatti, sono stati inseriti quelli relativi ai programmi di trattamento degli uomini maltrattanti – per un importo di 1 milione di euro – al fine di «affiancare alle azioni repressive anche adeguate attività di prevenzione per gli stessi autori».

Una introduzione normativa che pone l’Italia al passo con gli altri Paesi europei, emersa dalla necessità di rispondere a quanto dettato dall’art.16 della Convenzione di Instanbul, al fine di promuovere «la condivisione di buone pratiche, lo sviluppo di percorsi di aggiornamento degli operatori coinvolti e l’analisi di metodologie e risultati» insieme «all’ampliamento, lo sviluppo e l’integrazione dei progetti indirizzati ad autori effettivi o potenziali», il tutto per poter «aggredire le cause della violenza per ridurne incidenza e impatto».

Un riconoscimento istituzionale che investe con soddisfazione i CAM – Centri di Ascolto Uomini Maltrattanti – di tutta Italia, i quali  individuano nelle linee di intervento inserite nel bando del Dipartimento pari opportunità,  un importante e necessario lavoro di valutazione delle cause del fenomeno, esteso ad un quadro di criticità allargate. Dalla fondazione del primo Centro nazionale a Firenze nel novembre del 2009, i CAM sono divenuti un luogo ed un riferimento per quegli uomini che vogliano intraprendere un percorso di cambiamento ed assumersi la responsabilità del proprio agito violento.   

Altro elemento di innovazione presente nel bando, è rappresentato, infine, dal sostegno ai progetti di animazione, comunicazione e sensibilizzazione, rivolti alla prevenzione della violenza di genere, attraverso la realizzazione di «campagne di comunicazione, educazione, attività culturali, artistiche e sportive, per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio-culturali», con l’intento di eliminare «pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini».