17 October, 2026

Meno male che esiste la Corte costituzionale! Ieri, 6 dicembre 2024, la Corte del Palazzo della Consulta, in piazza del Quirinale a Roma, ha depositato un’altra sentenza storica: «…in caso di necessità, per il ripiano del deficit della spesa pubblica, si deve procedere a ridurre le – spese indistinte – prima di eseguire tagli sui fondi per la Sanità…».

Con questa sentenza la Corte Costituzionale fissa i paletti di legittimità a chi riduce i finanziamenti alla Sanità portandola al fallimento. Ora i nostri cari con frattura di femore, o con tumore da operare, che vengono respinti dagli ospedali pubblici (e anche privati), possono fondatamente sperare. Sì! Solo sperare. Per ora non hanno ancora prospettiva d’essete “presi in cura” e operati tempestivamente. I famigliari, preoccupati e frustrati per la loro impotenza, adesso hanno il sostegno ufficiale della massima Corte che sorveglia la corretta applicazione dell’articolo 132 della Costituzione. Per adesso le Traumatologie degli ospedali provinciali continuano ad essere depotenziate e impossibilitate a fare il loro lavoro. Restano in funzione gli ospedali regionali, DEA di II livello, di Cagliari e Sassari, che però, essendo diventati il “collo di bottiglia” degli ospedali di tutta la Sardegna, non riescono ad erogare i servizi specialistici attesi.

Intanto, chiariamo: cosa sono i DEA di II livello? Sono gli ospedali incaricati per affrontare le patologie rare e complesse quali: Neurochirurgia, Cardiochirurgia, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Trapianti d’organo, Radioterapia dei tumori,
Chemioterapia. Questi ospedali sono “regionali”, cioè “di tutta la regione”, e ne abbiamo 2: uno a Sassari e uno a Cagliari.
Gli ospedali che in graduatoria vengono subito dopo sono i DEA di I livello ed hanno le competenze che abbiamo sempre conosciuto: la Traumatologia, la Chirurgia d’urgenza, quella vascolare e cardiologica d’urgenza, quella addominale, quella urologica, l’Ostetricia e Ginecologia, l’Anestesia e Rianimazione, la Pediatria, la Medicina generale, l’Oncologia, la Neurologia, la Psichiatria, l’Oculistica, l’Otorinolaringoiatria, il Pronto soccorso, etc.. I DEA di I livello dovrebbero essere adeguati per fornire tutte le specialità mediche e chirurgiche, tranne la Neurochirurgia e la Cardiochirurgia.
Di questi ospedali (DEA di I livello) ce ne sono uno per ognuna delle 8 Province. Quindi, la dotazione sarda in ospedali è costituita da 8 ospedali DEA di I livello, provinciali, e 2 ospedali DEA di II livello, regionali.
A causa dei programmi per la riduzione della spesa pubblica generale, i Governi  dal 1992 ad oggi, hanno progressivamente ridotto la spesa anche per la Sanità, con tagli lineari. Il risultato è davanti a tutti: funzionano solo gli ospedali DEA di II livello di Cagliari e Sassari. L’accentramento li ha sovraccaricati di lavoro fino a mandarli in scompenso gravissimo. Gli altri ospedali, intanto, messi da parte, sono fermi, senza personale e senza mezzi adeguati.
Cosa hanno fatto i politici succedutesi negli ultimi 30 anni? Non hanno avuto nessuna concreta iniziativa. Hanno obbedito alla burocrazia contabile, dello Stato e delle Regioni, che faceva il proprio asettico lavoro di contabilità. Per assicurarsi che non ci fosse il controllo politico dei territori, si procedette alla eliminazione dei Sindaci dall’amministrazione delle ASL. Apparentemente il responsabile di tale stato di cose è una entità neutrale, senz’anima politica: l’obbligo dell’equilibrio di bilancio.
Però, come è noto, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Finalmente a febbraio 2024 è avvenuto un fatto rivelatore: il Governo centrale ha approvato un testo di legge, prodotto dai burocrati di Stato, e ha messo un piede in fallo. E’ stato deliberato che le Regioni in deficit di bilancio dovessero ridurre la propria spesa sanitaria. Si specificava che nel caso in cui delle regioni non ottemperassero a tale disposizione restrittiva, per esse sarebbe stata chiusa l’erogazione della quota spettante del Fondo Sanitario Nazionale. Ciò provocò la rivolta della Regione Campania, la quale si rivolse alla Corte costituzionale lamentando che tale “ritorsione” avrebbe determinato la paralisi dell’assistenza sanitaria, soprattutto, a danno dei ceti poveri.
Ieri è cambiato tutto. La Corte costituzionale ha emesso la sua sentenza, valida sia per la Campania sia per tutte le Regioni d’Italia. Si tratta della sentenza n. 195 del 6 dicembre 2024. In essa si sostiene che nessuno può privare i cittadini del “Diritto fondamentale alle cure”, dando vittoria alla Regione Campania e torto allo Stato e al suo apparato contabile.
Così quest’anno, per la seconda volta, la Consulta costituzionale ha bacchettato i governanti con le sue sentenze. La prima è stata la sentenza riguardante l’“Autonomia differenziata” di Roberto Calderoli. La seconda è quella di oggi. Questa sentenza finirà nella Storia e avrà conseguenze.
Mentre da 30 anni, sia i governanti sia le opposizioni si sono dilettate a discutere sul “sesso degli angeli”, finalmente oggi qualcuno obbliga tutti a tornare con i piedi per terra. Gli effetti non si vedranno subito, ma verranno.
E’ avvenuto un fatto nuovo anche in Sardegna. Due giorni fa, il 5 dicembre 2024, i partiti di maggioranza si sono incontrati ad Oristano per trovare un parere condiviso sulla diagnosi della malattia che affligge la Sanità sarda, e per approntare un progetto di risanamento. L’analisi è stata fatta. Il progetto deve ancora nascere.
C’è da sperare che i nostri politici tutti leggano il punto “4.1” della sentenza della Consulta di cui abbiamo trattato e adeguino il progetto in gestazione.
Per ora c’è da sperare che:
1 – vengano riattivati gli 8 ospedali provinciali sardi, DEA di I livello, e si proceda alle assunzioni.
2 – Si introduca, tra gli organi della dirigenza ASL la figura del sindaco (rappresentante della Conferenza provinciale dei sindaci), con funzioni di controllo politico sulla realizzazione del programma sanitario concordato.
3 – si restituisca autonomia amministrativa alle ASL provinciali, sotto il governo della Giunta regionale.

Le tante promesse deluse di questi 30 anni hanno fatto sognare a molti una riforma della legge elettorale, inserendovi un curioso metodo americano: le elezioni di medio termine.
Con quelle elezioni, che avvengono dopo 2 anni da quelle generali, gli elettori americani possono rimandare a casa i parlamentari che si sono rivelati inattendibili.
Se lo facessimo anche in Italia, probabilmente, metteremmo più fretta ai parlamentari che non si curano di mantenere le promesse
Allora sì! I nostri fratturati che ristagnano nei Pronto soccorso avrebbero da divertirsi.

Pozzo Sella ospita gli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara. La massiccia partecipazione, superiore ad ogni aspettativa, conferma la crescita esponenziale del Cammino che nel 2024 ha registrato numeri straordinari: 3.500 credenziali, cresciute del 300 per cento rispetto a un anno fa; oltre 80 strutture ricettive convenzionate; più di 16.000 pernottamenti, il pellegrino si trattiene in genere 5 notti. I lavori sono stati incentrati su quattro tavole rotonde, due al mattino (“Non solo a piedi: il Cammino Minerario di Santa Barbara su due ruote e a cavallo” e “La valorizzazione delle agrobiodiversità nel territorio del Cammino Minerario di Santa Barbara”) e due al pomeriggio (“La dimensione internazionale: la federazione europea degli itinerari minerari di Santa Barbara Mines.B” e “La sfida dell’accessibilità”).

I lavori domattina, seconda e ultima giornata, saranno aperti dall’intervento dell’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu. Seguiranno uno spazio dedicato al Turismo durevole: il pellegrino moderno e giovani in Cammino, e una tavola rotonda su “Valorizzare i Cammini per lo sviluppo del territorio”. Concluderanno la giornata e gli Stati Generali, l’intervento di Andrea Tarozzi, responsabile dell’ufficio amministrativo della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, e quello di un ospite speciale, Mario Tozzi, su “Quo Vadis, Sapiens? Cammini antichi e nuovi per un futuro sostenibile”.

Vediamo l’intervista realizzata stamane con Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

E’ stato presentato questo pomeriggio il programma degli eventi inseriti nella rassegna “Nataleinsieme Carbonia 2024”, organizzata dal comune di Carbonia, in collaborazione con la Pro Loco, i Centri Commerciali Naturali, i consorzi e le associazioni. Sono previsti eventi per tutti i gusti, fino al 7 gennaio, diverse decine di iniziative all’insegna dell’allegria, del divertimento, dell’intrattenimento e della spensieratezza.
L’avvio è in programma domani, con l’inaugurazione dei mercatini.

Vediamo le interviste con il sindaco Pietro Morittu e gli assessori della Cultura, Sport, Spettacolo, Patrimonio e Decentramento Giorgia Meli e delle Attività produttive, Turismo e Sviluppo economico Michele Stivaletta.

 

E’ stato presentato stamane, a Iglesias, il progetto “A Natale Ti Regaliamo Sicurezza”, una campagna informativa e formativa destinata ai cittadini, con particolare attenzione ai giovani. Alla presentazione, con il vicesindaco e assessore della Polizia locale e viabilità Francesco Melis e l’assessora delle Politiche sociali e dell’inclusione sociale Angela Scarpa, hanno partecipato il comandante della Polizia locale Davide Ullasci e l’assistente di Polizia locale Luana Vacca e i genitori di Alberto Riccaboni, il giovane di Iglesias studente di Ingegneria, scomparso sei anni fa, all’età di soli 20 anni, in un incidente sulla statale 126, alle porte di Gonnesa, al rientro da una partita di calcio, che hanno costituito l’associazione “Alberto Riccaboni” di Iglesias.

Gli interventi di Davide Ullasci, Francesco Melis, Angela Scarpa, Enrico Riccaboni (padre di Alberto) e Luana Vacca.

Davide Ullasci.

Francesco Melis.

Angela Scarpa.

Enrico Riccaboni.

Luana Vacca.

 

Prosegue la ricca programmazione della XXVI edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera, rassegna cameristica, organizzata dall’associazione Anton Stadler con la direzione artistica del bandoneonista e compositore Fabio Furìa e protagonista al teatro Electra di Iglesias dal 17 novembre al 28 dicembre.

Appuntamento da non perdere l’8 dicembre, quando sul palco del Teatro Electra di Iglesias saliranno il bandoneonista e compositore Fabio Furia con Marco Schirru al pianoforte. Il duo terrà un concerto dal titolo “Tango nostalgia” con l’esecuzione dei brani più celebri di Astor Piazzolla, accostandoli a opere di altri compositori accomunati dal grande amore per Buenos Aires. Sarà uno spettacolo innovativo, nel quale le dimensioni del tempo e dello spazio si piegano fino ad incontrarsi, guidando l’ascoltatore in un percorso emozionante e seducente dal Tango tradizionale, fino alle influenze jazz e d’avanguardia di Astor Piazzolla e alle composizioni originali di Fabio Furìa. I suoni si fanno poesia in un itinerario musicale in cui la raffinata tecnica compositiva si unisce alla profonda sensibilità melodica ed all’improvvisazione passionale, nel virtuosismo esecutivo di una formazione tutta italiana.

Il risultato è un’interessante sintesi tra il mondo sonoro del Jazz e quello del Tango Nuevo. Un mèlange di forza e passione, energia e pathos, in cui si riconoscono suggestioni classiche, nel rigore della composizione ispirata all’equilibrio della forma e al contrappunto dei grandi maestri del passato, ma puntando sempre uno sguardo alle avanguardie contemporanee. Non solo musica, dunque, ma Arte, nella sua accezione più ampia e moderna.

All’interno della rassegna cameristica, inoltre, sono in programma nel mese di dicembre tre incontri corali appartenenti alla sezione “Il Festival incontra…”. Sempre al Teatro Electra il 7 dicembre, alle 19.00, si terrà il primo appuntamento con il concerto “Autunno in…canto” del Coro di Iglesias, diretto dal maestro Stefano Pisano.

Per le strade del comune di Villamassargia sono state ufficialmente accese le prime luminarie natalizie per entrare nell’atmosfera della festa più attesa dell’anno.
Se la facciata del Comune è arricchita da una struttura con la forma dell’immancabile albero addobbato, luci sfavillanti e decorazioni come ghirlande, stelle, renne e archi beneauguranti, sono in fase di allestimento in piazza Pilar, scalinata santa Croce, via Sicilia, rotatoria in via dello Sport, via Iglesias, piazza dello Sport e altri punti tra cui i cosiddetti “angoli selfie” per lo scatto di foto ricordo come la panchina di via Cavallera, le scalette san Pietro, piazza Puglisi e piazza Spano con fioriere che impreziosiscono il decoro urbano lungo le strade.
«Ogni anno ci impegniamo a realizzare allestimenti natalizi sempre nuovi – ha spiegato la sindaca Debora Porrà – perché li trovo importanti tanto quanto un’opera pubblica. Ci sarà infatti sempre un problema da risolvere ma finché saremo in grado di stupire un bambino o a rincuorare una persona che soffre con un’accoglienza luminosa, sarà utile ogni addobbo.»
L’iter dell’ allestimento è seguito dal vicesindaco Francesco Mameli e dall’assessore Stefano Osanna e sarà completato la prossima settimana con l’illuminazione delle facciate delle chiese romaniche di Nostra Signora del Pilar e di quella parrocchiale della Madonna della Neve, oltre che altri punti luce che daranno seguito al suggestivo cielo stellato che parte da via Stazione.
Gli addobbi faranno da cornice al primo appuntamento del calendario degli eventi natalizi organizzati dall’Amministrazione comunale. Stasera, dalle ore 16.30, in piazza Pilar, i bambini saranno intrattenuti dallo spettacolo delle bolle di sapone e dal Grinch, il buffo personaggio dal pelo verde protagonista di alcune note pellicole di animazione.
Gli allestimenti natalizi accoglieranno con un’atmosfera gioiosa cittadini e visitatori fino al prossimo 9 gennaio 2025.
 

Dopo la comunicazione, dello scorso 30 novembre, della decisione di papa Francesco di nominare don Mario Farci vescovo di Iglesias, le diocesi di Cagliari e Iglesias hanno reso noto che il vescovo eletto riceverà l’ordinazione episcopale domenica 9 febbraio 2025 alle ore 16.00, nella basilica di Sant’Elena imperatrice in Quartu Sant’Elena.
Nel pomeriggio di domenica 16 febbraio il nuovo vescovo farà l’ingresso a Iglesias, prendendo possesso canonico della diocesi.

Il 18 dicembre, data dell’86° anniversario dell’inaugurazione della città di Carbonia, l’Amministrazione comunale riconoscerà i meriti ottenuti dai nostri sportivi nel corso dell’anno 2024 con una premiazione che si svolgerà presso il Teatro Centrale alle ore 15.00.
L’iniziativa, organizzata in sinergia dall’assessorato allo Sport e dalla Prima Commissione Consiliare Permanente, intende premiare e dare il giusto tributo agli sportivi e alle sportive residenti nella nostra città – afferenti alle società e associazioni di tutto il territorio – che si sono distinti nel corso dell’anno 2024 per i risultati ottenuti a livello regionale, nazionale e finanche internazionale.
«Un riconoscimento del merito e una valorizzazione delle eccellenze sportive di Carbonia, una città che si caratterizza per essere una fucina di talenti che danno lustro e prestigio alla nostra comunità», ha dichiarato l’assessora dello Sport Giorgia Meli.
Al fine di organizzare questa giornata, l’Amministrazione comunale invita tutte le società ed associazioni sportive che non avessero ancora provveduto nei due appuntamenti già organizzati in precedenza, a trasmettere i nominativi degli atleti residenti a Carbonia meritevoli di essere premiati, inviando una Pec entro e non oltre il 9 Dicembre 2024 al seguente indirizzo: comcarbonia@pec.comcarbonia.org .

La magia del Natale 2024 è ormai nell’aria e il comune di Carbonia, in collaborazione con la Pro Loco, i Centri Commerciali Naturali, i consorzi e le associazioni, ha organizzato un ampio cartellone di eventi per tutti i gusti, che verranno illustrati domani, venerdì 6 dicembre, alle ore 15.00, nel corso di una conferenza stampa che avrà luogo al secondo piano del Municipio di piazza Roma.
Fino al 7 gennaio si terranno una sequela di iniziative all’insegna dell’allegria, del divertimento, dell’intrattenimento e della spensieratezza.
L’Amministrazione comunale esprime viva soddisfazione per l’ampio programma allestito e ringrazia tutti i soggetti che, a vario titolo, stanno contribuendo all’organizzazione del Natale 2024 in città.

Si è svolta stamane nel Foyer del Teatro Massimo di Cagliari la conferenza stampa di presentazione della Stagione di Prosa e Danza 2024-2025 al Teatro Centrale di Carbonia organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Carbonia e con il contributo della Fondazione di Sardegna. 
Sono intervenuti:
Pietro Morittu – sindaco di Carbonia , che ha sottolineato l’impegno del Comune per la diffusione della cultura, con una Stagione di Prosa e Danza di respiro nazionale  e una particolare attenzione alle giovani generazioni 
Antonio Cabiddu – presidente CeDAC Sardegna, che ha ricordato la mission del CeDAC nella promozione della cultura teatrale e il ruolo del Circuito nel coinvolgimento del territorio
Valeria Ciabattoni – direttrice artistica CeDAC Sardegna, che ha illustrato il cartellone della Stagione di Prosa e Danza 2024-2025 al Teatro Centrale di Carbonia 

CeDAC

Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna

Teatro Centrale – Carbonia

Stagione di Prosa e Danza 2024-2025

Viaggio negli labirinti della mente e del cuore tra immortali capolavori e testi di autori contemporanei, accanto alle creazioni di importanti coreografi, con la Stagione di Prosa e Danza 2024-2025 al Teatro Centrale di Carbonia organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con la direzione artistica di Valeria Ciabattoni e con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e del Comune di Carbonia e il contributo della Fondazione di Sardegna. Undici titoli in cartellone da gennaio a maggio con i grandi protagonisti della scena, da Lella Costa con un’intrigante rilettura dell’“Otello” dalla parte di Desdemona a Gigio Alberti e Amanda Sandrelli in “Vicini di Casa” di Cesc Gay, Giorgio Colangeli e Manuela Mandracchia ne “Le Volpi” di CapoTrave, Lucia Vasini con Lorenzo Lavia, Paolo Triestino e Carmen Di Marzo ne “Le Gratitudini” dal romanzo di Delphine De Vigan, Veronica Pivetti ne “L’inferiorità mentale della donna” di Giovanna Gra e Geppi Cucciari in “Perfetta” di Mattia Torre (fuori abbonamento).

Focus sul teatro napoletano con Enzo Decaro, attore di teatro e cinema, noto al grande pubblico dal trio La Smorfia con Lello Arena e Massimo Troisi, in “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo e Arturo Cirillo, che firma la regia di “Ferdinando” di Annibale Ruccello, uno degli autori più interessanti della drammaturgia partenopea del secondo Novecento (prematuramente scomparso nel 1986). Spazio alla danza contemporanea con “Dalla A alla Z” di Spellbound Contemporary Ballet & Compagnia Zappalà Danza, con coreografie di Mauro Astolfi e Roberto Zappalà e “White Out / La conquista dell’inutile”, una creazione del giovane ma già affermato (e pluripremiato) coreografo Piergiorgio Milano, ispirata alla passione per le vette, per un racconto per quadri sull’amicizia, il rischio e la fiducia. In scena anche “Assenze Ingiustificate in Rock” nuova produzione di Quinte Emotive, su un testo di Fabrizio Carta, con la regia di Giulio Landis, tra storie di poeti e musicisti e atmosfere Anni Settanta.

Il sipario si apre su un’inedita versione della tragedia di “Otello” con Lella Costa per la regia di Gabriele Vacis, poi si parla d’amore tra passione e routine in “Vicini di Casa” di Cesc Gay con Gigio Alberti e Amanda Sandrelli accanto a Alessandra Acciai e Alberto Giusta, diretti da Antonio Zavatteri, mentre ne “Le Volpi” di CapoTrave, una commedia di Lucia Franchi e Luca Ricci (sua la regia) con Giorgio Colangeli e Manuela Mandracchia insieme con Federica Ombrato emerge il vizio antico della corruzione, fin troppo diffuso nel Belpaese.

Un ideale dialogo tra due coreografi di punta come Mauro Astolfi e Roberto Zappalà in “Dalla A alla Z”, coproduzione di Spellbound Contemporary Ballet & Compagnia Zappalà Danza, mentre la compagnia Quinte Emotive presenta “Assenze Ingiustificate in Rock” di Fabrizio Carta, con la regia di Giulio Landis, per un affresco di varia umanità. Intrecci fra letteratura e teatro con “Le Gratitudini” dal romanzo di Delphine De Vigan con adattamento e regia di Paolo Triestino, in scena con Lucia Vasini, Lorenzo Lavia e Carmen Di Marzo, che racconta la storia di una donna sfuggita all’Olocausto, decisa a ringraziare chi l’ha aiutata e le ha salvato la vita, in una chiave delicata e poetica.

Il fascino della montagna in “White Out / La conquista dell’inutile” di e con Piergiorgio Milano, un’opera coreografica che sposa danza, nouveau cirque e alpinismo nella cronaca di un’avventurosa scalata tra la vertigine dell’altezza e la forza dell’amicizia. un omaggio a Peppino De Filippo con “Non è vero ma ci credo” nella mise en scène di Leo Muscato, uno tra i più brillanti e apprezzati registi italiani contemporanei, con Enzo Decaro nel ruolo del commendator Gervasio Savastano avarissimo e superstizioso imprenditore, accanto a (in o.a.) Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Carmen Landolfi, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo e Ingrid Sansone, sullo sfondo di una Napoli non più Anni Trenta ma Anni Ottanta, «dove convivono Mario Merola, Pino Daniele e Maradona».

Riflettori puntati su Veronica Pivetti che ne “L’inferiorità mentale della donna” di Giovanna Gra, divertente one-woman-show liberamente ispirato al celebre trattato di Paul Julius Moebius, tra teorie filosofiche e scientifiche e strani esperimenti, ricordi, aneddoti e canzoni, come una novella Mary Selley dimostra che il vero Frankestein… è la Donna. Nel Meridione d’Italia, dopo la fine del Regno delle Due Sicilie, la storia s’intreccia ai destini individuali in “Ferdinando” di Annibale Ruccello nella versione di Arturo Cirillo, in scena con Sabrina Scuccimarra, Anna Rita Vitolo e Riccardo Ciccarelli, per una trama densa di coups de théâtre e inattese rivelazioni.

Finale con brio con Geppi Cucciari in “Perfetta” di Mattia Torre (fuori abbonamento), una pièce ironica impreziosita dalla musica di Paolo Fresu e dall’abito di scena di Antonio Marras, sul tema del ciclo femminile, per troppe persone ancora un tabù, tra cambiamenti d’umore, atteggiamenti e stati d’animo… in armonia con le fasi della Luna.

Una ricca programmazione tra pièces classiche e contemporanee e intriganti coreografie per affrontare temi di forte attualità – dalla condizione e il ruolo delle donne nella società tra pregiudizi e retaggi patriarcali, ma anche la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro per una professionista in carriera, con l’ironia e la verve di Veronica Pivetti e Geppi Cucciari, fino alla violenza di genere e all’inquietante fenomeno dei femminicidi in “Otello / di precise parole si vive”, con una affabulatrice brillante come Lella Costa, per mettere l’accento sulla modernità della tragedia e sul vero significato dell’amore (che non uccide né ferisce), come sull’urgenza di una rivoluzione culturale per chi non teme la verità.

Un ritratto di famiglia tra intrighi e segreti con “Ferdinando” di Annibale Ruccello, tra ambizioni e decadenza dell’aristocrazia, antiche e nuove passioni e giochi di potere e un vivido affresco della società da cui emergono la corruzione della politica e la tradizione del nepotismo ne “Le Volpi” di CapoTrave, ma anche un poetico inno alla vita ne “Le Gratitudini” dal romanzo di Delphine De Vigan, dove affiora il ricordo della Shoah ma anche l’esempio luminoso di coloro che hanno cercato di opporsi allo sterminio, come un messaggio di speranza per il futuro

Un’indagine sull’amore tra eros e amicizia, desiderio e abitudine in “Vicini di Casa” di Cesc Gay mentre “Non è vero ma ci credo” di Peppino De Filippo rivela gli effetti della superstizione (tutt’altro che superata nel terzo millennio, dove abbondano maghi e veggenti) e dell’avidità e dell’egoismo, con la moderna maschera di Gervasio Savastano come novello Arpagone, e ancora “Assenze Ingiustificate in Rock” riflette la temperie culturale e sociale dell’Isola tra ieri e oggi.

Il cartellone

Una tragedia elisabettiana riletta con sensibilità contemporanea – lunedì 20 gennaio, alle 20.30 – con “Otello / di precise parole si vive” dal capolavoro di William Shakespeare, con drammaturgia di Lella Costa e Gabriele Vacis, scenofonia di Roberto Tarasco e scenografie di Lucio Diana, con un’intensa Lella Costa che indaga il significato letterale e simbolico di una vicenda di inquietante attualità, per la regia di Gabriele Vacis (produzione Teatro Carcano – distribuzione Mismaonda). «Guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre» afferma Jago, il cattivo consigliere che instilla il sospetto nella mente e nel cuore del Moro facendo leva sulle insicurezze e le paure di un uomo innamorato. Una «trama folgorante – sottolinea Lella Costa – il cui riassunto potrebbe sembrare una notizia di cronaca di oggi: un lavoratore straniero altamente qualificato, un matrimonio misto, una manipolazione meschina e abilissima, un uso doloso e spregiudicato del linguaggio, un femminicidio con successivo suicidio del colpevole». “Otello” rimanda alla cultura patriarcale, che giustifica il “delitto d’onore”, ma è invece essenziale comprendere, come ricorda Gabriele Vacis, più che il dramma di un assassino, «la tragedia vera di Desdemona, che si annida nel profondo delle anime».

Variazioni sul tema dell’amore nel terzo millennio – domenica 26 gennaio, alle 20.30 – con “Vicini di Casa”, versione italiana di “Sentimental” di Cesc Gay, una scoppiettante e coinvolgente commedia, con traduzione e adattamento di Pino Tierno, nell’interpretazione di Alessandra Acciai, Gigio Alberti, Alberto Giusta e Amanda Sandrelli, con scene di Roberto Crea, costumi di Francesca Marsella, disegno luci di Aldo Mantovani, per la regia di Antonio Zavatteri (co-produzione Nidodiragno / CMC – Cardellino srl – Teatro Stabile di Verona, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi). La pièce descrive l’incontro tra Anna e Giulio, la cui relazione, dopo anni di convivenza e una figlia, sembra attraversare una profonda crisi e i loro vicini, Laura e Toni, la cui storia appare al culmine della passione più infuocata: un innocuo aperitivo si trasforma in una confessione, la spregiudicatezza degli ospiti sembra contagiare i padroni di cara e una volta iniziato il gioco si fa sempre più ardito e pericoloso. Il fragile equilibrio fondato sull’abitudine e sulla tenerezza sembra destinato a infrangersi, mentre emergono amarezze e frustrazioni, nodi irrisolti e desideri inespressi: “Los vecinos de arriba” è «una commedia, libera e provocatoria, che indaga con divertita leggerezza inibizioni e ipocrisie del nostro tempo».

Un vivido affresco della società – domenica 2 febbraio, alle 20.30 – con “Le Volpi”, uno spettacolo di CapoTrave, ideato e scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci (che firma anche la regia) e interpretato da Giorgio Colangeli, volto noto del grande e del piccolo schermo (Nastro d’Argento per “La cena” di Ettore Scola e David di Donatello per “L’aria salata” di Alessandro Angelini) e Manuela Mandracchia, una delle attrici più interessanti della scena contemporanea, diretta da registi come Luca Ronconi e Massimo Castri (Premio Ubu per “Amor nello specchio”) con la giovane e talentuosa Federica Ombrato (produzione Infinito). In un pomeriggio d’estate, l’incontro tra due figure di spicco della politica locale, cui partecipa anche la figlia di una di loro, si trasforma in una riunione durante la quale elaborare progetti e strategie a breve e lungo termine, dove privilegi e vantaggi personali prevalgono sull’ideale del “bene comune”. In un’atmosfera informale, davanti a un vassoio di biscotti all’ora del caffè, «si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi», si ragiona su favori e concessioni, in uno spaccato della provincia italiana che riflette in piccolo la corruzione, il “familismo amorale”, gli intrighi e i giochi di potere della capitale e delle grandi città del Belpaese.

Focus sulla danza contemporanea – sabato 8 febbraio, alle 20.30 – con “Dalla A alla Z”, originale co-produzione di Spellbound Contemporary Ballet & Compagnia Zappalà Danza con coreografie di Mauro Astolfi e Roberto Zappalà: un ideale dialogo tra i due artisti, che «si incontrano su un terreno creativo comune, dando vita a un confronto tra due poetiche diverse ma complementari». In programma due creazioni di Mauro Astolfi, “If you were a man” e “A Better Place”, con Filippo Arlenghi, Lorenzo Beneventano, Anita Bonavida, Alessandro Piergentili e Roberto Pontieri, disegno luci di Marco Policastro e costumi di Anna Coluccia, su una variegata colonna sonora e due lavori di Roberto Zappalà (che firma coreografie, luci e costumi), “2×2” e “Brotherhood”, con musiche di Johann Sebastian Bach e Johannes Brahms, interpretati da Filippo Domini, Anna Forzutti, Silvia Rossi e Erik Zarcone. «Il progetto nasce dal desiderio di esplorare nuovi linguaggi espressivi e dalla volontà di costruire una relazione artistica che vada oltre le singole capacità tecniche, mettendo al centro la collaborazione e la ricerca di una nuova ispirazione». “Dalla A alla Z” rappresenta l’occasione per apprezzare le differenti cifre stilistiche e la poetica di due tra i più importanti autori della scena coreutica italiana.

Storie da bar – sabato 15 febbraio, alle 20.30 – con “Assenze Ingiustificate in Rock” uno spettacolo della compagnia Quinte Emotive, tratto da “Assenze Ingiustificate” di Fabrizio Carta, con la regia di Giulio Landis: sotto i riflettori Cristina Pillola, Giusy Fogu e Massimo Putzu, Fabrizio Carta e Matteo Guidarini interpretano le “anime perse” in cerca di riscatto, tra la nostalgia per il passato e le speranze e i vaghi sogni per il futuro. Nel cuore del Sulcis, una bettola fa da cornice ai ricordi, ai discorsi e alle fantasticherie di «un poeta introverso, stralunato e creativo» e del giovane gestore, «un musicista, idealista e disincantato», in cui si inseriscono i tre avventori, tre personaggi diversissimi tra loro ma in qualche complementari, in «un equilibrio quasi perfetto». Una colonna sonora (virtuale) ispirata alla musica rock degli Anni Settanta, in cui spiccano le canzoni dei Deep Purple, quasi a evocare «un mondo che non c’è più» fa da sfondo alle vicende dei protagonisti, in una dimensione sospesa e fuori dal tempo, in una sorta di rituale consolatorio e catartico. “Assenze Ingiustificate in Rock” mette in risalto la monotonia delle vite dei personaggi, ciascuno con un carattere ben definito, che insieme compongono un affresco corale e riflettono la realtà del territorio.

Un poetico e commovente inno alla vita – lunedì 24 febbraio, alle 20.30 – con “Le Gratitudini”, dal romanzo di Delphine de Vigan, con adattamento e regia di Paolo Triestino, con un’intensa Lucia Vasini nel ruolo della protagonista, Michka, un’anziana correttrice di bozze che prima di “perdere le parole” vorrebbe ringraziare chi le ha salvato la vita, accanto a Lorenzo Lavia, Paolo Triestino e Carmen Di Marzo, con scenografia di Francesco Montanaro, costumi di Lucrezia Farinella, disegno luci di Alessandro Nigro e musiche originali di Massimiliano Gagliardi, movimenti coreografici a cura di Erika Puddu (produzione a.ArtistiAssociati / Centro di Produzione Teatrale). Una donna dall’animo mite e gentile, assistita da Marie, la figlia di una vicina, di cui si era presa cura colmando il vuoto e le anchevolezze di una madre assente, e da un giovane ortofonista rievoca la sua infanzia nei giorni della Shoah: la pièce teatrale racconta una storia struggente e emblematica ma anche piena di speranza, in cui trovano posto la tenerezza e l’affetto, e il sentimento raro e prezioso della gratitudine. Il desiderio di Michka, poter dire grazie alla famiglia che l’ha accolta, bambina, in tempi difficili e pericolosi, diventa il simbolo di un’umanità che reagisce di fronte all’orrore e resiste anche in un’epoca di barbarie.

La sfida delle vette, tra la vertigine dell’altezza e il candore della neve – venerdì 14 marzo, alle 20.30 – con “White Out / La conquista dell’inutile”, una creazione del pluripremiato coreografo Piergiorgio Milano, uno dei più interessanti talenti della danza italiana contemporanea, in scena con Javier Varela Carrera e Luca Torrenzieri, con disegno luci di Bruno Teusch e sound design di Federico Dal Pozzo, costumi di Raphaël Lamy, Simona Randazzo e Piergiorgio Milano (che cura anche scenografia e soundtrack) per «un omaggio a tutti gli alpinisti che sono scomparsi o hanno rischiato di scomparire nel bianco senza fine» (produzione Compagnia Piergiorgio Milano). “White Out” – con un titolo che rimanda a una situazione estrema, quando immersi in un bianco accecante, si perde la direzione, quasi al confine tra la vita e la morte – è «un viaggio ironico e drammatico, divertente e coinvolgente, non solo attraverso il paesaggio naturale evocato sul palco, ma attraverso l’interiorità umana stessa». Un avvincente racconto per quadri ricco di pathos, in cui tra flashback e immagini simboliche si affrontano temi come l’amicizia, il rischio e la fiducia, nel ripercorrere i momenti cruciali di una tragedia di montagna «seguendo l’evoluzione di una piccola comunità di alpinisti nel loro cammino iniziatico».

Un vivido affresco della società – mercoledì 26 marzo, alle 20.30 – con “Non è vero ma ci credo”, esilarante commedia di Peppino De Filippo con Enzo Decaro e con (in o.a.) Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Carmen Landolfi, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo e Ingrid Sansone, scene di Luigi Ferrigno, costumi di Chicca Ruocco e disegno luci di Pietro Sperduti, per la regia di Leo Muscato (produzione I Due della Città del Sole). Una pièce brillante incentrata sulla figura di Gervasio Savastano, ricco e avaro imprenditore che «vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura»: nel ruolo interpretato da Peppino De Filippo, Enzo Decaro incarna una maschera contemporanea, una figura tragicomica e grottesca in cui si intrecciano avidità e ambizione e consapevolezza della propria fragilità e della volubilità della fortuna. Il commendatore, vittima della sua ossessione, compie azioni sconsiderate licenziando e assumendo gli impiegati non in base alle loro capacità ma a vaghi timori e intuizioni dettati dalla superstizione e perfino progettando le nozze della figlia con un uomo dotato di una provvidenziale gobba, sullo sfondo di una Napoli surreale, non più degli Anni Trenta ma degli Anni Ottanta, tra icone come Mario Merola, Pino Daniele e Diego Maradona.

Viaggio nell’universo femminile tra scienza e ironia – giovedì 3 aprile, alle 20.30 – con “L’inferiorità mentale della donna” di Giovanna Gra, uno spettacolo liberamente ispirato al celebre trattato di Paul Julius Moebius, con la verve e il talento di Veronica Pivetti, in scena con il musicista Anselmo Luisi, con la colonna sonora e gli arrangiamenti musicali di Alessandro Nidi, i costumi di Nicolao Atelier Venezia e il disegno luci di Eva Bruno, per la regia di Gra&Mramor (produzione a.ArtistiAssociati in collaborazione con Pigra srl). Riflettori puntati sull’eclettica attrice, doppiatrice e conduttrice milanese, volto noto del grande e del piccolo schermo, che come una novella Mary Shelley si confronta con bizzarre teorie e singolari esperimenti, e narra le gesta di famose criminali, da Agrippina a Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, fino a scoprire che l’unico e vero Frankestein è la Donna. Nella pièce si affrontano i fondamenti del pensiero reazionario e patriarcale, dal saggio del titolo alle tesi di Cesare Lombroso, in una curiosa antologia che potrebbe suonare come una parodia ma riflette invece una visione del mondo. Tra storie e canzoni, Veronica Pivetti mette in luce i presupposti ideologici che giustificherebbero la sottomissione delle donne, in contrasto con i successi di artiste e intellettuali, letterate e scienziate, filosofe e attiviste e con le plurisecolari lotte per l’emancipazione e la parità.

La fine di un’epoca e la caduta delle maschere – giovedì 17 aprile alle 20.30 – con “Ferdinando” di Annibale Ruccello nella mise en scène di Arturo Cirillo, che divide il palco con Sabrina Scuccimarra, Anna Rita Vitolo e Riccardo Ciccarelli, con le scenografie di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le musiche di Francesco De Melis e il disegno luci di Paolo Manti (produzione Marche Teatro – Teatro Metastasio di Prato – Fondazione Teatro di Napoli / Teatro Bellini). Nel Meridione d’Italia, dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie, l’aristocratica Donna Clotilde si ritira nella sua villa vesuviana, in compagnia della cugina Gesualda, tra le visite di Don Catellino, l’ambiguo prete di famiglia, finché l’arrivo di un giovane nipote stravolge gli equilibri. «Il capolavoro del drammaturgo partenopeo racconta – come sottolinea Arturo Cirillo nelle Note di Regia – il desiderio per un inafferrabile adolescente, nato da un inconsolabile bisogno d’amore, matura nella mente di tre personaggi disperati, prigionieri della propria solitudine, esacerbati dall’abitudine». Una pièce conturbante, dove la presenza di Ferdinando riaccende le passioni e porta alla luce antichi segreti: in «un teatro della crudeltà mascherato da dramma borghese» – sostiene Arturo Cirillo – l’autore, con la sua cifra originale e trasgressiva, evoca il senso arcano di un “sortilegio”.

Una donna allo specchio – domenica 25 maggio, alle 20.30 – con “Perfetta” (fuori abbonamento), un monologo scritto e diretto da Mattia Torre (uno dei più interessanti autori contemporanei, da “Boris” (la serie e il film) e “La Linea Verticale” a pièces come “Migliore” e “Qui e Ora”, prematuramente scomparso nel 2019) e interpretato da Geppi Cucciari nel ruolo di una moderna donna in carriera, con musiche di Paolo Fresu e costumi di Antonio Marras, disegno luci di Luca Barbati, assistente alla regia Giulia Dietrich (produzione ITC2000 – distribuzione Terry Chegia). Un ironico racconto per quadri, con il talento istrionico e la vis comica di Geppi Cucciari, per affrontare un tema ancora tabù come il ciclo femminile attraverso il diario di quattro martedì: la protagonista, brillante venditrice di automobili in una concessionaria di lusso, descrive le sue giornate apparentemente sempre uguali, sotto l’influenza dei cambiamenti ormonali che incidono sui suoi stati d’animo e sulla sua visione del mondo. Focus sulla routine quotidiana di una donna, esperta nel conciliare il ruolo di moglie e madre e gli impegni professionali per corrispondere all’ideale femminile di un’inarrivabile perfezione, alle prese con agguerriti concorrenti e una colf che guadagna esattamente quanto lei, ma le permette il lusso e la libertà di lavorare fuori casa, in un one-woman-show che fa sorridere e pensare.

La Stagione di Prosa e Danza 2024-2025 al Teatro Centrale di Carbonia è organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC/ Ministero della Cultura, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Carbonia e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

INFO & PREZZI

Abbonamento per 10 spettacoli

Platea

da fila 1 a fila 7: 100 euro

da fila 8 a fila 11: 90 euro

da fila 12 a fila 14: 80 euro

da fila 15 a fila 17: 70 euro

Galleria e Palchi: 70 euro

biglietti

Platea

da fila 1 a fila 7: 18 euro

da fila 8 a fila 11: 16 euro

da fila 12 a fila 14: 14 euro

da fila 15 a fila 17: 12 euro

Galleria e Palchi: 9 euro

biglietti “Perfetta” con Geppi Cucciari

(fuori abbonamento)

Platea: 25 euro

Galleria: 20 euro

info: cell. 338.9838142 (Valentina Trogu)

e-mail: infocedac.carbonia@gmail.com – www.cedacsardegna.it

prevendite online: www.vivaticket.it