17 August, 2026

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I Riformatori sardi giudicano sbagliata la scelta fatta dal Consiglio comunale di Cagliari di realizzare un ecocentro da oltre 5.000 mq in via San Paolo.

«Il sindaco Zedda e la sua maggioranza hanno approvato in Consiglio comunale una delibera che dà il via libera alla realizzazione di un ecocentro da oltre 5.000 mq in via San Paolo – scrive in una nota Giorgio Angius, consigliere comunale di Cagliari dei Riformatori sardi -. Abbiamo votato contro: via San Paolo rappresenta forse l’unica grande area libera della città, facilmente raggiungibile anche dall’hinterland, che potrebbe essere destinata alla realizzazione di grandi strutture per gli spettacoli, per il tempo libero, per nuovi progetti utili allo sviluppo di Cagliari. Gli ecocentri sono molto importanti – conclude Angius -, occorre realizzarne tanti e diffusi, ma devono essere realizzati in zone di minor pregio, non proprio all’ingresso della città!»

Cagliari 2

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Si anima il dibattito politico in vista delle prossime elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Cagliari. L’UDC, Unione di Centro, forza politica che alle ultime elezioni comunali di Cagliari ha avuto il 9 percento dei consensi, interviene sulla scelta del candidato sindaco, rilevando che «nonostante gli inviti giunti da più fronti, non parteciperemo ad alcuna coalizione o riunione politica che sia basata sullo strumento delle primarie per la scelta del candidato sindaco, pur credendo che occorra dare il massimo coinvolgimento dei cittadini anche nella fase pre-elettorale».

«Prima di scegliere un candidato sindaco da sostenere – aggiunge l’UDC in una nota – riteniamo che i partiti debbano sforzarsi di proporre una visione di Cagliari, che delinei un’opportunità di rilancio dello sviluppo dell’intera Sardegna. La ricerca del candidato sindaco eventualmente andrà fatta ad di fuori dei soliti noti riconducibili alla politica, e individuando un nome con forte credibilità personale.»

Municipio di Cagliari 890 copia

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«Sono davvero felice di essere di nuovo a Expo Milano 2015, per me incontrare tanta gente e vivere in un ambiente così sereno e positivo svolge un’azione terapeutica e mi aiuta a guarire.»

Con queste parole Vittorio Brumotti, campione di bike trial e oggi presente al sito espositivo per girare alcune puntate della trasmissione tv “Paperissima Sprint”, ha salutato il commissario unico delegato del Governo di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, che si è voluto sincerare di persona delle sue condizioni fisiche dopo il brutto episodio che lo ha visto protagonista lo scorso mese di agosto. «Mi sto riprendendo lentamente – ha aggiunto Brumotti, Ambassador di Expo Milano 2015 -, dopo l’operazione ho riacquistato quasi completamente la vista all’occhio destro e tornare al lavoro mi aiuta sicuramente a vivere il futuro con maggior ottimismo».

L’Esposizione Universale è la sua prima uscita pubblica dopo l’incidente: «La gente mi regala tanto affetto, non chiede più l’autografo ma si informa sul mio stato di salute. Una soddisfazione enorme: ora non dirò più ‘a bombazza’ ma ‘sto bene grazie!’».

 Vittorio Brumotti a Expo Milano 2015 2Vittorio Brumotti a Expo Milano 2015 1

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L’assessorato regionale dell’Agricoltura ha autorizzato l’aumento del titolo alcolometrico voluminico naturale dei prodotti della vendemmia per la campagna viticola 2015/2016.
In particolare, l’aumento è consentito per i prodotti delle uve raccolte in Sardegna, destinati a diventare:
– vini senza denominazione di origine e/o indicazione geografica;
– vini IGT (IGP);
– vini DOC e DOCG (DOP) Alghero, Monica di Sardegna, Carignano del Sulcis (esclusa la tipologia superiore), Vermentino di Sardegna e Vermentino di Gallura;
– spumanti di qualità per le varietà di vite Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Cagnulari, Chardonnay, Moscato bianco, Sauvignon, Semidano, Torbato e Vermentino.
Le aziende che effettuano le operazioni di arricchimento dovranno darne comunicazione al Servizio sostenibilità e qualità delle produzioni agricole e alimentari dell’assessorato dell’Agricoltura.

Vigneti copia

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Occorre un intervento della Regione, sia presso il Governo che presso la direzione regionale dell’Inps, per evitare che il piano di riorganizzazione dell’Istituto sul territorio ed in particolare in Provincia di Cagliari, si riduca nel “solito” taglio di un presidio pubblico che abbassa la qualità del servizio e penalizza le fasce più deboli della popolazione.

Il problema è stato sottoposto all’attenzione del presidente della Giunta regionale e dell’assessore del Lavoro da un’interpellanza del gruppo di Sel, primo firmatario Eugenio Lai, che esprime forte preoccupazione per l’annunciato ridimensionamento delle agenzie Inps di Sant’Elia, Mulinu Becciu, Pirri, Giba, Isili e Senorbì.

«La decisione dell’Inps – sostiene fra l’altro Eugenio Lai – sia pure inquadrata nelle politiche generali di spending review, non appare suffragata da elementi che ne giustifichino la economicità e sostenibilità complessiva. Inoltre, a chiusura di queste sedi, significherebbe non solo perdere un importante servizio sociale in realtà già difficili e marginali oltre che pesantemente colpite dalla crisi ma, soprattutto, renderebbe più difficile e costoso l’accesso dei cittadini alle prestazioni ed ai servizi dell’Istituto la cui missione, invece, è proprio quella di sostenere le categorie più deboli e svantaggiate della comunità.»

«Di qui – conclude Lai nell’interpellanza – la necessità di un intervento della Regione per evitare nuovi e gravi disagi per la popolazione».

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Municipio Teulada 139 copia

«A seguito della recente cessazione dal servizio del medico di base provvisorio dott.ssa Mallus, da mia interlocuzione odierna con la ASL 8 di Cagliari si comunica quanto segue:
– nella mattinata di domani giovedì 10 settembre, fino alle ore 12.00, su incarico straordinario sarà disponibile per le urgenze un medico presso l’ambulatorio ASL di vico Marconi, a Teulada;
– dalla mattinata di venerdì 11 settembre, dalle ore 9.00, prenderà servizio il medico nominato titolare dott. Carlini, che riceverà in via provvisoria nel medesimo ambulatorio ASL di vico Marconi fino a nuova sistemazione;
Lo stesso dott. Carlini avrà cura di comunicare quanto prima i suoi giorni e orari ambulatoriali definitivi, e potrà dare informazioni su modalità di scelta medico.»

Ne dà comunicazione il sindaco di Teulada, Daniele Serra.

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Venerdì 11 settembre, all’Exmà di Cagliari, riprendono le attività della community nata intorno a SINNOVA, il Salone dell’Innovazione in Sardegna promosso da Sardegna Ricerche e dalla Regione Sardegna. Gli incontri riprendono sotto il nuovo marchio “R-Innova” e nel primo incontro si parlerà di start-up e della necessità di accelerare sul fronte dell’innovazione con il giornalista Emil Abirascid, in occasione della presentazione del libro “L’innovazione che non ti aspetti. Contesti e visioni per l’impresa”, in cui importanti campioni dell’imprenditoria innovativa hanno voluto condividere le loro storie di impresa, ma anche idee e proposte, nuovi modelli di business e una nuova visione verso un futuro possibile.

Il tema sarà discusso affrontandone i diversi aspetti: dall’entusiasmo degli imprenditori alle difficoltà del contesto, senza dimenticare il valore dell’esperienza e della tradizione, delle eccellenze e della volontà di guardare avanti per interpretare i segnali di un momento storico in cui stanno cambiando le regole di base.

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Cattedrale Iglesias 29 copia

E’ tempo di nomine di nuovi parroci nelle chiese della diocesi di Iglesias. La nomina di don Antonio Mura, 53 anni, parroco della Cattedrale di Iglesias, a rettore del seminario regionale, decisa due mesi fa dalla Conferenza Episcopale Sarda, ha dato il via ad una serie di nomine da parte del vescovo, mons. Giovanni Paolo Zedda, non ancora conclusa, nelle parrocchie della diocesi, iniziata proprio con l’investitura di don Francesco Pau, 45 anni, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte, come suo successore.

Gianni Cannas, 68 anni, parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia, è il nuovo parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte, in sostituzione di Francesco Pau. Al suo posto, a Rosmarino, arriva don Antonio Carta, 55 anni, parroco della chiesa della Vergine d’Itria, a Portoscuso, il cui sostituto non è stato ancora nominato.

Ignazio Porcu, 62 anni, parroco della Vergine della Neve, a Villamassargia, va a Teulada, al posto di don Melchiorino Dore che, a 83 anni, va in pensione, ed assume sia la guida della chiesa della Beata Vergine del Carmelo (lasciata da don Dore) sia quella della chiesa di San Giovanni Battista.

Alla guida della parrocchia della Vergine della Neve, a Villamassargia, arriva don Antonio Manunza, 48 anni, che lascia le parrocchie di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine di Villarios e Vergine delle Grazie di Palmas. A Villarios arriva don Gabriele Culurgioni, amministratore parrocchiale; a Palmas arriva don Bachisio Carta, 60 anni, che lascia la parrocchia di San Giovanni Battista di Masainas, dove non è stato ancora nominato il successore.

Don Antonio Rubiu, 66 anni, già parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano, a Iglesias, guiderà anche la chiesa della parrocchia di San Benedetto Abate, sempre a Iglesias; don Franco Pometti, 74 anni, già parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, a Iglesias, guiderà anche la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, sempre a Iglesias e, in entrambe le parrocchie, avrà come vice parroco don Maurizio Mirai.

Don Giuseppe Tilocca, 48 anni, infine, è stato nominato Vicario Episcopale per la Pastorale.

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«Nell’anno in cui il turismo in Sardegna mostra segnali di ripresa, appare ancora più evidente la necessità di dare avvio immediato alle bonifiche nel territorio del Sulcis Iglesiente, per troppo tempo consacrato quasi esclusivamente all’attività industriale. E nonostante i protocolli d’intesa, il Piano Sulcis, gli impegni assunti dalla nuova Giunta regionale, il risanamento ambientale, che dovrebbe rappresentare la priorità dell’azione politica (senza naturalmente dimenticare quella parte di industria che ancora può produrre e creare economia), appare chiaramente un obiettivo secondario.»

Lo dice Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna.

«Basti pensare – aggiunge Ignazio Locci – che del Piano Sulcis, documento che dovrebbe gettare le basi per il rilancio del territorio anche da un punto di vista ambientale, non si sa più nulla dal 14 aprile scorso, giorno in cui ne venne reso noto lo stato di attuazione. E guarda caso, proprio quel report non fa mistero sui ritardi delle bonifiche, imputati alla situazione disastrata in cui versa Igea, incaricata delle operazioni. Ma a ben vedere, non si tratta solo di problemi legati alla società regionale: è evidente anche un deprecabile immobilismo della politica, che a distanza di un anno e mezzo dall’insediamento della Giunta di Francesco Pigliaru, ancora non è riuscita a dare una svolta al progetto delle bonifiche.»

«A parte qualche minimo intervento concesso di grazia dall’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, la grossa fetta di bonifiche resta ferma al palo – aggiunge il consigliere regionale di Sant’Antioco –. Ed è inaccettabile che spesso i soldi risultino già stanziati ma non spendibili perché la Giunta non ha ancora deciso sui soggetti attuatori. Un esempio su tutti: le aree ex Seamag di Sant’Antioco, per le quali vi sono 6,8 milioni di euro stanziati dalla precedente Giunta, ma che ancora attendono il risanamento per la definitiva conversione a fini turistici. In più occasioni è stato chiesto di affidare i lavori al comune antiochense o ad altro soggetto, ma la Giunta continua a lasciare tutto nelle mani di Igea. E gli antiochensi, ormai, non sanno più a quale santo votarsi per ottenere le bonifiche di quegli ettari di terreno.»

«Se l’idea di dare un futuro al territorio (non soltanto industriale) è molto più di semplici parole al vento spese in campagna elettorale, si metta mano alle bonifiche e si proceda con celerità. Non possiamo continuare ad aspettare passivamente. Il Sulcis Iglesiente – conclude Ignazio Locci – ha bisogno di riconvertirsi a fini turistici e questo può avvenire soltanto passando per il risanamento ambientale.»

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Ignazio Locci

Consigliere regionale Forza Italia Sardegna

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Maria Carmela Folchetti-02

In Sardegna il valore dell’artigianato si trasmette di padre in figlio. Secondo il dossier elaborato l’Ufficio studi nazionale di Confartigianato su dati Istat, nella nostra regione sono ben 3.454 le imprese a conduzione familiare (tra i 3 e i 9 addetti) interessate da un passaggio generazionale tra 2012 e 2016, il 19,4% delle imprese familiari totali nella regione (17.840). Valore che sale a 4.742 se si considera il periodo 2006-2016.

Sesta nella classifica nazionale, la Sardegna è preceduta solo Basilicata, con il 21% di microimprese interessate dal passaggio generazionale entro il 2016 (cioè 1.065 realtà), Sicilia, con il 20,8% (pari a 8.771 microimprese) e Molise con il 20,2% (663 unità imprenditoriali), Liguria ed Emilia Romagna.

In Italia sono ben oltre 128mila le microimprese a conduzione familiare interessate dal fenomeno (il 18,2% del totale, quasi 706 mila microimprese).

«Fase delicata nella vita di un’impresa, il passaggio generazionale è caratterizzato soprattutto da trasmissione di competenze, capitale umano e know how, valori fondamentali nel settore artigiano e della microimpresa -commenta Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna ed è accompagnato da nuove opportunità di crescita per la struttura imprenditoriale, date dall’ingresso di risorse giovani, in molti casi più propense all’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’innovazione

Quello della trasmissione dei valori e delle competenze di generazione in generazione è un fenomeno che in Sardegna prevale soprattutto nel comparto del manifatturiero. Con un valore del 27%, la nostra regione registra la seconda maggiore incidenza di microimprese del settore interessate al passaggio generazionale tra 2012 e 2016 (sono 581). In testa la Valle d’Aosta con un’incidenza del 38,2%.

Il passaggio generazionale “sardo” è meno incisivo nei settori dei servizi e dellecostruzioni. Nel primo caso, il fenomeno riguarda il 19,4% delle piccole imprese regionali sul totale di 12.090 a conduzione familiare tra 2012 e 2016. In questo periodo le incidenze maggiori si registrano in Molise (21,3%) e in Umbria e nella Provincia Autonoma di Trento, entrambe con il 21%.

Per quello che riguarda invece le costruzioni, le realtà sarde coinvolte dal passaggio generazionale sono solo 477: in questo caso si tratta del 14,3% del totale, che comprende 3.338 microimprese a conduzione familiare. Guardando la classifica del comparto, dove la Sardegna è 14esima, al primo posto si trova Valle d’Aosta, dove è coinvolto il 33,9% delle microimprese attive nel manifatturiero.

«Questi numeri importanti – aggiunge la Folchetti – evidenziano sempre più la necessità, da parte del Governo Regionale, di porre in essere azioni di accompagnamento ed assistenza, per non correre il rischio di disperdere un grande patrimonio di professionalità e aiutare le giovani generazione o i dipendenti stessi a subentrare nell’impresa esistente.»

«Inoltre – riprende la presidente Folchetti – i giovani che subentrano nella gestione di una impresa, devono ricordarsi che oltre al profitto c’è soprattutto il rispetto delle regole, delle norme e delle procedure, in assenza delle quali l’azienda rischia il collasso,»

Quanto alla trasmissione del “know how”, ovvero la “formazione on the job ai neo assunti nelle imprese artigiane”, sempre secondo l’’Indagine dell’Ufficio Studi Confartigianato, in Sardegna vale 53,5 milioni di euro con una incidenza dell’1,4% sul valore aggiunto; tale dato pone la nostra isola al secondo posto della classifica nazionale (media dello 0,8%), subito dopo la Basilicata con l’1,7%.

La formazione “sul campo” comprende, all’interno dell’attività lavorativa, l’affiancamento del titolare, dei suoi collaboratori o dei dipendenti al nuovo assunto al fine di trasferire conoscenze e sviluppare capacità utili per l’esercizio delle attività in azienda.

«É proprio sullo sviluppo della dotazione del capitale umano delle imprese artigiane che si innescano i processi di trasmissione delle conoscenze – conclude la presidente di Confartigianato Sardegna rendendo possibile i passaggi generazionale nelle imprese familiari, attraverso i processi formativi on the job