23 May, 2026

Il piazzale del Centro direzionale del comune di Iglesias, in via Isonzo, ha ospitato ieri pomeriggio l’assemblea pubblica organizzata dalle segreterie territoriali dei lavoratori metalmeccanici, FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, sui temi legati al futuro del territorio del Sulcis Iglesiente: lavoro, industria, ambiente e sviluppo.

Hanno partecipato i segretari nazionali di categoria, Loris Scarpa (FIOM CGIL), Valerio D’Alò (FIM CISL) e Guglielmo Gambardella (UILM UIL), con i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL). Al loro fianco e al fianco dei lavoratori, c’erano il sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il presidente del Consorzio industriale e sindaco di Carbonia Pietro Morittu, diversi colleghi sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente tra i quali è intervenuto Ignazio Atzori primo cittadino di Portoscuso, i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu (PD) e Gianluigi Rubiu (FDI).

“Insieme per decidere il futuro – Il territorio ha bisogno di rispetto, impegno e risposte” è uno messaggi intorno ai quali si sono sviluppati tutti gli interventi, perché è finito il tempo dei rinvii mentre il territorio vive il tempo delle risposte che si chiedono al Governo nazionale e alla Regione Sardegna per rilanciare l’apparato industriale e l’economia di un territorio che vive tempi di sempre maggiore difficoltà.

Con la soluzione delle annose vertenze aperte, Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme srl ma anche quella della Centrale Grazia Deledda dell’Enel, il territorio necessita di interventi urgentissimi per la realizzazione delle bonifiche, che sono indispensabili per l’individuazione di nuove aree attrezzate da mettere a disposizione di nuovi imprenditori. Il territorio chiede progetti rispettosi dell’ambiente, perché sono finiti i tempi che lo hanno visto, sotto il ricatto occupazionale, subire una pesantissima devastazione.

Nel corso degli interventi si è parlato anche del nuovo incontro ministeriale che dovrebbe svolgersi il prossimo 3 giugno, annunciato via social ma non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, che non potrà essere come i precedenti privo di risposte.

Al termine dell’assemblea abbiamo intervistato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL).

 

Senza una strategia chiara sulle grandi scelte energetiche e industriali, la Sardegna rischia di restare ai margini dei processi di crescita europei. È l’allarme che la CISL Sardegna lancia in vista della Giornata dell’Europa, che si celebra il 9 maggio nell’anniversario della Dichiarazione Schuman del 1950, affinché il tema europeo venga inserito al centro dell’agenda concreta dello sviluppo regionale.
«L’Europa non è una dimensione distantedichiara Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna ma il livello nel quale si decidono condizioni che incidono direttamente sulla competitività delle imprese, sul costo dell’energia, sulle politiche industriali, sulla formazione e sul lavoro.»
Secondo il sindacato, il quadro economico europeo conferma una fase complessa: le più recenti proiezioni indicano per l’area euro una crescita del PIL pari allo 0,9% nel 2026, con un’inflazione media al 2,6%, mentre i dati più recenti segnalano una nuova risalita al 3,0% ad aprile, trainata soprattutto dall’energia.
«Questo significa che il tema dei costi, e in particolare dell’energia, resta centraleprosegue Pier Luigi Ledda -. Per una regione insulare come la Sardegna, ciò si traduce in un problema diretto di competitività e di capacità di attrarre investimenti.»
Per la CISL sono tre i nodi strategici da affrontare con urgenza: metano, DPCM Energia Sardegna e PEARS.
«Il metano rappresenta una scelta strategica di transizionesottolinea il segretario della CISL Sardegna -. Non è un’alternativa alla decarbonizzazione, ma una condizione necessaria per garantire sicurezza energetica, continuità produttiva e costi sostenibili per imprese e famiglie.»
Fondamentale, in questo quadro, il DPCM Energia Sardegna, chiamato a definire le infrastrutture necessarie al superamento del carbone e alla decarbonizzazione dei settori industriali. «Il DPCM deve essere attuato con coerenza e tempi certi: senza infrastrutture energetiche adeguate, il rischio è perdere industria e lavoro».
Centrale, secondo il sindacato, anche il ruolo del PEARS quale strumento di pianificazione regionale. «Il PEARS non può essere un piano tecnico separatoevidenzia Pier Luigi Ledda -. Deve diventare una leva di sviluppo capace di collegare energia, industria, territori e occupazione».
La Sardegna presenta segnali contrastanti: da un lato migliorano alcuni indicatori occupazionali, con il tasso di disoccupazione sceso all’8,3% nel 2024, ai livelli più bassi degli ultimi decenni; dall’altro persistono criticità strutturali rilevanti. «L’Isola cresce, ma troppo lentamente: +0,9% nel 2024 e +0,7% nel primo semestre 2025. Resta inoltre debole la base produttiva, con un peso dell’industria intorno all’8%».
Preoccupa anche il dato demografico: la popolazione regionale si attesta a 1.562.381 abitanti, con oltre 8mila residenti in meno nell’ultimo anno. «Quando una regione perde popolazioneosserva Pier Luigi Leddaperde anche lavoro, domanda e prospettiva di sviluppo.»
Secondo la CISL, il problema non è la disponibilità di risorse, ma la capacità di orientarle strategicamente. Attualmente la Sardegna dispone di 1,58 miliardi di euro del FESR 2021-2027, 744 milioni di euro del FSE+, oltre 2,3 miliardi di FSC fino a 3,55 miliardi complessivi e 9.350 progetti PNRR attivi sul territorio.
«Non siamo di fronte a un problema di risorseafferma il segretario – ma di strategia. Se non colleghiamo queste risorse alle scelte su energia, industria e lavoro, rischiamo di disperderle.»
Infine, il richiamo al tema dell’autonomia speciale come leva negoziale per affrontare i divari strutturali dell’insularità. «L’autonomia speciale deve diventare uno strumento concreto per negoziare condizioni più eque per una regione insulare, a partire proprio dall’energia. Metano, DPCM e PEARS devono essere parte di una strategia unitaria, non decisioni isolate».
Per la CISL Sardegna è necessario un deciso salto di qualità nella governance dello sviluppo: «Europa, Stato e Regione devono lavorare dentro una visione comune. Il rischio è restare ai margini. La sfida è trasformare energia, risorse e autonomia in sviluppo e lavoro», conclude Pier Luigi Ledda.

Venerdì 15 maggio, alle ore 18.00, presso il Museo Archeologico Villa Sulcis di Carbonia, larcheologa Rosana Pla Orquín terrà una conferenza dal titolo “Individui, relazioni, comunità: questioni di genere nel Mediterraneo fenicio e punico”. La presentazione analizzerà l’importanza di collocare i diversi attori sociali, con particolare attenzione alle donne, nel contesto delle società fenicie e puniche. Verrà esaminato il modo in cui questi gruppi sono stati studiati nel tempo e quali fonti consentano di approfondirne la conoscenza.
Saranno inoltre affrontate le difficoltà interpretative legate alle evidenze archeologiche e alle iscrizioni riferite a tali gruppi sociali, evidenziando al contempo gli orientamenti più recenti della ricerca archeologica.
Rosana Pla Orquín è laureata in Storia presso l’Università di Alicante (Spagna) e ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia fenicio-punica presso l’Università di Sassari nel 2015. Le sue principali linee di ricerca e pubblicazioni riguardano le donne e i bambini nelle società sarde, fenicie e puniche del I millennio a.C., con un focus particolare sui contatti culturali tra oriente e occidente. Nel corso della sua carriera, ha ricoperto il ruolo di borsista presso l’Università di Sassari e presso la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Ha fatto parte di numerosi progetti di ricerca di rilevanza internazionale sui siti fenici e punici di Sulky, Monte Sirai e Villasimius. È membro dell’editorial board delle riviste Folia Phoenicia e Sardinia, Corsica et Baleares Antiquae. Collabora, come libera professionista, nei progetti del Museo Archeologico “Ferruccio Barreca”di Sant’Antioco.
L’ingresso è libero ed è gradita la prenotazione ai numeri: 0781-1867304 o al 345 8886058

Dopo il grande successo del primo appuntamento, entrano nel vivo I Concerti di Primavera, rassegna cameristica realizzata nell’ambito del cartellone “Iglesias classica”, anteprima del Festival Internazionale di Musica da Camera in programma in autunno. L’evento è organizzato dall’Associazione Anton Stadler ETS sotto la direzione artistica del compositore e bandoneonista Fabio Furia.

Il secondo spettacolo della rassegna è in programma il 10 maggio (sempre alle 19.30) al Teatro Electra di Iglesias e si preannuncia come uno degli appuntamenti più attesi. Infatti, sul palco salirà il Belle Epoque Ensemble, gruppo cameristico formato da: Armand Priftuli (violino), Vladimir Kocaqi (violoncello), Gaetano Falzarano (clarinetto) e Paolo Scibilia direttore e pianista, che terrà uno strepitoso concerto dal titolo “Il Caffè -Concerto Italiano tra fine Ottocento e primo Novecento”.

L’Ensemble presenterà un raffinato repertorio a cavallo tra metà Ottocento e inizi Novecento, costituito da pezzi caratteristici di autori minori, nonché selezioni tratte da note opere liriche di celebri operisti ed operettisti, tra i quali: il celebre coro a bocca chiusa e “Un bel dì vedremo “ da Madama Butterfly di Giacomo Puccini, il Preludio Atto I da La traviata di Giuseppe Verdi, Lolita di Arturo Buzzi-Pecci, Topsy di Vincenzo Billi, l’Intermezzo atto II da La Wally di Alfredo Catalani, La poupée valsante di Ede Poldini e il valzer Vita Palermitana di Carlo Graziani Walter.

Sarà quindi un viaggio musicale elegante e suggestivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento che accompagnerà il pubblico in un’atmosfera raffinata e senza tempo, rievocando il clima vivace e creativo dei caffè storici italiani, luoghi di incontro per artisti, intellettuali e musicisti.

«La Sardegna non ha mai detto no alla transizione energetica. Al contrario, è tra le poche regioni che ha affrontato il tema con serietà istituzionale, individuando le aree idonee sufficienti a rispettare gli impegni europei e accompagnare la dismissione delle centrali a carbone.»

L’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, hanno replicato così alle dichiarazioni del ministro Adolfo Urso, che ha chiesto un’accelerazione repentina alla Regione nelle autorizzazioni per l’installazione degli impianti di energie rinnovabili.

«La transizione energetica va fatta ed è proprio perché ne siamo convinti che riteniamo indispensabile governarla. Le istituzioni hanno il dovere di contemperare gli obiettivi energetici con la tutela del territorio», hanno aggiunto i due assessori.

Francesco Spanedda ed Emanuele Cani hanno ricordato inoltre che molte delle iniziative oggi ferme o contestate «non sono oggetto di rilievi soltanto da parte della Regione Sardegna, ma anche del ministero della Cultura, a dimostrazione del fatto che il rapporto tra sviluppo energetico, ambiente e paesaggio è complesso e non può essere liquidato con slogan o scorciatoie normative».

«La questione si risolve realizzando gli impianti nelle aree effettivamente compatibili, attraverso istruttorie serie e rigorose. Se fin dall’inizio si fosse scelto di localizzare gli impianti in aree degradate, antropizzate o già compromesse dal consumo di suolo, invece di inseguire procedure accelerate e forzature normative, oggi il percorso verso una transizione energetica giusta, sostenibile e rispettosa del paesaggio sarebbe molto più avanzato», hanno concluso Francesco Spanedda ed Emanuele Cani.

Saranno 8 i Paesi partecipanti al World Tuna Competition, la gara gastronomica internazionale che è il cuore del Girotonno, l’evento che celebra il tonno rosso di corsa con una festa che abbraccia il mondo in programma, per la sua 23^ edizione, a Carloforte dal 23 maggio al 2 giugno. Per la prima volta nella storia della rassegna saranno 5 i Continenti rappresentati nella gara internazionale perché a Carloforte sbarcheranno chef provenienti da: Australia, Finlandia, Giappone, Italia, Marocco, Salvador, Siria e Spagna che si sfideranno in cucina proponendo ricette a base di tonno rosso del Mediterraneo.

«Il Girotonno continua a crescere e a confermarsi come uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla cultura del tonno e al dialogo tra i popoli attraverso la gastronomia – dichiara il sindaco di Carloforte, Stefano Rombi -. Siamo particolarmente orgogliosi che la World Tuna Competition di quest’anno raggiunga un traguardo importante con la partecipazione di chef provenienti da cinque Continenti. Carloforte, ancora una volta, diventa luogo di incontro tra tradizioni, culture e visioni culinarie differenti, unite da un ingrediente simbolo della nostra identità: il tonno rosso del Mediterraneo. È questo spirito che vogliamo continuare a celebrare questa tradizione con i tanti visitatori che raggiungeranno la nostra isola per questa 23ª edizione.»

World Tuna Competition: ecco i partecipanti

Per l’Australia ai fornelli la coppia di chef, Danny Mc Cubbin e Josè Massolo. Danny è il fondatore di The Good Kitchen, una “cucina comunitaria” a Mussomeli, nel cuore della Sicilia, nata con l’obiettivo di recuperare il cibo e valorizzarlo, trasformandolo in uno strumento di connessione sociale. El Salvador è rappresentato nella competizione da Luis Enrique Cruz Benitez e Aaron Felipe Velazques Campos, entrambi chef al ristorante messicano El Tiburon a Roma.

Per la Finlandia in gara Jouni Kuru, chef e patron del ristorante Kustavin Kipinä, nell’arcipelago finlandese. E’ un imprenditore e produttore di eventi gastronomici di rilievo internazionale, ideatore di festival e format pop-up capaci di coinvolgere migliaia di partecipanti. Fondatore dell’Event Kitchen presso la Taiteen Talo di Turku, promuove un dialogo contemporaneo tra cucina, arte e cultura.

Il Giappone schiera invece Taehwa Im, conosciuto come Nino e Marco Costeniero, detto chef Maruko, entrambi chef nella cucina di UNI Japanese Restaurant, a Cervia, nato dal desiderio di raccontare in modo autentico la cultura gastronomica nipponica. Per la squadra dell’Italia sono in gara Francesco Vitale e Roberto Pisano.

Il primo guida la cucina di Arieddas, in italiano “brezza”, il ristorante di Cantine Su’entu a Sanluri. Pisano, piemontese di nascita ma sardo nel cuore, lavora al ristorante La Spigola a Golfo Aranci, su una delle più belle spiagge della Sardegna. Il Marocco gareggia con Zahira Fenouri, originaria di Casablanca, chef alla Locanda Allevè a Pragelato, dove porta in cucina la sua storia, le sue radici e una visione gastronomica fatta di autenticità, contaminazione e passione. Con lei in squadra Widdy Merdad, giovane chef con una grande passione per la cucina che lavora all’Hotel Forestis a Bressanone.
Per la squadra della Siria Somar Ismail e Alaa Al Masri del ristorante di cucina libanese e siriana Layalina a Roma. La Spagna scende in campo con Bernd H. Knöller, chef e patron del Ristorante RiFF a Valencia, una stella Michelin, una figura di riferimento della cucina mediterranea contemporanea con oltre quarant’anni di esperienza internazionale. Con lui in squadra lo chef Miguel Saval, che lavora nello stesso ristorante.

Le giurie: la tecnica guidata da Laura Maragliano e la popolare

Le creazioni degli chef saranno valutate da una giuria tecnica guidata da Laura Maragliano, direttrice della rivista Sale&Pepe, e composta da Desirè Capozzo, giornalista di Elle Gourmet, Roberto Giacobbo, giornalista, conduttore e volto del programma “Freedom – Oltre il confine”, Giuliano Greco, titolare della Carloforte Tonnare, Lara Leovino, giornalista di Bell’Italia, Fabrizio Nonis, conosciuto come El Bekèr, volto di Gambero Rosso, Manolo Orgiana, giornalista di Identità Golose, Gianluca Pacella dell’Ansa, Shigeru Hayàshi fondatore della società di consulenza SoloItalia, di Eataly Japan e scrittore di libri legati al cibo e al vino e Gaetano Urzì di Slow Food A decretare il vincitore anche una giuria popolare formata dai visitatori della manifestazione.

Come partecipare al World Tuna Competition

Gli appuntamenti del World Tuna Competition sono a pagamento. Il costo del ticket è di 25 euro per le qualificazioni e di 35 euro per la finale e dà diritto ad un posto in platea per assistere alla gara internazionale di tonno e degustare le ricette dei paesi in gara (2 piatti internazionali a base di tonno, accompagnati da due calici di vino e acqua). I ticket sono acquistabili presso l’Ufficio Turistico del Comune di Carloforte in Piazza Carlo Emanuele III nei giorni dell’evento e on line su Eventbrite fino esaurimento.

I Cooking show

Girotonno Live Cooking portano sul palco grandi chef italiani che svelano segreti, tecniche e curiosità della loro cucina. Tra i protagonisti di quest’anno Diana Beltran, con la sua cucina messicana vivace e colorata, il maestro panificatore Fulvio Marino, ospite fisso di “E’ sempre Mezzogiorno “ su Rai 1, lo chef Vincenzo Sorvillo del ristorante Amano di Cagliari, il maestro giapponese Haruo Hichikawa chef e patron dell’omonimo ristorante a Milano, Antonio Colasanto, finalista di MasterChef Italia 10, Stefano De Gregorio del ristorante Deg di Busto Arsizio e Nicola Paulis, chef del ristorante Corte Rubja ad Iglesias. Fabrizio Nonis, conosciuto come El Bekèr, e Luca Pappagallo, tra i cuochi più seguiti e amati del web, daranno vita a uno show coinvolgente, firmato Food Network. Torna sul palco Luigi Pomata, maestro carlofortino della cucina del tonno, che interpreterà il tonno insieme ai migliori chef dell’isola.

 

Il Teatro Electra di Iglesias ospiterà domenica 17 maggio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo romanzo di Luigi
Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso, con la regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori . Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.

 

Torna l’appuntamento con Monumenti aperti, attesissima manifestazione nazionale giunta alla 30° edizione che mette in vetrina gran parte del ricco patrimonio del Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco: sabato 16 e domenica 17 maggio la cultura e la storia antiochensi saranno liberamente fruibili grazie alla collaborazione di un plotone di volontari composto da associazioni e studenti delle scuole cittadine. Un esercito che quest’anno, per la prima volta, sarà arricchito dalla partecipazione di bimbe e bimbi della scuola dell’Infanzia: «Un’emozione in piùevidenzia l’assessore della Cultura e della Pubblica Istruzione Luca Mereuun segnale bellissimo che ci ricorda quanto sia importante seminare sin da piccoli il senso di appartenenza, la curiosità e l’amore per la propria terra».

L’ampio ventaglio di siti visitabili spazia dal fiore all’occhiello del Parco Archeologico, il Museo Ferruccio Barreca, alla Necropoli punica di Sulky, dal Tofet all’Acropoli, dal museo Etnografico fino al Forte Su Pisu, alla Tomba dei Giganti, al MuMa e a tanti altri ancora, meglio dettagliati nell’opuscolo dedicato all’evento. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato 16 maggio, dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 17 maggio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Le visite alla Basilica di Sant’Antioco e alle Catacombe, che verranno sospese durante le funzioni religiose, saranno possibili sabato dalle 16.00 alle 17.00 e domenica dalle 16.00 alle 20.00.

 Ma ci sono anche alcune particolarità che renderanno questa due giorni di immersione nella cultura ancora più interessante. La visita al Villaggio Ipogeo offrirà un’esperienza immersiva con la vestizione dell’abito antiochense, mentre sabato ci sarà spazio per l’evento “pomeriggio in musica!”: dalle 17.30 il Complesso Musicale Bandistico “Giuseppe Verdi – Città di Sant’Antioco” accompagnerà cittadini e visitatori in una suggestiva passeggiata musicale. Confermata anche quest’anno la presenza del Minibus Parco Archeologico, che sarà in servizio gratuitamente con partenza dal Museo Archeologico Ferruccio Barreca.

«Per noi è sempre una gioia ospitare Monumenti aperticommenta il sindaco Ignazio Locciè un appuntamento che rappresenta una vera festa della cultura, della scoperta, della condivisione e della collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni e scuola. Mi preme infatti ringraziare la scuola Ipia Emanuela Loi e l’Istituto Globale Sant’Antioco Calasetta, nonché le decine e decine di volontari delle associazioni che anche quest’anno partecipano all’iniziativa, pilastri di questa storica manifestazione.»

«I nostri monumenti, i luoghi della memoria, le tradizioni e i racconti che custodiamo non sono soltanto testimonianze del passatoaggiunge l’assessore Luca Mereubensì energie vive che rendono la nostra comunità più forte, più consapevole e più bella. Sono ciò che ci lega gli uni agli altri e ciò che rende la nostra città autentica e accogliente agli occhi di chi la vive ogni giorno e di chi la scopre per la prima volta. Come Amministrazione Comunale crediamo profondamente nel valore di questa manifestazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante di promozione e fruizione culturale».

C’è una forma di memoria che non appartiene ai libri né agli archivi, ma vive nel respiro delle voci che si accordano. È una memoria che si rinnova ogni volta che il canto diventa gesto condiviso, presenza, comunità. Sabato 18 aprile 2026, nella chiesa di Cristo Re a Carbonia, questa memoria ha trovato forma e suono nel concerto celebrativo per i trent’anni della Corale Caterina Cittadini di Cortoghiana, una delle realtà corali più significative del territorio.

Non una ricorrenza, ma una soglia attraversata insieme. La serata si è aperta come un tempo sospeso, in cui la musica non ha semplicemente accompagnato il ricordo, ma lo ha generato. Ogni intervento, ogni voce, ogni silenzio ha contribuito a comporre un racconto che non appartiene al passato, ma continua a vivere nel presente della comunità.

Attorno alla Corale, altre presenze hanno assunto il valore di una testimonianza. Il Coro Concordia Villa Ecclesiae di Iglesias, diretto da Paolo Autilitano, ha riportato alla luce le stratificazioni sonore della cultura mineraria, con una forza espressiva essenziale e radicata. Il Coro Polifonico Femminile di Tonara, guidato da Giovanna Demurtas, ha intrecciato tradizione e contemporaneità in un equilibrio sobrio, quasi meditativo. Il Coro Polifonico Chorodia di Calasetta, diretto da Noemi Cabras, ha invece attraversato territori sonori diversi, dal gospel al blues, con una sensibilità capace di trasformare lo stile in racconto.

Al centro della serata, il percorso narrativo “Briciole d’amore” ha dato forma a una biografia collettiva. Non una semplice rievocazione, ma un attraversamento poetico delle origini. Dall’asilo San Girolamo, dove suor Fidalma – presente con emozione discreta – seminava quotidianamente piccoli gesti di bellezza, si è dipanato il filo di una storia fatta di canti, parole, sguardi. Semi minimi, eppure destinati a durare.

Da quel nucleo iniziale, guidato dai maestri Walter Cannea e Alessandra Floris, la Corale ha progressivamente definito la propria identità. Con l’arrivo della maestra Angelina Figus, a partire dal 1995, il coro ha trovato una forma riconoscibile, un suono che non imita ma appartiene, una fisionomia musicale e umana che ancora oggi ne costituisce la cifra più autentica. Dal 2016, sotto la direzione del maestro Mariano Garau, questo percorso prosegue nel segno di una continuità vigile, in cui il rinnovamento non interrompe ma approfondisce.

Tra i momenti più intensi, il quadro “Briciole d’amore – Le voci che restano” ha dato voce all’assenza senza trasformarla in silenzio. I nomi di Antonella, Anna, Giulia, Alda, Nella non sono stati evocati come ricordo, ma come presenza sottile, ancora attiva nel tessuto sonoro della comunità. Nella logica del canto corale, nulla si interrompe davvero: ciò che si è amato continua a vibrare, anche oltre la sua forma visibile.

Un’altra soglia simbolica è stata quella de “La promessa”. Qui il trentennale ha assunto il suo significato più essenziale: non celebrazione del tempo trascorso, ma riconoscimento di un impegno che si rinnova. Custodire la musica, lo stare insieme, la fragilità luminosa dell’armonia condivisa. Un’esperienza che non appartiene soltanto alla dimensione artistica, ma a quella umana, dove il canto diventa pratica di relazione.

Nel corso della serata, è emersa con chiarezza anche la funzione più ampia di queste esperienze: quella delle associazioni culturali come presìdi vivi del territorio, luoghi in cui l’identità non si conserva ma si genera continuamente. L’intervento dell’assessore Giorgia Meli ha richiamato proprio questa dimensione, riconoscendo alla Corale il ruolo di presenza attiva nella vita culturale e sociale della comunità.

La conclusione delle presentazioni canore è stata affidata al canto con la Corale Caterina Cittadini, diretta dal maestro Mariano Garau, ha restituito in forma musicale ciò che l’intera serata aveva progressivamente evocato, un equilibrio tra le sezioni, una tensione misurata tra profondità e luce, tra contralti, soprani secondi e soprani primi. Non una somma di voci, ma un’unica architettura sonora, capace di tenere insieme precisione e partecipazione.

Accanto alle istituzioni civili, anche la dimensione ecclesiale ha trovato una sua voce. Il messaggio del Vescovo S.E. Mons. Mario Farci e la presenza di don Massimiliano Congia, parroco di Cristo Re, hanno restituito alla serata un orizzonte ulteriore, quello del tempo donato, che non si consuma ma si trasforma in legame.

Il momento dei ringraziamenti ha raccolto, senza spezzarlo, il filo del racconto. Con la dolcissima Suor Fidalma, i maestri che hanno guidato il cammino Walter Cannea, Alessandra Floris, Angelina Figus e l’attuale direttore Mariano Garau, le presidenti che si sono succedute nel tempo, fino all’attuale guida di Cristina Murtas. E ancora don Luca Manconi, suor Carla Lavelli, suor Maria, insieme a tutte le presenze che, in modi diversi, hanno reso possibile questa continuità.

Un riconoscimento particolare è stato rivolto a Efisio Congiu, nominato socio onorario, figura che incarna una fedeltà silenziosa e costante. Accanto a lui, le voci narranti Michela, Francesca, Emilio e Ignazio i quali hanno dato corpo alla dimensione orale della serata, restituendo alla parola la sua funzione originaria di ponte tra emozione e memoria.

Fuori dalla chiesa, ciò che rimane non è soltanto il ricordo di un concerto, ma la percezione di un tempo condiviso che continua oltre la sua conclusione.

Perché il canto, quando appartiene a una comunità, non termina.

Si sposta semplicemente nella memoria di chi ascolta, e lì continua a vivere.

Ignazio Melis

Sabato 9 maggio, alle 11.00, nell’aula consiliare del Comune di Arbus, gli organizzatori dell’Arbus Pro Motor’s sveleranno – in occasione della conferenza stampa – tutte le informazioni e novità del 15° Slalom Guspini-Arbus, 4° Memorial Ignazio Pani, in programma il 16 e 17 maggio.

La gara – che ha come Ente di appartenenza l’Automobile Club Cagliari – è organizzata dall’Arbus Pro Motor’s presieduta da Amerigo Vacca, e sarà valida come seconda prova del Campionato Nazionale Slalom e, come lo scorso anno, per il Trofeo d’Italia Nord (la prima delle sette prove), per la Coppa Zona 2 (Sardegna e Toscana, la prima delle cinque prove) e per il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom (coeff. 1,75, seconda delle otto prove in programma).

Il deputato arburese Gianni Lampis ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa legata al 15° Slalom Guspini-Arbus, confermando il pieno sostegno istituzionale a un evento che rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità.

Anche il vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Arbus Simone Murtas, ha espresso grande soddisfazione per un risultato che rappresenta il coronamento di un percorso lungo, condiviso e costruito con determinazione.