8 May, 2026

Il consigliere comunale di maggioranza Diego Fronterrè ha presentato un’interpellanza al presidente del Consiglio comunale Federico Fantinel, al sindaco di Carbonia Pietro Morittu e agli assessori competenti, sui problemi provocati dall’esondazione del canale all’interno dei terreni agricoli privati in località Terras Collu.

«Tenuto conto che le frequenti esondazioni del canale all’interno dei terreni agricoli, compromettono i raccolti e causano notevoli danni economici, a quanti utilizzano tali appezzamenti di terreno per il loro fabbisogno nonché per l’approvvigionamento di cibo per il loro bestiamespiega Diego Fronterrèe del fatto che oltre che un lavoro di pulizia e manutenzione regolare, il canale necessita di essere deviato per parte del suo tratto, affinché le eventuali esondazioni, non possano causare ulteriori danni ai terreni agricoli interessati. Si impegna il Sindaco e la Giunta a valutare con spirito di prevenzione, tutte le modalità, attraverso le quali, si possa operare a medio e lungo termine, affinché il corretto flusso delle acque del canale non vada oltremodo a compromettere il raccolto di un terreno agricolo privato e, allo stesso modo, la situazione economica personale, basata interamente sul lavoro nel settore primario.»

Il tiro con l’arco, il più antico degli sport moderni, sta prendendo piede a San Giovanni Suergiu, dove conta un crescente numero di appassionati, affiliati e praticanti.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Arco Club San Giovanni Suergiu, con sede a San Giovanni Suergiu, affiliata alla FITARCO (Federazione italiana Tiro con l’Arco), è nata con l’intento di promuovere il tiro con l’arco offrendo gare sul territorio, corsi per bambini, ragazzi, adulti e disabili.
L’attività è incentrata sia sul miglioramento delle capacità motorie e fisiche degli atleti sia sulla creazione di quelle qualità personali che si acquisiscono quotidianamente affrontando sfide complesse.
Proprio per questo motivo gli istruttori sono tra i più preparati della provincia e sono convinti di poter trasmettere quegli ideali in cui Arco Club SGS crede fin dalla sua nascita.
La passione, i sacrifici e la continua ricerca della chiave per migliorare e superare i propri limiti personali rendono il tiro con l’arco uno sport unico e da cui si viene immediatamente colpiti ed incuriositi.
Arco Club SGS è una grande famiglia in cui è possibile trovare nuovi amici con i quali allenarsi, istruttori qualificati ed un ambiente sereno.

Chi volesse iscriversi o anche semplicemente scoprire di più sui corsi, puoi recarsi presso la sede sociale, in via Is Samis, a San Giovanni Suergiu, antistante il Galoppatoio, o inviare un messaggio sulla pagina Facebook dell’associazione.
La prima gara si è svolta domenica 3 luglio a San Giovanni Suergiu (70/60 mt. round OL e 50 mt. round CO-AN), in un’unica giornata caratterizzata gran caldo, con partecipanti che sono arrivati da diverse parti dell’isola, alla ricerca di risultati e sensazioni che possano aprire le porte ai prossimi Campionati italiani e regionali. Pur senza prestazioni mirabolanti, condizionate dal gran caldo, gli atleti si sono impegnati a fondo, rendendo l’evento sportivo più che dignitoso, con anche qualche record personale e molte prime gare.
Le presenze, oltreché dal caldo, sono state inoltre limitate dalla ripresa della curva dei contagi da Covid-19.

Sono state comunque ben 9 le società partecipanti, provenienti da tutta l’isola ed una anche dalla Penisola: Arcieri Uras, Arcieri Torres Sassari, A.S.D. Arcieri Ichnos, Arcieri Quattro Mori, Sardara Archery Team, Arcieri Terranoa Olbia, Arcieri del Basso Salento, Arco Club Portoscuso e l’Arco Club San Giovanni Suergiu (padroni di casa).
Nella gara del Sud Sardegna i Sardara Archery Team, l’Arco Club Portoscuso e gli Arcieri Torres Sassari hanno conquistato ben 4 titoli individuali, i padroni di casa 2 titoli individuali ed un titolo a squadre (Arco Nudo Master Maschile), gli Arcieri Uras e gli Arcieri del Basso Salento un titolo individuale a testa.

E’ stata presentata ieri, a Cagliari, la seconda edizione del Wine Food Experience 2022. La manifestazione enogastronomica avrà la durata di 3 giorni, dal 22 al 24 luglio, nel pieno della  stagione turistica. Il Carbonia Wine Food Experience verrà realizzato nella città di Carbonia utilizzando il format del Carbonia Wine Festival svoltosi nell’ottobre del 2021, coinvolgendo tutte le cantine vitivinicole, le tonnare, le strutture ricettive, i caseifici e le aziende enogastronomiche presenti nel territorio sardo. Ampio risalto verrà dato alle rassegne culinarie dei piatti tipici del territorio, individuando e dando maggior rilievo a quello tipico della città di Carbonia. La manifestazione si svolgerà nelle aree del Museo Etnografico Tanit in località Sirai. Verrà coinvolta tutta la popolazione nella valutazione del piatto migliore predisposto dagli chef cittadini. Sono inoltre previsti diversi eventi culturali e di intrattenimento, una serata musicale e danzante curata dall’Associazione Live@t.

Alla conferenza stampa di presentazione, il presidente dell’Associazione Live@t Maxwell Frongia ha evidenziato l’importanza della promozione del territorio attraverso le peculiarità enogastronomiche tipiche del Sulcis, come il tonno di Carloforte, i vitigni del Carignano che producono un vino tipicamente sulcitano ed i formaggi.

Alla presentazione del Wine Food Experience 2022 ha partecipato anche il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, che ha evidenziato quanto sia importante accogliere i turisti che arrivano nella città mineraria offrendo cultura come il museo del Carbone, la miniera, le aree archeologiche, ambientali ma anche far scoprire i gusti e la tradizione dell’arte culinaria locale. Un modo per attivare il turismo esperienziale che è un valore aggiunto per far crescere il settore ricettivo del territorio e diventare, sempre più, un luogo di riferimento turistico sardo.

 

I consiglieri comunali del gruppo “Carbonia Avanti” hanno presentato una mozione, primo firmatario Gian Luca Arru, sull’emergenza originata dalla carenza dei medici di base.

«Riteniamo fondamentale cercare di ripristinare il livello di assistenza sanitaria nella nostra città spiega Gian Luca Arru -. Purtroppo, siamo consapevoli della complessità del caso. Numerosissimi cittadini si trovano in una condizione disagiata non potendo essere inseriti nelle liste per avere il proprio medico di base. Tale condizione si è venuta a creare, oltre che per la mancanza oggettiva di medici, anche per una serie di motivazioni che riguardano la contrattazione della categoria con gli organi regionali e nazionali. In qualità di amministratore locale è un mio preciso dovere esprimere e rappresentare le difficoltà dei miei concittadiniaggiunge Gian Luca Arru -. Non abbiamo una competenza diretta sulla tematica, vogliamo però occuparcene per quello che ci compete con serietà. Non vogliamo strumentalizzare una situazione decisamente grave. Sappiamo che c’è il massimo impegno di tutte le parti politiche e sindacali. Ats, con le proprie articolazioni sta ricercando le soluzioni dovuteconclude Gian Luca Arru -. Chiediamo che si avvii un percorso celere per porre fine a questo disservizio.»

E’ partita ieri da Portoscuso la Campagna Nazionale di informazione e sensibilizzazione di Legambiente “C’è puzza di gas”, sviluppata con il supporto di Clean Air Task Force (CATF). 

I manifestanti si sono ritrovati sulla Banchina Est del porto di Portovesme, per dire NO alla supermetaniera che la SNAM ha in progetto di sistemare in attuazione di quanto previsto dal DPCM energia firmato dal Premier Mario Draghi e pubblicato in Gazzetta ufficiale.

C’erano, tra gli altri, i massimi esponenti di Legambiente, Massimo Serafini, componente della segreteria regionale; Annalisa Columbu, presidente regionale; Vincenzo Tiana. Il sindaco ed il vicesindaco di Portoscuso, Ignazio Salvatore Atzori e Giorgio Alimonda; il sindaco di Carloforte, Stefano Rombi; rappresentanti di diverse associazioni ambientaliste; cittadini.

Vediamo l’intervista realizzata con il sindaco di Portoscuso, Ignazio Salvatore Atzori.

         

 

 

Sono 2.033 i nuovi positivi al Covid-19 in Sardegna su 9.191 tamponi eseguiti, 197 diagnosticati da molecolare, 1.836 da antigenico.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 12 (+1).

I pazienti ricoverati in area medica sono 159 (-3).

Sono 34.965 le persone in isolamento domiciliare (+673).

Si registra il decesso di due residenti all’interno del territorio dell’ASL di Cagliari.

 

Il Carbonia calcio riparte da Diego Mingioni. Sarà lui a guidare la squadra biancoblù nel prossimo campionato di Eccellenza regionale 2022/2023. Nuorese, 31 anni, laureato in Scienze motorie, torna a Carbonia a distanza di poco più di un anno, avendo ricoperto l’incarico di preparatore atletico nella stagione 2020/2021, in serie D, al fianco di Marco Mariotti prima e David Suazo poi. In precedenza aveva maturato analoga esperienza all’Olbia, per quattro stagioni consecutive, dopo Carbonia ha vissuto un’esperienza alla Torres, al fianco di Alfonso Greco, con Andrea Colombino direttore sportivo. E’ alla prima esperienza da allenatore responsabile della prima squadra.

La società biancoblù ha annunciato stamane di essere al lavoro per la conferma dello staff della scorsa stagione, con Manuel Contu, Matteo Crobeddu, il tecnico delle riabilitazioni Alessandro Massaiu, il fisioterapista Fabrizio Manca ed il massaggiatore Stelio Pusceddu.

Ufficializzata la scelta del nuovo tecnico, la società è già al lavoro per la formazione della nuova rosa. Potrebbero esserci alcune conferme e, probabilmente, anche dei ritorni. Il primo potrebbe essere quello di Marco Piredda, 28 anni, talentuoso centrocampista rimasto nei cuori dei tifosi biancoblù dopo l’esperienza maturata due stagioni fa in serie D con Marco Mariotti e David Suazo, anche da capitano in alternanza con Matteo Bagaglini. Trasferitosi nella scorsa stagione alla Torres, ha vissuto una nuova esperienza senza molta fortuna, sfociata in una conclusione anticipata con la rescissione consensuale del contratto, svincolato dal 17 marzo 2022.

Giampaolo Cirronis

 

Per la prima volta il festival LiberEvento approda a Carbonia il 13 luglio, alle 21.30, con il giornalista e scrittore Francesco Abate. Nell’incantevole scenario di Villa Sulcis, Francesco Abate terrà la presentazione del suo libro “Il complotto dei Calafati”, dove Clara Simon è chiamata a risolvere un nuovo giallo. L’evento sarà moderato da Claudia Sanna. Seguirà a partire dalle 22.30 il concerto della Banda Musicale Vincenzo Bellini di Carbonia.

Triplo appuntamento invece per Antonio Caprarica che sarà ospite di Liberevento dal 14 al 16 luglio per presentare il suo libro “William & Harry”. Il giornalista, per anni inviato Rai da Londra, racconterà la frattura tra i due fratelli reali e il futuro della corona inglese.

Giovedì 14 luglio, alle 22.00, nell’antica tonnara di Portoscuso, dove Antonio Caprarica, dialogherà con il giornalista Andrea Corda. Il giorno dopo, l’autore farà tappa ad Iglesias, ospite della Cantina Aru, dove alle ore 20.00, avrà luogo la degustazione a cura della Cantina Aru, e alle ore 21.30 inizierà la presentazione del libro, con Claudia Sanna.

Antonio Caprarica chiuderà le tappe in Sardegna, sabato 16, alle 21.30, ospite della Piazza Belvedere di Masainas, per la prima volta nel circuito del Festival, ancora in compagnia di Andrea Corda.

Sempre il 16 luglio alle 21.30, LiberEvento sarà in contemporanea anche a Iglesias con ospite Mariangela Pira. L’autrice presenterà il libro “Il mondo nuovo”. Moderata dalla giornalista Sara Vigorita, si parlerà di come è cambiato e come cambierà il mondo dopo la crisi causata dal Covid.

La seconda settimana del festival si concluderà il 17 luglio al Nuraghe Seruci di Gonnesa all’insegna della comicità di Massimiliano Medda. Alle 21.30, il comico, presentatore e fondatore della compagnia teatrale La Pola presenterà il suo ultimo libro “Speriamo che lo compri qualcuno”,dove sono raccolti i suoi trent’anni di lavori teatrali.

La serata sarà moderata dal giornalista Carlo Floris. L’evento sarà anticipato, alle ore 18.00, da un’escursione presso le Tonnare di Porto Paglia e la visita del Nuraghe Seruci a cura di Janas Escursioni.

Cgil, Cisl e Uil, a fronte della grave situazione sanitaria venutasi a creare nel nostro territorio, con l’ultimo atto in ordine di tempo la chiusura del Pronto soccorso del C.T.O. di Iglesias, ritengono nonostante gli innumerevoli incontri che si stanno susseguendo nelle ultime settimane con la dirigenza sanitaria, l’assessore Mario Nieddu e l’incontro avuto presso Villa Devoto nella giornata del 5 luglio in presenza della grande manifestazione indetta da Cgil Cisl e Uil, che ci siano tutte le condizioni per richiedere interventi straordinari adeguati allo stato emergenziale, anche attraverso deroghe al sistema attuale con una serie di strumenti utili finalizzati al superamento della fase straordinaria.

Forte è il richiamo di Cgil, Cisl e Uil ad un’unità di intenti ed azioni da parte di tutti i soggetti portatori di interessi pubblici, così come sostenuto in ogni occasione dalle organizzazioni sindacali. Riaffermiamo la nostra disponibilità al dialogo costruttivo e pragmatico finalizzando la nostra azione al miglioramento, della sanità territoriale, al ripristino e rilancio, della rete dei servizi, in tutti i centri del Sulcis Iglesiente.

A nostro parere, è obbligatorio potenziare le strutture sanitarie che fungono da filtro ed attenuano la pressione sui Pronto soccorso, passando attraverso la valorizzazione e migliore utilizzo delle figure professionali a disposizione, integrandole laddove non diversamente reperibili.

Cgil, Cisl e Uil, sottolineano con forza la necessità di attivare un tavolo di confronto costante, per far sì che, l’attuale situazione trovi adeguate e fattibili soluzioni nel più breve tempo possibile, visto l’ulteriore rischio rappresentato dalla stagione turistica che comporta un incremento dell’utenza.

Ancora una volta, si sottolinea, come lo stato d’emergenza non ammetta ulteriori attese, e si debba immediatamente porre rimedio all’attuale situazione.

Franco Bardi – Salvatore Vincis – Andrea Lai

Segreterie Cgil, Cisl e Uil

I Pronto Soccorso non possono chiudere mai in nessuna circostanza e in qualunque periodo, devono stare aperti h24 per 7 giorni. I servizi di emergenza urgenza devono assicurare sempre le cure e gli interventi ai cittadini. Non ci sono deroghe o eccezioni e i responsabili, dai Dirigenti della ASL del Sulcis all’assessore regionale della Sanità, devono trovare le soluzioni organizzative e gestionali più idonee per garantire il servizio. Invece, il Pronto Soccorso del CTO è ancora chiuso da giorni ed il Pronto Soccorso del Sirai di Carbonia è in tilt. La situazione diventa sempre più drammatica e disastrosa. Le forti proteste ed i sit-in che da giorni si susseguono ad Iglesias e la mobilitazione generale della popolazione che c’è stata a Villa Devoto, non hanno smosso la “mole politica” del presidente della Regione Solinas e come spesso accade non si assume le sue responsabilità  e lascia che la Sardegna vada alla deriva. Abbiamo sentito la voce polemica del consigliere regionale della Lega che in questa situazione è stata inopportuna, inappropriata e fuori luogo, basata esclusivamente su attacchi al Sindaco che sta difendendo con determinazione i diritti dei cittadini di Iglesias e del territorio assieme alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, ai sindaci e alla popolazione.

Se chi ci governa non è capace di assicurare il diritto primario alla salute è il fallimento di questa classe politica sulla sanità del Sulcis Iglesiente. A pagarne le maggiori conseguenze sono sempre gli anziani e le persone fragili che rischiano la vita. Per i malati che restano in attesa per ore interminabili nelle ambulanze prima di entrare nel P.S. del Sirai questo rischio è reale. Ci domandiamo se si deve aspettare il morto per intervenire. Siamo stanchi e totalmente insoddisfatti delle inconcludenti visite e sopralluoghi dell’assessore Mario Nieddu nei nostri ospedali. Non accettiamo che tutti i disservizi e le criticità dell’assistenza sanitaria del territorio siano scaricate sui cittadini.

Perché dopo l’emergenza Covid non si sono affrontati i problemi in tempo per organizzare e risolvere le criticità, come i tempi di attesa per interventi chirurgici e visite specialistiche, le attese al Pronto Soccorso, la carenza di personale e la riorganizzazione della medicina territoriale.

Il Pronto Soccorso del CTO è solamente il primo capitolo ma il più urgente della emergenza sanitaria del Sulcis Iglesiente.

A questo punto non ci sono dubbi lo stato di agitazione deve continuare fino a quando non verrà riattivato il servizio del Pronto Soccorso del CTO. Serve, pertanto, una forte unità di intenti dei Sindaci, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni per vincere questa sacrosanta battaglia.

Antonio Achenza

Presidente ConsultAnzianIglesias