8 May, 2026

Un’operazione mirata al contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del “caporalato” è stata conclusa stamane da un dispositivo coordinato della Compagnia di Sanluri e dagli uomini della stazione di Nuraminis che con i colleghi del NIL Carabinieri e gli Ispettori dell’Ispettorato del Lavoro di Cagliari, hanno individuato e perseguito il titolare di un’azienda di Nuraminis specializzata in coltivazione di carciofi, originario di Nuraminis ma residente a Serramanna.
I carabinieri, alle prime luci dell’alba, appostati nelle campagne, hanno eseguito un accesso ispettivo presso i suoi terreni della località “Bruncu Pintus”. Nei campi dell’azienda erano all’opera stranieri e italiani, non appena sorpresi dai carabinieri hanno tentato di allontanarsi ma erano circondati e sono stati tutti bloccati.
I 10 lavoranti (8 extracomunitari del Senegal, del Mali e della Guinea e 2 italiani della zona), erano tutti privi di contratto d’assunzione, con retribuzione inferiore ai minimi salariali. Gli stranieri tutti con permesso di soggiorno in regola. I 10 operai (tra i venti e i cinquant’anni) stavano raccogliendo “ovoli del carciofo” (gemme cilindriche o coniche dette “occhielli”).
L’attività dei carabinieri, svolta in sinergia dagli uomini del Nucleo Operativo della compagnia di Sanluri con l’Arma di Nuraminis insieme ai carabinieri del NIL ed agli Ispettori civili dell’Ispettorato di Cagliari, ha permesso di accertare che poco prima i 10 lavoratori erano stati prelevati tra Nuraminis e Serramanna, su punti concordati, da un camion FIAT 35, telonato.
Seduti su panche improvvisate nel cassone dell’autocarro venivano condotti nei campi di carciofi.
L’uomo è stato segnalato per aver impiegato manodopera irregolare ovvero priva di comunicazione di instaurazione di rapporto di lavoro in misura superiore al 10 % (in questo caso il 100 %) del totale dei lavoratori. L’attività produttiva dell’azienda agricola è stata sospesa, e gli sono state comminate sanzioni per 25mila euro, con le susseguenti contravvenzioni al Codice della strada per l’utilizzo dell’autocarro per trasportare persone.

Domani, mercoledì 13 luglio, dalle ore 19.00, presso il giardino della Libreria Cossu, in via Dalmazia, a Carbonia, la scrittrice Eleonora Carta e la docente Federica Musu, condurranno un viaggio nella storia della letteratura gialla, a partire dalle parole di Leonardo Sciascia e di “Breve storia del romanzo poliziesco”, edito da Graphe.it edizioni. I grandi maestri, l’evoluzione dello stile e dei temi, il successo di un genere che continua ad appassionare i lettori di tutto il mondo, tra scrittura e filosofia. L’ingresso sarà libero.

Sabato 9 luglio la città di Iglesias ha accolto con grande entusiasmo il concerto gratuito del cantante milanese Gianluca Grignani, organizzato dal comune di Iglesias, Iglesias Turismo e Capricorn Concerti. Accorsi da tutto il circondario per vedere sul palco un’icona musicale degli anni ’90, in migliaia hanno mostrato sin da subito grande entusiasmo. L’artista, nella sua unica tappa in Sardegna, ha letteralmente stregato i fans che lo hanno accompagnato sulle note delle sue famosissime canzoni “Destinazione Paradiso”, “Falco a metà” e “Ti raserò l’aiuola”. Alla fine del concerto l’artista ha ringraziato gli organizzatori e salutato affettuosamente la città di Iglesias che lo ha ospitato ed il pubblico che, nonostante i problemi tecnici, lo ha applaudito calorosamente per tutta la serata.

Era veramente da tanto tempo, complice il Covid-19, che non si assisteva ad un evento, in piazza Sella, capace di calamitare così tanta gente. L’emergenza sanitaria aveva bandito ogni sorta di spettacolo che in questa estate 2022 comincia a tornare nelle piazze, anche se comunque gli esperti continuano a raccomandare massima attenzione, perché abbassare la guardia in un momento di contagi importante, potrebbe compromettere la bella stagione cominciata da neanche un mese. Tutto questo non ha condizionato il grande flusso di persone che si sono trattenute nei locali della città, anche oltre la fine del concerto, mentre altri hanno preferito passeggiare per il centro storico e in via Nuova, coperta da un coloratissimo “soffitto” che accoglie allegramente chi ha voglia di svagarsi un po’.

Nadia Pische

 

 

Luca Bindi, lo scienziato italiano che ha contribuito alla descrizione del più alto numero di nuovi minerali di tutti i tempi, fra i primi dieci ricercatori al mondo per numero di nuove specie mineralogiche descritte, sarà ospite dell’Associazione mineraria sarda, mercoledì 13 luglio, alle ore 20.00, a Iglesias, nella sua sede di via Roma n. 39.
Durante la serata, che si terrà negli spazi esterni alla storica palazzina che ospita da oltre un secolo l’Associazione, il professor Luca Bindi presenterà il suo ultimo libro “Quasicristalli. L’avventura di una scoperta”, TAB, Roma 2021, 260 pp. con contributi di Barbara Gallavotti, Luciano Maiani e Marco Tavani.
Luca Bindi, ordinario di mineralogia e cristallografia dell’Università di Firenze, è direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Ricercatore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR. Grazie ai suoi studi cristallografico-strutturali, che integrano la mineralogia con la più avanzata cristallografia, ha compiuto scoperte fondamentali che gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il Premio Presidente della Repubblica 2015 ed il Premio Aspen 2018.
La scoperta del primo quasicristallo naturale ha ridefinito le scienze della terra, quelle fisiche, chimiche e dei materiali, ha avuto incredibile risonanza nella comunità scientifica internazionale e ricevuto due citazioni della Royal Swedish Academy of Sciences per l’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica 2011.
Il libro racconta l’intricato ed affascinante percorso che ha portato a cercare la prova sperimentale sull’esistenza dei quasicristalli, che in natura sembrava impossibile scovare: una spedizione che ha i connotati di un’avventura, ricca di fascino, incognite e difficoltà. Un viaggio fisico, umano e scientifico, che parte dall’Italia, attraversa gli Stati Uniti, arriva fino all’Estremo Oriente russo e strizza l’occhio allo spazio. Una ricerca intensa sui materiali proibiti e impossibili, che ha portato a una rivelazione che infrange dogmi e certezze consolidati in centinaia di anni.
Tra le collaborazioni internazionali del professor Luca Bindi si annoverano la Princeton University, la Harvard University e il California Institute of Technology. Per rendergli omaggio in seguito alle sue scoperte mineralogiche e planetarie, la comunità scientifica gli ha dedicato nel 2011 un minerale (lucabindiite) e nel 2018 un pianeta (Bindiluca). Fellow di prestigiose associazioni internazionali, tra cui la Mineralogical Society of America, è socio dell’Accademia dei Lincei.
Al termine della presentazione, che sarà moderata dall’ing. Massimiliano Manis, consigliere di presidenza dell’A.M.S., l’autore si intratterrà con i presenti per il firmacopie.

«E’ di queste ore l’ennesimo atto irresponsabile dei vertici della sanità del Sulcis Iglesiente ai danni dell’ospedale C.T.O. e della cittadinanza di Iglesias, con la chiusura del Laboratorio di analisi motivata dall’assenza di tecnici per malattia.»

Nuova denuncia della consigliera regionale di Idea Sardegna, Carla Cuccu, che stigmatizza la decisione di interrompere il servizio e chiede con forza l’immediata riapertura del Laboratorio.

«E’ davvero incredibile la superficialità con la quale si sta gestendo la sanità nell’Iglesiente attacca Carla Cuccu -, anziché trovare soluzioni che non penalizzino ancora gli iglesienti, ci si limita a chiudere i reparti. Siamo ancora in attesa della riattivazione del Pronto Soccorso, ben lungi dall’accadere a quanto ci risulta. E ora la nuova tegola sulla sanità iglesiente. Non è accettabile che l’assenza di un tecnico porti alla chiusura di tutto il servizio. Auspicoconclude la componente e segretaria della Commissione Salute -. che nelle prossime ore la Direzione Asl trovi una soluzione, non siamo disposti a tollerare ancora che i cittadini iglesienti siano penalizzati per incapacità gestionale e scelte miopi.»

Sono 1.392 i nuovi positivi al Covid-19 su 2.250 tamponi eseguiti (61,87%), 81 diagnosticati da molecolare, 1.311 da antigenico.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 10 (-3).

I pazienti ricoverati in area medica sono 164 (+4).

Sono 37.116 le persone in isolamento domiciliare (+601).

Si registrano 6 decessi: due donne di 80 e 87 anni e due uomini di 58 e 87, residenti nella provincia di Oristano; due uomini di 78 e 85 anni, residenti rispettivamente nella provincia di Sassari e nella Città Metropolitana di Cagliari.

Il Festival Liberevento fa tappa per la prima volta a Carbonia. Tre gli appuntamenti fissati, tutti ad ingresso gratuito, a partire dalle ore 21.30 a Villa Sulcis, individuata come location di elezione per i tre ospiti e la presentazione delle rispettive pubblicazioni.

Si parte mercoledì 13 luglio con lo scrittore Francesco Abate e il suo “Il complotto dei calafati”. A seguire concerto della banda Bellini di Carbonia. 

Domenica 14 agosto è atteso il giornalista Gad Lerner, unica data in calendario, che presenterà “Noi partigiani. Memoriale della resistenza”. 

Giovedì 18 agosto chiuderà il programma carboniense di Liberevento il prof. Romano Prodi che parlerà del suo libro intitolato “L’Europa”.

 

Sono 1.825 i nuovi positivi al Covid-19 in Sardegna su 7.371 tamponi eseguiti, 96 diagnosticati da molecolare, 1.729 da antigenico, nessun decesso.

I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 13 (+1).

I pazienti ricoverati in area medica sono 160 (+1).

Sono 36.515 le persone in isolamento domiciliare (+1.550).

Assistiamo in queste ore all’estremo disagio in cui si trovano migliaia di persone che hanno ricevuto la comunicazione da parte di medici di base o della stessa ASL (in taluni casi tardivamente, in altri con preavviso minimo) del pensionamento o della cessazione dell’attività per altre cause. È innegabile che tutto questo stia recando un forte disagio e una fondata preoccupazione in coloro che non possono, a causa della carenza di medici di medicina generale, scegliere un nuovo medico. Questa problematica si sta verificando in tutta Italia. L’ aumento del massimale determina però un ulteriore carico di lavoro, in un comparto che in questi anni ha subito un incremento esponenziale di adempimenti burocratici, spesso inutili, se non addirittura dannosi ai fini della diagnosi e della cura dei cittadini. Sono inoltre a carico del medico di medicina generale, la prescrizione di pannoloni, compresa taglia e modello, traverse, letto, sponde materasso antidecubito. Riteniamo che aumentare i massimali fino ad arrivare a 1.800 pazienti possa costituire una soluzione, seppur temporanea, per colmare questo deficit.

L’aumento del massimale determina però un ulteriore carico di lavoro, in un comparto che in questi anni ha subito un incremento esponenziale di adempimenti burocratici, spesso inutili, se non addirittura dannosi ai fini della diagnosi e della cura dei cittadini.

Il processo della lenta ma inesorabile burocratizzazione della medicina generale, è iniziato con l’introduzione, nel 1993, delle note AIFA che sono di fatto un vincolo ulteriore, rispetto alla scheda tecnica del farmaco, che definiscono le indicazioni terapeutiche per le quali un determinato farmaco è rimborsabile a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Nel 2004 nascono anche i “piani terapeutici” che altro non sono che un nuovo vincolo prescrittivo ed assistenziale nell’ambito della messa in commercio dei nuovi farmaci.

Sono inoltre a carico del medico di medicina generale, la prescrizione di pannoloni, compresa taglia e modello, traverse, letto, sponde materasso antidecubito.

L’accesso alle visite specialistiche ed alla diagnostica strumentale, è disciplinato dai “raggruppamenti di attesa omogenei” per priorità clinica di attesa (RAO) che, sulla carta, avrebbe dovuto costituire un’efficace strategia di governo delle liste di attesa. Tale metodologia avrebbe dovuto consentire di assegnare tempistiche appropriate di attesa per l’erogazione di prestazioni specialistiche in ragione della gravità del paziente. Di fatto, le tempistiche non sono rispettate a causa della discrepanza tra la domanda e l’offerta, con l’unico tangibile risultato che i pazienti, spesso devono effettuare vari accessi nello studio del medico di medicina generale, per modificare la priorità nell’impegnativa.

Un minor carico burocratico, determina un evidente vantaggio, sia per i cittadini, per la facilitazione all’accesso alle cure, per i medici di medicina generale che, non essendo più oberati dall’ottemperamento, dalle procedure burocratiche accennate prima, potrebbero finalmente, dedicarsi massimamente all’ascolto, diagnosi e cura dei propri assistiti.

Vi è inoltre la necessità all’accesso alle consulenze specialistiche alla diagnostica rapido che avrebbe, tra l’altro, l’indubitabile vantaggio del decongestionamento dei pronto soccorso. La carenza di medici, è un’evidenza tangibile ed i fattori sono molteplici e sicuramente non riconducibili a un assessore regionale o ad un singolo ministro.

Nell’esercizio delle nostre funzioni, sottoporremo al presidente della Giunta ed agli assessori competenti, la necessità improcrastinabile di istituire “un osservatorio regionale della medicina territoriale” composto da un rappresentante dell’assemblea regionale, le organizzazioni sindacali  rappresentative della categoria dei medici di medicina generale, la rappresentanza della Froms (Federazione regionale ordini dei medici della Sardegna), una rappresentanza dei medici di medicina generale dei vari territori della Sardegna, la cui azione sia volta all’individuazione ed alla proposta di soluzioni a breve ed a lungo termine finalizzate al ripristino della normalità nell’assistenza cosi come previsto dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) per tutto il popolo sardo.

Siamo inoltre consapevoli del fatto che gli strumenti che abbiamo per fronteggiare questa emergenza non sono sufficienti e non sono della sola competenza e disponibilità di organi regionali o locali, chiederemo pertanto alla Giunta regionale ed al suo Presidente di avviare un confronto serrato con il ministero della Salute per quanto riguarda le problematiche di competenza nazionale.

Purtroppo, siamo in una situazione critica, difficile, che ci deve vedere tutti occupati, ciascuno per le proprie competenze e ruoli, con un unico obiettivo, quello di un “percorso di miglioramento”.

Non siamo alla ricerca del “colpevole di turno”, la nostra azione è finalizzata all’analisi della situazione che si è venuta a creare nell’assistenza sanitaria nella nostra Regione e ad individuare soluzioni che migliorino l’erogazione e la fruizione del Servizio Sanitario in Sardegna.

Fabio Usai

Consigliere regionale

«Cosa si attende ancora per riaprire il Pronto Soccorso del C.T.O. di Iglesias? Da oltre una settimana la direzione generale della Asl iglesiente ha una possibile soluzione prospettatale dai sindaci e dalle organizzazioni sindacali, in prima fila il primo cittadino di Iglesias, Mauro Usai, eppure nulla si muove, anzi la situazione della sanità nel Sulcis Iglesiente peggiora ulteriormente.»

«La mobilitazione di amministratori comunali, sindacati, cittadini, non sembra aver smosso i vertici della Aslaggiunge Carla Cuccu, componente e segretaria della Commissione Salute del Consiglio regionale -, come neanche i confronti avuti con i sindaci del territorio, giustamente preoccupati per quanto sta accadendo.»

«Con un’interpellanza al presidente della Regione e all’assessore della Sanitàspiega Carla Cuccuho chiesto che sia presa in considerazione e verificata l’ipotesi di accorpare l’Unità operativa di Urologia con quella di Chirurgia, come avvenuto in passato in occasione della riduzione di personale per le ferie estive, così da liberare medici per coprire le assenze del P.S. del Sirai ed evitare di trasferirne dal P.S. del C.T.O.»

Raccogliendo segnalazioni che arrivano dagli iglesienti, la consigliera di Idea Sardegna ha, contestualmente, presentato un’interrogazione per sollecitare il potenziamento dei servizi di Radiologia al C.T.O. ed al Sirai di Carbonia.

«I tempi di attesa per eseguire Tac e risonanze magnetiche nel territorio risultano troppo lunghi e le strutture convenzionate non riescono a smaltire le liste. I macchinari diagnosticiconclude Carla Cuccu – risultano essere obsoleti, serve un urgente ammodernamento, occorre evitare che ancora una volta gli iglesienti debbano recarsi altrove per avere riconosciuto il proprio diritto all’assistenza sanitaria.»