15 September, 2026
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Dal 27 al 30 agosto torna a Portoscuso il Big Blue Festival, giunto alla sua undicesima edizione. Quattro giornate dedicate al mare, alla natura e all’ambiente attraverso incontri, laboratori, arte, fotografia e spettacolo, nella cornice dell’Antica Tonnara Su Pranu.

Promosso da ArgoNautilus, con il patrocinio del Comune di Portoscuso e il contributo della Fondazione di Sardegna, il festival mantiene la sua vocazione alla divulgazione: avvicinare il pubblico a temi ambientali e scientifici attraverso il racconto di chi studia, vive e protegge il territorio.

«Il nostro obiettivo è creare occasioni di conoscenza spiega il direttore artistico, il biologo Maurizio Cristellaperché solo ciò che impariamo a conoscere può diventare oggetto di rispetto e di cura.»

Ad aprire il programma, giovedì 27 agosto, alle 21.00, sarà Federico Erbì con “Viti-CULTURA e rigenerazione”, un progetto dedicato al recupero di antiche vigne in stato di abbandono e al ricambio generazionale in agricoltura.

La Cantina Erbì, condotta da Federico Erbì ed Eliza Matisone, segue i principi dell’agricoltura biologica con un approccio di minimo intervento, tecnica e consapevolezza. L’incontro sarà accompagnato da una degustazione dei vini della Cantina Erbì.

Alle 21.30 sarà la volta di Edoardo Brodasca, fondatore e direttore del Posidonia Green Project, con Posidonia Art Reef, il primo museo sottomarino ecologico partecipato. Un progetto che mette in relazione arte, scienza e partecipazione e che trasforma il fondale marino in uno spazio di tutela, ricerca e coinvolgimento della comunità.

Alle 22.30 Stefano Vascotto presenterà Sagarmatha, proiezione del docufilm e talk dedicati alla storia delle esplorazioni, dalle conquiste della Compagnia delle Indie Orientali alla scoperta dell’Everest. Guida ambientale escursionistica, esperto di kayak e autore del progetto divulgativo Velasquez’s Logbooks, Stefano Vascotto porta al festival il racconto dell’esplorazione e del viaggio lento.

Il pomeriggio è ancora dei più piccoli, con la seconda estemporanea d’arte per bambini“I colori dell’estate” (18.30-20.30, gratuita, dai 6 ai 13 anni, iscrizioni a numero chiuso): un laboratorio all’aperto che invita la fantasia infantile a tradurre in colore l’esperienza dell’estate.

Alle 19.00 si inaugura la mostra fotografica “Meraviglie sotto il mare della Sardegna”, a cura di Subacquei per la Scienza – Costa Ovest Sardegna. Il gruppo riunisce ricercatori, subacquei e fotografi impegnati in progetti di Citizen Science per documentare la biodiversità dei fondali sardi e sensibilizzare il pubblico sulla tutela del mare.

La mostra sarà visitabile il 28, 29 e 30 agosto.

Si comincia alle 18.30 con “Per un mare più vivo”, incontro con Albano Salis, referente MareVivo Sardegna, dedicato alle attività dell’associazione per la tutela e la pulizia dei litorali. A seguire, il laboratorio creativo per famiglie “Crea il tuo acquario con i tappi di plastica”.

Alle 21.00 Alberto Bardi, Lupo di Mare, parlerà della laguna attraverso l’esperienza quotidiana del pescatore con Vivere d’acqua. Alle 21.30 la biologa Sonia Cheratzu proporrà La laguna che cambia, dedicato agli ecosistemi lagunari, alle loro trasformazioni e alle specie aliene.

Alle 22.30 chiuderà la serata Luigi Sanciu, geologo e divulgatore scientifico, con Fake Rock – Le bufale geologiche in Sardegna e nel mondo. Direttore di importanti poli museali sardi, tra cui il GeoMuseo MonteArci di Masullas, Luigi Sanciu si occupa di tutela paleontologica e museologia e, attraverso la divulgazione, promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio geo-archeologico dell’isola.

Domenica 30 agosto il festival si congeda con la giornata più corale. Dalle 18.30 prende il largo la 6ª edizione del Carnevale del Mare, grande festa in maschera aperta a bambini, famiglie e a tutti coloro che vorranno partecipare, con musica, colori e maschere a tema marino.

Alle 21.00 la biologa Silvia Cera presenterà La Sardegna: una farmacia a cielo aperto per gli impollinatori, un approfondimento sulla flora mediterranea e sul suo potenziale per lo sviluppo di nuove strategie antiparassitarie a basso impatto.

Alle 22.00 sarà protagonista Alosha, Danzastorie di Sicilia, con Natura Composta, una performance che unisce danza, narrazione e poesia. La parola poetica di Paola Bontà, attraverso testi di autori come Walt Whitman, Emily Dickinson, Bertolt Brecht e Giorgio Caproni, dialogherà con le coreografie e le storie danzate di Alosha, creando un ponte tra corpo e parola, natura e cultura.

A chiudere l’undicesima edizione, alle 22.30, sarà l’archeologa Sara Porru con Archeologia per tutti, un invito ad avvicinarsi al patrimonio archeologico attraverso la divulgazione.

Accanto agli incontri, nei quattro giorni del festival saranno presenti laboratori per bambini e famiglie, attività creative, mostre e momenti dedicati alla scoperta e alla partecipazione.

Il Big Blue Festival conferma così la propria vocazione: portare la conoscenza fuori dagli spazi tradizionali e renderla accessibile, attraverso persone, esperienze e linguaggi diversi. Perché conoscere il mare, il territorio e le trasformazioni che li attraversano è il primo passo per imparare a rispettarli e proteggerli.

Si è conclusa ieri, domenica 10 agosto, alla Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, la decima edizione del Big Blue Festival, unico ecofestival della Sardegna, organizzato da 011Solution & Associazione Argonautilus con il patrocinio del Comune di Portoscuso. Tre giornate intense che hanno trasformato il mare in un grande palcoscenico di idee, scienza, arte e partecipazione, celebrando un traguardo simbolico: dieci anni di amore e impegno per l’ambiente marino.
Dall’8 al 10 agosto, un pubblico variegato fatto di famiglie, bambini, curiosi, turisti, ed esperti – è stato protagonista di laboratori, talk, presentazioni e performance. I BIG BLUE LAB hanno portato i piccoli “Lupi di Mare” a scoprire la biodiversità insieme ad Alberto Bardi e Maurizio Cristella, mentre la creatività è esplosa nei laboratori di magliette e accessori fluorescenti con Alessia, Stefania e Valeria. Il gran finale è stato affidato al coloratissimo Carnevale del Mare, tra musica, bolle e sorrisi.
La sezione scientifica ha regalato momenti di grande intensità: Daniele Grech ricercatore dell’IMC Oristano ha condotto il pubblico tra le specie aliene cosiddetti “invasori climatici”; Marco Colombo giornalista e fotografo di fama internazionale ha incantato il pubblico con gli avvistamenti della foca monaca nel Mediterraneo; Giorgia Bollati, giornalista scientifica ha fatto sognare con i suoi “vagabondo del mare”; Monica Pais, veterinaria e fondatrice della Clinica due Mari ci ha portato la sua testimonianza di cura e salvataggio degli animali più indifesi; e, infine, Sara Porru – archeologa subacquea – ci ha condotti in un viaggio senza fiato attraverso la bellezza della sua professione.
Grande protagonista dell’edizione 2025 è stata la mostra “Terra di Maree”, esperienza immersiva di altissimo valore artistico curata da Gabriella Locci per Casa Falconieri. Un progetto ideato e realizzato specificamente per dialogare con l’architettura della Sala Corpus della Tonnara, esaltando luci, volumi e suggestioni.
Non sono mancati gli approfondimenti sul rapporto tra territorio, economia e cultura: il progetto “Viticoltura e rigenerazione” ha messo al centro pratiche sostenibili e radici del territorio, con le Cantine Erbi protagoniste nelle degustazioni che hanno accompagnato gli incontri, mettendo in dialogo produzioni locali e buone pratiche sia in senso ambientale che economico.
Angolo di benessere e relax nel cuore del festival, lo stand della Riflessologia Facciale Italiana ha permesso al pubblico di sperimentare questa pratica rigenerante proprio mentre si svolgevano gli eventi.
Ampio spazio anche a cinema e letteratura: è stato proiettato il cortometraggio “Progresso Renaissance” (Marta Anatra, 2019), che indaga la grande illusione delle industrie di Portovesme, liberamente ispirato al romanzo Fili di Fabrizio Frisan, con l’intervento dell’autore per approfondire temi di forte rilevanza territoriale.
A chiudere la manifestazione, un momento inatteso e di grande impatto scenico offerto dall’Associazione Sa Fabbrica, partner storico di Argonautilus, che ha salutato il pubblico con una sorpresa capace di emozionare.
Dieci anni di Big Blue Festival significano dieci anni di incontri, di nuove consapevolezze e di un messaggio che resta forte: il mare è patrimonio di tutti e la sua tutela è una responsabilità condivisa.
Argonautilus ringrazia ospiti, volontari, partner, commercianti e cittadini che hanno reso possibile questa edizione e rinnova il suo impegno a farsi motore del cambiamento.
L’appuntamento è già fissato al prossimo anno, per continuare a navigare insieme tra cultura e sostenibilità.