20 October, 2026
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Omaggio al genio di Alessandro Manzoni con “Questo matrimonio non s’ha da fare”, un melologo per voce recitante e pianoforte su “I Promessi Sposi” interpretato da Ettore Bassi con le musiche originali scritte ed eseguite da Marco Beretta, per la regia di Alberto Oliva (produzione Nel Pozzo del Giardino Aps, distribuzione Reggio Iniziative Culturali). Un affascinante viaggio tra le righe di uno dei capolavori della letteratura italiana, con lo spettacolo che intreccia parole e note, in cartellone mercoledì 21 ottobre alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2026-2027 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio ed il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e dei Comuni aderenti al Circuito e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Un omaggio al celebre scrittore, poeta e drammaturgo milanese, personalità di spicco della letteratura italiana nella ricca temperie culturale dell’Ottocento, tra Neoclassicismo e Romanticismo, spirito innovatore e tra gli artefici del romanzo moderno, con la capacità di attingere alle fonti storiche per disegnare lo sfondo su cui inserire le trame più o meno complicate delle vite di personaggi reali e immaginari, con la trasposizione del suo capolavoro in forma di melologo, un’arte che sposa melodia (dal greco μέλος) e parola (dal greco λόγος, lógos), nata nel Settecento, con esempi illustri, dal “Pigmalione” di Jean-Jacques Rousseau a “Lenore” di Franz Liszt, fino all’“Amphion” di Arthur Honegger e la “Perséphone” di Igor’ Fëdorovič Stravinskij.

“Questo matrimonio non s’ha da fare” è una raffinata e coinvolgente versione teatrale del romanzo, dove i passaggi più significativi sono messi in risalto dalle musiche originali di Marco Beretta, che evocano atmosfere e stati d’animo dei protagonisti di una vicenda intricata e ricca di colpi di scena, ambientata in un’epoca travagliata da guerre e ingiustizie. Un avvincente percorso nell’universo manzoniano, tra le peripezie di due giovani fidanzati, Renzo e Lucia, che si innestano e si intrecciano al corso della Storia, e in particolare alle cronache della peste di Milano del 1630: nel romanzo, in cui cui l’autore mette in risalto il ruolo della Provvidenza a fronte dell’arbitrio degli uomini, emergono figure emblematiche come Fra Cristoforo e l’Innominato, accanto a Gertrude, la Monaca di Monza e alla saggia Agnese, madre di Lucia; il perfido don Rodrigo con i suoi bravi ed il timoroso don Abbondio, con la fida Perpetua; e ancora l’avvocato Azzecca-garbugli, donna Prassede e don Ferrante, l’indimenticabile madre di Cecilia ed il cardinale Federigo Borromeo, in un suggestivo affresco di varia umanità.