3 November, 2026
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La capogruppo del M5S Desirè Manca ha presentato una mozione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Michele Ciusa, Roberto Li Gioi ed Alessandro Solinas e da Gianfranco Ganau (Pd) ed Antonio Piu (Progressisti), che impegna la Giunta regionale a mettere in sicurezza il Ponte Rosello di Sassari, spesso teatro di suicidi.

«Lo chiedono in coro, lo chiedono tutti: l’amministrazione comunale ma anche tutti i sassaresi. Oltre diecimila firme sono state raccolte per una causa fortemente sentita da tutti gli abitanti di Sassari: spezzare la drammatica catena di suicidi che puntualmente ogni anno, da oltre dieci anni, colpisce e ferisce l’intera città. Sono più di diecimila infatti le persone che hanno aderito all’appello lanciato attraverso la pagina Facebook “Fermiamo i suicidi a Ponte Rosello”, aperta con l’obiettivo di sensibilizzare un intervento urgente di messa in sicurezza dello storico ponte sassarese che collega il centro storico con il quartiere Rosello, particolarmente amato per la sua storia e la sua bellezza architettonica, ma ormai tristemente noto come luogo d’elezione per gli aspiranti suicidi – spiega Desirè Manca -. Per fermare una volta per tutte il ripetersi di terribili gesti estremi basterebbe installare delle protezioni sul Ponte Rosello. Delle semplici barriere anti suicidio che in questo caso, e lo possiamo affermare con certezza, cambierebbero il corso della storia. Eppure le richieste avanzate sinora non sono bastate.»

«Il Consiglio comunale di Sassari ha approvato all’unanimità una mozione per l’installazione di protezioni (verticali e orizzontali), ma purtroppo a impedire il completamento dell’iter di messa in sicurezza del ponte è l’esistenza di un vincolo ostativo della Soprintendenza che di fatto fa prevalere la necessità di salvaguardare l’estetica delle ringhiere basse considerate “storiche” sull’esigenza di salvaguardare l’incolumità delle persone. Il fatto che non si riesca a trovare la strada per salvare delle vite umane ha quasi dell’incredibile – aggiunge Desirè Manca -. Chiediamo pertanto l’intervento della Giunta regionale, con l’auspicio che accolga l’appello della città di Sassari e di noi tutti, e che si impegni a garantire il posizionamento delle barriere anti suicidio per scongiurare il rischio che altre persone possano togliersi la vita attirate e agevolate dalla pericolosità del luogo.»

«È necessario agire subito con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui il Ponte Rosello necessita, restituire a questo ponte, oggi diventato il luogo simbolo dei suicidi in città, la connotazione positiva che merita, ma soprattutto – conclude Desirè Manca – rispondere alle richieste di sicurezza dei cittadini. Se il posizionamento di semplici barriere può impedire nuove tragedie, noi tutti abbiamo il dovere di impegnarci e metterci al lavoro perché ciò avvenga. Fermiamo i suicidi.»

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La commissione Pubblica istruzione, presieduta da Alfonso Marras (Riformatori sardi) ha approvato, con l’astensione del M5S, le linee guida per la programmazione delle rete scolastica e dell’offerta formativa per il biennio 2020-2021.

Illustrando il documento, l’assessore Andrea Biancareddu ha messo l’accento sulla centralità del piano nella programmazione regionale e sull’azione che la Sardegna sta portando avanti con altre Regioni per ottenere dallo Stato la possibilità di operare in modo più aderente alla propria realtà territoriale introducendo, dove necessario, anche specifiche deroghe secondo parametri oggettivi che tengano conto di dati demografici, indici di spopolamento, servizi di trasporto pubblico, situazioni di disagio economico e sociale.

«Tuttavia – ha osservato Andrea Biancareddu -, in attesa di un accordo Stato-Regioni che recepisca queste legittime istanze, il riferimento resta quello fissato dal Ministero, cioè almeno 600 alunni per ogni “Autonomia” (o 400 nei Comuni dove è possibile introdurre una deroga) per poter ottenere l’assegnazione di un dirigente scolastico e di un direttore dei servizi generali ed amministrativi a tempo indeterminato.»

Le linee guida, ha proseguito, sono quindi per noi la “cornice” dalla quale partire per far emergere la nostra specificità con nuovi contenuti nel quadro di un lavoro in grado di valorizzare il ruolo dei territori ed arrivare ad una progettualità condivisa.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Laura Caddeo e Francesco Stara (Progressisti), Desirè Manca (M5S), Piero Comandini e Valter Piscedda (Pd), Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo).

Nelle conclusioni, il presidente Alfonso Marras ha annunciato che a breve scadenza sarà avviato un ciclo di audizioni per raccogliere dalle varie realtà le indicazioni più utili per una pianificazione nuova e rispondente alle reali esigenze dei territori.

Successivamente la commissione ha approvato, in questo caso all’unanimità, il programma degli interventi regionali per lo sviluppo delle attività musicali popolari.

L’assessore Andrea Biancareddu ha comunicato che quest’anno sono pervenute 315 istanze di cui 287 ammissibili per un controvalore di oltre 6.2 milioni di euro a fronte dei 700.000 euro disponibili per cui, data la disponibilità limitata di risorse, l’intervento della Regione copre poco più dell’11% dell’importo complessivo richiesto.

L’assegnazione dei contributi nelle due tipologie del sostegno alle attività e della preparazione musicali, ha assicurato infine l’assessore, sarà effettuata dalla Giunta dopo l’approvazione del piano annuale, sentita la commissione competente.

 

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Un patto per la crescita della Sardegna, da scrivere con lo Stato, ma con il contributo determinante di Enti locali, parlamentari, imprenditori e sindacati sardi: è la proposta contenuta nella mozione sottoscritta dai consiglieri dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale e che ha l’obiettivo di revisionare e rettificare l’accordo siglato lo scorso 7 novembre, con il governo a Roma, in materia di entrate e accantonamenti.

«Un accordo al ribasso ma che potrà rappresentare un punto di partenza nel confronto con lo Stato», lo ha definito il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, nel suo intervento che ha aperto l’incontro con i giornalisti, al quale hanno partecipato anche il primo firmatario della mozione, Cesare Moriconi (Pd) e i capigruppo di M5S, Desirè Manca; dei Progressisti, Francesco Agus e di Leu, Daniele Cocco. «Un’intesa che può essere paragonata ad un piano di rientro accordato dallo Stato alla Regione, senza però alcun evidente beneficio per la Sardegna», ha incalzato Agus. «Solo un atto dovuto», ha aggiunto Daniele Cocco per Leu, mentre per il consigliere dei Cinque Stelle, Alessandro Solinas, l’accordo del 7 novembre con il governo Conte bis «resta il migliore tra quelli siglati nel corso delle ultime legislature».

Le forze di minoranza concordano invece sull’analisi critica dell’intesa che – come ha spiegato Cesare Moriconi – a fronte di 762,5 milioni di euro di crediti certificati con sentenze della Corte Costituzionale e del Tar, riconosce alla Sardegna soltanto 412 milioni da “restituire” dilazionati nell’arco di sei anni e lascia allo Stato la possibilità di modificare unilateralmente, nella misura del 10 e del 20%, la quota di compartecipazione della Regione alla finanza pubblica italiana.

Non soddisfa il centrosinistra e i 5 Stelle neppure la parte dell’accordo che riguarda gli Enti Locali («lo Stato trasferirà 10 milioni l’anno contro i 63 previsti a regime, se si applicano i criteri utilizzati per le Regioni a statuto ordinario») e per le opposizioni “è almeno nebulosa” l’intesa in materia di investimenti. «Un miliardo e 425 milioni di euro – hanno spiegato Gianfranco Ganau e Cesare Moriconi – da erogare nell’arco di 14 anni con la modalità dello stato di avanzamento, cioè la Regione dovrà anticipare la copertura in bilancio con risorse proprie per poter effettuare la spesa».

Carenze sono state evidenziate anche nel capitolo delle infrastrutture: «Si quantificano solo i maggiori oneri per energia e trasporti marittimi che ci derivano dalla condizione di insularità – hanno ribadito i capigruppo nel corso dei rispettivi interventi – ma è evidente che restano molti altri effetti economici da quantificare».

Ed è soprattutto alla luce di tali considerazioni che Pd, Progressisti, Leu e 5 Stelle guardano all’istituendo tavolo tecnico-politico («previsto nell’accordo e da insediare entro il 6 gennaio 2020») per dare efficacia all’intesa del 7 novembre, individuando puntualmente gli strumenti idonei per compensare gli svantaggi strutturali che penalizzano la crescita, lo sviluppo e il lavoro nell’Isola.

«Chiediamo – hanno affermato Gianfranco Ganau, Daniele Cocco, Francesco Agus e Desirè Manca – che la Regione sarda sieda a quel tavolo con un indirizzo e un mandato chiaro e politicamente forte del Consiglio regionale, attraverso il coinvolgimento diretto delle autonomie locali, dei parlamentari eletti in Sardegna, della parti sociali ed economiche.»

Da qui la richiesta rivolta formalmente al presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, perché, ai sensi dell’articolo 54 del regolamento consiliare,  proceda con la convocazione straordinaria dell’assemblea sarda e degli stati generali dell’Isola.

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Anche il Movimento 5 Stelle interviene sulla vicenda dei fanghi fognari “importati” dalla Campania e dalla Puglia per essere scaricati nella piana di Magomadas, denunciata con documentazione video-fotografica dall’ex presidente della Regione Mauro Pili.

«Un presunto sversamento di rifiuti fognari provenienti da altre regioni italiane e interrati nella piana di Magomadas, in piena campagna – scrive in una nota l’on. Alessandro Solinas -. È una vicenda inquietante quella denunciata in questi giorni dagli organi di stampa e dagli abitanti della zona dell’Oristanese, stanchi di dover sopportare soffocanti miasmi e preoccupati dal continuo viavai di camion provenienti dai porti di Cagliari e Olbia, presumibilmente carichi di fanghi di dubbia provenienza. Sembrerebbe si tratti di residui fognari che arrivano principalmente da Puglia e Campania e che andrebbero smaltiti a norma di legge all’interno di appositi impianti certificati. Sempre secondo quanto riportato dalla stampa, sembrerebbe invece che questi fanghi vengano trattati in assenza delle apposite vasche in cemento, ovvero pericolosamente riversati in una buca profonda non meno di due metri e a contatto con il terreno.»

«La Sardegna è già balzata alle cronache per aver smaltito rifiuti speciali pericolosi, tra cui fanghi di depurazione, provenienti da altre zone d’Italia: a fine 2018 la Procura di Tempio ha notificato l’apertura delle indagini al Cipnes per la discarica di Spiritu Santu. La Regione Sardegna è al corrente del rischio che si sta correndo? – aggiunge Alessandro Solinas -. Cosa sta accadendo oggi nella piana a pochi chilometri da Bosa, una delle zone più rinomate della Costa nord-occidentale della Sardegna in cui sono presenti diverse aziende agricole? Gli assessori all’Ambiente Lampis e alla Sanità Nieddu sono a conoscenza di quanto sta accadendo? È necessario avviare urgenti e specifiche indagini per accertare la natura dei materiali depositati e l’eventuale pericolo per la salute pubblica.»

Alessandro Solinas ha presentato un’interrogazione sottoscritta dai colleghi Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, con l’appoggio dei portavoce alla camera dei deputati Lucia Scanu, Luciano Cadeddu ed Alberto Manca, per chiedere che venga fatta assoluta chiarezza su questa vicenda sconcertante.

«Non siamo contrari al riuso e al riciclo se queste pratiche consentono di far nascere nuove realtà produttive ma alla luce di quanto accaduto chiediamo venga fatta chiarezza. Dobbiamo bloccare una volta per tutte questo circuito di smaltimento di rifiuti speciali provenienti dalle altre regioni italiane. La Sardegna – conclude Alessandro Solinas – non diventerà la pattumiera d’Italia, non lo permetteremo.»

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«Cento docenti di lingua sarda che lavoravano in orario curricolare sono rimasti senza lavoro. Cento professionalità rimaste a casa. Parliamo di cento partite IVA che non solo sono rimaste senza un impiego ma che rischiano sia la chiusura delle partite Iva sia la perdita di professionalità, dato che requisito fondamentale dell’insegnamento di qualsiasi lingua – e qua parliamo di quella sarda – necessita di continuità. Una vicenda incresciosa e gravissima, una vergogna inaudita dovuta all’inerzia, all’inoperosità, e all’incuria di questa Giunta è venuta alla luce oggi in commissione Lavoro: la Giunta nei mesi precedenti l’inizio dell’anno scolastico non ha presentato un piano linguistico regionale né provveduto ad emanare i necessari decreti attuativi. Una mancanza enorme che ha fatto perdere il lavoro a cento insegnanti di lingua sarda. La lingua sarda tanto sbandierata dal presidente Christian Solinas in campagna elettorale è caduta nel dimenticatoio in modo ignobile.»

La capogruppo del M5S Desirè Manca ha denunciato questa sera quanto accaduto oggi durante i lavori della commissione Lavoro di cui è vice presidente; Commissione oggi riunitasi su richiesta dell’operatore linguistico della lingua sarda Antonio Flore, proprio per discutere i problemi della categoria da anni impegnata in un faticoso percorso di sensibilizzazione sul valore della lingua sarda come fattore primario di edificazione della consapevolezza comunitaria.

«Sono intervenuta facendo presente che questa situazione assurda è avvenuta per la mancanza della presentazione di un piano linguistico regionale, e a questo punto un componente della Commissione non solo ha tentato di interrompere il mio intervento ma di fatto di mettermi un vero e proprio bavaglio dichiarando che in Commissione non potevo esprimere le mie opinioni e considerazioni – ha aggiunto Desirè Manca -. Dopo tutto ciò, tutti i componenti della maggioranza hanno fatto mancare il numero legale abbandonando la Commissione e costringendo di fatto le persone chiamate in audizione ad andare via. Quello che si è verificato oggi è un tentativo di bloccare il diritto sacrosanto di tutti i commissari, nonché mio in qualità di vicepresidente, di poter esercitare il mio ruolo di amministratore della Sardegna. Un atto che mina pesantemente non solo la democrazia ma il diritto di tutti i sardi di poter esprimere un proprio pensiero di qualsiasi natura esso sia.»

«Questa è la democrazia del partito di cui fa parte il governatore della Sardegna. Il partito sardo d’azione che impedisce ai componenti della Commissione di esprimersi – ha concluso la capogruppo del M5S -. Avete tentato di mettermi il bavaglio ma non ci riuscirete né oggi né mai. Vergogna.»

 

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La capogruppo del M5S Desirè Manca è la prima firmataria di una mozione che impegna la Giunta ad individuare gli immobili regionali da adibire a case di accoglienza per padri divorziati, sottoscritta anche dai consiglieri Roberto LI Gioi, Michele Ciusa ed Alessandro Solinas.

«In Italia, in caso di separazione e divorzio, è andata consolidandosi la prassi che privilegia unicamente il ruolo materno come esclusivo riferimento educativo per i figli – spiega Desirè Manca -. Nella quasi totalità dei casi e nonostante l’approvazione della legge n. 54 dell’8 febbraio 2006 sull’affidamento condiviso, i bambini vengono affidati alla madre. Nel 2014 in circa metà delle separazioni (48%) in Sardegna la casa è stata assegnata alla moglie. Con la separazione, com’è noto, per la maggior parte degli uomini ha inizio anche il dramma economico. I padri separati si ritrovano senza una casa in cui poter accogliere i figli, e in casi estremi e di grande disperazione, come ampiamente riferito dalle cronache, arrivano persino ad utilizzare la propria auto come luogo di pernottamento. Considerato che oltre la metà dei padri separati con figli minori sono insegnanti, impiegati ed operai, e che l’orientamento dei giudici è di fissare in “un terzo dello stipendio” la quota mensile che il padre deve versare per il mantenimento dei figli, è evidente che gli uomini in questa condizione sono a gravissimo rischio povertà.»

«Poiché la Regione Sardegna è proprietaria di numerosi immobili in disuso sparsi su tutto il territorio regionale, attraverso questa mozione chiediamo al presidente Christian Solinas, alla Giunta ed all’assessore della Sanità Mario Nieddu in particolare di impegnarsi ad istituire un tavolo tecnico presso l’assessorato che si occupi di individuare gli immobili regionali adeguati a divenire “Casa di accoglienza del papà separato” – aggiunge Desirè Manca -. Non solo, la Giunta deve impegnarsi a concordare con i Comuni la gestione delle case e a promuovere tutte quelle iniziative atte a ristabilire condizioni di effettiva parità di diritti tra uomo e donna nello svolgimento del proprio ruolo genitoriale in regime di separazione.»

«Il minore deve poter beneficiare della presenza di entrambi i genitori e la Regione Sardegna, con l’approvazione di questa mozione, avrebbe la grande occasione di porsi in posizione di assoluta avanguardia rispetto alle altre Regioni italiane sul tema specifico. Oggi è più che mai necessario venire incontro ai padri che stanno affrontando questo delicato momento che può durare anni, e cercare di alleviare il senso di sconfitta e frustrazione che tutto questo comporta. Dobbiamo restituire ai padri separati la possibilità pratica di svolgere il proprio ruolo di genitori – conclude Desirè Manca – e lavorare per ridurre quel disagio che porta all’emarginazione sociale e talvolta persino a gesti disperati da cui non si può tornare indietro.»

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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, s’è schierata apertamente a sostegno della rivendicazione del territorio del Sulcis Iglesiente per riavere la Provincia cancellata dal referendum del 6 maggio 2019. La posizione favorevole alla re-istituzione dell’ente intermedio del primo cittadino di Carbonia è stata elogiata sabato scorso dall’assessore regionale degli Enti locali, Quirico Sanna, nel corso dell’incontro svoltosi nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, per il coraggio e l’autonomia dimostrati, militando in un movimento contrario alle nuove Province.

La conferma della contrarietà del M5S alle nuove Province, arriva oggi da quattro consiglieri regionali pentastellati, eletti in circoscrizioni diverse: Desirè Manca (Sassari), Roberto Li Gioi (Gallura), Michele Ciusa (Cagliari), Alessandro Solinas (Oristano).

«Oramai siamo abituati, nella nostra terra, nel bene o nel male, non c’è mai nulla di certo. Sono passati solo sette anni dal referendum sull’abolizione delle province, ribattezzato referendum anticasta, attraverso il quale i cittadini sardi pretesero la soppressione di questi enti intermedi, e meno di tre anni dalla riforma degli enti locali promossa dalla giunta Pigliaru, ed ancora i sardi non hanno certezze – sostengono Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa ed Alessandro Solinas -. Oggi l’attuale amministrazione regionale, sensibile al moltiplicarsi delle poltrone ed alla loro occupazione, ha intenzione di far lievitare nuovamente il numero di organi politici, presidenti assessori e giunte, dei quali nessuno sente la mancanza tranne loro, piuttosto che concentrarsi sul miglioramento dei servizi al cittadino.»

«La spinta campanilistica del neo assessore agli Enti locali, da sempre paladino della costituzione o meglio della ricostituzione della provincia gallurese si è reso conto che sarà ben difficile riuscire ad ottenerla senza garantire prebende ai rappresentanti degli altri territori. La Sardegna ha bisogno di buona amministrazione, di servizi efficienti e su questo si deve puntare – concludono Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas -, sul potenziamento ed il miglioramento dei servizi al cittadino, che non necessariamente coincidono con cariche elettive e neo carrozzoni politici.»

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«La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, per contrastare la dispersione scolastica ha deliberato lo stanziamento di 900mila euro per il 2019 e di ulteriori 10mila per il 2020. Questo l’incipit di una notizia pubblicata oggi sul sito del Consiglio regionale della Sardegna. Una notizia, purtroppo, imprecisa, in quanto il merito del risultato ottenuto per quanto riguarda il progetto regionale contro la dispersione scolastica “Tutti a Iscola” viene attribuito all’assessore Andrea Biancareddu e non, come più opportuno e corretto, ai quattro consiglieri del Movimento 5 stelle che hanno presentato un emendamento alla Quarta variazione di bilancio 2019/2021 per chiedere lo stanziamento di un milione di euro in favore dell’Avviso regionale “Tutti a Iscola”, che tra le diverse finalità previste comprende quella di contrasto al fenomeno dell’abbandono scolastico.»

Lo scrivono, in una nota, i consiglieri del M5S Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi e Michele Ciusa.

«Crediamo sia doveroso sottolineare che questa importante delibera di Giunta è frutto dell’impegno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, coloro i quali, nello specifico hanno chiesto che venisse finanziata la cosiddetta ‘Sottolinea B1’ del bando “Tutti a Iscola”, che prevede l’organizzazione di attività didattiche extracurriculari per gli studenti con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta formativa attraverso l’organizzazione di laboratori e l’apertura delle scuole al di fuori dell’orario di attività didattica ordinaria – concludono i quattro consiglieri pentastellati -. A sollevare per primo in Consiglio regionale  le criticità riguardanti l’Avviso regionale “Tutti a Iscola”, che rischiava di restare al palo per il prossimo biennio, è stato lo scorso ottobre il consigliere del M5S Alessandro Solinas, firmatario di un’interrogazione volta proprio a sollecitare lo sblocco dei fondi dedicati all’Avviso regionale. Fondi che oggi sono finalmente stati stanziati, grazie al nostro emendamento.»

gianluigideidda@gmail.com

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«Soltanto vuoti proclami e promesse mai mantenute. La maggioranza in seno a questo governo regionale ha dichiarato più volte che la nomina del nuovo Commissario dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari sarebbe arrivata a breve. Ebbene, quanti giorni sono trascorsi dall’ultimo annuncio altisonante? Quanti mesi? Nel frattempo la sanità sassarese sta crollando, schiacciata dal peso dell’indifferenza, dell’apatia, dell’incuria dei nostri amministratori. È mai possibile che trascorsi nove mesi dall’insediamento di questo governo le diverse forze che lo compongono non riescano a mettersi d’accordo su un nome? Oltre la patina sfavillante esibita in pubblico e sui media scorgiamo soltanto il vuoto. Il vuoto più totale. Anziché nominare schiere di dirigenti regionali il presidente Solinas dovrebbe occuparsi di salvare l’Aou di Sassari da morte certa. Ma in cima all’agenda politica del Governatore evidentemente ci sono altre priorità e il diritto alla salute dei sardi rasenta il fondo.»

La capogruppo del Movimento 5 Stelle sferra un altro duro attacco al governatore Christian Solinas ed alla Giunta sulla mancata nomina del commissario dell’AOU di Sassari.

«Continuerò incessantemente a sollecitare la nomina di una guida per il Nord Sardegna. In attesa che venga nominato un commissario dell’AOU, le decisioni – spiega Desirè Manca – vengono prese da un facente funzioni. Di fatto ad essere portata avanti è soltanto l’ordinaria amministrazione, mentre le problematiche di fondo, le criticità che se risolte potrebbero dare nuovo ossigeno alla rete sanitaria del Nord Sardegna non possono essere affrontate. Senza un responsabile il piano di ristrutturazione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria non può partire. Siamo completamente allo sbando.»

«Gli operatori sanitari sono stremati, impotenti, e con le mani legate assistono alla totale decadenza del secondo polo sanitario della Sardegna, oggi depauperato e abbandonato a sé stesso. Non c’è più tempo. Basta con i grandi proclami acchiappa consensi. Invito la maggioranza a mettere da parte, almeno stavolta, i giochi di potere e l’opportunismo politico. A rimetterci – conclude Desirè Manca – sono i pazienti, sono i lavoratori, sono le persone, siamo tutti noi.»

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Confermata l’apertura di un distaccamento dei vigili del fuoco a Bono, il Movimento 5 Stelle scende nuovamente in campo per ottenere dalla Regione i fondi necessari alla ristrutturazione dell’ex caserma dei carabinieri, la struttura già individuata come sede dei vigili del fuoco del Goceano.

Grazie all’impegno del deputato del M5S Alberto Manca, primo firmatario di un ordine del giorno che ha impegnato il Governo a rendere operativi i cosiddetti “distaccamenti misti”, già istituti ma privi di sedi, Bono potrà avere presto un distaccamento dei vigili del fuoco.

Il deputato goceanino Alberto Manca, da anni impegnato nella risoluzione di questa vertenza, rinnova oggi il suo impegno anche a livello regionale: «Assieme alla collega e capogruppo del M5S Desirè Manca chiederemo alla Regione che nella prossima finanziaria vengano previste delle somme da destinare alla ristrutturazione dei locali dell’ex caserma affinché possa presto ospitare i Vigili del Fuoco del Goceano».

«La sede dei vigili del fuoco di Bono – denuncia Alberto Manca – rischia di non poter essere attivata se i locali dell’ex caserma dei carabinieri destinati ad ospitarla non verranno adeguati al più presto alla loro nuova funzione. Ho avuto informazioni in merito al fatto che il Comando dei vigili del fuoco in caso di mancata disponibilità della sede, dislocherà il personale altrove. L’edificio dell’ex caserma, prima ex carcere mai entrato in funzione, necessita di importanti lavori di ristrutturazione e di infrastrutture già da quando venne individuato e scelto come sede dei Vigili del fuoco a seguito di un sopralluogo che effettuai assieme al sindaco di Bono ed al Comandante provinciale.»

«Successivamente alla mia elezione – spiega il deputato del M5S – mi attivai per superare questa situazione di stallo. Il primo marzo scorso incontrai i sindaci del Goceano con i quali raggiunsi questa intesa: io mi sarei attivato al Ministero per ottenere il personale e l’apertura della sede di Bono, loro avrebbero individuato la struttura e l’avrebbero adattata alle esigenze dei vigili del fuoco. A seguito di questa riunione purtroppo però la Comunità Montana, ente competente, non ha ancora ottemperato allo stanziamento di sede e risorse. Dopo la nomina del sindaco di Esporlatu Furriolu a presidente, le intenzioni della Comunità Montana sono inspiegabilmente cambiate: ha risposto picche al Movimento 5 stelle. Ciò nonostante, andremo avanti. Grazie all’interessamento e all’impegno della capogruppo del M5S in Regione Desirè Manca, siamo pronti a chiedere l’intervento della Regione per ottenere, in tempi brevi, la ristrutturazione del locale e dare un servizio a tutti i goceanini.»