5 August, 2026
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Da opportunità concreta per le famiglie dei Comuni del Sulcis, i voucher a sostegno della conciliazione tra vita privata e vita lavorativa previsti nel JTF rischiano di trasformarsi in occasione mancata a causa dell’inerzia dell’assessorato regionale al Lavoro, al quale il territorio del Sulcis Iglesiente chiede un intervento tempestivo per la conclusione del procedimento.

Nell’ottobre del 2025, infatti, si chiudeva la prima fase di uno strumento di attuazione del Programma Nazionale JTF 2021-2027 – Piano Territoriale Sulcis Iglesiente (con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro) ovvero l’avviso pubblico che aveva l’obiettivo di creare un Catalogo di fornitori di servizi dedicati a lavoratrici e lavoratori impegnati in un percorso di formazione professionale o, ancora, agli inoccupati e privi di impiego impegnati in attività di cura e assistenza di figli minori di 18 anni o familiare disabile. In particolare, l’obiettivo era quello di contribuire al miglioramento dei servizi sociali ed economici, garantendo il principio dell’uguaglianza, dell’inclusione e della non discriminazione tramite processi di sviluppo territoriale nelle aree del Sulcis Iglesiente, caratterizzate da dinamiche di spopolamento, denatalità e invecchiamento della popolazione.

Il procedimento, rintracciabile al link https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/175403498227382 risulta “In svolgimento”, ma va evidenziato che la prima fase è scaduta nel lontano 13 ottobre del 2025.

«Ad oggipuntualizza il sindaco del comune di Sant’Antioco, Ignazio Locci nonostante la prima fase dell’avviso pubblico si sia conclusa 9 mesi addietro, tutto tace: siamo ormai in attesa da quasi un anno che venga pubblicato il catalogo dei servizi standard per i quali abbiamo notizie siano stati già da tempo definiti i costi standard. A questo, dovrebbe seguire la pubblicazione dell’avviso per l’erogazione dei voucher. Le famiglie del Sulcis, intanto, restano in attesa. Si tratta di una misura importantissima, un’opportunità concreta, basti pensare che si tratta di voucher per servizi di asili nido e micronidi; di baby-sitting e baby parking; centri di aggregazione per ragazzi e adolescenti; servizi di supporto all’apprendimento (lezioni individuali/educatore familiare/tutor per potenziamento); servizi erogati da Centri a ciclo diurno per anziani, disabili e famiglie o ancora di assistenza domiciliare a favore di anziani e disabili. Mi appello dunque all’Assessora regionale al Lavoro Desirè Manca affinché faccia presto per dare gambe alla misura e, per l’occasione, la invitiamo a recarsi nel nostro Comune per la presentazione ufficiale del progetto.»

Su proposta della presidente Alessandra Todde, anche in qualità di Assessore ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, di concerto con l’assessora del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, Desirè Manca, la Giunta ha deliberato di istituire, presso la Presidenza della Regione, “l’Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale organismo strutturale e paritetico incaricato di programmare, monitorare e indirizzare tutte le attività previste dal Protocollo d’Intesa “Patto di Buggerru”, sottoscritto con i sindacati confederali a settembre 2024.

Proprio a Buggerru, in ricordo dell’eccidio dei minatori in sciopero del 4 settembre 1904, la presidente Alessandra Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un protocollo comune per combattere la striscia di sangue sul lavoro e il precariato.

Il Protocollo si propone di costruire nuovi strumenti e politiche pubbliche capaci di vigilare sul mercato del lavoro sardo. Tra le finalità più stringenti vi è il miglioramento delle attività di controllo attraverso un sistema integrato di scambio informativo tra le istituzioni pubbliche competenti (come gli Ispettorati del lavoro, i servizi SPRESAL delle ASL, INAIL e INPS) e i sindacati, utile anche a contrastare efficacemente il lavoro irregolare.

L’articolo 3 del “Patto di Buggerru” prevede la costituzione di un organismo di coordinamento, strutturale e paritario, denominato “Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale sede di programmazione, monitoraggio e indirizzo di tutte le attività previste dall’accordo. L’istituzione dell’Osservatorio presso la Presidenza della Regione rappresenta un adempimento fondamentale per rendere concreto ed operativo il Protocollo che, senza la sua formale costituzione e attivazione, rimarrebbe una dichiarazione d’intenti. Spetta proprio all’Osservatorio il compito cruciale di pianificare l’utilizzo delle risorse finanziarie, monitorare i dati sui rischi nei settori più esposti e tradurre gli obiettivi di sicurezza in azioni pratiche sul territorio. Si tratta di un organismo paritetico con un perfetto equilibrio tra la rappresentanza delle istituzioni regionali e di tre componenti nominati dalle confederazioni regionali firmatarie del Patto: CGIL, CISL e UIL della Sardegna. L’Osservatorio avrà un nucleo tecnico composta da quattro figure qualificate a disposizione mentre è espressamente previsto che i componenti ne faranno parte a titolo completamente gratuito.

Si è tenuto sta questa mattina all’assessorato regionale del Lavoro il tavolo in cui è stato firmato l’accordo per dare avvio alle procedure di concessione della mobilità in deroga in favore del bacino dei lavoratori delle aree di crisi complessa.

Una riunione in cui i sindacati hanno espresso preoccupazione per la gestione centralizzata delle risorse che per la prima volta interessa questa tipologia di ammortizzatori.

«Condivido pienamente le preoccupazioni espresse da Cgil, Cisl e Uil in merito alla gestione delle risorse destinate agli ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa. Si tratta di un tema estremamente delicato, che riguarda la tutela di lavoratrici e lavoratori già colpiti da situazioni di forte difficoltà economica e occupazionaleha detto l’assessora del Lavoro -. Come Assessorato, abbiamo assunto l’impegno di portare all’attenzione del Ministero tutte le criticità emerse, a partire dalla necessità di garantire certezza delle risorse, equità nei criteri di assegnazione e copertura per l’intero anno 2026. Siamo inoltre pienamente disponibili a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, mantenendo un confronto aperto e continuo con le organizzazioni sindacali, affinché nessuno venga escluso da strumenti di sostegno fondamentali. Il nostro obiettivo è ottenere dal Ministero le necessarie rassicurazioni e assicurare risposte concrete e tempestive per tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti», ha concluso l’assessora del Lavoro, Desirè Manca.

L’assessora del Lavoro, Desirè Manca, esprime piena vicinanza e solidarietà ai circa 1.500 lavoratori metalmeccanici del Sulcis Iglesiente e alle loro famiglie, oggi sempre più preoccupati per il futuro occupazionale del territorio.

«La mobilitazione indetta dalle sigle sindacali, con la ferma intenzione di portare la propria voce sotto i palazzi del Governo, è il segnale emblematico di una comunità che non intende essere dimenticata. È il grido di chi da anni subisce crisi industriali, promesse disattese e costanti rinvii sul rilancio del polo produttivo sulcitanodichiara l’assessora regionale del Lavoro -. Dietro questi numeri ci sono persone e comunità che resistono in una delle zone più colpite dalla desertificazione industriale. Qui il lavoro non è soltanto reddito: è dignità, stabilità e speranza.»

«Guardo con profondo rispetto alla decisione di portare la vertenza a Roma e sarò al fianco dei lavoratori in questa battaglia. La tutela dell’occupazione e delle fragilità sociali conclude l’esponente della Giunta – non può essere sacrificata a logiche puramente contabili. Non si tratta di numeri, ma del futuro e delle prospettive di sviluppo di un’intera comunità.»

«Questa mattina, come Provincia del Sulcis Iglesiente, abbiamo partecipato alla riunione convocata dalla Regione Sardegna e dalla presidente Alessandra Todde sul tema del polo industriale e sullo sblocco della mobilità in deroga, che coinvolge numerosi lavoratori ancora in attesa di rientrare al lavoro.»

Lo scrive in una nota Romeo Ghilleri, consigliere delegato della provincia del Sulcis Iglesiente.

«È stato un confronto importante, chiaro e costruttivo, alla presenza delle organizzazioni sindacali, dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, dell’assessora del Lavoro Desirè Manca e dei consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiuaggiunge Romeo Ghilleri -. È emersa una linea condivisa e determinata: chiedere al Governo risposte serie e concrete per il rilancio del polo industriale e dell’intero territorio. Come Provincia abbiamo ribadito alla Presidente e alla sua Giunta la nostra piena vicinanza ai lavoratori e alle sigle sindacali, confermando al tempo stesso la disponibilità a collaborare con la Regione in modo costante e responsabile per individuare soluzioni efficaci per il rilancio del comparto industriale – conclude Romeo Ghilleri -. Abbiamo inoltre dichiarato la nostra disponibilità a partecipare a ogni iniziativa e a tutti i tavoli di confronto, con proposte progettuali e una programmazione seria e strutturata, nell’interesse del territorio e della comunità.»

«Una cabina di regia sulle politiche industriali coinvolgendo tutti gli attori per una presa di responsabilità collettiva sul futuro dell’Isola.»La buona notizia di ieri dell’emendamento al decreto Milleproroghe che ripristinerà i fondi per la Mobilità in deroga, garantendo i 320 lavoratori ex Alcoa di Sider Alloys, è stata il prodromo per una discussione approfondita delle vertenze del Sulcis Iglesiente.Il tavolo convocato dalla presidente Alessandra Todde nella sala della Presidenza ha visto la presenza e gli interventi dei sindacati e dei consiglieri regionali del territorio.

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di fare pressioni sul Governo nazionale per poter ipotizzare una ripartenza reale e non paventata e con interlocutori che abbiano credibilità. Cgil e Uil hanno poi chiesto che tutte le vertenze del Sulcis Iglesiente – oltre a Sider Alloys, EuroAllumina e Portovesme Srl senza dimenticare la centrale Enel di Portoscuso – siano trasferite a palazzo Chigi.

L’analisi della situazione delle varie vertenze è stata riassunta dall’assessore dell’Industria Emanuele Cani che ha invitato «tutti a fare fronte comune condividendo la posizione da tenere ai tavoli del Mimit», ricordando «i successi sulla continuità di Eurallumina e sul Dcpm Energia che abbiamo ottenuto grazie all’unità di tutti».

L’assessora del Lavoro e della Formazione Desirè Manca, dopo aver ricordato «l’integrazione all’assegno di mobilità in deroga che la Regione ha erogato in questi anni e erogherà il prima possibile anche quest’anno», ha riassunto gli interventi fatti per la «riqualificazione del personale come i 30 milioni del Just Transition Fund usati per aggiornare le loro competenze, un Avviso che puntiamo a riaprire» ricordando l’eredità trovata «con una situazione della formazione professionale assolutamente inadeguata» e rinnovando l’invito ai sindacati per «una fattiva collaborazione per incrociare la formazione con la reale domanda di lavoro».

La sintesi delle quasi tre ore di incontro è stata fatta dalla presidente Alessandra Todde. «Penso sia giunto il momento di essere propositivi, potendo partecipare per esempio anche a livello di Unione Europea con il commissario Fitto a definire come Sardegna le politiche per la competitività delle isole per il rilancio delle infrastrutture in rapporto alle multinazionali il cui impegno è necessario per un polo dell’alluminio. Per questoha concluso Alessandra Todde penso che, oltre all’ottimo lavoro degli assessorati dell’Industria e del Lavoro, si possa pensare a un tavolo interistituzionale che metta assieme anche l’assessorato dell’Ambiente e dell’Innovazione tecnologica per discutere con tutti gli attori coinvolti, sindacati e consiglieri regionali del territorio, di politiche industriali per tutta la Sardegna, non solo del Sulcis».

«Grazie all’inserimento di una specifica norma correttiva nel Decreto Milleproroghe, è stato sanato il vuoto normativo derivante dalla recente Legge di Bilancio che aveva determinato l’interruzione del sussidio.»
L’esito positivo della vicenda è stato accolto con soddisfazione dall’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, che fin dall’insorgere della criticità si era fatta promotrice delle istanze dei lavoratori, agendo in sinergia con le sigle sindacali.
«È un risultato fondamentale che restituisce certezze a oltre 300 nuclei familiari nell’Isola – ha dichiarato l’assessora del Lavoro -. La precedente manovra finanziaria nazionale conteneva una grave lacuna che abbiamo denunciato con fermezza. Privare questi lavoratori di una risorsa vitale in una fase di estrema fragilità economica rappresentava una distorsione sociale che non potevamo accettare.»
L’assessorato regionale del Lavoro aveva sollecitato un intervento d’urgenza per individuare una soluzione normativa efficace.
«Il recepimento del nostro appelloha concluso l’assessora Desirè Mancadimostra l’efficacia di un’azione regionale basata su basi tecniche solide e su una chiara determinazione politica. Abbiamo agito tempestivamente per correggere un errore che avrebbe gravato esclusivamente sulle spalle dei sardi ed evitare un impatto sociale che sarebbe stato drammatico per i territori coinvolti.»

«Delude apprendere ufficialmente dal ministro Adolfo Urso che non si potrà più produrre zinco nel polo industriale di Portovesme. Dopo i proclami del 27 dicembre scorso, significa che questi nove mesi di attività non hanno portato ad alcun risultato ma abbiamo solo perso tempo. A ciò si aggiunge l’elemento sconcertante secondo cui non ci sarebbe alcuna possibilità di incidere sui costi dell’energia, e questo significa che è a rischio la ripresa dell’intero comparto produttivo di Portovesme.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani al termine del tavolo di aggiornamento sulla vertenza relativa alla Portovesme Srl, tenuto oggi al Mimit.

«L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire che sulle altre vertenze Sulcis non emerge ad oggi alcun elemento di novità, fatta eccezione per l’approvazione del Dpcm energia, sul quale la Regione Sardegna ha apportato un contributo determinantesottolinea l’assessore Emanuele Cani -. Ricordiamo invece al ministro che la Regione, da parte propria, in questi mesi ha impegnato cospicue risorse da destinare all’infrastrutturazione del Consorzio industriale di Portoveseme e contestualmente ha riattivato il tavolo propedeutico a risolvere l’annoso problema del dragaggio del porto, che costituisce un elemento sostanziale ai fini della ripresa produttiva del polo industriale.»

«Convocherò nei prossimi giorni un tavolo con le organizzazioni sindacali per fare il punto su una situazione che appare piuttosto complessa e preoccupante – annuncia Emanuele Cani -. Nel contempo confermiamo la nostra leale collaborazione con il Governo nel far fronte a tutte le problematiche ancora aperte e accogliamo con favore la proposta di un nuovo incontro per ulteriori approfondimenti, in particolare sulla questione delle materie prime critiche.»

«Un incontro mortificante per i lavoratori della Portovesme che attendevano segnali positivi». Questo il commento dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, intervenuta per chiedere garanzie in merito al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

«Alla specifica domanda in merito alle azioni che il Governo intende portare avanti per la conservazione dei circa 900 posti di lavoro, il ministro Urso non ha saputo rispondere. Sono profondamente rammaricata alla luce del fatto che, dopo dieci mesi di interlocuzioni, la Regione Sardegna e i lavoratori si aspettavano che le prospettive paventate dal ministro Urso si concretizzassero. Oggi invece apprendiamo che la strada della produzione di zinco e piombo non è più percorribile. Un clamoroso dietrofront al termine di un incontro totalmente deludente.»

«Prendo atto con grande preoccupazione che non si è addivenuti a una soluzione rispetto alla chiusura della linea zinco – commenta l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi – ancor più in una fase nella quale la questione delle materie prime ha assunto, a livello comunitario e internazionale, un’importanza cruciale.»

E’ stato siglato in serata l’accordo per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi industriale complessa per tutto l’anno 2025. Durante l’incontro, organizzato dall’assessora del Lavoro Desirè Manca con i rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl, sono stati illustrati i termini dell’accordo per la concessione e il rinnovo degli ammortizzatori sociali in deroga per tutto l’anno 2025 in favore dei lavoratori e delle lavoratrici in mobilità già dipendenti delle aziende che insistono nelle Aree di crisi riconosciute come complesse dalla vigente normativa sul territorio regionale.

Il capo di Gabinetto, in apertura dei lavori, ha riferito che il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e il ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il decreto interministeriale con la ripartizione delle risorse tra le Regioni che ha disposto l’assegnazione alla Regione Sardegna di 8.480.032,35 euro per la concessione delle indennità e dei trattamenti in questione. Secondo i dati desunti dal sistema informativo lavoro – Sardegna (SIL – Sardegna) risultano beneficiari ipotetici 344 lavoratori. E’ prevista l’apertura dei termini per la presentazione delle istanze per un periodo di quindici giorni, dalle ore 9.00 del 28 maggio 2025 sino alle 23.59 del 12 giugno 2025.

«Le dichiarazioni mistificatorie sui cantieri occupazionali sperimentali in ambito sanitario sono indubbiamente frutto della volontà di creare un clima di paura ed incertezza. Gli esponenti di Fratelli d’Italia stanno continuando a diffondere informazioni incomplete, errate e fuorvianti generando confusione e infondato allarmismo.»

Lo ha dichiarato oggi l’assessore del Lavoro, Desirè Manca.

«I cantieri occupazionali per operatori socio sanitari disoccupati ha sottolineato l’assessora del Lavoronon invalidano in alcun modo le graduatorie ARES in essere e non corrisponde a verità alcuna sostenere che le assunzioni verranno bloccate. Questa è una misura sperimentale alla quale hanno aderito tantissimi oss vincitori di concorso, che giova soprattutto all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari, il cui bilancio non è stato ancora approvato dal revisore dei conti. Grazie a questa misura il personale ospedaliero potrà avere una boccata d’ossigeno e alleggerire i carichi di lavoro, specie in questo particolare momento di transizione verso un modello organizzativo più efficiente che scaturirà dall’applicazione della nuova legge di organizzazione sanitaria.»

«Abbiamo chiarito innumerevoli volteha aggiunto Desirè Mancache le graduatorie restano in essere e, che se un’azienda sanitaria avrà la possibilità di far scorrere la graduatoria concorsuale, nulla vieterà agli oss che decideranno di rispondere al bando di uscire dal cantiere e di essere assunti a tempo indeterminato.»

«Proprio nel rispetto dei diritti e delle legittime aspettative degli idoneiha concluso l’assessora regionale del Lavoroabbiamo previsto una riserva del 60 per cento sul totale dei posti disponibili per ogni singola Azienda sanitaria. Agevolare il lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari, offrire una migliore assistenza ai malati e offrire un lavoro a tempo determinato agli Oss qualificati disoccupati è il nostro obiettivo, che stiamo portando avanti. Stiamo lavorando speditamente e in modo serio. Invito le forze di opposizione a fare altrettanto.»