22 March, 2026
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«Si è sviluppato in questi giorni sui media della nostra Regione un dibattito surreale e strumentale sulla necessità di adottare misure eccezionali per il contenimento del Covid 19 in Sardegna. Vorrei dire molto chiaramente che non c’è alcun lockdown in arrivo per il nostro territorio, così come del tutto infondate sono le voci che fanno riferimento all’istituzione di zone rosse o addirittura all’introduzione di un passaporto sanitario per chi lascia la Sardegna, non ci sono untori e tantomeno guerre tra regioni. Chi specula su queste notizie fa un danno a tutta la nostra comunità, è bene non dimenticarlo.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«Escludere misure drastiche, naturalmente, non vuol dire abbassare la guardia o sottovalutare il rischio di una ripresa dei contagi aggiunge Emanuele Cani -. Dovrà, infatti, essere garantita la massima vigilanza in tutti i luoghi maggiormente esposti, come porti, aeroporti e stazioni con tamponi e test sierologici capillari per gestire con serietà e senza allarmismi questa fase.»
«Sappiamo di poter contare del pieno sostegno del Governo ed in particolare del Ministero della Salute che in questi mesi non ha fatto certo mancare il suo supporto conclude Emanuele Cani -.  La verità che questa pandemia ci consegna è che non esiste un virus lombardo, uno cinese e uno sardo: siamo tutti sulla stessa barca e bisogna affrontare l’emergenza con senso di responsabilità e spirito di solidarietà.»

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«La visita odierna nella base aerea di Decimomannu del Presidente di Leonardo, Luciano Carta, dell’Amministratore delegato, Alessandro Profumo e del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale Luca Goretti, conferma la serietà e l’impegno della Difesa nel costituire a Decimomannu la futura scuola di volo internazionale per piloti militari.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«Questo progetto, fortemente voluto dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ed annunciato lo scorso 9 luglio dal sottosegretario della Difesa, Giulio Calvisi, sarà focalizzato sulla fase di addestramento avanzato dei piloti militari e sarà pienamente operativo a partire dal primo semestre del 2022 aggiunge Emanuele Cani -. È certamente un’iniziativa di notevole impatto che genererà importanti benefici sull’indotto locale in termini di occupazione diretta ed indiretta. In particolare, considerato un flusso di allievi piloti e di personale incrementale dell’Aeronautica militare e di Leonardo S.p.A. stimato nell’ordine di alcune centinaia di persone all’anno, si stima, anche in conseguenza dell’affidamento a ditte locali dei servizi connessi all’operatività del sito, una cospicua ricaduta sull’indotto locale in termini di occupazione diretta ed indiretta stabile, per un valore economico complessivo che le aziende investitrici stimano nell’ordine di centinaia di milioni di euro per i prossimi 10 anni.»
«Un ringraziamento particolare al ministro Lorenzo Guerini ed al sottosegretario Giulio Calvisi per aver portato avanti questo progetto che rappresenta, per l’Italia, uno strumento importante – conclude Emanuele Caniin grado di valorizzare il ruolo della Difesa in ambito internazionale e al tempo stesso per la Sardegna un’opportunità per creare posti di lavoro per i sardi.»

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«Il pronunciamento del governo sul prezzo del metano è sicuramente un fatto positivo ma per una crescita economica e produttiva della Sardegna è necessario dare gambe al progetto per la realizzazione della dorsale. Solamente in questo modo, si potrà dare la possibilità alle aziende che hanno la necessità di avere  energia termica, di poter diventare competitive.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

«La mancanza del metano crea nell’isola diseconomie per quasi 400 milioni di euro l’anno aggiunge Emanuele Cani -. La costruzione di questa infrastruttura, che sarà propedeutica all’utilizzo futuro dell’idrogeno è oggi più che mai indispensabile. L’isola deve avere pari dignità e opportunità con le altre regioni. E in questo contesto la partita dell’energia diventa fondamentale. Non c’è più tempo da perdereconclude Emanuele Cani -. È necessario, ora più che mai, mettere in campo tutte le azioni necessarie per far si che  siano rimossi gli ultimi ostacoli e si proceda.»

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«Abbiamo collaborato responsabilmente nei mesi scorsi per garantire ai sardi che politica e istituzioni regionali avessero voce univoca sulla sicurezza e sulla difesa dalla pandemia. Da quando il presidente Christian Solinas ha pensato che il peggio fosse passato e ha iniziato a muoversi da solo, non ha fatto che confondere, spaventare e danneggiare i sardi.»
E’ molto duro l’attacco di Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico, al presidente della Regione Christian Solinas, sulla gestione dell’emergenza.
«Dopo 4 intense settimane passate a formulare le più strampalate ipotesi per generare un fantomatico passaporto sanitario per entrare in Sardegna, il presidente della Regione, scoperto il bluff sul piano politico, istituzionale, amministrativo e scientifico, annaspa nel ridicolo che lui stesso ha generatoha aggiunto Emanuele Cani -.
Noi preferiamo parole chiare: non esiste e non è mai esistita né sul piano scientifico né sul piano amministrativo un passaporto sanitario come quello frutto della sua immaginazione. In tutto il mondo questo si ottiene solo da una vaccinazione, come quelle obbligatorie per chi viaggia verso alcuni Paesi nel mondo, che oggi non è disponibile per il Coronavirus che ha portato il Covid -19. Da tempo stiamo insistendo sulla necessità, invece, di effettuare uno screening della popolazione sarda con tamponi e test, richiesta completamente ignorata dal presidente Solinas.»
«Il presidente sa, e non può continuare a nascondersi dietro un dito, che se vuole garantire maggiore sicurezza ai sardi deve applicare con attenzione le indicazioni comportamentali già presenti o renderle più cogenti, ma per questo deve assumersi la responsabilità di farloha sottolineato Emanuele Cani -. Non può pensare di essere l’uomo di tutte le aperture e sperare che le chiusure le facciano altri: la responsabilità dei controlli o di definire regole più restrittive con protocolli di sicurezza per le strutture turistiche, come di un’organizzazione sanitaria adeguata e di un piano sanitario adeguato è solo del presidente della Regione, in particolare pensi il Presidente a prevedere ed attuare il piano sanitario con la organizzazione dei servizi sanitari territoriali, anche in previsione dei previsti afflussi turistici, con la riorganizzazione degli ospedali per tutte le patologie, pur mantenendo attive tutte le strutture Covid.»
«Il Presidente sa bene tutto questo e non ha esitato a giocare in maniera spregiudicata con le paure dei sardi al gioco che sa fare meglio, lo scaricabarile, solo per nascondere la sua assoluta mancanza di idee e iniziative per risollevare la Sardegna dopo un anno di gestione e tre mesi di fermo totaleha concluso il segretario regionale del Partito democratico -. Il problema che ha buttato via in pochi giorni un’immagine della Sardegna che non aveva bisogno di essere esposta in questo modo e denigrata. Il turismo è una cultura innanzitutto ma per moltissime famiglie in Sardegna è anche un lavoro e una professione. E queste famiglie non meritavano di essere danneggiate dal loro Presidente.»

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«Quello che è accaduto oggi nella seconda Commissione consiliare, con i consiglieri di maggioranza che non si sono presentati per discutere con i sindacati l’attuazione dell’Intesa quadro siglata il 26 marzo scorso con la Regione è vergognoso. È con questo senso di responsabilità che vogliono affrontare l’emergenza che colpisce l’intero scenario economico sardo? Rifiutandosi di discutere con chi rappresenta miglia di cittadine e cittadini della Sardegna.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«È necessario un attento esame di coscienza da parte dei responsabili di un gesto così grave. Faccio loro un appello perché rimedino tempestivamenteconclude Emanuele Cani -. E chiedano loro un incontro con le organizzazioni sindacali, si scusino ed accettino il confronto.»

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Il Partito Democratico della Sardegna esprime vicinanza e solidarietà – in una nota diffusa dal segretario regionale Emanuele Cani – ai consiglieri comunali di Olbia Patrizia Desole e Davide Bacciu più volte insultati personalmente in aula dal sindaco Settimo Nizzi e dai suoi consiglieri.
«Condanna con forza le frasi sessiste pronunciate da una consigliera appartenente al gruppo di Forza Italia nei confronti della consigliera del Partito Democratico Patrizia Desole, presidentessa del Centro Antiviolenza Prospettiva Donna. Frasi inammissibili in qualsiasi contesto ma aggravate dall’essere state pronunciate da una donna che rappresenta le istituzioni durante una seduta di consiglio comunale.»
«Con quelle gravi esternazioni la consigliera ha offeso tutte le donne, le battaglie poste in essere per la parità di genere, per l’indipendenza delle donne e per la loro emancipazione aggiunge Emanuele Cani -. Le deprecabili esternazioni fatte dalla consigliera offendono tutte le donne e rammaricano ancor di più perché pronunciate da una donna verso chi, come la consigliera Patrizia Desole, è impegnata ogni giorno nella  lotta per la libertà e l’indipendenza delle donne, per tutelarne l’integrità fisica e morale. Atti come questo evidenziano purtroppo quanto ancora  ci sia da fare e quanto continuo e instancabile debba essere l’impegno del nostro partito per promuovere la lotta contro il sessismo , la violenza sulle donne a tutti i livelli, e a denunciare a gran voce, laddove, addirittura i rappresentanti delle istituzioni , si rendono protagonisti di siffatti linguaggi ed azioni.»
«Condanniamo inoltre il vile atto di censura posto in essere dalla maggioranzaconclude Emanuele Caniinfatti, non è più possibile accedere alla seduta di Consiglio comunale cancellata dal sito del comune di Olbia.»

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«Più che della chiusura di librerie e cartolibrerie il presidente della Regione dovrebbe occuparsi dell’emergenza contagi che riguarda le strutture sanitarie. I dati che ha fornito lui stesso dicono che il 69 per cento delle persone contagiate ha contratto il Coronavirus in strutture sanitarie.»
La denuncia arriva da Emanuele Cani, segretario regionale del Partito Democratico.
«Appare sin troppo chiaro che l’ultima ordinanza, che segue l’onda verde leghista, sia pretestuosa e studiata per minimizzare l’inadeguatezza e l’inadempienza rispetto alla salute dei sardi, cercando di nascondere un fatto grave: si sposta l’attenzione dei cittadini impedendo l’apertura di librerie e cartolibrerie per non affrontare e dire le difficoltà e le evidenti problematiche che riguardano il funzionamento dell’emergenza che sta in capo all’assessore alla sanità, da giorni assente dalle scene regionaliaggiunge Emanuele Cani -.  Sarebbe opportuno che la Regione, e l’intera scala gerarchica preposta ad affrontare le problematiche che riguardano questa gravissima emergenza si adoperassero in maniera seria e con atti che vedano al primo punto la necessità improrogabile di effettuare più tamponi e garantire ai laboratori analisi preposti i reagenti, notoriamente insufficienti, per risposte celeri di eventuali positività. Così come mascherine e dpi vari di cui impone obbligo anche ai cittadini debbono essere garantite.»
«A tale proposito, con l’occasione, vogliamo ringraziare l’intervento del ministero della Difesa che ha eseguito un numero consistente di tamponi nelle realtà più critiche della Sardegnaconclude Emanuele Cani -. Mentre altre regioni, pur nella autonomia e differenziazione progettano la fase due qui ancora non si riesce a comprendere se sia sotto controllo la fase uno. Il problema è serio e va affrontato in maniera competente, puntuale e radicale e non con ordinanze spot che poco o nulla cambiano.»

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«Apprendiamo di nuovi casi postivi nel sito Comdata di Cagliari che salgono a 5. In una sede dove lavorano più di 500 persone. Con grande rammarico ci troviamo a rilevare una grave situazione che era prevedibile e che avevamo già denunciato.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«Nonostante il lavoro incessante degli RSU di SLC Cgil, FISTel Cisl e Uilcom Uil, in una corsa contro il tempo per scongiurare l’alto rischio di contagio, le soluzioni adottate dall’azienda per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, sono arrivate con un ingiustificato ritardo e nel contempo rivelate blande e inadeguateaggiunge Emanuele Cani –. Ci risulta che gli RSU abbiano più volte chiesto di redistribuire i carichi di lavoro e di incentivare lo smart working su tutte le commesse nelle quali i committenti si erano resi disponibili; questo insieme all’utilizzo degli strumenti previsti negli accordi Governo – Sindacati (congedi parentali, accesso al fondo di solidarietà) avrebbero mitigato il rischio già alto di contagio, diminuendo il numero degli operatori contemporaneamente presenti in turno, in ogni area lavorativa. 
Alla data odierna registriamo una pericolosa crescita di positività al Covid-19, con almeno 5 casi di operatori contagiati e altri colleghi e rispettive famiglie in quarantena; l’atteggiamento dall’azienda di vigile attesa si è rivelato deleterio e pericoloso per la salute dei lavoratori e dei loro familiari, creando le condizioni per un focolaio incontrollato.»
«Il PD esprime la sua forte preoccupazione per la sicurezza dei lavoratori di questo call center e dei numerosi altri presenti nel territorio della Sardegna.  
Per questo motivo chiediamo che siano applicate tutte le misure previste dai decreti in vigore. Siamo vicini ai lavoratori contagiati e a quelli posti in quarantena, augurando loro e ai familiari una pronta guarigioneconclude Emanuele Cani -. Il lavoro e la salute dei lavoratori non possono essere mai posti in contrapposizione; gli interessi economici pur legittimi, non possono soverchiare le tutele sulla salute dei lavoratori.»

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«Il nostro Paese sta vivendo una delle più gravi crisi del dopoguerra e questo momento richiede a tutti,  alla classe politica per prima, responsabilità, moderazione e saggezza. Chi usa la crisi per soffiare sul fuoco delle tensioni compie un gesto scellerato. L’emergenza sanitaria che si vive in Sardegna, come in molte altre regioni, non ha bisogno di speculazioni politiche. Lo dico a chi, come Matteo Salvini, usa l’angoscia dei cittadini per fare solo becera propaganda.»
Il segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani, è molto duro nei confronti del leader della Lega.
«Considerato che la Giunta guidata da Christian Solinas è in piedi da oltre un anno, il segretario della Lega dovrebbe chiedere conto dell’operato al suo assessore regionale alla Sanità – conclude Emanuele Cani -. In una fase di emergenza come questa è necessario risolvere i problemi e non c’è spazio per annunci e chiacchiere a vuoto. È doveroso che chi ha un ruolo lo eserciti assumendosi tutte le responsabilità e si dia da fare per dare risposte ai cittadini che vivono ore drammatiche.»

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Il presidente della Regione Christian Solinas ha presieduto due riunioni urgenti del Centro Operativo Regionale della Protezione Civile, la struttura che coordina tutte le attività che concorrono alla realizzazione ed alla attuazione del piano per affrontare l’emergenza CoViD-19 in Sardegna, per affrontare la questione della dichiarata assenza dei dispositivi di protezione individuale nelle strutture ospedaliere ed in particolare a Sassari e Nuoro, dove il diffondersi dei contagi tra il personale medico è stato collegato a tale presunta mancanza.

Alla presenza dei responsabili delle diverse aziende sanitarie, degli assessorati coinvolti e del Prefetto di Cagliari, in qualità di coordinatore degli UTG della Regione, è emerso un dato di segno chiaramente inverso, in quanto al 18 marzo è stata certificata la giacenza presso le Aziende di oltre 36.000 mascherine. In particolare, è stato smentito dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari che il personale abbia mai operato in assenza di Dpi e questo è testimoniato anche da una presenza nei depositi della stessa AOU alla data del 18 marzo di ben 19.000 mascherine.

Situazione giacenze al 18.03.2020

La tutela e la protezione del nostro personale medico e sanitario è per noi una priorità inderogabile, ha affermato il Presidente Solinas, ed è mia ferma intenzione mettere in campo tutte le azioni necessarie in questo senso. Stiamo vivendo una grande emergenza mondiale. L’approvvigionamento di dispositivi e presidi è difficoltoso in tutto il Paese ma questo non deve diventare un terreno di polemica e di scontro ma semmai un motivo per richiamare tutti all’unità e serrare le fila. Ho dato disposizione di distribuire immediatamente anche le mascherine che in questi giorni abbiamo reperito con la Protezione Civile e proprio ieri sono stati consegnati altri 73.790 dispositivi.

La Regione sta facendo la propria parte, sempre in prima linea per tutelare la salute dei cittadini e fronteggiando spesso le difficoltà di un sistema sanitario che ha subito per troppi anni il logorio di tagli indiscriminati e scelte improvvide che non sono certo imputabili a queste settimane. Lavoriamo, senza fare polemiche, non è il momento.

Ho dato da tempo mandato agli uffici, ha proseguito il Presidente, di procedere al reperimento sul mercato di tutti i presidi sanitari necessari fino a concorrenza del fabbisogno dichiarato dalle strutture sanitarie. Dirigenti e funzionari sono impegnati senza sosta per dare risposte a queste esigenze. Fra mille difficoltà, non ultima la chiusura generalizzata delle frontiere in tutto il mondo. Nel frattempo, dobbiamo accontentarci anche delle mascherine “monovelo” inviateci dal Governo attraverso il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile: sono 44.800 pezzi, che abbiamo già distribuito e che tante polemiche hanno alimentato in altre Regioni e tra molti operatori. Anche qui, però, è inaccettabile che qualcuno strumentalizzi questo fatto attribuendo responsabilità inesistenti all’amministrazione regionale.

Accolgo per intero l’appello alla collaborazione del segretario del PD sardo Emanuele Cani e ringrazio per la responsabilità che stanno dimostrando i suoi consiglieri regionali, diversamente da alcuni membri dell’opposizione – fortunatamente pochi – che continuano nelle strumentalizzazioni e nella ricerca esasperata di sensazionalismi e scandali inesistenti. Noi vogliamo fare fronte comune per gestire una grave emergenza che non ha colore politico, ma se non ci sono posti a sufficienza nei reparti di terapia intensiva, se gli ospedali sono in condizioni inadeguate, se non c’è tutto il personale che ci vorrebbe non possiamo accettare il tentativo di dimenticare da dove nasca tutto questo o, peggio, di imputarlo al governo di questi mesi.