19 September, 2026
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La vertenza relativa alla Renovo BioEdil di Iglesias è stata al centro dell’incontro che si è tenuto oggi negli uffici dell’assessorato regionale dell’Industria tra l’assessore Emanuele Cani, le Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) e Fillea Cgil.

Nel corso della riunione, sono state illustrate all’assessore dell’Industria le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati in relazione alla procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda che riguarda 12 dipendenti su un organico complessivo di circa 50 lavoratori.

La Regione, preso atto delle problematiche rappresentate, intende approfondire direttamente con i vertici della società le ragioni alla base delle scelte annunciate e le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento di Iglesias.

«È necessario incontrare i vertici aziendalidichiara l’assessore dell’Industria Emanuele Caniper comprendere le ragioni che hanno portato alla decisione di avviare la procedura di licenziamento e conoscere quali siano le intenzioni dell’azienda rispetto al futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori. La Regione intende favorire un confronto tra le parti, affinché possano essere valutate tutte le possibili soluzioni.»

Al termine dell’incontro odierno, l’assessore Emanuele Cani ha quindi annunciato la convocazione, in tempi stretti, di un tavolo di confronto con i rappresentanti della Renovo, le rsu e Fillea Cgil.

«In questa fasedichiara l’assessore Emanuele Cani è fondamentale avere un quadro chiaro della situazione e creare le condizioni per un confronto concreto. La Regione seguirà con attenzione l’evoluzione della vertenza e si farà parte attiva nel dialogo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.»

Nel frattempo, le rappresentanze sindacali hanno annunciato la convocazione di un’assemblea sindacale per lunedì 21 settembre, dalle ore 10.00 alle 12.00, nella sede dello stabilimento. L’incontro sarà occasione per aggiornare i lavoratori sugli sviluppi della vertenza e sugli esiti del confronto avviato con la Regione.

La convocazione del tavolo con l’azienda sarà formalizzata dall’assessorato nei prossimi giorni.

L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani ha incontrato questa mattina nella sede della società Carbosulcis, a Gonnesa, l’ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti, in Sardegna nell’ambito della tappa sarda di “In Cammino con la Svizzera”, il progetto promosso dall’ambasciata che porterà il diplomatico a visitare tutte le venti regioni italiane entro il 2027.

La visita, alla quale ha preso parte anche l’amministratore unico di Carbosulcis Massimo Basciu, è stata in particolare l’occasione per illustrare al diplomatico elvetico il progetto di riconversione dell’ex sito minerario di Nuraxi Figus denominato Energy Vault Sulcis, promosso dalla società svizzera Energy Vault in collaborazione con Carbosulcis e sostenuto dalla Regione Sardegna, che prevede la realizzazione di un polo tecnologico dedicato all’intelligenza artificiale, al cloud computing e all’elaborazione avanzata dei dati.

L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per approfondire le possibili opportunità di collaborazione tra la Sardegna e il mondo industriale svizzero. In questo quadro, l’assessore dell’Industria ha manifestato la disponibilità della Regione a valutare il coinvolgimento di ulteriori soggetti industriali svizzeri interessati a valutare possibilità di investimento e nuove iniziative nell’ambito del territorio regionale.

«La Sardegna è aperta al confronto con il sistema industriale svizzero e con tutti quei soggetti interessati a investire nel nostro territorioha detto l’assessore Emanuele Cani -. La visita dell’ambasciatore Roberto Balzaretti è stata un’importante occasione per presentare una realtà come Carbosulcis e il progetto Energy Vault Sulcis, ma anche per avviare un confronto più ampio sulle opportunità di collaborazione e investimento. La Regione intende accompagnare e favorire nuovi percorsi di sviluppo industriale, valorizzando le competenze e le potenzialità della Sardegna e creando le condizioni per attrarre nuovi investimenti.»

«Il Sulcis non può più aspettare. Dobbiamo passare dalla gestione delle emergenze a una strategia industriale capace di garantire competitività, continuità produttiva e lavoro.»

È il messaggio dell’assessore dell’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, al termine della giornata di incontri al Mimit dedicata alle vertenze Eurallumina e Sider Alloys, con il primo tavolo convocato nella mattinata e il secondo nel pomeriggio.

Nel corso dell’incontro su Eurallumina, Emanuele Cani ha ribadito la necessità di continuare il confronto con l’attuale proprietà, ma anche di preparare un piano B, considerato il protrarsi dell’incertezza determinata dal complesso quadro geopolitico. «Non possiamo continuare ad aspettare senza una prospettiva. Se non emergerà in tempi brevi una soluzione con l’attuale proprietà, dobbiamo valutare anche un soggetto terzo e tutti gli strumenti che possano garantire la continuità dello stabilimento e favorire l’eventuale ingresso di nuovi investitori.»

«La prioritàha sottolineato l’assessore dell’Industria -, resta la tutela dei lavoratori. Non possiamo chiedere a chi da quasi dieci anni vive tra precarietà, cassa integrazione e incertezza di aspettare ancora.»

Nel tavolo dedicato a Sider Alloys, l’assessore ha posto invece l’accento sulla necessità di creare le condizioni per la ripresa della produzione, partendo dal superamento dei nodi ancora aperti e dall’aggiornamento del piano industriale.

Emanuele Cani ha accolto positivamente la disponibilità manifestata dalla società a confrontarsi con eventuali soggetti interessati: «Dobbiamo cogliere questa apertura e creare le condizioni affinché un eventuale investitore possa concretamente entrare nel progetto. Per questo è necessario sbloccare rapidamente tutti i nodi ancora aperti, a partire dall’AIA (Autorizzazione integrata ambientale)».

L’assessore, inoltre, ha richiamato il tema generale del costo dell’energia, particolarmente rilevante per le produzioni energivore: «Non possiamo lasciare il prezzo dell’energia alla sola trattativa commerciale tra le aziende e i grandi operatori. Se vogliamo produzioni competitive almeno a livello europeo, dobbiamo costruire una politica strutturale che garantisca condizioni energetiche adeguate».

Emanuele Cani, infine, ha sottolineato il ruolo dello Stato nelle produzioni strategiche, richiamando anche la partecipazione di Invitalia in Sider Alloys: «Se l’alluminio primario è strategico per il Paese, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti disponibili, compresa una presenza pubblica nella governance delle operazioni industriali».

«Su entrambe le vertenzeconclude Emanuele Canidobbiamo accelerare. Energia, autorizzazioni, risorse, piani industriali e strumenti pubblici devono essere messi a sistema. La Regione farà la propria parte, ma serve una svolta e serve adesso, nell’interesse dei lavoratori e del futuro industriale del Sulcis.»

E’ stato presentato oggi alla stampa il percorso che apre una nuova fase per il compendio industriale ex Keller di Villacidro: il Consorzio industriale e il Gruppo Bertolotti hanno sottoscritto il contratto di locazione dell’area, formalizzando le condizioni per l’avvio del piano di reindustrializzazione dello stabilimento.
Il risultato è il frutto dell’impegno congiunto del Consorzio industriale di Villacidro, della Regione Sardegna e dell’Assessorato regionale dell’Industria, che hanno lavorato per creare le condizioni necessarie a restituire una prospettiva produttiva a un’area segnata nel corso degli anni da profonde difficoltà e da una lunga fase di inattività. Un percorso nel quale è stata mantenuta ferma la volontà di valorizzare il compendio e di individuare una soluzione industriale concreta e sostenibile per il territorio.
Il piano è stato illustrato nella sede del Consorzio industriale di Villacidro, alla presenza della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, dell’amministratore delegato del Gruppo Bertolotti Luca Barneschi e del presidente del Consorzio industriale Enrico Caboni.
Dopo anni di incertezza e di ipotesi di rilancio, un patrimonio industriale di straordinario valore per Villacidro e per l’intero territorio torna ad avere una concreta prospettiva produttiva. Un risultato al quale il Consorzio ha contribuito mantenendo fermo l’obiettivo di preservare l’identità industriale del compendio e la sua vocazione produttiva, costruite attraverso decenni di lavoro. L’ex Keller, parte significativa della storia industriale di Villacidro e del Medio Campidano, si prepara così a tornare a essere un luogo di lavoro e di produzione.
Il piano di reindustrializzazione che sarà attuato dal Gruppo Bertolotti prevede la progressiva riattivazione dello stabilimento e la realizzazione di un nuovo polo dedicato al trasporto pubblico leggero e a una nuova generazione di produzioni e componenti ferroviari. L’iniziativa punta a integrare le competenze industriali del territorio con innovazione, tecnologie avanzate e nuovi processi produttivi, dando vita a una realtà moderna e competitiva. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta al recupero delle professionalità maturate nell’ex Keller e alla formazione di nuove competenze, in funzione dello sviluppo delle attività previste.
Con questo nuovo insediamento produttivo, il Consorzio industriale, con il supporto della Regione Sardegna e dell’assessorato regionale dell’Industria, porta a compimento un percorso che restituisce una funzione produttiva a un’area strategica del territorio e crea nuove opportunità per il lavoro, le imprese e l’indotto locale.
Dietro questo risultato c’è un lavoro fatto di continuità, attenzione e confronto, portato avanti dagli uffici consortili con il costante supporto del direttore 
Simone Rivano e con l’impegno di tutto lo staff del Consorzio. Un lavoro che ha trovato nella relazione con gli ex dipendenti Keller, con le rappresentanze sindacali e con le istituzioni locali un elemento importante di confronto e di collaborazione, contribuendo a mantenere sempre aperta la ricerca di una soluzione concreta.
L’intero cda del Consorzio Industriale esprime la sua piena soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Il Consorzio ha svolto fino in fondo il proprio ruolo, lavorando per rendere possibile il ritorno di un’attività produttiva in un’area strategica come l’ex Keller – dice il presidente, Enrico Caboni –. La presentazione di oggi dimostra che, quando istituzioni e soggetti industriali lavorano nella stessa direzione, anche una situazione complessa può essere superata e trasformarsi in una prospettiva concreta, consentendo di guardare nuovamente al futuro con fiducia.»«Si chiude un percorso avviato nel 2017 e che oggi, grazie all’impegno profuso dagli uffici, ha consentito l’individuazione di un operatore risultato serio ed affidabile con un progetto di rilancio del sitosottolinea Luca Argiolas, consigliere del CdA CIV -. Tutto ciò è stato possibile grazie al costante supporto dell’assessorato dell’Industria che ha dimostrato con fatti concreti di credere e puntare sul rilancio del sito industriale».

«Abbiamo creato una opportunità, frutto di un lavoro perseverante, portato avanti con impegno anche dagli uffici – dice Gianni Massa, altro membro del Cda -. Un’opportunità che ritengo significativa per un territorio che ha tante potenzialità troppe volte disattese. Ora si apre la fase decisiva: trasformare questa opportunità in uno sviluppo concreto. Il nostro compito sarà accompagnare questo percorso perché le potenzialità del territorio possano finalmente tradursi in risultati.»

«Abbiamo ufficialmente acquisito la gestione di un importante compendio industriale tramite un contratto di affitto strategico. Questo passo fondamentale punta ad ampliare la nostra capacità produttiva e a consolidare la presenza di Bertolotti sui mercati internazionali – afferma Luca Barneschi, amministratore delegato di Bertolotti -. È un traguardo frutto di un eccezionale lavoro di squadra: ringraziamo la Presidenza della Regione, l’assessorato dell’Industria e il Consorzio Industriale di Villacidro per la costante collaborazione e l’approccio proattivo. È l’esempio di come la sinergia pubblico-privato possa rilanciare asset strategici creando valore per il territorio. Con basi operative e accordi istituzionali ormai solidi, la concretizzazione dei primi ordini e l’apporto di parte del backlog di gruppo saranno il volano iniziale per spingere sul mercato una strategia in costante evoluzione. Troppo spesso confrontiamo il presente con un passato glorioso con un senso di malinconia; qui, invece, vogliamo costruire una realtà che non cerchi una semplice rivincita, ma che sappia essere un punto di riferimento e di visione per le nuove generazioni. Abbiamo scelto questo sito specifico proprio con questa chiara visione sociale: individuare risorse sul territorio, formarle e farle crescere per proiettarle verso una competitività internazionale. Il sito ospiterà infatti una propria Academy, dove confluiranno altissime professionalità di settore con l’obiettivo di realizzare qualcosa di mai visto prima in questo ambito.»

«Quella che presentiamo oggi non è soltanto la riapertura di uno stabilimento industriale. È la dimostrazione che la Sardegna può tornare a essere terra di produzione, innovazione e lavoro qualificato. Per troppo tempo l’ex Keller è stata il simbolo di una crisi industriale che sembrava senza soluzione. Oggi quel simbolo cambia segno e diventa il punto di partenza di un nuovo progetto capace di riportare attività produttive, competenze e prospettive occupazionali in un territorio che ha pagato un prezzo molto alto alla deindustrializzazione – dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde -. La Regione ha scelto di accompagnare questo percorso con determinazione, lavorando insieme al Consorzio industriale e agli attori coinvolti per creare le condizioni necessarie all’investimento. L’arrivo del Gruppo Bertolotti conferma che esiste fiducia nelle potenzialità della Sardegna quando istituzioni e imprese condividono una visione industriale credibile e di lungo periodo.»
«La Regione e il Consorzio industriale di Villacidrospiega l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani -, hanno lavorato mesi dietro le quinte per giungere a questo traguardo, la reindustrializzazione di un sito che ha segnato una parte importante della storia industriale della Sardegna e che è rimasto fermo per oltre 17 anni. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di riportarlo alla produzione, restituendo a questo territorio un presidio industriale e creando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo non soltanto per il Medio Campidano, ma per l’intero sistema industriale regionale. Non siamo semplicemente davanti alla riapertura di uno stabilimento ma siamo davanti alla possibilità di costruire, su un sito industriale storico, una nuova piattaforma produttiva moderna, tecnologicamente avanzata e competitiva, inserita nella filiera ferroviaria. C’è anche un elemento di continuità con la storia della Keller. Il settore di riferimento rimane quello della produzione di manufatti e veicoli ferroviari, ma dopo quasi vent’anni le tecnologie, i processi produttivi e i prodotti sono cambiati. Il nuovo progetto guarda in particolare alla mobilità leggera e a una nuova generazione di produzioni ferroviarie, mettendo insieme competenze industriali, innovazione e nuove tecnologie.»

«Il Piano energetico regionale ha un ruolo strategico, avendo un forte impatto sui territori, perciò per la sua stesura è fondamentale la collaborazione con le Autonomie locali. L’incontro di oggi ha contribuito a chiarire molti dubbi e abbiamo avuto diverse risposte alle domande dei territori e degli amministratori locali.»

Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie locali, ha commentato così l’incontro svoltosi questa mattina, nella sede del Cal, con l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, e con il professor Alfonso Damiano, coordinatore scientifico del Piano energetico ambientale regionale della Sardegna (Pears).

«L’incontro si inserisce nel rapporto istituzionale di collaborazione tra il Cal e la Giunta regionale e le Autonomie locali intendono essere parte attiva dei processi decisionali – ha sottolineato Ignazio Locci –. Anche per garantire che questo strumento di pianificazione e programmazione non solo sia coerente col Piano di sviluppo regionale, ma che lo sia anche con le necessità dei territori e dei cittadini sardi, garantendo l’interesse pubblico generale. Il coinvolgimento dei sindaci rappresenta una garanzia per una tutela piena delle comunità. Ci sono molte aspettative nei confronti di questo Piano e nell’ipotesi di costruzione di una Società energetica sarda. Una multiutility che consenta di raggiungere l’obiettivo finale di ridurre il costo dell’energia per le famiglie sarde. Sarebbe importante anche un coinvolgimento degli enti locali nei ragionamenti per il miglioramento delle infrastrutture di distribuzione.»

Nel dibattito sono intervenuti anche i sindaci Antonino Munzittu (Decimoputzu), Toni Faedda (Olmedo), Federico Sollai (Villacidro), Beatrice Muscas (Samassi), Pietro Carbini (Santa Maria Coghinas), Carlo Lai (Ierzu), Romeo Ghilleri (Nuxis), Marco Pisanu (Siddi), Renato Melis (Esterzili), Umberto Oppus (Mandas), Francesco Lai (Loiri Porto San Paolo) e Fabrizio Demelas (Sorso).

L’Amministrazione comunale di Carbonia ha presentato oggi nell’aula consiliare di piazza Roma, il “Progetto Casa”. Hanno partecipato il sindaco Pietro Morittu, l’assessore dei Lavori pubblici Manolo Mureddu, il dirigente del Settore V Mario Mammarella, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, l’amministratore unico di AREA Matteo Sestu, consiglieri comunali, assessori, oltre a numerosi cittadini e portatori di interesse.
Riqualificazione del patrimonio pubblico, cohousing e nuove politiche dell’abitare con le risorse del Just Transition Fund. La casa come diritto, come strumento di inclusione e come leva per rigenerare la città.
Il piano prevede la candidatura al bando regionale finanziato dal Just Transition Fund di una serie di progetti per la riqualificazione, la rifunzionalizzazione e l’efficientamento energetico del patrimonio pubblico residenziale. Gli interventi potranno interessare gli immobili di via Mazzini e via Cannas, le strutture di via Costituente, compreso l’ex Ristorante Bovo e le case comunali, la via Lucania. Particolare attenzione sarà dedicata alla creazione di nuovi spazi di cohousing sociale e intergenerazionale, recuperando anche edifici che appartengono alla storia della città e che un tempo ospitavano gli alberghi operai.
«La casa non è soltanto un immobile, ma una delle infrastrutture sociali fondamentali di una comunitàhanno sottolineato il sindaco Pietro Morittu e l’assessore Manolo Mureddu -. Con la partecipazione a questo bando e con questi progetti vogliamo dare una risposta concreta al disagio abitativo, recuperando patrimonio pubblico e trasformandolo in una risorsa per le persone. Carbonia è nata anche costruendo case per i lavoratori della miniera; oggi abbiamo il dovere di utilizzare quella stessa eredità per costruire una città più inclusiva, sostenibile e capace di non lasciare indietro nessuno.»
«Stiamo compiendo una scelta precisa: non limitarci a recuperare edifici, ma rigenerare pezzi della cittàhanno aggiunto Pietro Morittu e Manolo Mureddu -. Il patrimonio pubblico che abbiamo a disposizione rappresenta una grande opportunità. Attraverso le risorse del Just Transition Fund possiamo trasformare immobili oggi sottoutilizzati in nuove abitazioni, spazi di cohousing e luoghi di comunità, migliorando contemporaneamente l’efficienza energetica e la qualità urbana.»
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia che considera casa, welfare, rigenerazione urbana e transizione ecologica come parti della stessa politica. L’efficientamento energetico degli edifici consentirà, infatti, di ridurre consumi e costi, contribuendo anche al contrasto della povertà energetica.
Il bando regionale rappresenta una concreta opportunità per il territorio: l’Azione 4.1 del Just Transition Fund mette complessivamente a disposizione 25 milioni di euro per il Sulcis Iglesiente destinati al recupero, alla ristrutturazione e alla rifunzionalizzazione di immobili per l’edilizia abitativa sociale.
Due degli immobili interessati sono stati messi a disposizione del Comune da AREA, grazie a un accordo istituzionale che rafforza la collaborazione tra enti pubblici.
La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 4 settembre.
Dalle case degli operai alle case del futuro: il “Progetto Casa” punta a trasformare la memoria e il patrimonio di Carbonia in una nuova politica dell’abitare. Perché la casa è il punto di partenza, ma la comunità deve essere il traguardo.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, ha approvato lo schema di accordo di programma per la messa in sicurezza e la valorizzazione del complesso minerario Laveria La Marmora, situato in località Nebida nel territorio del comune di Iglesias.

«È un traguardo molto importante, frutto di un grande lavoro di riordino del patrimonio immobiliare di Igea portato avanti dagli uffici della società e dell’assessorato dell’Industriasottolinea l’assessore Emanuele Cani -. L’approvazione dell’accordo ci mette ora nella condizione di valorizzare e restituire alla collettività uno dei luoghi più rappresentativi della cultura mineraria dell’Iglesiente, inserito nel sistema del Parco Geominerario della Sardegna riconosciuto dall’Unesco quale territorio di eccezionale valore storico, scientifico, culturale e paesaggistico. L’intervento intende favorire la fruizione pubblica del sito da parte di cittadini e visitatori, promuovendo forme di turismo culturale sostenibile e inclusivo fondate sulla conoscenza del patrimonio industriale, del paesaggio minerario e della memoria della comunità che ne hanno determinato lo sviluppo.»

L’accordo, che sarà sottoscritto tra Regione Sardegna, Comune di Iglesias, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna e Parco Geominenario, Storico e Ambientale della Sardegna, ha la finalità di disciplinare la collaborazione istituzionale tra le parti per perseguire gli obiettivi della messa in sicurezza, della valorizzazione del complesso e della realizzazione degli interventi.

Il programma prevede un investimento complessivo di 12.290.000 euro da finanziare attraverso il Programma Regionale FESR Sardegna 2021-2027, e includerà il recupero e il restauro della Laveria La Marmora e delle opere connesse, nonché l’installazione di una discenderia meccanizzata per l’accesso al sito.

La disponibilità del bene, attualmente parte del patrimonio immobiliare di Igea, sarà trasferita al comune di Iglesias tramite un contratto di locazione ultranovennale, con l’impegno all’utilizzo esclusivamente per finalità pubbliche, culturali, turistiche e di valorizzazione del patrimonio minerario.

La Regione avrà funzioni di coordinamento dell’accordo, monitoraggio e controllo dell’attuazione, mentre il Comune di Iglesias sarà il soggetto attuatore degli interventi. Alla Soprintendenza spetteranno le funzioni di tutela e il Parco Geominerario contribuirà alla valorizzazione culturale, scientifica e turistica del sito.

Il progetto di restauro della Laveria La Marmora rappresenta l’intervento principale del programma di recupero. L’obiettivo è quello di restituire alla fruizione pubblica uno dei manufatti più significativi dell’intero complesso, rendendolo accessibile, compatibilmente con le esigenze di tutela, attraverso percorsi di visita, attività culturali ed eventi.

La realizzazione della cremagliera permetterà di superare il dislivello di circa 125 metri che separa l’anello panoramico di Nebida dal sistema dei terrazzi minerari sottostanti, consentendo una migliore accessibilità anche a persone con ridotte capacità motorie. L’infrastruttura ripercorrerà il tracciato della storica discenderia che costeggiava il fianco della Laveria e che, durante il periodo di attività della miniera, consentiva il collegamento tra i diversi livelli dell’impianto, il movimento delle maestranze e il trasporto del minerale.

Il progetto includerà apparati informativi, strumenti multimediali e contenuti narrativi dedicati alla storia della Laveria, del sistema minerario di Nebida e dell’intero bacino metallifero Iglesiente. Saranno inoltre realizzati una piattaforma digitale e un sito web dedicato, attraverso i quali sarà possibile promuovere il sito, consultare i percorsi di visita e il calendario degli eventi, prenotare le visite guidate e l’utilizzo della discenderia meccanizzata, e accedere a contenuti di approfondimento.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha approvato il Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare della Igea S.p.A., la società in house controllata al 100 per cento dalla Regione Sardegna e incaricata della gestione, custodia e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e riassetto ambientale delle aree minerarie dismesse di competenza regionale.

Igea è proprietaria di un ingente patrimonio immobiliare dislocato prevalentemente nell’Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese, proveniente per lo più dalla dismissione dell’attività mineraria delle società partecipate dell’Ente Minerario Sardo e dagli atti di incorporazione e di acquisizione aziendale che si sono succeduti negli anni. L’attività di censimento dei beni svolta dalla società ha condotto all’identificazione di 3.840 cespiti tra 2.811 terreni e 1.029 fabbricati, di cui 77 strumentali all’esercizio dell’impresa, ricadenti nei territori di 28 comuni.

«Con questo Piano avviamo un percorso virtuoso che consentirà di valorizzare un patrimonio oggi non adeguatamente utilizzato. L’obiettivo è quello di trasformare questi beni in una risorsa per Igea e per i territori che li ospitano, attraverso la vendita o il trasferimento ad altri soggetti pubblici o privati, generando nuove opportunità. Si tratta di uno strumento fondamentale per restituire valore a immobili e aree che in molti casi rappresentano una risorsa importante sotto il profilo storico, sociale ed economico», sottolinea l’assessore Emanuele Cani.

Il patrimonio include ogni tipologia di immobili: edifici storici, impianti di trattamento mineralurgico e strutture di servizio, abitazioni, uffici, depositi, magazzini, capannoni industriali, edifici sociali, terreni agricoli, aree urbane edificabili e aree verdi. Buona parte degli edifici, costruiti da oltre sessant’anni, nonché i terreni, si trovano in un cattivo stato di conservazione e di controllo, tale da poter creare da una parte potenziali rischi per l’incolumità delle persone e dell’ambiente e dall’altra la graduale e inesorabile perdita del valore della proprietà o della detenzione per via dell’appropriazione illegittima degli stessi beni. Le strutture in uso diretto, poiché strumentali all’esercizio delle attività aziendali, così come i beni di interesse culturale, necessitano di continui interventi di messa in sicurezza e di manutenzione ordinaria e straordinaria al fine di garantirne il miglior mantenimento in efficienza e sicurezza. Ad eccezione dei beni immobili strumentali all’esercizio delle attività del proprio oggetto sociale, tale patrimonio è, pertanto, destinato ad essere ceduto a enti pubblici e a privati.

Il catalogo digitale georeferenziato del Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare di Igea sarà pubblicato online in modalità ad accesso libero entro il 30 ottobre 2026. La deliberazione prevede altresì che entro il 31 dicembre 2026 sia pubblicato almeno un avviso di vendita finalizzato alla cessione dei beni immobili non strumentali individuati.

L’assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna esprime preoccupazione per i ripetuti blackout elettrici che nelle ultime settimane hanno interessato numerosi comuni dell’Isola. Le interruzioni di fornitura, spesso prolungate e improvvise, hanno causato gravi disagi ai cittadini e alle imprese, già messe a dura prova dalle eccezionali ondate di calore che stanno colpendo il territorio.

In particolare, si segnalano i casi verificatisi nei comuni di Cagliari, Assemini, Uta, Quartucciu, Sestu, Capoterra, Quartu Sant’Elena, Nuoro, Sinnai, Settimo, Olbia e in diverse altre realtà locali, dove i malfunzionamenti della rete elettrica hanno determinato situazioni critiche, con blocchi delle attività produttive, disfunzioni nei servizi essenziali e difficoltà per le famiglie, soprattutto quelle nelle quali sono presenti persone fragili.

«Ci aspettiamo da Enel, in qualità di gestore della rete di distribuzione, la definizione di un piano di interventi strutturali che assicuri la risoluzione definitiva delle criticità, prevenendo il ripetersi di situazioni che compromettono la qualità della vita dei cittadini e la competitività del sistema produttivo regionale, anche sulla base di un quadro dettagliato delle cause che hanno determinato i blackout, delle misure correttive già adottate e di quelle programmate nel breve periodo, con particolare riferimento alle aree maggiormente colpite», afferma l’assessore Emanuele Cani.

 

Questa mattina l’associazione turistica Live@t Carbonia ha presentato nell’aula consiliare del comune di Carbonia il progetto “Radici del Sulcis”, iniziativa dedicata alla digitalizzazione e alla valorizzazione del Museo Etnografico Tanit di Carbonia.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, nasce con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile il patrimonio storico, culturale e identitario del Sulcis attraverso strumenti digitali innovativi, percorsi multimediali e nuove modalità di fruizione del museo.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, al fianco del presidente dell’associazione Live@t Sulcis Iglesiente Maxwell Frongia, l’assessore del Turismo e vicesindaco Michele Stivaletta e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.