4 August, 2026
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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha approvato il Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare della Igea S.p.A., la società in house controllata al 100 per cento dalla Regione Sardegna e incaricata della gestione, custodia e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e riassetto ambientale delle aree minerarie dismesse di competenza regionale.

Igea è proprietaria di un ingente patrimonio immobiliare dislocato prevalentemente nell’Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese, proveniente per lo più dalla dismissione dell’attività mineraria delle società partecipate dell’Ente Minerario Sardo e dagli atti di incorporazione e di acquisizione aziendale che si sono succeduti negli anni. L’attività di censimento dei beni svolta dalla società ha condotto all’identificazione di 3.840 cespiti tra 2.811 terreni e 1.029 fabbricati, di cui 77 strumentali all’esercizio dell’impresa, ricadenti nei territori di 28 comuni.

«Con questo Piano avviamo un percorso virtuoso che consentirà di valorizzare un patrimonio oggi non adeguatamente utilizzato. L’obiettivo è quello di trasformare questi beni in una risorsa per Igea e per i territori che li ospitano, attraverso la vendita o il trasferimento ad altri soggetti pubblici o privati, generando nuove opportunità. Si tratta di uno strumento fondamentale per restituire valore a immobili e aree che in molti casi rappresentano una risorsa importante sotto il profilo storico, sociale ed economico», sottolinea l’assessore Emanuele Cani.

Il patrimonio include ogni tipologia di immobili: edifici storici, impianti di trattamento mineralurgico e strutture di servizio, abitazioni, uffici, depositi, magazzini, capannoni industriali, edifici sociali, terreni agricoli, aree urbane edificabili e aree verdi. Buona parte degli edifici, costruiti da oltre sessant’anni, nonché i terreni, si trovano in un cattivo stato di conservazione e di controllo, tale da poter creare da una parte potenziali rischi per l’incolumità delle persone e dell’ambiente e dall’altra la graduale e inesorabile perdita del valore della proprietà o della detenzione per via dell’appropriazione illegittima degli stessi beni. Le strutture in uso diretto, poiché strumentali all’esercizio delle attività aziendali, così come i beni di interesse culturale, necessitano di continui interventi di messa in sicurezza e di manutenzione ordinaria e straordinaria al fine di garantirne il miglior mantenimento in efficienza e sicurezza. Ad eccezione dei beni immobili strumentali all’esercizio delle attività del proprio oggetto sociale, tale patrimonio è, pertanto, destinato ad essere ceduto a enti pubblici e a privati.

Il catalogo digitale georeferenziato del Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare di Igea sarà pubblicato online in modalità ad accesso libero entro il 30 ottobre 2026. La deliberazione prevede altresì che entro il 31 dicembre 2026 sia pubblicato almeno un avviso di vendita finalizzato alla cessione dei beni immobili non strumentali individuati.

L’assessorato dell’Industria della Regione Autonoma della Sardegna esprime preoccupazione per i ripetuti blackout elettrici che nelle ultime settimane hanno interessato numerosi comuni dell’Isola. Le interruzioni di fornitura, spesso prolungate e improvvise, hanno causato gravi disagi ai cittadini e alle imprese, già messe a dura prova dalle eccezionali ondate di calore che stanno colpendo il territorio.

In particolare, si segnalano i casi verificatisi nei comuni di Cagliari, Assemini, Uta, Quartucciu, Sestu, Capoterra, Quartu Sant’Elena, Nuoro, Sinnai, Settimo, Olbia e in diverse altre realtà locali, dove i malfunzionamenti della rete elettrica hanno determinato situazioni critiche, con blocchi delle attività produttive, disfunzioni nei servizi essenziali e difficoltà per le famiglie, soprattutto quelle nelle quali sono presenti persone fragili.

«Ci aspettiamo da Enel, in qualità di gestore della rete di distribuzione, la definizione di un piano di interventi strutturali che assicuri la risoluzione definitiva delle criticità, prevenendo il ripetersi di situazioni che compromettono la qualità della vita dei cittadini e la competitività del sistema produttivo regionale, anche sulla base di un quadro dettagliato delle cause che hanno determinato i blackout, delle misure correttive già adottate e di quelle programmate nel breve periodo, con particolare riferimento alle aree maggiormente colpite», afferma l’assessore Emanuele Cani.

 

Questa mattina l’associazione turistica Live@t Carbonia ha presentato nell’aula consiliare del comune di Carbonia il progetto “Radici del Sulcis”, iniziativa dedicata alla digitalizzazione e alla valorizzazione del Museo Etnografico Tanit di Carbonia.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, nasce con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile il patrimonio storico, culturale e identitario del Sulcis attraverso strumenti digitali innovativi, percorsi multimediali e nuove modalità di fruizione del museo.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, al fianco del presidente dell’associazione Live@t Sulcis Iglesiente Maxwell Frongia, l’assessore del Turismo e vicesindaco Michele Stivaletta e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha preso parte a un incontro convocato dalle organizzazioni sindacali nella sala consiliare del Comune di Guspini, alla presenza del sindaco Marco Pala, per fare il punto sulla situazione di crisi economico-finanziaria della Ceramica Mediterranea S.p.a, azienda che opera nel settore della produzione di grès porcellanato e riveste un ruolo occupazionale cruciale per il territorio.

Nel corso della riunione, l’assessore Emanuele Cani ha illustrato lo stato di avanzamento della vertenza, e in particolare la richiesta di concordato preventivo avanzata della società, con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento e favorire potenziali investitori.

Nelle scorse settimane sono inoltre stati attivati diversi tavoli, in primis al ministero delle Imprese e del Made in Italy, e un altro con la Sfirs e con il Centro Regionale di Programmazione.

«È emersa innanzi tutto la necessità di lavorare affinché lo stabilimento possa riaprire nel più breve tempo possibile, ma ci stiamo attivando anche al fine di trovare una soluzione a lunga scadenza – ha detto Emanuele Cani -. L’elemento sostanziale che può contribuire alla risoluzione della crisi, con la piena disponibilità della Regione, è ora quello di individuare un player che sia interessato a rilevare lo stabilimento un obiettivo al quale stiamo lavorando attivamente, in stretta collaborazione con i sindacati e con tutti i soggetti coinvolti, nell’interesse prioritario degli gli oltre 120 lavoratori diretti e dell’indotto di questa importante realtà produttiva del nostro territorio.»

 

«Se vogliamo giungere a una risoluzione delle vertenze industriali che interessano il Sulcis Iglesiente, riguardanti in primis le aziende Sider Alloys, Portovesme Srl ed Eurallumina, è necessaria una politica industriale strutturale nazionale che metta al centro queste produzioni, se davvero strategiche e prioritarie per il Paese.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, nel corso di un’audizione tenuta questo pomeriggio di fronte alla 9ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), avente ad oggetto l’area di crisi industriale di Portovesme.

«Se le materie prime prodotte nel Sulcis Iglesiente sono davvero strategiche per il sistema economico nazionale e possono contribuire in modo significativo al PIL del Paese, come più volte sostenuto, allora è necessario un intervento massiccio da parte dello Stato per rendere competitive queste produzioni, attraverso azioni che favoriscano un abbattimento strutturale del prezzo dell’energia e mediante la promozione di filiere produttive a livello nazionale», ha sottolineato l’assessore Emanuele Cani.

Oltre al macro problema energetico, Emanuele Cani ha evidenziato il nodo del caro trasporti dettato dalla condizione di insularità quale secondo elemento che riveste un forte impatto sulla ripresa dell’industria in Sardegna. «A questi elementi che sono strutturali, quindi il caro energia e il caro trasporti, si aggiunge tutta una serie di meccanismi prevalentemente a livello internazionale a cui sono sottoposte le multinazionali che gestiscono questi stabilimenti, tra cui il congelamento dei beni Eurallumina a seguito della guerra in Ucraina – ha spiegato Emanuele Cani -. La gestione di queste crisi così complesse è dunque il combinato di tutta una serie di macro fattori che i territori da soli non sono nella condizione di affrontare, pertanto mi permetto di suggerire un cambio di paradigma che veda un intervento massiccio dello Stato su questo compendio industriale nel suo complesso, e non più solo sulle singole vertenze.»

Le organizzazioni sindacali, unitamente alla Rsu della Ceramica Mediterranea, hanno convocato per giovedì 23 luglio, alle ore 9,30, presso l’aula consiliare del comune di Guspini un’assemblea alla presenza delle lavoratrici e dei lavoratori al fine di proseguire il percorso di condivisione avviato lo scorso 8 maggio relativo alla vertenza.

Il recente e progressivo peggioramento della situazione economico-finanziaria ha portato la Società Ceramica Mediterranea ad attivare la procedura di concordato in bianco; in questa già difficile situazione l’erogazione della Cassa Integrazione Straordinaria, seppur approvata, non è ancora stata erogata così pure il pagamento di una parte degli stipendi.

All’assemblea sono stati invitati e hanno garantito la presenza il sindaco di Guspini Marco Pala e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Venerdì 24 luglio l’associazione turistica Live@t Carbonia presenterà il progetto “Radici del Sulcis”, iniziativa dedicata alla digitalizzazione e alla valorizzazione del Museo Etnografico Tanit di Carbonia.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, nasce con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile il patrimonio storico, culturale e identitario del Sulcis attraverso strumenti digitali innovativi, percorsi multimediali e nuove modalità di fruizione del museo.

La conferenza stampa si terrà alle ore 12.00 nell’aula consiliare del comune di Carbonia, in piazza Roma.
Saranno presenti il sindaco di Carbonia Pietro Morittu; l’assessora della Cultura, Sport e Spettacolo del comune di Carbonia Giorgia Meli, l’assessore del Turismo e vicesindaco Michele Stivaletta, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani; il presidente dell’associazione Livat Sulcis Iglesiente Maxwell Frongia.

Nel corso della conferenza saranno illustrati gli obiettivi del progetto, le attività previste e le nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione del patrimonio etnografico per la promozione culturale e turistica del territorio.

 

 

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha approvato le linee guida al Piano Industriale 2025-2029 della Igea S.p.A., la società in house controllata al 100 per cento dalla Regione Sardegna e incaricata della gestione, custodia e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e riassetto ambientale delle aree minerarie dismesse di competenza regionale.

Le Linee guida delineano un volume complessivo di lavori pari a 164 milioni di euro nel periodo 2025-2029 e investimenti per 9 milioni di euro finalizzati al potenziamento operativo e tecnologico. Sono previsti inoltre un rafforzamento organizzativo con incremento del personale necessario alla realizzazione del piano e nuovi ambiti strategici di riferimento che ricomprendono progetti di ricerca, progetti di economia circolare relativamente al trattamento dei rifiuti estrattivi e la produzione di energia rinnovabile sui siti minerari.

«Il nuovo Piano Industriale punta a un cambio di paradigma che intende trasformare Igea in un’impresa innovativa in grado di promuovere progetti di sviluppo per la Sardegna», sottolinea l’assessore Emanuele Cani.

Tra le varie attività, Igea riveste un ruolo attivo anche nei progetti scientifici propedeutici alla candidatura di Sos Enattos a ospitare l’Einstein Telescope, mettendo a disposizione le aree e garantendo l’operatività del sottosuolo per le attività di ricerca.

Con la stessa deliberazione, la Giunta ha approvato inoltre il Piano delle attività 2026-2028 e il budget economico di previsione per l’esercizio 2026.

Il Piano delle attività illustra in modo dettagliato gli obiettivi che la società intende portare avanti nel triennio che includono, in particolare il rilancio industriale, la riqualificazione e rafforzamento della struttura e la gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

«L’assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

«Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto», ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria.

«La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente ha concluso Emanuele Cani -. La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio.»

L’assemblea dei soci della IGEA S.p.A., società partecipata della Regione Sardegna preposta alla messa in sicurezza, ripristino ambientale e bonifica delle aree minerarie dismesse, ha approvato oggi il bilancio 2025, con il voto favorevole dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani in rappresentanza del socio Regione Autonoma della Sardegna.

«Prosegue l’attività per definire un piano di lavoro strutturato e pluriennale per il rilancio di Igea, dopo anni di stallo – sottolinea l’assessore Emanuele Cani -. Nella prossima assemblea saranno all’ordine del giorno l’approvazione delle linee guida al piano industriale, il piano di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare e gli obiettivi per il triennio 2026-2028.»

Il bilancio, illustrato dall’amministratore unico Salvatore Mattana, destina l’utile di esercizio, pari a euro 2.513.515,02, per euro 125.675,57 alla riserva legale e per euro 2.387.839,45 alla riserva straordinaria.