19 September, 2026
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L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha preso parte a un incontro convocato dalle organizzazioni sindacali nella sala consiliare del Comune di Guspini, alla presenza del sindaco Marco Pala, per fare il punto sulla situazione di crisi economico-finanziaria della Ceramica Mediterranea S.p.a, azienda che opera nel settore della produzione di grès porcellanato e riveste un ruolo occupazionale cruciale per il territorio.

Nel corso della riunione, l’assessore Emanuele Cani ha illustrato lo stato di avanzamento della vertenza, e in particolare la richiesta di concordato preventivo avanzata della società, con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva dello stabilimento e favorire potenziali investitori.

Nelle scorse settimane sono inoltre stati attivati diversi tavoli, in primis al ministero delle Imprese e del Made in Italy, e un altro con la Sfirs e con il Centro Regionale di Programmazione.

«È emersa innanzi tutto la necessità di lavorare affinché lo stabilimento possa riaprire nel più breve tempo possibile, ma ci stiamo attivando anche al fine di trovare una soluzione a lunga scadenza – ha detto Emanuele Cani -. L’elemento sostanziale che può contribuire alla risoluzione della crisi, con la piena disponibilità della Regione, è ora quello di individuare un player che sia interessato a rilevare lo stabilimento un obiettivo al quale stiamo lavorando attivamente, in stretta collaborazione con i sindacati e con tutti i soggetti coinvolti, nell’interesse prioritario degli gli oltre 120 lavoratori diretti e dell’indotto di questa importante realtà produttiva del nostro territorio.»

 

«Se vogliamo giungere a una risoluzione delle vertenze industriali che interessano il Sulcis Iglesiente, riguardanti in primis le aziende Sider Alloys, Portovesme Srl ed Eurallumina, è necessaria una politica industriale strutturale nazionale che metta al centro queste produzioni, se davvero strategiche e prioritarie per il Paese.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, nel corso di un’audizione tenuta questo pomeriggio di fronte alla 9ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), avente ad oggetto l’area di crisi industriale di Portovesme.

«Se le materie prime prodotte nel Sulcis Iglesiente sono davvero strategiche per il sistema economico nazionale e possono contribuire in modo significativo al PIL del Paese, come più volte sostenuto, allora è necessario un intervento massiccio da parte dello Stato per rendere competitive queste produzioni, attraverso azioni che favoriscano un abbattimento strutturale del prezzo dell’energia e mediante la promozione di filiere produttive a livello nazionale», ha sottolineato l’assessore Emanuele Cani.

Oltre al macro problema energetico, Emanuele Cani ha evidenziato il nodo del caro trasporti dettato dalla condizione di insularità quale secondo elemento che riveste un forte impatto sulla ripresa dell’industria in Sardegna. «A questi elementi che sono strutturali, quindi il caro energia e il caro trasporti, si aggiunge tutta una serie di meccanismi prevalentemente a livello internazionale a cui sono sottoposte le multinazionali che gestiscono questi stabilimenti, tra cui il congelamento dei beni Eurallumina a seguito della guerra in Ucraina – ha spiegato Emanuele Cani -. La gestione di queste crisi così complesse è dunque il combinato di tutta una serie di macro fattori che i territori da soli non sono nella condizione di affrontare, pertanto mi permetto di suggerire un cambio di paradigma che veda un intervento massiccio dello Stato su questo compendio industriale nel suo complesso, e non più solo sulle singole vertenze.»

Le organizzazioni sindacali, unitamente alla Rsu della Ceramica Mediterranea, hanno convocato per giovedì 23 luglio, alle ore 9,30, presso l’aula consiliare del comune di Guspini un’assemblea alla presenza delle lavoratrici e dei lavoratori al fine di proseguire il percorso di condivisione avviato lo scorso 8 maggio relativo alla vertenza.

Il recente e progressivo peggioramento della situazione economico-finanziaria ha portato la Società Ceramica Mediterranea ad attivare la procedura di concordato in bianco; in questa già difficile situazione l’erogazione della Cassa Integrazione Straordinaria, seppur approvata, non è ancora stata erogata così pure il pagamento di una parte degli stipendi.

All’assemblea sono stati invitati e hanno garantito la presenza il sindaco di Guspini Marco Pala e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Venerdì 24 luglio l’associazione turistica Live@t Carbonia presenterà il progetto “Radici del Sulcis”, iniziativa dedicata alla digitalizzazione e alla valorizzazione del Museo Etnografico Tanit di Carbonia.

Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, nasce con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile il patrimonio storico, culturale e identitario del Sulcis attraverso strumenti digitali innovativi, percorsi multimediali e nuove modalità di fruizione del museo.

La conferenza stampa si terrà alle ore 12.00 nell’aula consiliare del comune di Carbonia, in piazza Roma.
Saranno presenti il sindaco di Carbonia Pietro Morittu; l’assessora della Cultura, Sport e Spettacolo del comune di Carbonia Giorgia Meli, l’assessore del Turismo e vicesindaco Michele Stivaletta, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani; il presidente dell’associazione Livat Sulcis Iglesiente Maxwell Frongia.

Nel corso della conferenza saranno illustrati gli obiettivi del progetto, le attività previste e le nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione del patrimonio etnografico per la promozione culturale e turistica del territorio.

 

 

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha approvato le linee guida al Piano Industriale 2025-2029 della Igea S.p.A., la società in house controllata al 100 per cento dalla Regione Sardegna e incaricata della gestione, custodia e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e riassetto ambientale delle aree minerarie dismesse di competenza regionale.

Le Linee guida delineano un volume complessivo di lavori pari a 164 milioni di euro nel periodo 2025-2029 e investimenti per 9 milioni di euro finalizzati al potenziamento operativo e tecnologico. Sono previsti inoltre un rafforzamento organizzativo con incremento del personale necessario alla realizzazione del piano e nuovi ambiti strategici di riferimento che ricomprendono progetti di ricerca, progetti di economia circolare relativamente al trattamento dei rifiuti estrattivi e la produzione di energia rinnovabile sui siti minerari.

«Il nuovo Piano Industriale punta a un cambio di paradigma che intende trasformare Igea in un’impresa innovativa in grado di promuovere progetti di sviluppo per la Sardegna», sottolinea l’assessore Emanuele Cani.

Tra le varie attività, Igea riveste un ruolo attivo anche nei progetti scientifici propedeutici alla candidatura di Sos Enattos a ospitare l’Einstein Telescope, mettendo a disposizione le aree e garantendo l’operatività del sottosuolo per le attività di ricerca.

Con la stessa deliberazione, la Giunta ha approvato inoltre il Piano delle attività 2026-2028 e il budget economico di previsione per l’esercizio 2026.

Il Piano delle attività illustra in modo dettagliato gli obiettivi che la società intende portare avanti nel triennio che includono, in particolare il rilancio industriale, la riqualificazione e rafforzamento della struttura e la gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

«L’assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

«Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto», ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria.

«La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente ha concluso Emanuele Cani -. La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio.»

L’assemblea dei soci della IGEA S.p.A., società partecipata della Regione Sardegna preposta alla messa in sicurezza, ripristino ambientale e bonifica delle aree minerarie dismesse, ha approvato oggi il bilancio 2025, con il voto favorevole dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani in rappresentanza del socio Regione Autonoma della Sardegna.

«Prosegue l’attività per definire un piano di lavoro strutturato e pluriennale per il rilancio di Igea, dopo anni di stallo – sottolinea l’assessore Emanuele Cani -. Nella prossima assemblea saranno all’ordine del giorno l’approvazione delle linee guida al piano industriale, il piano di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare e gli obiettivi per il triennio 2026-2028.»

Il bilancio, illustrato dall’amministratore unico Salvatore Mattana, destina l’utile di esercizio, pari a euro 2.513.515,02, per euro 125.675,57 alla riserva legale e per euro 2.387.839,45 alla riserva straordinaria.

L’ordinanza n. 115 depositata oggi dalla Corte costituzionale non introduce alcuna nuova declaratoria di illegittimità nei confronti della legge regionale n. 20 del 2024 sulle aree idonee e non idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. La Corte ha dichiarato inammissibili alcune questioni sollevate dai giudici amministrativi e ha disposto la restituzione degli atti ai TAR per una nuova valutazione alla luce della sentenza n. 184 del 2025 e delle successive modifiche introdotte dalla Regione.

«Si tratta di un pronunciamento importante che conferma la tenuta del percorso intrapreso dalla Sardegna per governare la transizione energetica nel rispetto del territorio», dichiarano l’assessore degli Enti Locali e Urbanistica, Francesco Spanedda e l’assessore dell’industria Emanuele Cani.

«La Corte conferma anche gli allegati della legge che individuano le aree idonee e non idonee. La pianificazione regionale resta quindi vigente e continua a rappresentare il quadro di riferimento per l’insediamento degli impianti energetici nell’Isola –  proseguono -. L’ordinanza conferma inoltre che nelle aree non idonee non opera alcun divieto automatico, ma è necessaria un’istruttoria rafforzata per contemperare le esigenze della transizione energetica con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio».

«È un passaggio che rafforza il ruolo della Regione nella programmazione territoriale e la scelta di coniugare sviluppo delle energie rinnovabili e tutela delle specificità della Sardegna. Continueremo a difendere il diritto dell’Isola a governare il proprio futuro energetico attraverso la pianificazione e nel rispetto delle proprie prerogative autonomistiche», concludono Francesco Spanedda ed Emanuele Cani.

 

È stato inaugurato al Centro Ricerche Sotacarbo il primo progetto in Italia finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri col bando degli Ecosistemi dell’Innovazione al Sud.
Recover, in Italiano “Recupero”, è il nome del progetto che ha reso possibile la restaurazione dell’ex ufficio tecnico della Grande Miniera di Serbariu, convertendo un edificio dismesso in uno stabile moderno che oggi ospita laboratori avanzati, di livello mondiale, per lo sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito dell’idrogeno verde e dei combustibili rinnovabili. Presentato da Sotacarbo, il progetto ha rappresentato una delle iniziative più significative nel quadro del bando per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, posizionandosi come terzo classificato tra oltre 350 proposte progettuali.
Il progetto ha previsto la realizzazione di cinque laboratori principali: il laboratorio “idrogeno ed e-fuels”, il laboratorio “Bio-H2”, il laboratorio di “accumulo termico”, il laboratorio “materiali” e il laboratorio di “chimica generale”. A queste infrastrutture si aggiunge un sistema integrato costituito da elettrolizzatore PEM, impianto fotovoltaico, sistema di stoccaggio di idrogeno e cella a combustibile PEM per la riconversione in energia elettrica.
La cerimonia di inaugurazione del progetto Recover ha visto la presenza dei rappresentanti del Dipartimento per le Politiche di Coesione, dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, del Capo Gabinetto dell’Assessorato regionale alla Programmazione e Bilancio Gian Luigi Sotgia e del sindaco di Carbonia Pietro Morittu. Il Prorettore Fabrizio Pilo ha portato il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, mentre il consigliere d’amministrazione Michele Ennas ha rappresentato l’ENEA, storico socio della Sotacarbo.
Nell’auditorium del Centro Ricerche Sotacarbo, la visione di un video sommario del progetto Recover, oltre a un breve riferimento all’avanzamento dei progetti SulkHy e Refuel, ha dato il via alla giornata inaugurale.

La presentazione del progetto Recover, i suoi risultati e le best practice associate sono stati gli argomenti trattati nella parte introduttiva della cerimonia, aperta dal discorso dell’Amministratore Unico della Sotacarbo Mario Porcu: »Oggi inauguriamo non solo nuovi laboratori, ma una nuova fase della storia di Sotacarbo. RECOVER non è stato solo un progetto importante: è stata una vera impresa. Molti, con realismo, ci avevano suggerito di rinunciare, per evitare un probabile fallimento. Abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo deciso di provarci, mettendo in campo competenze, determinazione e un grande lavoro di squadra. Non solo abbiamo rispettato le scadenze, ma siamo stati tra i primi in Italia a farlo. I laboratori che inauguriamo oggi si inseriscono in una visione più ampia: quella del progetto della Hydrogen Valley del Sulcis Iglesiente finalizzato ad alimentare con H 2 verde i pullman dell’ARST con l’obiettivo di sviluppare la catena del valore dell’idrogeno verde. Una visione che, con la realizzazione del progetto Refuel finanziato dal Just Transition Fund per la produzione di combustibili sostenibili, trasformerà Sotacarbo in un Hub tecnologico di ricerca integrato, con pochi uguali a livello europeo. Qui si incontrano ricerca sulla scala laboratorio, scala pilota, sperimentazione dimostrativa e applicazione industriale. Qui costruiamo soluzioni concrete, con un impatto reale sul territorio e sul sistema energetico ed economico. Abbiamo immaginato un futuro diverso per Sotacarbo e per il nostro territorio, e i risultati ci confermano che siamo stati all’altezza di quell’ambizione, non solo vincendo bandi altamente competitivi, ma soprattutto dimostrando di saper trasformare quei finanziamenti in infrastrutture, in competenze e in nuove opportunità. Ora possiamo e dobbiamo dimostrare con risultati concreti che l’attività Sotacarbo è un valore aggiunto determinante per lo sviluppo della Sardegna e del Paese».
Uno dei partner del progetto è stato anche il comune di Carbonia: «Con l’inaugurazione dei laboratori presso la Grande Miniera di Serbariu, Carbonia compie un passaggio simbolico e concreto. Recover rappresenta molto più dell’intervento edilizio infrastrutturale. Il valore del progetto è la capacità di unire memoria e futuro. Non cancella l’identità della città di Carbonia, la trasforma. La miniera non è solo un patrimonio da conservare, è una struttura viva, in grado di creare competenze e opportunità. Per Carbonia, il progetto Recover rafforza il ruolo del territorio nella transizione energetica: questo significa formare ruoli altamente specializzati, contrastare lo spopolamento, e sviluppo di ricerca, innovazione e qualità del lavoro.
È l’esempio che innovazione e coesione territoriale possono procedere insieme. Dalla città del carbone a quella delle tecnologie pulite. Da miniera del passato a energia del futuro. Costruire energia, conoscenza e nuove opportunità per il nostro territorio», ha spiegato il sindaco Pietro Morittu.

In rappresentanza dell’assessore regionale della Programmazione e Bilancio Giuseppe Meloni, è intervenuto il Capo Gabinetto dell’assessorato Gian Luigi Sotgia: «Il Sulcis viene annoverato tra le regioni più povere d’Italia, ma ciò non significa che si parta da una situazione di assenza di possibilità di sviluppo e di crescita. L’Amministrazione si impegna a dare a questo territorio quelle stesse opportunità di sviluppo e di crescita che hanno le altre parti dell’isola. Non ci possono essere territori di serie A e di serie B. La Regione mette a disposizione strumenti per concretizzare questo sviluppo nelle nostre comunità. La transizione energetica è un settore fondamentale, che necessita strumenti di innovazione e ricerca. Da questo punto di vista, ribadiamo, abbiamo un’ambizione: quella di fare della Sardegna un luogo in cui ricerca e innovazione possano essere di casa, e che non si limitino a Sotacarbo. Questo esempio vogliamo trasmetterlo a tutta l’Isola, in tutti i settori».

L’intervento della funzionaria del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri Antonia Sanna ha voluto illustrare il valore strategico dell’opera nel quadro delle politiche nazionali di coesione e rigenerazione territoriale: “Il progetto Recover ha sposato completamente l’intento del bando degli Ecosistemi per l’innovazione al Sud: promuovere lo sviluppo di capitale umano specializzato, promuovere ricerca e risorse innovative. Questi sono interventi complessi che richiedono un’ampia collaborazione e sinergia tra Università, centri di ricerca, organizzazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, allo stesso tempo cercando di valorizzare il ruolo di tutti gli attori coinvolti. Recover si integra perfettamente nelle politiche che il Comune di Carbonia aveva già avviato, oltre agli altri progetti mirati a creare un distretto energetico innovativo. Non bisogna sottovalutare l’ambizione di creare un modello replicabile. Il progetto si è distinto in fase selettiva della proposta su altre 270 proposte, collocandosi terzo nella graduatoria nazionale, unico finanziato in Sardegna sulla misura degli Ecosistemi per l’Innovazione al Sud. Recover non solo ha riqualificato l’edificio, ma ha acquisito strumentazioni scientifiche. Il tutto caratterizzato da elevati standard di efficienza energetica e rispettando la tutela per i beni storici culturali della miniera. Il progetto contribuisce all’innovazione ambientale, energetica, paesaggistica e all’impatto sociale, guardando alle nuove generazioni, alla riconversione di professionalità esistenti e alla creazione di nuove professionalità. Recover è il primo di tutta la misura che inaugura la sua realizzazione: il progetto si è concluso prima ancora che fosse effettuato il sopralluogo in cantiere. In rappresentanza del Dipartimento delle politiche di coesione, vi dico grazie per averci restituito, di fronte al mero finanziamento economico, una realtà concreta e di respiro internazionale».

Ha partecipato, con un breve intervento, anche Marcello Capra, senior energy advisor del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in questi anni ha seguito attentamente il percorso di crescita della società, che è avvenuto tramite vari strumenti, come Ricerca di Sistema, alimentato a componente tariffaria. Sotacarbo è un partner attivo e molto efficace, grazie anche collaborazione con ENEA, che è azionista insieme alla Regione Sardegna. Attualmente Sotacarbo sta completando una hydrogen valley: una misura che il Ministero aveva lanciato nell’ambito del PNRR, dopo il Covid. Sotacarbo ha sempre amato cimentarsi con iniziative complesse, cogliendo anche tutte le opportunità innovative provenienti dall’ambito nazionale comunitario. L’evento di oggi, che riguarda l’idrogeno, che è uno dei temi d’attualità, è un elemento di grande capacità. Sulle hydrogen valley abbiamo avuto parecchie rinunce, perché sono progetti complessi. Sotacarbo ha sempre avuto questa capacità di cogliere opportunità, svilupparsi e valorizzare le risorse pubbliche che ha acquisito, riuscendo a capitalizzarle, realizzare impianti e sviluppare competenze».

Michele Ennas, consigliere d’Amministrazione ENEA, ha sottolineato: «Sotacarbo presenta un punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie avanzate nel settore energetico. Nel corso degli anni la società ha saputo reinterpretare la sua missione, passando dall’utilizzo del carbone alla transizione energetica. La presenza di ENEA, oggi, non è solo istituzionale ma profondamente radicata in una relazione storica e strategica. ENEA è azionista Sotacarbo sin dalla sua fondazione: un legame che ha prodotto una collaborazione continua e proficua. Sotacarbo ha un ruolo di grande rilievo all’interno del progetto nazionale dell’idrogeno e, in generale, della ricerca. Con l’inaugurazione di questi laboratori si compie un ulteriore passo avanti per il settore energetico. Queste sono le tecnologie che rivestono un ruolo cruciale nel percorso di decarbonizzazione».

«Recover si incardina perfettamente nella visione strategica in materia di politiche energetiche e industriali. Una società pubblica dovrebbe essere come Sotacarbo, ossia a disposizione del sistema attraverso attività di ricerca e lo sviluppo di progetti, per permettere la sperimentazione sul campo di benefici e criticità dell’applicazione della ricerca. Una società pubblica deve essere a disposizione della ricerca, delle Università, dei professionisti e soprattutto a disposizione del sistema produttivo. Il tema idrogeno è complesso. L’idrogeno è uno strumento che ci permette di valutare il grande tema dei trasporti e la sfida dell’elettrificazione. Come ci dimostra Recover, l’idrogeno può venirci in contro. L’altro tema importante riguarda i costi di produzione dell’idrogeno: questo progetto ci metterà nella condizione di valutare aspetti, criticità e meccanismiha commentato l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna Emanuele Cani -. Questo sistema è importante per tutto il mondo imprenditoriale, che deve avere a disposizione progetti industriali solidi, vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Il progetto, e in generale Sotacarbo, rappresenta le best practice per l’amministrazione di fondi pubblici, mostrando la capacità di drenare i soldi, ossia spendere soldi, dove ci sono soldi.»

La seconda sessione della giornata, a carattere tecnico, è iniziata con il discorso del Prorettore dell’Università di Cagliari Fabrizio Pilo: «L’Università degli Studi di Cagliari è partner di questo progetto, perché abbiamo colto l’importanza di Recover e della collaborazione con Sotacarbo. Abbiamo una facility a pochi km dall’Università che ci consente di fare ricerche congiunte, per lavorare insieme verso l’innovazione. È questo il concetto importante: fare rete tra istituzioni. Recover è un esempio magnifico di questo e sono contento di far parte di questa rete. Innovazione e sostenibilità devono essere driver di crescita. La transizione energetica non è facile, presenta sfide difficoltose, proprio perché è una rivoluzione. Ma se stiamo fermi perdiamo treni importanti».

A completare la parte introduttiva della cerimonia, moderata dal giornalista Mario Frongia, il direttore tecnico della Sotacarbo Alberto Pettinau: «La nuova infrastruttura di ricerca, che integra quella già esistente, consentirà di sviluppare tecnologie per rendere competitivi l’idrogeno verde e i combustibili sostenibili».

La cerimonia è proseguita con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi laboratori all’interno dello stabile restaurato, dando formalmente il via alle attività di ricerca previste dal progetto. Gli ospiti hanno potuto partecipare alla visita guidata dell’edificio, accompagnati dalle spiegazioni dei ricercatori Sotacarbo che hanno illustrato la strumentazione scientifica all’interno dei laboratori.

Il progetto RECOVER valorizza e rafforza l’identità della città di Carbonia e della Grande Miniera di Serbariu, da sempre avamposti di innovazione e progresso, inserendo il territorio all’interno di una rete internazionale di ricerca e sviluppo che si impegna a catalizzare la transizione energetica.
Dall’estrazione del carbone allo studio di tecnologie innovative per la produzione di energia pulita, Sotacarbo si ripropone come esempio concreto di come un sito simbolo della storia industriale del Sulcis possa trasformarsi in infrastruttura abilitante per innovazione, ricerca applicata e sostenibilità ambientale.

«L’incontro di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta un passaggio positivo che consolida il percorso avviato per fare del Sulcis un polo all’avanguardia, a livello nazionale, nel recupero e nella valorizzazione delle materie prime critiche.»

L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, si è espresso così al termine del vertice a Palazzo Piacentini, al quale ha preso parte anche il Ministro Adolfo Urso.

Nel corso del tavolo sono state illustrate le attività già in corso ed è stato confermato l’impegno concreto della Regione Sardegna, insieme al sistema delle società partecipate regionali, per l’avvio delle attività di trattamento dei rifiuti estrattivi. Per la Regione si tratta di un progetto strategico che vede una importante collaborazione istituzionale con il Mimit e il coinvolgimento del mondo produttivo, di Confindustria e delle imprese interessate.

La Regione Sardegna ha già compiuto passi significativi, mettendo a disposizione le risorse necessarie per avviare studi di fattibilità e un progetto pilota per il trattamento degli abbancamenti che contengono materie prime critiche, nella consapevolezza che tali materiali possano rappresentare una nuova opportunità di sviluppo industriale e di innovazione per il territorio.

«L’obiettivo condiviso è quello di trasformare una fase complessa per il Sulcis in un’occasione di rilancio, costruendo una filiera moderna e sostenibile dell’economia circolare, capace di generare investimenti, creare nuova occupazione qualificata e valorizzare competenze e risorse già presenti nel territorio», spiega l’assessore Emanuele Cani.

«La Regione Sardegnaha sottolineato nel suo intervento – continuerà a fare la propria parte, lavorando in stretta sinergia con il Governo nazionale, le amministrazioni locali, le imprese e tutti gli attori coinvolti, affinché gli impegni assunti si traducano rapidamente in interventi concreti e in nuove prospettive di crescita per il Sulcis e per l’intero sistema industriale regionale.»