17 January, 2022
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La scomparsa di Maria Marongiu rappresenta una grande e dolorosa perdita non solo per la politica ma per l’intera comunità di Carbonia e dell’intero territorio. Già assessore comunale, vice sindaco ma anche dirigente del Partito Democratico, ricordo la passione e l’impegno per affrontare le problematiche che si presentavano sia sul piano istituzionale  sia su quello politico.  Una passione, senso del dovere e voglia di dare sostegno e supporto a chi si trovava in difficoltà o comunque chiedeva aiuto, che non sono mancate neppure una volta terminati gli incarichi. Passione e partecipazione che si è trasformata anche in insegnamento. Per questo motivo sento, anche a nome di tutto il Partito Democratico, il dovere di stringerci ai familiari per ricordare la grande figura di Maria Marongiu.

Emanuele Cani

«La Sardegna da zona bianca probabilmente sarà nuovamente zona rossa. In questi giorni si registra un’impennata dei contagi e una vaccinazione che va a rilento. Crediamo che, alla luce di una situazione veramente drammatica, sia il caso dare un’inversione di tendenza e un’accelerata al sistema di vaccinazione.»

Lo ha detto stamane Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

«La situazione è preoccupante ed è necessario che chi ha una responsabilità di Governo si comporti in maniera adeguata ha concluso Emanuele Cani -. Basta con proclami e vetrine, servono azioni concrete, vaccinazioni e vaccini.»

«La firma del decreto da parte del ministro Andrea Orlando, relativo al riparto fondi per le aree di crisi complessa dà il via libera a nuove risorse per la Sardegna. Si tratta di 11.919.605 euro contenuti nel pacchetto nazionale da 180 milioni di euro. Le risorse sono destinate a interventi di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga per i lavoratori e le imprese delle aree di crisi complessa. Si tratta di un intervento importante e significativo che dà una prima risposta alle varie situazioni aperte e che da tempo attendono risposte.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

 

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Fabio Desogus s’è dimesso da segretario dell’Unione cittadina del Partito democratico. Lo ha fatto inviando una nota al segretario regionale Emanuele Cani, al segretario di Federazione Daniele Reginali ed ai componenti dell’Unione cittadina.

«Il 15 gennaio, ho inviato all’Unione Cittadina una proposta politica, conseguente a riunioni e colloqui avvenuti in precedenza, come base di un percorso che ci avvicini alle elezioni Comunali di primavera 2021ha scritto Fabio Desogus -. Ho espressamente chiesto che l’Unione Cittadina approvasse o non approvasse questa proposta. Dalle risposte che ho ricevuto, si evince che una maggioranza relativa sostiene la proposta del segretario cittadino, una minoranza (tra cui i due segretari di circolo) ha risposto di essere contraria, mentre una larga maggioranza si è astenuta dal rispondere. In successivi colloqui telefonici, avuti col segretario regionale, ho appreso la sua contrarietà alla linea politica proposta.»

«I voti contrari del segretario regionale e dei due segretari di circolo, le astensioni dal voto di buona parte di importanti dirigenti locali, le risposte e le azioni subdole intentate goffamente contro di me in questi giorni da parte di diversi esponenti del Partito, altre iniziative dei mesi passati tese a delegittimarmi, tra cui annoto anche le varie fughe in avanti di esponenti locali che, senza titolo alcuno, hanno parlato a nome del partito, arrivando addirittura ad autocandidarsi a Sindaco per le prossime elezioni, e infine, aspetto più importante, la consapevolezza che la linea politica che il gruppo dirigente del Partito vuole portare avanti per le prossime elezioni comunali cittadine è totalmente differente dalla miaha concluso Fabio Desogus -, mi portano, con la presente, a rassegnare irrevocabilmente le mie dimissioni dalla carica di segretario dell’Unione cittadina di Carbonia.  Ringrazio tutti coloro che in questi anni non mi hanno fatto mancare il loro sostegno.»

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«La decisione del Tar Sardegna a proposito della permanenza della Regione in zona arancione certifica l’ennesimo scivolone dell’esecutivo regionale davanti alla pandemia. Davanti a questa situazione non possiamo che confermare la posizione assunta i giorni scorsi quando abbiamo detto al presidente che, per un cambiamento della fascia di permanenza della Regione, avrebbe dovuto ammettere un errore nei dati.»
A dichiararlo è il segretario regionale del Partito democratico, Emanuele Cani, che aggiunge: «Siamo davanti ad una situazione di grave crisi sanitaria ed economica e dalla Regione non vediamo che spot. Siamo ancora ben lontani dalla soluzione dei problemi. Sarebbe il caso che il presidente ed il suo esecutivo si occupassero di trovare soluzioni concrete ai problemi delle persone anziché giocare a fare la guerra al Governo o a chi non è in sintonia».
Antonio Caria

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«Esprimo anche a nome dell’intero Partito Democratico solidarietà e vicinanza al Corpo Forestale e di vigilanza ambientale per il dannoso e vile attentato subito a Sant’Antioco. Un attacco alle istituzioni e a chi si batte quotidianamente per fare rispettare le regole. Per questo motivo ribadiamo la ferma e dura condanna. Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine, affinché siamo individuati al più presto i responsabili.»

Emanuele Cani

Segretario Pd Sardegna

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«Ci sono volute due manifestazioni di protesta perché dalla Regione arrivasse la convocazione per discutere del futuro di Sotacarbo, il centro ricerche che tra gli azionisti vede proprio la Regione. In questo periodo abbiamo letto solamente comunicati stampa e promesse di impegno. È giunto il momento di passare ai fatti. La Regione deve adottare tutti gli atti necessari per valorizzare il centro. Non vorremmo che dietro questi ritardi ci fosse una banale guerra delle poltrone perché non sarebbe davvero accettabile.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

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«Pronti alla mobilitazione per difendere la Sardegna dall’eventuale trasformazione in deposito di scorie nucleari. Non è pensabile che la nostra, che paga già un elevato prezzo per la condizione di insularità, possa ospitare un deposito di questo tipo di rifiuti. E’ vero che lo studio tecnico predisposto dalla Sogin indica una serie di eventuali possibilità, ma è altrettanto vero che la nostra isola “ha già dato” in termini di servitù. Per questo motivo siamo pronti ad avviare una mobilitazione che coinvolga i sindaci e tutte le figure istituzionali. E siamo pronti a sostenere quel principio di autonomismo che ha sempre caratterizzato la nostra attività.»

Lo ha detto Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

 

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La Sardegna ha già dato! E’ questo il messaggio univoco che arriva dalla Sardegna, dopo la diffusione dell’elenco delle aree potenzialmente idonee allo stoccaggio delle scorie nucleari prodotte nella Penisola.

Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant’Antonio, Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Tuili, Ussaramanna, Gergei, Las Plassas, Villamar, Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Guasila e Ortacesus. Sono questi i 22 comuni sardi, tra le province di Oristano e Sud Sardegna, inseriti nelle 14 aree nella “Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee” allo stoccaggio delle scorie nucleari prodotte nella penisola, che ne comprende complessivamente 67.
Sono 7 le regioni in cui sono state individuate le aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nucleare nazionale: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia.
Il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco.
In Sardegna è già iniziata la rivolta contro qualsiasi ipotesi di destinazione del deposito unico nell’Isola.
Esprime la sua contrarietà è la Corona De Logu, l’assemblea degli amministratori locali indipendentisti sardi. «Niente e nessuno potranno convincere il nostro popolo a sobbarcarsi il peso della custodia dei rifiuti nucleari – ribadiscono gli amministratori indipendentisti -. Un popolo mai consultato e mai ascoltato sulle questioni che più contano e lo riguardano rigetta senza alcun appello il progetto di Roma. Tocca ai sardi decidere del proprio destino. Basta con l’imposizione di politiche dall’alto. Ora basta.»
Un parere contrario che sta già arrivando da più fronti, tanto che è già stata aperta una consultazione pubblica online.

«Inutile dire che noi siamo assolutamente contrari e, se necessario, siamo pronti a dare battaglia», ha dichiarato il sindaco di Ussaramanna, Marco Sideri.
«La Sardegna ha detto già in passato no alle scorie radioattive, il consiglio comunale di Nurri si è già espresso per un no alle scorie radioattive nel territorio comunale e in tutta la Sardegna, lo diciamo oggi e lo ripeteremo anche domani. Se insistono, covid o non covid, le piazze saranno pronte con i forconi», tuona il sindaco di Nurri, Antonello Atzeni.
Un NO arriva anche dal PD. «Invitiamo il Governo nazionale, qualora ci fosse solo l’idea di individuare la nostra regione come possibile sede, di scartare anche la più remota di queste ipotesi, rispettando l’unanime posizione più volte ribadita dall’intera popolazione sardaha detto il segretario regionale Emanuele Cani -. Ribadiamo di essere pronti ad avviare una mobilitazione in difesa dei sardi e della Sardegna che ha già dato tanto al Paese in materia di servitù militari e non solo.»

Nessun deposito di scorie nucleari in Sardegna: «Il nostro no a qualunque ipotesi veda coinvolta la Sardegna in questa direzione è netto e deciso», dichiarano i Progressisti in Consiglio regionale: «Lo abbiamo sempre detto, come cittadini sardi prima e come rappresentanti delle istituzioni poi, lo ribadiamo anche oggi che arriva l’ufficialità da parte del Governo su 14 zone nell’isola potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale».

«Per cercare di tranquillizzare e per abbindolare i più sprovveduti, nei documenti il deposito che conterrà le scorie nucleari italiane viene associato ad un “Parco Tecnologico”, su cui si millantano le solite balle già sentite mille altre volte, con lavoro per i residenti e benessere per tutti, sperando di fare leva sulla miseria e sul bisogno di lavorodichiarano gli indipendentisti di Liberu -. La verità è che si tratta di una discarica blindata in cui verranno riversate le scorie nucleari italiane, di una produzione energetica del passato, inquinante e pericolosa.»

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Dopo mesi di silenzio, con tutte le attenzioni concentrate sull’emergenza Coronavirus, si torna a parlare del deposito unico per lo smaltimento delle scorie nucleari.

«Apprendiamo che sarebbe prossima la pubblicazione della relazione tecnica predisposta dalla Sogin, per l’individuazione delle aree idonee allo smaltimento di scorie nucleari sul territorio nazionalescrive in una nota Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico -. In attesa dell’ufficializzazione che siano pubblicati i risultati dello studio che potrebbe vedere la Sardegna come sede idonea, ribadiamo con forza la contrarietà ad accogliere il deposito di scorie nucleari sul nostro territorio regionale. Ancora una volta, cogliamo l’occasione per ribadire, come già detto in più occasioni e in tutte le sedi politiche ed amministrative, il principio della Sardegna come regione denuclearizzata. Per questo motivo, invitiamo il Governo nazionale, qualora ci fosse solo l’idea di individuare la nostra regione come possibile sede, di scartare anche la più remota di queste ipotesi, rispettando l’unanime posizione più volte ribadita dall’intera popolazione sarda. Naturalmenteconclude Emanuele Caniribadiamo di essere pronti ad avviare una mobilitazione in difesa dei sardi e della Sardegna che ha già dato tanto al Paese in materia di servitù militari e non solo.»