9 August, 2022
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Si chiuderà il 31 luglio con una diretta streaming nei canali facebook “Spazi di frontiera” il festival iniziato il 17 giugno e organizzato in 9 tappe, l’ultima delle quali si realizzerà il 28 luglio a Portoscuso.
Il progetto, diretto da Monica Porcedda, regista della Cernita Teatro, nasce alcuni mesi fa con l’intento di unire visioni, linguaggi e pratiche di due realtà del Sulcis Iglesiente: il Gruppo Teatro Albeschida, nato nel 2000 in seno al Centro Diurno di Salute mentale dell’ASSL 7 Carbonia; la Cernita Teatro, compagnia nata nel 2009 con la mission di promuovere e diffondere azioni di teatro sociale.
In questi anni le due compagnie, oltre ad aver collaborato insieme in differenti progetti, hanno condiviso, e tutt’ora condividono, lo spazio del Teatro di Bacu Abis, un piccolo borgo minerario a metà strada tra i due maggiori centri del sud-ovest della Sardegna, Carbonia ed Iglesias, nel cuore di un territorio caratterizzato da un forte disagio socio- economico, con un alto tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione giovanile.

Obiettivo primario del Festival è convogliare energie, risorse ed esperienze maturate in questi anni, verso una pratica teatrale con una forte valenza sociale e comunitaria; rafforzare nel territorio un grado di conoscenza e di consapevolezza maggiore rispetto ad una modalità di “fare teatro”, che ha come finalità il cambiamento sociale ed una visione dell’arte come impegno civile e politico. Il focus è il tema della Salute Mentale, e della salute nel suo complesso considerando tutta una serie di aspetti legati ai bisogni della nostra comunità di appartenenza ed alle problematiche e riflessioni emerse ultimamente con le misure di contenimento del Covid-19, che inevitabilmente ha cambiato le nostre vite, la percezione di noi stessi, la relazione con il mondo.
Spazi di frontiera, rimodulato quindi a causa del Covid, è articolato in una serie di performance, incontri dal vivo e una diretta streaming che venerdì 31 luglio andrà a chiudere la prima parte del Festival (la seconda si svolgerà in autunno).
Gli incontri e le performance, documentati con fotografie e filmati, sono incentrate sul teatro della relazione, il concetto di cura e di diversità, il tema della libertà, ispirato a “La Libertà” canzone scritta a quattro mani da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, un testo che prova a rappresentare il significato più sociale del termine: libertà è partecipazione, condivisione, democrazia.

A completamento di questa prima parte, la cui narrazione passerà anche attraverso la produzione di un filmato, si terrà una diretta streaming per un confronto aperto con differenti realtà e professionalità del territorio sardo e nazionale come Maria Elena Leone, regista del teatro del mare di Taranto che fa capo al dipartimento di salute mentale ASL Taranto, Augusto Contu, medico psichiatra consulente Salute Mentale ATS Sardegna, Ivonne Donegani, medico psichiatra responsabile del coordinamento Teatro e Salute mentale della regione Emilia Romagna, Alfredo Camera, psichiatra e psicoterapeuta di Cagliari, autore dell’opera “Madame la T.”, Francesca Varsori regista dell’Accademia della follia di Trieste. Tutte realtà impegnate in azioni e progetti di Teatro per la promozione della Salute Mentale, con un particolare sguardo rispetto a ciò che si sta vivendo in questi mesi.
Il Festival è sostenuto da diversi enti pubblici e privati quali Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali e Spettacolo, ATS Sardegna – Azienda per la Tutela della Salute in Sardegna, Fondazione di Sardegna, Comune di Carbonia (sede di entrambe le compagnie), Comune di Portoscuso, Comune di Gonnesa, e altre realtà locali impegnate nel territorio del Sulcis Iglesiente: A.N.P.I Carbonia – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Rete RUAS – Rete Unitaria Antifascista del Sulcis Iglesiente, Primavera Resistente – Sulcis Iglesiente, ASCE Associazione sarda contro l’emarginazione.