13 September, 2026
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Il “feudalesimo” fu una istituzione medioevale in cui la società era divisa in due parti: i Signori e i “servi della gleba “ che cogli artigiani formavano il popolo sottoposto. I Signori erano la classe dominante, ed erano i proprietari sia delle terre che di tutte persone che le abitavano. I servi della gleba erano sempre la proprietà di qualcuno e non avevano il potere di autodeterminarsi.
Questo meccanismo di esclusione del popolo dalle decisioni politiche finì, in Francia, con un decreto del 1789 ad opera del Comitato Rivoluzionario, del Terrore e della ghigliottina. In Italia si passò dal feudalesimo allo Stato Nazionale nel 1861. La Sardegna uscì dal sistema feudale molto più tardi. Il popolo, con l’avvento degli stati nazionali e la democrazia, prese in mano le briglie del potere. Da allora impose i propri deputati, i sindaci, e iniziò a governare il proprio futuro. Da questa nuova condizione storica, che si perfezionò in Italia nel 1946, quando si riconobbe a tutti, anche alle donne, il potere di votare, nacque la Sanità pubblica. Le Asl (Aziende sanitarie locali), nate nel 1979, vennero governate da un Comitato formato da rappresentanti dei Consigli Comunali e dai Sindaci del territorio. Furono gli anni della migliore Sanità dello Stato moderno.
Poi si insinuò il seme di un nuovo feudalesimo e le ASL iniziarono ad assumere l’assetto di feudi, con un capo al centro e il popolo escluso da ogni decisione in ambito sanitario. Poi, come al tempo dei feudi, il popolo perdette progressivamente il potere di governare la gestione del Servizio Sanitario pubblico.
Così le Asl divennero Usl e i sindaci vennero esclusi dal controllo e dalla programmazione del Servizio sanitario. Quel potere era passato a entità burocratiche, non elettive. Da allora il popolo iniziò a sperimentare una gestione che condusse alla carenza di posti letto in ospedale, alla carenza di specialisti e, infine, sperimentò le “liste d’attesa” e la necessità di acquistare la sanità dai privati. Dagli stessi anni si iniziò a registrare la drastica riduzione delle nascite di bambini a causa della crescente insicurezza economica e sociale.
Questo meccanismo di esclusione del popolo dal governo della Sanità è assimilabile alla feudalizzazione della società europea innescata nel 476 d.c..
Col passare del tempo, con l’evoluzione della cultura e delle nuove tecnologie, stanno comparendo altri meccanismi, fino ad oggi sconosciuti, di feudalizzazione. Si intende con questo termine l’esclusione della volontà popolare dai programmi sociali. Il metodo è sempre lo stesso: in momenti di difficoltà si prendono le redini del governo facendosi delegare dal popolo tutto il potere, poi si esclude il popolo dalla’mministrazione della cosa pubblica. Vale come esempio più recente quello di un politico straniero che sta contrattando una forte somma di denaro in cambio della delega a se stesso del potere di decidere per tutti. Questa proposta contiene una dinamica commerciale molto chiara: «Io compro il tuo voto; tu me lo vendi; io divento il titolare del tuo diritto a gestire il potere, secondo la mia esclusiva volontà».
Questa proposta non è un inganno; è un contratto limpido. Se va a buon fine significa che il venditore cede all’acquirente il proprio potere di avere una volontà e di poter controllare la gestione politica futura. Ne consegue un nuovo stato sociale con un contratto simile a quello stabilito dal feudalesimo: il compratore diventa il feudatario e il venditore diventa il servo della gleba obbediente, che perde la proprietà di se stesso e rimane senza diritti. E’ un perfetto meccanismo di “feudalizzazione”. In tal modo, i pochissimi ricchi acquirenti potrebbero diventare i titolari del potere politico per sempre.
Oltre a questo, che è piuttosto semplice, esistono altri meccanismi di feudalizzazione della società con caratteristiche più pericolose. A tutti è noto come il sistema di comunicazione digitale abbia pervaso la società, soprattutto quella giovanile, orientandone i gusti nei consumi, nel linguaggio, nella morale privata e pubblica, nell’orientamento politico. La realtà digitale può stravolgere la realtà concreta. La stessa moneta digitale può subire controllo e modifiche attraverso reti internet dedicate. Attraverso un estesissimo impiego della comunicazione e del controllo digitale, le più grandi ricchezze della terra stanno confluendo nei conti di pochissimi soggetti al mondo. Come nella gerarchia medioevale la cosiddetta classe media è scomparsa e la società si divide in due classi: quella ristretta dei gestori dei grandi motori digitali e quella vastissima di una popolazione uniforme, simile al volgo medioevale, senza poteri di controllo.
Il Sistema sanitario, essendo la prima voce di spesa degli Stati, è un bersaglio appetibile. Così come lo sono le spese per la difesa e per l’accaparramento dell’energia. Non a caso la Sanità pubblica, gratuita, sta scomparendo a vantaggio di quella privata. Nelle grandi città del Nord gli ospedali privati sono diventati sedi di Università private generatrici di conoscenze riservate ai propri iscritti, in competizione con le Università pubbliche, al fine di contenderne il primato sociale. Si tratta di un nuova forma di nobiltà, inaccessibile ed ereditabile all’interno di società ristrette avulse dallo Stato. E’ un sistema che comporta una gerarchia sociale ed economica simile a quella del medio evo feudale e diventerà ancora più potente e incontrollabile quando l’intelligenza artificiale super-umana subentrerà nella gestione sanitaria della intelligenza umana. Questa sarà una feudalizzazione molto più drastica di quella del Medio Evo dei secoli bui.
L’impiego dell’intelligenza artificiale super-umana sta già creando problemi nella coscienza di numerosi scienziati informatici, come Jacob Coxon di Anthropic o come l’esperto Geoffrey Hinton e i guru di
Open AI, che si stanno dimettendo dalle aziende per non condividerne le responsabilità, deputati e senatori del Congresso americano sono pentiti di non aver regolamentato le reti sociali e ora si rendono conto che nei confronti dell’Intelligenza artificiale non sanno come fare a metterla sotto controllo. Quelli di AI sono meccanismi capaci di interferire sulle decisioni umane fino a mettere in pericolo la stessa esistenza dell’umanità. Questo fu un allarme lanciato da Elon Musk quando decise di fermare le ricerche per almeno sei mesi.
Da queste premesse si comprende come sia incombente un possibile nuovo Medi Evo dove il popolo sarà ancora di più privato della capacità di utilizzare il proprio diritto naturale ad autodeterninarsi.
Ciò premesso, ora che abbiamo perso il controllo umano sui nostri ospedali sulcitani, dobbiamo pensare a come riprenderlo prima dell’arrivo dell’Intelligenza Artificiale che controllerà tutto: dal finanziamento degli ospedali ai posti letto, alle terapie e alla stessa vita dei pazienti presi in cura. Non è un problema di tecnologia. E’ un problema etico. Il problema etico non se lo posero gli autori del depotenziamento dei nostri ospedali, immaginiamo quale problema etico si potrebbe porre AI la quale non ha una struttura etica.
La politica attuale non pare attrezzata per gestire questo problema. Il popolo sulcitano, similmente, non è né preparato né addestrato a tanto. Se lo fosse stato nessuno lo avrebbe privato degli ospedali che aveva prima.
In questa incertezza, sul cosa fare, tornano alla mente i suggerimenti proposti da uno scienziato biochimico americano, scrittore d fantascienza: Isaac Asimov. Egli si rese conto che i robot (AI) forniti di intelligenza artificiale, se resi autonomi, potevano essere estremamente pericolosi per l’Umanità. Il pericolo era soprattutto legato alla mancanza di etica nelle macchine. Pertanto, elaborò tre leggi etiche da imporre nei programmi elettronici dei robot (AI).
– Prima legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale non può danneggiare un essere umano e non deve permettere che l’essere umano subisca danni in caso di un suo mancato intervento».
– Seconda legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale è obbligata ad obbedire agli ordini degli esseri umani, tranne se in conflitto con la prima legge».

– Terza legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale ha il dovere di proteggere la propria esistenza, purché non contrasti con la prima e seconda legge».

Una legge etica simile andrebbe adattata anche ai politici eletti e ai loro sostenitori, in questa forma: «Il politico eletto alla carica di deputato o di sindaco non può recare danno al popolo che lo ha eletto e non può permettere che il suo popolo riceva danno a causa del suo mancato intervento».
I partiti politici assumeranno la struttura di “Comitati etici” per controllare la corrispondenza tra azione dei politici eletti e il programma etico concordato con gli elettori.
Probabilmente, potremmo evitare di ridiventare servi della gleba sotto il dominio di un barone, sia esso umano oppure AI.

Mario Marroccu