Debutta a Carbonia “OFFICINE FAGUS” la nuova frontiera immersiva firmata da Vox Day
Un itinerario atemporale che trasforma il viaggio in un’esperienza sensoriale e filosofica. Giovedì 15 ottobre 2026, alle 18.00, negli spazi della Sala Argani della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, inaugurazione dell’installazione digitale immersiva “OFFICINE FAGUS”, nuova e prestigiosa produzione firmata da Vox Day aperta al pubblico fino a domenica 18 ottobre.
Il progetto traccia un solco profondo nel panorama culturale della Sardegna, ridefinendo il rapporto tra arte, memoria e percezione. Per la prima volta, infatti, l’Isola ospita un progetto multimediale d’avanguardia capace di rompere gli schemi del vissuto artistico classico, coniugando l’innovazione della realtà virtuale 3D a una complessa ricerca antropologica e sinestetica. Un linguaggio espressivo che prende forma attraverso l’incontro sinergico di tre sguardi d’autore: le ambientazioni visive curate da Emanuele Bardi, l’elaborazione del concept testi e la narrazione firmati da Davide Catinari e le partiture sonore inedite composte da Gionata Mirai.
Il percorso si articola in un viaggio suddiviso in altrettanti luoghi, concepiti e rappresentati non come inerti scenari geoarchitettonici, ma come organismi viventi, incubatrici di traiettorie esistenziali e nodi storici dell’evoluzione umana. Ogni stazione restituisce un’atmosfera e un’identità ben precisa. Si attraversano i fantasmi storici e la memoria culturale della Berlino del Novecento, ci si immerge nei ritmi viscerali e malinconici di Buenos Aires e si esplorano le luci e le ombre della Los Angeles noir. Il viaggio si spinge poi verso il futuro vertiginoso della metropoli-alveare di Shanghai, sfiora le atmosfere lisergiche, libere e di confine della Tangeri cara alla Beat Generation di William Burroughs e Paul Bowles, e riscopre Trieste nella sua anima di cerniera mitteleuropea e crocevia letterario di giganti come James Joyce e Italo Svevo. L’itinerario approda infine ad Agartha, il leggendario regno sotterraneo della tradizione esoterica, che qui si trasforma in metafora visiva dell’inconscio, del viaggio interiore e dell’inesplorato.
L’originalità del progetto sta nel reinventare e capovolgere l’uso dei mezzi tecnologici impiegati. I visori Oculus Meta Quest 2 e i sistemi audio circolari in Dolby Surround 7.1 infatti, finora utilizzati per l’intrattenimento videoludico o per la riproduzione didascalica di ambienti museali esistenti, vengono qui convertiti per la prima volta in strumenti di esplorazione poetica, sensoriale e meta-simbolica. Prende così vita un’esperienza unica attraverso l’intreccio tra le scenografie tridimensionali, la voce e il suono. Le ambientazioni visive digitali restituiscono scenari di straordinaria suggestione, mentre la narrazione lirica, affidata ai testi originali e alla voce di un Io narrante che guida e trasfigura la percezione ottica, si fonde alle sonorizzazioni e alle musiche originali. Le partiture inedite e il sound design sperimentale in audio circolare a 360° non si limitano ad accompagnare le immagini, ma avvolgono tridimensionalmente lo spettatore. La perfetta sincronia tra testo, suono e immagini amplifica l’impatto emotivo, dando vita a una vera e propria drammaturgia dello spazio su una trama densa di riferimenti culturali, dalla letteratura del Novecento alle avanguardie artistiche, fino alla geografia mitica ed esoterica.
Il titolo della creazione richiama la celebre fabbrica Fagus realizzata nel 1911 ad Alfeld su disegno di Walter Gropius e Adolf Meyer, pietra miliare del Modernismo e premessa concettuale alla nascita del Bauhaus. Come ricordava lo stesso Gropius “Il Bauhaus era il manifesto, anche ideologico, di un modo di intendere la vita e di viverla: questo progettare in modo onnicomprensivo, capace di esercitarsi nelle molteplici espressioni della vita, artistica e reale, oggi resta un punto di riferimento imprescindibile”. E Il progetto di Vox Day nasce da questa precisa visione. Come il vetro e l’acciaio delle vetrate del Bauhaus sostituirono la muratura tradizionale degli edifici per inondare gli ambienti di luce, OFFICINE FAGUS supera i confini della visione passiva e della fruizione d’arte convenzionale come alternativa concreta all’omologazione e alla serializzazione dei linguaggi artistici contemporanei.
L’esperienza ha una durata di 50 minuti circa e comprende tre sessioni precedute da una breve introduzione. Ogni turno prevede la partecipazione di dieci persone per volta, che dovranno presentarsi con un leggero anticipo sull’inizio del turno stesso per la verifica della prenotazione.


