22 March, 2026
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Ignazio Locci 7 copia

«Dopo la scadenza dei commissariamenti e delle relative proroghe, da ieri i 5 Consorzi di bonifica della Sardegna sono di fatto senza amministrazione.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«È inaccettabile che l’assessorato regionale all’Agricoltura – aggiunge Locci – lasci gli enti di bonifica, già alle prese con una situazione economica disastrosa e con esposizioni bancarie da mettere i brividi, senza una guida. In assenza di una cabina di comando, i Consorzi non sono in grado di assolvere alla loro principale funzione, quella di garantire l’irrigazione ai campi agricoli.»

«Le difficoltà economiche in cui versano gli enti – sottolinea ancora Locci – si ripercuotono su due categorie: i dipendenti, in attesa del pagamento delle mensilità arretrate (per i lavoratori del Basso Sulcis gli stipendi non corrisposti sono cinque); e gli agricoltori, che potrebbero pagare un conto salatissimo: non ricevere l’acqua in maniera puntuale per l’irrigazione dei campi, mettendo a rischio le diverse colture.»

«È determinante – scrive Ignazio Locci – che l’assessore regionale all’Agricoltura non si limiti ai soli aspetti burocratici che riguardano i Consorzi, ma intervenga garantendo risorse straordinarie per assicurare la stagione irrigua e ridisegnando l’organizzazione degli stessi enti. Lo scopo è fornire tempi certi affinché gli agricoltori possano autodeterminarsi e individuare al loro interno i futuri rappresentanti dei Consorzi. È dunque arrivato il momento – conclude il consigliere regionale di Forza Italia – che la Giunta regionale metta mano alla riorganizzazione delle politiche dei Consorzi di bonifica, operando, se necessario, una ridefinizione degli ambiti territoriali, che siano corrispondenti alle esigenze degli agricoltori e non a quelle dei cacicchi della burocrazia regionale o di qualche notabile politico che ha semplicemente la necessità di conservare il proprio orto politico piuttosto che gli orti degli agricoltori.»

Ignazio Locci 7 copia

Il consigliere regionale Ignazio Locci (FI) ha fatto visita ai lavoratori Alcoa attendati a Portovesme.

«Mentre il silenzio di Francesco Pigliaru sulla vertenza Alcoa si fa sempre più assordante – scrive Locci in una nota – gli ex operai dello stabilimento di Portovesme proseguono nella loro iniziativa di protesta, nella speranza che le istituzioni politiche si decidano a fornire informazioni sulla trattativa tra Alcoa e Klesch per la cessione della fabbrica e rassicurazioni circa il rinnovo degli ammortizzatori sociali prossimi alla scadenza.»

«Gli operai non hanno minimamente idea di quale sia lo stato della trattativa, ammesso esista una trattativa per la vendita dell’impianto industriale – aggiunge Ignazio Locci – e, cosa ancor più grave, non conoscono quali progetti abbia in animo la Giunta Regionale per risolvere la vertenza industriale Alcoa e quelle dell’intero polo di Portovesme. Del resto, nonostante sia stato eletto ormai da tre mesi, il presidente Pigliaru non ha ancora incontrato le rappresentanze sindacali. Gli operai vedono nella Regione Sardegna l’interlocutore principale del Governo centrale e su di essa fanno quindi affidamento. Ma evidentemente un incontro con le sigle sindacali non è contemplato nell’agenda del Presidente. Eppure, la scadenza degli ammortizzatori sociali è imminente e dal Ministero dello Sviluppo economico non arrivano notizie.»

«Francesco Pigliaru – conclude Ignazio Locci – si decida a incontrare i lavoratori. Non possiamo lasciare che, questi padri di famiglia costretti ad azioni eclatanti per rivendicare il loro diritto al lavoro, restino nell’incertezza. È d’obbligo per il Presidente mettere in campo nuove politiche industriali e soprattutto dica molto chiaramente se è intenzionato o meno a sostenere la battaglia per il posto di lavoro degli operai ex Alcoa.»

Ignazio Locci 22 copia

«Che fa la Giunta Pigliaru per ridurre i tempi delle liste di attesa nelle Asl?». Lo chiede il consigliere regionale Ignazio Locci (Forza Italia), con una nota diffusa stamane.

«Mentre la Giunta Regionale è serenamente impegnata a completare gli organigrammi dei gabinetti assessoriali – scrive Locci – nelle Asl della Sardegna si allungano i tempi delle liste di attesa. La Giunta di Ugo Cappellacci aveva stanziato per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 risorse straordinarie aggiuntive con lo scopo di andare incontro alle esigenze delle Aziende sanitarie e, soprattutto, dei cittadini. Obiettivo: ridurre i tempi delle liste di attesa. Ma queste risorse sono finite e l’esecutivo Pigliaru sembra più interessato ad assecondare la logica della spartizione del potere, che a individuare nuovi fondi da destinare alle Asl.»

«Se Francesco Pigliaru non interviene alla svelta – aggiunge Locci – si corre il rischio che le liste di prenotazione, tra due mesi, raggiungono livelli d’allerta. In particolare in alcune specializzazioni, come nella diagnostica, si può arrivare a tempi di attesa di 7-8 mesi se non addirittura di un anno. L’impressione, a questo punto, è che la politica della Sanità stia segnando il passo di questa Giunta regionale. Un passo lento e contenuto, e non svelto e deciso come impone il quadro di emergenze che si coglie nell’Isola.»

Ignazio Locci 7 copia

«Nel giorno in cui si festeggia Sa Die de sa Sardigna, un appuntamento importante e ricco di significato, è doveroso ricordare il valore che riveste l’Autonomia della Sardegna. Un’Autonomia messa seriamente a rischio dal progetto di riforma del Titolo V della Costituzione, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano.»

Lo ha detto Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«La riscrittura della Costituzione – ha aggiunto Locci – mette in discussione la specialità della Sardegna e amplia la potestà legislativa dello Stato, privando la nostra Regione di importanti prerogative. Così come sancito dal Consiglio regionale, il popolo sardo ha diritto di vedere riconosciuta la propria specialità autonomistica, in quanto niente può essere causa di riduzione e negazione degli spazi della nostra autodeterminazione. Il valore storico di Sa die de sa Sardigna, alla luce dello scellerato progetto di riforma del Titolo V, è più che mai attuale. Dobbiamo difendere le prerogative della nostra autonomia e dimostrare che siamo assolutamente in grado di esercitare i nostri poteri speciali.»

Ignazio Locci 7 copia

«Subito un Commissario straordinario per l’attuazione del Piano Sulcis, ultima possibilità per il rilancio del nostro territorio: occorre puntare ad una sostanziale sburocratizzazione per renderlo definitivamente operativo. L’attuale governance lo sta indebolendo: il rischio è che, se alcuni progetti non verranno avviati entro il 2014, preziose risorse andranno perse.» La proposta è del consigliere regionale Ignazio Locci, del gruppo di Forza Italia.

«Il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 13 novembre 2012 tra Stato, Regione ed Enti locali presso la grande miniera di Serbariu – sottolinea Locci – prevedeva una cabina di regia composta da manager di comprovata esperienza e professionalità, che avrebbe dovuto dare gambe ai progetti tramite la sottoscrizione di accordi di programma tra le amministrazioni interessate e con il supporto di Invitalia. Una cabina di regia che ancora non decolla, facendo del Piano Sulcis un insieme di idee solo in minima parte avviate. Non solo: con la delibera regionale del 21-12-2012, N° 50/62, era stata istituita una sorta di segreteria operativa che avrebbe dovuto attuare il coordinamento regionale del Piano. Ma questo strumento ha aggiunto ulteriore burocrazia, creando una struttura elefantiaca che, di fatto, impedisce l’attuazione dei progetti per il riavvio del territorio.»

«La soluzione per uscire dal pantano – aggiunge ancora Ignazio Locci – è l’istituzione di un Commissario straordinario: una figura autorevole alla quale affidare poteri concreti per l’attuazione del Piano Sulcis, che goda della fiducia delle istituzioni regionali e nazionali e sia in grado di raccordarsi con le amministrazioni locali. Un soggetto unico e finalmente operativo. Del resto, il meccanismo della Fiscalità di vantaggio ha avuto successo perché non ha coinvolto una miriade di enti: c’erano le risorse, che sono state gestite direttamente dal Ministero dello Sviluppo economico, e tutto si è concluso in un unico rapporto.»

«Occorre superare la logica della suddetta cabina di regia – conclude il consigliere regionale “forzista” – che a oggi si è rivelata insufficiente e inutile, in quanto priva di poteri e competenze.»

Ignazio Locci 7 copia

Il consigliere regionale di Forza Italia Ignazio Locci, ha presentato una proposta per fare fronte alle richieste degli studenti fuori sede che non potranno beneficiare del fitto casa, nonostante idonei e meritevoli. 

«I fondi per garantire il “Fitto casa” agli studenti fuori sede, ancorché idonei e meritevoli – spiega Ignazio Locci – sono insufficienti per soddisfare tutte le domande degli aventi diritto? Allora si rimoduli la delibera con la quale la Giunta regionale ha stanziato ben 500mila euro a favore della promozione della lettura e dei festival letterari d’interesse regionale, nazionale e internazionale, e si provveda a destinare almeno la metà all’Ersu, in modo che possa garantire il diritto allo studio a quanti oggi se lo vedono precluso per la mancanza di risorse.»

«È inaccettabile – aggiunge Locci – che, mentre molteplici associazioni potranno beneficiare di una cifra esorbitante (certamente inadeguata al periodo di profonda crisi in cui versa la Sardegna), giovani studenti dell’Isola dovranno rinunciare a soggiornare nelle città universitarie a causa delle scelte sbagliate della Giunta Pigliaru. Eppure, l’Esecutivo Regionale è colmo di professori che ben conoscono, o dovrebbero conoscere, le difficoltà che incontrano gli studenti fuori sede. Si tratta di una vera ingiustizia che pesa sul desiderio di giovani sardi di garantirsi un’istruzione. Le associazioni culturali possono affrontare i festival letterari con le proprie risorse, senza gravare sul bilancio della Regione, che dovrebbe invece essere destinato a ben altre emergenze, come quella, appunto, degli studenti fuori sede, alle prese con una beffa che brucia. Forse la Giunta pensava di fare una mossa da “intellettualoidi da café letterari” erogando mezzo milione di euro per la promozione della lettura e dei festival letterari. Una cifra enorme, che non solo compie il torto di sottrarre fondi preziosi agli studenti sardi, ma paradossalmente assesta un colpo di grazia anche al comparto dell’editoria sarda, impedendo all’Associazione editori sardi di prendere parte al salone del libro di Torino, per la prima volta dopo 15 anni. Il grande calderone dei 500 mila euro, infatti, comprende anche i 50 mila euro di cui l’Aes disponeva per essere presente al grande evento fieristico del capoluogo piemontese.»

«Evidentemente, per “gli intellettualoidi da café letterari – conclude Ignazio Locci –  un festival di piazza merita più risorse del principale evento fieristico del libro italiano.»

 

Ignazio Locci vota 1 copia

«Ho appreso con grande preoccupazione di nuove ordinanze di distruzione dei prodotti lattiero-caseari di due aziende di Portoscuso, emanate dal sindaco Giorgio Alimonda. La Asl, dopo i controlli del mese scorso, ha provveduto a fare nuovi accertamenti in tutte le aziende del territorio comunale, trovando valori fuori norma rispetto alle direttive europee.»

Lo afferma Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia.

«È un momento delicatissimo – aggiunge Locci – in cui non posso fare a meno di esprimere tutta la mia solidarietà verso quei lavoratori che si vedono costretti a distruggere il frutto del loro sudore. D’altra parte è doveroso garantire pieno sostegno all’amministrazione comunale che non dispone degli strumenti necessari per fronteggiare questa emergenza. Occorre un intervento strutturale della Regione Sardegna, nello specifico degli assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente e alla Sanità, riuniti attorno a tavoli tecnici e politici per l’individuazione delle cause e delle strategie risolutive. E sarebbe inoltre opportuno istituire un fondo di solidarietà per le aziende zootecniche interessate dai provvedimenti di distruzione dei loro prodotti, che vedono azzerati, da un giorno all’altro, i propri guadagni. È fondamentale – conclude l’on. Locci – che tutti gli enti interessati affrontino il problema nell’interesse dei cittadini e della salute pubblica, ma anche delle aziende coinvolte.»

Consiglio regionale 3 copia

L’on. Francesco Agus (Sel) è stato eletto presidente della Prima Commissione (Autonomia e ordinamento regionale).  La seduta di insediamento è stata presieduta dal Presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau. Vice presidente della Commissione è stato eletto Stefano Tunis (Fi) e i segretari sono Michele Cossa (Riformatori sardi) e Giuseppe Meloni (Pd).

Francesco Agus è nato a Cagliari l’11 febbraio 1983. E’ stato eletto nella circoscrizione di Cagliari con 2.140 preferenze. Laureato in Economia, ex segretario provinciale di Sel, è alla prima legislatura.

La Prima Commissione si occupa delle seguenti materie: autonomia e ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare.

Gavino Manca (Pd) è stato eletto presidente della Seconda Commissione (Lavoro, Cultura e formazione professionale). La seduta di insediamento è stata presieduta dal Presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau. Vice presidente della Commissione è stato eletto Ignazio Locci (Fi) e i segretari sono Stefano Tunis (Fi) e Paolo Zedda (Soberania e Indipendentzia).

Gavino Manca è nato a Sassari il 30 agosto 1970. E’ stato eletto nella circoscrizione di Sassari  con 4.044 preferenze. Ragioniere, svolge la professione di impiegato.
Ex consigliere comunale di Sassari dal 1995 al 2005, è al terzo mandato in Consiglio regionale. Ha fatto parte dell’Ufficio di Presidenza, prima come segretario nella Tredicesima Legislatura, poi come Questore nella Quattordicesima. Nella stessa legislatura ha fatto parte della IV Commissione (Urbanistica)

La Seconda Commissione si occupa della seguenti materie: lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche e informazione.

L’on. Franco Sabatini (Pd) è stato eletto presidente della Terza Commissione (Programmazione, Bilancio e politiche europee).

La seduta di insediamento è stata presieduta dal presidente del Consiglio regionale, on. Gianfranco Ganau che, al termine dello scrutinio segreto, ha proclamato l’esito della votazione: presenti 14 consiglieri; votanti 14; Franco Sabatini, 8; Paolo Truzzu, 6. Vice presidente della Commissione è stato eletto, dunque, l’on. Paolo Truzzu (FdI-Gruppo Sardegna).

Segretari sono stati eletti i consiglieri Daniele Cocco (Sel) con 7 voti e Christian Solinas (Psd’Az) con 6 voti.

Franco Sabatini è nato a Lotzorai il 13 marzo 1962, E’ stato eletto nella circoscrizione Ogliastra con 3.371 preferenze. Ha conseguito il diploma di tecnico di laboratorio chimico e svolge la professione di tecnico di laboratorio.
Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo, è stato responsabile regionale dei Giovani di Azione Cattolica.
Nel 1997 è stato eletto consigliere comunale a Lotzorai per poi assumere l’incarico di assessore alle Attività produttive del comune ogliastrino. Nei primi anni 2000 è stato assessore al Turismo della Provincia di Nuoro, nell’esecutivo guidato da Francesco Licheri.
Componente dell’assemblea regionale e membro della direzione del Pd Sardegna, è al suo terzo mandato in Consiglio. Nella quattordicesima legislatura è stato vicepresidente della Terza Commissione “Bilancio e Programmazione”.

La Terza Commissione si occupa delle seguenti materie: programmazione, bilancio, contabilità, credito, finanza e tributi, partecipazioni finanziarie, demanio e patrimonio, politiche europee, rapporti con l’Ue, partecipazione alla formazione degli atti europei, cooperazione internazionale.

 

 

 

 

Ignazio Locci vota 1 copia

L’on. Ignazio Locci (Forza Italia) ha evidenziato nel suo intervento le grandi emergenze dell’isola, in particolare quelle del Sulcis.

«Segnalo la grande difficoltà che vivono oggi il polo industriale di Portovesme e i Consorzi di Bonifica – ha detto l’on. Locci – emergenze alle quali bisogna dare risposte rapide“. Noi lavoreremo per una Regione “riformata”, per un’amministrazione snella, perché la nostra isola diventi una terra di opportunità e non un luogo da cui fuggire.»

«Faremo un’opposizione seria – ha concluso l’on. Locci – ma non preconcetta. Siamo per il primato della buona politica e non vogliamo che la nave affondi.»

Sei consiglieri comunali di Carbonia_Layout 1

Centro direzionale ASL 7

Sei consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra del comune di Carbonia, Giuseppe Casti, Gianluca Arru, Francesco Cicilloni, Cinzia Grussu, Marco Murru, Luisa Poggi e Matteo Sestu, hanno preso posizione sulle vicende polemiche legate alla gestione della ASL n. 7 e al contenzioso in atto tra la Direzione generale e i dipendenti, chiedendo le dimissioni del Direttore generale della ASL n. 7, Maurizio Calamida, «per manifesta incapacità nella gestione dell’Azienda e delle risorse umane, in ottemperanza agli artt. 7, 8 della legge regionale n.21/2012 secondo cuiI direttori generali delle aziende sanitarie […] al fine di procedere alla proposta di ristrutturazione della rete ospedaliera aziendale, assicurano la consultazione: dei rappresentanti degli enti locali del territorio della ASL […]. Il mancato rispetto […] comporta la decadenza del legale rappresentante dell’azienda” e, se ciò non avvenisse, si appellano al neo-eletto Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ed ai consiglieri regionali eletti nel collegio di Carbonia Iglesias (Pietro Cocco, Luca Pizzuto, Gianluigi Rubiu e Ignazio Locci, n.d.r.), «affinché questi pongano in essere un’inversione di rotta nella gestione dell’Azienda Sanitaria attraverso segni di discontinuità che passino anche tramite la revoca dell’incarico all’attuale Direttore Generale a causa dell’inottemperanza al dettato della legge e procedano  all’individuazione dei nuovi vertici aziendali».

In una nota, i sei consiglieri comunali contestano le scelte del Direttore generale e sottolineano che «non può essere ritenuto “non sostanziale” il contenuto della recente delibera adottata Direzione Generale n. 342 del 27 febbraio 2014, con la quale le strutture complesse di Traumatologia, Lungodegenza e Chirurgia Pediatrica di Iglesias nonché la struttura complessa di Ortopedia del “Sirai” di Carbonia vengono trasformate in strutture semplici dipartimentali».

«A scanso di equivoci – si legge ancora nella nota -, il contenuto delle direttive circa il riassetto dei servizi ospedalieri territoriali va contestato alla Regione Sardegna, che dimostra ancora una volta la volontà di depotenziare e di impoverire la Sanità sui livelli locali per favorire l’accentramento dei servizi verso le strutture di Cagliari. Al Direttore Generale della ASL n. 7 contestiamo invece le modalità con cui si prende atto di tali direttive, sistematicamente eludendo la consultazione obbligatoria ex lege degli Enti Locali. Preoccupazioni analoghe alle nostre, nell’approcciarsi all’analisi delle direttive regionali e della gestione dell’ASL n. 7, devono avere avvertito anche la Provincia e l’Assemblea dei Sindaci, se è vero che, come anche appreso dagli organi di stampa regionali, queste hanno dapprima espresso forti perplessità sul piano di riassetto dei servizi sanitari sul territorio e poco dopo bocciato il bilancio consuntivo 2011 della ASL n. 7. Anche in relazione all’ Atto Aziendale 2012, diversi Comuni del territorio hanno motivato il mancato parere sull’Atto medesimo attraverso un documento parallelo, in cui si evidenziano punti condivisibili e criticità.»

«Vogliamo inoltre ricordarescrivono ancora i sei consiglieri comunali – il “ridimensionamento” (ma noi preferiamo parlare più concretamente di chiusura) del reparto di Pediatria dell’Ospedale “Sirai” di Carbonia: i posti letto per ricovero azzerati, gli utenti (i bambini e le loro famiglie) rinviati presso altre strutture, anche con episodi di “rimbalzo” presso strutture non facenti capo alla ASL n.7 . Diverse segnalazioni di disagi ci pervengono da famiglie che, rivoltesi al “Sirai”, specie nelle ore notturne, si sono viste dirottate presso altre strutture dopo visite mediche effettuate da medici in reperibilità, spesso dopo attese non esattamente celeri. Il tutto foscamente coerente con il tentativo di accentrare i servizi presso le strutture cagliaritane, anche attraverso il depotenziamento della Chirurgia Pediatrica di Iglesias.

Possiamo ancora citare gli episodi relativi alle “chiusure estive” di diversi reparti delle strutture ospedaliere locali (reparto Ortopedia del “Sirai” e Chirurgia Pediatrica presso le strutture iglesienti), motivate dalla Direzione Generale con la necessità di concedere le ferie al personale medico. Ci chiediamo se una gestione più accorta del personale non avrebbe potuto evitare la concessione di ferie per tutto il personale medico indispensabile proprio nei mesi di luglio-agosto.

Ancora possiamo citare – concludono i sei consiglieri comunali – la temporanea interruzione degli esami istologici disposti a seguito della campagna di screening gratuiti relativamente al carcinoma della cervice uterina, il taglio dei fondi utili al mantenimento delle Commissioni per l’accertamento delle invalidità, la persistenza di interminabili liste d’attesa relativamente ad alcune specialità mediche (ad esempio le visite fisiatriche domiciliari), le difficoltà a reperire anestesisti per cui la ASL n. 7 si avvale di prestazioni di professionisti operanti presso altre strutture (solo oggi, con notevoli ritardi, si procede all’indizione del bando di concorso per anestesisti).»