10 May, 2026
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Questa mattina il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e la consigliera comunale con delega alla Cultura Rosalba Cossu hanno ricevuto il presidente dell’OPI (Ordine delle professioni infermieristiche Carbonia Iglesias), Graziano Lebiu, e una delegazione delle 34 sarte “Mani D’oro” che, in occasione dell’emergenza Covid, hanno confezionato 18mila mascherine. Presidi che hanno poi raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani. Nell’occasione, l’OPI e le sarte hanno donato al comune di Sant’Antioco un quadro celebrativo dell’impresa, raffigurante i volti delle donne antiochensi accanto ad alcuni esemplari delle mascherine.

Un lavoro instancabile, quello di confezionamento svoltosi particolarmente nei mesi del lockdown, coordinato direttamente dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che si è occupato della fase progettuale ed ha coinvolto anche sarte dei comuni di Calasetta, Carbonia e Vullamassargia, e della consegna gratuita in tutto il territorio del Sulcis Iglesiente, e non solo.

«Siamo felici di ricevere questo quadro celebrativocommenta il sindaco Ignazio Locci un gesto che simboleggia il valore di comunità di Sant’Antioco e rende onore all’OPI e alle donne che nei mesi scorsi, chine sulla macchina da cucire, hanno confezionato decine di migliaia di mascherine. Un esempio per tutti. A loro diciamo grazie anche a nome di tutti coloro che, in un momento di forte difficoltà, hanno potuto disporre di una mascherina. Se è possibile trovare un lato positivo nell’emergenza Coronavirus, lo rappresenta appieno il lavoro straordinario delle sarte Mani D’Oro.»

 

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Domani, venerdì 24 luglio, alle 11.00, presso il Municipio di Sant’Antioco, verrà consegnato alla comunità antiochense, nelle mani del sindaco Ignazio Locci, un quadro di importanti dimensioni che ricomprenderà una considerevole selezione delle mascherine protettive per adulti e pediatriche che le 34 sarte “Mani d’Oro”, chine per ore e settimane sulle loro macchine da cucire, hanno confezionato per complessive 18.000 unità che hanno raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, Comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani.

E’ stato un lavoro instancabile coordinato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che ha curato la fase progettuale e di consegna gratuita ovunque pervenuta una richiesta da parte di chiunque avesse manifestato bisogno in tutto il Sulcis Iglesiente ma non solo. Un’attività operosa e solidale dall’alto valore umano, sociale e sanitario che meritava di essere per sempre ricordata e per le future generazioni con l’esposizione di una mascherina per ognuna della 34 sarte che si sono avvicendate nel progetto, e che hanno contribuito ad onorare il comune di Sant’Antioco e tracciare una linea politica: si può fare qualcosa per il prossimo, quando serve, senza averne niente in cambio nell’immediato ma tantissimo in termini di soddisfazione personale e di gratificazione sociale.

Le sarte e gli infermieri hanno scelto di uscire dall’ambito della lamentazione ed entrare nel contesto della fattibilità delle cose e quando municipi come quello di Sant’Antioco rispondono, il risultato non poteva che essere quello ottenuto: entrare in tutte le case di cittadini e istituzioni che hanno colto il valore dello stare insieme e fare rete solidale, perché da soli nessuno potrà mai andare da nessuna parte. Insieme, invece, è dimostrato che è possibile fare e arrivare all’obiettivo.

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

 

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Venerdì 24 luglio, presso il Municipio di Sant’Antioco, verrà consegnato alla comunità antiochense, nelle mani del sindaco Ignazio Locci, un quadro di importanti dimensioni che ricomprenderà una considerevole selezione delle mascherine protettive per adulti e pediatriche che le sarte Mani d’Oro, chine per ore e settimane sulle loro macchine da cucire, hanno confezionato per complessive 18.000 unità che hanno raggiunto cittadini, istituzioni, farmacie, parafarmacie, medici di famiglia, pediatri di libera scelta, Comuni, associazioni, enti diversi, reparti ospedalieri e servizi territoriali, biblioteche, musei, scuole elementari, giornalisti, sindacati, assessorati ai servizi sociali, volontari del soccorso, forze dell’ordine, fragili, disabili, cronici, anziani.

E’ stato un lavoro instancabile coordinato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias, che ha curato la fase progettuale e di consegna gratuita ovunque pervenuta una richiesta da parte di chiunque avesse manifestato bisogno in tutto il Sulcis Iglesiente ma non solo. Un’attività operosa e solidale dall’alto valore umano, sociale e sanitario che meritava di essere per sempre ricordata e per le future generazioni con l’esposizione di una mascherina per ognuna della 34 sarte che si sono avvicendate nel progetto, e che hanno contribuito ad onorare il comune di Sant’Antioco e tracciare una linea politica: si può fare qualcosa per il prossimo, quando serve, senza averne niente in cambio nell’immediato ma tantissimo in termini di soddisfazione personale e di gratificazione sociale.

Le sarte e gli infermieri hanno scelto di uscire dall’ambito della lamentazione ed entrare nel contesto della fattibilità delle cose e quando municipi come quello di Sant’Antioco rispondono, il risultato non poteva che essere quello ottenuto: entrare in tutte le case di cittadini e istituzioni che hanno colto il valore dello stare insieme e fare rete solidale, perché da soli nessuno potrà mai andare da nessuna parte. Insieme, invece, è dimostrato che è possibile fare e arrivare all’obiettivo.

Ci riserviamo di comunicare l’orario dell’inaugurazione dell’esposizione, che troverà casa nella sala riunioni del comune di Sant’Antioco

Graziano Lebiu

Presidente OPI Carbonia Iglesias

 

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«Abbiamo l’ufficialità su un caso di positività al Covid: nessun panico, è tutto sotto controllo. Rispettiamo le regole e proseguiamo la vita di tutti i giorni.» E’ l’annuncio fatto dal sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, attraverso la pagina Facebook del Comune, dopo aver appreso l’ufficialità dal Servizio di Igiene pubblica della ASSL di Carbonia. Si tratta di una turista in isolamento da alcuni giorni.
«Seguiamo tutti le linee guida del Governoha aggiunto Ignazio Locci -: utilizzo della mascherina, distanziamento sociale e igienizzazione delle mani.»

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Parte domani, sabato 18 luglio, nella splendida cornice di Cala Sapone, il Sulky Jazz Festival, che vedrà protagonista della prima serata il Carol Mello Quartet.
Un’estate all’insegna della grande musica, con nomi di livello del panorama jazzistico nazionale ed internazionale che si esibiranno, per le prime serate, nelle splendide spiagge di Cala Sapone e Maladroxia, per poi spostarsi nel centro storico di Sant’Antioco.
Arrivato alla seconda edizione, dopo il successo della prima, l’evento si consacra come uno dei più rilevanti nel panorama jazzistico in Sardegna.
L’inizio dei concerti è previsto per le ore 21.00, ma per ragioni di sicurezza e nel rispetto delle disposizioni legate al Covid, l’invito agli spettatori è di recarsi nei luoghi dei concerti alle ore 20.00.
Grande musica, nomi di livello del panorama jazzistico nazionale e internazionale in cornici mozzafiato come le spiagge di Cala Sapone, Maladroxia ed il centro storico di Sant’Antioco. L’emergenza Covid non ferma la voglia di musica e spettacolo e si rinnova anche nel 2020 l’appuntamento con il Sulky Jazz Festival che parte domani con il primo grande concerto. L’evento si consolida come uno dei momenti più importanti per il jazz in Sardegna ed anche quest’anno il cartellone degli appuntamenti, organizzati dall’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, è ricco di grandi nomi della musica jazz. Tutti i concerti inizieranno alle ore 21.00, ma per assicurare la massima sicurezza e rispettare le disposizioni previste per il contrasto al Covid-19, gli spettatori sono invitati a recarsi ai luoghi dei concerti alle ore 20.00.
«Andiamo avanti con entusiasmo commenta il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci con l’intento di lasciarci alle spalle i mesi di lockdown e di emergenza: e lo facciamo senza rinunciare agli eventi estivi, che caratterizzano l’estate in salsa antiochense. Puntiamo alla riscoperta dell’isola e delle nostre radici, strizzando l’occhio agli eventi come il Sulky Jazz, che anche quest’anno porta a Sant’Antioco i grandi nomi della musica in location da favola. Saranno appuntamenti che gioco forza dovranno fare i conti con le diverse misure di restrizione anti contagio, che tuttavia non ci impediranno di vivere appieno questa estate, speciale e diversa.»
Si parte, dunque, domani sabato 18 luglio, a Cala Sapone, con il Carol Mello Quartet, ensemble guidata da Carol Mello, cantante e musicista brasiliana accompagnata da Roberto Bernardini alla chitarra classica, Matteo Marongiu al contrabbasso ed Emanuele Pusceddu alla batteria. Il 24 luglio, nella spiaggia di Maladroxia, si prosegue con ‘The in Sound’ – Barend Middlehoff Trio Featuring. Wena. Tra i più quotati tenoristi in terra olandese, ora in pianta stabile in Italia, si avvarrà di una ritmica di eccellenze nel panorama jazzistico europeo, l’organista Emiliano Pintori e l’australiano Adam Pache alla batteria. Con loro Wena, una delle più belle e interessanti voci della scena soul italiana. Il 7 agosto a Cala Sapone saranno in scena Yilian Cañizares Trio. Insieme alla musicista e cantante cubana, si esibiranno Inor Sotolongo alle percussioni e Childo Tomas al Basso. Una settimana dopo, il 12 agosto a Maladroxia, sarà la volta di Mauro Sigura Quartet “Terravetro”. Con Sigura (oud/bouzouky) ci saranno Gianfranco Fedele a piano ed elettronica, Tancredi Emmi al contrabbasso ed Alessandro Cau alla batteria. Il 28 agosto, in piazza De Gasperi, sarà la volta di Alice Ricciardi & Pietro Lussu Duo. Pietro Lussu al Piano-Fender Rhodes ed Alice Ricciardi alla voce oltre alle sonorità del loro primo album in duo “Catch a Falling Star”, proporranno un eclettico programma musicale con il “fil rouge” incarnato dal suono e dall’approccio distintivo del duo. Il Walter Ricci Trio salirà sul palco di piazza De Gasperi il 4 settembre. Insieme all’artista che ha suonato con artisti del calibro di Michael Bublè e Mario Biondi suoneranno Dario Rosciglione al contrabbasso e Amedeo Ariano alla batteria. A chiudere la rassegna 2020, saranno Lorenzo Tucci “Touch Trio” il prossimo 11 settembre, in piazza De Gasperi. Tucci, uno tra i batteristi di maggior talento della scena jazzistica nazionale ed europea si esibirà con Claudio Filippini al piano e Daniele Sorrentino al contrabbasso.
In rispetto delle norme anti Covid è consentito l’ingresso ad una persona per volta. Familiari e congiunti potranno accedere insieme. È previsto il mantenimento del distanziamento sociale di un metro, l’obbligo di indossare la mascherina finché non si raggiunge il posto assegnato, il divieto di accesso se la temperatura corporea suoera i 37.5°, l’utilizzo di gel mani disinfettante.
Per prenotazioni: Info Point Welcome to Sant’Antioco: 370 1115900

Federica Selis

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Vivi il territorio”, “Immagina sotto le stelle”, “Senti il ritmo” e “Scopri l’isola”. Il fitto programma degli eventi in cartellone per l’Estate 2020 a Sant’Antioco è un chiaro invito a scoprire l’isola, tra profumi, sentieri nascosti, esperienze emozionali, passeggiate in bici, a piedi e in canoa, aperitivi ed esperienze in vigna, eventi enogastronomici in luoghi carichi di suggestioni. Con un occhio di riguardo ai grandi nomi della musica e un gradito ritorno dopo anni di assenza: ilCinema sotto le stelle nello scenario dell’Arena Fenicia. Dieci film, frutto di una selezione equilibrata a cura dell’Associazione Il Calderone” (si parte il 16 luglio con la proiezione di Parasite). E torna, per il secondo anno consecutivo, il Sulky Jazz Festival (al via il 18 luglio): otto serate di grande musica nelle spiagge di Calasapone e Maladroxia e nel cuore del centro storico antiochense, Piazza De Gasperi, dove ha sede la Basilica di Sant’Antioco Martire patrono della Sardegna, che verrà ufficialmente riaperta il primo agosto (dopo importanti lavori di restauro e consolidamento e lo stop forzato del lockdown).

«Ci siamo impegnati per garantire un’estate ricca di appuntamenticommenta l’assessore del Turismo, Roberta Serrenticonsapevoli delle grosse difficoltà derivanti dall’emergenza Coronavirus. Ciò nonostante, grazie al prezioso coinvolgimento delle associazioni locali, siamo riusciti ad allestire un cartellone degno di Sant’Antioco, confermando anche uno degli appuntamenti musicali più importanti della Sardegna: il Sulky Jazz Festival.»

Un ventaglio di eventi che, in questa estate speciale e diversa, rappresenta un invito chiaro e forte alla scoperta delle bellezze di Sant’Antioco: ecco, dunque, la manifestazione Antichi Sentieri, un progetto di ricerca e riscoperta dell’isola di Sant’Antioco e del territorio lagunare attraverso la mappatura delle sue secolari vie di comunicazione, promosso dall’associazione Ottovolante Sulcis. I visitatori percorreranno i sentieri che dalla costa Ovest portano all’interno dell’Isola tramite una mappatura in senso fisico, culturale ed artistico (in programma anche concerti in luoghi insoliti). Molteplici, inoltre, le passeggiate in bicicletta in giro per il territorio isolano grazie all’associazione I 2 Leoni”. Senza dimenticare le iniziative di sport a cura dell’Associazione sportiva Sulcispes ed il consueto appuntamento con la manifestazione “Al mare che tutto unisce”dedicata allo scultore Gianni Salidu.

«Andiamo avanticommenta il sindaco Ignazio Loccicon l’intento di lasciarci alle spalle i mesi di lockdown e di emergenza: e lo facciamo senza rinunciare agli eventi estivi, che caratterizzano l’estate in salsa antiochense. Puntiamo alla riscoperta dell’isola e delle nostre radici, con il coinvolgimento delle associazioni locali, strizzando l’occhio agli eventi come il Sulky Jazz, che anche quest’anno porta a Sant’Antioco i grandi nomi della musica. Saranno appuntamenti che gioco forzaconclude Ignazio Loccidovranno fare i conti con le diverse misure di restrizione anti contagio: per questo, invito tutti a seguire i vari canali di comunicazione social (sia del Comune, sia delle diverse associazioni coinvolte) dove sono indicati le modalità e i riferimenti per le prenotazioni.»

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Sono iniziati ieri i lavori di completamento delle aree esterne del cimitero di Sant’Antioco (nuova piazza parcheggio e riprogettazione delle aree verdi con la messa a dimora di ulivi secolari, realizzati nell’inverno scorso) che in quest’ultima fase prevedono la definizione delle opere di illuminazione, ovvero punti luci nella piazza e in tutta la strada principale (via dei Pini), dall’incrocio con via Massimo D’Azeglio all’incrocio con via Insula Plumbaria. Ma non solo: nei giorni scorsi, con gara d’appalto, è stata affidata a una ditta esterna la gestione del cimitero, sia dei servizi che della cura degli spazi interni ed esterni, fino ad oggi a carico del personale comunale.
«Portiamo a conclusione una delle opere inserite a suo tempo nel nostro programmacommenta l’assessore dei Lavori pubblici Francesco Garaudopo la realizzazione della nuova piazza al posto del piazzale sterrato, fonte di disagi per i cittadini, e di servizi e sottoservizi per le attività commerciali che lì hanno sede, chiudiamo il progetto con l’inserimento dei lampioni, portando la luce in quella che a tutti gli effetti è diventata una nuova piazza, accogliente, sicura e funzionale. In più ampliamo la visibilità con i punti luce lungo tutta l’arteria».
In merito interviene anche il sindaco Ignazio Locci, il quale pone l’accento sulla decisione di affidare ad una ditta esterna la gestione completa del cimitero: «Affidare a una impresa i servizi inerenti il cimitero, dalla cura degli spazi all’apertura e la chiusura al pubblico, ci consente di realizzare due obiettivi: riportiamo nella squadra tecnica due operai che erano impiegati a tempo pieno nel cimitero; e, grazie a un capitolato d’appalto studiato con precisione, offriamo ai cittadini un servizio all’altezza delle aspettative, con are interne ed esterne curate tutto l’anno».

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Procede l’iter per la ristrutturazione e la riqualificazione dell’ex mercato civico di Sant’Antioco, che può contare su uno stanziamento di circa 2 milioni di euro derivante in gran parte dal Fondo per lo sviluppo delle Isole Minori, destinato a diventare Residenza Artistica, Sala Convegni e Auditorium, una struttura polivalente e attrattiva nel cuore del paese.

L’Ufficio Lavori Pubblici e Appalti ha affidato i servizi tecnici per la progettazione definitiva esecutiva dell’opera, con la quale l’Amministrazione Comunale punta a restituire alla collettività uno spazio dedicato alla cultura e al teatro riqualificando un edificio che in passato ha rappresentato un punto di riferimento per l’intera comunità.

«Proseguiamo con convinzione nel percorso di riqualificazione del mercato civico, il quale ha smesso da un pezzo di essere cuore pulsante dell’economia locale ha detto il sindaco, Ignazio Locci -. Tuttavia, siamo convinti che quella struttura possa e debba essere riqualificata al fine di diventare centro vitale della cultura antiochense. Abbiamo già percorso un buon pezzo di strada e, così come da crono-programma, contiamo di bandire la gara d’appalto per l’esecuzione delle opere entro il 2020.»

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«Se mi abbandoni crollo»: è questo lo slogan che campeggia su quattro siti cardine dell’archeologia del Sulcis Iglesiente. Il 30 giugno chiuderanno i cantieri di manutenzione e scavo di quattro aree archeologiche del Sud Sardegna: il nuraghe Sirai di Carbonia, Pani Loriga di Santadi, il nuraghe Seruci di Gonnesa e la zona archeologica di Sant’Antioco. Gli operai addetti ai lavori saranno dirottati verso altre tipologie lavorative ma i siti di Seruci e Pani Loriga, già gestiti da cooperative, resteranno comunque aperti alla fruizione pubblica.
«Esprimiamo profonda amarezza perchè si chiude, in parte, una cosa che funziona spiega Hansel Cabiddu, sindaco di Gonnesa -. Abbiamo predisposto per poter riaprire il sito al pubblico la settimana prossima e in concomitanza con la riapertura perdiamo personale qualificato che ha curato il sito. Quindi una cosa che funziona viene messa nelle condizioni di perdere un pezzo importante.»
Come sottolinea anche Marco Valdes, responsabile del sito archeologico di Seruci per conto del Cammino di Santa Barbara: «Attualmente stiamo facendo diserbo, pulizia e manutenzione generale. Questo sito ci mancherà. Entreremo con la nuova ditta e vedremo il da farsi».
A Santadi, al sito di Pani Loriga, l’atmosfera è la stessa. Il cantiere archeologico chiude e gli 8 operai che curano la manutenzione dell’area saranno impiegati in altre mansioni.
«La chiusura del cantiere archeologicointerviene Simona Garau, assessore dei Beni culturali del comune di Santadi vuol dire lasciare un sito senza l’ordinaria manutenzione. Santadi vive anche dalle bellezze archeologiche che offre il territorio. La chiusura del cantiere vorrebbe dire un danno d’immagine che né il comune di Santadi né gli altri comuni che hanno in gestione questi siti si possono permettere. Siti che restano comunque aperti al pubblico e che, proprio per questo, necessitano di manutenzione. Il comune di Santadi non può farsene carico. Questo la Regione lo sa benissimo e ciononostante non ha avuto intenzione, fino ad oggi, di porre rimedio a questa incresciosa situazione. Faremo di tutto per rinvenire finanziamenti che consentano la prosecuzione del cantiere archeologico.»
Quella di Pani Loriga è un’area molto estesa, che comprende testimonianze di diverse epoche storiche, dal Neolitico fino al periodo bizantino. Rappresenta, a tutt’oggi, uno dei punti di riferimento culturale per l’intero Basso Sulcis, come spiega l’archeologa Simona Ledda, responsabile del sito: «Parliamo di un sito plurimillenario, che rappresenta una parte importante della storia della Sardegna. Dal 30 giugno chiude il cantiere di manutenzione perché all’interno di un bando internazionale, promosso dalla regione Sardegna, non sono stati inseriti i siti archeologici. Chiedo direttamente al presidente Solinas di trovare una soluzione».
Diverso il destino del Nuraghe Sirai di Carbonia, che, a differenza delle aree di Seruci e Pani Loriga, non è mai stato sottoposto a gestione e non è quindi fruibile al pubblico. I lavoratori, che ininterrottamente dal 2018, si occupano della manutenzione del sito, dal 30 giugno saranno spostati e l’area archeologica chiuderà i battenti. Le strutture capannicole e gli scavi verranno ricoperti con dei teli bianchi, in modo da preservarli da intemperie e atti di vandalismo.
«Qui stiamo andando a porre fine ad un’attività di scavo e di valorizzazione ma anche di manutenzione costantespiega l’archeologo Matteo Tatti -, che ha portato questi monumenti archeologici a poter essere resi alla collettività. Questi lavoratori si sono formati in questo sito, assumendo professionalità specifiche nella cura dello scavo archeologico. Adesso verranno spostati chissà dove.»
Anche Carla Perra, responsabile scientifico e direttore dello scavo, si interroga sul destino dei lavoratori. «Questi operai sono stati formati attraverso corsi di formazione e hanno acquisito professionalità elevate nel restauro, nello scavo e nella documentazione. Ora chissà dove verranno mandati. Forse in qualche cantiere di bonifica o di archeologia industriale. Inoltre, gli scavi hanno bisogno di una manutenzione continua. Sarà un problema, perché i comuni non hanno le risorse per potersi occupare della manutenzione.»
Mafalda Maxia, capo cantiere nel sito del nuraghe Sirai, esprime il dispiacere, da parte di tutti i colleghi, per il trasferimento.
«Dal 30 giugno ci ritroveremo a fare chissà quale lavoro e vorremmo cercare di mantenere la stessa tipologia di occupazione, in modo tale da continuare la professionalità che abbiamo acquisito in tutti questi anni. Non chiediamo altro.»
Rammarico viene espresso anche dall’assessore della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu. «Questo è stato un processo virtuoso, che è riuscito a dare nuova formazione a dei lavoratori che prima si occupavano di tutt’altro ma che si sono dedicati a questo settore con passione. Con la loro formazione ci hanno consentito di rendere il sito fruibile e visitabile. Interrompendo questo percorso si sta facendo un danno enorme.»
Attraverso le pagine social istituzionali, il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ringrazia la Fondazione Cammino di Santa Barbara per l’impegno profuso in questi due anni nella cura e nella manutenzione delle aree archeologiche dell’isola.
Federica Selis

 

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Un nuovo traguardo per Sant’Antioco, dopo la Bandiera Blu conquistata per il secondo anno consecutivo dalla spiaggia di Maladroxia. La cittadina lagunare è stata inserita, infatti, tra le 150 località italiane che ospitano delle iniziative di pubblica sicurezza.

“Sant’Antioco sana, serena, sicura”: è questo lo slogan pensato dal paese sulcitano per affrontare quest’estate 2020, e che suggerisce il modus operandi adottato dall’amministrazione comunale per garantire piena tranquillità a cittadini e turisti.

Si parte dalla pagina web “Spiagge Sant’Antioco”, attraverso la quale l’utente potrà ricevere informazioni sui sistemi di sicurezza e comportamento in spiaggia ma, soprattutto, sarà in grado di monitorare in tempo reale il numero di posti disponibili in ogni arenile del territorio comunale.

Questo non significa dover prenotare un posto in spiaggia ma rappresenta, anzi, un’ulteriore e comoda opportunità, per il fruitore, di poter scegliere il luogo in cui andare, in base alla presenza cospicua o meno di altri bagnanti.

«La WebApp “Spiagge Sant’Antioco” consentirà di informare, due volte al giorno, i cittadini su quella che è la pressione antropica sugli arenilidice il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci -. Le spiagge restano libere ma attraverso la collaborazione dei barracelli e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, saremo in grado di dire, due volte al giorno, quante persone sono in spiaggia. Sulla base di questi numeri, i cittadini e gli ospiti potranno valutare quale arenile scegliere.»

Un grande lavoro di comunicazione e di informazione, quello su cui punta il comune di Sant’Antioco, al fine di garantire una stagione comoda e, allo stesso tempo, sicura per tutti. In ogni spiaggia è stato impiantato un sistema di cartellonistica con le regole di comportamento da seguire.

Luciano Agus, della Polizia Rurale di Sant’Antioco, conferma che la situazione risulta perfettamente sotto controllo: «Per adesso è tutto tranquillo. La gente ha capito i regolamenti e li rispetta. Noi stiamo solo svolgendo un’azione di controllo per garantire che tutto vada bene ma vediamo che le persone sono abbastanza educate e rispettano i decreti ministeriali».

Non solo cartellonistica informativa e segnaletica adeguata: in ogni spiaggia del territorio comunale sono stati installati dispositivi di sanificazione personale. Prosegue il sindaco Ignazio Locci: «Sia il centro urbano che le spiagge sono state dotate di colonnine a pedale con i dispenser per le soluzioni idroalcoliche».

Un’idea innovativa, che rende la cittadina lagunare precursore dell’iniziativa e che ha contribuito a farle guadagnare l’ingresso tra le 150 località più sicure d’Italia. Una soluzione d’impatto positivo anche per i turisti, come osserva Giampaolo, della provincia di Rovigo, in vacanza a Sant’Antioco con la compagna: «Abbiamo visto i sanificatori e li abbiamo usati. Siamo rimasti colpiti. Anche in spiaggia le persone sono tutte distanziate e in ordine. Dal punto di vista del Covid abbiamo notato che c’è un’ottima organizzazione».

Organizzazione che non prevede alcuna prenotazione per la fruizione delle spiagge ma permette ad ognuno di informarsi sulla pressione antropica degli arenili, attraverso l’utilizzo di una semplice applicazione. Spiagge libere, in cui le uniche regole da seguire restano quelle indicate dalle ordinanze ministeriali e, soprattutto, dal buon senso.

«Sant’Antioco sana, serena, sicura è il nostro marchiocontinua Ignazio Locci -. Poche regole, semplici: un metro di distanza interpersonale, tre metri tra gli ombrelloni, un unico ombrellone e, ovviamente, vietato banchettare nella spiaggia.»

Una stagione che si avvia, attraverso la cooperazione con la prefettura di Cagliari ed il ministero degli Interni, e che richiede la collaborazione di tutti. Conclude il primo cittadino: «Ci auguriamo che operatori, turisti e chiunque frequenti le nostre coste possa collaborare attraverso il buon senso a tenere sicure e, soprattutto, fruibili al meglio le nostre coste e le nostre spiagge».

Per entrare nella WebApp “Spiagge Sant’Antioco”:

– accedere da tablet o da cellulare alla pagina Facebook del comune di Sant’Antioco;

– scorrere fino al box “Sant’Antioco serena sana sicura”;

– all’interno del box cliccare sul link https://www.spiaggesantantioco.it/

Federica Selis

 Sant’Antioco