1 October, 2026
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ìDue date importanti chiudono l’annata 2026 del progetto “Tessere l’arte”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna e realizzato da Ottovolante Sulcis con la collaborazione del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco e il comune di Sant’Antioco.

Sabato 3 ottobre alle 18.00 si inaugura “Canti dall’Isola”, mostra conclusiva delle residenze artistiche, presso il Villaggio Ipogeo, mentre il giorno seguente, domenica 4 ottobre, alle 19.00, finissage della mostra delle opere di piccolo formato “Cantiere di Idee” nel MAB – Museo archeologico Ferruccio Barreca. Il finissage della mostra “Tessere l’Arte – Cantiere di Idee” arricchisce il progetto con le residenze artistiche internazionali a cura di Ottovolante Sulcis, con la partecipazione di differenti paesi, tra i quali Uruguay, Cile e Argentina. A chiudere la serata sarà Hugo Trova, musicista e cantautore uruguaiano. In entrambe le mostre sarà presente una delegazione dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, partner di progetto, composta da Rossella Piergallini, docente e rappresentante del Consiglio Accademico, e Gabriele Lamberti, docente in ABABO e curatore della mostra dei piccoli formati.

Agli sguardi attenti di 43 artisti (che complessivamente hanno preso parte nei sei anni di svolgimento del progetto) si sono aggiunte 35 visioni in piccolo formato: tanti occhi e tante sensibilità hanno scavato culture, artigianati, memorie per riportarle dentro poetiche personali definendo gli esiti finali dei loro soggiorni: “Quella sottile linea verde (2025)”, “Suggestioni” e “In tondo” (2024), tra gli altri titoli ideati fin dal 2021.

Gli artisti che vengono in residenza hanno modo di conoscere l’Isola e il paese, di penetrare nelle antiche tradizioni grazie allo studio e alla ricerca degli artigianati per dare loro vita e nuove prospettive. La memoria delle manualità è spesso colta nei lavori, nelle tracce, nelle sfumature. Ciò che colpisce gli artisti è nel profondo della storia, nei particolari, nei segni ormai senza importanza.

La loro arte nasce da lì, nell’essenza di una cultura tanto antica, tanto agreste e materica, di cui restano tracce significative di incroci di civiltà e di vita quotidiana. La loro visione contemporanea, forgiata nelle tante esperienze che la Textile art porta a sperimentare, restituisce lavori in cui le tecniche non solo fanno da supporto ma diventano il cuore, il centro della creatività artistica, in un moto circolare di rivisitazione ed innovazione.

La mostra delle opere di piccolo formato esposte al MAB è formata dalle opere di 35 artisti da tutto il mondo e rivela un’attenzione al paese e alla sua storia. La mostra continuerà il 9 ottobre a Bologna presso Arcoiris e sarà visibile nel catalogo on line.

Il progetto è stato un lungo periodo di laboratori frequentati da giovani, turisti e locali in cui sperimentare tecniche raffinate, a cui dedicarsi ma soprattutto da rivisitare in modo contemporaneo. L’arrivo, oltre a tre artiste italiane, di un collettivo spagnolo/cileno e di 3 artiste sudamericane (Uruguay, Argentina e Cile) sostenute nel viaggio dai loro governi, è la manifestazione dell’apprezzamento riscosso dal progetto. Gli artisti in residenza nel 2026 sono Asia Galeati, Elisabetta Cameli, Irene Sara, Virginia D’Alto, Susana Molina Borquez, Silvia Mirelman e Mariona Canadas/Pedro Murua.