14 April, 2021
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Sarà presentato venerdì 29 maggio con un seminario online il programma di Sardegna RicercheMicroincentivi per l’innovazione che aiuta le imprese sarde finanziando con contributi fino a 15.000 euro l’acquisto di servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione.
I lavori del seminario saranno aperti alle 10.00 dalla Commissaria straordinaria di Sardegna Ricerche, Maria Assunta Serra, che descrive così la principale novità del programma:
«Questa terza edizione del programma viene a cadere in un momento molto particolare per le nostre imprese, a causa della pandemia Covid-19. Abbiamo quindi pensato di introdurre un tema d’attività specifico per gli interventi volti ad affrontare e gestire, nel breve e nel medio termine i rischi connessi all’emergenza sanitaria.
In questa categoria ricadono gli interventi più legati all’emergenza in corso, come la riconversione produttiva per soddisfare la domanda di dispositivi di protezione e l’adozione di misure di contenimento del contagio, ma anche quelli necessari a garantire la ripartenza dell’economia post-pandemia, innovando i prodotti ed i servizi per adattarli alla nuova quotidianità.»

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese attive in Sardegna in numerosi settori, come quello manifatturiero, dei servizi, commerciale, turistico e della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturale, con le esclusioni previste dai regolamenti comunitari sugli aiuti alle imprese (agricoltura primaria, pesca, acquacoltura, ecc.).
Oltre agli interventi Covid-19, particolare attenzione è rivolta in questa edizione al tema della valorizzazione della proprietà intellettuale (brevetti, design e marchi).
Sarà pertanto possibile presentare domanda di contributo per quattro categorie di progetti:

  • progetti standard: sviluppo di nuovi prodotti e processi;
  • interventi Covid-19: sviluppo di soluzioni e tecnologie in grado di rispondere alle nuove esigenze, individuali e collettive, derivate dall’emergenza epidemiologica;
  • valorizzazione di titoli di proprietà industriale: sviluppo o miglioramento di prodotti e processi basati su un’invenzione brevettata, o su un disegno o marchio registrato;
  • assistenza e informazione in tema di proprietà intellettuale: consulenza e costi amministrativi relativi ai questi servizi.

In generale, i servizi finanziabili possono riguardare le attività necessarie alla messa a punto di un nuovo prodotto o processo: progettazione e definizione di specifiche tecniche, prototipazione fisica o virtuale, prove tecniche di laboratorio e test, certificazione di prodotto, tutela della proprietà intellettuale della nuova soluzione.

L’aiuto massimo previsto per ogni progetto è pari a 15.000 euro, che possono essere impiegati per coprire l’80% dei costi ammissibili. L’intensità dell’aiuto può arrivare sino al 100% nel caso degli interventi “Covid-19” e della valorizzazione di brevetti, disegni e marchi.

Lo stanziamento iniziale di 700.000 euro proviene dalla programmazione regionale e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (POR-FESR Sardegna 2014-2020). La procedura è di tipo valutativo “a sportello”.
Le domande potranno essere presentate sul portale regionale SIPES, dalle ore 12:00 del prossimo 5 giugno e fino al 31 dicembre 2020.

La scheda d’iscrizione al webinar, il bando completo e il catalogo dei servizi ammissibili sono disponibili sul sito web di Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it). Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla responsabile del procedimento, Mara Mangia (email: mangia@sardegnaricerche.it).

Per comodità di consultazione, riportiamo di seguito l’elenco non esaustivo degli “Interventi Covid-19” ammissibili:

1. Servizi a supporto del settore emergente delle protezioni:

  • progettazione/prototipazione di nuovi dispositivi di protezione individuale DPI (p. es.: mascherine, occhiali, visiere, ecc.) e relativi accessori;
  • progettazione/prototipazione di prodotti e dispositivi di protezione non DPI e relative parti/pezzi di ricambio, realizzabili rapidamente e con materiali di facile reperibilità, preferibilmente riutilizzabili, sanificabili, sterilizzabili, smontabili;
  • sviluppo di nuovi prodotti ecosostenibili per l’igiene e la cura personale o degli ambienti domestici;
  • sviluppo di prodotti o strumenti per la sanificazione di ambienti di lavoro;
  • certificazione di prodotto, marcatura CE/DPI, test di laboratorio;
  • assistenza e accompagnamento sui temi della riconversione, anche parziale, di imprese verso la produzione di DPI o comunque di prodotti e servizi “covid fighter”;
  • servizi per la riconversione (progettazione di nuove linee di prodotto/processo che tenga conto della normativa di riferimento).

2. Sviluppo di soluzioni per il contenimento del contagio negli ambienti domestici e di lavoro.

  • sviluppo di sistemi destinati alle protezione delle categorie più fragili (anziani, bambini, persone con disabilità o patologie croniche) nella propria abitazione o in strutture di accoglienza;
  • sviluppo di sistemi per l’aggiornamento dei processi di lavoro (sia da remoto che in presenza);
  • progettazione di postazioni tecnologiche per nuove modalità lavorative, anche per il commercio;
  • sviluppo di piattaforme di comunicazione e condivisione, intra o extra-aziendali, o di web-app specificatamente destinate al commercio, anche “da asporto”, con funzionalità di gestione delle code.

3. Servizi per la progettazione della fase post-confinamento (per vivere la nuova quotidianità e rilanciare l’economia regionale).

  • sviluppo di soluzioni tecnologiche e organizzative per la fruizione di servizi ed eventi nei luoghi di socializzazione e di intrattenimento, anche all’aperto, quali cinema, teatri, musei, ristoranti, bar, palestre, alberghi, stabilimenti balneari, ecc.;
  • sviluppo di sistemi per monitorare e gestire il distanziamento, fisico o temporale, delle persone nei vari ambiti di fruizione dei servizi;
  • sviluppo di design degli spazi di relazione (DSR) negli ambienti di lavoro e delle attività ricreative;
  • realizzazione di nuovi servizi per l’“addio alla globalizzazione” e il ripristino delle lavorazioni locali, industriali, artigianali o di servizi;
  • servizi per il settore agroalimentare (es: accorciamento delle filiere, nuove modalità di produzione e distribuzione prodotti km 0, sistemi per la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti agroalimentari);
  • progettazione di nuovi servizi turistici e d’intrattenimento.