13 February, 2026
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Un’esplosione e la vita rischia di sfuggirti di mano…lo sguardo smarrito di tuo figlio, il labbro spaccato, le tue mani sporche di sangue, fumo, gas, polvere, una voce amica che cerca di confortarti, le sirene dell’ambulanza, le luci del carro attrezzi, le voci concitate delle persone intorno, le telefonate a casa: «Abbiamo avuto un incidente! La macchina è distrutta! Come stiamo noi? Non lo so!»

La mente è confusa, i pensieri si rincorrono senza trovarsi e poi il Sirai…eccolo pronto ad accoglierci.

Sono quasi le venti di giovedì 23 marzo, quando le porte del Pronto Soccorso si aprono per noi ed inizia quella che sarà una lunga notte…

Il primo intervento dei sanitari arriva con il sorriso e così procede per alcune ore…gli esami di routine e gli accertamenti del caso…

Mentre attendo, è difficile non guardarmi intorno: tante le persone sofferenti per un solo medico, alcune si lamentano su una barella, altre in sedia a rotelle come me si guardano intorno smarrite, qualche parola e scopriamo che, nonostante la notte sia ormai cominciata da un pezzo, ci sono pazienti arrivati dalla mattina ed ancora in attesa di risoluzione.

Alta professionalità che opera in condizioni disastrose…personale da una vita insufficiente per seguire sì tanti pazienti.

Infermieri che dovrebbero avere il patentino dello sportivo! Perché?

Per portare una barella ai reparti o nei luoghi preposti per i controlli devono prendere la rincorsa, l’unico modo per arrivare in cima all’inappropriata salita che regna indisturbata nel Pronto Soccorso, certo la speranza è che la barella non si rovesci o che all’infermiere non venga il colpo della strega!

Ma spostiamoci dal Pronto Soccorso ed avviamoci in radiologia, dal caldo piacevolissimo passiamo al freddo dettato da strane correnti, i brividi ti percorrono la schiena e nel giro di niente l’influenza si impadronisce di te!

Per la cronaca, molte persone arrivano in ospedale senza neanche un raffreddore e spesso, durante la degenza, accade che si prendano addirittura una polmonite, qualcuno ha pure rischiato il peggio.

Finiti gli accertamenti si ritorna al Pronto Soccorso, per poi scoprire che non si rientra a casa ma…si pernotta e, per la precisione, mio figlio in astanteria ed io in chirurgia.

Vi starete chiedendo perché in chirurgia…ebbene i traumi cranici vanno in chirurgia…arrivo ed il medico di turno mi regala subito un sorriso…non ci crederete ma quasi guarisco all’istante! Letto, compagne di stanza carinissime che mi accolgono col sorriso, nonostante sia entrata nelle loro vite ben dopo la mezzanotte…

La notte trascorre serena, certo il pensiero va a mio figlio che sta da solo giù in astanteria ma…so in che mani l’ho lasciato…infatti, la mattina scopro che si sono curati di lui (è un minore) meravigliosamente…dal medico di turno, alle infermiere, ai pazienti, ai parenti dei pazienti ospitati per tener compagnia ai loro cari…

Esami, accertamenti e diagnosi, non semplice, voglio essere presente personalmente anche per mio figlio, spaventi, preoccupazioni nel giro di poche ore, almeno per mio figlio, lasciano spazio a rasserenamenti.

Ma come fare a risalire dal Pronto Soccorso in due, visto che nel frattempo decidono di ricoverare anche mio figlio in chirurgia?

Sarebbe bastato che a disposizione ci fossero due Oss, invece non ci crederete ma in un reparto “ricco di urgenze” la carenza del personale non fa altro che complicare le cose e rendere quasi vano il lavoro, l’impegno e la fatica operate e mostrate dai professionisti che passano ore della propria vita dedicando la loro attenzione e le loro cure ai pazienti che disperati arrivano al Pronto Soccorso.

Arrivati lì noi tutti, pazienti o parenti ci aspettiamo di essere ricevuti con umanità, serietà, cognizione di causa e professionalità…tutte qualità che i nostri medici e tutto il personale hanno…solo un problema…la dignità!

Quella ce la devono dare i servizi e, a capo dei servizi e dell’organizzazione, ci sono delle persone il cui ruolo consiste nel vigilare e nel predisporre tutto al meglio.

Nel mio viaggio, al momento iniziato da circa 86 ore, devo dire di aver riscontrato tante piccole grandi cose che con un niente potrebbero essere sistemate per il bene dei pazienti e del personale tutto che lavorerebbe decisamente meglio…la serenità potrebbe diffondersi a macchia d’olio e di questi tempi non sarebbe male!

Certo, quel che ci ritroviamo a dover mangiare non è certo il massimo, non ci sono pretese da Grand Hotel ma almeno della pasta cotta o dello spezzatino poco salato magari servito in porzioni per adulti e non per bambini. Se poi si potesse vedere al di là del vetro, il tutto sarebbe emozionante…il panorama fuori dalla finestra è davvero splendido!

E’ difficile davvero difficile guardarsi intorno e far finta di nulla, perché ho scritto questa lettera?

Per cercare di smuovere qualcosa e far intervenire chi di dovere, per cercare di risanare una situazione critica che stringe la sanità in una stretta mortale.

Nadia Pische

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Sicuramente sono tante le persone che hanno già sentito parlare dell’associazione onlus “Movimento della Divina Misericordia”. Ma conosciamola meglio attraverso le parole di una delle socie da tempo impegnate attivamente nelle innumerevoli iniziative, Nicoletta Leone.

L’associazione nasce nel 2014 dalla necessità di dare una risposta concreta alla situazione sociale venutasi a creare, nel nostro territorio, a causa della mancanza cronica di lavoro e al disagio economico.

Il promotore è don Amilcare Gambella, parroco della parrocchia di San Ponziano, che, affiancato da un gruppo di volontari, si occupa di fornire pasti caldi alla sera ed alimenti alle famiglie che si trovano in difficoltà, ma non solo… anche abiti, libri, quaderni e materiale scolastico in genere.

L’associazione si autogestisce e non riceve alcun sovvenzionamento, le spese di gestione sono a carico dei soci e della parrocchia, quel che avviene è una grande organizzazione e collaborazione con vari enti.

Tanti piccoli eventi permettono di recuperare fondi ed è proprio in questi momenti che i volontari si attivano per organizzare fiere del dolce, vendita di fiori e piccoli oggetti o preparazione di pranzi per le associazioni.

Il tutto è reso possibile grazie all’azione del parroco che mette a disposizione i locali e li rende idonei al servizio da svolgere.

Parrucchiera, barbiere e l’utilizzo delle docce sono le coccole per recuperare dignità ed autostima necessarie per andare avanti e non vivere sotto l’ombra della depressione.

Per ben quattro volte al mese (i primi e gli ultimi due giorni del mese), solitamente il mercoledì mattina dalle 10.00 alle 11.30 ed il giovedì sera, dalle 15.00 alle 17.00, i volontari sono a disposizione per la consegna degli abiti.

I pasti che vengono distribuiti giornalmente sono offerti  dalla Base Nato di Teulada.

La carne, la frutta e la verdura vengono invece donati da centri commerciali o da piccoli commercianti.

Gli alimenti, i prodotti per la persona e la casa vengono offerti dai singoli cittadini.

L’associazione ha offerto complessivamente 14 pranzi conviviali per un totale di 26.194 pasti, un numero che racconta da solo la storia dell’associazione.

Una buona collaborazione da parte della città fa di Carbonia un bel luogo, attento e sensibile ai gravi e grandi problemi del Sulcis Iglesiente.

Un bellissimo gesto è giunto, prima di Natale, da parte del comando della Polizia Municipale che ha fornito, autotassandosi, prodotti per la pulizia della casa e della persona. Viveri a volontà, sempre durante le festività natalizie, sono arrivati dalle famiglie dei bambini della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Satta di Carbonia.

Ma se tra i lettori c’è ancora qualcuno che non si è impegnato con l’associazione oppure ha la necessità di mettersi in contatto può telefonare ai seguenti numeri: 347 2900504 – 371 1915173 o scrivere al seguente indirizzo mail onlusdivinamisericordia@gmail.com, visitare la pagina Facebook Movimento della Divina Misericordia.

A voi tutti la scelta, nelle speranza di avervi tutti con noi!!!

Nadia Pische

           

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«Ieri ebbimo qua il Provveditore dei lavori per la Sardegna con riunione di Podestà Sulcitani, ingegneri delle miniere, direttore Ferrovie Sulcitane, ecc., per stabilire i lavori che si devono eseguire nel nostro porto al Ponte.»

Comincia così la lettera che Carmelo Cherchi scrisse a sua figlia Tullia il 17 maggio 1934, esattamente 83 anni a ieri.

Raccontava dei lavori al porto che fu poi inaugurato nel mese di giugno dell’anno 1937, dopo circa 3 anni di lavori.

Uno stralcio di una delle lettere che verranno esposte alla “Mostra Fotografica” presso la sala dell’archivio comunale di Sant’Antioco, dal 27 maggio al 16 settembre 2017.

Tante fotografie della collezione privata del figlio di Carmelo Cherchi, Giuseppe, elegantemente incorniciate tracciano linee di storie vissute in quel di Sant’Antioco.

L’inaugurazione è in programma il 27 maggio, alle ore 16.00, in concomitanza con la prima giornata di Monumenti Aperti.

La mostra, curata da Giuseppe Cherchi, in collaborazione con la cooperatica Archeotour Studio ’87 e con il patrocinio del comune di Sant’Antioco, sarà un’occasione, per tutti ma soprattutto per i giovani, per vedere come erano le cose un tempo e come il territorio è cambiato, fornendo uno spaccato completamente diverso di come si viveva ieri e di come si vive oggi.

Nadia Pische

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Anche quest’anno, lo spettacolo delle pariglie, svoltosi il 30 aprile sul lungomare di Sant’Antioco in occasione dei festeggiamenti per il patrono Sant’Antioco Martire, ha riscosso un enorme successo. Circa 30.000 persone hanno applaudito le spericolate nonché splendide figure dei pariglianti. Il sole ha fatto da graditissima cornice, regalando ai presenti l’occasione di assistere piacevolmente ad uno spettacolo unico nel Sulcis.

Ad aprire, nel parco sul lungomare Silvio Olla, sono stati alcuni figuranti del gruppo folk di Sant’Antioco Martire santo patrono di Sant’Antioco e di tutta la Sardegna, che a cavallo hanno salutato il pubblico intervenuto.

Subito dopo, ha preso il via “Sa cursa po Sant’Antiogu”, una spericolata corsa a cavallo con figure acrobatiche di cavalieri ed amazzoni.

In tutto si sono esibite 8 squadre provenienti da più parti della Sardegna: Santulussurgiu, Abbasanta, Oristano, Palmas Arborea, Padria, i paesi sul lago Omodeo e Fonni.

Organizzata dalla Pro Loco di Sant’Antioco e fortemente voluta dall’Amministrazione comunale,“Sa cursa po Sant’Antiogu” consiste in una vera e propria competizione, con tanto di giudici e premi legati alla tradizione ippica sarda. La giuria era composta da esperti che hanno avuto non poche difficoltà a decretare i vincitori, in considerazione dell’alta preparazione dei pariglianti.

Il presidente Luigi Oppo da Paulilatino, membro del circolo ippico paulese, Pietro Putzolu da Borore, parigliante alla Sartiglia di Oristano ed Antonio Sanna da Bonarcado, parigliante, hanno così decretato: al terzo posto, il gruppo di Oristano formato da Giancarlo Melis, Valentino Bratzu e Ninni Rosa, l’unica donna parigliante nella competizione; al secondo posto, il gruppo di Omodeo formato da Efisio Zucca, Piergiuseppe Spada ed Alessio Barranca; al primo posto, infine, il gruppo di Fonni formato dalla famiglia Cugusi… padre e figli Tore, Giuseppe ed Alberto.

La serata è stata condotta dalla giornalista di Settimo San Pietro Michela Seu che, con descrizioni attente e precise, ha intrattenuto, passo dopo passo, il pubblico per tutta la durata delle pariglie.

Soddisfatti il sindaco di Sant’Antioco, Mario Corongiu, ed il presidente della Pro Loco di Sant’Antioco, Gianni Baghino, per la grande riuscita della manifestazione, che dopo aver ringraziato le forze dell’ordine, hanno salutato il pubblico con la classica frase: “Attrus annos”!

Nadia Pische

                                                                                                           

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Lo scorso 28 aprile alla ASL di piazza San Ponziano a Carbonia, la fila per il rinnovo dell’esenzione scaduta il 31 marzo continuava ad imperversare.

Numerosissime le persone in fila… nei primi giorni servite da due impiegati sino ad un numero di 167, sceso poi a 100 e in questi ultimi giorni a 80.

Persone spazientite, sofferenti, stanche di essere in balia di un sistema che non funziona.

I numeri a disposizione terminano puntualmente intorno alle 8.30 e di seguito non si contano le persone che inutilmente si recano a richiedere il fantomatico numero.

Persone che vengono anche tre o quattro volte e non riescono ad entrare nella rosa dei fortunati che poi fortunati non lo sono tanto, visto che si tratta di esenzione per reddito.

A questo proposito è stato sentito il direttore della ASL, dottor Marco Vinicio Grussu, che ha subito chiarito la situazione in corso. La delibera G.R. 16/7 del 09-04-17, stabilisce che la validità dei certificati relativi alle esenzioni da reddito individuate con i codici EO3, E04 ed EO1 (over 65), verranno prorogati automaticamente dalla ASL di competenza.

Alla luce di questa delibera, ogni utente, potrà recarsi dal proprio medico di base, il quale comunicherà loro il rinnovo automatico dell’esenzione, senza aver bisogno di fare file lunghissime presso gli sportelli delle ASL, restano invece da rinnovare le esenzioni dei disoccupati e dei loro familiari appartenenti ad un nucleo famigliare con un reddito complessivo inferiore ad 8.263,31 euro.

Il tutto è stato regolarmente appeso in bacheca mercoledì 3 maggio, per poter raggiungere l’utenza e cercare di snellire questa estenuante corsa al rinnovo di un qualcosa che viene già rinnovato in automatico.

Nadia Pische 

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Una miriade di colori quella che domenica 30 aprile ha deliziato le migliaia di presenti alla sfilata in onore di Sant’Antioco, il Santo venuto dal mare.

Tanti giovani e numerosi bambini che, con indosso il costume sardo, hanno sposato usi e tradizioni del loro paese.

64 i gruppi presenti con melodie e musiche della nostra Sardegna… balli e canti, come quello del “Trallalera” intonato da un gruppo e cantato poi dal pubblico nei suoi famosissimi ritornelli.

I raggi del sole non si sono risparmiati ed hanno giocato allegramente facendo brillare i ricami sugli scialli e sugli abiti femminili, nonché sui gioielli e sugli arazzi che sfoggiavano il nome del gruppo.

Il vento di contro, delicato ma a volte impertinente ha fatto svolazzare gonne e fazzoletti mentre tutti i presenti venivano rapiti dall’eleganza e dalla fierezza che si poteva leggere nel portamento e negli sguardi di tutti figuranti.

Il popolo sardo era tutto lì, rappresentato nella storia dei tempi: la forza e la femminilità della donna che, ora porta la legna… ora porta i cesti col pane, con la frutta, con la verdura, con le spighe di grano, che culla un bambino, che abbraccia il suo uomo, lo sguardo lontano che punta al futuro.

E poi loro, gli uomini sardi… i visi con rughe che raccontano tanto, la barba, i sorrisi, le mani che stringon bastoni importanti, che tengon bisacce o grandi stendardi.

Magia d’altri tempi al suono dei campanacci dei mitici Mamutzones di Gonnosfanadiga, quella poi che improvvisamente ha invaso le strade del percorso della sfilata, le tipiche maschere del carnevale popolare di Sardegna non hanno certo faticato ad attirare l’attenzione del pubblico, concedendosi con piacere per foto, video ed ormai immancabili selfie.

Cavalieri e dame hanno concluso la splendida sfilata che ha scritto un’altra pagina della storia di Sant’Antioco, pagina di tradizione che racconta di radici ben salde, legate al passato da far conoscere per poi ricordare e mai dimenticare.

Una terra che racconta la nostra, una terra che ha bisogno di essere ascoltata, una terra che narra di un popolo che soffre…

Gente che affronta il futuro a muso duro… che si spende in cultura, turismo e folklore e nei giovani investe il proprio domani.

Nadia Pische

     

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Inizia lunedì, presso l’oratorio di San Ponziano, a Carbonia, il progetto “Vivi l’oratorio salesiano di Don Bosco”.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello della socializzazione e dell’intercultura, il tutto si affianca ad un progetto inerente lo sviluppo del turismo sportivo a cui hanno aderito già 17 nazioni ed è previsto che presto arriveranno a 20.

Intorno alla fine del mese di giugno, presso il palazzetto dello sport di Carbonia, verrà ospitato il campo estivo “Vola in estate”, per i centri estivi italiani 2017. Momento di gioco e divertimento all’insegna del fair play che offrirà anche l’opportunità  di incontrare ragazzi e ragazze che condividono i valori del Badminton, vivendo con i più esperti le emozioni di questo splendido sport con i tecnici federali del PALABADMINTON di Milano e lo staff azzurro, per info  www.badmintonitalia.it/centri-estivi-vola-in-estate.html).

Le attività principali in programma all’oratorio saranno coordinate dal direttore del progetto Marcello Vacca e da Alessandra Tuveri e sì attiverà nell’immediato. Dopo scuola per i ragazzi/e dai 6 ai 17 anni, ludoteca, biblioteca per consultazione libri, corsi di inglese anche per adulti con supporto multimediale e docente, corsi di informatica di base e coding, preparazione per le certificazioni informatiche EIPASS, corsi mirati in Word, Excel, Power Point, Lode elettronica, Poste certificate, Web e  Powel, Neetwork, sicurezza informatica e i pericoli della rete….

Inoltre, sport con attività multidisciplinari quali Basket, Pallavolo, Badminton, Speedminton, Racket Volley, Calcetto, Tennis, Beach Tennis, Badminton, Beach Speed, Beach and Ball, Footvolley, Calcio tennis, Ping pong e Calcio Balilla.

Un progetto a tutto tondo… tante attività per unire tutti e vivere in armonia, socializzare, studiare usi, costumi e religioni differenti.

Vi aspettiamo numerosi lunedì presso l’oratorio di San Ponziano, tutti i giorni dalle ore 15:00, saranno poi a vostra disposizione le informazioni in merito.

Per Info contattare il numero 334 3935682

Su fb:oratoriosalesianodonboscocarbonia.

Web: EMMEVCODERROJO-carbonia.jimdo.com

email:emmev.codingict@ gmail.com

Nadia Pische

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Nell’ambito della manifestazione “Carbonia in fiore” del 29 e 30 aprile 2017, che si svolgerà a Carbonia, nel centro della città, è indetto un concorso fotografico dal titolo “Cattura il fiore”.

Il concorso è aperto ai fotografi non professionisti per la categoria adulti, dai 18 anni compiuti, nonché per la categoria giovanissimi, a partire dai 10 anni.

Ogni partecipante potrà inviare al massimo 2 fotografie.

Saranno premiate le tre migliori fotografie che verranno selezionate da una giuria di esperti.

La partecipazione al concorso è gratuita per i minorenni e di 5 euro per gli adulti.

Le fotografie dovranno essere spedite al seguente indirizzo e mail: nadiapische@tiscali.it , in formato jpg entro e non oltre il 10 maggio 2017.

Le foto inviate non verranno restituite.

Le foto vincitrici del concorso verranno esposte per alcune settimane nei negozi sponsor della manifestazione.

La premiazione avverrà in data 14  maggio 2017, alle ore 20.15, in occasione della manifestazione “Primavera sulcitana”, presso lo stand dell’associazione “Il centro rinasce”.

Per info e chiarimenti contattare Nadia Pische al numero 393 1082059 .

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Un vero e proprio successo di pubblico quello registrato nelle prime due giornate della 14ª Sagra del carciofo, organizzata dall’associazione Pro Loco e dall’Amministrazione comunale di Masainas.

In tanti, ieri, sin dalla mattina, si sono riversati in una location straordinaria, la Piazza Belvedere, dove l’alternanza di prato e piastrellato crea la giusta dimensione per una vera e propria festa per grandi e piccini.

Dai giochi gonfiabili all’animazione, dai truccabimbi alle partite di pallone improvvisate. Niente era lasciato al caso, tutto organizzato per regalare momenti di spensieratezza a tutti i presenti.

Musica, spettacoli col fuoco e stand a gogò… tutto intorno era movimento e divertimento…

Artigiani, hobbysti e leccornie di ogni genere… ma re fra tutti, il protagonista della sagra era lui: il carciofo!

Un vero re in esposizione ed ancor più nei piatti sapientemente creati e cucinati, secondo tradizione, dalle mitiche signore cuoche della Pro Loco di Masainas…

Nel dettaglio i piatti serviti…

Lasagne con carciofi, agnello con carciofi, carciofi fritti, pluncake di carciofi, pane e vino, sono state le bontà del pranzo…

Riso con carciofi, gnocchi con carciofi, carciofi in pastella, pluncake di carciofi, pane e vino sono state invece le delizie preparate per cena.

La sagra prosegue oggi con tanti altri intrattenimenti e si concluderà domani, nella giornata della Festa della Liberazione…

Visite guidate, trenino, giochi per i bimbi e quant’altro, mentre le signore continueranno a spargere profumi e sapori nella speranza che tutti, l’anno prossimo, possano tornare a viziare il palato con gusti nostrani legati alla tradizione popolare.

Soddisfatto il sindaco Ivo Melis che ha ribadito quanto sia importante l’attenzione da porre nei confronti dell’agro-alimentare, carta sicuramente vincente per un futuro migliore in grado di offrire prospettive e lavoro per tutti.

Testo e fotografie di Nadia Pische

 

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Le vie ciotolose e le case campidanesi dai grandi portoni di legno, a Siliqua, da ieri e fino a questa sera accolgono, per la prima edizione della Fiera del Sigerro, con un pizzico di magia, tutti quei visitatori che vogliono “fare il pieno” delle tradizioni popolari antiche.

Siliqua sorge a circa 30 km dal capoluogo, nella valle del Cixerri e conta circa 3.880 abitanti. Nel medioevo questo territorio faceva parte del Giudicato di Cagliari, compreso nella curatoria del Cixerri. Passò poi ai Della Gherardesca e, infine, agli Aragonesi a partire dal XIV secolo. Affidato poi a diverse famiglie di feudatari, venne in conclusione riscattato da Vittorio Amedeo nel 1785.

Siliqua ed i paesi limitrofi sposano questa fiera per poter mettere in vetrina le meraviglie legate al passato ma con un occhio puntato al futuro.

Quel che subito colpisce del luogo è la presenza di ben sette chiese officiate, di cui cinque nel centro abitato e due nell’agro, tutte piccole e carine, accoglienti e molto curate. Non meno importanti i ruderi di altre 16 chiese dislocate su tutto il territorio comunale che, dato il loro valore storico andrebbero sicuramente salvaguardate.

Don Davide Cannella, il parroco, ben si adopera nei confronti della comunità, con un occhio di riguardo ai giovani, protagonisti di un’epoca difficile, ormai quasi priva di valori, dove a farla da padrone sono i social network.

Una veste importante la ricopre col suo ruolo anche il presidente della Pro loco Franco Mancosu, da anni impegnato sul fronte della valorizzazione del paese dal punto di vista archeologico, naturalistico, culturale, storico e gastronomico. Con la prima edizione della Fiera del Sigerro scommette insieme al paese ed esce vincente in un momento di crisi e di poca voglia da parte delle persone di uscire da casa.

Profumi e sapori, arti e vecchi mestieri diventano i protagonisti di due giornate all’insegna del passato.

Ed ecco che in vetrina, presso il Monte Granatico, sede del Consiglio comunale, troneggiano in bacheca una parte della collezione personale delle armi medioevali originali di Giovanni Maria Cannas, un cuoco di Siurgus Donigala che sin da giovanissimo ha iniziato a coltivare questa passione sino a costituire un’associazione culturale, di cui è presidente, che si dedica alle rievocazioni storiche con dei connotati di riferimento cronologico molto attenti e precisi. Con dedizione e passione porta avanti la descrizione dei pezzi, accompagnato da sua moglie Eloise, che insieme a lui racconta storie di Sardegna ed incuriosisce col suo modo di esporre  elegante e umile allo stesso tempo.

Il palato poi, può sicuramente fare la hola, mentre si delizia tra i sapori dei formaggi ed il moscato di Pietro Cireddu di Siliqua, le creme ed i patè di Start 2000 “Bontà del sole” di Villaspeciosa, i dolci sapientemente impastati e farciti con marmellata di fico d’India dalle signore della Pro loco di Siliqua, i salumi e la bottarga del “Feudo sardo” di Villaspeciosa, i formaggi e la ricotta col miele di Francesco Pira e famiglia di Siliqua, le panadas della Pro Loco di Assemini, la semola in tutte le sue foggie di Jessica Pisanu di Siliqua, la pasta fresca e la semola, nonché i dolci del gruppo Is Massaius Suerginu di San Giovanni Suergiu e, infine, il pane civraxiu, con i cardi e con la ricotta dell’associazione culturale “Boxis nodias” di Siliqua con presidente Giorgio Mocci.

Ma anche cestini magistralmente intrecciati dalle mani di Paolo Mameli di Villamassargia, nonché borsette in paglia e delicati bijoux realizzati da Piera Fadda di Villamassargia.

Per un ritorno al passato nel campo dell’edilizia si possono ammirare i mattoni “Su ladiri” di Giovanni Portas di Musei. L’arte del fabbro è stata conservata a casa di Giovanni dalla notte dei tempi, quando Peppuccio e Ciccitta lavoravano con passione, senza mai stancarsi.

Per un’attenta perlustrazione della flora e della fauna di Monte Arcosu si può far riferimento allo stand del WWF dove materiale informativo e proiezioni disegnano perfettamente il magico mondo della montagna.

Soddisfatto del tutto il sindaco, Andrea Daniele Busia, che spende parole d’orgoglio nei confronti di una comunità che tanto si adopera per far sapere a gran voce che la Sardegna è un fiore all’occhiello di un’Italia che soffre economicamente, attraversata da una crisi che ormai imperversa da troppo tempo e che attraverso la cultura potrebbe essere bloccata definitivamente… prima che sia troppo tardi.

Un plauso quindi e appuntamento alla prossima edizione della Fiera del Sigerro a Siliqua.

Testo e fotografie di Nadia Pische