29 June, 2026
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«Ieri ebbimo qua il Provveditore dei lavori per la Sardegna con riunione di Podestà Sulcitani, ingegneri delle miniere, direttore Ferrovie Sulcitane, ecc., per stabilire i lavori che si devono eseguire nel nostro porto al Ponte.»

Comincia così la lettera che Carmelo Cherchi scrisse a sua figlia Tullia il 17 maggio 1934, esattamente 83 anni a ieri.

Raccontava dei lavori al porto che fu poi inaugurato nel mese di giugno dell’anno 1937, dopo circa 3 anni di lavori.

Uno stralcio di una delle lettere che verranno esposte alla “Mostra Fotografica” presso la sala dell’archivio comunale di Sant’Antioco, dal 27 maggio al 16 settembre 2017.

Tante fotografie della collezione privata del figlio di Carmelo Cherchi, Giuseppe, elegantemente incorniciate tracciano linee di storie vissute in quel di Sant’Antioco.

L’inaugurazione è in programma il 27 maggio, alle ore 16.00, in concomitanza con la prima giornata di Monumenti Aperti.

La mostra, curata da Giuseppe Cherchi, in collaborazione con la cooperatica Archeotour Studio ’87 e con il patrocinio del comune di Sant’Antioco, sarà un’occasione, per tutti ma soprattutto per i giovani, per vedere come erano le cose un tempo e come il territorio è cambiato, fornendo uno spaccato completamente diverso di come si viveva ieri e di come si vive oggi.

Nadia Pische

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Anche quest’anno, lo spettacolo delle pariglie, svoltosi il 30 aprile sul lungomare di Sant’Antioco in occasione dei festeggiamenti per il patrono Sant’Antioco Martire, ha riscosso un enorme successo. Circa 30.000 persone hanno applaudito le spericolate nonché splendide figure dei pariglianti. Il sole ha fatto da graditissima cornice, regalando ai presenti l’occasione di assistere piacevolmente ad uno spettacolo unico nel Sulcis.

Ad aprire, nel parco sul lungomare Silvio Olla, sono stati alcuni figuranti del gruppo folk di Sant’Antioco Martire santo patrono di Sant’Antioco e di tutta la Sardegna, che a cavallo hanno salutato il pubblico intervenuto.

Subito dopo, ha preso il via “Sa cursa po Sant’Antiogu”, una spericolata corsa a cavallo con figure acrobatiche di cavalieri ed amazzoni.

In tutto si sono esibite 8 squadre provenienti da più parti della Sardegna: Santulussurgiu, Abbasanta, Oristano, Palmas Arborea, Padria, i paesi sul lago Omodeo e Fonni.

Organizzata dalla Pro Loco di Sant’Antioco e fortemente voluta dall’Amministrazione comunale,“Sa cursa po Sant’Antiogu” consiste in una vera e propria competizione, con tanto di giudici e premi legati alla tradizione ippica sarda. La giuria era composta da esperti che hanno avuto non poche difficoltà a decretare i vincitori, in considerazione dell’alta preparazione dei pariglianti.

Il presidente Luigi Oppo da Paulilatino, membro del circolo ippico paulese, Pietro Putzolu da Borore, parigliante alla Sartiglia di Oristano ed Antonio Sanna da Bonarcado, parigliante, hanno così decretato: al terzo posto, il gruppo di Oristano formato da Giancarlo Melis, Valentino Bratzu e Ninni Rosa, l’unica donna parigliante nella competizione; al secondo posto, il gruppo di Omodeo formato da Efisio Zucca, Piergiuseppe Spada ed Alessio Barranca; al primo posto, infine, il gruppo di Fonni formato dalla famiglia Cugusi… padre e figli Tore, Giuseppe ed Alberto.

La serata è stata condotta dalla giornalista di Settimo San Pietro Michela Seu che, con descrizioni attente e precise, ha intrattenuto, passo dopo passo, il pubblico per tutta la durata delle pariglie.

Soddisfatti il sindaco di Sant’Antioco, Mario Corongiu, ed il presidente della Pro Loco di Sant’Antioco, Gianni Baghino, per la grande riuscita della manifestazione, che dopo aver ringraziato le forze dell’ordine, hanno salutato il pubblico con la classica frase: “Attrus annos”!

Nadia Pische

                                                                                                           

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Lo scorso 28 aprile alla ASL di piazza San Ponziano a Carbonia, la fila per il rinnovo dell’esenzione scaduta il 31 marzo continuava ad imperversare.

Numerosissime le persone in fila… nei primi giorni servite da due impiegati sino ad un numero di 167, sceso poi a 100 e in questi ultimi giorni a 80.

Persone spazientite, sofferenti, stanche di essere in balia di un sistema che non funziona.

I numeri a disposizione terminano puntualmente intorno alle 8.30 e di seguito non si contano le persone che inutilmente si recano a richiedere il fantomatico numero.

Persone che vengono anche tre o quattro volte e non riescono ad entrare nella rosa dei fortunati che poi fortunati non lo sono tanto, visto che si tratta di esenzione per reddito.

A questo proposito è stato sentito il direttore della ASL, dottor Marco Vinicio Grussu, che ha subito chiarito la situazione in corso. La delibera G.R. 16/7 del 09-04-17, stabilisce che la validità dei certificati relativi alle esenzioni da reddito individuate con i codici EO3, E04 ed EO1 (over 65), verranno prorogati automaticamente dalla ASL di competenza.

Alla luce di questa delibera, ogni utente, potrà recarsi dal proprio medico di base, il quale comunicherà loro il rinnovo automatico dell’esenzione, senza aver bisogno di fare file lunghissime presso gli sportelli delle ASL, restano invece da rinnovare le esenzioni dei disoccupati e dei loro familiari appartenenti ad un nucleo famigliare con un reddito complessivo inferiore ad 8.263,31 euro.

Il tutto è stato regolarmente appeso in bacheca mercoledì 3 maggio, per poter raggiungere l’utenza e cercare di snellire questa estenuante corsa al rinnovo di un qualcosa che viene già rinnovato in automatico.

Nadia Pische 

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Una miriade di colori quella che domenica 30 aprile ha deliziato le migliaia di presenti alla sfilata in onore di Sant’Antioco, il Santo venuto dal mare.

Tanti giovani e numerosi bambini che, con indosso il costume sardo, hanno sposato usi e tradizioni del loro paese.

64 i gruppi presenti con melodie e musiche della nostra Sardegna… balli e canti, come quello del “Trallalera” intonato da un gruppo e cantato poi dal pubblico nei suoi famosissimi ritornelli.

I raggi del sole non si sono risparmiati ed hanno giocato allegramente facendo brillare i ricami sugli scialli e sugli abiti femminili, nonché sui gioielli e sugli arazzi che sfoggiavano il nome del gruppo.

Il vento di contro, delicato ma a volte impertinente ha fatto svolazzare gonne e fazzoletti mentre tutti i presenti venivano rapiti dall’eleganza e dalla fierezza che si poteva leggere nel portamento e negli sguardi di tutti figuranti.

Il popolo sardo era tutto lì, rappresentato nella storia dei tempi: la forza e la femminilità della donna che, ora porta la legna… ora porta i cesti col pane, con la frutta, con la verdura, con le spighe di grano, che culla un bambino, che abbraccia il suo uomo, lo sguardo lontano che punta al futuro.

E poi loro, gli uomini sardi… i visi con rughe che raccontano tanto, la barba, i sorrisi, le mani che stringon bastoni importanti, che tengon bisacce o grandi stendardi.

Magia d’altri tempi al suono dei campanacci dei mitici Mamutzones di Gonnosfanadiga, quella poi che improvvisamente ha invaso le strade del percorso della sfilata, le tipiche maschere del carnevale popolare di Sardegna non hanno certo faticato ad attirare l’attenzione del pubblico, concedendosi con piacere per foto, video ed ormai immancabili selfie.

Cavalieri e dame hanno concluso la splendida sfilata che ha scritto un’altra pagina della storia di Sant’Antioco, pagina di tradizione che racconta di radici ben salde, legate al passato da far conoscere per poi ricordare e mai dimenticare.

Una terra che racconta la nostra, una terra che ha bisogno di essere ascoltata, una terra che narra di un popolo che soffre…

Gente che affronta il futuro a muso duro… che si spende in cultura, turismo e folklore e nei giovani investe il proprio domani.

Nadia Pische

     

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Inizia lunedì, presso l’oratorio di San Ponziano, a Carbonia, il progetto “Vivi l’oratorio salesiano di Don Bosco”.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello della socializzazione e dell’intercultura, il tutto si affianca ad un progetto inerente lo sviluppo del turismo sportivo a cui hanno aderito già 17 nazioni ed è previsto che presto arriveranno a 20.

Intorno alla fine del mese di giugno, presso il palazzetto dello sport di Carbonia, verrà ospitato il campo estivo “Vola in estate”, per i centri estivi italiani 2017. Momento di gioco e divertimento all’insegna del fair play che offrirà anche l’opportunità  di incontrare ragazzi e ragazze che condividono i valori del Badminton, vivendo con i più esperti le emozioni di questo splendido sport con i tecnici federali del PALABADMINTON di Milano e lo staff azzurro, per info  www.badmintonitalia.it/centri-estivi-vola-in-estate.html).

Le attività principali in programma all’oratorio saranno coordinate dal direttore del progetto Marcello Vacca e da Alessandra Tuveri e sì attiverà nell’immediato. Dopo scuola per i ragazzi/e dai 6 ai 17 anni, ludoteca, biblioteca per consultazione libri, corsi di inglese anche per adulti con supporto multimediale e docente, corsi di informatica di base e coding, preparazione per le certificazioni informatiche EIPASS, corsi mirati in Word, Excel, Power Point, Lode elettronica, Poste certificate, Web e  Powel, Neetwork, sicurezza informatica e i pericoli della rete….

Inoltre, sport con attività multidisciplinari quali Basket, Pallavolo, Badminton, Speedminton, Racket Volley, Calcetto, Tennis, Beach Tennis, Badminton, Beach Speed, Beach and Ball, Footvolley, Calcio tennis, Ping pong e Calcio Balilla.

Un progetto a tutto tondo… tante attività per unire tutti e vivere in armonia, socializzare, studiare usi, costumi e religioni differenti.

Vi aspettiamo numerosi lunedì presso l’oratorio di San Ponziano, tutti i giorni dalle ore 15:00, saranno poi a vostra disposizione le informazioni in merito.

Per Info contattare il numero 334 3935682

Su fb:oratoriosalesianodonboscocarbonia.

Web: EMMEVCODERROJO-carbonia.jimdo.com

email:emmev.codingict@ gmail.com

Nadia Pische

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Nell’ambito della manifestazione “Carbonia in fiore” del 29 e 30 aprile 2017, che si svolgerà a Carbonia, nel centro della città, è indetto un concorso fotografico dal titolo “Cattura il fiore”.

Il concorso è aperto ai fotografi non professionisti per la categoria adulti, dai 18 anni compiuti, nonché per la categoria giovanissimi, a partire dai 10 anni.

Ogni partecipante potrà inviare al massimo 2 fotografie.

Saranno premiate le tre migliori fotografie che verranno selezionate da una giuria di esperti.

La partecipazione al concorso è gratuita per i minorenni e di 5 euro per gli adulti.

Le fotografie dovranno essere spedite al seguente indirizzo e mail: nadiapische@tiscali.it , in formato jpg entro e non oltre il 10 maggio 2017.

Le foto inviate non verranno restituite.

Le foto vincitrici del concorso verranno esposte per alcune settimane nei negozi sponsor della manifestazione.

La premiazione avverrà in data 14  maggio 2017, alle ore 20.15, in occasione della manifestazione “Primavera sulcitana”, presso lo stand dell’associazione “Il centro rinasce”.

Per info e chiarimenti contattare Nadia Pische al numero 393 1082059 .

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Un vero e proprio successo di pubblico quello registrato nelle prime due giornate della 14ª Sagra del carciofo, organizzata dall’associazione Pro Loco e dall’Amministrazione comunale di Masainas.

In tanti, ieri, sin dalla mattina, si sono riversati in una location straordinaria, la Piazza Belvedere, dove l’alternanza di prato e piastrellato crea la giusta dimensione per una vera e propria festa per grandi e piccini.

Dai giochi gonfiabili all’animazione, dai truccabimbi alle partite di pallone improvvisate. Niente era lasciato al caso, tutto organizzato per regalare momenti di spensieratezza a tutti i presenti.

Musica, spettacoli col fuoco e stand a gogò… tutto intorno era movimento e divertimento…

Artigiani, hobbysti e leccornie di ogni genere… ma re fra tutti, il protagonista della sagra era lui: il carciofo!

Un vero re in esposizione ed ancor più nei piatti sapientemente creati e cucinati, secondo tradizione, dalle mitiche signore cuoche della Pro Loco di Masainas…

Nel dettaglio i piatti serviti…

Lasagne con carciofi, agnello con carciofi, carciofi fritti, pluncake di carciofi, pane e vino, sono state le bontà del pranzo…

Riso con carciofi, gnocchi con carciofi, carciofi in pastella, pluncake di carciofi, pane e vino sono state invece le delizie preparate per cena.

La sagra prosegue oggi con tanti altri intrattenimenti e si concluderà domani, nella giornata della Festa della Liberazione…

Visite guidate, trenino, giochi per i bimbi e quant’altro, mentre le signore continueranno a spargere profumi e sapori nella speranza che tutti, l’anno prossimo, possano tornare a viziare il palato con gusti nostrani legati alla tradizione popolare.

Soddisfatto il sindaco Ivo Melis che ha ribadito quanto sia importante l’attenzione da porre nei confronti dell’agro-alimentare, carta sicuramente vincente per un futuro migliore in grado di offrire prospettive e lavoro per tutti.

Testo e fotografie di Nadia Pische

 

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Le vie ciotolose e le case campidanesi dai grandi portoni di legno, a Siliqua, da ieri e fino a questa sera accolgono, per la prima edizione della Fiera del Sigerro, con un pizzico di magia, tutti quei visitatori che vogliono “fare il pieno” delle tradizioni popolari antiche.

Siliqua sorge a circa 30 km dal capoluogo, nella valle del Cixerri e conta circa 3.880 abitanti. Nel medioevo questo territorio faceva parte del Giudicato di Cagliari, compreso nella curatoria del Cixerri. Passò poi ai Della Gherardesca e, infine, agli Aragonesi a partire dal XIV secolo. Affidato poi a diverse famiglie di feudatari, venne in conclusione riscattato da Vittorio Amedeo nel 1785.

Siliqua ed i paesi limitrofi sposano questa fiera per poter mettere in vetrina le meraviglie legate al passato ma con un occhio puntato al futuro.

Quel che subito colpisce del luogo è la presenza di ben sette chiese officiate, di cui cinque nel centro abitato e due nell’agro, tutte piccole e carine, accoglienti e molto curate. Non meno importanti i ruderi di altre 16 chiese dislocate su tutto il territorio comunale che, dato il loro valore storico andrebbero sicuramente salvaguardate.

Don Davide Cannella, il parroco, ben si adopera nei confronti della comunità, con un occhio di riguardo ai giovani, protagonisti di un’epoca difficile, ormai quasi priva di valori, dove a farla da padrone sono i social network.

Una veste importante la ricopre col suo ruolo anche il presidente della Pro loco Franco Mancosu, da anni impegnato sul fronte della valorizzazione del paese dal punto di vista archeologico, naturalistico, culturale, storico e gastronomico. Con la prima edizione della Fiera del Sigerro scommette insieme al paese ed esce vincente in un momento di crisi e di poca voglia da parte delle persone di uscire da casa.

Profumi e sapori, arti e vecchi mestieri diventano i protagonisti di due giornate all’insegna del passato.

Ed ecco che in vetrina, presso il Monte Granatico, sede del Consiglio comunale, troneggiano in bacheca una parte della collezione personale delle armi medioevali originali di Giovanni Maria Cannas, un cuoco di Siurgus Donigala che sin da giovanissimo ha iniziato a coltivare questa passione sino a costituire un’associazione culturale, di cui è presidente, che si dedica alle rievocazioni storiche con dei connotati di riferimento cronologico molto attenti e precisi. Con dedizione e passione porta avanti la descrizione dei pezzi, accompagnato da sua moglie Eloise, che insieme a lui racconta storie di Sardegna ed incuriosisce col suo modo di esporre  elegante e umile allo stesso tempo.

Il palato poi, può sicuramente fare la hola, mentre si delizia tra i sapori dei formaggi ed il moscato di Pietro Cireddu di Siliqua, le creme ed i patè di Start 2000 “Bontà del sole” di Villaspeciosa, i dolci sapientemente impastati e farciti con marmellata di fico d’India dalle signore della Pro loco di Siliqua, i salumi e la bottarga del “Feudo sardo” di Villaspeciosa, i formaggi e la ricotta col miele di Francesco Pira e famiglia di Siliqua, le panadas della Pro Loco di Assemini, la semola in tutte le sue foggie di Jessica Pisanu di Siliqua, la pasta fresca e la semola, nonché i dolci del gruppo Is Massaius Suerginu di San Giovanni Suergiu e, infine, il pane civraxiu, con i cardi e con la ricotta dell’associazione culturale “Boxis nodias” di Siliqua con presidente Giorgio Mocci.

Ma anche cestini magistralmente intrecciati dalle mani di Paolo Mameli di Villamassargia, nonché borsette in paglia e delicati bijoux realizzati da Piera Fadda di Villamassargia.

Per un ritorno al passato nel campo dell’edilizia si possono ammirare i mattoni “Su ladiri” di Giovanni Portas di Musei. L’arte del fabbro è stata conservata a casa di Giovanni dalla notte dei tempi, quando Peppuccio e Ciccitta lavoravano con passione, senza mai stancarsi.

Per un’attenta perlustrazione della flora e della fauna di Monte Arcosu si può far riferimento allo stand del WWF dove materiale informativo e proiezioni disegnano perfettamente il magico mondo della montagna.

Soddisfatto del tutto il sindaco, Andrea Daniele Busia, che spende parole d’orgoglio nei confronti di una comunità che tanto si adopera per far sapere a gran voce che la Sardegna è un fiore all’occhiello di un’Italia che soffre economicamente, attraversata da una crisi che ormai imperversa da troppo tempo e che attraverso la cultura potrebbe essere bloccata definitivamente… prima che sia troppo tardi.

Un plauso quindi e appuntamento alla prossima edizione della Fiera del Sigerro a Siliqua.

Testo e fotografie di Nadia Pische

  

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L’11 aprile 1920 nasceva a Gairo Modesto Melis. La sua vita è stata segnata profondamente dalle atrocità della 2ª guerra mondiale e dalla deportazione nei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen, dai quali è tornato “miracolosamente” alla fine del conflitto e nei quali è voluto ritornare il 12 settembre 2014, per cercare di capire, a distanza di 69 anni, come sia stato possibile sopravvivere a quell’inferno.

Per ricordare Modesto Melis, un piccolo grande uomo venuto a mancare lo scorso 9 gennaio, ripropongo oggi l’articolo, con un ricco album fotografico, pubblicato la sera di quel grigio giorno d’inverno, reso gelido dalla notizia che, chi lo ha conosciuto nell’arco della sua lunga esperienza di vita (in particolare i familiari, dalla moglie Lucia ai figli Bruno, Teresa e Renato, ai nipoti e a tutti i parenti), non avrebbe mai voluto apprendere. E l’articolo scritto da Nadia Pische dopo la cerimonia funebre, celebrata nella chiesa di San Ponziano l’11 gennaio, anche in questo caso allegato un album fotografico.

«Ho conosciuto Modesto Melis cinque anni fa, quando Giuseppe Mura mi ha proposto la pubblicazione di un libro in cui intendeva ricostruire la sua storia, vissuta da Carbonia a Mauthausen e ritorno. Sono stati cinque anni intensi, nel corso dei quali Modesto Melis ha incontrato migliaia di persone, soprattutto giovani, ai quali ha raccontato le sue incredibili esperienze di vita, per non dimenticarle ed evitare che l’essere umano possa ripeterle in futuro.

Nella copertina del libro “L’animo degli offesi”, scritto da Giuseppe Mura, è riportata una breve riflessione di Modesto Melis che riporto testualmente.

«Com’è stato possibile che proprio io, tra migliaia di altri i cui corpi sono stati combusti nei forni e le ceneri sparse sul terreno a concimare i campi, sia sopravvissuto? E’ una domanda che ancora, dopo che da decenni sono scomparsi gli incubi che tormentavano le mie notti, mi travaglia e, di soppiatto, si insinua spesso tra i miei pensieri.

In quelle giornate nel lager, pur nella nebbia che mi ottenebrava la mente, ero sempre consapevole, in ogni attimo di quella parvenza di esistenza, che la morte era sempre in agguato, pronta a cogliermi per un nonnulla. Anche quando strappavo dai mucchi di cadaveri quei poveri brandelli umani, sapevo che di lì a poco anch’io sarei potuto finire ad ingrossare quel macabro cumulo e, a quella fine che appariva ineluttabile, pensavo, non sarei sfuggito.»

E’ difficile scrivere su Modesto Melis, ora che il suo lungo percorso di vita è giunto al termine. Mi tornano alla mente gli incontri in città e paesi della Sardegna, Carbonia, Cagliari, Nuoro, Iglesias, Carloforte, Portoscuso, Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu, Capoterra e tanti altri ancora; gli incontri al Museo della Liberazione a Roma, al Liceo artistico di Roma, a Cerveteri; e, soprattutto, il viaggio di ritorno in Austria, con base a Linz (dove abbiamo dormito nella stessa camera d’albergo) e destinazioni Mauthausen e Gusen, concluso con una visita al centro di Vienna, dove, alla bella età di 94 anni e mezzo, ha percorso chilometri e chilometri a piedi, concedendosi solo qualche breve sosta, per un leggero dolore alle gambe e ai piedi…

Un’altra grandissima emozione, l’11 aprile 2015, il giorno del suo 95° compleanno, che ha voluto festeggiare rivivendo l’esperienza del lancio con il paracadute da 4.500 metri di altezza, nel centro di volo di Serdiana. Una volta toccata terra, tra le braccia dell’istruttore Valentino, le sue prime parole, ancor prima di abbracciare la moglie e i figli, furono: «Quando organizziamo il prossimo lancio?» Un anno dopo avrebbe voluto ripetere il lancio, mi ha contattato per chiedermi di prenotare il volo, per poi desistere, con grande delusione, quando i familiari lo hanno convinto che sarebbe stato meglio evitarlo…

Dal mese di aprile 2014 si è dedicato anche alla sezione di Carbonia dell’associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, nella quale ha ricoperto la carica di presidente.

Negli ultimi mesi le condizioni di salute non gli hanno consentito di continuare gli incontri con i giovani ai quali si era tanto affezionato. Nelle ultime settimane il suo “fisico d’acciaio” che in gioventù riuscì a superare prove incredibili che per tanti anni non ha potuto neppure raccontare perché nessuno gli credeva, ha iniziato a cedere. Alle 17.30 di oggi, 9 gennaio 2017, si è arreso.

Con la scomparsa di Modesto Melis, Carbonia, il Sulcis e la Sardegna intera perdono uno straordinario testimone della storia del XX secolo.

Allego un’ampia documentazione fotografica sui numerosi momenti gioiosi vissuti da Modesto Melis negli ultimi anni.

Ciao Modesto

Giampaolo Cirronis

     

 

 

In una giornata grigia di gennaio persino il sole ha pensato di venire ad accompagnare Modesto Melis nel suo ultimo viaggio.

Stretti intorno alla moglie Lucia e ai figli Bruno, Teresa e Renato, tanti  parenti, amici cari e conoscenti, hanno voluto rendere omaggio ad un piccolo grande uomo. Piccolo di statura, ma grande per umiltà e cuore, Modesto lascia un segno in tutte le persone che lo hanno conosciuto. Il suo sorriso, la sua battuta scherzosa, il suo sguardo vispo ed attento, tutto faceva di lui una bella persona. Un uomo che aveva tanto sofferto prima per le atrocità vissute e viste da vicino nei campi di concentramento, e poi per non averle potute raccontare per tanti lunghissimi anni, vista la reticenza delle persone nel credergli. Ricordi che ha dovuto tenere dentro sino a quando, finalmente, qualcosa è cambiato, verità nascoste iniziavano a prendere forma, anche attraverso altri testimoni. Finalmente arrivava la sua rivalsa… far sapere di quali nefandezze era stato capace l’essere umano.

Oggi, commossa per la sua dipartita, una grande folla ha seguito la messa nella chiesa di San Ponziano dove don Giampaolo Cincotti lo ha voluto ricordare nella sua semplicità, nel suo modo allegro di prendere la vita: «Con lui se ne va un pezzo di storia», ha concluso il sacerdote.

Una storia che Giuseppe Mura ha voluto raccontare, nel libro “L’animo degli offesi”, per fermare nella memoria di tutti atrocità che devono essere da monito per le nuove generazioni, che devono bandire la violenza in virtù della pace. Nuove generazioni che devono debellare per sempre l’insana idea di popoli superiori ad altri. Modesto ciò lo sapeva bene e, proprio per questo motivo, ha voluto dedicare gli ultimi anni della sua vita, a far conoscere una verità per molti scomoda.

Alla fine della funzione, la lettura della preghiera dei paracadutisti, i suoi compagni d’avventura, fatta dal presidente dell’associazione Nino Cossu… e poi il ricordo di Agnese Delogu con cui ha diviso nell’associazione dei mutilati e invalidi di guerra tante esperienze in giro per la Sardegna… scuole, associazioni, biblioteche.

Tra i presenti, alcuni assessori e il vicesindaco della città che tanto lo ha amato, forze dell’ordine in divisa. E poi il silenzio… non solo quello dei presenti ma anche quello che la tromba di Alessandro Sciascia gli ha regalato.

Un applauso, un grande applauso per omaggiarlo ed un grido “Folgore” per rendergli onore.

Si potrebbero riempire pagine intere di ricordi ed aneddoti ma fra le tante parole io ne sceglierei una nella certezza di catturare la stessa che voi tutti decidereste di usare… una e una sola…

GRAZIE!

Per essere entrato nelle nostre vite, per sempre nel cuore di chi ti ha conosciuto.

Che la terra ti sia lieve Modesto.

Nadia Pische

    

   

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Alla luce dei bisogni del cittadino… urge che l’Amministrazione comunale di Carbonia scenda in piazza e giri per la città, che si mischi alla gente comune, per ascoltare tanti bei suggerimenti…
L’assessore dei Lavori pubblici è atteso urgentemente in via Bacu Abis, in via Caput Acquas, in via Piolanas… e dintorni. Parcheggi non sufficienti e sensi unici da rivedere!!!
Assessore, ricominciamo da capo… insieme!
Provi a rivedere quindi parcheggi e direzioni di marcia e se vogliamo dirla tutta, riveda anche la grave situazione in cui versa via Mazzini al momento dell’entrata e dell’uscita da scuola… Istituto Comprensivo Sebastiano Satta, scuola primaria e dell’infanzia.
Avevamo un parcheggio a disposizione dei docenti… ora non vi è più traccia!
Trovo scandaloso che io, docente di scuola primaria, debba, ogni santa mattina fare quattro giri dell’intero quartiere prima di riuscire a trovare un parcheggio… Sosta selvaggia da parte di diversi utenti, poca attenzione da parte della polizia urbana, un unico vigile che non basta neanche in minima parte a gestire il traffico scolastico mattutino… auto che si fermano al rosso, dalle quali vedi scendere bambini al volo prima che scatti il verde!
È davvero insostenibile, ci sarebbero tante soluzioni che potrebbero essere adottate per rendere tutti un pochino più sereni.
Tra queste, renderei il parcheggio di via Risorgimento riservato a noi docenti.
Non so se sia più indignata la docente, la cittadina o la giornalista… so solo che tutte e tre insieme sono veramente esauste della situazione… e come ultima chicca suggerirei di rivedere l’“inaudita” decisione di appoggiare la Traffic srls, la società che ha in appalto il servizio dei parcheggi a pagamento al centro della città, nella folle distribuzione di sanzioni da 5 euro a raffica per ritardi anche di soli pochi minuti (per la cronaca, l’ufficio postale di Carbonia Centro, in Piazza Rinascita, pare che ne riceva da 10 a 15 al giorno)!
Lo so i problemi che avete sono tanti, ma noi cittadini puntavamo su di voi per avere qualcosa di meglio rispetto al passato!

Siamo veramente stanchi di restare ad aspettare, inutilmente, che l’Amministrazione comunale ci ascolti e renda le nostre richiesta realtà…
Vorremmo anche una città più pulita, mi scuso per quei cittadini che non rispettano l’ambiente, ma di contro ci sono tante persone che, come me, rispettano le regole e tengono le strade pulite.
Vorremmo anche un cimitero dove, entrando, non si rischi di cadere, dove ci siano bidoni interi e non rotti.
Vorremmo indietro la nostra ludoteca, la nostra sala di registrazione, i nostri uffici e le nostre sale dell’informagiovani, la nostra casa dell’anziano e tutti i servizi dei quali, nonostante le innumerevoli tasse, siamo stati ingiustamente privati.
Tutto questo è davvero troppo da sopportare, unito ad una situazione economica sempre più precaria, dove il lavoro manca creando un panorama di depressione che ci pesa sulle spalle e sul capo, un peso che si ripercuote sui nostri figli, sui nostri bambini, sui cittadini del domani che cresceranno con la certezza di non avere soluzioni.
Scendete nelle piazze, parlate con i cittadini, decidete di voler aiutare la città a tutti i costi. Il tempo stringe, le attività commerciali stanno morendo, una dopo l’altra. Prendete atto e coscienza che bisogna operare quanto prima, per un miglioramento del servizio da offrire al cittadino.
Portavoce di una comunità, mi assumo la responsabilità di quel che ho scritto ed attendo risposta da chi di dovere e non da chi spesso, credendosi delegato, risponde alla città al posto vostro.

Grazie per l’attenzione

Nadia Pische

Cittadina preoccupata

Mamma in pensiero

Nonna felice

Docente ottimista

Giornalista obiettiva