23 May, 2022
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Anche la Regione Sardegna è presente alla manifestazione “Verso il 2015 – La cultura del vino in Italia”, inaugurata al Vittoriano di Roma venerdì 25 ottobre. Lo stand dell’isola che offre ai visitatori alcune delle produzioni di punta del comparto vitivinicolo sardo, è frutto della collaborazione tra l’Agenzia Sardegna Promozione e l’Agenzia Laore, in sinergia con l’assessorato regionale all’Agricoltura.

«E’ un’occasione importante di promozione del nostro territorio e delle nostre eccellenze per presentare ad un pubblico ampio e qualificato l’importanza del vino per la nostra Isola – hanno sottolineato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Oscar Cherchi ed il direttore di Sardegna Promozione, Mariano Mariani -. In Sardegna il vigneto è parte integrante del paesaggio. E’ presente quasi ovunque dalle pianure più fertili vicino al mare, sino all’alta collina e alle zone più interne dove spesso la coltivazione della vite è ancora legata alle nostre antiche tradizioni.«. 

Oltre il 66% della produzione enologica regionale, circa 317.000 hl, è rappresentata da vini di qualità (VQPRD), un valore percentuale significativo, che colloca la Sardegna fra le prime Regioni in Italia e ben al di sopra della media regioni meridionali.

Le denominazioni di origine sarde sono in totale 18 di cui 17 DOC ed 1 DOCG.

La mostra di Roma rimarrà aperta per tutto il mese di novembre e l’ingresso è libero.

 

Botti di vino

 

 

Oscar Cherchi 1

La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge concernente la “Legge regionale per l’apicoltura”. Il provvedimento, proposto all’esecutivo dall’assessore dell’Agricoltura Oscar Cherchi, oltre a prevedere l’autorizzazione alla spesa di due milioni di euro per il 2013 e di ulteriori due milioni per i successivi due anni, intende riformare la legge regionale attualmente in vigore riguardante l’incremento e la tutela dell’apicoltura.

«La legge attualmente in vigore, che risale al 1985 – spiega l’assessore Oscar Cherchi – non è coerente con l’evoluzione delle norme comunitarie e nazionali nella parte relativa agli aiuti. Il disegno di legge regionale approvato oggi dalla Giunta colmerà questa lacuna e introdurrà altri importanti adeguamenti, tenendo comunque conto della legge del 2004 che disciplina a livello nazionale il settore dell’apicoltura, riconoscendone l’importanza per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema, e dell’agricoltura in generale.»

Il disegno di legge approvato dalla Giunta introduce la possibilità per gli imprenditori apistici di accedere agli aiuti regionali per ogni alveare produttivo posseduto registrato nel fascicolo aziendale del Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIAR) e denunciato presso la competente struttura sanitaria. I criteri e le modalità di erogazione degli aiuti agli allevamenti apistici sono definiti dalla Giunta su proposta dell’assessore dell’Agricoltura.

«Sarà inoltre possibile – specifica l’assessore Oscar Cherchi – accedere agli aiuti comunitari previsti dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 per il benessere animale e per la tutela ambientale.»

Il disegno di legge contempla l’istituzione della Commissione apistica regionale, presieduta dall’Assessore regionale e completata da ulteriori dodici componenti con competenze e conoscenze specifiche nel settore che a titolo gratuito avranno il compito di proporre la programmazione di interventi favore del comparto, suggerire temi di ricerca per il superamento delle problematiche sanitarie, tecnologiche e produttive, per lo sviluppo di nuovi prodotti e per il miglioramento generale dell’apicoltura.

I nuovi riconoscimenti ottenuti dalle cantine sarde con l’assegnazione dei “Tre Bicchieri del Gambero Rosso” a ben tredici vini, sono stati sottolineati con grande soddisfazione dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Oscar Cherchi.
«Il prestigioso riconoscimento – ha detto l’assessore dell’Agricoltura – merita un plauso speciale da parte della Regione, insieme alle mie personali felicitazioni. Si tratta di un risultato eccellente che deve renderci tutti orgogliosi perché testimonia il risultato del lavoro dei tanti operatori, grandi e piccoli, che ogni giorno si impegnano con tenacia in questo comparto altamente competitivo. Questo successo, inoltre, permetterà a tutto il settore un ulteriore balzo in avanti nel lungo percorso che negli anni ha consentito ai vini della Sardegna di essere prima conosciuti, poi apprezzati e richiesti sul mercato nazionale ed internazionale. Congratulazioni, allora, alle Cantine Pala, anche per l’ulteriore, prestigioso premio di “Cantina Emergente 2014”, alle Tenute Sella & Mosca, all’Agricola Punica, a Giuseppe Gabbas, a Giuseppe Sedilesu, a Ferruccio Deiana, alla Cantina di Dorgali, alle Tenute Capichera, alla Cantina Sardus Pater, alla Cantina Santadi, alla Cantina Il Nuraghe di Mogoro, alle Cantine Argiolas e alle Cantine Surrau. Il momento felice dei rappresentanti del nostro patrimonio agroalimentare è stato ulteriormente avvalorato dallo storico riconoscimento della “Guida ai Ristoranti d’Italia” al ristorante “S’apposentu di Casa Puddu” che, prima volta per un ristorante sardo, ha ottenuto il giudizio di “tre forchette” a confermarne l’eccellenza. Questi risultati lusinghieri ci affidano una grande responsabilità e ci spingono ancora di più verso uno sforzo ulteriore di progetto, professionalità, risorse e iniziative attraverso cui rendere concreto il nostro impegno al fianco delle imprese e delle loro attività. L’augurio, per il prossimo futuro, è che questi successi possano rinnovarsi e moltiplicarsi nei prossimi anni insieme alla crescita qualitativa e al riscontro commerciale dei prodotti delle nostre aziende.»
Tra i vini premiati, lo ricordiamo, ci sono il Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2009 della Cantina Santadi, il Barrua ’10 dell’Agricola Punica di Santadi ed il Carignano del Sulcis Is Arenas Riserva della Cantina Sardus Pater di Sant’Antioco,
Per il Terre Brune e l’Is Arenas si tratta di una conferma del riconoscimento ricevuto un anno fa, quando lo stesso venne assegnato anche ad altri tre vini prodotti dalle cantine del Sulcis: Buio Buio 2010 Mesa, Carignano del Sulcis Tupei 2010 Cantina Calasetta e Carignano del Sulcis 2009 6Mura.
Visita cinesi a Santadi 1 copia Vigneti Mauritania 8

Simona de Francisci.Oscar Cherchi 1
La Giunta regionale è pronta ad una battaglia comune con le associazioni degli allevatori per ottenere dal ministero della Salute la movimentazione degli animali, bloccata per la lingua blu.
«Se dal Ministero della Salute non arriveranno a brevissimo risposte alle nostre richieste sul ripristino del protocollo per la movimentazione degli animali verso la Penisola, che abbiamo sollecitato anche oggi – hanno annunciato gli assessori regionali della Sanità e dell’Agricoltura, Simona De Francisci e Oscar Cherchi -, siamo pronti ad iniziare una battaglia unitaria tra Regione e associazioni di categoria nei confronti del dicastero per vedere finalmente riconosciuto il diritto dei nostri allevatori di poter movimentare il proprio bestiame. Già nelle prossime ore contatteremo gli uffici ministeriali di Beatrice Lorenzin, per organizzare al più presto una nuova e risolutiva riunione dell’Unità di crisi a Roma.»
«Come Regione – hanno aggiunto Simona De Francisci e Oscar Cherchi – abbiamo messo in atto tutte le misure, ordinarie e straordinarie, per poter esportare i nostri animali in tutta Italia, garantendo ogni norma di sicurezza sanitaria. Confidiamo e auspichiamo che ora il Ministero, dopo averci dato diverse rassicurazioni in merito, garantisca che gli allevatori della Sardegna vedano riconosciuti i propri diritti così come quelli dei colleghi delle altre regioni. Per questo intendiamo portare la vertenza direttamente a Roma, con una delegazione di Regione e organizzazioni agricole, per far sentire forte le nostre richieste e tornare in Sardegna con il via libera all’esportazione degli animali.»

 

Riesplodono le polemiche sulla contraffazione dei prodotti di qualità della Sardegna, in particolare del pecorino romano.
«La contraffazione smascherata nei giorni scorsi alla Fiera internazionale “Anuga” di Colonia relativa al falso “Pecorino Romano” prodotto da una ditta statunitense – ha affermato l’assessore regionale dell’Agricoltura, Oscar Cherchi, deciso a sensibilizzare i sardi al problema della contraffazione dei prodotti agroalimentari – è solo l’ultimo di una serie di episodi che ci preoccupano.»
«Nello specifico – ha aggiunto l’esponente della Giunta – va ricordato che il Pecorino Romano è un formaggio a Denominazione di origine protetta: ciò significa che deve essere prodotto sulla base di un apposito disciplinare e in zone geografiche specificate e delimitate. Nel caso di quanto sequestrato a Colonia il falso è evidente: poiché “Made in U.S.A.” non si può trattare di pecorino romano e, quindi, questo nome non può essere utilizzato nell’etichetta.»
Secondo l’assessore si tratta, dunque, di una truffa che danneggia non solo l’immagine del prodotto in questione e, quindi, del comparto lattiero-caseario sardo ma, più in generale, delle produzioni tipiche della Sardegna.
«Non è il primo caso di contraffazione di questo tipo – ha sottolineato Cherchi – né, temiamo, sarà l’ultimo. Ciò, se da un lato conferma il crescente appeal dei prodotti alimentari sardi nel mondo, dall’altro ci richiede un’attenzione dedicata al problema affinché possano essere maggiormente controllati nei canali distributivi i prodotti che vengono proposti come Sardi e, in particolare, quelli DOP, DOC, DOCG e IGP. Dobbiamo, infatti, tutelare in ogni sede e in ogni modo il buon nome dei nostri prodotti e non rischiare di vanificare il tanto lavoro che il mondo agricolo, le imprese, i Consorzi e la Regione svolgono tutti i giorni per assicurare la qualità del “Made in Sardinia” e la sua immagine sui mercati nazionali ed internazionali. Invito, perciò, tutti i sardi a farsi parte attiva di un’azione di indagine e di denuncia in tutte le occasioni che anche a livello individuale si presentino, per verificare direttamente eventuali ulteriori tentativi di contraffazione a danno delle nostre produzioni.»
Per rendere più efficace l’opera di contrasto alle truffe agroalimentari, l’assessore dell’Agricoltura ha concluso annunciando l’imminente adozione di un apposito provvedimento.
«E’ mia intenzione attivare a breve una specifica iniziativa di tutela dei prodotti alimentari di qualità della Sardegna, che comprenda un monitoraggio costante con funzione di tutela. Il mercato globale ci offre nuove, interessanti opportunità ma anche, parallelamente, qualche rischio che dobbiamo affrontare con la forza e la caparbietà di chi è dalla parte della ragione.»
Oscar Cherchi.

Oscar Cherchi, assessore regionale dell’Agricoltura.

 

Pecore
La Regione ha stabilito i criteri e le modalità con cui gli allevatori potranno ricevere gli indennizzi previsti dalla legge sulla lingua blu. Lo hanno annunciato oggi a Cagliari gli assessori dell’Agricoltura, Oscar Cherchi e della Sanità, Simona De Francisci.
«Appena avremo ricevuto l’ok dalla Unione europea, potranno partire i primi indennizzi – ha confermato Oscar Cherchi – ed è ragionevole prevedere che i primi saranno erogati già da novembre attraverso i Comuni, ai quali saranno trasferite le risorse necessarie.»
La Regione autorizzerà risarcimenti per il mancato reddito e per i capi morti, a seconda del loro valore di mercato.
«Gli importi – ha specificato Cherchi – potranno variare a seconda che si tratti di ovini iscritti o meno ai Libri genealogici. Previsto anche un indennizzo forfetario calcolato su base statistica. Queste riferiscono di una probabile diffusione della malattia al 20 per cento del gregge interessato dal focolaio. Ma la nostra attenzione è rivolta anche alla lotta all’insetto vettore. Per questo gli allevatori saranno incentivati ad adottare tutte le misure necessarie per combatterlo.»
Sul fronte sanitario, l’assessore De Francisci, infatti, ha annunciato che è pronto il piano contro gli insetti che diffondono il virus, piano che prevede la disinfestazione a cura dagli enti locali. L’assessore della sanità ha inoltre ricordato gli ultimi provvedimenti su vaccinazione e il via libera alla movimentazione di ovini e bovini. Simona De Francisci ha sottolineato che a oggi è stato utilizzato l’80 per cento delle dosi di vaccino disponibili (circa 900mila) e che già nei primi mesi del 2014 si procederà con l’avvio della nuova campagna vaccinale. Per debellare la malattia dagli ovili resta però decisivo il contributo degli allevatori nel tenere migliorare la biosicurezza degli edifici e dei locali di ricovero degli animali.
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono 180mila circa i capi malati di Lingua blu, mentre quelli morti sono arrivati a 38.500.

Ugo Cappellacci copia

Oscar Cherchi 2

Gli agricoltori non dovranno più restituire gli interessi dei finanziamenti della legge 44 de 20 giugno 1989 “Provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese industriali”, oggi considerati aiuti “de minimis”, con il consenso dell’Unione EuropeaLa svolta nella vertenza è stata annunciata questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e dall’assessore dell’Agricoltura, Oscar Cherchi.

Le risorse per l’abbattimento di 7 punti percentuali alle imprese che hanno usufruito degli aiuti ritenuti illegittimi dall’UE diventano aiuti in regime di “de minimis”, previsti dalle norme comunitarie. Si chiude così la vicenda della restituzione degli aiuti, 32,532 milioni di euro, che interessa complessivamente 4.947 imprese.

Se quasi 5.000 imprenditori salutano con soddisfazione e sollievo la notizia, resta il problema di quanti, con sforzi talvolta ai limiti dell’impossibile, hanno già restituito gli interessi richiesti dagli istituti bancari (704), per i quali il presidente Ugo Cappellacci ha annunciato la restituzione e, soprattutto, restano ancora vivi i ricordi dei drammi vissuti da numerosi imprenditori, ai quali sono stati pignorati gli immobili e che in qualche caso sono rimasti privi, oltre che delle loro imprese, anche di un tetto sotto il quale vivere. Queste vicende sono finite sulle pagine dei giornali e sui media regionali. Anche per loro verrà avviata una procedura per recuperare le varie situazioni, una volta chiusa la legge 44.

Le imprese che fino a ieri non avevano ancora restituito alla Regione le quote interessi maturate, per un ammontare complessivo di oltre 26 milioni di euro, sono 4.243. Da oggi non dovranno più preoccuparsi di questi debiti e potranno dimenticare, dopo oltre vent’anni, la legge 44 e tutti i guai che ha loro provocato.«Liberiamo gli agricoltori dalle ingiustizie della legge 44 del 1988». Lo hanno dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e l’assessore dell’Agricoltura, Oscar Cherchi, illustrando il contenuto della delibera adottata nella seduta di ieri della Giunta regionale.

«Abbiamo intrapreso un percorso, condiviso con le organizzazioni agricole e individuato nel protocollo siglato nel 2011 – ha spiegato il Presidente – per convertire in aiuti de minimis gli interessi ingiustamente accollati alle aziende. Abbiamo così ottenuto il via libera dell’Unione Europea e adottato la delibera. Viene così definitivamente eliminata quella quota di interessi che originariamente non era dovuta e causata dallo ‘stop’ dell’Unione Europea. Coloro i quali non l’avevano pagata, preavvisati dalla Regione circa due anni fa, non dovranno pagarla. Coloro i quali hanno già pagato potranno ottenere la restituzione di quanto non dovuto.»
«Stiamo altresì intervenendo – hanno aggiunto assessore e presidente – presso le banche affinché questa decisione possa sortire effetti anche sulle aste in corso. La drammatica vicenda della legge 44 – hanno concluso Cappellacci e Cherchi – finisce qui.»
«Per due anni i nostri uffici hanno studiato nei minimi particolari il problema della 44 – ha detto Cherchi – e appena è stato possibile abbiamo sospeso, nel 2011, i pagamenti. La 44 resterà solo un brutto ricordo nella storia dell’agricoltura sarda. Oltretutto, e non è di minore importanza, le imprese che sono uscite dal contenzioso avranno nuovamente la possibilità, al pari delle altre, di presentare istanza di accesso ad eventuali nuovi aiuti comunitari dai quali sarebbero stati esclusi a termini di regolamento in quanto giudicati inadempienti.»

Concordi con il Presidente della Regione e con l’assessore dell’Agricoltura anche Luca Saba di Coldiretti e Martino Scanu della Cia, presenti alla conferenza stampa, che assieme a Confagricoltura firmarono nel 2011 un protocollo d’intesa in difesa dei diritti degli agricoltori vessati dalla “44”: «Un giorno importante per l’agricoltura sarda». «Da qui – hanno detto – si può ripartire.»

 

Simona De Francisci.Oscar Cherchi.Antonello Usai 1
L’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci ha firmato oggi il nuovo decreto per contrastare in maniera più efficace l’epidemia di Lingua blu che ha colpito gli allevamenti ovini della Sardegna. La firma arriva dopo le verifiche e d’intesa con il ministero della Salute, i Servizi veterinari delle Asl e l’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. Alla presentazione del provvedimento, oggi a Cagliari, oltre all’assessore De Francisci erano presenti l’assessore dell’Agricoltura Oscar Cherchi e il direttore dello Zooprofilattico Antonello Usai. 
«È un decreto importante – ha sottolineato De Francisci – perché integra e rafforza le precedenti disposizioni, prevedendo tra le altre norme l’anticipazione della campagna vaccinale 2014.»
L’assessore ha poi voluto lanciare un appello a tutto il sistema affinché non si abbassi la guardia. In particolare, ha chiesto al mondo allevatoriale la massima collaborazione perché immunizzino i propri capi: «È un vaccino spento, dunque con nessun effetto collaterale e assieme a una corretta profilassi è l’unica arma per combattere la malattia».Riguardo agli indennizzi agli allevatori, l’assessore Cherchi ha illustrato i contenuti della legge appena approvata in Consiglio regionale, che destina 18,5 milioni di euro all’emergenza: «Tra le novità più significative vi è il coinvolgimento degli enti locali, ai quali verranno trasferite le risorse per velocizzare i tempi di erogazione delle somme necessarie a ristabilire il patrimonio zootecnico compromesso direttamente dalla Blue Tongue. Inoltre una parte consistente dei fondi sarà destinata alla prevenzione e alla ricerca».
Oscar Cherchi ha poi chiarito che con questo provvedimento non sono previsti indennizzi per gli abbattimenti.«Il ricorso a un vaccino spento – ha poi aggiunto il direttore dello Zooprofilattico, Antonello Usai – si è reso necessario per evitare gli effetti collaterali del passato e per andare incontro alle richieste degli allevatori. I sierotipi della Blue tongue sono oltre 20, perciò il vaccino da solo non basta, anche se resta uno strumento indispensabile. Quindi insieme alla profilassi sanitaria dobbiamo fare squadra con gli allevatori e fare la guerra all’insetto vettore della malattia.»Sono 3.081 i focolai di blue tongue registrati all’11 settembre dal Centro di Sorveglianza Epidemiologica dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna. I casi di malattia confermati sono 1.092 mentre i sospetti sono 1.989 per un fenomeno che interessa più di 3mila aziende isolane. Gli ovini contagiati sono 74mila circa, con una mortalità che non supera l’uno per cento sul totale dei capi coinvolti (900mila: cioè la somma di tutti gli animali presenti nelle aziende interessate dalla lingua blu). Le province più colpite restano quelle di Nuoro (739 focolai), Oristano (747) e Sassari (574). Stabili, i numeri di Lanusei: 115 focolai.

Simona De Francisci Antonello Usai 1

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Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il disegno di legge n° 555 presentato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale dell’Agricoltura e riforma agropastorale, Oscar Cherchi, che prevede “Interventi urgenti a favore degli allevatori per fronteggiare la febbre catarrale degli ovini (blue tongue)”. La legge prevede lo stanziamento di 18,5 milioni di euro (inizialmente i milioni previsti erano 10 ma un emendamento proposto dal gruppo UDC-FLI, approvato, ha incrementato questo fondo di 8,5 milioni destinati alla profilassi).

L’assessore regionale della Sanità Simona De Francisci, intanto, ha disposto nuovi interventi con un decreto contro l’epidemia di “Lingua blu”  che consentirà di introdurre nuove misure rafforzate di lotta al virus, integrando quelle già messe in campo nei mesi scorsi.  Tra le novità del provvedimento, l’aver già incluso la strategia e le procedure per l’acquisto delle dosi di vaccino per la campagna 2014, in modo tale da partire con le prime vaccinazioni con 2/3 mesi di anticipo rispetto a quest’anno. Il nuovo decreto, inoltre, prevede che la vaccinazione sia effettuata nelle aree non ancora interessate dal virus (in quelle cioè distanti oltre 4 chilometri dai focolai) e nei capi da movimentare (sia agli ovini che ai bovini). Inoltre, sarà adottata una profilassi diretta più forte grazie all’uso di particolari repellenti. Saranno poi potenziati i Servizi veterinari delle Asl.

Il decreto verrà presentato alla stampa giovedì mattina a Cagliari (ore 10.30 nella sala riunioni, 4° piano, dell’assessorato regionale della Sanità, via Roma 223), dall’assessore Simona De Francisci e dal direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, Antonello Usai.