Su fogaroni de sant’Uanni il 23 e 24 giugno
Memoria e identità. Queste due parole racchiudono in sé il motivo che ci ha spinto a voler recuperare un’antica festa, la cui origine affonda le sue radici in tempi lontani. Tutto è nato da un incontro recente a Carbonia tra tre amiche (Anna Mereu, Patrizia Saiu e Luisella Pani) nate e cresciute in località Terra Segada, dove oggi si trovano le “frazioni” di Medau Brau (in origine C.se Terra Segada), Medau Peddis e Domu Beccia (S’Ommu Beccia). Quando si sono trovate faccia a faccia, hanno iniziato a ricordare le loro origini e il pensiero è andato alle usanze delle mamme e delle nonne e a quando nella notte tra il 23 giugno e il 24 giugno, si organizzava “su fogaroni de sant’Uanni” per propiziare il buon raccolto e per stringere o rinnovare i rapporti di amicizia attraverso il rito dei “goppaisi e gommaisi de frorisi”.
Hanno ricordato nonna Peppina Peddis (al secolo Giuseppa Peddis nata nel 1892) che proprio in occasione della notte di San Giovanni di molti anni fa, mentre nel medau si iniziavano a preparare le foglie secche del fico d’india da mettere sul fuoco, dette “su carrucciu siccau de figumorisca”, le prese da parte e chiese loro se volessero diventare “Gommaisi de frorisi”. Nonna Peppina (Giuseppa Peddis) (1892-1977) e Antonio Saiu (1884-1973).
Unì le loro mani e recitò una preghiera di cui oggi ricordano la parte finale da recitare per diventare gommaisi de frorisi, prima di saltare il fuoco:
Gomais seus
fillas de Deus
fillas de Santu ‘Anni
gomais po cent’annus”
In Sardegna si tratta di un’importante tradizione di cui si ha una preziosa testimonianza anche nei romanzi di Grazia Deledda con cui si racconta che, nella notte di San Giovanni, le erbe hanno poteri curativi e alla presenza de “su fogaroni de sant’Uanni”, un falò che viene acceso al tramonto, si stringono i rapporti di amicizia fraterna.
Si tratta di una notte che ha anche un importante significato astronomico legato al solstizio d’estate e alle erbe che sembrano raggiungere proprio a San Giovanni il massimo della loro potenza.
Nelle tre amiche è quindi nato il desiderio di rinnovare una tradizione autentica e come occasione di incontro tra amiche vecchie e nuove, conoscenti e parenti in onore dei genitori e degli antenati e per poter trasmettere la tradizione alle nuove generazioni.


