23 March, 2026
HomePosts Tagged "Pietro Cocco" (Page 46)

Pietro Cocco 6 copia

Il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Pietro Cocco, ha espresso soddisfazione per l’eccellente risultato ottenuto dal Partito Democratico in occasione delle elezioni europee e sottolinea che la Sardegna stavolta, con la candidatura di una figura autorevole e di prestigio come quella di Renato Soru, »ha espresso in modo compatto il proprio sostegno, riuscendo anche a superare il deficit demografico che ci ha storicamente penalizzato nei confronti della Sicilia».

«Un risultato decisamente non scontato – ha aggiunto Pietro Cocco -, che è andato oltre tutte le attese della stessa dirigenza democratica. Sulla scia dell’entusiasmo per il consenso ottenuto, il neoparlamentare eletto Renato Soru, farà tesoro della responsabilità che gli è stata attribuita per lavorare all’attuazione delle riforme che daranno anche alla Sardegna un ruolo da protagonista nelle politiche europee.»

Nebida 2 Nebida 1

Si è svolta oggi, a Nebida, la cerimonia di commemorazione del #108esimo anniversario dell’eccidio del 1906. Sono intervenuti il sindaco di Iglesias, Emilio  Gariazzo, il sindaco di Gonnesa e consigliere regionale Pietro Cocco, il parroco di Nebida, Francesco Lai, e lo storico Salvatorico Serra.

Alla cerimonia hanno partecipato i bambini della scuola elementare di Nebida, una cinquantina di cittadini e i rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri ed agenti di polizia municipale. Sulla lapide è stata deposta una corona d’alloro.

Layout 1

Mentre è ancora viva l’eco suscitata dalla diffusione degli elenchi degli ex consiglieri regionali che percepiscono i vitalizi, le forze politiche presenti in Consiglio regionale hanno avviato il confronto su una proposta di riforma di legge unitaria.

«Come già ampiamente annunciato – si legge in una nota di #Pietro Cocco, capogruppo del Partito Democratico, e #Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia – le forze politiche presenti in Consiglio regionale si incontrano per discutere sulle modifiche della normativa che garantiva i vitalizi ai consiglieri regionali (abolita già a decorrere da questa legislatura) e che ha procurato nella sua applicazione pratica macroscopiche storture, infiammando gli animi soprattutto in tempi di crisi così difficili.»

«Si lavora ad una proposta di riforma di legge unitaria che, basata sul confronto tra ipotesi politiche anche differenti – aggiungono Cocco e Pittalis – vada poi a convergere in una soluzione condivisa che superi gli schieramenti politici ed ideologici. Per questo motivo è previsto per la prossima settimana un incontro tra tutti i capigruppo con l’obiettivo di sottoporre in tempi brevissimi la proposta di legge all’attenzione dell’Aula.»

Consiglio regionale 35 copia

Il Consiglio regionale ha approvato alcuni minuti fa con 51 voti a favore ed un astenuto, il disegno di legge n. 11 “Norme urgenti in materia di opere pubbliche, dighe di competenza regionale e disposizioni varie”. Al termine della votazione il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha accolto la richiesta del capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ed ha accordato la sospensione dei lavori per una breve conferenza dei capigruppo.

Palazzo del Consiglio regionale 2014 2 copia

Il Pd sardo si oppone alla chiusura delle sedi regionali Rai, con una mozione dei consiglieri Valter Piscedda e Pietro Cocco.

«La chiusura o l’accorpamento delle sedi regionali della Rai mettono in discussione il pluralismo dell’informazione e la produzione culturale in lingua sarda»: questo il senso di una mozione presentata dal Centrosinistra in Consiglio regionale.

«Chiediamo che la Regione si faccia parte attiva nell’evitare che il Senato approvi l’articolo 21 del DL 66», così ha affermato Valter Piscedda, consigliere regionale Pd e promotore dell’iniziativa contro il provvedimento in discussione in commissione bilancio al Senato.

«Anche i parlamentari sardi devono contrastare un provvedimento che interviene sulla spending review della Rai, ma anziché toccare gli stipendi dei dirigenti della azienda di stato, taglia i nodi sensibili dell’informazione regionale»,ha proseguito Piscedda che ha reso noto che «al Senato è stato presentato un emendamento abrogativo firmato anche dal senatore Silvio Lai, segretario regionale del Pd sardo.»

«Il rischio che si corre è che la sede Rai Sardegna sia accorpata con Lazio, Abruzzo e Molise – si legge nella mozione – e si ridimensioni la presenza di un servizio informativo regionale, mettendo a rischio non solo il pluralismo informativo ma la stessa presenza dell’informazione in Sardegna.»

«Al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, viene chiesta l’assunzione di ogni iniziativa mirata a rafforzare l’informazione pubblica regionale anche in un periodo di spending review regionale. Per una coalizione di centrosinistra – si legge nella mozione – l’informazione non è una variabile indipendente ed è giustificato l’intervento diretto della Regione sia sul fronte dell’utilizzo delle trasmissioni in lingua sarda, gestite secondo la convenzione già approvata che prevede un responsabile delle trasmissioni dedicato, sia attraverso l’attivazione di un canale digitale di informazione istituzionale presso la Rai.»

Pietro Cocco 6 copia

«Non si può non stigmatizzare il comportamento irresponsabile delle forze di minoranza in Consiglio regionale che in momento di crisi particolarmente acuta, con drammatici risvolti economici e sociali, dei quali sono in gran parte responsabili per come hanno mal governato la Regione nella precedente legislatura, non hanno trovato di meglio da fare che abbandonare i lavori delle Commissioni 1 e 3,  congiuntamente convocate per l’esame dei provvedimenti legati alla programmazione dei fondi comunitari.»

Lo sostiene, in una nota, Pietro Cocco, capogruppo del Partito Democratico.

«Si tratta, in tutta evidenza – aggiunge Pietro Cocco – di un argomento delicato e di interesse generale nelle politiche da adottare per uscire dalla crisi e avviare il rilancio economico dell’Isola, per il  quale ci saremmo aspettati ben altra attenzione sensibilità. Assistiamo invece al  reiterarsi di atteggiamenti e comportamenti che francamente appartengono ad un vecchio e superato modo di interpretare la politica – conclude Pietro Cocco –, da parte di chi a parole, come il centro destra, dice di battersi per il bene della Sardegna.»

 

Renato Soru 5

Arriva anche a Guspini la campagna elettorale di Renato Soru, unico candidato sardo del PD per il collegio Isole al Parlamento europeo. A dieci giorni esatti dal voto, giovedì 15 maggio, Renato Soru sarà in Piazza XX settembre, alle ore 16.30, per sostenere le ragioni della sua candidatura.

«Dalla crisi non usciamo da soli o uccidendo la politica, ma con una politica migliore, con la partecipazione e la generosità. A chi cerca di distruggere l’Europa, vale la pena di ricordare che l’Europa è nata dalle ceneri di una guerra devastante su un progetto di pace e convivenza comune – ha detto Soru nei giorni scorsi -.Oggi c’è da portare a termine quel processo e modificare le regole nel senso della coesione, del maggior benessere e della solidarietà.»

Renato Soru, che solo pochi giorni fa aveva voluto incontrare personalmente i lavoratori Alcoa in presidio a Portovesme, sempre domani, giovedì 15 maggio, incontra la popolazione di Iglesias e Carbonia. Il candidato sardo del PD nel collegio delle Isole sarà a Iglesias, in Piazza Pichi, alle ore 18.00, con i deputati Emanuele Cani e Francesco Sanna, il consigliere regionale Pietro Cocco e il sindaco Emilio Gariazzo. A seguire, musica con i Jokers. Successivamente, alle ore 20.00, Soru interverrà a Carbonia, per l’inaugurazione del gazebo PD Europadays, in Via delle Fosse Ardeatine.

Pietro Cocco 4 copia

Il capogruppo del Partito Democratico, Pietro Cocco, esprime soddisfazione per la nomina effettuata dalla Giunta regionale dell’ing. Antioco Gregu, professionista particolarmente apprezzato per le sue qualità manageriali, a commissario liquidatore della Società Igea.

«Igea è una società nata con l’importante e fondamentale compito di eseguire i lavori di sicurezza, ripristino ambientale, bonifica e riqualificazione delle miniere dopo la chiusura definitiva delle stesse – scrive in una nota Pietro Cocco -. Invece, quello che avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione di quel progetto e che avrebbe dovuto avere importanti ricadute anche in termini di opportunità di sviluppo e di lavoro nel martoriato territorio del Sulcis, si è rivelato uno strumento debole gestito con molta approssimazione e grande confusione.»

«Il mandato assegnato all’ing. Gregu, di accertare lo stato patrimoniale ed organizzativo della società e di individuare una prospettiva di risanamento – conclude Pietro Cocco – sarà di sicura rottura con le logiche fumose che hanno ispirato alcuni amministratori del passato, incarico che sarà sicuramente svolto dall’attuale Commissario con sobrietà, trasparenza e con correttezza, princìpi che anche il tempo che stiamo vivendo ci impone.»

Pietro Cocco 6 copia

Il consigliere regionale Pietro Cocco, capogruppo del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza del servizio di assistenza riabilitativa domiciliare della ASL n. 7.

Il consigliere Cocco sottolinea che allo stato attuale il servizio è garantito da un unico fisiatra ed un gran numero di persone attende anche per un periodo di 2 mesi l’inizio della terapia. Considerato che un unico fisiatra non può materialmente sopperire al carico di lavoro necessario e garantire a tutti i malati la stessa opportunità di assistenza nonché la continuità e la qualità della prestazione, il capogruppo del PD rimarca che le misure di contenimento della spesa sanitaria non possono tradursi in un taglio generalizzato, e l’attuazione delle stesse non deve diventare l’occasione per scardinare un sistema di assistenza che si è costruito negli anni e che garantisce servizi indispensabili a favore dei malati e quindi improcrastinabili nel tempo.

Pietro Cocco, infine, chiede di interrogare l’assessore della Sanità, perché intervenga presso il Direttore Generale della ASL n. 7 di Carbonia, per sapere se non ritenga doveroso ed urgente porre in essere risorse e mezzi necessari nel breve periodo per garantire il servizio a domicilio ai malati allettati e a quelli comunque impossibilitati a deambulare anche incrementando il numero dei fisiatri; e perché valuti se il Direttore Generale nei criteri dei programmazione ispiri le proprie scelte secondo il diritto di ogni persona di avere garantita l’assistenza  (anche domiciliare) e la continuità e regolarità delle cure mediche più appropriate.

Paci-Pigliaru-Mura 2 copia

«La situazione è difficile e ribadisco la volontà alla collaborazione con la commissione e il Consiglio perché c’è bisogno di trovare condivisione nella visione del bilancio regionale e nelle politiche da attuare», L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, ha raccolto con queste parole l’invito formulato in proposito, dal presidente della Terza commissione, Franco Sabatini, in apertura della seduta dedicata alle audizioni dei componenti l’esecutivo regionale con delega al Bilancio e al Lavoro.

L’intervento dell’assessore Paci si è incentrato sull’illustrazione della delibera n. 15 del 29 aprile scorso, avente per oggetto il patto di stabilità 2014, su cui la commissione è chiamata ad esprimere il parere ma il cui testo non è stato ancora preso in carico dal preposto organismo consiliare.

Il documento nella sua tabella riepilogativa indica il cosiddetto plafond di spese prioritarie il cui ammontare è pari a 2.406.860.000 di euro, una cifra inferiore rispetto allo scorso anno, quando il plafond era di 3.373.000.000 di euro. L’assessore Paci ha quindi sottolineato come per il 2014 ci sia stata una riduzione degli “spazi finanziari” di circa 900 milioni di euro e come le richieste di spesa degli assessorati, per l’anno in corso, superano i 4 miliardi di euro.

«Con questi limiti di spesa non si può andare avanti», ha ammesso il delegato alla Programmazione, nell’introdurre il tema del confronto aperto con lo Stato per la modifica dei tetti di spesa del patto di stabilità. Il 10 aprile – ha riferito Paci – si è aperto il tavolo della trattativa con il governo alla presenza anche del presidente della giunta, Francesco Pigliaru, e in un successivo incontro la ragioneria dello Stato ha quantificato delle ipotesi (definite “interessanti” dall’assessore) a cui la Regione ha già risposto con ulteriori indicazioni. Oggi e domani sono in programma a Roma altri incontri per “chiudere” entro la prossima settimana il tavolo politico Regione-Governo sul tema del “patto”. L’assessore, pur mostrandosi fiducioso per gli esiti della vertenza aperta con lo Stato, ha ribadito il concetto espresso in Aula dal presidente Pigliaru: «Se non riusciamo ad ottenere risultati positivi, dovremo decidere insieme come contrapporci duramente allo Stato». «Non abbiamo spazi finanziari – ha proseguito Paci – e teoricamente dovremo spendere oltre 4 miliardi di euro ma ne possiamo spendere appena 2.4 miliardi».

L’assessore ha dunque ricordato il lavoro fatto con la revisione della spesa regionale e la volontà di procedere speditamente con le “riforme a costo zero” ad incominciare da quella per la semplificazione burocratica. «Ma – ha aggiunto il responsabile della Programmazione – ogni giorno che passa la situazione peggiora». L’esempio è il recente decreto del governo sul cuneo fiscale che ha comportato per la Sardegna una riduzione del “patto” di 34 milioni di euro con un accantonamento di pari importo. Dal 2012 le somme accantonante (cifre che lo Stato congela alle regioni a Statuto speciale) sono di circa un miliardo di euro e per il 2014 la cifra stimata è di circa 600 milioni.

In riferimento al 2014 le entrate della Regione registreranno una riduzione del gettito per effetto della “manovra” sull’Irap e per le riduzioni effetto della crisi economica, ad iniziare dalla quota di compartecipazione sui giochi.

L’assessore ha annunciato una manovra di assestamento di bilancio tra giugno e luglio, quando cioè dovrebbe essere conclusa la trattativa con lo Stato per la modifica dei tetti di spesa del patto di stabilità.

Sono intervenuti nel dibattito Pietro Pittalis -Fi (ha chiesto l’attenzione della giunta per i settori strategici e sensibili a incominciare dal lavoro e dal disagio sociale); Giorgio Oppi – Udc (ha invitato l’assessore a procedere con la riforma dei consorzi industriali, con l’azzeramento delle Zir e la cancellazione dei Cda); Alessandra Zedda – Fi (ha sottolineato come l’interlocutore della giunta nel confronto con lo Stato debba essere principalmente la parte politica e si è detta preoccupata per il taglio del fondo per gli Enti Locali); Christian Solinas – Psd’Az (ha invitato la giunta ad “inchiodare” lo Stato alle proprie responsabilità e ricordato che la Sardegna è l’unica Regione che paga i servizi del trasporto pubblico locale); Gavino Sale – Irs (ha chiesto quale sia lo strumento della Regione per quantificare il gettito fiscale); Valter Piscedda – Pd (ha invitato la giunta a dotarsi di strumenti idonei per conoscere le dinamiche della spesa negli Enti locali).

Il presidente della commissione, Franco Sabatini (Pd) ha sottolineato come il plafond di spesa si sia abbassato dai 3.100.000.000 del 2009 ai 2.400.000.000 del 2014 e denunciato come la differenza in danno della Sardegna tra il cosiddetto “accertato e riscosso” sia di 2.800.000.000 di euro. Sabatini ha invitato inoltre l’assessore Paci a non “cedere di un millimetro” nel confronto con lo Stato per il fondo unico degli Enti Locali che (come ha dichiarato l’assessore) è a rischio impugnazione da parte del governo. L’ulteriore invito formulato dal presidente della commissione alla giunta ha riguardato «la certezza e la puntualità del trasferimento delle risorse ai Comuni che rappresentano il primo argine contro la crisi per le famiglie e le imprese sarde».

Nell’intervento di replica l’assessore Paci ha dichiarato di considerare come temporaneo il vincolo di spesa del patto di stabilità («perché con l’attuale tetto di spesa non si può governare») e non ha escluso, in caso di mancata conclusione positiva del confronto con lo Stato, lo sforamento dei tetti di spesa del patto di stabilità, davanti ad un pronunciamento unanime del Consiglio in tal senso. L’assessore, a questo proposito, ha evidenziato come l’ostacolo principale non sia quello rappresentato dalle sanzioni previste, quanto dalle disposizioni della legge regionale n. 31/98 che obbliga la Regione al rispetto del patto. Norma che potrebbe essere modificata dal Consiglio regionale già in sede di approvazione dell’assestamento del bilancio.

L’assessore Paci e il presidente Sabatini hanno, dunque, concordato l’audizione sullo stato di attuazione dei fondi europei ad una successiva riunione della commissione.

I lavori sono proseguiti con l’audizione dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, che su invito del presidente della commissione, ha proceduto con l’illustrazione del documento relativo allo stato di attuazione del piano operativo “Fondo sociale europeo 2007-2013”.

Nel corso del 2013 e dei primi mesi del 2014 sono stati pubblicati 24 bandi pubblici per un importo di circa 125 milioni di euro, alcuni dei progetti a valere sul Fse sono in corso e altri sono nella fase conclusiva dell’intervento. Il piano in sette anni ha coinvolto 135.177 destinatari e 128.491 hanno concluso le attività, il 53.66% dei destinatari degli interventi sono donne. A fronte di una media nazionale di spesa del 52.7% delle risorse, il piano operativo Fse della Regione sarda ha certificato a Bruxelles il 69.4% delle risorse. Al 31 dicembre 2013 sono stati certificati oltre 468 milioni di euro su 675.053.206 di dotazione complessiva e il piano Fse regionale ha raggiunto anche per il 2013 tutti gli obiettivi fissati dall’Ue.

Il focus riguarda gli interventi sul microcredito, il cui fondo, l’assessore ha dichiarato di voler incrementare, visto l’apprezzamento degli amministratori e delle imprese e il successo dell’iniziativa. L’ulteriore approfondimento ha riguardato il programma “Master and Back” (dotazione di 137 milioni, di cui 117.8 milioni spesi al 31.12.2013) con 4.070 destinatari dei quali 2.443 destinati ai percorsi di alta formazione e dei tirocini mentre 1.627 sono i destinatari dei percorsi di rientro. L’assessore nell’occasione ha annunciato la volontà di voler introdurre per il Master and Back la formula del prestito d’onore con la restituzione qualora chi beneficia del sostegno regionale non rientri nell’Isola dopo il periodo di formazione all’estero.

L’assessore Mura ha dunque illustrato la deliberazione n.13 dell’8 aprile scorso relativa alla cosiddetta “Garanzia giovani”: nove le misure previste per un importo complessivo di 54.181.253 euro.

Nel corso del dibattito (sono intervenuti i consiglieri Pietro Pittalis, Attilio Dedoni, Alessandra Zedda, Pietro Cocco, Daniele Cocco, Alessandro Paolo Collu, Truzzu, Gavino Sale) sono state sollecitate risposte e chiarimenti in ordine alla cassa integrazione in deroga, ai centro servizi per l’impiego, alla formazione professionale  e approfondimenti per il master and back e la Garanzia giovani.

L’assessore nel suo intervento di replica ha annunciato che nei prossimi giorni «i lavoratori in mobilità in deroga riceveranno parte delle competenze relative al 2013. Somme “coperte” dai 52 milioni di euro di stanziamento regionale in anticipazione sulle somme statali». Il responsabile del lavoro della giunta Pigliaru ha sottolineato come dallo Stato servano 170 milioni per fare fronte alla cassa integrazione in deroga e che il ministro del Lavoro ha avanzato la proposta di uno stanziamento di un miliardo di euro da ripartire tra tutte le regioni.

L’assessore Mura ha illustrato nel dettaglio il progetto “Garanzia giovani” e rimarcato la centralità dei centri servizi per l’impiego, per i quali sono già incominciate le azioni formative rivolte al personale. «Vogliamo far funzionare i Csl», ha dichiarato Virginia Mura, che ha concluso annunciando «una profonda rivisitazione della formazione professionale non appena saranno varate le nuove norme nazionali sull’apprendistato».

Il presidente della commissione, Franco Sabatini, nel suo intervento di chiusura lavori ha sottolineato come a fronte dei positivi risultati sui livelli di spesa del Fse – in Sardegna – la disoccupazione sia cresciuta e come siano carenti in materia di lavoro la programmazione, denunciando l’assenza di una vero piano per il lavoro. Il presidente Sabatini ha inoltre chiesto informazioni sullo stato di elaborazione del programma operativo 2014-2020 e invitato l’assessore Mura a far pervenire la relativa documentazione e ogni utile comunicazione alla commissione, non appena il programma sarà definito con maggiore dettaglio.

Il presidente Sabatini ha concluso i lavori annunciando che l’audizione dell’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi (in programma oggi alle 10.00) è rinviata ad una prossima seduta.