7 May, 2021
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Questa mattina, alla presenza dei rappresentanti della Soprintendenza Archivistica per la Sardegna e della Polizia locale di Iglesias, è iniziato il trasferimento dell’archivio raccolto dall’Associazione Erminio Ferraris, dalla sede associativa al Palazzo Bellavista di Monteponi, per garantire la fruibilità dell’archivio stesso, in quanto l’immobile sede dell’Associazione, da anni inaccessibile, era chiuso per evidenti problemi strutturali.

L’archivio del Dopolavoro Erminio Ferraris costituisce uno degli esempi, anche a livello nazionale, di complesso documentario prodotto dal dopolavoro di una grande azienda industriale, come la Società Monteponi, e consiste in una raccolta di grande pregio, con una documentazione che parte dal 1915 per arrivare ai giorni nostri.
Permette di conoscere la vita culturale e ricreativa di intere generazioni di lavoratori di miniera, dagli anni della Grande Guerra fino al periodo del regime fascista, al dopoguerra ed agli anni più recenti.
Oltre a questo verrà trasferita la biblioteca dell’Associazione, l’archivio fotografico e la collezione di memorabilia del periodo, con coppe, medaglie e cimeli di grande valore culturale.

«Il trasferimento dell’archivioha spiegato il sindaco Mauro Usai rappresenta il primo passo per stipulare una convenzione con l’Associazione, con il fine di musealizzare i beni e permettere il loro inserimento nel circuito museale cittadino, dando loro la dignità che meritano e mantenendo in questo modo ad Iglesias un patrimonio di grandissimo valore storico che rischiava di essere danneggiato o, in quanto tutelato, trasferito coattivamente a Cagliari.»

«Grazie all’archivio del dopolavoroha proseguito l’assessore della Cultura Claudia Sannaproseguiamo sulla strada della valorizzazione della memoria e di un patrimonio storico che ci permette di conoscere la vita della nostra città e degli Iglesienti, anche negli aspetti legati alla vita sociale e al tempo libero.»

Per Roberto Enne, presidente dell’Associazione Erminio Ferraris, «è un passo importante per far rinascere l’Associazione, e per far conoscere agli Iglesiente un archivio di grandissimo interesse storico e culturale».