13 February, 2026
HomePosts Tagged "Roberto Li Gioi" (Page 6)

[bing_translator]

«Nessuna proroga alla Sinergest per la gestione della stazione marittima e delle aree portuali di Olbia che, a partire dal nuovo anno, ritorneranno in capo esclusivamente all’”Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna” che opererà tentando di coinvolgere i lavoratori della ormai ex concessionaria, partecipata al 51% da Moby, dal comune di Olbia (circa 20%) e da altri operatori privati.»

È questa, in sintesi, la posizione espressa dal presidente della Port Authority, Massimo Deiana, nel corso della audizione davanti alle commissioni Lavoro e Trasporti, riunite in seduta congiunta, per approfondire la situazione creatasi nello scalo marittimo gallurese all’indomani della mancata partecipazione all’”avviso esplorativo di sollecitazione al mercato per proposte di finanza di progetto”, bandito lo scorso 10 giugno. L’ex assessore dei trasporti nell’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru nella passata Legislatura, ha quindi ribadito la volontà dell’ente di ricercare “proposte progettuali di parternariato pubblico-privato” ma ha sottolineato che le eventuali proposte di project financing dovranno essere in linea con “i parametri indicati nell’avviso esplorativo” e rispettare le disposizioni in materia ad incominciare da quelle che riguardano i cosiddetti diritti di porto che, al contrario di quanto è accaduto all’Isola bianca (sono incassati da Sinergest e quindi trasferiti in minima parte all’autorità portuale) dovranno essere direttamente introitati dall’Authority. Il professor Massimo Deiana ha inoltre spiegato che per la gestione dei servizi di interesse generale ai passeggeri e dei parcheggi, non è escluso, a partire dal Primo gennaio 2020,  il coinvolgimento di operatori esterni e, sollecitato anche dagli interventi dei consiglieri Roberto Li Gioi e Desirè Manca (M5S), Giuseppe Meloni (Pd) e Antonio Piu (Progressisti), ha confermato però l’impegno a salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori della Sinergest («si tratta di personale formato e competente nel lavoro in banchina»).

Il presidente dell’Autorità portuale ha quindi comunicato di aver avuto un incontro con i sindacati ed ha confermato l’appuntamento del prossimo 28 novembre richiesto dalla Sinergest: «La società resterà fuori dalla gestione dello scalo ma siamo pronti ad ascoltare eventuali proposte progettuali, allo stesso modo di come valuteremo quelle di altri operatori, in vista di ulteriori procedure ad evidenza pubblica».

A conclusione dell’audizione del professore Massimo Deiana, le due commissioni, sempre in seduta congiunta, hanno ascoltato il direttore facente funzioni dell’agenzia Forestas, Salvatore Mele, che ha ribadito le difficoltà nell’attivazione delle procedure per la chiamata dei cosiddetti trimestrali nei cantieri ricadenti nei territori dei comuni di Bono, Bottida, Alà dei Sardi e Monti. Contrariamente a quanto sostenuto dai sindaci dei quattro paesi nel corso di una precedente audizione, il dottor Mele ha escluso la possibilità di un ricorso ai trimestrali, per effetto della sentenza emessa dal tribunale di Nuoro lo scorso agosto che, riferendosi ai lavoratori semestrali, ha stabilito “l’illegittimità dei contratti a termine nei contratti di lavoro” stipulati da Forestas.

A conclusione degli interventi dei presidenti Giuseppe Talanas e Alfonso Marras e dei consiglieri, Francesco Stara (Italia Viva), Daniele Cocco (Leu), Giuseppe Meloni (Pd), Desirè Manca (M5S) e Giovanni Satta (Psd’Az) si è ipotizzato un intervento normativo ad hoc, così da consentire il ripristino delle chiamate a tempo determinato.

[bing_translator]

«Le strutture balneari sulla spiaggia attualmente amovibili diventano fisse, i chioschi si trasformano in ristoranti sul mare, e i parcheggi a pagamento prossimi alle spiagge restano aperti tutto l’anno. Attraverso alcune modifiche-scempio alla legge regionale numero 45 del 2 dicembre 1998 è questo lo scenario futuro che la Giunta Solinas ha come obiettivo. Ed è questo che accadrà se le modifiche normative proposte della Giunta otterranno il voto favorevole del Consiglio. Quello che ci aspetta è la reintroduzione del “chiosco selvaggio” e una sorta di condono per gli abusivi che comprometterà seriamente il territorio costiero della Sardegna. La Giunta vorrebbe autorizzare la distruzione delle nostre spiagge, la costruzione di ecomostri fronte mare, e privarci del privilegio di vivere in un’isola Paradiso.»

Lo scrivono, in una nota, i consiglieri regionali del M5S Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Desirè Manca e Roberto Li Gioi, a seguito di un’attenta lettura della “Quarta variazione di Bilancio 2019/2021 e disposizioni varie”.

«Tra le norme introdotte nella quarta variazione di bilancio, balzano agli occhi le cosiddette ‘disposizioni varie’, nel caso specifico quelle relative alla sanatoria degli stabilimenti balneari, che vengono inseriti di diritto tra gli edifici autorizzati attraverso il Pul.  Ma saranno interessate dalle nuove norme anche le strutture balneari che ricadono in aree in cui il Pul non è stato approvato, anche queste potranno essere autorizzate all’apertura tutto l’anno – aggiungono i 4 consiglieri del M5S -. Utilizzando come motivazione pretestuosa il fatto di configurarsi come esercizi per attività sportive e ludico ricreative direttamente connesse all’uso del mare, la Giunta estende il periodo di esercizio e rende permanenti le strutture che attualmente possono essere montate dal primo aprile e devono essere smontate il 31 ottobre. Tutto ciò che dovranno fare i titolare degli stabilimenti balneari per essere in regola è presentare una semplice dichiarazione e indicare in quali mesi e per quanti giorni resteranno aperti. Di fatto i chioschi potranno occupare per tutto l’anno la porzione di spiaggia sulla quale insistono.»

«Chi non aveva la possibilità di avere una cucina e offrire servizi di ristorazione lo potrà fare con evidenti problemi di carattere igienico-ambientale. Ma anche chi già aveva iniziato a farlo senza alcuna autorizzazione non incorrerà in sanzioni. Tutto ciò a discapito di chi fino ad oggi ha sempre rispettato le norme – concludono Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Desirè Manca e Roberto Li Gioi -. Ci rendiamo conto che le norme talvolta sono state piuttosto restrittive ma ritornare al far west ci sembra eccessivo e da evitare a ogni costo. Capiamo che la burocrazia è stata asfissiante ma non dobbiamo permettere la totale deregolamentazione, bensì garantire norme più semplici capaci di tutelare allo stesso tempo il lavoro degli operatori del settore e l’ambiente incontaminato della Sardegna.»

[bing_translator]

Dopo una prima richiesta di chiarimenti all’assessore all’Ambiente sul grado di conoscenza delle problematiche relative alla discarica di Spiritu Santu in vista di un suo eventuale ampliamento richiesto dal Cipnes (avanzata tramite un’interpellanza del 9 maggio scorso alla quale era seguita una risposta colma di contraddizioni), il consigliere del M5S Roberto Li Gioi ha presentato un’interrogazione per chiedere allo stesso assessore all’Ambiente e a quello alla Sanità se abbiano tenuto in considerazione i risultati del Piano di caratterizzazione della discarica dal quale emerge un gravissimo inquinamento della zona interessata.

«Appena un mese fa abbiamo scoperto l’esistenza di una relazione contenente dati allarmanti. Un dossier redatto dalla società Arcadis di Milano, incaricata dal Cipnes (che gestisce la discarica di Spiritu Santu) di analizzare tra l’altro anche le acque sotterranee interessate dalla discarica consortile. Questa relazione ufficiale del Piano di caratterizzazione (indagini dal 2013 al 2018) mette nero su bianco numeri spaventosi che descrivono un grandissimo inquinamento ambientale. Ciononostante, gli uffici del Servizio di valutazione ambientale della Regione hanno espresso giudizio positivo alla compatibilità ambientale. Ragion per cui, l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, preso atto di questo parere favorevole, il 22 ottobre scorso con la delibera n° 42/39 ha autorizzato l’ampliamento della discarica olbiese.»

«Quello che chiedo a gran voce all’assessore e alla Giunta è di fare chiarezza su questa situazione al limite dell’assurdo – aggiunge Roberto Li Gioi -. Chiedo che riferiscano  il motivo per il quale nel dare l’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Spiritu Santu non è stato preso in considerazione l’esito del report della Arcadis. Un report dal contenuto scioccante, in cui viene individuata la presenza di diverse sostanze inquinanti in concentrazioni che superano di gran lunga le soglie di contaminazione previste dal decreto legislativo 152/2006 per la qualità delle acque di falda. In particolare le analisi effettuate dalla SGM – incaricata dalla Arcadis – hanno evidenziato che 24 dei 29 campioni di acque di falda sottoposti ad esame presentavano un abnorme superamento delle concentrazioni delle soglie di contaminazione, CSC. Stiamo parlando di arsenico, antimonio, cromo VI, piombo, cloroformio, benzene, idrocarburi, floruri, nitriti e nitrati. Veleni che quasi certamente stanno contaminando le nostre acque e i nostri terreni.»

[bing_translator]

Anche il M5S in campo contro il rischio inquinamento ambientale lungo il tratto della statale 131 meglio noto come “Canale dei veleni”. Risale, infatti, a due giorni fa la mozione presentata dal consigliere regionale del M5S Michele Ciusa per sollecitare nuovi controlli e fare definitivamente chiarezza sulle condizioni dei terreni che costeggiano la strada lungo il tratto costruito con i materiali di risulta della miniera d’oro di Furtei.

«Oggi apprendiamo dalla stampa che L’Anas ha avviato l’iter per esaminare i terreni e le acque del canale sulla 131 alla ribalta delle cronache in questi giorni – dice Michele Ciusa -. Già due giorni fa ho presentato in Consiglio regionale una mozione in cui ho chiesto alla Giunta di pretendere dall’Anas nuove e scrupolose indagini per poter dare risposte certe ai cittadini residenti nella zona. Oggi, alla luce degli sviluppi della vicenda, guardo con favore alla tempestiva risposta dell’Anas e spero che i risultati possano arrivare in tempi brevi.»

«Nel frattempo non smetterò di vigilare e di chiedere di fare altrettanto alla Giunta – aggiunge Michele Ciusa -. Chi coltiva quelle terre, chi utilizza quell’acqua ha pieno diritto di sapere quali sostanze compongano la distesa di fango giallastro ben visibile sotto il cavalcavia della 131 all’altezza del Comune di Sardara. È necessario accertare la gravità del fenomeno e capire se siano presenti, e in quali concentrazioni, inquinanti come arsenico, cianuro, mercurio, acido solforico, cadmio e altri materiali pesanti usati come reagenti per l’estrazione dell’oro. Un pericolo che riguarda un tratto della statale di circa 11 chilometri.»

Questo l’intervento del consigliere regionale del M5S Michele Ciusa, promotore di una mozione (presentata assieme ai colleghi M5S Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi) sul cosiddetto Canale dei veleni sulla 131. Un atto che impegna il presidente Christian Solinas e la Giunta ad avviare senza ulteriore indugio ogni azione necessaria affinché l’Anas proceda ad effettuare le analisi sui terreni e sulle acque di falda.

Michele Ciusa chiede alla Regione di provvedere ad un intervento di bonifica dei terreni e delle strutture interessate per scongiurare possibili pericoli per la salute dei cittadini e danni all’ambiente.

«La reazione tra il materiale utilizzato e l’acqua sembra aver prodotto un liquido altamente corrosivo. Nonostante i risultati delle ultime analisi fatte da Anas, che sembrerebbero escludere la contaminazione da metalli delle acque sotterranee, è urgente disporre nuovi controlli e nuove analisi. Rimandare non è più possibile. Quel percolato di dubbia composizione si trova a ridosso di terreni coltivati, oliveti e vigneti – conclude Michele Ciusa -. Il rischio contaminazione è altissimo, ed è da arginare prima che sia troppo tardi.»

[bing_translator]

«A distanza di un mese dalla votazione per la risoluzione della Commissione speciale Aias, apprendiamo con rammarico che la situazione non è cambiata di una virgola.  Siamo piombati in una nuova fase di stallo, pericolosissima. I lavoratori lasciati allo sbando annunciano un altro sciopero e ancora non si capisce quale sia la volontà politica dall’assessore alla Sanità Nieddu. Non si capisce quali siano le azioni concrete delle quali abbiamo sentito parlare sino ad oggi. Discorsi magniloquenti e parole vuote non danno da mangiare alle 1.200 persone che attendono lo stipendio: lavoratori che si vedono persi, smarriti. Questa è una vera bomba sociale che coinvolge direttamente e indirettamente più di 4mila persone che aspettano risposte. Da una parte il dramma dei lavoratori, dall’altra quello dei malati che a poco a poco stanno perdendo il diritto di ricevere cure adeguate e costanti.»

I consiglieri del M5S Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, intervengono con decisione alla luce dell’ennesimo lungo sciopero proclamato dai lavoratori Aias per domani.

«Il tavolo tecnico istituito in Assessorato tra le parti coinvolte, è stato sospeso a causa dell’assenza dei dirigenti Aias. Un fatto gravissimo. Dirigenti che, ricordiamo, in più di trent’anni hanno percepito fondi regionali per migliaia di milioni. Soldi nostri e di tutti i sardi, utilizzati a quale scopo? Tutti abbiamo il diritto di sapere che fine abbiano fatto. Ma, soprattutto, chiediamo a gran voce che chi ha scelto di governare la Sardegna si attivi immediatamente per garantire il diritto alla vita delle numerose persone coinvolte in questa vicenda. Sì, parliamo di diritto alla vita perché di questo si tratta. Dobbiamo renderci conto che negando lo stipendio stiamo negando il diritto alla vita: i lavoratori Aias e le loro famiglie faticano a fare a spesa, a mettere insieme il pranzo con la cena. Basta con le parole vuote di significato. L’assessore Nieddu parli quando saranno finalmente cessate le manifestazioni di protesta. Sino ad allora si continui a lavorare. Basta parole.»

«Quali sono le intenzioni di questa Giunta rimasta in silenzio per mesi? – concludono i consiglieri del M5S Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa -. Da parte nostra, dai banchi dell’opposizione siamo certi che in assenza di risposte nell’immediato, troveremo il modo di far sentire la voce di chi non ha più soldi neanche per mangiare.»

[bing_translator]

«La priorità in questo delicato momento è garantire continuità occupazionale ai trenta lavoratori della Sinergest che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento. Non possiamo restare immobili davanti a una crisi dalle conseguenze drammatiche. Per questo in qualità di vicepresidenti delle Commissioni Lavoro (Desirè Manca) e Trasporti (Roberto Li Gioi) ne abbiamo chiesto la convocazione in via straordinaria in seduta congiunta. Chiediamo che vengano convocate in Regione tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni sindacali e una delegazione di lavoratori.»

La capogruppo del M5S Desirè Manca ed il consigliere regionale Roberto Li Gioi (M5S), la prima in qualità di vicepresidente della II Commissione Lavoro e il secondo come vicepresidente della IV Commissione Trasporti, chiedono la convocazione straordinaria delle Commissioni in seduta congiunta per discutere della grave situazione in cui versano i lavoratori della società Sinergest, impiegati nella stazione marittima del porto Isola Bianca di Olbia.

«Abbiamo il dovere di tutelare ogni singolo posto di lavoro e speriamo di poter discutere al più presto le problematiche legate alla gestione dei servizi portuali che stanno mettendo a repentaglio il futuro dei dipendenti della stazione marittima di Olbia.»

[bing_translator]

«A tutt’oggi in Sardegna non esiste un censimento delle persone disabili presenti su tutto il territorio regionale. Uno strumento indispensabile per una corretta ed efficace programmazione degli interventi sanitari e socio sanitari. Nell’ottica di una pianificazione degli interventi futuri è pertanto stringente la necessità di un censimento in formato digitale che ci permetta di conoscere il numero aggiornato e attendibile delle persone disabili residenti nell’isola, conoscere i loro bisogni e le loro necessità, e sapere con esattezza il numero delle famiglie in cui è presente più di una persona con disabilità. Si tratta di informazioni dalle quali non si può prescindere, che la Regione ha il dovere di reperire, organizzare e mettere a disposizione degli uffici regionali competenti in materia.»

Disabilità e risoluzione delle problematiche collegate al centro di una mozione promossa dalla capogruppo del M5S Desirè Manca. Nell’atto, firmato anche dai consiglieri del M5S Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, la consigliera pentastellata chiede al Presidente Solinas e alla Giunta di impegnarsi ad istituire al più presto l’anagrafe digitale dei disabili della Sardegna.

«Nelle attuali condizioni l’efficacia della programmazione regionale per quanto riguarda gli interventi in favore dei disabili è altamente compromessa. Gli unici dati a nostra disposizione sono teorici e non reali e la distribuzione degli interventi disomogenea e a macchia di leopardo – aggiunge Desirè Manca -. Con questa mozione intendiamo impegnare la Giunta ad istituire un gruppo di lavoro per la raccolta di dati certi e aggiornati. Il malato e le sue necessità devono essere messi al centro della programmazione regionale e perché questo venga fatto nel migliore dei modi è fondamentale avere tutte le informazioni utili a guidare la Regione verso una programmazione di interventi sanitari e socio sanitari mirati e dai risultati migliori.»

[bing_translator]

«L’incubo diventa realtà: doveva essere l’ipotesi da evitare, invece Air Italy tradisce nuovamente i sardi. Oggi la compagnia aerea ha comunicato che sospenderà i collegamenti da e per la Sardegna durante l’intero periodo di chiusura dell’aeroporto di Olbia. Quindi dal 3 febbraio prossimo sino al 13 marzo 2020, durante i lavori di ampliamento della pista, non verranno rispettati gli accordi, ovvero Air Italy non si sposterà ad Alghero per garantire i collegamenti su Roma e Milano. Dopo le promesse di Regione e compagnia aerea, che avevano assicurato le tratte in continuità territoriale, le attese dei lavoratori e degli utenti sono state tradite. I numerosi appelli alla Regione non sono serviti a evitare questa retromarcia di Air Italy che avrà conseguenze drammatiche per tutti i cittadini del Nord Sardegna.»

Il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, nel giorno in cui Air Italy ha diffuso la notizia più nera per i trasporti dell’Isola, chiede nuovamente l’intervento del presidente Christian Solinas e dell’assessore dei Trasporti Giorgio Todde.

«L’immobilismo della Regione Sardegna rende questa situazione ancora più dura da digerire. Sin dal giorno del mio insediamento in Consiglio ho riportato a questa Giunta le preoccupazioni degli oltre 600 lavoratori della base olbiese e in tutto questo tempo nulla è stato fatto per tenere lontano lo spettro licenziamenti. Licenziamenti che oggi sembrano ancora più vicini – aggiunge Roberto Li Gioi -. Questa è una sciagura annunciata e mi chiedo perché l’assessore Todde non abbia agito prima. Le intenzioni di Air Italy erano evidenti sin da quando lo scorso 15 ottobre i vertici della compagnia non si presentarono all’incontro tenutosi tra la Sogeaal, che gestisce lo scalo algherese, e le compagnie interessate dal trasloco temporaneo. La sottoscrizione degli accordi commerciali è stata snobbata ma per l’assessore dei Trasporti evidentemente questo segnale non è stato sufficientemente allarmante se ancora oggi non ha comunicato quali sono le intenzioni della Giunta per quanto riguarda il nuovo bando di continuità territoriale.»

«La nota diffusa da Air Italy – conclude il consigliere regionale del Movimento Cinque stelle – ci fa sapere che i collegamenti sulle rotte in continuità territoriale riprenderanno dal 14 marzo sino al 16 aprile 2020, data nella quale come specificato dalla stessa compagnia, si conclude l’attuale programma di continuità territoriale sull’aeroporto Olbia Costa Smeralda. Mancano soltanto cinque mesi allo scadere del bando di continuità territoriale. Il tempo stringe e la Giunta ancora tergiversa mettendo a rischio la mobilità dei sardi e centinaia di posti di lavoro.»

«Il silenzio non è più tollerato – conclude Roberto Li Gioi – la Regione faccia sentire la sua voce.»

[bing_translator]

«I percorsi formativi per responsabile tecnico delle operazioni di revisione dei veicoli, in base alla delibera del 12 giugno 2003 della Conferenza Stato – Regioni, prevedevano una durata minima di trenta ore per la revisione periodica dei veicoli e di ventiquattro per quella dei motocicli e ciclomotori. La Regione Sardegna, recepito l’accordo, con la delibera di Giunta n. 19/3 del 12 maggio 2010 ha approvato le disposizioni sulle modalità di organizzazione e gli standard formativi per lo svolgimento dei corsi regionali. In seguito, con la direttiva dell’Unione Europea del 2014 sono stati introdotti nuovi criteri di formazione degli ispettori: il ministero dei Trasporti ha definito i nuovi requisiti formativi, ma la Regione Sardegna non ha ancora provveduto ad organizzare i corsi regionali. Un ritardo che rischia di mettere a repentaglio la licenza di tanti operatori privati sardi che in mancanza del titolo rilasciato al termine del corso di aggiornamento non potranno continuare ad esercitare l’attività di controllo. Per questo occorre che la Regione si attivi nell’immediato.»

Questa la richiesta del consigliere regionale del M5S Michele Ciusa, primo firmatario di una mozione (sottoscritta dai consiglieri M5S Desirè Manca, Alessandro Solinas, Roberto Li Gioi) che impegna il presidente Christian Solinas e la Giunta a dare immediata attuazione all’accordo della conferenza permanente per i rapporti tra Stato e regioni sui “Criteri di formazione dell’ispettore dei centri di controllo privati autorizzati all’effettuazione della revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi”.

«Chi ha conseguito il titolo di responsabile tecnico al 30 aprile 2018 – conclude Michele Ciusa – deve oggi obbligatoriamente seguire un corso di aggiornamento della durata di 20 ore per poter continuare ad esercitare l’attività di ispettore di revisione. È quindi necessario disciplinare i corsi di formazione teorico-pratici  propedeutici agli esami di abilitazione e quelli di aggiornamento per consentire agli ispettori il mantenimento del titolo abilitativo.»

[bing_translator]

«Sono circa 15.733 in tutta Italia i dipendenti del gruppo Auchan coinvolti nel passaggio al gruppo Conad. Di questi circa 738 sono lavoratori dei quattro punti vendita Auchan della Sardegna: 198 lavoratori di Cagliari Santa Gilla, 203 di Cagliari Marconi, 179 di Sassari e 158 di Olbia. A preoccupare è il numero degli esuberi che nella nostra Regione interesserà il 50 per cento dei dipendenti, quindi 369 lavoratori del gruppo e rispettive famiglie. Siamo preoccupati davanti a un numero così alto di lavoratori che oggi si trovano col fiato sospeso, impotenti di fronte alle scelte aziendali. Per questo la Regione Sardegna ha il dovere di proteggerli e tutelarli in questo delicatissimo momento.»

La capogruppo del M5S Desirè Manca, prima firmataria di una mozione (sottoscritta anche dai colleghi Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi) volta a proteggere i lavoratori Auchan del nostro territorio, chiede l’impegno del Presidente Solinas e della Giunta per scongiurare centinaia di licenziamenti.

«E’ già stato rilevato un numero altissimo di esuberi in tutta Italia: sono 6.197 i lavoratori Auchan che rischiano di restare a casa a causa dei costi del lavoro troppo alti rispetto ai fatturati e alla riduzione delle aree di vendita – aggiunge Desirè Manca -. Soltanto la metà di questi, 3.092 potrebbero essere ricollocati. Per oltre 3mila dipendenti invece questo passaggio, che terminerà entro il 31 dicembre 2020, rappresenta l’inizio di un incubo.»

«Chiediamo alla Giunta – sottolinea Desirè Manca – di farsi parte attiva affinché vengano salvaguardati gli attuali livelli occupazionali e di mettere in campo tutte le risorse a disposizione sia a livello regionale che nazionale. Il passaggio dei lavoratori del gruppo Auchan a Conad deve avvenire sotto la più stretta sorveglianza regionale.»

«In questo momento cruciale – conclude la capogruppo del M5S in Consiglio regionale – la Regione non può lasciare soli i lavoratori ma deve vigilare attentamente per far sì che le misure di gestione degli esuberi che il Gruppo Conad intenderà mettere in atto non abbiano drammatiche conseguenze per i tanti lavoratori sardi coinvolti in questa operazione.»