10 September, 2026
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Dall’11 al 25 settembre l’isola di San Pietro torna a essere luogo di ricerca e creazione contemporanea con Orme, la residenza artistica della seconda edizione di Rizomi, progetto dell’associazione Tersicorea, diretto da Simonetta Pusceddu, dedicato alla memoria, al patrimonio e al rapporto tra identità e futuro.

«A Carloforte il passato non è qualcosa da conservare semplicemente negli archivi: diventa materia viva da interrogare, trasformare e restituire attraverso l’arte. È da questa prospettiva che nasce Orme, una ricerca che intreccia danza, musica, teatro e memoria per interrogarsi su ciò che una comunità sceglie di custodire e su ciò che, invece, decide di trasmettere alle generazioni che verranno», spiega Simonetta Pusceddu.

Tracce del passato, rituali, miti, racconti, reperti e memorie del territorio entrano così nel processo creativo, insieme a temi come antropologia culturale, archeologia, studi sulla memoria, museografia critica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile. Un intreccio di saperi che gli artisti saranno chiamati a trasformare in nuovi linguaggi e possibili narrazioni del futuro.

Il progetto, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna, il Patrocinio del Comune di Carloforte e in collaborazione dell’associazione Botti du Shcoggiu, nasce dalla sinergia creativa e dalla co-ideazione di Santo Pablo Krappmann e Giorgia Gasparetto, direttori artistici della compagnia La Bruma. Al centro del lavoro si colloca una residenza artistica che punta sulla contaminazione multidisciplinare, riunendo tre performer internazionali dai background differenti: la danzatrice e artista circense tedesca Nis Fee Brender, il musicista, clown e compositore austriaco Vitus Denifl, e la coreografa e danzatrice italiana Giorgia Gasparetto. In questa fase, la componente performativa si fonderà con quella visiva grazie a Santo Pablo Krappmann, che curerà la scenografia e l’impianto visivo delle riprese, realizzate in stretta collaborazione con il videomaker Francesco Rosso. L’intera ricerca confluirà nella produzione di un cortometraggio.

A guidare e accompagnare il percorso come tutor sarà Emita Frigato, scenografa regista e costumista cinematografica, vincitrice nel 2011 del David di Donatello per la scenografia di Noi credevamo di Mario Martone e, nel 2023, dell’European Film Award per la miglior scenografia di La Chimera di Alice Rohrwacher. La sua presenza si inserisce in modo particolarmente significativo nel percorso di “Rizomi”. La Chimera, infatti, attraversa temi come archeologia, memoria, paesaggio e trasformazione sociale, gli stessi territori di ricerca che “Orme” porta nel contesto carlofortino.

Uno degli elementi centrali della residenza sarà il coinvolgimento della comunità di Carloforte, chiamata a condividere racconti, memorie ed esperienze che potranno diventare parte del processo creativo. La danza sarà il principale strumento espressivo, in dialogo con musica, voce e parola, per costruire una drammaturgia capace di attraversare epoche e dimensioni differenti. Storie locali, reperti, testimonianze e immaginari del territorio contribuiranno alla nascita di personaggi e figure provenienti da tempi diversi, in un continuo passaggio tra memoria e invenzione.

L’esito del lavoro sarà presentato al pubblico il 23 e 24 settembre, con un’anteprima di alcune riprese del cortometraggio Orme, realizzato nel corso della residenza.

La presenza di “Rizomi” sull’isola proseguirà inoltre con “Monster Porcelain”, la ricerca avviata nella prima sessione di residenza, dal 19 gennaio al 7 febbraio 2026, da Lupa Maimone e Vinka Delgado, che torneranno a Carloforte entro la fine dell’anno per un nuovo periodo di lavoro.“Monster Porcelain” si sviluppa come un’indagine artistica complessa e stratificata, costruita intorno alla relazione tra corpo, oggetto e suono. Un processo aperto nel quale i diversi elementi si incontrano, si influenzano e si trasformano reciprocamente, attraverso una ricerca che mette in discussione i confini tra materia, presenza e movimento, in vista della futura restituzione di un’opera compiuta.