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Carlo Maramarco (Monteponi): «Prima viene la salute, poi la ripresa con scelte quanto più eque possibile»

Da quando è iniziato quest’incubo, che ancora stiamo tutti vivendo, abbiamo seguito con preoccupazione tutto ciò che accadeva intorno a noi. Abbiamo atteso con ansia notizie positive che potessero, in qualche modo, trasferirsi anche su tutto ciò che costituiva il nostro mondo, il calcio giovanile e dilettantistico.
La nostra posizione non si è mai modificata da quel 9 marzo, giorno in cui il nostro presidente Giorgio Ciccu decideva di fermare tutte le attività sociali, ancor prima che scattassero i provvedimenti che conosciamo.
La linea, purtroppo, non è cambiata. FERMIAMOCI!!!
Nonostante le Istituzioni non abbiano ancora preso una decisione. Dobbiamo prendere atto che, almeno per adesso, non ci siano i presupposti per fornire alcun tipo di speranza all’intero movimento. Tuttavia se il presidente nazionale ed il Comitato regionale ci chiedono tempo, perché non aspettare?
È possibile che non si percepisca l’esigenza di trasmettere positività ad un sistema, soprattutto quello del calcio sardo, che corre il serio rischio di deragliare in modo definitivo?
La decisione non sarà semplice e non potrà accontentare tutti. Oggi in tanti si affannano sulla stampa e sui social, a proporre soluzioni.
Sia chiaro che tutte, nessuna esclusa, meritano il giusto rispetto. Tanto più, perché provengono dagli addetti ai lavori. Però, come me, avrete notato che in questa crisi la grande assente è stata proprio la concertazione. È proprio per questo che continuano a far discutere tutti i provvedimenti, sia quelli di prevenzione sanitaria che, adesso in modo incalzante, soprattutto, quelli di carattere economico.
Le soluzioni condivise dovrebbero essere la peculiarità della politica. Non sono convinto che potrà essere possibile in questa fase.
Allora non ci rimane che auspicare che la politica sia capace di assumersi le proprie responsabilità.
Ci sono impegni che sono stati presi e che, giocoforza, non potranno essere rispettati.
Questo comporterà che le diverse componenti dovranno tutte rimetterci. Le società, gli atleti, le famiglie, così come le istituzioni che governano il sistema calcio.
Adesso è il tempo del buonsenso!
Ed è proprio il buonsenso che auspichiamo.
Da parte di tutte le componenti, ciascuno per la sua parte. Solo in questo modo riusciremo a salvare il calcio dei dilettanti. Oggi, ripetere «prima viene la salute», appare sì retorico ma evidentemente prioritario.
Prepariamoci però a ripartire per salvaguardare il nostro mondo.
Chi si sentirà più penalizzato di altri, dovrà avere la maturità di capire che solo così potremo ripartire.
Allo stesso tempo il Governo e la Federazione sapranno proporre soluzioni sostenibili e dovranno reperire le risorse necessarie affinché si possa ricominciare. E’ auspicabile una soluzione che salvaguardi soprattutto le società che hanno già virtualmente vinto con merito il loro campionato (Carbonia in primis). La troverei molto adeguata.
Attendiamo fiduciosi, dunque, andrà tutto bene anche nello sport che amiamo. Ma non può essere il tempo delle polemiche. Attendiamo le decisioni che saranno prese e rimbocchiamoci le maniche, come i dilettanti hanno sempre fatto.

Carlo Maramarco

Direttore sportivo FC Monteponi Iglesias 1923

 

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