Sociale

La caccia al tesoro.

Conoscere l’arte, la lingua italiana e la comunità che li accoglie con una caccia al tesoro e degli indovinelli. Così ragazze e ragazzi, ospitati presso il centro di accoglienza straordinaria (CAS) di Casa Emmaus e nella struttura per minori stranieri non accompagnati (MSNA), hanno scoperto dove si trova la fontana di “Su Maimoni”, gli ingredienti del mustazzeddu e che Pan di Zucchero è “una montagna che esce dall’acqua”.

L’idea della caccia al tesoro nasce per permettere agli ospiti di interagire con la comunità locale, esplorare in modo creativo e divertente la città e destreggiarsi nel territorio, elaborando informazioni e orientandosi. E’ un’attività che fornisce la possibilità di muoversi, di fare, scoprire e confrontarsi, in cui la lingua diviene strumento di espressione del sé e d’interazione sociale.

L’attività si è svolta in due giornate, a metà e alla fine di luglio, e ne sono stati protagonisti ragazzi e ragazze provenienti da diversi paesi dell’Africa, quali Gambia, Nigeria, Camerun, Costa d’Avorio e Mali. Questo ha permesso loro di scoprire in maniera ludica le bellezze artistiche della città, ma anche le tradizioni gastronomiche e i servizi presenti sul territorio. Partendo dalla piazza principale, e suddivisi in squadre eterogenee, hanno esplorato la città seguendo le indicazioni  con l’aiuto di una cartina.

In breve tempo, gli indovinelli sono stati risolti e i compiti portati a termine, grazie alla collaborazione di passanti e commercianti del centro, che hanno offerto il loro aiuto nello svolgimento del gioco. I vincitori sono stati decretati non solo in base al tempo impiegato ma anche alla completezza e precisione nelle risposte.

Carla Pinna, CAS (Centro Accoglienza Straordinaria)

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