Industria

Ferma presa di posizione del consigliere regionale del Partito sardo d’Azione Fabio Usai sull’emergenza del polo industriale di Portovesme e sulla RWM di Domusnovas.

Ferma presa di posizione del consigliere regionale del Partito sardo d’Azione Fabio Usai sull’emergenza del polo industriale di Portovesme e sulla RWM di Domusnovas.

«Il futuro industriale del Sulcis Iglesiente continua a essere fortemente in discussione a causa della visione anacronistica, ideologizzata e irreale del M5S e del suo leader, il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio – attacca Fabio Usai -. Non solo, il titolare del MISE continua a non presenziare ad ogni vertice ministeriale sulle principali vertenze industriali del territorio, quali, ad esempio, Sider Alloys, dimostrando di non volersi assumere fino in fondo la responsabilità di trovare delle soluzioni concrete, stabili e durature, nell’interesse delle migliaia di lavoratori, padri di famiglia, coinvolti nel Polo di Portovesme, ma addirittura dimostra con la sua inesistente strategia politica sul tema della decarbonizzazione, e delle indispensabili alternative per l’approvvigionamento energetico da istituire in assenza delle fonti fossili, di voler compromettere ogni velleità di ripartenza e rafforzamento del settore industriale in Sardegna e nel Sulcis Iglesiente, da qui ai prossimi decenni.
Una “non strategia” politico/istituzionale/industriale/energetica, degna di un leader ormai conosciuto per aver prodotto in un anno di responsabilità governativa sul tema dello Sviluppo Economico e di riflesso del Lavoro: il NULLA ASSOLUTO.»

«Nondimeno, per la forza politica da lui guidata, non sono forse sufficienti la crisi economica generalizzata nel Sulcis Iglesiente e le relative problematiche connesse alla ripartenza degli stabilimenti industriali di Portovesme, altrimenti non si spiegherebbe come mai da tempo è in atto un vero e proprio tentativo di far chiudere anche un’altra delle poche realtà produttive ancora in marcia nel territorio, ovvero la RWM – aggiunge Fabio Usai -. Prova ne è la mozione approvata negli ultimi giorni dalla Camera dei Deputati, con primo firmatario l’on. Pino Cabras, con l’obbiettivo non troppo celato di chiudere la fabbrica di Domusnovas senza che però venga concepito e attuato un concreto quanto credibile piano di riconversione del sito produttivo per le centinaia di lavoratori, padri di famiglia, coinvolti.
Il tutto facendo leva sui drammi delle popolazioni colpite dalla guerra in Yemen che, purtroppo, anche in caso di serrata dello stabilimento di Domusnovas non sarebbero interrotti in alcun modo. In quanto, in ogni caso, le armi verrebbero prodotte, vendute e acquistate dagli Stati coinvolti direttamente e indirettamente nel conflitto, in numerosi altri luoghi e modi.»

«Fermo restando il sostegno a ogni azione politica tesa a bloccare ogni conflitto nel mondo, è inaccettabile che per il territorio del Sulcis Iglesiente le uniche soluzioni proposte continuino a essere quelle dell’azzeramento dell’esistente senza però, prima, realizzare alternative credibili di rilancio economico-occupazionale – sottolinea il consigliere regionale sardista -.
Questo modo approssimativo di intendere la politica e di influire nella vita delle persone, da parte dei vari Di Maio, Cabras e compagnia, va censurato e rispedito senza tentennamenti al mittente. Il Sulcis Iglesiente ha urgente necessità di ottenere risposte concrete sui temi del lavoro, del salvataggio e del rafforzamento delle realtà produttive esistenti e della pianificazione e programmazione economica di tutti gli altri settori da qui ai prossimi decenni. Al governo nazionale va detto con forza che è arrivata l’ora di produrre meno chiacchiere ideologiche e slogan, e più fatti concreti nell’interesse di tutti i cittadini – conclude Fabio Usai -. Come Regione Sardegna continueremo a pretendere rispetto per i sardi e a fare tutto ciò che è in nostro potere per risolvere i tanti problemi irrisolti lasciati in dote dal passato e dall’inconcludenza di chi oggi avrebbe potere di intervenire ma non lo sta facendo o addirittura pone ostacoli come gli esponenti del M5S.»

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