28 May, 2022
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Il consigliere regionale Fabio Usai (PSd’Az), accompagnato dal presidente Mario Porcu e dal dr. Mauro Mureddu, ha visitato lo stabilimento della Sotacarbo nella città di Carbonia. 

«Oggi Sotacarbo porta avanti straordinari processi di ricerca nel campo della transizione energetica ambientale, importantissimi, anche, per promuovere e favorire modelli di sviluppo coerenti col “green new deal” e l’economia circolareha detto Fabio Usai -. Alla Grande Miniera di Serbariu, ad esempio, dalle energie rinnovabili e dall’anidride carbonica – tra i più insidiosi gas serra il cui rilascio in atmosfera è alla base dell’innalzamento delle temperature e dei cambiamenti climatici, si producono (ancorché ancora sperimentalmente, ma già con ottimi risultati) vettori energetici e combustibili, come il metanolo e l’etere dimetilico, compatibili con quanto espresso in precedenza e, potenzialmente, utili per affrontare molteplici problemi dell’attuale contesto storico. D’altronde, in futuro gli e-fuels saranno determinanti per completare i processi di implementazione della mobilità sostenibile, soprattutto, nell’ambito dei trasporti pesanti e dei settori aereo e navale. Questo futuro sostenibile si costruisce anche alla Sotacarbo nella città di Carbonia e i brevetti finora registrati, nonché i premi e riconoscimenti ottenuti in ambito internazionale, sono lì a testimoniarlo.»

«Non mi dilungo oltre nell’evidenziare i punti di forza di questa realtà, che in ogni modo stiamo cercando di sostenere a livello regionale (ultimamente anche con uno stanziamento di 8 milioni di euro)ha concluso Fabio Usai -, ma per ogni eventuale richiesta di informazioni o delucidazione sono e siamo a disposizione.»

E’ iniziato il ripristino della piena funzionalità del reparto di Medicina dell’ospedale Sirai di Carbonia, dopo la temporanea sospensione disposta all’inizio dello scorso mese di gennaio per fare posto al reparto Covid-19, in piena emergenza pandemica, con l’allestimento di 16 posti letto che a breve cresceranno fino a 32.

Lo ha comunicato questa mattina la dottoressa Giuliana Campus, direttore generale della Asl del Sulcis, al consigliere regionale sardista Fabio Usai, ed al coordinatore del gruppo politico “Carbonia Avanti” Manolo Mureddu, che due giorni fa in una nota aveva chiesto ragioni alla stessa Giuliana Campus ed al direttore sanitario Giuseppe Pes, della mancata riattivazione del reparto, come previsto, in considerazione della marcata diminuzione dei ricoveri per Covid-19 sia in terapia intensiva sia in area medica.

La dottoressa Giuliana Campus ha rassicurato i due rappresentanti politici anche sul futuro del Laboratori di Analisi dello stesso ospedale Sirai, sottolineando che sono assolutamente prive di fondamento le ricorrenti voci su un’interruzione del Servizio.

«Da almeno due decadi, la strategica opera di bonifica e dragaggio del Porto industriale di Portovesme è ferma al palo. Senza di essa, sarà molto complicato dare seguito al Dpcm Energia nella parte riguardante l’arrivo del gas metano e, nel contempo, assicurare le condizioni di competitività degli stabilimenti industriali Eurallumina e Sider Alloys, quest’ultima in particolare per l’approvvigionamento a costi convenienti delle materie prime. Cosa si è fatto e si sta facendo per uscire da questa inaccettabile situazione di stallo?»

E’ quanto chiede l’interrogazione presentata oggi dal consigliere regionale Fabio Usai, sottoscritta da tutti i colleghi consiglieri del PSD’Az, all’assessora dell’Industria Anita Pili.
«Se non si realizzerà in tempi rapidi questo interventospiega Fabio Usai -, verrà pregiudicato l’approdo di navi di stazza più grandi delle attuali, in grado di trasportare maggiori quantitativi di materie prime a costi complessivi mediamente più bassi. Condizione indispensabile, così come previsto dagli accordi sottoscritti in sede ministeriale tra dirigenza, regione e governo all’atto di cessione-acquisizione dello smelter, per garantire maggiore competitività e concorrenzialità allo stabilimento Sider Alloys.»
«Allo stesso modo verrebbe messo in discussione l’approvvigionamento di gas liquefatto tramite l’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) ed il suo rifornimento: l’arrivo, lo stoccaggio e la rigassificazione a mare del gnl necessitano infatti di fondali sufficientemente profondi in entrata, nella darsena e nella banchina est di ancoraggioaggiunge il consigliere regionale sardista -. Ad oggi, la profondità del fondale non permette l’approvvigionamento del gas: in assenza di esso verrebbe anche preclusa la sostenibilità economica dello stabilimento Eurallumina, oltre alle condizioni di competitività per altre aziende già operanti o di nuovo insediamento nell’area industriale e in generale nel Sud Sardegna.»
«Le vicissitudini inerenti questa strategica opera pubblica, finanziata con ben 7,74 milioni di euro sui 15,74 milioni di euro complessivi stanziati per la sua realizzazione, si tramandano, tra lungaggini burocratiche, aggiudicazioni, contestazioni e rescissioni di contratti oramai da quasi due decadi e tutt’ora è in atto un clamoroso contenzioso tra la società COGEVI SPA, aggiudicataria dell’appalto, ed il Consorzio industriale di Portovesme che potrebbe presto concludersi con una rescissione del contratto. Scenario che presupporrebbe conclude Fabio Usai -, il riavvio da zero delle procedure burocratiche di bando e affidamento dei lavori e conseguentemente un’ulteriore, insostenibile, dilatazione dei tempi nella realizzazione dell’opera. Nonché imprevedibili e pericolosi elementi di criticità per la risoluzione delle storiche vertenze del polo industriale.»

Tempistiche, modalità e procedure di vendita; affitti e manutenzioni degli edifici in ambito privato e commerciale; questione delle cosiddette case fantasma” del rione Lotto B e della frazione di Bacu Abis; gli investimenti avviati e da avviare per la riqualificazione e l’efficientamento degli edifici nei quartieri popolari.

Sono alcuni dei temi trattati nel corso di un incontro svoltosi questa mattina tra il gruppo consiliare “Carbonia Avanti”, rappresentato dal capogruppo Giacomo Floris e dai consiglieri Gianluca Arru e Nino Spanu, nella sede di via Manno, a Carbonia, con i vertici dell’Agenzia regionale per l’edilizia abitativa, il direttore generale Filippo Riu ed il direttore amministrativo del distretto di Carbonia Iglesias Marco Biagini. All’incontro, promosso dal consigliere regionale Fabio Usai, ha partecipato anche il coordinatore del gruppo politico “Carbonia Avanti”, Manolo Mureddu.
Tra i temi affrontati durante l’incontro, anche la valorizzazione di alcuni importanti edifici in città, tra i quali l’ex “Casa dell’Anziano” di via Cannas e l’ex ristorante Bovo di via della Costituente, che riqualificati e messi a regime, potrebbero rappresentare un’importante prospettiva per chiunque volesse investire, allo scopo di costruire opportunità di sviluppo in ambito economico-occupazionale e sociale per la città.
Il gruppo consiliare di “Carbonia Avanti”, al termine dell’incontro, ha espresso soddisfazione per l’attenzione posta dai vertici regionali dell’ente nell’affrontare gli argomenti proposti, nonché per gli impegni presi per risolvere le svariate criticità illustrate durante la discussione.

Al fianco dei lavoratori, dei sindacati e dell’azienda per ottenere dal Governo un intervento immediato sull’abbattimento del costo dell’energia, cresciuto a dismisura negli ultimi mesi, e salvaguardare il lavoro e la piena produzione dell’ultimo avamposto italiano di metallurgia non ferrosa. Questa la posizione espressa oggi dal presidente Christian Solinas, che a Villa Devoto ha ricevuto i rappresentanti di Portovesme srl, i lavoratori e i rappresentanti sindacali. Un impegno totale, quello assicurato dal presidente Christian Solinas, a fronte della drammatica situazione creatasi con un aumento del costo dell’energia anche del 600%, che ha determinato il parziale blocco di alcune linee produttive e il ricorso alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori. A rischio sono oltre 1.500 posti di lavoro, con un peso economico e sociale enorme nel territorio.
«Incalzeremo il Governo perché si trovi lo strumento immediato per combattere gli aumentiha detto il presidente Christian Solinas -, anche grazie agli spiragli che oggi le regole europee aprono con il superamento delle regole sugli aiuti di Stato fino a poche settimane fa in vigore.»
«La Sardegnaha ricordato Christian Solinas -, si è fatta promotrice in Conferenza delle Regioni di un emendamento al Decreto “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e fonti rinnovabili” con l’obiettivo della perequazione dei costi energetici tra le aziende che operano nella Penisola e quelle che operano nelle isole maggiori. Il testo è stato approvato all’unanimità dalla commissione tecnica della Commissione Energia della Conferenza Stato-Regione, che la Sardegna ha chiesto ed ottenuto di coordinare. E’ uno strumento che non solo noi, ma anche la Sicilia ed altre realtà regionali ritengono di vitale importanzaha sottolineato il presidente della Regione -, per ottenere una immediata risposta concreta con l’ottenimento della ‘superinterrompibilità’, cioè la compensazione sui costi dell’energia, non più prevista dal 2018.»
La differenza dei costi dell’energia penalizza in modo particolarmente pesante la Sardegna, ponendola in una condizione di enorme svantaggio nei confronti delle altre regioni italiane ed europee.
«Dalle politiche energeticheha sottolineato il presidente Christian Solinas -, passa il futuro delle nostre realtà produttive, non solo di quelle più energivore. Il Governo deve tenerne conto, ed è per questo, che ho già più volte espresso la nostra forte perplessità nei confronti di alcuni aspetti essenziali del recente Dpcm. Il ricorso esclusivo alle rinnovabili e alle batterie di accumulo, ha sottolineato, non garantisce quelle certezze di cui la Sardegna ha bisogno. La stessa data del completo abbandono del carbone deve essere rivista, come è accaduto in Germania dove l’addio al carbone è stato posticipato al 2035. Il realismo e la difficile congiuntura determinata dalla pandemia prima, dalla guerra in Ucraina poi, devono indurre a scelte più ponderate e rispondenti alle attuali necessità. Dobbiamo salvaguardare le nostre produzioni primarie e dobbiamo potenziarle Non esiste una Regione, un Paese, che possa rinunciare a produrre e a tenere viva l’industria. Quello dell’energia, oggi, ha concluso, è il problema primario per il nostro sistema economico. Per questo la Regione è coinvolta in modo totale in questa battaglia, che proseguiremo in ogni sede istituzionale – ha concluso il presidente Christian Solinas -, con un pressing su tutti i Ministeri coinvolti e, se necessario, manifestando a Roma insieme ai lavoratori per far sentire la nostra voce e i nostri diritti e mantenere in vita il nostro sistema industriale.»
All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali del territorio Fabio Usai e Michele Ennas.

«Oggi partecipo al vertice convocato a Villa Devoto dal presidente Christian Solinas con le organizzazioni sindacali e la dirigenza aziendale, sul futuro della Portovesme SRL. Un incontro che, come rappresentante istituzionale del territorio, ho fortemente sollecitato, allo stesso di come è stato sollecitato dai rappresentanti dei lavoratori.»

A dirlo è Fabio Usai, consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione.

«L’incontro ha una finalità chiaraaggiunge Fabio Usai: far fronte comune – Amministrazione regionale, sindacato, dirigenza aziendale, Confindustria, contro ogni ipotesi di chiusura dell’azienda; chiedere a gran voce al Governo nazionale che si faccia carico delle problematiche del caro-energia che affliggono la Portovesme SRL, introducendo adeguati strumenti per il ripristino delle condizioni di competitività indispensabili per proseguire nell’attività produttiva e preservare la concorrenzialità rispetto a tutti gli altri player industriali europei.»
«La Portovesme SRL, l’ho ribadito anche recentemente con una nota scritta, è uno dei più importanti stabilimenti industriali del Paese, strategico per ciò che produce e rispetto al contesto di guerra e instabilità che viviamo, e che nel nostro martoriato territorio garantisce oltre 1.500 buste paga sindacalizzate, sostenendo un indotto economico (dell’entità di decine di milioni di euro) che ne genera altre migliaiaconclude il consigliere regionale sardista -. Perciò, in alcun modo può essere messo in discussione. Da parte mia c’è e ci sarà tutto l’impegno a sostenere ogni iniziativa, della Regione, del sindacato e dell’azienda, atta a difendere questa fondamentale realtà produttiva.»

«Secondo quanto appreso in queste ore, la Corte Costituzionale ci ha dato ragione e finalmente potremo procedere a ripristinare i fondamentali presidi di rappresentanza territoriale democratica, nonché di erogazione di fondamentali servizi, costituiti dalle province.»

Lo dice Fabio Usai, consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione.

«Un obiettivo che ci eravamo prefissati in campagna elettorale e che ha caratterizzato la nostra azione politica in questi anni – aggiunge Fabio Usaiper invertire la tendenza alla recessione economica e sociale di territori come il Sulcis Iglesiente, che da quando fu cancellata la Provincia hanno perso man mano rappresentatività politico-istituzionale, importanti servizi e la capacità di pianificare efficacemente i processi economico-sociali su scala territoriale, con l’inesorabile effetto di impoverirsi e spopolarsi.»

«Adesso non bisogna più perder tempo, ma dare il via ai commissariamento degli enti per lo scorporo e la loro ricostituzione nelle nuove forme – conclude Fabio Usai -, affinché finalmente si possa restituire piena rappresentatività ai territori e lavorare al loro rilancio economico-sociale.»

Il consigliere regionale sardista Fabio Usai ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione, Christian Solinas, e agli assessori regionali competenti sull’opportunità di rilanciare il progetto Galsi, allo scopo di contribuire in ambito nazionale alla limitazione della dipendenza energetica dalla Russia, tramite la diversificazione delle fonti fossili di approvvigionamento energetico nel nord Africa e, contestualmente, per assicurare alla Sardegna il rifornimento e la distribuzione di gas metano in modalità strutturale e capillare e quindi migliori condizioni di competitività per imprese e famiglie.

«L’inaccettabile invasione militare dell’Ucraina da parte della Russia scrive Fabio Usai nell’interrogazione -, ha evidenziato in maniera drammatica e strategicamente insostenibile la dipendenza energetica, per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas metano, dell’Italia da parte di quest’ultima. Il 40% del totale del gas metano importato in Italia (29 miliardi di metri cubi all’anno) proviene dal territorio russo e la maggior parte dell’energia elettrica prodotta nel nostro Paese deriva da centrali alimentate con questa fonte. Il costo del gas, già prima dell’aggressione militare russa ai danni dell’Ucraina, era soggetto ad insostenibili rincari ma nell’attuale fase, anche a causa delle incertezze nell’approvvigionamento derivanti dal conflitto in atto, dall’inevitabile deterioramento nei rapporti con la Russia in virtù delle durissime sanzioni finanziarie comminate da UE, NATO ed altri Paesi come la Svizzera, è in continua ascesa con gravi ripercussioni sull’entità delle bollette elettriche e in generale sui costi per aziende e famiglie nella produzione, vendita e acquisto di beni, a partire da quelli di prima necessità.»

«Sia la Commissione europea che il Governo nazionale aggiunge Fabio Usai -, hanno inaugurato una nuova dottrina in campo energetico allo scopo di eliminare ogni possibile dipendenza dalla Russia, avviando iniziative legislative per incentivare il potenziamento delle infrastrutture di approvvigionamento energetico continentali e nazionali – ad esempio con l’estrazione di maggiori quantità di gas nel mar adriatico, nonché per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico da fonti fossili da Paesi terzi, tra cui gli Stati Uniti, il Qatar e l’Algeria. Ancora oggi, la Sardegna è l’unica regione italiana impossibilitata, per l’assenza di infrastrutture finalizzate al suo trasporto e alla capillare distribuzione, a utilizzare il gas metano e in conseguenza di ciò ha subito nel tempo gravi diseconomie e deleterie conseguenze economiche per famiglie e imprese. Proprio in queste settimane si attende la promulgazione del Dpcm che dovrebbe dare il via libera all’installazione di due FSRU nei porti di Porto Torres e Portovesme, con la totale contrarietà delle rispettive Amministrazioni comunali locali e delle associazioni ambientaliste. Ma nessuna infrastruttura stabile di distribuzione del gas, ossia dorsale di trasporto, è stata prevista verso e in prossimità di tutti gli altri centri dell’isola, con tutto ciò che questo potrà comportare in termini di impatto ambientale (il trasporto è previsto su gomma), sicurezza stradale, difficoltà e convenienza nell’approvvigionamento. E con l’entrata in vigore del Dpcm non esiste, per adesso, alcuna certezza sul prezzo finale del gas metano per imprese e famiglie.»

«Ovviamente dall’arrivo del gas metano nell’isola – sottolinea Fabio Usai nell’interrogazione -, dipende anche il futuro di importantissime vertenze industriali quali EurAllumina e, pertanto, è necessario fare tutto il possibile per assicurare un approvvigionamento strutturale dello stesso, conciliando le esigenze del sistema produttivo regionale e delle famiglie con quelle delle comunità locali. Dal 2003 esiste il Galsi, ovvero un progetto per la realizzazione di un gasdotto che dall’Algeria sarebbe in grado di trasportare 10 miliardi di metri cubi annuali di gas metano attraverso la Sardegna e fino alla Toscana. Grazie ad esso si potrebbe ridurre di 1/3 la dipendenza italiana dal gas russo, contribuendo all’abbattimento delle tariffe e permettendo alla nostra isola di poter usufruire di questa importante risorsa per i prossimi decenni: perlomeno fino alla decade 2050-2060, stimata alla COP26 di Glasgow come tappa finale del processo di transizione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili nel pianeta.»

«Questo progetto, il cui costo si stima intorno ai 2 miliardi di euro e, dunque, molto meno dell’elettrodotto previsto dal DPCM energia, venne accantonato nel 2014 con motivazioni poco chiare e per nulla condivisibili, ma ancora oggi è provvisto delle autorizzazioni necessarie per la sua realizzazione: pertanto, sarebbe realizzabile nel giro di pochi anni e, comunque, compatibilmente col tempo fissato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani per l’eliminazione della dipendenza energetica dell’Italia da parte della Russia. Col metano strutturalmente ed equamente distribuito nell’isola, il settore industriale sardo, dal metallurgico, al manifatturiero, all’agroindustriale, nonché lo stesso settore dei servizi, godrebbero in prospettiva, una volta stabilizzati i prezzi, di un riequilibrio sostanziale dei fattori di competitività. Pertanto chiede Fabio Usai al presidente della Regione ed alla Giunta -, si rimoduli la strategia energetica regionale e si intervenga presso il Governo nazionale per perorare il rilancio del progetto Galsi, quale opera di rilevanza strategica per la riduzione della dipendenza energetica dell’Italia dalla Russia, nonché per assicurare l’approvvigionamento e la distribuzione equa e capillare di gas metano alla Sardegna e così colmare strutturalmente uno dei suoi più gravi deficit, in campo energetico, rispetto alla penisola.»

 

“Com’è articolata la nuova governance del Piano Sulcis; qual è lo stato di avanzamento dei progetti, dei cantieri e la rimodulazione delle risorse?”

Lo chiede, con un’interrogazione, il consigliere regionale sardista Fabio Usai.

“Il 4 aprile 2019scrive Fabio Usail’ufficio di Coordinamento regionale per l’attuazione del Piano Sulcis ha cessato le proprie funzioni: tra esse le procedure di aggiornamento mensile sullo stato di avanzamento dei processi burocratici inerenti la pianificazione, programmazione, messa a bando e spendita delle risorse stanziate e/o disponibili. Contestualmente, la governance del Piano Sulcis è stata avocata dalla Presidenza della Giunta regionale e più specificamente dall’Assessorato regionale dell’Industria di concerto con gli altri assessorati, ognuno per le rispettive materie di competenza. Alla data odierna nulla o poco è dato sapere sullo stato dell’arte di tutto il processosottolinea Fabio Usainon si conosce con precisione lo stato di avanzamento del Piano in merito alle risorse stanziate, i progetti finanziati e già messi a bando o da bandire, cantierizzati o da cantierizzare; nonché la sorte delle risorse finanziarie rimanenti e non spese, in carico al ministero dello Sviluppo economico, inerenti la fiscalità di vantaggio.”

Per questi motivi, il consigliere regionale sardista ha interrogato gli assessori competenti, “affinché illustrino, come è stata ripartita e suddivisa la governance del Piano Sulcis; quale sia, ad oggi, lo stato di avanzamento dello stesso e quali azioni sono state o verranno messe in campo per concretizzare i processi inerenti i progetti finanziati e già messi a bando o da bandire, cantierizzati o da cantierizzare; nonché per la rimodulazione delle risorse finanziarie rimanenti e non spese, in carico al ministero dello Sviluppo economico, inerenti la fiscalità di vantaggio”.

«Con la rinuncia da parte dell’esecutivo nazionale dell’impugnazione dell’articolo 1 della legge regionale recante disposizioni in materia di Enti locali, si apre una nuova fase per il governo dei territori nella nostra isola.»

Lo ha detto questa sera il consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione Fabio Usai.

«La Giunta regionaleha aggiunto Fabio Usaipuò finalmente procedere alla sostituzione degli Amministratori straordinari in carica nominati dalla precedente Amministrazione con altri che sappiano stimolare ed indirizzare meglio l’azione degli enti intermedi, coerentemente con le crescenti necessità dei territori coinvolti ed i bisogni delle relative popolazioni.»

«In attesa del pronunciamento degli enti preposti sul futuro della legge di ricostituzione delle province, recentemente approvata dal Consiglio regionale, il nuovo commissariamento è assolutamente necessarioha concluso il consigliere regionale sardistaaffinché gli enti coinvolti riacquistino funzionalità e corrispondenza rispetto alle esigenze provenienti dalle comunità, e siano adeguatamente preparati alla transizione verso i nuovi enti intermedi che ricalcheranno nella conformazione territoriale quelli aboliti con il referendum del 2012.»