Sviluppo

La nomina di Stefano Patuanelli (M5S) al Mise, propone un nuovo interlocutore diretto alle organizzazioni sindacali che si battono per la soluzione delle vertenze Eurallumina e Sider Alloys

La nomina di Stefano Patuanelli (M5S) alla guida del ministero dello Sviluppo economico, propone un nuovo interlocutore diretto alle organizzazioni sindacali che si battono per la soluzione delle vertenze Eurallumina e Sider Alloys. In attesa della ripresa del confronto, c’è una novità per quel che riguarda l’annosa vertenza sulle tariffe energetiche agevolate per le imprese energivoree e i problemi che potrebbe scaturire dalla chiusura delle centrali a carbone. Lo scorso 29 agosto, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato ai Capi degli Uffici legislativi dei Ministeri e ai Capi legislativi dei Ministri senza portafoglio, uno schema di decreto legge recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.

L’articolo 13 dello schema di decreto-legge, riguarda il fondo per ridurre i prezzi dell’energia per le imprese e per evitare crisi occupazionali nelle aree dove è prevista la chiusura delle centrali a carbone.

Di seguito il testo integrale.

  1. All’articolo 1 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, al comma 5è aggiunto infine il seguente periodo: «La quota annua dei proventi derivanti dalle aste, eccedente il valore di 1.000 milioni di euro, è destinata, nella misura massima di 100 milioni per il 2020 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, al Fondo di cui all’articolo 27, comma 2, per finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale e, per una quota di 20 milioni all’anno per gli anni dal 2020 al 2024, al “Fondo per la riconversione occupazionale dei territori in cui sono ubicate centrali a carbone”, da istituire presso il Ministero dello sviluppo economico, le cui modalità di gestione sono stabilite con decreto adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e delle finanze. Per la copertura degli oneri relativi ai predetti fondi si utilizzano le quote dei proventi delle aste assegnate al Ministero dello sviluppo economico e, se necessario, per la residua copertura si utilizzano le quote dei proventi assegnate al Ministero dell’ambiente e della tutela del mate e del territorio».
  2. All’articolo 27 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, il comma e è sostituito dal seguente: «E’ istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il “Fondo per la transizione energetica nel settore industriale», per sostenere la transizione energetica di settori o di sottosettori considerati esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio a causa dei costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra trasferiti sui prezzi dell’energia elettrica. Il Fondo è alimentato secondo le previsioni dell’articolo 19, comma 5, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e della normativa relativa al sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra di cui alla direttiva UE 2003/87/CE come da ultimo modificata con direttiva UE/2018/410. Nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, con uno o più decreti adottati entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di gestione del Fondo».

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