17 January, 2022
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Il presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, ha inviato osservazioni alla mappa dei siti di stoccaggio per lo smaltimento di scorie radioattive in Sardegna, al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e, per conoscenza, al ministro dello Sviluppo economico
Atefano Patuanelli, al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, al presidente regione Sardegna Christian Solinas e all’assessore regionale dell’Ambiente Gianni Lampis.

«La segnalazione al ministero dell’Ambiente e per conoscenza al ministero dello Sviluppo e dei Beni culturali, tende, in particolar modospiega Tarcisio Agusa rimarcare che l’area scelta di fatto è dentro un Parco Nazionale (Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna) che fino all’emanazione del Decreto del 8 settembre 2016, l’ambito di tutela si esplicava solo nelle 8 aree minerarie, ma con il suddetto decreto, al Parco viene assegnato anche il compito di tutela, studio, classificazione, protezione e valorizzazione di tutti i geositi della Sardegna.»
«Il Parco è anche Storico ed Ambientale, per cui non può non tener conto dei beni Storici e Naturali, come il geosito più importante del territorio, la Giara di Gesturiaggiunge Tarcisio Agus -. Si segnala il non rispetto di uno dei geositi più importanti della Sardegna, in quanto l’ubicazione dei depositi, di fatto lo accerchierebbe. La Giara inoltre è vincolata dalla legge regionale 31/89, quale Monumento Naturale della Sardegna. Nel territorio della Giara vive allo stato brado una colonia di 600 cavallini, che sono entro un’area SIC, ma anche tutelati dalla direttiva CEE n. 43/92 del 21 maggio. A sud est della Giara si ricorda la presenza del Nuraghe di Barumini che oltre ad essere prossimo ai centri della Marmilla, risulta prossimo anche alle altre aree di Villamar, Guasila e Segariu. Su Nuraxi è la testimonianza più rappresentativa di quel mondo che dovremmo meglio studiare e valorizzare, non mascherare con infrastrutture fuori contesto.»
«Oltre tuttoconclude Tarcisio Agussi ricorda che il Nuraghe di Barumini è parte integrante del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tutti i comuni detengono nel proprio territorio le testimonianze della storia della Sardegna, ma in particolare, si è posta l’attenzione sul patrimonio nuragico perché è il bene identitario più significativo dell’Isola. In proposito, rimarcandone l’importanza, si è fatto riferimento ad alcuni aspetti di particolare rilevanza storico culturale come le statue di Monti Prama, i Micenei, con i quali sono certificate le interazioni e gli Shardana, sempre più riconosciuti come parte del mondo nuragico.»

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L’on. Romina Mura, deputato del Partito Democratico, ha presentato due interrogazioni, ai ministri dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del Lavoro Nunzia Catalfo, nelle quali chiede che, visto il momento di straordinarietà dovuto alla crisi sanitaria, non si spengano i riflettori su Portovesme e sul Sulcis Iglesiente.

«La crisi sociale ed economica a cui stiamo e dovremo fare fronte non può oscurare le vertenze industriali che da anni caratterizzano il territorio sardospiega Romina Mura -. A maggior ragione innanzi a percorsi, mi riferisco in particolare alla vicenda ex Alcoa, oggi Sider Alloys, prossimi alla positiva conclusione.»

«Chiedo al Ministro dello sviluppo economico di accelerare la definizione dell’accordo Sider Alloys, Enel, Invitalia, anche perché mi risulta che siano stati compiuti tutti i passi utili per la chiusura del cerchio – aggiunge Romina Mura -. Prezzo dell’energia pari alla metà delle attuali e favorevoli quotazioni di mercato. Ridimensionamento da parte di Enel della fideiussione a carico di Sider Alloys  presa in carico di parte della stessa da Invitalia e Sace ( società finanziaria  di Cassa Depositi e Prestiti).»

«È davvero incomprensibile che si debba attendere ancora. Se a Portovesme ripartisse la produzione di alluminio primario si riaccenderebbe l’economia di un intero territorio. In un momento di grande difficoltà per la Sardegna e per il Paese intero sarebbe un segnale importante – rimarca Romina Mura -. E per i lavoratori del comparto alluminio, quelli che oggi percepiscono un’indennità di molto inferiore al reddito di cittadinanza, significherebbe ritrovare la dignità del lavoro oltre che la sostenibilità economica

«Per questo sollecito il ministro del lavoro a promuovere iniziative tese a equiparare il sostegno economico dei lavoratori ex Alcoa, ma più in generale di tutti gli ex lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, alle misure di sostegno ordinarie e straordinarie a cui hanno diritto disoccupati e i meno abbienti – conclude Romina Mura -. È tempo che Portovesme si rianimi e che i lavoratori ex Alcoa  tornino a fare ciò che sanno fare bene. Quell’alluminio primario produzione strategica per il nostro Paese.»

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«Consideriamo positivo l’impegno preso dal ministro Giuseppe Provenzano, in particolare sul piano di metanizzazione, per il quale ha affermato che il governo deve parlare con una voce sola e rispettare i patti già sottoscritti.»
I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca hanno commentato così l’esito dell’incontro avuto con il ministro per il Sud in Prefettura, nel corso del quale gli hanno rappresentato opportunità e difficoltà della Sardegna.
Giuseppe Provenzano – si legge in una nota della triplice sindacale – ha chiarito che spetta al suo ministero vigilare sull’attuazione del Patto per la Sardegna – che comprende anche gli accordi sulla metanizzazione – e, poiché gli accordi non si modificano senza il consenso dei contraenti, è indispensabile il dialogo fra Regione e Governo sulle sue modalità di attuazione o su eventuali modifiche. Ha detto, inoltre, di essere certo dell’attenzione al tema da parte del ministro Giuseppe Patuanelli, assumendosi il compito di rapportarsi a lui e all’intero Consiglio dei ministri affinché le eventuali migliorie al Piano siano discusse e concordate e non frutto di decisioni unilaterali.
«Bene anche gli impegni presi sulla necessità di riportare Eni a un tavolo sul riavvio della chimica verde a Porto Torres e sui complessivi investimenti in Sardegna – hanno aggiunto Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, citando anche il caso Ottana – e sui temi della continuità marittima e aerea, soprattutto in relazione a una interlocuzione con la Commissione europea affinché la disciplina della concorrenza non soverchi il diritto alla mobilità dei sardi.»
L’incontro si è concluso con la disponibilità del ministro ad incontrare nuovamente i sindacati per discutere di tutte le questioni aperte, tra cui il tema delle aree interne, delle infrastrutture materiali e sociali (scuola e sanità) e delle opere pubbliche, sulle quali ha garantito massima attenzione, in particolare sull’accelerazione dei bandi e dei relativi lavori di quelle incluse nel Patto.

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La nomina di Stefano Patuanelli (M5S) alla guida del ministero dello Sviluppo economico, propone un nuovo interlocutore diretto alle organizzazioni sindacali che si battono per la soluzione delle vertenze Eurallumina e Sider Alloys. In attesa della ripresa del confronto, c’è una novità per quel che riguarda l’annosa vertenza sulle tariffe energetiche agevolate per le imprese energivoree e i problemi che potrebbe scaturire dalla chiusura delle centrali a carbone. Lo scorso 29 agosto, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha inviato ai Capi degli Uffici legislativi dei Ministeri e ai Capi legislativi dei Ministri senza portafoglio, uno schema di decreto legge recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali.

L’articolo 13 dello schema di decreto-legge, riguarda il fondo per ridurre i prezzi dell’energia per le imprese e per evitare crisi occupazionali nelle aree dove è prevista la chiusura delle centrali a carbone.

Di seguito il testo integrale.

  1. All’articolo 1 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, al comma 5è aggiunto infine il seguente periodo: «La quota annua dei proventi derivanti dalle aste, eccedente il valore di 1.000 milioni di euro, è destinata, nella misura massima di 100 milioni per il 2020 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, al Fondo di cui all’articolo 27, comma 2, per finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore industriale e, per una quota di 20 milioni all’anno per gli anni dal 2020 al 2024, al “Fondo per la riconversione occupazionale dei territori in cui sono ubicate centrali a carbone”, da istituire presso il Ministero dello sviluppo economico, le cui modalità di gestione sono stabilite con decreto adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e delle finanze. Per la copertura degli oneri relativi ai predetti fondi si utilizzano le quote dei proventi delle aste assegnate al Ministero dello sviluppo economico e, se necessario, per la residua copertura si utilizzano le quote dei proventi assegnate al Ministero dell’ambiente e della tutela del mate e del territorio».
  2. All’articolo 27 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, il comma e è sostituito dal seguente: «E’ istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il “Fondo per la transizione energetica nel settore industriale», per sostenere la transizione energetica di settori o di sottosettori considerati esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio a causa dei costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra trasferiti sui prezzi dell’energia elettrica. Il Fondo è alimentato secondo le previsioni dell’articolo 19, comma 5, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e della normativa relativa al sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra di cui alla direttiva UE 2003/87/CE come da ultimo modificata con direttiva UE/2018/410. Nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, con uno o più decreti adottati entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di gestione del Fondo».

Beppe Grillo 3 copia

Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog le regole per candidarsi e votare per le liste del MoVimento 5 Stelle alle europee 2014.

«Il MoVimento 5 Stelle (M5S) promuove la partecipazione alle elezioni europee 2014, attraverso la presentazione sotto il simbolo di liste di candidati scelti in Rete secondo le seguenti regole.
I candidati dovranno essere in possesso dei necessari requisiti di candidabilità e dovranno aderire al Codice di comportamento dei candidati e degli eletti del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.
La selezione dei candidati verrà effettuata attraverso votazione in Rete a cui potranno partecipare gli aderenti al MoVimento 5 Stelle aventi i requisiti, secondo l’apposita procedura di selezione dei candidati e formazione delle liste.

Regole per candidarsi e votare per le liste del MoVimento 5 Stelle alle europee 2014.

Candidati:

Tutti coloro iscritti al MoVimento 5 Stelle entro data 31-12-12 e con documento certificato entro il 20 marzo 2014, non diffidati, non svolgenti carica elettiva e non facenti parte di una lista partecipante alle elezioni amministrative 2014 certificata o in via di certificazione. Devono avere 25 anni o più al 25 maggio 2014. Gli italiani residenti all’estero si potranno candidare e votare nella regione e circoscrizione dell’ultima città di residenza in Italia che avranno dovuto indicare nella loro pagina profilo sul MoVimento 5 Stelle.

Votanti:

Tutti coloro iscritti al MoVimento 5 Stelle entro data 30-06-13 e con documento certificato entro il 20 marzo 2014 non diffidati

Formazione delle liste:

Primo turno:
Si vota con 3 preferenze solo per i candidati nella propria regione.
Il candidato più votato della regione entrerà di diritto nelle liste finali.
Gli altri candidati nella circoscrizione (utilizzata per il voto alle europee) andranno a un secondo turno nella misura di 30 per la circoscrizione Nord Ovest (Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Piemonte), 18 per la circoscrizione Nord Est (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto), 20 per la circoscrizione Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria), 24 per la circoscrizione Meridionale (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia), 12 per la circoscrizione Insulare (Sardegna, Sicilia). I candidati per il secondo turno saranno scelti in base al numero totale di preferenze raccolte nel primo turno e votati al secondo turno su base circoscrizionale europea.

Secondo turno:
Si vota con 3 preferenze per i candidati nella propria circoscrizione europea che hanno superato il primo turno. Saranno candidati alle elezioni europee i più votati fino a riempimento delle liste della circoscrizione dedotti i più votati nelle singole regioni al primo turno.

I nomi saranno inseriti in lista in ordine alfabetico.

Beppe Grillo, quale capo politico del MoVimento 5 Stelle e suo rappresentante, si occuperà degli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire l’effettiva presentazione e partecipazione alle prossime elezioni europee 2014 delle liste dei candidati scelti in Rete, avvalendosi a tal fine di un gruppo di iscritti al MoVimento 5 Stelle che si sono resi disponibili a farsi carico di detti adempimenti, rinunziando preventivamente a presentare la propria candidatura alle prossime elezioni europee: Silvana Carcano, Vito Crimi, Gianni Benciolini, Stefano Patuanelli, Roberta Lombardi, Davide Barillari, Roberto Fico, Luigi Di Maio, Riccardo Nuti, Alessio Mattia Villarosa.»