Sanità

A partire dalle 17.00 sarà attivo il “3791663230 Filo diretto psicologico Coronavirus COVID-19”

 “3791663230 Filo diretto psicologico Coronavirus COVID-19″, è questo il numero telefonico che è possibile fare, a partire dalle ore 17.00 di oggi, lunedì 2 marzo, per avere assistenza psicologica in riferimento al Coronavirus COVID-19.
«Abbiamo attivato questo servizio – ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna – in collaborazione con le associazioni: Psicologi per i Popoli, SIPEM e EMDR ITALIA, sotto il coordinamento della Protezione Civile, per le implicanze psicologiche ed emotive che il pericolo oggettivo che il Coronavirus può suscitare. In soggetti, che hanno già delle fragilità sia di natura psicologica, che di natura fisica, per patologie pregresse  o altro,”la paura” di contrarre il virus, può accentuare la condizione oggettiva e soggettiva di fragilità, amplificando emozioni, pensieri, preoccupazioni, con il rischio di un peggioramento della condizione generale e di un abbassamento delle stesse difese organiche.»
Anche in Sardegna è stato registrato da ieri il primo caso sospetto al SS. Trinità, e come è noto sono state attivate tutte le misure sanitarie e di prevenzione previste dai protocolli.
Il servizio,  attivo tutti i giorni dalle ore 17.00 alle ore 19.00, salvo modifiche che si rendessero necessarie, è svolto da psicologhe e psicologi di comprovata  esperienza e competenza, è gratuito ed diretto a tutte le cittadine ed i cittadini, che ne sentano la necessità. Si attende, infatti, l’attivazione del  numero verde, che nel frattempo è stato richiesto.
«La nostra assistenza psicologica – ha aggiunto Angela Quaquero – è diretta anche ai professionisti e agli operatori coinvolti nell’emergenza sanitaria, medici, infermieri, personale di assistenza, che sono stati mobilitati per fronteggiare ogni evenienza legata alla eventuale diffusione del contagio anche in Sardegna. Seguiamo con attenzione gli sviluppi della situazione e delle azioni che sono state messe in campo dalle autorità sanitarie, che, come sappiamo hanno già predisposto presidi anche esterni alle strutture sanitarie e mobilitato il personale, con azioni restrittive su permessi e ferie. Una condizione di pressione e stress di cui occorre tener conto e per cui siamo pronti a intervenire.»

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