24 October, 2021
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Siamo fortemente preoccupati per la salute delle nostre professioniste e professionisti e per i loro assistiti: c’è un ritardo incomprensibile nell’avvio delle procedure di vaccinazione, mentre ci risulta che tutte le altre categorie di operatori sanitari siano già state vaccinate.»

Lo ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna.
«Stiamo lavorando in condizioni di rischio ha aggiunto Angela Quaquero – perché con le persone fragili, bambini, anziani, persone con patologie gravi, non si può lavorare a distanza, così come per i gruppi di auto aiuto e terapia, e purtroppo contiamo diversi casi di covid fra i nostri associati.»
Si tratta di un ritardo ancor più inaccettabile, visto che la categoria degli psicologi era già stata pesantemente discriminata nel piano vaccinale della Regione, in cui, in un primo momento non era stata neanche presa in considerazione, ignorando che la professione psicologica è a tutti gli effetti una delle professioni sanitarie, per le quali si è provveduto ad attivare immediatamente le vaccinazioni. L’inserimento degli psicologi nel piano vaccinale è avvenuto un mese fa e soltanto dopo reiterate richieste, ma ad oggi risulta tutto fermo, salvo alcuni psicologi vaccinati a Oristano: «Abbiamo l’impressioneha aggiunto Angela Quaquero – che fra i responsabili della sanità in Sardegna non ci sia la piena consapevolezza del rischio a cui si sta sottoponendo una categoria di professionisti sanitari, che conta oltre 3.000 addetti, di cui almeno la metà che opera nei propri studi, in larga parte al di fuori del SSN, vista la carenza di psicologi negli ospedali e nelle strutture sanitarie: per questo chiediamo l’immediato avvio delle vaccinazioni, visto anche il peggioramento della pandemia e il passaggio alla zona arancione».
Le psicologhe e gli psicologi della Sardegna sono stati in prima linea, con dedizione, generosità competenza nell’assistere le persone nella fase difficilissima della esplosione della emergenza sanitaria, esattamente un anno fa, i primi in Italia ad assicurare gratuitamente un filo diretto quotidiano con due linee telefoniche:una trentina di psicologhe e psicologi, si sono alternati tutti i giorni, festività comprese, per 6 ore, dal dal 2 marzo al 31 maggio, svolgendo un ruolo prezioso e indispensabile di sostegno alla popolazione, in assenza di un intervento pubblico. Come pure, si sono messi a disposizione della Protezione civile regionale e delle Istituzioni, volontariamente e gratuitamente, per aiutare la popolazione in una fase drammatica in tutti i sensi.
«Ma l’emergenza, purtroppo, non è ancora finita ha concluso Angela Quaquero – ed il protrarsi dello stato di incertezza che la caratterizza tende a far peggiorare la condizione delle persone, soprattutto dei soggetti più fragili: la nostra assistenza è più che mai indispensabile e dobbiamo esser messi in “sicurezza”per poter operare, nell’interesse della salute di tutti.»

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Martedì 30 giugno 2020, dalle ore 17,00, a Casa Fenu, in via Santa Maria a Villamassargia, si svolgerà un dibattito sulla sanità, su un progetto per un nuovo ospedale d’eccellenza nel Sulcis Iglesiente. L’incontro, coordinato da Giampaolo Cirronis, sarà così strutturato: nella prima parte, il comune di Villamassargia presenterà la proposta sottoposta alla Regione Sardegna. A seguire, il confronto con le istanze dei sindacati e degli ordini professionali che potranno intervenire con un proprio contributo.

Hanno confermato la loro presenza: Raimondo Ibba, ex consigliere regionale e per diversi anni presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Cagliari; Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli psicologi della Sardegna; Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias; Antonello Congiu (delegato da Michele Carrus), segretario della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale; Gavino Carta, segretario generale della CISL sarda; Francesca Ticca, segretaria generale della UIL sarda; Maria Porru, presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari.

Nel rispetto delle norme per il contrasto al Covid-19, l’incontro si terrà in presenza con distanziamento fisico, senza pubblico e con trasmissione in diretta streaming per consentirne a tutti la visione.

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«Chiediamo alla Regione di essere chiamati ai tavoli tecnici della ripartenza, chiediamo di essere ascoltati nelle decisioni: è indispensabile garantire la presenza di un  numero adeguato di psicologi  nei servizi pubblici ai cittadini, che più che mai hanno necessità di adeguato supporto psicologico, per affrontare una ripresa che si presenta molto difficile, sotto tutti i profili.»

E’ quanto chiesto da Angela Quaquero, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna, componente dell’Esecutivo Nazionale Ordine degli Psicologi, in una lettera al Presidente della Regione e per conoscenza agli assessori della Sanità, del Lavoro e della Pubblica istruzione.
L’allarme è stato dato dallo stesso Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi in un documento sottoscritto da David Lazzari, presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e Ordine Psicologi Umbria e da tutti i presidenti degli Ordini regionali. Si denuncia la ‘dimenticanza’ della salute psicologica nell’ultimo decreto del Governo, seriamente messa in pericolo dalla grave emergenza pandemica e dalle sue conseguenze, la cui portata è difficile definire, ma di cui già si intravvede la gravità, anche per i drammatici episodi suicidari che non hanno risparmiato neanche la Sardegna, come riporta purtroppo la cronaca.
La paura per il futuro, la povertà incombente su fasce sociali prima benestanti, il lungo isolamento, il distanziamento ‘sociale’ non solo fisico, l’aggravarsi di patologie psichiche preesistenti, sono ragioni che debbono spingere i responsabili di governo, a partire da quello regionale, ad inserire nei programmi per la ricostruzione azioni specifiche per consentire alle cittadine e ai cittadini di poter usufruire della assistenza psicologica dispensata dal sistema sanitario pubblico, che nel tempo ha visto ridursi drasticamente la presenza degli psicologi: «Negli ultimi tre anni sono andati in pensione il 25% degli psicologi del SSN senza che siano stati sostituiti. La psicoterapia è quasi scomparsa dal servizio pubblico, ed il disagio ottiene solo psicofarmaci come risposta», come denuncia il documento del CNOP.
A livello regionale sono stati effettuati e previsti nuovi inserimenti di psicologi, ma i servizi pubblici sono ancora molto carenti e di fatto non è agevole per una persona sofferente accedere in tempi brevi ad una psicoterapia.
«Con grande generosità e disponibilità – ha aggiunto Angela Quaquero le nostre psicologhe e psicologi garantiscono  da  due mesi e mezzo una assistenza telefonica quotidiana di emergenza, nei diversi servizi attivati, servizi di cui hanno usufruito diverse centinaia di persone. così come è avvenuto nel resto d’Italia; lo stesso ministero della Salute ha attivato un numero verde di sostegno psicologico, grazie al lavoro solidale di 2mila psicologi.»
Ma, come più volte segnalato, la solidarietà non può bastare, non si può chiedere a professionisti che vivono del proprio lavoro, di continuare a farlo a titolo gratuito per un tempo infinito: «Noi proseguiremo con il nostro filo diretto di assistenza psicologica gratuita fino al 31 maggioha concluso Angela Quaquero -: andare oltre non avrebbe senso, perché siamo passati ad un’altra fase: nel tempo della ripartenza è importante stare vicino ai traumi che emergono nelle persone che hanno sofferto, ma andare al di là dell’intervento clinico. È necessario che la nostra professione sia impegnata nei servizi dell’impiego per motivare, valorizzare le risorse, ritrovare la fiducia in se stessi, e nella scuola, che fra tre mesi dovrà ripartire trovando modalità nuove di educare alla socialità e di far apprendere.
E’ indispensabile un’azione specifica e coordinata a livello regionale che consideri il benessere della persona nella integrazione delle diverse componenti: fisiche, sociali, economiche. Per questi motivi pensiamo di poter dare un contributo alla ripartenza della Sardegna.»

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Aumentano da 4 a 6 le ore quotidiane disponibili per il filo diretto di assistenza psicologica gratuita per il Coronavirus Covid-19: da martedì 14 aprile il servizio è attivo tutti i giorni dalle 14.00 alle 20.00 ai numeri 800197500 e 3791663230. Quasi tutte donne le psicologhe volontarie che assicurano questo prezioso e indispensabile servizio, 25 su 26, una conferma ulteriore del ruolo fondamentale che le donne stanno svolgendo, a diversi livelli, e in particolare in ambito sanitario e socio-assistenziale.
«Abbiamo deciso di aumentare ulteriormente le ore  di consulenza psicologica per il Covid-19, per il protrarsi dell’emergenza e delle norme  restrittive, e lo abbiamo potuto  fare grazie alla generosa disponibilità di tantissime psicologhe, che si alternano, con grande sacrificio personale, tutti i giorni, assicurando l’assistenza psicologica a un numero crescente di persone, e a cui va la nostra più profonda  riconoscenza», ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine Psicologi della Sardegna.
Il filo diretto psicologico, cominciato il 2 marzo scorso, è organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Sardegna in collaborazione con le associazioni Psicologi per i Popoli, Croce Rossa Italiana, SIPEM e EMDR ITALIA, sotto il coordinamento della Protezione Civile Sardegna.
C’è stato, come era prevedibile, un  moltiplicarsi di richieste di aiuto, in particolare nelle festività di Pasqua e Pasquetta: «Molte le telefonate di persone sole ha aggiunto Angela Quaqueronon solo anziani, ma anche molti giovani, studenti e/o lavoratori che non sono potuti rientrare nei paesi di provenienza, presso le loro famiglie, e sono rimasti isolati anche dai luoghi di ritrovo  e dai riferimenti sociali consueti. Una condizione di  solitudine sentita più intensamente in questi giorni, rispetto al periodo precedente, che si accompagna a sensazione di sconforto e pauraha concluso Angela Quaquero -, su cui è necessario intervenire per aiutare le persone a superarla facendo affidamento sulle proprie  proprie “risorse”».

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“Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna”: è questo il nome nuovo deciso dal Consiglio, su proposta della Commissione Pari Opportunità, il primo Ordine regionale che cambia nome nel rispetto del linguaggio di genere e contro le discriminazioni, che anche in questa professione riguardano carriere e redditi. La decisione nella prima riunione telematica del Consiglio.

«Abbiamo compiuto un piccolo grande passo per la parità di genere e contro le discriminazioni nella nostra professione, partendo dal rispetto del linguaggio di genere: nella prima riunione telematica del nostro Consiglio regionale, abbiamo deciso di usare nelle comunicazioni informali e interne il nome Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna», ha detto la presidente Angela Quaquero. La decisione è stata assunta su proposta della commissione Pari opportunità, presieduta dalla psicologa Luisa Puggioni.

«Siamo uno dei primi Ordini Regionali ad adottare una denominazione non discriminatoria – ha detto Luisa Puggioni – ci auguriamo che altri ci seguano e che contestualmente, possa avviarsi la procedura legislativa per cambiare il nome del nostro Ordine, anche nel rispetto dei profondi cambiamenti intervenuti in questi anni: le psicologhe rappresentano l’85% del totale e la legge istitutiva, la n°56/1989, risale appunto a 31 anni fa!»

«Il paradosso – ha sottolineato Angela Quaquero, già presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale – è che le psicologhe, pur rappresentando la maggioranza assoluta degli iscritti all’Ordine, subiscono le stesse discriminazioni nel percorso di carriera e nel reddito come tutte le donne in tutti gli altri ordini professionali e vivono le stesse criticità della generalità delle professioniste, a partire dalle difficoltà nella conciliazione vita-lavoro: spesso la scelta d’obbligo è il part time, e questo si riflette innanzitutto nel reddito e nelle possibilità di carriera, dove è in assoluta preponderanza la presenza di dirigenti maschi, a partire dalla sanità pubblica.»

Queste ed altre pesanti discriminazioni, emarginazione, mobbing, molestie sono emersi, con chiarezza e dovizia di dati, in una ricerca nazionale sulla condizione di lavoro delle psicologhe, basato su 5.000 questionari, pubblicata nel mese di febbraio. L’emergenza in atto ha fatto slittare la presentazione, prevista originariamente per il 25 marzo a Roma, a data da destinarsi.
Sono numerose le psicologhe volontarie, che si stanno alternando  per quattro ore tutti i giorni per il filo diretto di assistenza psicologica gratuita attivato dal 2 marzo scorso per il Coronavirus Covid-19: «Se sarà necessario vedremo  di aumentare le ore destinate al filo diretto – ha detto Angela Quaquero – perché c’è una crescita esponenziale di richiesta di aiuto e sostegno psicologico:  sono oltre venti le telefonate quotidiane a cui riusciamo a rispondere, ma altrettante, purtroppo, rimangono inevase. Ci sarà, con il protrarsi presumibile dell’emergenza, un aumento  della pressione sulle persone e un accentuarsi della condizione di isolamento psicologico, che occorre contrastare in tutti i modi, per le conseguenze imprevedibili che può comportare. Segnaliamo comunque che sono moltissime le professioniste ed i professionisti disponibili a lavorare online con le persone che ce lo richiedono. Ricordiamo i  numeri  per il filo diretto di assistenza psicologica, il numero verde 800197500 e il numero di cellulare 3791663230, attivi tutti i giorni per 4 ore, dalle 15.00 alle 19.00 e colgo l’occasione per ringraziare le psicologhe e gli psicologi che si stanno prodigando generosamente, mettendo a disposizione la loro competenza e il loro tempo, per assicurare supporto psicologico a tante persone, che spesso, non hanno altra possibilità di interfacciarsi con altri».

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Raddoppiano da lunedì 9 marzo, le ore disponibili per il filo diretto di assistenza psicologica gratuita per il Coronavirus COVID-19: il numero verde 800197500 ed il numero di cellulare 3791663230, attivi già da una settimana, da domani lo saranno tutti i giorni dalle 15.00 alle 19.00. 
«Abbiamo deciso di raddoppiare il numero di ore a disposizione di assistenza e consulenza psicologica per i cittadini che ne sentano la necessità – ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine Psicologi della Sardegna – per il moltiplicarsi delle richieste, che arrivano anche da altre parti d’Italia e per gli sviluppi della situazione in Sardegna: ringrazio tutte le psicologhe che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro alta professionalità, per svolgere un compito prezioso e dare risposte concrete a tante persone che vivono questa situazione di emergenza con grande difficoltà, per motivi diversi.»
L’iniziativa dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna è unica, al momento nel suo genere in Italia e sono una quindicina di psicologhe, che si alternano e rispondono alle telefonate, richiamando, quando occorre le persone in difficoltà, e sono quattro le associazioni che hanno aderito alla iniziativa, la Croce Rossa regionalePsicologi per i Popoli, SIPEM e EMDR ITALIA, con il coordinamento della Protezione Civile.
 
«Numerose sono le telefonate di anziani – ha sottolineato Angela Quaquero – ma anche di persone sole o con problemi particolari, di preoccupazione non solo per la propria salute, ma spesso per quella di familiari, parenti o anche amici, che abbiano problematiche o patologie particolari. La nostra consulenza offre un aiuto concreto alla gestione e controllo delle proprie emozioni e a farne uno strumento di forza  per un  agire corretto: come più volte abbiamo sottolineato, non  bisogna vergognarsi di avere paura, perché la paura ci spinge a chiedere, confrontarci, a capire che cosa è giusto o non è giusto fare, quali azioni  mettere in campo, come comportarci nelle diverse situazioni. Un comportamento corretto, nel rispetto delle indicazioni che sono state fornite dalle autorità sanitarie, è di per sé uno modo  efficace per contrastare il diffondersi del contagio. Cerchiamo di aiutare le persone a non lasciarsi travolgere dal panico, può portare ad azioni irrazionali, pericolose per sé e per gli altri.»

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E’ attivo da ieri anche il numero verde 800197500, per il Filo diretto psicologico Coronavirus COVID-19, che si aggiunge al  numero telefonico 3791663230, operativo da lunedì 2 marzo: tutti i giorni, dalle 17.00 alle 19.00 è possibile chiamare questi due numeri  per avere assistenza psicologica gratuita in riferimento al Coronavirus COVID-19. Anche la Croce Rossa regionale ha aderito da due giorni all’iniziativa dell‘Ordine degli Psicologi della Sardegna, in collaborazione con Psicologi per i Popoli, SIPEM e EMDR ITALIA, con il coordinamento della Protezione Civile.
«Stiamo ricevendo numerose telefonate – ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna con una tendenza alla crescita, segno  di una esigenza di informazione, ma anche di conforto da parte dei cittadini:  la paura, per sé, ma soprattutto per i propri cari, familiari malati o con fragilità o figli minori, è il sentimento più diffuso. Non bisogna vergognarsi di avere paura, perché la paura è giustificata e  ci protegge, è il panico che ci può danneggiare.»
Dare informazioni corrette, attenersi alle indicazioni e procedure che sono state mese in campo dal sistema sanitario, a livello nazionale e regionale, è indispensabile per dare la serenità necessaria  per fronteggiare la situazione di emergenza.
«A tale proposito – ha aggiunto Angela Quaquero – purtroppo, dobbiamo constatare il dànno creato dalla diffusione incontrollata di notizie attraverso i social: il sistema sta funzionando, gli operatori sanitari stanno rispondendo con alta professionalità e dedizione, nonostante le criticità pur presenti. Tranquillizzare le persone, non significa sminuire o sottovalutare i rischi, ma significa aiutarle da un lato a gestire la paura, ma anche a valorizzare le proprie “risorse”, a capire che ce la possono fare!»
Grazie alla disponibilità degli psicologi e degli specialisti volontari, l’Ordine degli Psicologi sta valutando l’opportunità di raddoppiare il numero di ore  per la consulenza gratuita, viste le richieste in aumento e l’evoluzione del fenomeno: «La consulenza psicologica gratuita – ha concluso Angela Quaquero – è a disposizione di tutti coloro che ne sentano la necessità, non solo i cittadini comuni o con familiari e/o problematiche particolari, ma anche gli operatori socio sanitari, sottoposti a un super lavoro e  a uno stress piuttosto  pesante, dovuta alla particolare emergenza che debbono fronteggiare».

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 “3791663230 Filo diretto psicologico Coronavirus COVID-19″, è questo il numero telefonico che è possibile fare, a partire dalle ore 17.00 di oggi, lunedì 2 marzo, per avere assistenza psicologica in riferimento al Coronavirus COVID-19.
«Abbiamo attivato questo servizio – ha detto Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna – in collaborazione con le associazioni: Psicologi per i Popoli, SIPEM e EMDR ITALIA, sotto il coordinamento della Protezione Civile, per le implicanze psicologiche ed emotive che il pericolo oggettivo che il Coronavirus può suscitare. In soggetti, che hanno già delle fragilità sia di natura psicologica, che di natura fisica, per patologie pregresse  o altro,”la paura” di contrarre il virus, può accentuare la condizione oggettiva e soggettiva di fragilità, amplificando emozioni, pensieri, preoccupazioni, con il rischio di un peggioramento della condizione generale e di un abbassamento delle stesse difese organiche.»
Anche in Sardegna è stato registrato da ieri il primo caso sospetto al SS. Trinità, e come è noto sono state attivate tutte le misure sanitarie e di prevenzione previste dai protocolli.
Il servizio,  attivo tutti i giorni dalle ore 17.00 alle ore 19.00, salvo modifiche che si rendessero necessarie, è svolto da psicologhe e psicologi di comprovata  esperienza e competenza, è gratuito ed diretto a tutte le cittadine ed i cittadini, che ne sentano la necessità. Si attende, infatti, l’attivazione del  numero verde, che nel frattempo è stato richiesto.
«La nostra assistenza psicologica – ha aggiunto Angela Quaquero – è diretta anche ai professionisti e agli operatori coinvolti nell’emergenza sanitaria, medici, infermieri, personale di assistenza, che sono stati mobilitati per fronteggiare ogni evenienza legata alla eventuale diffusione del contagio anche in Sardegna. Seguiamo con attenzione gli sviluppi della situazione e delle azioni che sono state messe in campo dalle autorità sanitarie, che, come sappiamo hanno già predisposto presidi anche esterni alle strutture sanitarie e mobilitato il personale, con azioni restrittive su permessi e ferie. Una condizione di pressione e stress di cui occorre tener conto e per cui siamo pronti a intervenire.»

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Il comune di Carbonia è in prima linea nella lotta contro la violenza sulle donne con l’imminente attivazione delle procedure di affidamento della gestione di un Centro Antiviolenza, ubicato nell’immobile dell’ex Scuola Materna di vico Filzi, al fine di garantire protezione, sostegno psico-sociale, ascolto e consulenza alle donne vittime di stalking e violenza. A ciò si aggiunge la lunga serie di incontri pubblici promossi in questi ultimi anni dall’Amministrazione comunale per sensibilizzare e informare la cittadinanza sul tema, tra cui si segnala, in particolare, nella giornata di domani, venerdì 29 novembre, alle ore 16.00, nella sala consiliare di piazza Roma, il convegno intitolato “Contro la violenza sulle donne. Codice Rosso e Revenge Porn”, che vedrà la presenza dell’on. Elvira Lucia Evangelista, senatrice della commissione Giustizia e relatrice del disegno di legge sul “Codice Rosso”.

Al convegno parteciperanno il sindaco Paola Massidda, l’assessore alle Politiche sociali Loredana La Barbera, la psicoterapeuta Angela Quaquero, il referente dell’Osservatorio Cybercrime Antonello Marotto, la consigliera regionale Carla Cuccu, la consigliera comunale Daniela Garau, la presidentessa dell’associazione “Donne al Traguardo” Silvana Migoni e la referente territoriale Maria Mameli, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia Lucia Dilio, il commissario di Polizia di Carbonia Gabriella Chiara Comi. Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Stefania Piredda, caporedattrice del Sulcis Iglesiente per il quotidiano “L’Unione Sarda”.

«L’obiettivo dell’incontro è mantenere alta l’attenzione su un tema prioritario per la nostra società e per le istituzioni ponendo in essere azioni in grado di garantire un impegno concreto alle donne in difficoltà e realizzando attività di sensibilizzazione, informazione e prevenzione sul tema», ha detto il sindaco Paola Massidda.

«Queste importanti attività informative e di sensibilizzazione sono tese ad affermare una nuova cultura in grado di prevenire e contrastare la violenza perpetrata sulle donne, promuovendo cambiamenti nei comportamenti socio-culturali ed eliminando gli annosi pregiudizi e qualsiasi altra pratica basata sull’idea dell’inferiorità della donna o su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini», ha concluso Loredana La Barbera, organizzatrice dell’evento.

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L’Ordine degli Psicologi della Sardegna ha espresso forte preoccupazione sulle dichiarazioni dell’on.le Domenico Gallus, presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, contro il diritto degli psicologi ad accedere alla direzione dei centri di salute mentale. «Spero che si tratti di un’opinione personale dell’on.le Domenico Gallus – ha dichiarato Angela Quaquero, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna – opinione che peraltro non è assolutamente condivisibile. Lo psicologo, così come lo psichiatra, è un professionista della salute mentale, con una posizione riconosciuta in tutta Italia, come sancito, inoltre, da importanti sentenze ai diversi livelli amministrativi.»
Per fare chiarezza in merito, l’Ordine degli Psicologi, insieme l’AUPI regionale (sindacato autonomo Psicologi) e con il Servizio di Psicologia dell’ATS, ha chiesto un’audizione urgente nella VI Commissione. Urgenza dettata dalla volontà espressa dall’on.le Gallus di chiedere all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu il blocco dei bandi del 19 luglio scorso, che consentono la partecipazione anche agli psicologi per il concorso alla direzione dei centri di salute mentale.