4 August, 2021
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Mentre il Sirai di Carbonia è in piena emergenza per i contagi da Coronavirus e l’ospedale è ormai a rischio chiusura, come emerge dalla nota inviata da tre dirigenti medici (Antonio Tuveri, Viviana Lantini e Mauro Mantega) ai vertici aziendali, contenente proposte organizzative per la ASSL di Carbonia, al CTO di Iglesias si è festeggiato oggi il via alle prime vaccinazioni per il contrasto e la prevenzione dal Coronavirus.

«Questo giorno di festa ha portato in dono le prime vaccinazioni nel nostro territorio.»
Lo scrive, in una nota, Michele Ennas, consigliere regionale della Lega che oggi ha visitato l’ospedale CTO di via Cattaneo.
«Le prime somministrazioni sono state ovviamente riservate al personale sanitario dei nostri presidi ospedalieriaggiunge Michele Ennas -. E’ una giornata molto importante, per questo ho voluto personalmente ringraziare tutti loro per il grande lavoro svolto in questi mesi durissimi, e per tutto quello che ancora faranno da qui in avanti. Le vaccinazioni proseguiranno nei prossimi giorni e riguarderanno in questa prima fase tutte le persone che a vario titolo ruotano attorno al mondo della sanità, sancendo mi auguro l’avvio di quel percorso che ci accompagnerà verso una ritrovata normalità.»

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«La notizia del nuovo focolaio nel reparto ortopedico del Sirai allarma la nostra comunità politica come pure tutti i cittadini e le cittadine della città e del territorio. Ad allarmarci è però anche il fatto che alla sindaca della città di Carbonia – primo referente della salute dei carboniesi – “non vengono date ulteriori specifiche dalla dirigenza dell’azienda sanitaria di Carbonia”, come riportato in un comunicato ufficiale della prima cittadina. Non è dato sapere altro, dunque.»

Lo scrive, in una nota, Luca Pizzuto, segretario regionale di Articolo Uno.

«Vogliamo sperare che il comunicato della prima cittadina di Carbonia sia un’iniziativa tesa a denunciare una mancanza intollerabile di comunicazione sulla salute pubblica. Anche se l’amministrazione comunale è rappresentata da un partito di colore diverso dal nostro, non può non essere rispettata. È un diritto sacrosanto di noi tutti essere messi al corrente della situazione sanitaria del nostro territorio comunale, non è ammissibileha concluso Luca Pizzutoche nemmeno al primo cittadino sia data udienza su una situazione che non può essere trattata come un affare aziendale o privato.»

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Si fa di ora in ora più delicata l’emergenza Coronavirus all’ospedale Sirai di Carbonia. I focolai presenti in diversi reparti, due dei quali, Medicina e Traumatologia, sono di fatto già chiusi, hanno portato tre dirigenti medici, Antonio Tuveri Direttore Dipartimento Area Chirurgica Direttore SC Chirurgia PO CTO, Viviana Lantini Direttore Dipartimento Area Medica Direttore SC MCAU e Mauro Mantega Responsabile FF SC Medicina PO Sirai, ad indirizzare una nota contenente “proposte organizzazione ASSL Carbonia”, ai vertici dell’Azienda (dott. G. Carboni, dott. S. Pili, dott. G. Casu, dott.ssa G. Gregu), dalla quale emerge drammaticamente la gravità della situazione che porta con sé un serissimo rischio di chiusura dell’ospedale già dall’inizio della prossima settimana.

«Come noto, attualmente sono presenti presso il PO Sirai pazienti Covid positivi che interessano le UU.OO. di Medicina, di Chirurgia e di Ortopedia e Traumatologia si legge testualmente nella nota dei tre dirigenti medici -. Contemporaneamente sono stati riscontrati numerosi casi positivi tra il personale sanitario che ha complicato una già precaria situazione di carenza di organico.»

«Considerata questa grave condizione che sta determinando un notevole sovraccarico lavorativo, si propone, in primo luogo, il trasferimento di tutti i pazienti positivi che, attualmente, riscontrano numerose difficoltà a causa della carenza di PL presso i Presidi Covidprosegue la nota di Antonio Tuveri, Viviana Lantini e Mauro Mantega -. Qualora il trasferimento non dovesse essere possibile entro lunedì 11 gennaio, in via del tutto straordinaria e in assenza di altre valide alternative, sono state elaborate le seguenti proposte:

• Temporanea sospensione di tutte le attività del PS Sirai e centralizzazione di tutte le attività urgenti al PS CTO con potenziamento dell’organico medico ed infermieristico proveniente dal PS Sirai.

• Sospensione di tutte le attività ordinarie e programmate.

• Trasferimento dei medici ed infermieri della chirurgia, ortopedia, urologia e del blocco operatorio presso la piastra chirurgica del PO CTO.

• Presenza di un cardiologo h24 al PO CTO per eventuali urgenze e consulenze.»

«Presso il PO Sirai verranno garantite le attività di un medico e infermiere di PS, di un chirurgo, un medico internista e un ortopedico fino al trasferimento completo dei pazienti positivi – concludono Antonio Tuveri, Viviana Lantini e Mauro Mantega -. Si resta in attesa di vostre disposizioni in merito al suggerimento organizzativo.»

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Sono 335 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 3.133 i tamponi eseguiti. Salgono a 32.605 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza.
Si registrano 9 decessi (786 in tutto), cinque donne e quattro uomini tra i 72 e gli 89 anni. Le vittime: tre residenti della provincia del Sud Sardegna, due della Città Metropolitana di Cagliari, due della provincia di Sassari e due di quella di Oristano.
In totale sono stati eseguiti 496.887 tamponi. Sono 494 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+6 rispetto al dato di ieri), 47 i pazienti in terapia intensiva (+2). Le persone in isolamento domiciliare sono 16.372. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 14.597 (+170) pazienti guariti, più altri 309 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 32.605 casi positivi complessivamente accertati, 7.353 (+60) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 5.355 (+51) nel Sud Sardegna, 2.593 (+15) a Oristano, 6.565 (+126) a Nuoro, 10.739 (+83) a Sassari.

Carbonia in campo alle ore 14.30, a Nocera Inferiore, per la decima giornata del girone G del campionato di serie D. Le due squadre sono affiancate al sesto posto in classifica con 13 punti in 8 partite giocate, messi insieme con un cammino diverso: il Carbonia ha vinto tre partite, pareggiandone quattro e perdendone una sola; la Nocerina ha ottenuto una vittoria in più, quattro, con un solo pareggio e tre sconfitte.

Dirige Carlo Palumbo di Bari, assistenti di linea Antonio Alessandrino di Bari e Giuseppe Rizzi di Barletta.

Le formazioni annunciate dai due tecnici, Marco Mariotti e Giovanni Cavallaro.

Carbonia: Carboni, Russo, Friedrich, Cestaro, Bagaglini, Tetteh, Piredda, Cannas, Palombi, Cappai, Mastino. A disposizione: Bigotti, Serra, Mura, Gjuci, Stivaletta, Odianose, Pischedda, Cinus, Isaia.

Nocerina: Cappa, Vecchione, Morero, Impagliazzo, Dammacco, Diakite, Comoda, Katseris, Garofalo, Cuomo, Donnarumma. A disposizione: Volzone, Rizzo, Talamo, Bottalico, De Iulis, Esposito, Fois, Saporito, Manoni.

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Un nuovo caso di positività è stato accertato tra i residenti nel comune di Giba. Lo ha comunicato il sindaco, Andrea Pisanu, a sua volta ancora positivo al Covid-19.

«Care Concittadine e cari Concittadini, oggi ho ricevuto un ulteriore aggiornamento dall’ATS (Azienda Tutela Salute), sui casi di positività positivi nel nostro Comuneha scritto il sindaco di Giba nella pagina Facebook istituzionale -. E’, infatti, risultato positivo un nuovo cittadino che si trova in quarantena presso il suo domicilio, seguito dai medici dell’ATS e dal medico di base.
La situazione è pertanto la seguente:
– un cittadino è finalmente risultato negativo
– due cittadini sono attualmente sottoposti ad isolamento domiciliare in attesa dell’esito del tampone
– tre cittadini positivi ed in quarantena presso il proprio domicilio, ai quali vanno i migliori auguri di pronta guarigione.
– segnalo di essermi sottoposto ad un tampone molecolare, l’esito del quale è stato, purtroppo, ancora positivo.
Sebbene clinicamente guarito e, pertanto, libero di uscire, ovviamente sempre con la mascherina, preferisco attendere l’esito di un ulteriore tampone che effettuerò la prossima settimana prima di ritornare in mezzo ai miei concittadini. Nel frattempo, potrò uscire di casa magari in macchina da solo senza fermarmi e senza frequentare altre persone.»
«Tutti i comunicati che seguirannoha aggiunto Andrea Pisanu -, saranno sempre accompagnati dall’invito a voler rispettare tutte la comuni regole dettate a proposito della lotta alla diffusione del virus:
– utilizzo obbligatorio della mascherina sia negli spazi aperti che in quelli chiusi
– lavarsi ed igienizzarsi frequentemente le mani
– mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro
– evitare gli assembramenti sia negli spazi aperti che in quelli chiusi.»
«Sono certo che ancora una volta vi dimostrerete all’altezza della situazione, collaborando attivamente nella lotta alla diffusione del Covid-19 – ha concluso Andrea Pisanu -. Seguiranno aggiornamenti, non appena verranno fornite notizie ufficiali. #Responsabilità non solo per se stessi, ma anche per gli altri!»

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Il consigliere comunale di Forza Italia Simone Saiu, ha presentato un’interrogazione al sindaco di Iglesias Mauro Usai e al presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali, sul futuro dei dipendenti di “Casa Serena” e sull’apertura dell’istituto “Margherita di Savoia”.

Simone Saiu chiede di sapere «se il Comune abbia rispettato le indicazioni della Regione nell’utilizzo dell’ultimo contributo stanziato ed eventualmente se il contributo medesimo sia stato sufficiente a coprire i costi e le spese fino alla chiusura; presso quali strutture siano stati trasferiti i pazienti ed i residenti e – nel dettaglio – quali costi sostengano e se essi siano inferiori o maggiori rispetto a quelli corrisposti durante la permanenza presso “Casa Serena”; quale sorte – nel dettaglio – abbiano subito i lavoratori: quanti di essi siano stati licenziati, quanti di essi siano stati reimpiegati e presso quali servizi e strutture; quanti di essi l’Amministrazione abbia intenzione di reinserire in altri servizi in futuro; quali siano le ragioni tecniche, ad eccezione dei soliti problemi riconducibili alle Ditte incaricate fino ad oggi, per le quali l’Istituto “Margherita di Savoia” non sia ancora entrato in funzione, quale data CERTA sia stata individuata per la consegna dei lavori, quanto costerà l’Istituto in termini di costi tra lavoratori, consumi ed appalti; infine, se l’Amministrazione abbia un progetto per il futuro di Casa Serena e, in particolare, se abbia intenzione di cederla a terzi o riqualificarla».

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I sottosegretari dello Sviluppo economico e della Difesa, Alessandra Todde e Giulio Calvisi, intervengono nel dibattito acceso sviluppatosi intorno alla Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale delle Scorie Nucleari (CNAPI).

«In merito al dibattito di queste ore sulla possibilità che la Sardegna possa essere la sede prescelta per ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, a seguito della pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale delle Scorie Nucleari (CNAPI) crediamo sia utile chiarire alcune cose fondamentalidichiarano Alessandra Todde e Giulio Calvisi -. La prima: la pubblicazione della Carta è un atto dovuto e atteso, che sana un ritardo per il quale, nell’ottobre scorso, l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Lo studio perciò non può essere confuso strumentalmente con la volontà o addirittura come una decisione da parte di questo Governo. Per inciso, qualsiasi governo, di qualsiasi colore politico avrebbe dovuto pubblicare la stessa Carta predisposta dalla Sogin e validata dall’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) perché la metodologia utilizzata per identificare i 67 siti potenzialmente idonei deve seguire le linee guida IAEA (International Atomic Energy Agency). La seconda: tale studio è propedeutico all’inizio di una fase di confronto e valutazione, tra stato, regioni, enti locali e popolazioni interessate che durerà 44 mesi. Solo alla fine di questa fase sarà assunta 2 una decisione. È chiaro che il parere delle istituzioni e delle popolazioni sarà determinante per la individuazione del sito. Lo studioproseguono Alessandra Todde e Giulio Calvisifa comunque emergere, al di là della geologia, le criticità dell’ubicazione su un’isola (costi di logistica e rischi ambientali nel trasporto) oltre che variabili socio economiche che rendono ancor minore l’opportunità di un sito in Sardegna. La posizione della Sardegna riguardo alla possibilità di ospitare siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi è conosciuta, almeno da questo governo, ed è sempre stata molto chiara e netta. Si tratta di una posizione unitaria della Regione Sardegna, dei Comuni, delle forze politiche di ogni orientamento, ma ancora di più del Popolo Sardo che nel 2011 si espresso in maniera plebiscitaria con oltre il 97% di no al nucleare. È importante perciò ribadireproseguono Alessandra Todde e Giulio Calvisi  – che ogni eventuale futura decisione riguardo a una questione così delicata e strategica, non potrà che essere frutto di un confronto trasparente, partecipato e chiaro tra le istituzioni, le forze del territorio, le parti sociali, il mondo produttivo. Questo vale per la Sardegna e per le altre regioni italiane.»

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Il Consiglio regionale, convocato per giovedì 7 gennaio, ribadirà il No alla decisione presa dai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente di inserire la Sardegna tra le sette Regioni dove sarà realizzato il deposito unico dei rifiuti nucleari.
L’argomento sarà il primo punto all’ordine del giorno della prossima seduta dell’Assemblea. La decisione è stata presa questo pomeriggio dal presidente Michele Pais in condivisione con il presidente della Regione Christian Solinas, dopo aver sentito tutti i capigruppo.

«Dobbiamo agire subito – ha detto il presidente Michele Pais – per opporci con la massima fermezza ad una decisione inaccettabile, prepotente, calata dall’alto, dannosa e non rispettosa della volontà dei sardi. Il Consiglio, in questa legislatura il 29 maggio del 2019 ha approvato un ordine del giorno unitario in cui si respinge ogni possibilità che la Sardegna sia inserita tra le aree idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, nel rispetto dell’esito del referendum del 15 e 16 maggio 2011 in cui i sardi, quasi in maniera plebiscitaria, hanno espresso la loro opinione contraria a diventare sede di piattaforme dove depositare i rifiuti radioattivi. Nonostante questo, il Governo continua nel suo disegno prevaricatore – ha concluso Michele Pais -. Sono certo che nella prossima seduta approveremo un provvedimento unitario e ancora una volta risponderemo con un diniego forte a decisioni unilaterali che vorrebbero trasformare la nostra terra in una piattaforma di deposito di scorie nucleari.»

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Sono 232 i nuovi casi di positività al Coronavirus accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 3.014 i tamponi eseguiti. Salgono a 32.270 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza.
Si registrano 9 decessi (777 in tutto), persone tra i 55 e i 90 anni. Le vittime: 4 residenti della provincia del Sud Sardegna, 3 della Città Metropolitana di Cagliari, 1 della provincia di Sassari e 1 di quella di Oristano.
In totale sono stati eseguiti 493.754 tamponi. Sono 488 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-1 rispetto al dato di ieri), 45 i pazienti in terapia intensiva (+2). Le persone in isolamento domiciliare sono 16.237. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 14.427 (+181) pazienti guariti, più altri 296 guariti clinicamente.
Sul territorio, dei 32.270 casi positivi complessivamente accertati, 7.293 (+69) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 5.304 (+44) nel Sud Sardegna, 2.578 a Oristano (+25), 6.439 (+46) a Nuoro, 10.656 (+48) a Sassari.