21 February, 2026
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«Auguri a Matteo Salvini acclamato segretario della Lega con un mandato fino al 2029. Si chiude una due giorni ricca di idee, passione e confronto: abbiamo tracciato una visione di futuro fatta di ambizione e concretezza. In tanti hanno apprezzato il buon senso della posizione della Lega sui piani dell’UE sul riarmo, invece i soldi devono essere investiti in istruzione, sviluppo, lavoro e servizi ai cittadini. Insieme a Matteo Salvini per la Lega Sardegna si apre una stagione di rinnovamento e crescita sulla base dei nostri valori che sono ben saldi, che difendiamo a testa alta e sono condivisi da tante nuove persone che ogni giorno si avvicinano e aderiscono al nostro progetto. Chiudere al più presto la stagione fallimentare targata sinistra-5 stelle, ripartiamo dai territori per disegnare insieme ai cittadini sardi un nuovo futuro dell’isola.»
Michele Ennas segretario regionale della Lega Sardegna.

Venerdì 11 aprile, alle ore 17.00, al Centro Commerciale i Fenicotteri di Cagliari verrà inaugurata la terza e ultima tappa di “Fenici, la rotta del Sud”, la mostra itinerante della fotografa Marina Federica Patteri dedicata alle località costiere del sud della Sardegna toccate in passato dalla presenza fenicia.

In ragione della sua posizione geografica, la Sardegna fu al centro delle rotte dei fenici, che vi fondarono città e insediamenti, alcuni dei quali ancora esistenti. Il succedersi di epoche e popoli ha quasi del tutto reso invisibili le tracce della civiltà fenicia in Sardegna. Ciò, se da un lato ci priva delle testimonianze della loro presenza, dall’altro, in special modo nei luoghi non più antropizzati, consente il poter apprezzare una visuale analoga a quella dei primi navigatori che dall’attuale Libano approdarono sull’Isola. Basato su tale suggestione, “Fenici, la rotta del Sud” è il racconto fotografico di un itinerario che si snoda lungo alcuni di tali luoghi. Un viaggio ideale la cui direzione e, al contempo, meta finale sono la bellezza dei paesaggi costieri e della poesia in essi custodita. Un viaggio che si conclude simbolicamente sulle sponde della Laguna di Santa Gilla (dove è situato il Centro Commerciale “I Gabbiani”), l’area in cui sorsero i primi insediamenti fenici nel Cagliaritano.

La mostra, ospitata dal Centro Commerciale i Fenicotteri, è realizzata dalla Casa di Prometeo con la collaborazione dell’associazione “Amici di Sardegna”, dell’Ente Concerti Città di Iglesias, del Centro Produzione Teatrale “Intrepidi Monelli” e si svolge con il patrocinio della Città Metropolitana e dei comuni di Cagliari e Sant’Antioco.

Marina Federica Patteri, dorgalese di nascita e cagliaritana d’adozione, è una fotografa paesaggistica la cui opera si caratterizza per la costante ricerca della poesia e delle suggestioni della natura mediterranea, in particolar modo costiera. Tra i suoi progetti figurano, “Approdi Mediterranei”, “Cagliari fantastiche realtà”, “Villaggio Pescatori”, “Finestra su Dorgali” e “Voci dalla Laguna”, da cui è stato tratto un volume fotografico edito da Kappabit. Marina Federica Patteri ha inoltre realizzato un reportage fotografico sull’edizione del 2020 delle celebrazioni in onore di Sant’Efisio.

Domenica 30 marzo, al Teatro Centrale di Carbonia, è andata in scena la commedia” Carboniscu beciu bicu” della compagnia teatrale ”Masungiai” di Is Urigus. Lo spettacolo inserito nel cartello della 1ª edizione di “Tradizione in scena” Teatro in limba, organizzato da Music Factory di Carbonia in collaborazione con la Pro Loco di Carbonia e con il patrocinio del comune di Carbonia ha riscosso grande successo di pubblico. Un tema divertente dove il protagonista “Antiogu”, un nonno umile che vive con una piccola pensione, sta per essere ricoverato in una RSA perché i figli non se ne vogliono prendere carico, senonché vince al Superenalotto un’ingente somma di denaro e allora tutto cambia. I figli tornano sui loro passi, improvvisamente pensano di prendersi cura del padre. Ma lui non ci sta!!! Scene divertenti che però nascondono un problema serio e ai giorni nostri molto presente… prendersi cura dei propri genitori. In passato questo avveniva senza alcun problema, ora invece che tutti lavorano, tutto è un pochino più complicato.
Dovrebbero seriamente esistere delle strutture pensate diversamente, nelle quali gli anziani possano vivere serenamente la loro nuova condizione di vita. Soprattutto, dovrebbero esserci strutture economicamente più “raggiungibili”, in modo da permettere a tutti una “serena” vecchiaia.
Nadia Pischeù

 

L’Ospedale Oncologico “A. Businco” di Cagliari rappresenta un punto di riferimento regionale per la cura delle patologie oncologiche, offrendo servizi essenziali per i pazienti sardi. Negli ultimi mesi, si sono tenuti diversi e dibattuti incontri fra gli operatori sanitari e i vertici aziendali dell’Arnas Brotzu di Cagliari in merito alla chiusura delle sale operatorie per dar seguito al progetto di ristrutturazione e ammodernamento delle stesse. Il progetto prevede il trasferimento temporaneo delle attività chirurgiche di Ginecologia oncologica presso l’Ospedale San Michele, con l’obiettivo di mantenere invariato il numero di interventi programmati. Contestualmente, in via definitiva è previsto il trasferimento della struttura complessa di chirurgia toracica ed endoscopica, comprese le degenze, utilizzando il personale ad oggi operante nella suddetta Chirurgia per l’attivazione di una corsia multispecialistica. Nonostante la mancanza di una data di inizio dei lavori, di una stima certa della loro durata e della certezza sulla possibilità di utilizzare i fondi PNRR previsti, sono stati comunque portati avanti trasferimenti di pazienti e riorganizzazioni interne. È previsto il trasferimento della Chirurgia toracica al 7° piano dell’Ospedale San Michele, ma i locali che accoglieranno il reparto multidisciplinare presentano gravi deficit strutturali, come la mancanza di gas medicali e la non conformità alla normativa sull’accreditamento. Il trasferimento sta avvenendo senza un progetto condiviso con il personale sanitario e senza un piano organizzativo chiaro, generando preoccupazioni per la continuità e la qualità delle cure offerte ai pazienti oncologici. I vertici aziendali dovrebbero spiegare come intendono garantire gli interventi per i pazienti oncologici nel Blocco N. 3 del San Michele, considerando che non si riescono a garantire neppure gli interventi programmati presso lo stesso presidio. Gli operatori del Businco, tramite le organizzazioni sindacali, hanno proposto soluzioni alternative, come l’installazione di sale operatorie modulari prefabbricate, ma queste non sono state né acquistate né esiste alcun preventivo o risorse stanziate per la loro realizzazione. Si fa presente che nel mese di ottobre 2024, a seguito di un sopralluogo svolto da una delegazione dei componenti della Commissione Sanità presso l’ospedale Oncologico, durante il quale erano state sentite anche organizzazioni sindacali, personale e organizzazioni dei pazienti, i vertici della Direzione del Brotzu sono stati convocati in audizione presso la Commissione Sanità, dove sono state ribadite le preoccupazioni che sono state trasmesse poi all’assessorato. Il trasferimento della Chirurgia toracica avrebbe ripercussioni negative sulla struttura e sull’attività delle altre strutture che resterebbero all’ospedale Oncologico, come la Chirurgia senologica, già caratterizzata da liste d’attesa molto lunghe. Si auspica, pertanto, che i vertici aziendali rivedano le proprie decisioni riguardo al trasferimento delle Chirurgie dall’Ospedale Oncologico all’Ospedale San Michele e vogliano valutare soluzioni alternative per garantire cure certe ai cittadini sardi.

I consiglieri regionali del Gruppo del Partito Democratico

A Carloforte nasce il Taxi sociale: un ponte di solidarietà verso chi ha più bisogno e un piccolo grande passo verso una sanità più vicina e accessibile per tutti.

Finanziata dalla Regione Sardegna, promossa dal comune di Carloforte e sostenuta da Delcomar, questa iniziativa ha trovato advisory legale in Lexant SBtA, che ne ha sostenuto il processo di finanziamento con un accordo triennale.

In un’isola dove le distanze non si misurano solo in chilometri ma anche in barriere quotidiane, il comune di Carloforte ha scelto il nuovo servizio per chi, per ragioni fisiche, sanitarie o economiche, fatica ad accedere autonomamente alle cure e ai servizi essenziali. A partire dalla seconda metà di aprile il nuovo servizio di trasporto sarà disponibile per un collegamento sicuro e solidale verso i presidi sanitari di Carbonia, Iglesias e Cagliari, fondamentali per visite, esami, e terapie riabilitative.

«Siamo onorati di essere tra i sostenitori di questo progetto di beneficio comune per noi speciale proprio per la natura stessa del nostro studiocommenta Andrea Arnaldi, socio fondatore di Lexant Società di Benefit tra Avvocati -. Un ringraziamento doveroso va a tutte le istituzioni locali coinvolte. Questo è solo l’inizio di un percorso e una delle possibili attività che potremo portare avanti con questa comunità unica per l’identità che rappresenta e come modello di eccellenza

Sul sito istituzionale del Comune è già attiva la pagina dedicata, con tutte le informazioni per accedere al servizio e prenotare il trasporto

 

Venerdì 11 aprile, dalle ore 17.00, la sala polifunzionale di piazza Roma a Carbonia ospiterà una serata in ricordo di Mario Melis, eminente figura della Sardegna, avvocato, politico, uomo di governo, autonomista e sardista. All’evento, organizzato dall’associazione Amici della Miniera in collaborazione con il comune di Carbonia, è prevista la partecipazione straordinaria della presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde.
Coordinerà i lavori Gian Matteo Sabiu, vice presidente dell’associazione Amici della Miniera.
Sono previsti i seguenti interventi:
– Pietro Morittu, sindaco di Carbonia;
– Enrico Manca, tecnico minerario, Imprenditore;
– Bachisio Bandinu, antropologo, giornalista e scrittore;
– Antonello Pilloni, politico, imprenditore;
– Salvatore Cherchi, presidente della Fondazione Berlinguer;
– Antonello Cabras, ex presidente della Regione Autonoma della Sardegna;
– Alessandra Todde, presidente della Regione Autonoma della Sardegna.
– Intervento dei familiari e del pubblico.

Il 10 aprile arriva in libreria I Giorni del Corvo, il nuovo romanzo di Eleonora Carta pubblicato da Ischire, un thriller d’intreccio e tensione che affonda le sue radici in alcune delle questioni più oscure e urgenti del nostro tempo. La prima presentazione ufficiale si terrà sabato 12 aprile, alle ore 18.00, a Iglesias, presso la Sala Convento San Francesco di via Crispi 5.

Al centro del racconto ci sono Paolo Fabbri, nome in codice “il Corvo”, e Linda De Falco, Maggiore dei ROS. Due vite diversissime che il destino unisce in un viaggio pericoloso attraverso una Sardegna arcaica e inquieta, mentre intorno a loro si muove un mondo dove i conflitti tra Stati non si combattono più con i carri armati, ma con il linguaggio cifrato dell’intelligence, la guerra cibernetica, le fake news e la manipolazione dell’opinione pubblica.

I Giorni del Corvo parla del potere segreto che trama dietro le istituzioni ufficiali, delle emergenze umanitarie nascoste sotto il tappeto della propaganda, e del diritto – spesso negato – dei cittadini a conoscere la verità. E sullo sfondo, la Sardegna: terra bellissima e ferita, sfruttata, militarizzata e poi dimenticata, diventa protagonista silenziosa di una vicenda in cui paesaggio, memoria e mito si intrecciano con l’attualità più scomoda.

È anche una storia di legami imprevisti, tensioni emotive e fiducia difficile, quella tra Linda e Paolo: due anime opposte che si ritrovano a condividere un destino più grande di loro, nel cuore di una tempesta geopolitica che li costringerà a scegliere da che parte stare.

Con uno stile teso e visionario, I Giorni del Corvo ci trascina in un viaggio fisico e mentale, tra strade deserte, verità scomode e alleanze instabili, in cui ogni scelta può cambiare le regole del potere.

L’Iglesias ha vinto l’ultimo derby della stagione con un goal di Nicolas Capellino, realizzato al 15′ del secondo tempo, e il Carbonia è così costretto a rinviare la chiusura del progetto salvezza all’ultima giornata, quando al Comunale “Carlo Zoboli” affronterà una diretta concorrente, la Ferrini.
Iglesias e Carbonia si sono presentate all’appuntamento con prospettive differenti: l’Iglesias, quinta in classifica, con la ferma volontà di blindare la posizione, purtroppo solo per il prestigio, perché il divario di 17 punti dalla seconda posizione è quasi doppio il limite massimo di 9 punti consentito dal regolamento per partecipare ai playoff promozione; il Carbonia per agganciare con un successo la promozione diretta, evitando di affrontare la Ferrini domenica prossima con l’obbligo di fare risultato per evitare di scivolare nel playout salvezza (lo scorso anno decise la salvezza nel doppio confronto con la Tharros).
L’Iglesias ha schierato la miglior formazione (Giampaolo Murru aveva tutti disponibili, come non accadeva da diverse settimane), il Carbonia è sceso in campo ancora privo di Nicolas Garcia.
L’Iglesias ha organizzato l’ingresso in campo con i giovanissimi del vivaio presi per mano dai 22 calciatori, prima del fischio d’inizio.
 
Bellissima la cornice di pubblico, con la tribuna centrale quasi al limite della capienza, così come la tribuna laterale dove si sono sistemati gli Ultras del Carbonia che hanno sostenuto la loro squadra dall’inizio alla fine.
L’avvio della partita è stato equilibrato. La prima occasione l’ha costruita l’Iglesias al 15′ con una spettacolare rovesciata di Fabrizio Alvarenga che ha chiamato Enrico Galasso ad una parata plastica per spedire il pallone oltre la traversa in calcio d’angolo.
Il clima in campo è apparso quello di calcio vero, in perfetto stile derby, anche se i due portieri hanno avuto poco da fare fino al 42′, quando Enrico Galasso si è opposto alla grande ad una conclusione di Antony Cancilieri, inseritosi in area dalla sinistra.
Le squadre sono andate al riposo sullo 0 a 0, con preoccupazione nel Carbonia per le condizioni di Nicolas Ricci, dolorante per una botta subita in uno scontro.
Al rientro dagli spogliatoi, Diego Mingioni ha tenuto in campo l’attaccante argentino, che dopo soli 5′ s’è arreso perché impossibilitato a continuare a dare un apporto alla squadra ed è stato sostituito da Juan Caffaro.
Al 15′ il goal che ha deciso il derby. L’azione dell’Iglesias s’è sviluppata sulla destra, Nicolas Capellino s’è involato sulla fascia approfittando di un errore della difesa biancoblù e da posizione molto angolata ha battuto Enrico Galasso con un diagonale chirurgico che s’è infilato nell’angolino basso della porta del Carbonia.
Il goal subito ha messo paura al Carbonia ma dopo qualche minuto di sbandamento, capitan Costantino Chidichimo ha suonato la carica (nella tribuna laterale gli Ultras non hanno mai smesso di sostenere i loro beniamini) e le occasioni per pareggiare sono arrivate: ci ha provato per primo Mateo Broglia, ma l’occasione successiva ha visto Tomas Pavone (sceso in campo generosamente in non perfette condizioni fisiche) presentarsi da solo davanti ad Adam Idrissi, ma la sua conclusione è stata bloccata dal portiere rossoblù uscitogli incontro.
Nel finale, il Carbonia si è sbilanciato alla ricerca del goal, l’Iglesias ha cercato di approfittarne con ripartenze ispirate da capitan Gianluigi Illario.
Ci ha provato Juan Caffaro senza fortuna.
Niente di fatto fino al 93′, terzo dei cinque minuti di recupero concessi dal direttore di gara, quando Nicola Mancini con un gran tiro ha scavalcato Adam Idrissi proteso in tuffo, che ha spedito il pallone sulla traversa, sul pallone tornato in campo s’è inserito Federico Moreno ma la chiusura di Stefano Crivellaro che ne ha impedito una conclusione pulita e tutti i difensori si sono stretti intorno ad Adam Idrissi che alla fine ha bloccato il pallone a terra a centro area e insieme hanno festeggiato lo scampato pericolo.
Al triplice fischio finale è esplosa la gioia in casa rossoblù per la prima vittoria stagionale nel derby dopo una sconfitta in Coppa Italia e due pareggi in Coppa Italia e in campionato, e l’acquisizione definitiva del quinto posto, con 6 punti di vantaggio sul Calangianus, battuto in casa dall’Ossese, a 90′ dalla conclusione del campionato.
Delusione tra i biancoblù, calciatori, staff tecnico e ultras, che devono rimandare l’appuntamento con la salvezza diretta a domenica prossima, quando al Comunale “Carlo Zoboli” affronteranno la diretta concorrente Ferrini (battuta all’andata 2 a 0, a Cagliari). Per la salvezza potrebbe essere sufficiente anche un pareggio ma Diego Mingioni, a fine partita, ha detto che l’obiettivo sarà uno solo: la vittoria.
Iglesias: Idrissi, Brailly, Pitzalis, Giorgetti, Mechetti, Piras Alberto, Alvarenga, Illario, Capellino (89′ Capellino), Piras Edoardo (80′ Mastropietro), Cancilieri. A disposizione: Riccio, Chessa, Mancini, Fenu, Marcon, Restivo. Allenatore: Giampaolo Murru.
Carbonia: Galasso, Mastino, Broglia, Chidichimo, Atzeni, Abbruzzi (85′ Lamrboni), Moreno, Isaia, Pavone, Mancini, Ricci (50′ Caffaro). A disposizione: Doneddu Davide, Cocco Danilo, Carboni, Tocco, Filippi, Cocco Gianluca, Doneddu Francesco. All. Diego Mingioni.
Arbitro: Vincenzo Melis di Ozieri.
Assistenti di linea: Mattia Capotosto di Oristano e Matteo Degortes di Olbia.
Marcatori: 60′ Capellino (I).
Spettatori: 340.
Giampaolo Cirronis

È andato in scena il 3 aprile, al Teatro Centrale di Carbonia, lo spettacolo “L’inferiorità mentale della donna”, inserito nel cartellone CeDAC, con protagonista l’eccellente Veronica Pivetti, autrice Giovanna Gra, per la regia di Walter Mramor e Giovanna Gra. Pensieri, musica e parole liberamente tratti dal libro di Paul Julius Moebius intitolato per l’appunto “L’inferiorità mentale della donna”. Uno scienziato neurologo che nel 1901 arriva a constatare “la fisiologica deficienza fisiologico – mentale della donna”. Il suo libro venne considerato e ancora lo è, un classico di razzismo anti-femminile. In sostanza Paul Julius Moebius si preoccupa di dimostrare l’inferiorità tra uomo e donna per poter così giustificare l’assenza del genere femminile dalla scena sociale. Quindi, tra differenze di peso e misure dei cervelli, cerca di affossare la donna. Qui entra in gioco la “pazzesca” Veronica Pivetti che poco prima dello spettacolo dichiara: «Moebius scrisse bestialità inaduite sulle donne, e si consideri che era un medico. Postulò la deficienza mentale della donna come una verità scientifica, stabilì che il cranio piccolo delle donne conteneva un cervello piccolo. Si affidò ai proverbi sessisti dell’epoca per dimostrare la pochezza del sesso femminile. E fece tutto questo, ahimé, in “buona compagnia”. Era amico, infatti, di Cesare Lombroso, medico, antropologo, filosofo, criminologo padre della moderna criminologia, le cui teorie sulle donne ci scandalizzano ancora oggi. Fu Lombroso per esempio a dichiarare “che la menzogna nella donna è fisiologica”. Nello spettacolo si parla anche di Sylvain Maréchal, avvocato, scrittore e rivoluzionario che nel 1801 fece una proposta di legge per vietare alle donne di imparare a leggere. O ancora “un illustre” Ambrose Bierce, giornalista americano che descrive la donna come “un animale che vive in prossimità dell’uomo”. Cose da far accapponare la pelle! Sono molto felice di portare in scena questo coacervo di pregiudizi e mostruosità perché penso che sia giusto che certe cose si sappiano. Penso sia giusto raccontare perché da sempre noi donne facciamo fatica ad ottenere il rispetto e la considerazione che meritiamo. Questo testo scritto da Giovanna Gra con la quale lavoro da più di vent’anni, tratto dagli scritti di Moebius e “compagnia bella” lo dice molto chiaramente. Racconta il nostro percorso accidentato e sempre in bilico. Ma lo fa sul filo dell’ironia, che è sempre il mezzo più efficace per raccontare anche le realtà più efferate. E poi c’è la musica: nello spettacolo canto un sacco di canzoni famose che nascondono tra le righe (e a volte non nascondono affatto) concetti profondamente sessisti. Ci sono canzoni italiane arcinote che tutti abbiamo cantato per decenni, senza renderci conto appieno di quanto fossero maschiliste, e poi ci sono canzoni internazionali di tutte le epoche che parlano sempre di donne e della relazione uomo-donna. Insomma, questo spettacolo è un viaggio parlato e cantato contro i pregiudizi e le ingiustizie. E sa qual è la bellissima notizia? Che il pubblico palpita, partecipa, si scandalizza e fa il tifo con noi per un mondo dove certe diseguaglianze spariscono e siano solo un brutto ricordo. E su certe assurdità e stupidità ridiamo tutti insieme, sul palco e in platea».

Dopo una così ponderata e pungente descrizione dello spettacolo data dalla stessa grande protagonista Veronica Pivetti, resta difficile aggiungere qualcosa che lei non abbia già detto. La verità “vera” è che le donne hanno contribuito e contribuiscono sempre più allo sviluppo e alle innovazioni… a tal proposito basterebbe citare Maria Curie che vinse ben due Premi Nobel, per la fisica nel 1903, per la chimica nel 1911, per la sua scoperta del radio e del polonio, Rita Levi Montalcini Nobel per la medicina nel 1986. Certo è che ancora la disparità di genere esiste e si vede anche dal punto di vista sociale ed economico. Dovremmo tutti fare un “piccolo grande passo” per fare in modo che i secoli di lotta intrapresi diano finalmente i loro frutti… Lo si deve fare, non in quanto donne, ma persone che vogliono seriamente contribuire ad un miglioramento sociale nel più giusto significato della parola.

Nadia Pische

 

Tragico incidente ieri sera sulla SS 126, nei pressi di Cortoghiana. Nello scontro tra due motociclette, sono rimasti coinvolti i due giovani alla guida. Sul posto sono arrivati il personale del servizio 118 e i carabinieri. Nicola Pruner, 33enne di Matzaccara, alla guida di una delle motociclette coinvolte nello scontro, è stato trasportato al vicino ospedale Sirai di Carbonia, i medici constatata la gravità delle sue condizioni ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove purtroppo è arrivato privo di vita.

Anche il secondo motociclista coinvolto nell’incidente si trova ricoverato in ospedale.

I carabinieri hanno eseguito i rilievi e avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Nella foto il luogo dell’incidente, ad alcune centinaia di metri dall’abitato di Cortoghiana.