16 August, 2026

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Su altri 63 esami ultimati a Cagliari, 2 sono i positivi. Salgono così a 332 i casi di positività riscontrati dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Nell’Isola sono stati eseguiti 2.360 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 81, di cui 16 in terapia intensiva, mentre 240 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende due pazienti guariti, più altri tre guariti clinicamente. Salgono a 6 i decessi.
Sul territorio, dei 332 casi positivi complessivamente accertati, 47 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento) e 251 (+35) a Sassari. Invariati i numeri per il Sud Sardegna (8), Oristano (4) e Nuoro (22).

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L’emergenza Coronavirus non ferma il lavoro dei Consorzi di bonifica della Sardegna. Sono stati riorganizzati i turni del personale e degli uffici, aumentate le condizioni di sicurezza, garantiti i servizi essenziali e l’operatività 24 ore su 24. Tutto per lanciare un messaggio forte al mondo istituzionale e produttivo: garantire i servizi irrigui nelle campagne vuol dire sostenere un pezzo fondamentale dell’economia sarda, come spiega Gavino Zirattu, presidente di Anbi Sardegna, l’associazione che tutela e rappresenta i consorzi: «È un momento terribile per la nostra isola ma gli enti di bonifica sono rimasti a presidiare il territorio e l’interesse pubblico con grande senso di responsabilità. Il nostro personale si è messo a disposizione per garantire funzioni indispensabili come la sicurezza idrogeologica e la gestione delle risorse idriche a fini irrigui, nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo».

L’obiettivo è sostenere tutta la filiera agroalimentare: «Siamo consapevoli che ci sono tanti sardi che si trovano in situazioni critiche – prosegue Gavino Zirattu – ma abbiamo anche l’obbligo di leggere questa crisi in chiave di opportunità. Partendo da un punto fermo: le produzioni agroalimentari sarde devono essere sostenute e valorizzate come mai accaduto prima. Questo è il momento di fare uno sforzo per rilanciare la campagna sarda e i suoi prodotti. Chiediamo a tutti – ai nostri conterranei come alla piccola e grande distribuzione presente sul territorio regionale – di comprare e mangiare sardo. Nel riempire il carrello della spesa partiamo sempre dalle produzioni della nostra terra. Dall’agroalimentare può partire quella spinta che rilancia l’intero tessuto economico isolano. Questo è il motivo per cui ci sentiamo a servizio di tutti i sardi».

I consorzi di bonifica confermano anche il ruolo di sentinelle ambientali: «Promuoviamo i valori ecosistemici dell’irrigazione, che restituisce all’ambiente, in una logica di circolarità, una risorsa spesso qualitativamente migliore di come viene prelevata. I nostri agricoltori sono i primi guardiani dell’ambiente e stanno provando sulla loro pelle le conseguenze dell’emergenza climatica. Proprio per questo siamo in prima fila nell’elaborare strategie e soluzioni innovative e sostenibili per tutelare la nostra risorsa più preziosa».

Dal punto di vista tecnico, i consorzi di bonifica della Sardegna stanno garantendo l’operatività delle sedi periferiche, attivando le misure di sicurezza e privilegiando le comunicazioni on line. Stessa linea di condotta per il personale che opera nelle campagne, che rispetta negli interventi un rigido protocollo sanitario.

«In un momento in cui si invita giustamente la popolazione a stare a casa – conclude Gavino Zirattu – i nostri tecnici continuano a operare nella manutenzione delle condotte e nella gestione delle piccole e grandi emergenze. Come presidente di Anbi Sardegna e ancora di più come titolare di un’azienda, a nome di tutti gli agricoltori li ringrazio di cuore per l’impegno la disponibilità ed il coraggio.»

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Il comune di Carbonia ha pubblicato un bando di gara, mediante procedura aperta, per la conclusione di un accordo quadro finalizzato all’affidamento della gestione del “Centro per la Famiglia – Ambito Plus di Carbonia”.

Si tratta di un bando per l’affidamento di un servizio che contempla la stipula di un contratto nella forma dell’accordo-quadro. Il contratto stipulato dall’Amministrazione a favore dell’impresa aggiudicataria non comporterà l’impegno del Comune all’acquisto dell’intero ammontare, ma definirà l’importo massimo derivante dall’offerta economica presentata, nonché i termini e le condizioni di esecuzione del servizio per un periodo di quattro anni.

Le azioni e gli interventi programmati mirano a supportare i percorsi di inclusione sociale dei destinatari sia con riguardo alla dimensione familiare che individuale, con particolare attenzione ai nuclei con componenti di minore età, connotati da problematiche di natura complessa inerenti aspetti educativi, di cura genitoriale, di conflittualità intrafamiliare e/o da difficoltà legate al divorzio e alla separazione della coppia genitoriale.

Ulteriore finalità del “Centro per la Famiglia” è quella di migliorare la consapevolezza e il livello informativo del cittadino in ordine ai propri diritti, doveri, responsabilità e opportunità inerenti l’accesso al Reddito di Inclusione e al Reddito di Cittadinanza.

L’attività sarà svolta da personale in possesso di idonea qualifica e professionalmente specializzato nelle materie e tematiche oggetto del servizio (assistenti sociali, educatori professionali, pedagogisti).

Per maggiori informazioni sul bando di gara è possibile consultare il seguente link:

https://www.comune.carbonia.su.it/amministrazione-trasp/bandi-di-gara-e-contratti/atti-delle-amministrazioni-aggiudicatrici-e-degli-enti-aggiudicatori-distintamente-per-ogni-procedura/avvisi-e-bandi/item/3024-procedura-aperta-accordo-quadro-centro-per-la-famiglia?fbclid=IwAR1hcg7hrrNmeUWILga1gzvYI8XIl-NvAAL4L0BeH_E7LPycG_5c_kkhhuU

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Il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias Graziano Lebiu ha inviato una nota al governatore Christian Solinas, all’assessore regionale della Sanità e ai direttori di ASSL Carbonia, ATS Sardegna e SPS ASSL Carbonia, per chiedere chiarimenti sulle scelte dell’Unità di Crisi Assessorato Regionale Sanità: Piano strategico di attivazione progressiva di strutture di area critica in Regione Sardegna.

«Per il territorio della ASSL Carbonia rispetto al Piano in oggetto e allo scenario n. 2 caratterizzato da una diffusione epidemiologica superiore alla media nazionale e che potrebbe comportare un aumento di pazienti ricoverati con insufficienza respiratoria acuta (ARDS) che supera la capacità di presa in carico in condizioni ordinarie, a garanzia dei livelli essenziali di assistenza e per le procedure tendenti ad identificare gli ulteriori PL dedicati ai pazienti Covid + nel Sud Sardegna presso la ASSL Carbonia P.O. CTO sono previsti e saranno attivati: 25 PL COVID+ Degenza Ordinaria presso la U.O. Piastra Chirurgica, 4 PL presso la U.O. Blocco operatorio/Semi-intensiva, 4 PL in U.O. Terapia Intensiva, per un totale di 33 posti letto – scrive Graziano Lebiu -. Apprendiamo che il Punto Nascita del PO CTO ed il personale in servizio presso tale struttura sarà temporaneamente trasferito presso l’Ospedale Brotzu. Non è meglio specificato se è un provvedimento che interessi anche la Pediatria quale reparto a sé e il personale che ivi opera. Troviamo contraddittorio che tutte le azioni a contrasto della diffusione del CoViD 19 indichino la minore percorrenza possibile in termini di tempo e di distanze, e si obblighino utenti e famiglie a viaggi della speranza: non contrarre l’infezione.»

«A che punto si trova la predisposizione delle previsioni per i 33 PL al CTO Iglesias dedicati al CoViD 19, soprattutto per quanto attiene a tutti i percorsi sicurezza per gli operatori sanitari e non solo, alle dotazioni tecniche ed organiche, alla tempistica, tenuto conto che ad oggi 21 marzo 2020 e nell’imminenza della fase 2 niente di operativo è dato di rilevare come se la fase 2 non avesse un orizzonte – chiede Graziano Lebiu -. Sul trasferimento del Punto Nascita ASSL Carbonia dal CTO al Brotzu, in attesa di conoscerne le motivazione, contestiamo se sia stata da Voi presa in logica considerazione il suo trasferimento al PO Sirai di Carbonia, pronto per essere messo immediatamente a disposizione delle cittadine, con tutte quello che ne consegue in termini di utilità. Pochi accorgimenti di sanificazione e refresh tecnico renderebbero un servizio al Sulcis Iglesiente piuttosto che una penalizzazione ulteriore in termini di risposte assistenziali.»

«Rileviamo che scelte politiche e gestionali dall’impatto forte come quella in oggetto – conclude il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias -, siano apprese dalla stampa e non condivise, quanto meno per sensibilità istituzionale, con gli enti di diritto pubblico non economico e che sono fattivamente in prima fila nella cooperazione con tutte quante le SSL in indirizzo e con i cittadini.»

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Il ministero della Difesa ha indetto una procedura straordinaria, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge n° 18 del 17 marzo 2020, di arruolamento per chiamata diretta nell’Esercito Italiano, con una ferma eccezionale della durata di un anno, di 120 ufficiali medici, con il grado di tenente e di 200 sottufficiali infermieri, con il grado di maresciallo.

I cittadini italiani, aspiranti alla procedura, dovranno essere in possesso, alla data dell’entrata in vigore del decreto legge, dei seguenti requisiti:

non aver superato il 45° anno di età;

• essere in possesso del seguente titolo di studio: per i 120 posti da ufficiale medico, laurea magistrale in medicina e chirurgia e della relativa abilitazione all’esercizio della professione; per i 200 posti da sottufficiale infermiere, laurea in scienze infermieristiche e della relativa abilitazione professionale.

• non essere stato giudicato permanentemente non idoneo al servizio militare;

• non essere stato dimesso d’autorità da precedenti ferme nelle Forze Armate;

• non essere stato condannato per delitti non colposi, anche con sentenza in applicazione della pena su richiesta, a pena condizionalmente sospesa o con decreto penale di condanna, ovvero non essere in atto imputato in procedimenti penali per delitti non colposi.

Le domande di arruolamento dovranno essere presentate in maniera telematica, previo accreditamento, esclusivamente tramite il “Portale dei concorsi on line del Ministero della – 2 – Difesa”, raggiungibile all’indirizzo https://concorsi.difesa.it ovvero tramite l’home page del sito www.difesa.it, dal 18 marzo 2020 al 25 marzo 2020.

Nella domanda di arruolamento gli aspiranti, oltre al possesso dei requisiti di cui al precedente paragrafo 1, dovranno indicare le eventuali specializzazioni conseguite, le eventuali pregresse esperienze professionali in campo clinico.

Alla domanda dovrà, inoltre essere allegato, ai fini delle successive valutazioni per l’impiego, un curriculum vitae, redatto secondo il formato europeo, che descriva le esperienze di studio e professionali svolte.

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È morto oggi, all’ospedale di Senigallia (Ancona), per un improvviso attacco cardiaco, all’età di 74 anni, Gianni Mura, giornalista e scrittore. Nato il 9 ottobre a Milano, uomo di grande cultura, dal 1976 era storica firma di Repubblica. Gianni Mura lascia un grande vuoto nel mondo del giornalismo e tra i tanti lettori che negli anni ne hanno apprezzato la grande preparazione ed uno stile inconfondibile. I suoi interessi erano diversi. Scriveva di calcio e di ciclismo ma anche di enologia e di cultura. Nel 2007 scrisse il suo primo romanzo, “Giallo su giallo”, con il quale vinse il Premio Grinzane. In 227 pagine mise tutto il suo mondo: il buon cibo ed il buon vino, gli eccessi, la moglie, le rubriche, qualche giochetto di parole e 2 righe su Paolo Conte…

In Sardegna era di casa (il padre era originario di Ghilarza). Amava la Sardegna e…i suoi vini. Due anni fa partecipò, a Carloforte, all’“Isola dei libri”, la rassegna dedicata alla letteratura e ai suoi autori, organizzata dall’associazione culturale Saphyrina.

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Il comune di Iglesias chiede che l’ospedale Santa Barbara sia adibito a struttura di emergenza per il Coronavirus.
«Alla luce della decisione della Regione Sardegna, che identifica come centro emergenze Covid  il CTO di Iglesias, con supporto del Sirai di Carbonia e conseguente trasferimento del Punto Nascita all’Azienda Ospedaliera Brotzu, dopo aver sentito Sindaco, Giunta, ed acquisito il parere della maggioranza dei capigruppo consiliari del comune di Iglesias, si richiede con fermezza una modifica del documento che individui il Presidio Ospedaliero Santa Barbara come struttura idonea per affrontare questo tipo di emergenza – spiega il presidente del Consiglio comunale Daniele Reginali -. I motivi di tale decisione sono:
1 – Tutela operatori sanitari
2 – Evitare promiscuità tra reparti
3 – Rischio di compromettere le funzioni del CTO di Iglesias e del Sirai di Carbonia, a causa della continua mobilità di operatori tra i due ospedali.»

 

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Omissione di idonee misure di contenimento del contagio, del monitoraggio degli operatori sanitari positivi (tamponi), e insufficienza dei dispositivi di protezione. Si legge questo, in estrema sintesi, nella lettera di diffida che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, scrive e indirizza alla Regione, alle Aziende ospedaliere, e per conoscenza anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed al ministro della Salute Roberto Speranza.

«Il Coordinamento Regionale NurSind Sardegna – ha detto il rappresentante Fabrizio Anedda – tramite le singole segreterie provinciali dell’isola, ha ricevuto innumerevoli segnalazioni da parte del personale sanitario sull’omissione di idonee misure per il contenimento del contagio, presso le strutture sanitarie regionali e provinciali, e in particolare sull’omissione del monitoraggio dei sanitari positivi, oltre l’ormai accertata insufficienza o assenza di DPI. In tutta la Sardegna si registra l’assoluta insufficienza dei dispositivi di cui i professionisti devono essere assolutamente e necessariamente dotati per prevenire il contagio da Coronavirus: visiere facciali, scafandri, sovracamici impermeabili, mascherine FFP2-FFP3, occhiali a ventosa, guanti lunghi, calzari lunghi, mascherine chirurgiche e disinfettanti idonei al lavaggio e disinfezione mani.
In sintesi direi che si omette così di assicurare le tutele contemplate dal D.lgs 81/2008, riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro

Le mascherine, la violazione delle norme. Nella lettera un paragrafo è interamente dedicato alle (ormai famose) mascherine, simbolo della protezione di base, e si sottolinea che «le singole Aziende non possono limitarsi alla distribuzione delle “mascherine filtra batteri” il cui utilizzo non è atto a proteggere dal rischio di contagio il personale sanitario che si trova in contatto con pazienti, che potrebbero eventualmente essere affetti da Covid-19, virus almeno 100 volte più piccolo di un normale batterio. Non a caso lo stesso ministero della Salute – con circolare 5443/2020 – prescrive l’uso di mascherine del tipo FFP2 e FFP3″. Ecco perché il sindacato rileva la violazione delle norme e la rilevanza penale delle condotte omissive dei responsabili e dirigenti delle singole Aziende che potrebbero integrare gli estremi dei reati di cui all’art. 452 c.p., per colposa diffusione dell’epidemia e degli artt. 582 per tentate lesioni e 589 per omicidio colposo)».

Appello al presidente della Regione ed all’assessore della Sanità. Il sindacato chiede che la Regione intervenga senza indugio nell’organizzazione e apertura di Laboratori idonei a effettuare test diagnostici in numero sufficiente alle necessità del personale sanitario dell’intera Regione, e a controllare e vigilare che in tutte le Aziende sanitarie regionali vi sia il rispetto della normativa di emergenza. «Nella lettera che abbiamo inviato – ha proseguito Fabrizio Anedda – chiediamo il rispetto puntuale della normativa di riferimento specie in questo contesto emergenziale, ma soprattutto che vengano adottate adeguate misure di contenimento del contagio. E’ necessario che vengano richieste con urgenza e senza ulteriori ritardi i test diagnostici Covid-19 per tutto il personale che ha comunicato contatti stretti con casi confermati: questa è l’unica misura oggi efficace per il reale contenimento del contagio e a tutela della salute dei lavoratori, dei pazienti e di tutti. Banalmente stiamo chiedendo a gran voce che venga garantito il nostro diritto alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo punto – ha concluso Fabrizio Anedda – siamo pronti a chiedere tutti i danni che ci saranno causati dall’essere esposti, in queste condizioni, a una epidemia così violenta e in una emergenza sanitaria che non può essere affrontata senza neppure gli strumenti di base. Si tratta infatti di danni alla persona e traumi psicologici provocati in conseguenza dell’esercizio della professione in condizioni di lavoro e ambientali non conformi alle norme vigenti.»

Nella foto un operatore in tenda pre-triage nel Pronto Soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Isili

 

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Sono 330 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 2.297 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 81, di cui 16 in terapia intensiva, mentre 240 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende due pazienti guariti, più altri tre guariti clinicamente. Salgono a sei i decessi (5 a Sassari, 4 all’ospedale Santissima Annunziata, 1 nella casa di riposo Casa Serena; 1 a Cagliari), oltre all’anziano deceduto a Samassi, per arresto cardiocircolatorio ma risultato positivo al Covid-19.
Sul territorio, dei 330 casi positivi complessivamente accertati, 45 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento) e 251 (+35) a Sassari. Invariati i numeri per il Sud Sardegna (8), Oristano (4) e Nuoro (22).

Sassari continua ad avere la maggiore incidenza, dei 37 nuovi casi di positività riscontrati oggi, ben 35 sono concentrati nella provincia di Sassari.

A breve è previsto un nuovo aggiornamento.