17 July, 2026

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Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riforma dell’Egas, contenente modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo aver acquisito i pareri di Commissione e Giunta sugli emendamenti, il presidente ha avviato la discussione generale sull’art. 1 del disegno di legge n. 459/A.

Il consigliere di Forza Italia Marco Tedde, primo iscritto a parlare, ha espresso un giudizio negativo sull’articolo e sul testo in discussione. «E’ un provvedimento irrispettoso della Costituzione e contrario ai deliberati dell’antitrust e dell’Anac».

Marco Tedde ha quindi elencato i principali rilievi: «L’Antitrust dice che l’Egas non ha il potere di nominare persone di fiducia per la gestione del servizio idrico. L’Anac afferma che il sistema non è in linea con la disciplina del controllo analogo. La Corte di Giustizia, infine, sostiene che per affidare in via diretta e senza gara un servizio occorre che il soggetto pubblico sia dotato di poteri di controllo sul cda dell’ente gestore».

Secondo l’esponente della minoranza «il provvedimento in discussione viola la legge e le norme europee. Contraddice inoltre le pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia. Perché la Giunta va a testa bassa? A chi giova tutto questo? Non ai cittadini, forse alla Giunta che però dovrebbe fare gli interessi dei sardi e non della sua parte politica». Al termine del suo intervento, Marco Tedde ha invitato la maggioranza a fare un passo indietro: «State facendo un errore madornale, noi chiederemo che qualcuno intervenga per ristabilire la legalità. Abbanoa dovrebbe funzionare dando un servizio adeguato ai sardi, senza mettere in campo pratiche vessatorie».

Il presidente Gianfranco Ganau ha quindi messo in votazione gli emendamenti soppressivi totali e parziali all’art. 1 che sono stati tutti respinti. Il testo dell’articolo è stato invece approvato con 29 voti favorevoli e 17 contrari.

L’Aula è poi passata all’esame dell’articolo 2 “Modifiche all’articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2015 (Comitato istituzionale d’ambito)”. Sono stati respinti gli emendamenti soppressivi, il testo dell’articolo 2 ha ottenuto il via libera dal Consiglio.

Sull’articolo 3 “Introduzione dell’articolo 7 bis della legge regionale n. 4 del 2015 (Esercizio del controllo analogo)” si è consumato uno strappo in maggioranza. Antonio Gaia (Upc), visto l’invito al ritiro del suo emendamento sostitutivo totale con il quale si stabiliva che “l’esercizio del controllo analogo viene svolto da Egas per il tramite del Comitato Istituzionale d’Ambito cui è attribuito il potere di nomina e revoca del Cda, del direttore generale e del Collegio dei revisori di Abbanoa” ha comunicato la sua decisione di abbandonare l’Aula in segno di dissenso.

Solidarietà ad Antonio Gaia è stata espressa da Alessandra Zedda (Forza Italia) che, dopo aver annunciato il suo voto favorevole all’emendamento, ha invitato la maggioranza a riflettere ancora sull’opportunità di mandare avanti il provvedimento. «In tema di controllo analogo ci sono difficoltà e complessità – ha detto Alessandra Zedda – spero che con la nomina del Comitato si possano concludere i progetti. Finora solo il 4,95% dei progetti del Piano Ambito si è concluso – ha proseguito la consigliera azzurra – un altro 34% è stato definito. Dei progetti approvati, 14 sono ancora da appaltare mentre appena il 4,3% è stato aggiudicato. I progetti avviati sono invece il 16%. Chiedo: quando vedranno la luce questi progetti? Lo stato di infrastrutturazione del servizio idrico è questo, di quali progetti parlano amministratore e direttore di Abbanoa?».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis a nome del suo gruppo ha annunciato il suo voto favorevole all’emendamento Gaia. «Non può passare come inosservata l’uscita dall’aula di un esponente autorevole della maggioranza che sbatte la porta su un progetto che disciplina la gestione di un bene fondamentale come l’acqua – ha sottolineato Pietro Pittalis – opposizioni interne di questa natura dimostrano che il centrosinistra e la giunta navigano a vista. Prima si toglie la spina a questa maggioranza e meglio è per i sardi. Non è questo il modo di governare la Sardegna e un settore sensibile come quello della risorsa idrica».

Posto in votazione, l’emendamento n.182 è stato respinto con 27 no e 16 sì. Via libera invece al testo dell’articolo 3.

Il Consiglio ha poi approvato in rapida successione gli articoli 4 “Modifiche all’articolo 9 della legge regionale n. 4 del 2015 (Personale dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna)” e 5 “Sostituzione dell’articolo 12 della legge regionale n. 4 del 2015 (Potere sostitutivo della Regione)”.

Disco verde anche per un emendamento aggiuntivo (n.179) all’art 5  presentato dall’on. Michele Cossa (Riformatori). Soddisfatto il presentatore: «In questo modo si risolve problema dei comuni non coperti dalla normativa per lo smaltimento delle acque meteoriche che in alcuni comuni non vengono smaltite da Abbanoa ma dai consorzi, questo emendamento chiude le procedure transattive di tutti i comuni».

L’Aula ha quindi approvato il testo dell’articolo 6 “Modifiche all’articolo 15 della legge regionale n. 4 del 2015 (Principi di sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza)”. Successivamente il consigliere Eugenio Lai (Art. 1 – Mdp) ha presentato un emendamento orale per ribadire il principio della natura pubblica della risorsa idrica: «Oltre a questo principio, confermato dal referendum del 2011, l’emendamento mira a garantire ai cittadini bisognosi un quantitativo minimo vitale pari a 50 litri giornalieri».

Mario Tendas (Pd) pur condividendo il contenuto della proposta ha paventato il rischio che l’applicazione della norma studiata per venire incontro ai soggetti indigenti possa tradursi in un vantaggio per i morosi: «Si rischia di dire che gli slacci non si possono fare – ha rimarcato Tendas – occorre chiarire meglio questo aspetto. Il pericolo è che la situazione diventi ingestibile. Serve una linea di demarcazione legata alle condizioni economiche e sociali dell’utenza»

Una riflessione ulteriore è stata suggerita anche da Marco Tedde (Forza Italia) che ha chiesto una breve sospensione della seduta, accordata dal presidente Ganau.

Alla ripresa dei lavori, il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha annunciato il suo voto favorevole all’emendamento orale del consigliere Lai: «Abbanoa è in lite con tutto il mondo per bollette, slacci, ricambi contatori. Voglio far riprendere socialità a questo mostro dell’idrico». Attilio Dedoni ha poi ricordato che il suo gruppo ha depositato una mozione sulla situazione idrica in Sardegna: «Chiedo di portarla in discussione al più presto».

Anche Pierfranco Zanchetta, capogruppo di Cps, ha ricordato la mozione (n. 266) presentata  a ottobre 2016. «Si chiedeva allora di intervenire per garantire a tutti la quantità minima giornaliera d’acqua fissata dall’Oms in 50 litri. Oggi tocchiamo un nervo scoperto di una situazione che riguarda i più bisognosi».

Marco Tedde (Forza Italia) si è detto favorevole, in linea di principio, all’emendamento Lai chiedendo però un’integrazione. «Così rischia di non poter essere attuato – ha detto Marco Tedde – noi abbiamo presentato una proposta di legge per garantire il quantitativo minimo vitale. Per le morosità superiori a 5-000 euro prevediamo una diminuzione delle erogazioni  del 40% della media dei consumi dei precedenti 5 anni per le utenze commerciali, 20% per quelle domestiche. All’estinzione del debito l’erogazione dell’acqua torna alla normalità. Se si integra l’emendamento con queste norme va bene altrimenti rischia di restare una mera enunciazione di principio».

L’assessore dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini, pur nella condivisione della proposta, ha voluto precisare la portata della norma: «Sulla questione c’è un po’ di confusione. Il soggetto che regola il sistema è Egas, all’ente spetta individuare categorie sociali ed eventuali misure di aiuto. Quello è il livello amministrativo competente. L’emendamento può essere approvato».

Parere favorevole è stato espresso anche dal presidente della Commissione “Governo del territorio” Antonio Solinas: «Sarà Egas a studiare le modalità per garantire il quantitativo minimo vitale d’acqua alle famiglie disagiate». Posto in votazione l’emendamento orale che è stato approvato

L’Aula ha quindi dato il via libera in rapida successione gli articoli 7 “Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 10 del 2008 (Funzioni dei consorzi industriali provinciali)”, 8 “Abrogazioni”, 9 “Norma finanziaria” 9 bis “Norme transitorie” e 10 “Entrata in vigore”.

Il Consiglio regionale ha quindi proseguito i lavori con le dichiarazioni di voto.

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha sostenuto che «Abbanoa resta il convitato di pietra e non ci si può nascondere dietro l’Egas che, peraltro, non fa bene il suo mestiere». «La politica sarda – ha proseguito – deve guardare al futuro e preoccuparsi a fondo di un sistema in cui ci sono pesanti restrizioni del servizio in molti territori della Sardegna anche quando piove, segnale di cattiva gestione della cosa pubblica».

Il consigliere Domenico Gallus (La Base-Psd’Az) ha affermato che «oggi è una grande giornata di festa per una trentina di Comuni della Sardegna e dispiace per circa 100 altri Comuni che non hanno creduto nella nostra battaglia e per diverse ragioni l’hanno abbandonata, forse per timore di perdere finanziamenti; ciò comunque non sminuisce l’importanza del risultato, frutto di una rivendicazione fatta esclusivamente nell’interesse delle persone».

Il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu ha sottolineato positivamente il fatto che il Consiglio, anche in questa occasione, «si è mosso nel solco di una tradizione virtuosa fatta di interventi mirati nella legislazione regionale». «In questo caso – ha precisato – si è assunto la responsabilità di una legge nuova con cui viene sancito che la governance del servizio idrico appartiene alle comunità locali, così come sono meritori gli interventi sulle comunità autonome e l’emendamento orale che conferma un approccio etico all’economia, in definitiva si tratta di una legge utile che risolve problemi aperti anche se dibattito sul sistema deve continuare».

Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha sottolineato che «il risultato ottenuto dai Comuni autonomi e l’unico perché il resto della legge è completamente sbagliato perché gli azionisti della società non la possono controllare ed Abbanoa continuerà ad operare a proprio piacimento, pratiche vessatorie comprese; ricordiamo su questo aspetto la recente sanzione applicata dall’Antitrust per 600.000 euro che certamente pagheranno i sardi». «L’Egas resta una scatola vuota – ha concluso Tedde – il controllo analogo stringente obbligatorio per legge ancora non c’è, i vertici non saranno nominati dai Comuni e per giunta il direttore avrà un contratto autonomo innescando un potenziale conflitto di interessi».

Il presidente della commissione Governo del territorio Antonio Solinas (Pd), relatore di maggioranza, ha ringraziato per il lavoro svolto i componenti della commissione e tutto il Consiglio, sottolineando che «il testo dice il contrario di quello che sostiene il collega Tedde; il controllo analogo, per esempio, sarà fatto da un comitato di Sindaci e questo è il modo più serio per coinvolgere le autonomie ed i vertici saranno eletti dalle amministrazioni locali». Antonio Solinas ha quindi ribadito il voto favorevole alla legge precisando che, sul piano politico, «non c’è nessuna frattura nella maggioranza ma solo divergenze normali su un emendamento e non certo sulla norma nel suo complesso».

A nome della Giunta, l’assessore dei Lavori pubblici Edoardo Balzarini ha affermato che «la legge si è posta il problema di migliorare la qualità del servizio; sotto questo profilo siamo coscienti dei limiti attuali ma nessuno può dimenticare le gravissime inefficienze degli anni precedenti sia economiche che gestionali». «Ora – ha aggiunto – i problemi finanziari sono stati risolti, ci sono ancora molti spazi di miglioramento e vanno meglio i meccanismi di controllo; la vera innovazione sta qui, è coerente con la legislazione di settore». Dopo aver espresso una valutazione positiva sulla norma che riguarda i piccoli Comuni, l’assessore ha concluso auspicando un percorso rapido della legge anche a livello nazionale.

Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo in votazione la legge che il Consiglio ha approvato con 30 voti favorevoli e 14 contrari. Successivamente ha sospeso la seduta per convocare la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha comunicato le decisioni della conferenza: le relazioni sulla finanziaria saranno anticipate a stamattina e gli emendamenti potranno essere presentati entro martedì prossimo 12 dicembre alle ore 12.00. Per quanto riguarda il Consiglio sarà riconvocato per martedì 12, alle 10.30, con all’ordine del giorno le comunicazioni del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, sulle servitù militari e la discussione della proposta di legge n. 468/A – Solinas Antonio e più (sottoscritta da consiglieri di maggioranza e opposizione) sulla proroga dei termini previsti dalla legge 8/2015 – c.d. “Piano casa”. A seguire, l’inizio della discussione generale sulla legge finanziaria.

Terminate le comunicazioni il presidente ha dato la parola al consigliere Franco Sabatini (Pd), presidente della commissione Bilancio e relatore di maggioranza della legge finanziaria.

Franco Sabatini, dopo aver ricordato che la commissione ha svolto un lavoro preparatorio con un iter più snello riducendo il numero di audizioni rispetto agli anni precedenti ma acquisendo comunque una grande quantità di elementi importanti sulle esigenze vere della comunità regionale, ha auspicato l’approvazione della legge entro 31 dicembre; un obiettivo che, se sarà raggiunto, «sarà di tutto il Consiglio». Il relatore è entrato poi nel dettaglio delle cifre più significative, cominciando dal fisco. Avremo aliquote molto basse, che non saranno toccate, ha spiegato: «Irpef  all’1.23%, la più bassa d’Italia ed Irap  all’1.93%, fra le più basse, così lasciamo risorse sul territorio, per sostenere la ripresa economica in atto». Affrontando il tema degli accantonamenti, Sabatini ha riconosciuto che «sono imponenti ma, proprio per questo, ci vuole una discussione comune con politica, istituzioni e forze sociali, tutta la Sardegna in poche parole, perché con 680 milioni in più avremo fatto moltissimo per la nostra Regione e proprio in questi giorni, inoltre, stanno scadendo gli accordi sugli accantonamenti per le Regioni speciali, un appuntamento al quale dobbiamo arrivare preparati anche cercando alleanze». Dagli accantonamenti al lavoro. «Questa finanziaria – ha sostenuto Franco Sabatini – contiene un importante intervento sulle politiche del lavoro con un fondo di 100 milioni che introdurremo con un emendamento contenente diverse misure, dai cantieri alle politiche attive per l’incontro fra domanda e offerta, la formazione e i bonus assunzioni». Altri stanziamenti di rilievo, ha aggiunto il presidente della commissione Bilancio, «riguardano l’università con fondi aggiuntivi (17 milioni) per il fondo unico ed il diritto allo studio più 3 milioni per infrastrutture, il Reis con 30 milioni più altri 15 ed il rifinanziamento delle leggi di settore nel quadro del sistema socio assistenziale». «Sul Reis – ha precisato Sabatini – abbiamo una stima del fabbisogno complessivo di circa 60 milioni che contiamo di coprire anche con le risorse del Rei nazionale che è complementare, inoltre è importante sottolineare i fondi per l’agricoltura (20 milioni più 25 provenienti dal governo nazionale). Non comprendo – ha detto nelle conclusioni – la polemica con gli Enti locali sul fondo unico che resta intatto nonostante i periodi precedenti di recessione, il calo dei trasferimenti dallo Stato e gli accantonamenti; se poi, rispetto ai 7.7 miliardi complessivi della manovra,  togliessimo sanità e spese obbligatorie emergerebbe le altre risorse andrebbero agli enti locali, dal Reis a cantieri, dai siti archeologici alle biblioteche, in tutto una somma di 1.4 miliardi che ci porterebbe al terzo posto in Italia». «Il vero problema – ha concluso – è la finanza locale perché i vincoli di bilancio non consentono spesa ed è che va discusso come hanno fatto altre Regioni autonome».

Per la minoranza, la relatrice Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia, è partita dal raffronto fra il programma della maggioranza e quanto effettivamente realizzato per affermare che «onestamente i sardi non si sono accorti di nessun miglioramento ma hanno visto solo una messa in scena del tutto staccata dalla realtà». Zedda ha citato in proposito numerosi esempi: dal rapporto con il Governo al trasporto aereo, dagli accantonamenti all’insularità (appena sfiorata con uno stanziamento irrisorio che partirà solo dal 2019), dalle entrate ad una Agenzia priva di competenze reali. «Non siete i migliori come avete voluto far credere – ha proseguito Alessandra Zedda – anzi avete sbagliato tutto con l’accordo Padoan-Pigliaru ed anche Soru ha detto che è stato un errore ritirare i ricorsi; insomma al di là delle belle parole, avete tradito anche chi dice di voler lottare per il sovranismo, ma questo ed altro ve lo faranno capire ben presto i sardi». Sulla manovra, secondo la Zedda è sbagliato parlare di un intervento positivo per il lavoro e l’economia, perché «i dati dicono altro: ci sono bandi di anni precedenti non pagati, un mutuo infrastrutture da 700 milioni con nemmeno un’opera realizzata, una emergenza lavoro per la quale la Cgil e le forze sociali vi tengono sotto pressione, una burocrazia opprimente che blocca la spesa delle risorse disponibili neutralizzandone gli effetti sul sistema regionale, per non parlare della sanità, che avete cambiato con una riforma sbagliata partita dal tetto e non dalle fondamenta».

Dopo quest’ultimo intervento, il presidente ha tolto la seduta riconvocando il Consiglio per martedì alle 10.30.

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«I lavoratori dell’Agenzia Forestas non sono discriminati rispetto agli altri lavoratori del Sistema Regione. Hanno infatti un contratto vigente sia nella parte giuridica che in quella economica e con il recente assestamento di bilancio è stata riconosciuta, grazie all’azione della Giunta che ha lavorato in piena sintonia con il Consiglio, l’effettività del contratto collettivo nazionale 2010-2012, mai applicato a causa del sopraggiunto blocco della contrattazione del pubblico impiego. Per dare corso al contratto e ai conseguenti benefici economici è stato previsto uno stanziamento di 7 milioni di euro che si aggiungono alle risorse di cui l’Agenzia già dispone nel suo bilancio. Nelle prossime ore, appena la legge sarà pubblicata, chiederemo al Coran di avviare immediatamente la fase di attuazione dello stesso contratto.»

Sono le dichiarazioni degli assessori degli Affari Generali e della Difesa dell’Ambiente Filippo Spanu e Donatella Spano che oggi hanno incontrato, nella sala Giunta del Consiglio regionale, una delegazione di sindacalisti e lavoratori che hanno aderito alla giornata di sciopero.

Gli assessori precisano che «il miglioramento contrattuale ottenuto dagli addetti dell’Agenzia è uguale a quello degli altri dipendenti regionali e tra i più favorevoli nell’ambito del sistema pubblico in Italia». Inoltre sottolineano che «la Giunta in questi mesi ha offerto il necessario supporto al Consiglio per trovare le soluzioni idonee e continuerà a riservare, attraverso il dialogo e il confronto con le organizzazioni sindacali, grande attenzione alle istanze dei lavoratori che svolgono, con professionalità e competenza, servizi fondamentali per i cittadini e per le comunità».

Infine, gli assessori degli Affari Generali e della Difesa dell’Ambiente ricordano l’importanza del percorso che si è concluso con la nascita dell’Agenzia: «Un processo di riforma e rinnovamento di grande valore che ora stiamo consolidando con azioni finalizzate al potenziamento dell’attività di presidio dei territori. L’attuale amministrazione di Forestas ha poi dato il via alla stagione delle stabilizzazioni. 312 precari sono già inseriti stabilmente negli organici. Ma il nuovo Piano di Reclutamento non si basa solo sulle stabilizzazioni ma anche sulla riqualificazione del personale e abbiamo affrontato e risolto la delicata questione delle mansioni superiori che ha caratterizzato il periodo precedente all’avvio dell’ultima campagna antincendi».

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Martedì 12 dicembre, in piazza Marmilla, a Carbonia, sorgerà il primo mercato a “km zero”, con vendita diretta dal produttore al consumatore. Un mercato a cielo aperto, che sarà operativo una volta alla settimana, ogni martedì mattina.
È stata la Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) ad aggiudicarsi il bando comunale per l’affidamento, la gestione, l’organizzazione e il coordinamento di questo nuovo grande punto vendita ortofrutticolo. L’aggiudicatario potrà contare sulla sua consolidata esperienza nella gestione di mercati di prodotti agricoli a filiera corta, nonché sulla sua capacità di garantire un sistema di controllo per dimostrare che i prodotti venduti saranno provenienti da diretta produzione aziendale. 

È stata formalmente siglata la collaborazione tra la fondazione “Campagna Amica”, promossa da Coldiretti, ed il comune di Carbonia, con la firma dell’accordo da parte del sindaco Paola Massidda e del presidente di Coldiretti Cagliari Efisio Perra.
Al mercato “Campagna Amica” di Carbonia saranno presenti 18 aziende del Sulcis, che esporranno un’ampia varietà di prodotti: formaggi, ortofrutta, pelati, uova, miele, marmellate, pane, farina, zafferano e vino.
«Si tratta di una novità assoluta per quanto riguarda il nostro Comune – ha spiegato il Sindaco Paola Massidda. «Verrà così realizzato un obiettivo che era stato inserito nelle linee programmatiche del nostro mandato amministrativo. Un mercato settimanale di vendita diretta di prodotti agricoli, sito in Piazza Marmilla, ogni martedì dalle 8.00 alle 13.00. I produttori potranno commercializzare i loro prodotti tipici e freschi a prezzo conveniente, saltando l’intermediazione di grossisti e dettaglianti. Il nuovo mercato a “km zero” – presente già da tempo in comuni limitrofi come Iglesias e Sant’Antioco – va a colmare una lacuna nel tessuto economico-produttivo della città Carbonia».
L’assessore delle Attività produttive Mauro Manca ha espresso soddisfazione per la «nascita di una nuova iniziativa che potrà contribuire allo sviluppo economico-produttivo delle nostre aziende locali». Inoltre, «l’aggiudicatario del bando di gara opererà in sinergia con le scuole del territorio comunale realizzando le cosiddette “fattorie didattiche”, veri e propri laboratori in cui gli studenti potranno apprendere come si svolge il ciclo di vita di un prodotto o di un alimento (per esempio come dal latte si arriva alla produzione del formaggio). Crediamo – ha concluso l’assessore Manca – che le fattorie didattiche possano rappresentare uno strumento prioritario nell’ottica di una valorizzazione dei nostri prodotti agroalimentari e, nel contempo, di una promozione dei valori di una sana e corretta alimentazione».

 

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Krav Maga è il titolo del nuovo singolo e video pubblicato dal rapper olbiese En?gma ad un anno dall’ultimo lavoro Indaco.

Krav Maga con la produzione di Kaizén sancisce un nuovo capitolo della carriera dell’MC, che conferma la sua scelta di voler lavorare da indipendente, gestendo in prima persona tutti gli aspetti della produzione artistica e discografica.

Il pezzo si presenta subito aggressivo, anticipando le atmosfere e i temi che caratterizzeranno le uscite dei prossimi mesi. “Krav Maga” è sistema di combattimento ravvicinato e autodifesa di origine israeliana, uno stile di lotta da “guerriglia urbana”, rappresenta quindi per l’artista la lotta infinita col proprio io interiore. Quest’autodifesa, nell’immaginario dell’artista, si pone con un doppio filo mistico e metaforico: da un lato difesa dal male esterno, dall’altro autodifesa dai demoni interiori.

Due minuti e mezzo di beat e rime crude mettono in evidenza l’approccio di En?gma alla musica e al suo rapporto con la realtà. Anche il video filmato e diretto da Corrado Perria e Paolo Maneglia, è stato girato sulla spiaggia di Cala del Morto, a Chia, e vede combattere a mani nude le due anime di En?gma in un dualismo infinito tra bene e male. Krav Maga sarà incluso nel nuovo album in uscita nel 2018.

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A Sant’Antioco arrivano i registi da Italia, Sardegna, Spagna, Turchia, Francia, Tunisia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Libano, Grecia, Marocco, Israele, Slovenia. Passaggi d’Autore nel pieno significato del termine, come luogo di scambio e di confronto tra gli autori dei film selezionati per questa tredicesima edizione che vede sempre più nell’intreccio di storie e lingue diverse uno strumento eccezionale per conoscere le tante facce della cultura mediterranea, scoprire mondi diversi e quello attuale. Giovedì 7 dicembre si entra nel vivo del festival con un programma molto intenso dalla mattina fino alla sera, nell’Aula Consiliare del Comune.

Alle 10.00, per il matinèe dedicato agli studenti si parlerà di storie di fuga, accoglienza e inclusione: temi proposti nel bel documentario di Gabriele Lavagna “Io sono qui”, Italia, 2016, 32′, che affronta il fenomeno dell’immigrazione minorile, il desiderio di ricominciare a vivere, sperare, credere nel proprio futuro. Tra i temi affrontati anche quello del funzionamento di un Centro di Prima Accoglienza, a Palermo, per minori stranieri non accompagnati e il processo d’integrazione nel tessuto cittadino. Seguirà l’incontro con i tre giovani protagonisti del documentario Dine, Magassouba e Omar, ospiti dei centri di prima accoglienza Azad e ed Elom di Palermo gestiti dall’associazione Asante Onlus e supportati dall’UNICEF, che racconteranno ai ragazzi delle scuole di Sant’Antioco la loro esperienza di vita, insieme a Tonino Lopes dell’associazione Asante Onlus di Palermo, con il coordinamento di Renata Corona dell’UNICEF – Italia. 

«È attraverso le loro interviste, le loro voci, i loro sguardi, le pause e i sorrisi che Io sono qui diventa una testimonianza corale di quel viaggio che migliaia di migranti si trovano costretti a intraprendere per fuggire da situazioni inimmaginabili. Una testimonianza a lieto fine, piena di speranza, gratitudine e desiderio di riscatto da un futuro che sembrava essere già scritto», spiega il regista.

Subito dopo verrà proiettato “About the sea”, il cortometraggio realizzato nell’ambito della residenza artistica “Cosa ci porta il mare”, organizzato dal MuMa, Museo del Mare e dei Maestri d’Ascia di Sant’Antioco. Saranno presenti i partecipanti al laboratorio (quattro migranti richiedenti protezione internazionale e ospitati nei centri d’accoglienza del Sud Sardegna, e da quattro di origine italiana), Ottavia Pietropoli del CEAS Isola di Sant’Antioco, e i registi Marco Antonio Pani e Michela Anedda.

A seguire anche la proiezione dei corti vincitori del progetto MigrArti 2017: “Idris” di Kassim Yassin Saleh (sarà presente in sala), Italia, 2017, 13′ e “La recita” di Guido Lombardi, Italia, 2017, 15′. Sarà presente in sala il regista Kassim Yassin Saleh. Si potrà inoltre visitare la Mostra fotografica “I have a dream”, progetto della Caritas Diocesana di Adria e Rovigo. Sarà presente Irene Rigobello.

Nel pomeriggio, alle 17.00, presentazione ufficiale al pubblico del festival di “Io sono qui” di Gabriele Lavagna, in collaborazione con UNICEF-Italia- Seguirà anche in questa occasione l’incontro con i tre piccoli protagonisti e il coordinamento di Renata Corona dell’UNICEF-Italia, e la partecipazione di Tonino Lopes dell’Associazione Asante Onlus di Palermo.

Alle 21.30 spazio agli intrecci non solo visivi ma anche musicali con il concerto dalle sonorità mediterranee della band internazionale Smarait – Kotnik – Contis MEDITERRANEAN ENSEMBLE. Yarub Smarait (violino), Timotej Kotnik (tromba), Emanuele Contis (sax), Mauro Sigura (Italia, oud), Andrea Granitzio (pianoforte), Fabio Uselli (basso), Daniele Russo (drum). Special guest Mattia Uccheddu (tuba). La musica popolare contaminata da ritmi e affascinanti atmosfere mediterranee, passione e amore per le tradizioni, tra memoria e contemporaneità. L’ingresso a tutte le attività del festival è gratuito e aperto a tutti.

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Teatri di guerra: quest’anno è il significativo titolo, e il tema pregnante, della tradizionale stagione di Teatro d’autore de Il Crogiuolo, la rassegna con cui la compagnia cagliaritana dedica spazio alla produzione contemporanea, regionale e nazionale, di attori e registi che siano anche autori dei testi che portano in scena. Dal 1° al 30 dicembre un cartellone fitto – dieci gli  spettacoli – in buona parte composto da ospitalità nazionali, che avrà come palcoscenico lo spazio Fucina Teatro nel centro d’arte e cultura La Vetreria di Pirri.

Indagare il conflitto, declinandolo in tutte le sue diverse accezioni e sfumature: questa la  scelta della direttrice artistica della rassegna, Rita Atzeri, alla guida del Crogiuolo dopo aver ricevuto il testimone dallo storico fondatore Mario Faticoni. «Nella nostra società contemporanea rappresentano teatri di guerra tutti gli ambiti del vivere personale e collettivo, per la virulenza delle reazioni che le relazioni o le situazioni comportano», scrive nella sua nota di presentazione Atzeri. «E’ un teatro di guerra il corpo umano, laddove invaso da una malattia. E’ un teatro di guerra la nostra mente, se vengono smarriti o non riconosciuti i confini del senno.

E’ un teatro di guerra la nostra identità, laddove non riconosciuta o negata. E’ un teatro di guerra il quotidiano, se vivi in una coppia, in cui la dinamica di relazione è violenta. E’ un teatro di guerra il quotidiano se non sei socialmente riconosciuto, se perdi il lavoro. E’ un teatro di guerra la terra in cui vivi, se viene violata, inquinata, sfruttata, usata come base d’appoggio per portare guerra altrove. E’ un teatro di guerra, ovviamente, ogni luogo in cui si combatta un conflitto armato, ogni luogo in cui la libertà venga negata».

Questo cercano di raccontare gli spettacoli proposti nella stagione di Teatro d’autore 2017. Saranno presenti compagnie di rilievo del panorama nazionale, alcune legate al Crogiuolo da antica collaborazione, come Blanca Teatro, altre in Sardegna per la prima volta, come Carichi Sospesi, Wobinda, Associazione K. Tre le nuove produzioni del Crogiuolo, un monologo di Rita Atzeri su testo e regia di Fosco d’Amelio, un lavoro di scrittura collettiva che assembla alcuni dei teatri di guerra individuati dalla rassegna, una coproduzione con l’Associazione Sardegna Palestina per raccontare i conflitti di e in una terra negata.

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Un reading con disturbi comici e musicali: si presenta così “Serendipity – Memorie di una donna difettosa, lo spettacolo che Serena Dandini porterà in scena venerdì,8 dicembre, all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari (inizio ore 21.00) insieme all’attrice Germana Pasquero e al dj Dmitri Cebotari.

Una sorta di opera buffa, che prende il via da una semplice domanda di pensione che la protagonista pensa di poter ottenere facilmente dopo anni di onorata carriera, ma senza aver fatto i conti con l’implacabile Legge Fornero. Tra rievocazioni e ricordi, luci e ombre, la Dandini ripercorre la sua vita lavorativa a confronto con i personaggi interpretati da Germana Pasquero: l’ex ministra del lavoro, appunto, e Franca Leosini, la giornalista e conduttrice di programmi come “Storie maledette” e “Ombre sul giallo”, che la sottopone a una sorta di intervista-interrogatorio. Dalla passione per i giardini a quella per la musica, dalle ossessioni per le cose inutili alle numerose debolezze, tutto viene messo a nudo senza pietà, dando vita a un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e temi seri, trattati con pungente ironia.

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Spettacoli e arte visiva. Lungo questi binari corre “L’Altro Volto del Teatro”, il mini festival teatrale in programma a Monserrato da giovedì 7 a domenica 10 dicembre.  Lo organizza al MoMoTI (in via 32 marzo 1943 n 20), per la sua quattordicesima edizione, la compagnia Is Mascareddas.

Giovedì 7 dicembre, la serata inaugurale si apre alle 19.30 con il taglio del nastro di due mostre: da una parte “Impensamentadas, Ognuno ha la sua vita”, sculture di Donatella Pau, delle figure femminili, come scrive il critico Marco Peri, «appena abbozzate tra le quali si instaura un discreto dialogo di sguardi e rimandi visivi, quasi una narrazione che si rivela con dettagli minimi nelle pose serene. La costruzione assembla materie diverse: pezzetti di stoffe, legni ritrovati, ferro, lamine metalliche ma sembrano piuttosto fatte di sogni e di poesia»; dall’altra “Un passo in avanti, due passi indietro” di Cristina Papanikas . Esposte le tavole pittoriche dell’artista cagliaritana che hanno illustrato la raccolta poetica “Per Amore, solo per Amore” di Pietro Marongiu e le opere dedicate alle interazioni tra musica e pittura.

A seguire, ancora un momento dedicato all’arte con “Ritratto contemporaneo”, di Lello Porru, pittore e scultore, specializzato nella ceramica e terracotta. Primitivismo e sintesi formale contraddistinguono suoi rilievi, facilmente riconducibili alla serie di terrecotte realizzate da Costantino Nivola negli anni Settanta, ma che sembrano conservare memoria anche dei pregiati dittici eburnei alto medievali.

Alle 20.30 spazio al teatro di figura con l’attore di Ravenna Vladimiro Strinati, nello spettacolo di narrazione con burattini, oggetti e figure “La trafila di Garibaldi”, diretto da Danilo Conti: la rocambolesca fuga dell’”Eroe dei due mondi” nella terra romagnola, tra paludi, canali e zanzare, con la moglie Anita morente e gli austriaci alle calcagna.

Chiusura di serata alle 21.30 con Tonino Murru che si cimenta in un “Dialogo con la Morte”, animando un personaggio chiave del teatro di burattini.

L’indomani (venerdì 8 dicembre) il sipario del MoMoTI si alza alle 20.30  su “Contessa dei muschi”, performance di teatro d’ombre dell’artista romana Karly Bergmann. Vincitore del contest Cantiere 2017 al Festival Incanti di Torino, lo studio di spettacolo narra una “fiaba storica” basata su eventi nella vita della Contessa Elisabetta Fiorini, botanica romana che studiò veramente i muschi, e che fu una delle poche persone che si opposero alla “pulizia” del Colosseo nel 1874.

Alle 21.30  i padroni di casa son di scena con “Venti Contrari”.  Lo spettacolo di pupazzi manovrati a vista è un dedica alle sorelle cagliaritane  Giuseppina e Albina Coroneo, due straordinarie esponenti dell’alto artigianato artistico sardo del secolo scorso. In scena Donatella Pau e Cristina Papanikas animano, sulle musiche originali Tomasella Calvisi, le riproduzioni dei pupazzi-autoritratto delle artiste cagliaritane e con loro altri personaggi costruiti dalla sorelle Coroneo. La regia della pièce è di Karin Koller.

Sabato 9 dicembre alle 19.30 apre la serata il classico di Is Mascareddas “Le storie di Leo”, le fiabe del genio del Rinascimento raccontate da Donatella Pau con l’animazione di pupazzi da tavolo.

Alle 20.30 fa arrivo “L’irresistibile leggerezza di Betti”,  con la narratrice Betti Pau e le sue storie in parte autobiografiche, legate ad oggetti, stati d’animo e azioni che si compiono nel quotidiano, e i loro retroscena simbolici ed esistenziali.

In chiusura alle 21.30 alla ribalta Meridiano Zero con “Adda passà a nuttata”, primo passo della trilogia shakespeariana trash che la compagnia sassarese dedica a Macbeth, giocato continuamente fra alto e basso, fra immaginario splatter e poesia, di e con Marco Sanna e Francesca Ventriglia.

Domenica 10 dicembre, infine, open day al Teatro MoMoTI: dalle 11.00 alle 18.00 è in programma “Eppur si muove”, performance/conferenza sull’arte del teatro di burattini e insieme visita guidata nella sede di Is Mascareddas.  

 

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In funzione della predisposizione del Bilancio di previsione 2018-2020 il comune di Carbonia promuove momenti di consultazione, confronto e dibattito con la collettività.

Venerdì 15 dicembre, alle ore 18.30, nella sala polifunzionale di piazza Roma, l’Amministrazione comunale incontrerà i cittadini, le loro rappresentanze spontanee od organizzate, le associazioni e i vari portatori di interesse, per discutere ed ascoltare i contributi e le segnalazioni di tutti i partecipanti.
Il bilancio di previsione indicherà la mission, le attività che l’Amministrazione comunale intende programmare nel 2018 e nei due anni successivi, e i settori in cui verranno stanziate le risorse economiche.
Si tratta di un incontro fortemente voluto dalla Giunta guidata dal sindaco Paola Massidda, al fine di far sì che «scelte di capitale importanza come quelle relative allo stanziamento delle risorse economiche destinate allo sviluppo della città non siano calate dall’alto, ma partecipate e condivise dai cittadini», ha affermato il primo cittadino di Carbonia.
«Un momento utile non soltanto per spiegare ai cittadini su quali settori intendiamo investire, ma anche per esaminare problemi, raccogliere proposte e segnalazioni da parte della collettività. L’obiettivo è studiare soluzioni il più possibile condivise per decidere come allocare le risorse nel prossimo anno», ha spiegato l’assessore al bilancio Mauro Manca.

 

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Con la legge di stabilità 5/2017 la Regione Autonoma della Sardegna, su fondi dell’assessorato ai Beni culturali, ha deciso di supportare finanziariamente l’attivazione del Cineporto della Fabbrica del Cinema a Carbonia. Un luogo artistico e culturale che sia in grado di potenziare le attività della Fabbrica del Cinema attraverso la promozione, in particolare, della cultura audiovisiva, anche in ambito didattico e produttivo. Scopo del Cineporto sarà dunque quello di dare ai bisogni culturali del territorio la possibilità di incontrarsi e incrociarsi con l’esigenza e la scoperta di nuove risorse, umane e territoriali, legate alla formazione e alla produzione cinematografica e culturale.

L’iniziativa è stata presentata oggi, mercoledì 5 dicembre, durante una conferenza stampa in Consiglio regionale a cui hanno partecipato, insieme al direttore del Csc di Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema Paolo Serra, il presidente della Regione Francesco Pigliaru, l’assessore regionale ai Beni culturali Giuseppe Dessena, i consiglieri regionali Luca Pizzuto, Pietro Cocco, Francesco Sabatini, Eugenio Lai, Paolo Zedda e Daniele Cocco.

I primi interventi che portano all’attivazione del Cineporto sono il corso pratico di cinema “Filmare e comunicare per promuovere e sviluppare il territorio” (che comincia a Carbonia il 15 dicembre) e la rassegna itinerante “L’impegno, il viaggio, il mito” (a Carloforte, Masainas e Giba dal 9 dicembre). In prospettiva anche la progettazione di tre produzioni audiovisive legate al territorio, l’acquisto di attrezzature tecniche e il completamento della Sala Cinematografica della Fabbrica del Cinema.

Si tratta quindi dell’avvio di un percorso che porti alla messa a sistema dei bisogni culturali del territorio legati alla filiera audiovisiva, per sviluppare così un comparto che può rappresentare un’alternativa di sviluppo per il territorio. 

Ecco nel dettaglio le principali azioni che danno avvio alla costituzione del Cineporto:

 L’attivazione di un workshop pratico di Cinema dal titolo “Filmare e comunicare per promuovere e sviluppare il territorio”, corso pratico di Cinema in quattro moduli (il primo avrà esecuzione immediata entro il mese di dicembre), rivolto a giovani filmaker e appassionati del territorio, a cura del produttore e organizzatore generale Alessandro Bonifazi. 

Il corso avrà come obiettivo principale quello di fornire tutti gli elementi utili a comprendere il variegato e complesso mondo della produzione audiovisiva nelle sue principali accezioni: cinema, televisione e new media attraverso lezioni frontali comprendenti una serie di esercitazioni teorico-pratiche nel campo della gestione del set cine-televisivo, dello spoglio della sceneggiatura e dei social media.  In collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission.

 L’organizzazione di una rassegna di Cinema, dislocata nei territori, dal titolo “L’impegno, il viaggio, il mito” – La Sardegna e il mondo nello schermo ovvero incontri e visioni per l’educazione e la formazione del pubblico (nei comuni di Giba, Carloforte, Masainas).

 L’avvio e la progettazione (trattamento, sceneggiatura, pianificazione, ricerca e raccolta materiali e testimonianze, location scouting) di tre produzioni audiovisive promosse dal CSC di Carbonia – La Fabbrica del Cinema: ottobre 1992/marzo 1993. In “Marcia per lo sviluppo” (sulla marcia dello sviluppo promossa dalle organizzazioni sindacali del Sulcis Iglesiente); Schisorgiu 1937 (sulla più grande tragedia per numero di morti dell’intera storia mineraria della Sardegna occorsa a Carbonia nel 1937 presso il pozzo Schisorgiu); I volti dell’arte. Si tratta di tre progetti che, sotto la direzione di figure di riconosciuto valore e livello artistico, vedranno coinvolte alcune risorse professionali che intendono spendere la propria formazione all’interno del territorio nel settore dell’audiovisivo. Non da meno questi progetti si legano profondamente a quella mission che è diventata nel tempo parte integrante del lavoro del CSC ovvero la riscoperta, attraverso la produzione, la conservazione e la promozione della cultura audiovisiva del territorio.

  Le masterclass realizzate durante le giornate dell’evento speciale “Carbonia Film Festival presenta How To Film The World” attraverso la formazione di un gruppo di giovani operatori e filmaker i quali hanno potuto confrontarsi, in incontri di carattere seminariale e formativo, con gli ospiti della kermesse.

  L’acquisto di alcune attrezzature tecniche che vanno ad arricchire le strutture a disposizione della produzione e della post-produzione audiovisiva e funzionali alla conservazione dei testi audiovisivi.

  Il completamento della Sala Cinematografica e per la piccola convegnistica della Fabbrica del Cinema funzionale alla diffusione dei materiali presenti nell’archivio della Fabbrica ma anche alla promozione della cultura audiovisiva in genere e fondamentale per poter meglio ospitare le attività formative e didattiche previste dal progetto del cineporto .

La realizzazione del Cineporto è la naturale evoluzione del progetto Ex-Di’ Memorie in Movimento – La Fabbrica del Cinema, che ha preso il via nel dicembre del 2015 sulla base del protocollo d’intesa promosso dal Centro di Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria e sottoscritto da numerosi enti locali (tra questi Comune di Carbonia, Comune di Iglesias, Ex provincia di Carbonia – Iglesias), dal Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro, grazie anche al sostegno della Fondazione di Sardegna e Gruppo Cooperativo Società Euralcoop.

Il polo culturale ha sede nell’ex direzione amministrativa della Miniera di Serbariu, con l’obiettivo di conservare, promuovere e diffondere la cultura audiovisiva nel e del territorio (con particolare riferimento alla ricerca sulla memoria storico-audiovisiva), di offrire supporto tecnico e culturale alle produzioni che intendessero operare nel sud-ovest sardo, di avviare un percorso di formazione permanente che facesse crescere nuove professionalità.

In questi due anni sono stati avviati numerosi progetti che hanno sostanziato questa linea di indirizzo: dalle numerose produzioni realizzate o supportate all’organizzazione dell’ottava edizione del Carbonia Film Festival (ottobre 2016) e dell’evento How To Film The World (ottobre 2017). Due eventi di promozione culturale nei confronti del pubblico e al tempo stesso di promozione del territorio, oltreché di formazione nei confronti di alcuni giovani filmaker e operatori culturali.

Iniziative e progetti, insomma, che hanno rappresentato una straordinaria occasione di promozione del territorio anche in chiave produttiva, attraverso la preziosa partnership con la Fondazione Sardegna Film Commision, la quale ha promosso un importante azione di scouting con registi, operatori e tecnici giunti nel Sulcis Iglesiente per seguire e partecipare agli eventi festivalieri e che hanno potuto così scoprire le opportunità di una terra che, per le ricchezze paesaggistiche, sia di ambito naturalistico che relative all’archeologia mineraria e industriale, e per la varietà delle stesse, sembra avere una vocazione naturale legata alla rappresentazione cinematografica e audiovisiva.