23 July, 2026

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Si conclude questa sera, al Parco di Villa Sulcis, a Carbonia, la “Festa della Sinistra – Sotto/Sopra – Il Mondo Alla Rovescia“, organizzata dal circolo Zorba il Gatto.
Ieri, alle 17.30, per un paio d’ore si è parlato di lavoro e sviluppo nel Sulcis Iglesiente, con 
Salvatore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis; Giuseppe Dessena, assessore regionale dell’Istruzione; Barbara Argiolas, assessore regionale del Turismo; Roberto Puddu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIL del Sulcis Iglesiente; e, infine, Ignazio Mura, presidente dell’Euralcoop.

Al centro del confronto la realtà socio-economica del territorio e le prospettive di sviluppo, con particolare riferimento al turismo e all’agroindustria. Tore Cherchi ha parlato del Piano Sulcis, del quale da tre anni è il coordinatore nominato dalla Giunta regionale, del suo stato di attuazione, ed ha sottolineato i ritardi accumulati dal territorio nel settore turistico e la necessità che la politica sostenga i progetti degli imprenditori privati, con il rispetto delle norme e, soprattutto, tempi certi. Il Sulcis Iglesiente, oggi ha un gap infrastrutturale notevolissimo rispetto ad altre aree della Sardegna, con un numero di posti letto (6.200) – come ha sottolineato anche il segretario della CGIL Roberto Puddu – che è meno di un quarto di quelli che ha la sola Villasimius (26.000). E il territorio non ha alberghi a 5 Stelle, indispensabili per fare del turismo una vera industria capace di far crescere il PIL.

L’assessore del Turismo Barbara Argiolas ha rimarcato come sia indispensabile decidere su quale tipo di turismo puntare nel territorio, confermando l’impegno della Giunta per favorire lo sviluppo di un’offerta turistica di alta fascia. Barbara Argiolas ha sottolineato le grandi potenzialità di un territorio che ha, tra l’altro, un unicum al mondo quali sono i siti minerari dismessi che stanno registrando un grande interesse a livello internazionale e numeri di visitatori in continua crescita.

L’assessore della Pubblica istruzione Giuseppe Dessena ha parlato degli investimenti fatti negli ultimi anni nel settore, invitando le amministrazioni locali a partecipare al bando “Tutti a Iscol@”, voluto per «innalzare i livelli di apprendimento degli studenti delle scuole sarde e contrastare i processi di abbandono scolastico attraverso azioni che saranno attuate in maniera integrata».

Sia Roberto Puddu sia Giuseppe Dessena hanno parlato delle conseguenze prodotte dalla cancellazione delle province, facendo specifico riferimento alle manutenzioni delle infrastrutturazioni stradali che, in conseguenza dei tagli ai trasferimenti, in alcune aree, tra le quali il Sulcis Iglesiente e dalla provincia di Nuoro (dalla quale arriva l’assessore regionale), si trovano in condizioni preoccupanti, in molti casi fonti di grave pericolo.

Ignazio Mura ha parlato della realtà Euralcoop, 16.500 soci, oltre 300 dipendenti, che da qualche anno ha iniziato a diversificare le proprie attività, dal settore commerciale al turismo, con la realizzazione del Lù Hotel, l’unico albergo a 4 stelle presente nel territorio, a Carbonia, e l’acquisizione dell’Hotel Riviera a Carloforte; e all’agroindustria, con il progetto della società cooperativa “I tre solchi”, l’investimento più importante fra quelli in fase di sviluppo nel territorio nel comparto agroalimentare, nell’ambito delle iniziative del Piano Sulcis, che riguarda 145 ettari di proprietà dei soci, a San Giovanni Suergiu, prevalentemente, Giba e Santadi e comprende la coltivazione intensiva, la trasformazione e la commercializzazione di mandorlo, ulivo, ciliegio da serra, asparago e zafferano.
La società è formata per ora da nove soggetti e comprende Euralcoop/Conad e TirrenoFruit, soggetti con notevole capacità finanziaria, organizzativa e di mercato.

Oggi, giornata conclusiva della Festa, è previsto un dibattito con le organizzazioni giovanili della città: vivere e far vivere gli spazi della città.

     

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Una vittoria, la terza di questo avvio di stagione, per dimenticare subito il passo falso compiuto sette giorni fa alla Sardegna Arena contro il Sassuolo e alimentare la classifica in chiave salvezza finale.

Il Cagliari affronta questo pomeriggio alle 15.00 (dirige Gianluca Aureliano di Bologna) il Chievo, diretta concorrente nella corsa salvezza, avversario assai ostico, abituato ormai da anni a districarsi al meglio nel campionato di serie A.

I rossoblu sono chiamati ad una partita giudiziosa, perché i veneti hanno una difesa molto robusta e in contropiede sanno fare male. Massimo Rastelli ha problemi di formazione ma alla vigilia s’è mostrato sereno.

«Sarò costretto a cambiare un po’ di più rispetto a mercoledì perché due partite in tre giorni si fanno sentire, qualcuno non è al top della condizione e in tanti sinora hanno tirato la carretta – ha detto Massimo Rastelli -. Sto valutando con attenzione l’undici di mandare in campo, chi tenere a riposo all’inizio e poi mandare dentro in partita in corso.»
«Contro il Sassuolo è mancato soprattutto l’equilibrio – ha aggiunto Massimo Rastelli -. Ci siamo allungati troppo, perdendo quelle distanze che nelle precedenti gare avevano costituito il nostro punto di forza. Dovremo essere bravi a leggere i momenti della partita: in alcuni frangenti dovremo soffrire, come è normale, ma sappiamo anche di avere la qualità per fare male all’avversario in qualsiasi momento. Nutriamo il massimo rispetto per la squadra di Maran, bravissima ad alternare momenti dove ci aspetteranno bassi ad altri dove verranno a prenderci alti. Quando perdono palla sono velocissimi a ripiegare tutti dietro la linea della palla. L’uomo chiave è Birsa, giocatore di notevoli qualità tecniche e grande dinamismo, che non dà punti di riferimento. La loro forza principale è l’esperienza.»
«Vogliamo rialzarci subito e dimostrare che quello contro il Sassuolo è stato solo un incidente di percorso. La sconfitta di mercoledì è stata immeritata, la squadra ha pagato il doppio sforzo. Abbiamo una nostra identità, dovremo essere bravi a ricaricarci subito sotto il profilo mentale e capire le diverse fasi della partita. Il risultato – ha concluso Massimo Rastelli – sarà una conseguenza di tutto questo.»

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Una bella Dinamo ha perso di misura con la Reyer Venezia campione d’Italia nella semifinale della Supercoppa a Forlì, prima uscita ufficiale della nuova stagione 2017/2018..

Il coach veneto Walter De Raffaele ha schierato inizialmente un quintetto con l’ex Haynes, Johson, Bramos, Orelik e Watt; Federico Pasquini ha risposto con Randolph, Pierre, Jones, Stipcevic e Polonara. L’avvio è stato favorevole alla Dinamo, con una tripla di Pierre ed un parziale di 7 a 0 dopo 3 minuti di gioco. La reazione della Reyer ha riequilibrato il punteggio al termine dei primi 10’ sul 15 a 15. Le due squadre si sono affidate ai tiri pesanti (la Dinamo con Pierre, Stipcevic e Randolph; la Reyer con De Nicolao) e la Reyer ha allungato all’intervallo lungo sul 38 a 31.

Nella terzo quarto i campioni d’Italia hanno incrementato il vantaggio, la Dinamo ha cercato di tenersi a contatto con Polonara (18 punti e 7 rimbalzi), ed è rimasta ancora in partita al 30′, sul 63-57.

La Dinamo ha retto ancora in avvio di ultimo quarto, ha cercato di rientrare trascinata da Achille Polonara (alla fine miglior realizzatore con 23 punti) ma un Peric già in gran forma ha vanificato tutti i tentativi della Dinamo e la Reyer ha chiuso il match sul 86-79, qualificandosi così per la finale in programma questa sera contro l’Olimpia Milano che nella prima semifinale aveva superato Trento con il punteggio di 74 a 65.

Umana Reyer Venezia 86 – Dinamo Banco di Sardegna 79

Parziali: 15-15; 23-16; 25-26; 23-22

Umana Reyer Venezia. Haynes 7, Peric 21, Johnson 10, Bramos 15, De Nicolao 10, Jenkins 2, Orelik 6, Bolpin, Ress 4, Biligha 2, Cerella, Watt 9. All. Walter De Raffaele.

Dinamo Banco di Sardegna. Spissu 1, Bamforth, Planinic 2, Devecchi 2, Randolph 7, Pierre 14, Jones 13, Stipcevic 17, Polonara 23, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

«La partita è stata segnata dal 24-7 che abbiamo preso alla fine del primo quarto e in avvio di secondo – ha commentato coach Federico Pasquini -. Abbiamo perso un po’ di ritmo e poi penso che ciò che ci è mancato sia la giocata per rientrare dentro la partita. Qualche errore nel secondo quarto a livello offensivo, nel terzo e nell’ultimo quarto a livello difensivo, ci ha impedito di raggiungere Venezia, complimenti a loro.»

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Il tecnico del Carbonia Andrea Marongiu recupera Marco Foddi e Simone Giovagnoli, assenti a Villamassargia per squalifica, e Cristian Garofalo, reduce da un infortunio. Sono ancora indisponibili Riccardo Milia (squalificato), Giovanni Congiu e Fabrizio De Gradi (infortunati).
Il Carloforte, deluso per la decisione del giudice sportivo, ritenuta ingiusta perché il calciatore Gianluca Recano avrebbe dovuto scontare la squalifica quando militava nel Selargius, nella stagione 2015/2016, non si dà per vinto ed è fermamente intenzionato a tentare il ribaltamento del risultato sul campo.
Venerdì e sabato sono stati disputati sette anticipi e ci sono quindi le prime squadre qualificate per gli ottavi di finale.

Selargius – Andromeda 1 a 1 (andata 0 a 0), qualificata l’Andromeda.

Gonnosfanadiga – Arbus 3 a 4 (andata 0 a 2), qualificato l’Arbus.

Bosa – Macomerese 1 a 2 (andata 1 a 0), qualificata la Macomerese.

Fonni – Ovodda 3 a 0 (andata 2 a 3), qualificato il Fonni.

Cus Sassari – Bonorva 5 a 1 (andata 0 a 3), qualificato il Cus Sassari.

Ilvamaddalena – Porto Rotondo 3 a 4 (andata 0 a 0), qualificato il Porto Rotondo.

Porto Torres – Castelsardo 4 a 5 ai calci di rigore (andata 0 a 1), qualificato il Castelsardo.

San Marco Assemini ’80 – Siliqua (andata 1 a 1)

Vecchio Borgo Sant’Elia – Palma Monte Urpinu (and 0 a 3)

Sant’Elena Quartu – Quartu 2000 (andata 1 a 1)  

Tharros – Arborea (andata 1 a 1)

Dorgalese – Bari Sardo (andata 2 a 3)

Seulo 2010 – Idolo (andata 1 a 2)

Posada – Ozierese (andata 1 a 3)

Usinese – Polisportiva Ossese (andata 0 a 0).

 

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Nuovo sbarco di migranti, nel corso della notte, a Sant’Antioco. Alle 3.00, un barchino con a bordo 12 algerini è arrivato al porto, in località Ponti. Sono stati rintracciati dalla Guardia di Finanza, sezione navale di Sant’Antioco, i cuoi uomini hanno provveduto a tutte le incombenze di competenza. Il barchino, con un motore da 40 cavalli, è stato posto sotto sequestro.

 

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Carmen Pellegrino con “Se mi tornassi questa sera accanto” (Giunti) per la sezione Narrativa e Maria Grazia Calandrone con “Gli scomparsi” (Lieto colle) per la Poesia, sono le vincitrici della trentaduesima edizione del premio letterario intitolato allo scrittore sardo Giuseppe Dessì (1909-1977).

I loro nomi vanno ad affiancarsi a quelli del filosofo Remo Bodei, cui è andato il Premio Speciale della Giuria, e dei vincitori del Premio Speciale della Fondazione di Sardegna: il critico letterario Carlo Ossola e Massimo Bray, direttore dell’Enciclopedia Treccani e presidente del Salone Internazionale del Libro.

I vincitori sono stati proclamati e premiati questa sera (sabato 23 settembre) a Villacidro nel corso della cerimonia condotta dalla giornalista Roberta Floris e arricchita dalle letture degli attori Emilia Agnesa e Giacomo Casti e dalla musica del sassofonista Enzo Favata. L’atteso appuntamento s’inseriva in una settimana culturale ricca di eventi, che ancora domani (domenica 24 settembre) animerà la cittadina del Sud Sardegna dove Giuseppe Dessì aveva le sue radici, e che ha ispirato pagine fondamentali della sua produzione letteraria (su tutte quelle del romanzo “Paese d’ombre”, Premio Strega nel 1972).  

Oltre al prestigioso riconoscimento, alle due vincitrici è stato assegnato un premio dell’importo di cinquemila euro, mentre a ciascuno degli altri finalisti – Alberto Capitta con “L’ultima trasfigurazione di Ferdinand” (edito da Il Maestrale) e Roberto Pazzi con “Lazzaro” (Bompiani) per la narrativa, Alberto Nessi con “Un sabato senza dolore” (Interlinea) e Daniele Piccini con “Regni” (Manni) per la poesia – sono andati millecinquecento euro. 

«Di Carmen Pellegrino aveva impressionato, nel 2015, ‘Cade la terra’, che ci aveva consegnato una voce speciale e già riconoscibilissima – si legge nella motivazione della giuria che ha assegnato l’alloro per la sezione narrativa alla scrittrice campana (è nata a Polla nel 1977), autrice di saggi di storia e racconti -. Pellegrino, insomma, nutriva da subito di poesia la sua scrittura, irrigandola come, col corpo, fa ogni sistema vascolare. Prendete il titolo di quest’ultimo romanzo, ‘Se mi tornassi questa sera accanto’: che deriva appunto da un verso d’una poesia sul padre di Alfonso Gatto e riportata in epigrafe. C’è però un altro motivo, forse più profondo: che la poesia può giocare meglio coi simboli di quanto non faccia il romanzo.»  

Poetessa, drammaturga, artista visiva, performer, organizzatrice culturale, autrice e conduttrice di programmi culturali per Radio 3, per i quotidiani “il manifesto” e “Corriere della Sera” e per “alfabeta2” e “doppiozero”, la milanese Maria Grazia Calandrone vince invece la sezione del premio dedicata alla poesia perché «affronta, con la raccolta ‘Gli scomparsi’, quello che definisce il ‘museo dinamico dello schermo televisivo’, ovvero la popolare trasmissione che da anni, col titolo ‘Chi l’ha visto’ (…)con quell’atteggiamento ‘sperimentale’ che tutti noi, ‘scimmia nuda che siamo’ avviciniamo le realtà più o meno virtuali. (…)A distanza di quasi un secolo, ripercorre così una sua personalissima Spoon River che non ha più nulla della cultura in cui è nata la celebre ‘antologia’ di Lee Master, che tanto peso ha avuto nella cultura italiana, anche in quella pop (…)». 

La stessa commissione giudicatrice ha deciso all’unanimità di attribuire il Premio speciale della Giuria al filosofo Remo Bodei «(…) per il suo brillante cammino, riconducendolo almeno per questa sera in qualche modo alle origini, a un luogo delle ‘radici’ che è stato capace di rifrangere altrove, perché ‘ogni punto dell’universo è anche il centro dell’universo’, come ricordava il nostro Dessì».

“Il Viaggio nell’anima dell’Europa”, il dossier di meditazioni dell’insigne italianista del College de France Carlo Ossola in sedici tappe attraverso il Vecchio Continente, realizzato quest’anno  per le pagine del Sole 24 Ore, è menzionato nella motivazione del Premio Speciale della Fondazione a lui attribuito: «Con la sua scrittura densa, ricca di richiami ai classici ma proiettata nella contemporaneità, ha ricordato in questo itinerario i punti di unione e non quelli di divisione, la forza delle idee della cultura occidentale, l’apertura, la tolleranza, i valori da custodire e trasmettere». 

«Pochi, come Massimo Bray si sono spesi in questi anni di confusione istituzionale e politica, nel nome e per conto degli interessi superiori della cultura vista come bene comune prezioso, da condividere, far crescere, custodire – sottolinea la motivazione dell’altro Premio Speciale della Fondazione. Un premio che “è anche un riconoscimento al valore di testimonianza che la sua attenzione, la sua disponibilità, la sua qualità e la sua vicinanza al mondo del libro, dell’arte, della cultura in toto rappresentano nonché un esempio per chi vuole seguire le sue orme o fa un mestiere affine al suo.»

Le opere vincitrici del concorso letterario sono il frutto della selezione, tra 227 volumi di narrativa e 121 di poesia iscritti al premio, operata dalla giuria presieduta da Anna Dolfi (italianista dell’Università di Firenze, socia dell’Accademia Nazionale dei Lincei e tra le massime studiose dell’opera di Dessì), e composta da Mario Baudino, Duilio Caocci, Giuseppe Langella, Giuseppe Lupo, Massimo Onofri, Stefano Salis, Gigliola Sulis e dal presidente della Fondazione Dessì, Paolo Lusci.

 

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Mercoledì 27 settembre, alle 17.00, al Lù Hotel di Carbonia, i consiglieri regionali Luca Pizzuto e Pietro Cocco incontreranno i sindaci e gli amministratori del territorio del Sulcis Iglesiente per ascoltare,  discutere e ragionare sulla riforma sanitaria e la riorganizzazione della rete ospedaliera. 

«Sarà un incontro di ascolto delle istanze dei territori prima della presentazione degli emendamenti e di confronto – spiegano Luca Pizzuto e Pietro Cocco – siamo a disposizione degli amministratori per illustrare eventuali punti poco chiari di questa riforma e per acquisire proposte. L’invito è esteso alle associazioni e alla cittadinanza.»

 

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Due giorni fa l’incontro con il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru; ieri e oggi un sopralluogo negli impianti dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, per rendersi conto in prima persona del loro stato e quindi di quelli che dovranno essere gli interventi da effettuare per rimetterli in marcia e riavviare la produzione di alluminio. I vertici della Sider Alloys la multinazionale svizzera dell’alluminio che hanno fatto una proposta d’acquisto formale per lo stabilimento, stanno accelerando i tempi, segnale evidente che la trattativa avviata sotto la supervisione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, è arrivata ad un punto avanzato.

Giovedì il governatore aveva incontrato l’amministratore delegato Giuseppe Mannina, mentre sono quattro gli esperti incaricati dalla stessa Sider Alloys per una valutazione tecnica più dettagliata sugli impianti. Quando questa sarà pronta, la multinazionale presenterà una manifestazione d’interesse definitiva con un analitico piano industriale e finanziario. Invitalia e Sider Alloys, intanto, stanno ultimando la definizione del contratto di programma, legato alle bonifiche delle aree interessate.

La scorsa settimana è stata raggiunta a Cagliari un’intesa di massima tra le aziende interessate alla bonifica delle falde acquifere nell’area industriale di Portovesme per un valore di 100 milioni di euro, che si aggiungono ai 27 milioni che Alcoa sta già spendendo per la bonifica dei suoli.

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«Il gruppo consiliare di Articolo UNO – Sinistra per la Demcorazia e il Progresso accoglie con piacere la notizia che il Partito Democratico, nella direzione regionale svoltasi ieri ad Oristano, abbia trovato l’intesa sulla riforma della rete ospedaliera. Come consiglieri di maggioranza vorremmo però sottolineare che il ragionamento su un argomento così importante dovrebbe essere aperto e condiviso, e che noi non vogliamo essere, e non saremo, spettatori passivi di scelte decisive per la vita delle persone.»

Lo scrivono, in una nota, Daniele Secondo Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Paolo Zedda.

«Le nostre proposte sulla riforma hanno sempre mantenuto le direttive della perequazione e dell’uguaglianza dei servizi offerti nei territori – aggiungono i quattro consiglieri regionali del gruppo Articolo Uno – Sdp -. La persona deve essere messa al centro di ogni decisione sulla rete sanitaria e non permetteremo la creazione di pazienti di serie B. Vigileremo quindi, affinché siano tutelati i servizi ospedalieri nelle zone disagiate. Per questa ragione, nella seduta di Consiglio di martedì prossimo, andremo a riaffermare la nostra idea di sanità sarda, che si basa sulle istanze dei territori e raccoglie le richieste fatte da ANCI.»

«Per quel che concerne l’ospedale Ozieri-Alghero rimarcheremo le richieste, già fatte sia in commissione che in maggioranza, della necessità del mantenimento di tutte le strutture presenti, oltre che istituzione della radiologia interventistica extravascolare, e l’impegno a tradurre in norma il potenziamente di tutte quelle necessarie per avere un ospedale di primo livello entro il 2018 – aggiungono Daniele Secondo Cocco, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Paolo Zedda -. Anche sull’ospedale di Nuoro le nostre proposte sono molto precise: l’istituzione dello stroke unit e breast unit e del reparto di medicina nucleare. Insisteremo affinché l’atto aziendale dell’ATS rispetti le linee guida della riforma, mantenendo e potenziando le strutture presenti, incluse riabilitazione, dermatologia e dietologia. Faremo proposte chiare perché ci siano percorsi di cura omogenei su tutto il territorio regionale: in particolar modo per l’oncologia, e per la creazione dei dipartimenti di onocologia femminile, che attraverso l’hub della Sardegna (il Businco Oncologico) possano creare percorsi di eccellenza, mettendo al centro i bisogni del paziente e valorizzando le professionalità oggi presenti nella sanità pubblica sarda. Ci schiereremo, come già fatto per il riconoscimento della struttura semplice dipartimentale di radiologia pediatrica del Microcitemico, per salvaguardare e sostenere le future generazioni della nostra isola.»

«Oltre a ciò, siamo in attesa che ATS equipari i due bandi di mobilità per per permettere le stesse possibilità di accesso sia agli assunti interni che agli extra aziendali. Rimarchiamo qui, e ribadiremo in sede istituzionale, che restiamo fermi sulla nostra richiesta dell’istituzione dell’AREUS e della nomina del direttore generale. Vogliamo inoltre sottolineare la necessità, già riconosciuta dal Presidente Pigliaru – concludono i quattro consiglieri del gruppo Articolo UNO – Sdp -, di fare chiarezza sui conti della Regione.»

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Conclusa la preparazione, la Dinamo Banco di Sardegna è pronta per l’inizio della nuova stagione. Questa sera la squadra di Federico Pasquini fa il suo debutto nella semifinale della Supercoppa Italiana 2017, alla Unieuro Arena di Forlì.

Alle 17.30 sarà alzata la palla a due della prima semifinale, quella tra l’Olimpia Milano, detentrice della Supercoppa 2016 e della Coppa Italia 2017, e l’Aquila Basket Trento, finalista dei playoff dello scorso anno e al debutto assoluto nella corsa al trofeo. Alle 20.45 game time per la Dinamo Banco di Sardegna che affronterà i neo campioni d’Italia della Reyer Venezia. Le squadre che staccheranno il biglietto per la finale si affronteranno domani, ore 18.00, nel match che assegnerà la Supercoppa Italiana 2017. Tutte le sfide saranno trasmesse su Eurosport 2.

«Sono curioso di capire a che livello siamo come squadra e come reagiamo quando il pallone si fa più pesante, passando dal precampionato a un impegno ufficiale – ha detto Federico Pasquini a Dinamo Tv -. Affrontiamo una squadra come Venezia che gioca con lo Scudetto sul petto, una squadra di grande valore: al nucleo che lo scorso anno ha vinto il Tricolore hanno aggiunto un’ala forte come Orelik, che è un giocatore imprevedibile che può allargare il campo, Dominique Johnson, ex Varese con tanti punti nelle mani, e Watt protagonista a Caserta lo scorso anno. Sarà una squadra simile sotto certi versi a quella dello scorso anno, capace di correre ma anche camminare, che può cambiare assetto passando da leggera a pesante con la coppia Orelik-Peric. Noi dovremo fare del nostro meglio, senza cercare alibi per le assenze ma con la volontà di fare bene anche per chi non potrà giocare.»