20 September, 2026

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Cagliari Dinamo Academy ha chiuso l’accordo con il centro Ferdinando Matrone, 22 anni, ex Scafati e Napoli.

L’assistente di coach Riccardo Paolini alla guida della squadra, sarà Gigi Usai, storico allenatore dell’Esperia Cagliari, la società di cui era alla guida Giovanni Zucca, nuovo presidente della Dinamo Academy, e della Sulcispes Sant’Antioco.

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A poche ore dal passaggio di proprietà che ha segnato la chiusura del ciclo di 15 anni della famiglia Giganti, la nuova dirigenza del Carbonia Calcio ha iscritto questa mattina tutte le squadre ai campionati regionali: Promozione, Juniores, Allievi e Giovanissimi. La nuova cordata di imprenditori s’è messa al lavoro praticamente a tempo pieno, assegnando tra l’altro tre incarichi “provvisori”, in attesa che l’assemblea che verrà convocata dopo la conclusione della campagna soci che verrà avviata nei prossimi giorni, elegga il Consiglio d’amministrazione definitivo per la prossima stagione sportiva. Alla presidenza è stato indicato l’imprenditore Antonio Desogus; vicepresidente è Geppo Contu; segretario Carlo Foti. Martedì verranno scelti il direttore generale, il direttore sportivo, il responsabile del settore giovanile ed il responsabile della scuola calcio. I passi successivi saranno la scelta dei nove tecnici, da quello della prima squadra a quello dei Piccoli amici e l’indicazione del budget per la stagione che sta per iniziare, in particolare per quel che riguarda la prima squadra che parteciperà al campionato di Promozione.

«Stiamo lavorando veramente a tempo pieno – spiega Stefano Canu, fino ad alcuni mesi fa direttore generale e componente della cordata che ha rilevato la società dalla famiglia Giganti – per preparare la nuova stagione nel migliore dei modi. Bisogna innanzitutto ringraziare la famiglia Giganti per l’ottimo lavoro svolto in tutti questi anni, sia per la prima squadra sia per il settore giovanile che è sicuramente tra i migliori, risultati alla mano, in campo regionale. L’obiettivo è portare avanti nel miglior modo possibile questo lavoro e quindi, se sarà possibile, fare ancora meglio. Il clima che si sta creando intorno al nuovo progetto è buono ed intendiamo procedere con il massimo coinvolgimento di tutti quanti a cuore le sorti del Carbonia Calcio e, possibilmente, dell’intera città. A tal fine, martedì avremo un incontro con l’Amministrazione comunale, per fissare insieme un programma di lavoro per la disponibilità degli impianti (stadio “Carlo Zoboli”, campo di Is Gannaus e Palestra). La nuova società – aggiunge Stefano Canu – lavorerà a braccetto anche con la tifoseria organizzata, rappresentata da “I Briganti”, da anni punto di forza sia per il sostegno durante le partite, sia per le numerose lodevoli iniziative organizzate a sostegno dell’attività sportiva.»

Uno dei primi obiettivi nel lavoro di allestimento dell’organico della prima squadra, sarà la conferma del tecnico Andrea Marongiu.

«Nonostante si sia inevitabilmente in ritardo rispetto ad altre società che si sono già mosse da alcune settimane – sottolinea Stefano Canu – siano certi di riuscire ad allestire il miglior organico possibile per quello che sarà il budget a disposizione, ad iniziare dalla conferma di Andrea Marongiu. Il tecnico viene da due ottime stagioni alla guida del Carbonia e sappiamo che numerose società, anche di categoria superiore, gli hanno messo gli occhi addosso, ma nostro intendimento è averlo ancora con noi e confidiamo che voglia continuare a lavorare a questo nuovo progetto alla guida del settore tecnico biancoblu. Subito dopo – conclude Stefano Canu – ci dedicheremo alla costruzione della rosa.»

Il nuovo presidente Antonio Desogus.

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Otto consiglieri di opposizione, primo firmatario e presentatario Luigi Biggio (gli altri firmatari sono Gian Marco Eltrudis, Vito Didaci, Simone Saiu, Valentina Pistis, Giorgio Carta, Alberto Cacciarru ed Andrea Pilurzu), hanno presentato una mozione al presidente del Consiglio comunale Mauro Usai e al sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, per la sistemazione di uno sportello bancomat nella frazione di Nebida.

«Da tempo gli abitanti di Nebida lamentano un annoso disservizio riconducibile alla mancanza di uno sportello bancomat nella frazione che risulta essere la porta verso il mare della città di Iglesias – si legge nella mozione -. Di fatto lo sportello più vicino per poter effettuare un prelievo di contante risulta essere quello situato in Gonnesa, a 9 km di distanza molti dei quali da percorrere sulla S.P. n. 83, non certo un’arteria particolarmente scorrevole. Nei mesi estivi il problema si ripercuote anche sui numerosi turisti che frequentano la location attratti dalla bellezza del litorale e dai meravigliosi scenari minerari, Porto Flavia su tutti.»

Considerato che la frazione di Nebida risulta essere la più popolosa tra quelle di Iglesias, equiparabile a molti comuni autonomi per estensione e numero di abitanti residenti e preso atto della vocazione turistica della frazione e della volontà di questa amministrazione di renderla sempre maggiormente appetibile in questo senso, la mozione, se approvata, impegnerà il sindaco e la Giunta «a contattare ufficialmente degli istituti di credito interessati al fine di richiedere l’installazione, nella frazione di Nebida, di uno sportello automatico bancomat per il prelievo di denaro contante».

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Si è svolta oggi, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la Conferenza Stampa “Minori e Psicofarmaci in Italia” indetta dall’on. Eleonora Bechis, componente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione e membro della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, insieme alla prof.ssa Vincenza Palmieri, presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, intervenuta proprio lo scorso martedì in audizione presso la Commissione Infanzia e Adolescenza, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla tutela della salute psicofisica di bambini e adolescenti.

«La conferenza stampa di questa mattina presso la Camera dei Deputati – ha dichiarato il presidente Palmieri – rappresenta un passaggio fondamentale per portare all’attenzione del Governo e delle Istituzioni la questione del boom degli psicofarmaci somministrati ai Minori in Italia. Questione allarmante ma mai abbastanza nota, quella dell’abuso diagnostico e delle prescrizioni di Psicofarmaci ai Bambini e agli Adolescenti nel nostro Paese.»

«Le statistiche sono preoccupanti: un ragazzo su dieci che assume regolarmente psicofarmaci cerca di procurarsi medicinali aggiuntivi in farmacia senza alcuna prescrizione», condivide Eleonora Bechis.

I dati presentati hanno voluto, dunque, richiamare l’attenzione sulla situazione, affinché si possa arrivare ad un cambiamento di rotta, ad una modifica delle tendenze e ad un iter legislativo.

«Grazie alla testimonianza della professoressa Palmieri e sulla base di queste osservazioni – ha aggiunto Eleonora Bechis – ho intenzione di avviare un tavolo tecnico di lavoro sul tema dell’abuso di psicofarmaci sui minori. L’obiettivo sarà quello di fare chiarezza sul fenomeno con audizioni presso i Ministeri competenti, per far sì che si individuino soluzioni legislative puntuali da sviluppare con il contributo di chi affronta quotidianamente il fenomeno e aiuta i ragazzi a guarire.»

«Piena sinergia – ha rimarcato il presidente Palmieri – con l’on. Bechis, che ha promosso la conferenza e preso in carico la problematica, dichiarando la sua piena disponibilità e l’impegno ad istituire un tavolo tecnico, a presentare un’interrogazione parlamentare e ad intraprendere insieme ogni azione concordata. Per quanto mi riguarda – ha concluso Vincenza Palmieri – continuerò ogni giorno, come sempre, a fare in modo che l’obiettivo sia raggiunto. Lo dobbiamo ai bambini e alle famiglie che in me e in noi hanno riposto la loro fiducia.»

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Un’interrogazione al ministro dell’Ambiente dei deputati di Alternativa Libera, primo firmatario l’on. Samuele Segoni, preparata con la collaborazione del gruppo locale di Alternativa Libera Assemini, chiede «quali siano le motivazioni che hanno condotto a non accogliere tutte le prescrizioni del provvedimento di VIA all’interno dell’AIA e se non ritenga necessario di valutare l’esigenza di attivarsi per un riesame più approfondito in termini di prescrizioni dell’AIA attuale».

Nel testo si chiede se siano necessarie prescrizioni maggiori in merito alle altezze dei punti di emissione, all’applicazione delle prescrizioni della VIA, all’analisi più approfondita delle emissioni ex-dichiarazione INES non solo alla luce dei recenti fatti di cronaca ma anche perché dall’esame del provvedimento di compatibilità ambientale si evince un quadro ambientale della qualità dell’aria critico già prima dell’autorizzazione.

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E’ stato un Fabio Aru generosissimo ma ancora in sofferenza quello che ha affrontato la 18ª tappa del Tour de France che prevedeva l’arrivo sul mitico colle dell’Izoard e il campione di Villacidro non è riuscito a tornare sul podio del Tour de France, finendo col perdere anche il quarto posto. Come era già accaduto ieri sulla salita del Galibier, infatti, Fabio Aru è andato in difficoltà a 6 km dal traguardo e, dopo essere rientrato una prima volta nel gruppetto della maglia gialla, si è poi staccato, arrivando al traguardo con un ritardo di 1’22”. Ora è quinto in classifica, scavalcato da Mikel Landa, a 1’55” da Chris Froome. La tappa è stata vinta da Warren Barguil, vincitore della classifica dei gran premi della montagna che assegna la maglia a pois.

Fabio Aru, salvo sorprese nella cronometro di sabato, concluderà il Tour de France al quinto posto, prestigioso ma al tempo stesso deludente dopo lo straordinario avvio che lo aveva visto vincere in solitudine la prima tappa di montagna e vestire poi per alcuni giorni la maglia gialla. Fabio Aru ha affrontato il Tour dopo aver saltato il Giro d’Italia del Centenario per un infortunio ed ha pagato la mancanza di una squadra all’altezza di un campione che punta a vincere una corsa tanto difficile e prestigiosa. Ha 27 anni, tanti anni di carriera ancora davanti a sé e, dopo aver vinto la Vuelta ed aver concluso il Giro d’Italia due volte sul podio, 2° e 3°, avrà sicuramente tempo e spazio per puntare anche ad arrivare in maglia gialla a Parigi in uno dei prossimi Tour de France, ovviamente, una volta lasciata l’Astana (pare certo il cambio di squadra a fine stagione), trovi un team più competitivo, in grado di sostenerlo come merita un capitano che punta alla vittoria finale.

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La commissione Sanità e Politiche sociali ha approvato all’unanimità il Programma 2017 per lo sviluppo della sport in Sardegna.

Il Programma, illustrato sinteticamente dall’assessore dello Sport Giuseppe Dessena, prevede per il 2017 la spesa di circa 8 milioni di euro con il capitolo principale (oltre 6 milioni) destinato ai contributi per il sostegno alle società che partecipano a campionati nazionali federali e a squadre.

«Rispetto alle previsioni – ha affermato l’assessore – si renderanno necessari alcuni interventi correttivi per la ricollocazione delle risorse in settori rimasti parzialmente scoperti, come ad esempio il completamento delle strutture». L’assessore ha recepito alcune integrazioni proposte dalla commissione, fra le quali quella del consigliere Edoardo Tocco (Forza Italia), relativa alle fidejussioni personali richieste alle società sportive. A questo impegno si farà fronte attraverso una convenzione che l’assessorato della Programmazione stipulerà con gli istituti di credito.

La commissione, infine, ha espresso parere favorevole alla proposta di legge n. 391 (primo firmatario Roberto Desini, Pds) che, modificando le legge regionale 17/99, prevede «l’abbattimento dei costi per la partecipazione alle trasferte sportive nelle isole minori della Sardegna».

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Sono stati presentati in commissione Urbanistica del Consiglio regionale i testi della Giunta e di tre gruppi consiliari.

«Con questo disegno di legge, frutto di un grande lavoro degli uffici, di un ampio confronto con i portatori di interesse e di complessi approfondimenti tecnico-giuridici, contiamo di colmare un vuoto legislativo di quasi 30 anni» ha detto l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu illustrando alla commissione Governo del territorio (presieduta da dal vice presidente Antonio Solinas del Partito democratico in sostituzione del presidente Peppino Pinna) il disegno di legge n. 409, nuova legge urbanistica della Regione con al centro «i valori dell’ambiente, del paesaggio e dello sviluppo sostenibile».

«E’ una legge che contiene molte innovazioni anche sul piano procedurale – ha aggiunto Cristiano Erriu – dalla semplificazione con cui si prevede, fra l’altro, la confluenza dei pareri dei diversi uffici in una unica conferenza di servizi, agli strumenti di partecipazione pubblica provenienti dalla riforma Madia.»

«Ma soprattutto – ha evidenziato – fa emergere una nuova idea di urbanistica attenta al ruolo dei Comuni che avranno più motivazioni a predisporre i Piani urbanistici, orientata alla riduzione del consumo di suolo attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente ed interventi di rigenerazione urbana, a favore di una politica di sviluppo turistico fondata non su nuove residenze o ulteriori insediamenti ma sul miglioramento delle strutture e della loro qualità paesaggistica, in coerenza con il Ppr e col ministero del Beni culturali.»

«In altre parole – ha detto ancora Cristiano Erriu riprendendo alcune recenti polemiche – tutto il contrario di quanto raccontato in modo completamente distorto da alcuni organi di informazione; noi crediamo che su questa legge la Sardegna si giochi un pezzo importante del suo futuro, che sarebbe compromesso se passassero atteggiamenti politici ed ideologici contrari ai veri interessi della nostra Regione.»

Al termine della relazione dell’assessore Erriu sono state presentate anche le altre 3 proposte di legge in materia urbanistica all’attenzione della commissione, da parte dei consiglieri Antonello Peru (Forza Italia), Salvatore Demontis (Pd) ed Eugenio Lai (Art.1-Sdp).

Nel suo intervento, Antonello Peru ha messo l’accento sul fatto che «la disciplina organica di una materia complessa come il governo del territorio è una base forte di cui ha molto bisogno una Sardegna che vuole guardare al futuro». «Giusto puntare – ha aggiunto – sugli interventi di riqualificazione nei centri storici e sulle coste con strumenti di premialità consentiti dallo stesso Ppr, e su una zonizzazione flessibile delle diverse aree, adatta alle caratteristiche specifiche dei territori».

Salvatore Demontis, del Pd, ha affermato che la sua proposta «è diversa da quella della Giunta ed ha però lo scopo di migliorarla in alcuni punti, sia semplificando un testo eccessivamente ricco di dettagli, sia soprattutto intervenendo sugli incrementi volumetrici nei 300 metri, che vanno valutati caso per caso nelle dimensioni quantitative e differenziati, nel senso che il 50% può essere destinato alla realizzazione di servizi ed il 50% all’adeguamenti degli spazi ai nuovi s5tandard di mercato». «Quanto ai progetti di particolare valore – ha poi precisato Demontis – ritengo che non si possa derogare al requisito della coerenza con il Ppr, fermo restando che lo stesso Ppr si può adeguare ma a prescindere dall’esistenza di questo o quel progetto».

Secondo Eugenio Lai, di Art.1-Sdp, «la nuova legge urbanistica deve riportare al centro il ruolo dei Comuni che, specialmente in un territorio ricco di specificità come la Sardegna, non possono essere considerati tutti allo stesso modo». «Per quanto riguarda gli incrementi volumetrici – ha aggiunto – per noi è necessario superare gli automatismi della legge 8/2015 e ridurre le premialità dal 25 al 10%, comunque non in senso generalista ma in presenza di certe condizioni». La normativa, a suo giudizio, deve anche prestare attenzione alle zone rurali: «Anche in queste zone dobbiamo considerare in modo diverso le aree libere e quelle infrastrutturale, per rendere vivibili le nostre campagne e riutilizzare i troppi terreni abbandonati».

Successivamente la commissione ha approvato, su proposta del vice presidente Solinas, un calendario di massima dei lavori.

Una sotto-commissione, composta dallo stesso Solinas, dall’assessore, dai firmatari delle 3 proposte di legge di iniziativa consiliare e dal consigliere Giuseppe Fasolino, esaminerà i testi per valutare la possibilità di arrivare ad uno schema condiviso da sottoporre prima alla commissione e poi al Consiglio.

La sotto-commissione dovrebbe completare i suoi lavori entro il mese di settembre per poi dare inizio al ciclo di audizioni ed arrivare «entro l’anno», come ha auspicato Solinas, «all’esame del Consiglio».

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«Un segno di civiltà a tutela della salute individuale e nel rispetto di quella collettiva»: sono le parole di apprezzamento di Silvio Lai, senatore democratico, dopo l’approvazione, da parte di Palazzo Madama, della legge di conversione del decreto in materia di prevenzione vaccinale che ora passa alla Camera per il voto definitivo entro il prossimo 6 agosto. 

«Il provvedimento si è reso necessario a fronte della preoccupazione che ad un evidente riscontro statistico sulla diminuzione delle vaccinazioni potesse corrispondere, come già sta avvenendo per il morbillo, la ripresa di malattie che nel secolo scorso hanno prodotto gravi epidemie – aggiunge Silvio Lai -. L’introduzione della copertura vaccinale in età scolastica assume anche un valore di giustizia sociale e di contrasto alle diseguaglianze. Il Senato, facendo leva sulle indicazioni della scienza e della ricerca, ha saputo valorizzare, senza pregiudizi per la diversità di opinioni, il testo governativo introducendo alcune modifiche qualificanti che ne faciliteranno la concreta applicazione e consentiranno di dare le giuste informazioni sui rischi effetti-benefici che, in assenza di conoscenze di merito, possono aver provocato confusione e preoccupazione.»

«L’obbligo vaccinale introdotto non può assumere valore coercitivo poiché non si può che partire dall’assunto che la libertà individuale termina quando può ledere la salute degli altri. E i numeri stanno a dimostrare questo: più di tremila e trecento casi di contrazione del morbillo nei primi sei mesi del 2017 e di questi quasi il 90% su soggetti non vaccinati. Di contro l’OMS ha stimato che ogni minuto vengono salvate cinque vite, pari a 7.200 vite al giorno, grazie proprio alla somministrazione dei vaccini. Non si poteva non intervenire così come sarà doveroso, e la legge lo favorisce, rimettere al centro di una grande campagna pubblica di sensibilizzazione le famiglie e le istituzioni locali per dare certezze e sicurezza a chi, per paura, disinformazione, strumentalizzazione, ha fino ad ora fatto scelte diverse. Avere. infine introdotto la possibilità di fare un tagliando applicativo ogni tre anni per alcuni obblighi vaccinali sulla base dei dati epidemiologici è attestazione di rigore e di responsabilità legislativa – conclude Silvio Lai -, nell’interesse generale della collettività.»

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Il futuro delle imprese passa dal digitale, dall’innovazione e dall’alta tecnologia. E per aiutare le imprese della Sardegna a innovare e a vincere la sfida sui mercati internazionali proiettandosi nel mondo dell’industria 4.0, si è ufficialmente insediato oggi il “Digital Innovation Hub”, che sarà localizzato nell’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari. La Regione, che ha lavorato per accelerare la nascita del DIH e stanziato 200mila euro attraverso la legge 7 per finanziarne l’attività in questa prima fase, è stata presente da subito nel progetto di cui fanno parte Università di Cagliari e Sassari, UnionCamere, Confindustria Sardegna, Confindustria digitale e Sardegna Ricerche: tutti alleati per supportare le piccole e medie imprese sarde a diventare più competitive attraverso, appunto, una digitalizzazione trasversale che coinvolga anche le imprese dei settori più tradizionali.
«Siamo una delle prime Regioni a partire e partiamo nel modo giusto, come ha più volte sottolineato il presidente nazionale di Confindustria Digitale Elio Catania che ha indicato la Sardegna come un modello per le altre regioni – dice l’assessore della Programmazione Raffaele Paci -. Industria 4.0 significa portare il digitale in tutti i settori economici, in tutti i settori produttivi perché questa è la nuova rivoluzione industriale. La Sardegna ha subito recepito questa sfida, che porterà molte risorse che dobbiamo essere in grado di intercettare. Abbiamo quindi costituito questo Hub, questo luogo centrale, che serve per diffondere il digitale in tutte le attività produttive: sarà un luogo di coordinamento dove ciascuna delle istituzioni che partecipano darà il suo contributo sul digitale, dove si incontrano le imprese e si fa sinergia fra i diversi fondi. Collocarlo alla Manifattura ha un valore anche simbolico, essendo quello il luogo della innovazione e della creatività in particolare sul digitale.»
Innovazione e digitale non riguardano solo le imprese ad alta tecnologia ma anche quelle dei settori tradizionali: agricoltura, turismo, artigianato, beni culturali attraverso la digitalizzazione possono ricollocarsi sul mercato in modo decisamente più strategico. «È una sfida trasversale, questa della digitalizzazione, che deve ricoprire tutte le attività. Questo vale ancora di più per una realtà come la Sardegna: solo attraverso una massiccia dose di innovazione tecnologica affiancata al capitale umano riusciremo a crescere, ad aprirci e a entrare nei mercati internazionali superando i limiti dell’insularità e anzi diventando centrali grazie a un settore in cui la Sardegna ha sempre vantato competenza ed eccellenze. Una grande opportunità, dunque, in cui la Regione crede e che supporta con i mezzi a sua disposizione», sottolinea Raffaele Paci.

Il DIH informerà le imprese sulle opportunità offerte dal piano nazionale “Industria 4.0” e sui trend tecnologici, offrendo allo stesso tempo consulenza strategica per la definizione di progetti e programmi di innovazione, per l’accesso ai finanziamenti e le consulenze legali. La partecipazione al DIH resta aperta a tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a collaborare come soci sostenitori o partner tecnici.