7 August, 2026

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la segretaria cittadina del Partito Democratico Cinzia Grussu interviene oggi sul caso delle dimissioni di Arianna Vinci, assessore delle Politiche sociali del comune di Carbonia.

«Abbiamo appreso dalla stampa – scrive in una nota Cinzia Grussu – della decisione dell’assessora delle Politiche sociali di rassegnare le dimissioni alla sindaca a due mesi dal suo insediamento. Il Partito Democratico esprime forte preoccupazione per il vuoto dell’esecutivo cittadino, relativo a un assessorato tra i più importanti per la nostra città e che necessita di presenza assidua ed efficace nella gestione dei servizi sociali che finora hanno subito come noto esclusivamente tagli nella offerta e nella organizzazione del lavoro.»

«Sollecitiamo la sindaca Paola Massidda – conclude Cinzia Grussu – a provvedere celermente alla nomina del nuovo componente la Giunta.»

Paola Massidda e Arianna Vinci

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L’associazione di volontariato TERRA BATTUTA presenterà domani mattina, alle 10.00, in via San Domenico 10, a Cagliari, l’evento “Artisti Fuoristrada”, in programma sabato 17 e domenica 18 settembre, a sostegno dei progetti di solidarietà dedicati alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. L’evento prevede la realizzazione di opere pittoriche su cartone realizzate, in estemporanea, da numerosi artisti locali, a Cagliari, nel quartiere Villanova, lungo la Via San Domenico e la Piazza San Giacomo. Le opere realizzate saranno poi messe a disposizione dei cittadini che vorranno donare un contributo per la realizzazione dei progetti.

L’evento è organizzato dalla Associazione Terra Battuta in collaborazione con: Brigate di Solidarietà Attiva, Soc. coop. ISAR, Soc. Coop. Ad&st, Centro Antiviolenza “Sa Reina”, Soc. Coop. Co.Me.Te., Greenwich D’Essai, Associazione Culturale Settima Arte, Arciconfraternia S.S. Crocifisso.

Cagliari 39 copia

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Sabato 27 agosto la piazzetta Italo Diana di Sant’Antioco ha ospitato un evento commemorativo che ha visto protagonista il complesso musicale bandistico “Giuseppe Verdi” Città di Sant’Antioco, in occasione del 51/mo anno dalla morte del maestro Giuseppe (noto Geppino) Manservigi. Il concerto era inserito nella manifestazione musicale “Incontri musicali antiochensi”, che si sono svolti dal 25 al 31 agosto e che hanno visto come protagonisti allievi, docenti e professionisti della musica in corsi di alto perfezionamento e concerti di alto livello, oltre che rendere onore ad un suo grande maestro ha ripercorso la sua storia, dal 1872, anno della fondazione, fino ai nostri giorni.

«Commemorare uno dei più grandi musicisti che ha contribuito a forgiare il complesso bandistico subito dopo la seconda guerra mondiale e che ha lasciato una grande eredità anche come uomo e insegnante nella nostra cittadina – ha sottolineato la presidente della banda, Marcella Schirru – ha significato onorare la musica nel suo aspetto più alto nel rendere omaggio ad un maestro di musica e alla propria banda.»

La banda Giuseppe Verdi, oltre ad essere presente alle manifestazioni più importanti civili e religiose della propria città e del territorio, da sempre è protagonista di eventi culturali e musicali di prestigio. E’ stata una vera e propria “festa della musica”, con pezzi attinti dalla musica classica e pop eseguiti dai bandisti, con la collaborazione dei maestri dei corsi di alto perfezionamento. Alla serata hanno partecipato le autorità del paese e molte persone che hanno vissuto la storia della banda. Tra gli altri, i figli del maestro Giorgio e Laura, il genero Ireneo che ha cantato in suo onore alcuni pezzi di Andrea Bocelli, fino ai vecchi bandisti e maestri che lo hanno conosciuto o che hanno fatto parte del complesso in tutti questi anni, fra i quali il maestro Remigio Pili che, allievo del maestro Geppino, a sua volta ha diretto la banda per oltre vent’anni. E ancora il bandista Pinuccio Lai che, per tanti anni ,è stato parte integrante della vecchia banda musicale, sostenendola e dando il massimo per mantenerla sempre presente nella vita cittadina.

Ancora oggi la banda Giuseppe Verdi è parte integrante della comunità, presente nella vita musicale, culturale e rappresentativa del paese.

Tito Siddi

geppino-manservigi

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Emanuele Dessì è il nuovo direttore dell’Unione Sarda. Subentra ad Anthony Muroni, dimessosi sabato mattina.

L’ufficializzazione della scelta fatta dall’editore è stata fatta ieri pomeriggio da unionesarda.it con una breve nota pubblicata alle 16.05.

«La sua nomina è stata comunicata in tarda mattinata al comitato di redazione dall’editore Sergio Zuncheddu.

Cinquantuno anni, professionista dal ’97, Dessì ha iniziato a collaborare con l’Unione Sarda nel 1981 e del principale quotidiano sardo è stato anche capo servizio dell’Economia.

Dal 2010 dirige il telegiornale di Videolina e nella stessa emittente conduce da vent’anni la fortunata trasmissione “Sardegna Verde”.

Dessì succede ad Anthony Muroni, che sabato mattina ha rassegnato le dimissioni.

Il neo direttore – conclude la nota – firmerà il giornale a partire da venerdì.»

«Grazie, di cuore, per i tanti messaggi di sostegno – ha scritto ieri sera Emanuele Dessì nel suo profilo facebook -. L’Unione Sarda è il patrimonio di una Terra, la Nostra. Passione e umiltà non mancheranno mai. Ma siete voi a fare la differenza. E me lo avete insegnato in tutti questi anni. Grazie.»

Piazza Unione Sarda 1 copia

 

 

 

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Domani, a Roma, non ci saranno i manifestanti del comitato “I figli della crisi”. Ivano Sais, leader del movimento giovanile, spiega che, motivati da spirito di solidarietà sociale, si preparavano ad una discesa in grande stile nella Capitale ma venerdì sera è arrivato lo stop da parte delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di CGIL, CISL e UIL. «E’ inaudito, in tanti anni di battaglie fianco a fianco nelle rivendicazioni territoriali, l’unità delle categorie è sempre stato un segno distintivo ammirato da tutti.»

Critico anche Fausto Zoncu, altro componente del comitato giovanile. «Sono convinto che la decisione di estraniare gli altri movimenti non sia degli operai Alcoa, ma dipenda da politicanti di basso profilo, che non comprendono che c’è un intero territorio al collasso. Ed a pagarne le spese sono, soprattutto, i disoccupati e tutte le nuove generazioni di studenti senza futuro.»

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L’assessorato regionale del Lavoro intende selezionare tramite procedura comparativa pubblica, per titoli e colloquio, 3 esperti a supporto delle attività di controllo di primo livello nell’ambito del programma P.O.R. Fse Sardegna 2014-2020, presso l’Autorità di Gestione con un contratto di 24 mesi.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro le ore 13.00 del 26 settembre 2016 con una delle seguenti modalità:
– tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo lavoro@pec.regione.sardegna.it;
– tramite raccomandata a/r
– consegna a mano presso gli Uffici dell’Assessorato del Lavoro ,formazione, professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale
Via San Simone n.60 – 6° Piano
Cagliari

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Le organizzazioni e gli enti iscritti all’albo del Servizio civile nazionale potranno presentare i progetti per il 2017 fino alle ore 14.00 del 17 ottobre 2016. Ne dà comunicazione l’assessorato regionale del Lavoro.
Il Dipartimento della gioventù e del Servizio civile nazionale, ha, infatti, pubblicato l’avviso per la presentazione dei progetti da realizzare in Italia e all’estero. Le iniziative proposte dovranno avere una durata annuale, essere attuate esclusivamente presso sedi accreditate e prevedere un orario di attività dei volontari di almeno 30 ore settimanali oppure un monte ore annuo di 1.400 ore.
I progetti, firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’ente o dal responsabile del servizio civile nazionale indicati in sede di accreditamento dovranno essere presentati esclusivamente on line, tramite il sistema informatico Helios.
Successivamente, le organizzazioni e gli enti iscritti alle sezioni A dell’albo regionale del Servizio civile, che intendono realizzare in Sardegna i progetti proposti, dovranno inoltrare all’Assessorato la domanda di presentazione del progetto e i relativi allegati tramite pec all’indirizzo lav.serviziocivile@pec.regione.sardegna.it .

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Porto Flavia
I ministri dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e della Ricerca e il ministro per i Beni Culturali, nei giorni scorsi hanno sottoscritto l’intesa con il ministro dell’Ambiente sul decreto di riforma del Parco Geominerario. Il presidente della Regione aveva già dato il suo assenso e anche la comunità del Parco si era espressa positivamente. Si conclude così una vicenda annosa, essendo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale un mero atto tecnico.
I punti salienti della riforma sono la semplificazione della gestione e dei controlli ministeriali preventivi, il maggior ruolo delle istituzioni territoriali nella gestione, la partecipazione delle associazioni. Di fondamentale importanza la riclassificazione del territorio del parco in sub aree in funzione della rilevanza storica e culturale. I controlli saranno graduati in coerenza con un drastico alleggerimento della burocrazia.
Il parco estende la competenza all’intera Sardegna per la geologia, risolvendo così una condizione per la permanenza nella rete mondiale dei parchi, riconosciuta dall’Unesco.
Il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, che ha coordinato la riforma per conto della Regione, esprime soddisfazione per il risultato «ottenuto grazie alla leale cooperazione fra istituzioni. Auspichiamo – ha aggiunto Tore Cherchi – che le istituzioni territoriali procedano rapidamente alle nomine e a tutti gli atti di competenza con l’obiettivo di rilanciare l’attività del parco geominerario».

 

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Nuovo viaggio della speranza per i lavoratori Alcoa verso la Capitale, dove domani si terrà l’ennesimo incontro per cercare di capire se ci sono le condizioni per sbloccare la lunga e tormentata vertenza per la cessione dello stabilimento dall’Alcoa ad altra società, per il rilancio della produzione di alluminio.

I lavoratori chiedono al Governo e alla Glencore, la multinazionale svizzera che ha manifestato interesse alla ripresa della produzione nello stabilimento Alcoa di Portovesme, di prendere finalmente una decisione e sono intenzionati a non rientrare fino a quando non verranno assunti impegni precisi per la definizione positiva della vertenza che si trascina ormai da quattro anni.

La situazione è delicatissima, perché Alcoa una settimana dopo Ferragosto ha annunciato che «avvierà le attività propedeutiche alla riqualificazione del suo sito di Portovesme per lo sviluppo di nuove opportunità di business. La decisione è stata presa dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un acquirente per lo smelter.»

La reazione di Governo, Regione, forse politiche, sindacati e lavoratori all’annuncio fatto da Alcoa è stata durissima e non è più possibile procrastinare ulteriormente le decisioni, perché se effettivamente, come sostiene il Governo, oltre la Glencore ci sono altri gruppi interessati a rilevare lo stabilimento, domani andrà svelata la loro identità e dovranno essere assunti gli impegni conseguenti. E’ questo che chiedono i lavoratori e la sensazione è che si sia effettivamente giunti al punto di svolta della vertenza.

Alcoa a Rioma 16 febbraio 2016 6

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La soppressione delle classi e del percorso formativo ad indirizzo socio-sanitario dell’Istituto A. Volta di Guspini, ha portato i consiglieri regionali del gruppo Pd, primo firmatario Rossella Pinna, a presentare un’interrogazione all’assessore regionale della Pubblica istruzione, per chiedere urgenti ed opportune azioni correttive.

«Interrompere un indirizzo di studio dopo due anni – afferma Rossella Pinna -, ritengo che non abbia motivazioni così forti né dal punto di vista culturale, né economico. Stiamo parlando della eliminazione in un sol colpo, di due classi terze (diurna e serale) appartenenti al corso per Tecnici per i Servizi Socio Sanitari, frequentata con fatica e impegno anche dagli studenti lavoratori. Una decisione che sembrerebbe non aver valutato adeguatamente le conseguenze sociali, economiche e formative, di un territorio in continua emergenza come quello di cui il Medio-Campidano è, purtroppo, portatore, con il rischio di annullare una competenza e una qualificazione in parte acquisita. Una decisione basata esclusivamente sui numeri, che non tiene conto neanche di aspetti fondamentali come il disagio logistico o i costi di trasporto per le famiglie degli interessati, obbligati, nel migliore dei casi, alla scelta di iscrivere i propri figli negli Istituti di Oristano o Cagliari.»

«A metà percorso formativo, il sogno si interrompe anche per chi con enormi sacrifici, concilia famiglia, lavoro e studio nei corsi serali – aggiunge Rossella Pinna -. Questa misura taglia-classi, peraltro mal si concilia con le politiche antidispersione poste in essere dalla Regione e dal MIUR,e  nega irrevocabilmente il diritto allo studio sancito dalla Costituzione italiana. Qualunque strategia pedagogico-didattica non può che essere finalizzata al mantenimento degli studenti a scuola per non pregiudicarne la frequenza o impedirne il proseguo in un cammino educativo comune già intrapreso, come nel caso specifico, e finalizzato a dare una specifica competenza in un settore capace di aprire spazi nel difficile mercato del lavoro.»

«Mi auguro che si intervenga al più presto e che la decisione venga rivista e modificata con la giusta attenzione e sensibilità, considerando che oltre i precisi parametri numerici esistono anche specifiche deroghe per il superamento del problema. I presupposti – conclude l’on.le Pinna – ci sono tutti, serve una precisa volontà politica che viene richiesta all’assessore competente per restituire speranza agli studenti, alle studentesse e a tutti i soggetti interessati.»