18 October, 2026

Sono in corso le ricerche di un escursionista irlandese di 39 anni, disperso dal pomeriggio di venerdì 6 settembre nell’iglesiente lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara, nel tratto di costa compreso tra Masua e Cala Domestica.
Dal Comando dei vigili del fuoco di Cagliari è stato istituto un posto di Comando Avanzato con automezzo Ucl (Unità di comando locale) per il coordinamento delle squadre impegnate nella ricerca, operativo sul posto con specialisti TAS (topografia applicata al soccorso),
operativi in campo la squadra SAF (speleo alpino fluviale), il nucleo SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) con i droni, il nucleo cinofili oltre le squadre a terra con automezzi fuoristrada è stato impiegato l’elicottero Drago 144 del reparto volo dei vigili del fuoco Sardegna decollato dalla base di Alghero che nella giornata di ieri ha sorvolato le aeree limitrofe impervie della zona di ricerca attivato presso la direzione regionale dei vigili del fuoco per la Sardegna.

Il Lions Club di Carbonia, con il patrocinio della parrocchia di San Narciso, a Serbariu, comune di Carbonia, ha organizzato uno screening gratuito del diabete in occasione della festa patronale.
L’evento si è tenuto sabato 7 settembre, dalle 17.00 alle 20.00, presso la piazza della chiesa. Hanno collaborato alla sua realizzazione la farmacia Ce.Va. di Piazza Iglesias, di Carbonia, all’Associazione AUSER ODV di Carbonia, infermieri e medici volontari.

L’incontro ha offerto a bambini e famiglie l’opportunità di trascorrere una giornata speciale, sottoporsi a un controllo gratuito della glicemia e ricevere informazioni sulla prevenzione e gestione del diabete da parte dei medici volontari.
Il parroco e i fedeli hanno mostrato grande vicinanza ai volontari, esprimendo soddisfazione per il successo dell’iniziativa e auspicando che il servizio possa ripetersi in futuro.

 

Ennesimo incidente sulla strada statale 126, nella tarda mattinata, tra San Giovanni Suergiu e Carbonia. Un giovane motociclista è finito contro un furgone che pare procedesse nella stessa corsia e nella stessa direzione. Sul luogo dello scontro sono intervenuti i volontari della Sulcis Emergenza, un’ambulanza medicalizzata, i carabinieri della stazione di Sant’Antioco e del Nucleo Radiomobile di Carbonia. Vista la gravità delle condizioni del giovane motociclista, si è reso necessario anche l’intervento dell’elisoccorso per il trasporto in ospedale.

La circolazione stradale nel tratto in cui si è verificato l’incidente è stata deviata nella zona artigianale e commerciale di San Giovanni Suergiu, per consentire agli automezzi di ritornare sulla strada statale all’altezza della rotonda, dopo alcune centinaia di metri,. Sul posto hanno operato anche gli operai dell’Anas.

Il Sulcis Iglesiente si trova nuovamente al centro di una battaglia cruciale per la salvaguardia del suo tessuto produttivo e sociale. La vertenza Portovesme Srl non rappresenta soltanto una questione legata ai posti di lavoro, ma mette in discussione l’intero futuro di un territorio che non può permettersi questa situazione.
Da anni denunciamo il comportamento di una multinazionale che ha dimostrato, in maniera allarmante, una carenza di sensibilità nei confronti delle centinaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno affrontano una situazione di crescente precarietà.

La Portovesme Srl non è solo un’azienda: è un pezzo della nostra economia e della nostra comunità. Il suo futuro è intrecciato con quello delle famiglie che risiedono in questo territorio. L’incertezza che pervade la situazione non può più essere tollerata, né tantomeno ignorata. È il momento di rimanere uniti e di sostenere la dignità di chi, con sacrificio e impegno, tiene in piedi l’economia del Sulcis Iglesiente.

Noi di Carbonia Avanti siamo al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, convinti che la dignità e il rispetto di chi lavora non possano e non debbano essere oggetto di trattative o compromessi.
La politica, le istituzioni e tutte le forze sociali hanno il dovere di agire con determinazione.
Il Sulcis Iglesiente merita un futuro degno.

Fabio Usai
Carbonia Avanti

Le comunità dell’arcipelago del Sulcis, con le loro unicità storiche e culturali, saranno le protagoniste del LUDiCa 2024, che quest’anno è anche prima scuola estiva nazionale di formazione in Storia digitale e pubblica. 

Organizzata dal Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Public History (AIPH), il Centro Interuniversitario per lo studio e lo sviluppo della Public History (CISPH), l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO) e le amministrazioni comunali di Carloforte e Sant’Antioco, la scuola rappresenta un’opportunità unica nel panorama italiano per chi vuol fare storia per e con le comunità e sul campo.

La scuola è volta a esplorare la Storia e le storie delle “piccole isole” in chiave storica, raccogliendo documenti d’archivio, testimonianze orali, fotografie storiche.  Parteciperanno docenti, studenti universitari, dottorandi, assegnisti e professionisti museali, archivistici e bibliotecari, in arrivo da tutta Italia.

Insieme a cittadini, associazioni, enti locali daranno vita a una percorso di storia scritta “dal basso”, una ricerca i cui risultati confluiranno in una piattaforma digitale che verrà presentata alla fine del campi estivi previsti nelle due isole sulcitane nell’ultima settimana di settembre.

– Bottega Digitale (9-20 settembre): Un percorso di sei lezioni in modalità mista (presenza e online).
– Campo di Storia Digitale e Pubblica (23-29 settembre): Un’esperienza sul campo nelle comunità di Carloforte e Sant’Antioco.

Una settimana scandita da incontri, seminari pubblici, ricerche sul campo, interviste orali, indagini su archivi pubblici e privati e che si concluderà con pubblicazione e presentazione pubblica di una piattaforma digitale dedicata alla narrazione delle storie locali raccolte durante il laboratorio.

Esperti nazionali e internazionali di storia digitale e pubblica e digital humanities terranno seminari apertura a tutti nei luoghi più rappresentativi delle due comunità.

«La decisione della Glencore di fermare la maggioranza delle produzione a Portovesme nel Sulcis non è certamente un fulmine a ciel sereno, sono due anni che il tavolo del ministero si riunisce ma dal Governo non vengono fuori proposte concrete in risposta ai problemi posti da sindacati e azienda.»

Lo scrive in una nota il deputato del PD eletto in Sardegna.

«I costi energetici in Italia sono il triplo rispetto a Paesi come Francia e Germania, in questi ultimi 5 mesi il PUN è quasi raddoppiato nel nostro Paese ritornando al periodo post Covid e il Governo non ha fatto niente per famiglie e imprese impegnato in scappatelle e separazioni», prosegue Silvio Lai.

«Nel frattempo il tavolo Glencore al ministero delle imprese e del Made in Italy del ministro Urso non si riunisce da febbraio e sul tema dell’energia non è stato capace di produrre niente di concreto che consentisse di mettere l’azienda nei confini delle sue responsabilità. L’assenza del Governo è evidente in questo ulteriore passo in avanti della multinazionale che evidentemente si può permettere di fare quello che vuole coperta dalla insipienza di un ministro finto e di un Governo inesistente – conclude Silvio Lai -. Bene ha fatto la Regione, guidata da soli 5 mesi dalla nuova Giunta Todde, ad incontrare immediatamente azienda e sindacati e bene farà nel sollecitare duramente il Governo ad rendere concreto il tavolo sinora inutilmente convocato al ministero di Urso.»

«Lo stop alla linea di produzione dello zinco primario a Portovesme è un disastro strategico per l’Italia. La metallurgia primaria, che serve per i prodotti a più alta qualità tecnologica e non può essere sostituita dal riciclo, è indispensabile perché il nostro Paese possa condurre una politica industriale efficace e difendere con forza la propria sicurezza economica.»

E’ l’allarme lanciato dal senatore del Partito democratico, Marco Meloni.

«Il ministro delle Imprese e del Made in Italy chiarisca immediatamente al Parlamento se è stato fatto tutto il possibile per evitare una decisione aziendale che rischia di avere ripercussioni drammatiche sull’intero Sistema Paese – è la richiesta del senatore del Pd -. Continuiamo a constatare una mancanza di visione da parte del Governo guidato da Giorgia Meloni. Da una parte adotta provvedimenti improvvisati e senza alcun dialogo con le Regioni sulle materie prime critiche, dall’altra assiste senza fiatare alla sostanziale sparizione di una produzione storica italiana nella metallurgia dei non ferrosi. Le vertenze industriali vanno guidate con una regia attenta e costante, di cui al Mimit non sembra esservi traccia. Più che ministero del fare, sembra sia il ministero del chiudere.»

«È inoltre fondamentale capire quale supporto si intende assicurare nell’immediato ai lavoratori coinvolti e al territorio, in attesa di una soluzione di lungo periodo. Il Sulcis e i suoi lavoratori non possono essere abbandonati a sé stessi per l’ennesima volta, tanto più quando in ballo ci sono interessi nazionali», conclude Marco Meloni.

La Lega Sardegna ha diffuso una nota nella quale esprime forte preoccupazione per la comunicazione di Glencore riguardante l’ulteriore fermata degli impianti della Portovesme Srl.

«Avevamo confidato che il percorso tracciato e gli impegni presi dalla Portovesme Srl avrebbero portato al mantenimento dei processi in marcia e alla ripresa delle attività ferme. tuttavia, ci troviamo di fronte all’ennesima stretta che graverà sui lavoratori diretti e sulle imprese dell’indotto», si legge nella nota della Lega Salvini Sardegna.

«Riteniamo opportuno richiamare l’attenzione sul fatto che il mantenimento degli impianti in marcia sottende a impegni precisi presi tra la Portovesme Srl e la Regione Sardegna – continua la nota -. È quindi insufficiente che rimangano in funzione solo gli impianti destinati ai processi di seconda lavorazione per il riutilizzo dei fumi di acciaieria.»

«Al di là dei buoni intendimenti, è necessario che Glencore, a cui è stata concessa grande disponibilità da parte del territorio, retroceda immediatamente da questa decisione e istituisca un piano che non intacchi i livelli occupazionali – dichiara Michele Pais, coordinatore regionale della Lega Sardegna -. La Lega Sardegna resta solidale e disponibile per azione qualsiasi a favore dei lavoratori e delle imprese coinvolte, confidando in un ruolo attivo e deciso della Giunta regionale a difesa dei lavoratori e delle imprese.»

I sindaci componenti l’Assemblea dell’Unione dei Comuni del Sulcis hanno appreso con estremo stupore la decisione della Glencore di proseguire le produzioni, ad eccezione del forno Waelz per il trattamento dei fumi di acciaieria. Tale decisione desta grande preoccupazione per le innegabili ricadute occupazionali che comporterà e sul futuro stesso della Portovesme S.r.l.. Sono infatti a rischio tantissimi posti di lavoro che non potranno essere facilmente recuperati, non esistendo alcun piano strategico di rinascita del Polo Industriale di Portovesme né di riconversione dello stesso. Questa mattina, in delegazione, i Sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis sono presenti all’assemblea generale dei metalmeccanici, convocata con urgenza dai Sindacati di categoria. I Sindaci auspicano, infine, che la Regione Sardegna e il Governo Nazionale, si schierino al fianco dei lavoratori, sostenendo le loro rivendicazioni, al fine di garantire un futuro anche al comparto industriale del Sulcis Iglesiente.

I sindaci dei Comuni di Carbonia, Giba, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias e Villaperuccio

«Continuano a manifestarsi gli effetti devastanti dell’inerzia della Giunta Solinas e della sua maggioranza. Ancora una volta, ci troviamo di fronte a una crisi industriale che colpisce i lavoratori e le lavoratrici della nostra comunità. La Glencore, nonostante gli annunci e le rassicurazioni precedenti, ha deciso di fermare la linea zinco, lasciando attivo solo il Waelz per il trattamento dei fumi di acciaieria. Questa scelta mette in pericolo il futuro di tanti lavoratori, che si trovano ora a dover affrontare un dramma occupazionale e sociale.»
Lo scrive, in una nota, la segreteria regionale di Sinistra Futura.
«Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti loro, e assicuriamo che saremo al loro fianco in questa difficile battaglia. Non possiamo permettere che multinazionali senza scrupoli sfruttino la loro posizione di potere a discapito della dignità e dei diritti dei lavoratori – conclude Sinistra futura -. Ci impegneremo con tutte le nostre forze affinché questa crisi trovi una soluzione positiva, e continueremo a lottare per difendere il lavoro e la giustizia sociale nel nostro territorio.»