16 August, 2026

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E’ in programma sabato 5 dicembre 2015, alle ore 16.00, l’inaugurazione della 5ª Mostra “In Miniera tra i presepi”. La mostra, allestita nella “Sala Docce” del Museo del Carbone della Grande Miniera di Serbariu, sarà visitabile gratuitamente fino al 6 gennaio 2016, durante gli orari di apertura del Museo (dalle 10.00 alle 17.00, tutti i giorni esclusi i lunedì non festivi, il 25 dicembre e il 1 gennaio; il 24 e il 31 dicembre dalle 10.00 alle 13.00).

I presepi in mostra nascono dalla fantasia di bambini e ragazzi delle scuole, di associazioni, gruppi di appassionati, cooperative sociali per l’assistenza ai disabili e artigiani. I circa 40 lavori, provenienti dal Sulcis Iglesiente e dalle province di Cagliari e Oristano, sono stati realizzati con tecniche e materiali diversi: dalla ceramica al sughero, dalla carta al legno, dal gesso alla terracotta, dai materiali di riciclo ai cristalli Swarovski, dalle conchiglie alla pasta di mais.

Sino al 5 gennaio è possibile votare il presepe preferito, utilizzando il  modulo che sarà consegnato a ciascun visitatore all’ingresso. Il 6 gennaio 2016 gli autori del presepe vincitore riceveranno un riconoscimento e le fotografie dell’opera saranno pubblicate sul sito web e sulle pagine Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Google+ del Museo del Carbone.

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«Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, oggi prenderà parte al Consiglio dei ministri, che approverà le norme di attuazione dello Statuto Speciale sulla promozione e la tutela della lingua sarda, elaborate dalla commissione paritetica Stato/Regione che da qualche tempo presiedo.»

Lo scrive su facebook Francesco Sanna, deputato del Partito Democratico.

«Tutte le funzioni e i fondi attribuiti allo Stato dalla legge 482/1999 sulle lingue minoritarie – conclude Francesco Sanna – diventano compiti e poteri della Regione, che amplia così la sua autonomia speciale.»

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Verrà inaugurata domani, sabato 5 dicembre, alle ore 16.00, presso l’Auditorium della Grande Miniera di Serbariu la Mostra personale di arte contemporanea informale (pittoscultura) “La Materia e lo spirito” di Gianni Lardieri. La Mostra, che si potrà visitare sino al 13 dicembre, dalle 10.30 alle 12.30, e dalle 16.00 alle 19.00, è organizzata in collaborazione con il comune di Carbonia.

Gianni Lardieri, nato a Carbonia, sin da bambino manifesta particolari capacità creative, soprattutto nella creazione di mini complessi abitativi, impiegando i materiali poveri a sua disposizione. Si dedica alla pittura e scultura e, dopo anni di esperimenti, trova finalmente la sua dimensione che si discosta dall’ortodossia dell’arte informale, fondendo la pittura con la scultura.

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«Non si può chiamare riforma ciò che, anziché migliorare, complica il quadro di riferimento degli Enti locali. Quanto proposto dalla Giunta regionale fa acqua da tutte le parti: un progetto sbagliato nell’impianto di base e destinato a peggiorare ulteriormente a causa delle pressioni che giorno dopo giorno aumentano in maniera esponenziale, tanto che sarà impossibile ottenere un buon lavoro.»

A dirlo è Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna.

«Il legislatore non è sereno – aggiunge Locci -. Il rischio è perdere la facoltà di autodeterminarsi per capire quale sia il migliore modello di gestione degli Enti locali. E di sicuro non lo è la riforma proposta dall’Esecutivo Pigliaru, che innanzitutto non tiene conto delle variazioni a livello costituzionale.»

«La Giunta sta mettendo in piedi un sistema che resuscita le province, spalmandole in molteplici Unioni di comuni – sottolinea ancora Ignazio Locci -. Complicando, appunto, il quadro di riferimento. E, soprattutto, creando il caos nella gestione delle funzioni primarie e fondamentali degli Enti locali (come definite nella Costituzione), ovvero quelle che hanno una ripercussione diretta sui cittadini (politiche sociali, edilizia scolastica, Polizia municipale, pianificazione urbanistica, etc). Basti pensare che i consigli comunali verranno vuotati di ogni prerogativa: spariranno le facoltà in capo alle opposizioni e il potere decisionale sarà esclusivamente in mano al Presidente dell’Unione dei comuni e alla sua Giunta, composta dai sindaci dei comuni aderenti. E stop ai contrappesi alla base della moderna democrazia: il cosiddetto check and balance, quell’insieme di meccanismi politico-istituzionali finalizzati a mantenere l’equilibrio tra i vari poteri.»

«Non si possono fare le riforme tenendo come faro di riferimento logiche che sono di fatto tecnocratiche e tengono a salvaguardare e nutrire chi è dentro questo sistema. E lo dimostra la processione di tutti i possibili portatori di interessi (i propri interessi, sia chiaro). Il presidente Francesco Pigliaru deve fare uno sforzo e guardare oltre la coalizione, concentrandosi sulla realtà, quella vera, fatta di cittadini che hanno bisogno di punti di riferimento e che non vogliono essere considerati semplici numeri o fattori di un’equazione matematica. Fermarsi non è una sconfitta – conclude il consigliere regionale di Sant’Antioco -. È invece una vittoria della politica che guarda alle esigenze dei sardi.»

Sede ex Provincia 15

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La protesta delle radio indipendenti della Sardegna è approdata ieri mattina in Consiglio regionale con l’audizione nella Seconda commissione del comitato a cui aderiscano le trenta emittenti radiofoniche che lamentano il disinteresse della Regione e la disparità di trattamento rispetto alle tv locali.

Sergio Benoni, Roberto Melis, Maria Mercede Morittu, Gianfranco Secci e Gianni Careddu hanno illustrato ai commissari del parlamentino dell’Informazione le ragioni della protesta che ha portato alla costituzione di un comitato spontaneo, per riaffermare il ruolo che il comparto riveste nell’Isola ad incominciare da ciò che attiene la salvaguardia della pluralità dell’informazione in Sardegna.

I rappresentanti del comitato hanno sottolineato il gradimento delle radio da parte dei sardi certificato dai dati di ascolto (circa un milione di ascoltatori\giorno nell’isola) e i circa 400 occupati nelle società che gestiscono le cinquanta antenne attive in Sardegna. «Siamo una realtà – hanno affermato Benoni, Melis, Morittu, Secci e Careddu – che non può essere trascurata dalla Regione e l’esclusione dell’emittenza radiofonica dalle provvidenze della legge n. 3 (Interventi urgenti a favore delle emittenti televisive locali. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3 luglio 1998, n. 22) ci ha ferito profondamente».

A giudizio del comitato le modifiche apportate alla legge 22\1998 avrebbero ulteriormente svantaggiato gli operatori che – così hanno precisato gli editori del comparto radio – «sono stati abbandonati dalla Regione come dimostra la sanzione inflitta dall’Agicom (5.000 euro) per non aver assegnato, all’emittenza radiofonica, almeno il 15% degli importi destinati alla pubblicità istituzionale».

Nel breve dibattito che ne è seguito sono intervenuti i consiglieri: Gianmario Tendas, Pd, («Non c’è mai stata la volontà di penalizzare le radio della Sardegna»); Pierfranco Zanchetta, Upc, («Assumiamo l’impegno di salvaguardare il patrimonio culturale rappresentato dalle radio in Sardegna»); Roberto Desini, Cd, («Sono presenti le condizioni per porre rimedio alle mancanze di una normativa carente per il comparto») e Rossella Pinna, Pd, che ha chiesto lumi sul confronto aperto con l’assessorato regionale in vista della presentazione di un provvedimento organico in materia di informazione.

Il presidente della commissione, Gavino Manca (Pd), nel portare a sintesi le risultanze dell’audizione del comitato delle radio indipendenti ha ribadito che con l’approvazione della legge sull’emittenza televisiva in Sardegna, il Consiglio regionale ha voluto offrire un sostegno a un settore che attraversa una profonda crisi che ha portato alla cessazione di numerose tv locali ma che in alcun caso si è pensato però di penalizzare l’emittenza radiofonica isolana. «E’ ferma intenzione della commissione – ha dichiarato Gavino Manca – procedere con una nuova legge sull’informazione che segni il superamento delle disposizioni contenute nella legge 22 del 1998, così come ci sentiamo impegnati a ricercare dotazioni finanziarie più congrue per i capitoli di spesa di competenza delle emittenti radio, in occasione dell’esame ormai prossimo della legge finanziaria».

La commissione ha poi proceduto con l’audizione del direttore regionale della “Società Umanitaria” (Salvatore Figus), l’ente che gestisce in Sardegna tre centri per i sevizi culturali a Carbonia, Alghero e Cagliari, dove è ricompresa la Cineteca sarda.

La richiesta avanzata dai responsabili dell’ente che conta 21 operatori nell’Isola, è quella di rafforzare e dare piena operatività alla Fondazione Umanitaria Sardegna che pur restando collegata alla Fondazione Umanitaria di Milano, possa caratterizzare in senso più marcatamente identitario tutte le sue attività.

L’assessore della Pubblica Istruzione, Claudia Firino, ha illustrato le linee guida del Piano di dimensionamento scolastico 2016-2017, approvate dalla Giunta regionale lo scorso 19 novembre con la deliberazione n.56.

L’assessore, nel ricordare l’esperienza del precedente iter di approvazione del piano di dimensionamento, ha indicato come una importante novità rispetto al passato la rinuncia da parte della Regione del cosiddetto potere sostitutivo nell’elaborazione del piano ed ha confermato che con tale scelta di fatto l’amministrazione regionale recepirà le indicazioni che verranno fornite dalle conferenze provinciali. «Tale decisione – ha aggiunto Firino – è ancor più giustificata dalla constatazione che è ancora in discussione la legge di riordino degli Enti Locali e restano ancora da definire gli ambiti territoriali scolastici (ex distretti scolastici) che corrispondono in parte con le vecchie province».

Le linee sui cui muove il dimensionamento 2016-2017, ribadiscono gli obiettivi di legislatura indicati nella deliberazione della giunta n. 48 del 2 dicembre 2014, tra i quali si evidenziano la lotta alla dispersione scolastica e il miglioramento delle competenze e delle infrastrutture scolastiche, e seguono i seguenti principi: sostenere i Comuni che manifestano la volontà di cooperare tra loro per garantire percorsi formativi ispirati ai più avanzati modelli didattici; adottare modelli che non prevedano le pluriclassi e favoriscano l’adozione del tempo pieno; adottare l’istituto comprensivo come modello di riferimento nell’organizzazione scolastica e assicurare le opportune sinergie con il sistema dei trasporti.

Per ciò che attiene le autonomie scolastiche queste dovranno essere composte da un numero di alunni non inferiore a 600 unità mentre per le autonomie scolastiche situate nei comuni montani o nelle isole minori il numero minimo di alunni è fissato in 400.

Per i PES (punti di erogazione servizi) si prevede il rafforzamento del percorso finalizzato all’accorpamento dei PES maggiormente sottodimensionati formati esclusivamente da pluriclassi mentre per CPIA (centri provinciali per l’istruzione degli adulti) l’assessore ha riferito sull’intenzione di avanzare la richiesta di deroga avanzata al ministero perché quelli attualmente in essere (3) non garantiscono l’efficace copertura del territorio sardo.

«Al ministero – ha aggiunto la Firino – avanzeremo la richiesta perché sia riconosciuto all’Isola una dotazione maggiore di personale docente e non docente, rispetto a quello che gli viene attribuita con il ricorso agli attuali parametri governativi, basati sul numero degli alunni iscritti. La richiesta è giustificata dalle peculiarità sarde relative all’alto tasso di dispersione scolastica.»

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

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Il consigliere regionale del Partito Democratico Daniela Forma ha annunciato ieri la presentazione di un’ interrogazione in cui rileva l’esigenza di adottare quanto prima la deliberazione di Giunta, calendarizzata oramai dalla fine dello scorso mese di luglio, che stabilisca i criteri che mettano la “Fondazione Marreri Onlus” nella condizione di poter chiedere l’autorizzazione della struttura di accoglienza realizzata a Nuoro.

«La “Fondazione Marreri onlus” – ha detto Daniela Forma – grazie a importanti finanziamenti erogati dalla Provincia di Nuoro, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Fondazione Banco di Sardegna, ha realizzato a Nuoro una struttura di accoglienza dedicata alle persone con Disturbo dello Spettro Autistico (DSA). Tale struttura di accoglienza risulta pronta ad operare ma impossibilitata a farlo in mancanza del provvedimento di Giunta che individui i criteri in base ai quali richiedere l’autorizzazione e, in seguito, l’accreditamento da parte della Regione.»

Nuoro 71 copia

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A Iglesias, il Partito Democratico Sardegna, nell’ambito dell’iniziativa “Italia Coraggio”, sarà in piazza Lamarmora domenica 6 dicembre 2015, dalle ore 10.30 alle 13.00, per sottolineare l’imprescindibile necessità del rispetto delle altrui idee e scelte, e rimarcare l’importanza della ricerca di una possibile identità pur nella diversità e, in definitiva, di riaffermare l’importanza di provare a fare esercizio di buona Politica.

Piazza Lamarmora

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Prosegue lunedì 7 dicembre, il 3° festival “Teatro per la Città”, organizzato dalla compagnia “La Cernita teatro” in collaborazione con il comune di Carbonia.

La manifestazione che vede la direzione artistica di Cinzia Crobu e Monica Porcedda e la direzione organizzativa de “La Cernita Teatro”, in collaborazione con Sardegna Teatro – Teatro di Rilevante Interesse Culturale, Rete Idee, manterrà la formula collaudata in precedenti occasioni, continuando a privilegiare il teatro civile e quello della memoria

Dopo l’appuntamento dello scorso 29 novembre presso il Teatro di Bacu Abis, il 7 dicembre, alle ore 21.30, il Teatro Centrale di Piazza Roma a Carbonia ospiterà “La hora de la verdad”, della Compagnia La Cernita Teatro, di e con Andrea Rosas, per la regia di Monica Porcedda. Lo spettacolo è liberamente tratto dal racconto “L’antimonio” di Leonardo Sciascia.

Sino al 10 dicembre 2015 gli Istituti secondari di secondo grado di Carbonia ospiteranno i seminari teatrali “Il teatro senza quinte” diretti da Monica Porcedda e Cinzia Crobu, con la partecipazione delle attrici e degli attori de La Cernita Teatro.

Andrea Rosas In La hora de la verdad (foto F.Leo)locandina teatro x la città III edizione

 

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Il Papa in Sardegna 2

Nel corso della riunione del 1 dicembre 2015, la Conferenza Episcopale Sarda ha affrontato la questione relativa all’attuazione della riforma del processo canonico in materia di nullità matrimoniale emanata da Papa Francesco con il motu proprio “Mitis Judex Dominus Jesus”, che entrerà in vigore il prossimo 8 dicembre 2015.

I Vescovi sardi – accogliendo con viva gratitudine le nuove disposizioni pontificie che, ribadendo la natura sacramentale del matrimonio cristiano come principio fondante della famiglia, accentuano la premura pastorale della Chiesa nei confronti delle coppie che vivono esperienze coniugali ferite o fallite – hanno concordato alcune linee comuni di azione, atte a recepirne le determinazioni.

La prima e più rilevante novità consiste nel fatto che al processo ordinario, che rimane in vigore per i procedimenti più complessi, si aggiunge quello più breve per i casi di conclamata sussistenza dei motivi di nullità, qualora vi sia la convergente volontà di entrambi i coniugi.

La seconda rilevante novità, che abbrevia notevolmente i tempi del processo ordinario, è l’abolizione della doppia sentenza conforme. Salvo l’eventuale appello, infatti, la sentenza di primo grado sarà immediatamente esecutiva, senza la necessità di un secondo grado di giudizio che per la Regione Ecclesiastica della Sardegna è il Tribunale del Vicariato di Roma.

Per il processo ordinario, la competenza rimane per ora in capo al Tribunale Ecclesiastico Regionale Sardo (TERS), alla cui cancelleria va presentato il libello.

Il processo più breve, invece, è di competenza del Vescovo diocesano che, con i suoi collaboratori competenti in materia, istruisce il processo ed emette la sentenza, la quale, in mancanza di appello, è definitiva. Il tutto in tempi molto rapidi. Per accedere a questa forma, il libello (= petizione delle parti contenente le ragioni motivate e documentate per cui si chiede il riconoscimento di nullità) va di norma inoltrato al proprio Vescovo.

Qualora o il difensore del vincolo o una delle parti presenti appello alla sentenza del Vescovo, il ricorso in appello va inoltrato al rispettivo Arcivescovo Metropolita. Se poi il ricorso è avverso la sentenza emessa da uno dei tre arcivescovi di Cagliari, di Sassari o di Oristano, l’appello va presentato alla diocesi più antica fra quelle della Metropolia stessa, rispettivamente, quindi, Iglesias, Alghero e Ales-Terralba.

In tutti i processi è sempre possibile rivolgere l’appello direttamente al tribunale della Rota Romana.

Circa l’aspetto economico, rimangono in vigore le attuali norme CEI che, in ossequio alla raccomandazione di Papa Francesco a non gravare soprattutto su chi versa in particolare difficoltà, assicurano il servizio del gratuito patrocinio.

I Vescovi, infine, accolgono l’invito del Papa ad inserire la sfera giudiziale entro una più vasta e capillare azione pastorale delle comunità parrocchiali, attraverso i sacerdoti, le associazioni e gli operatori pastorali, volta ad accompagnare e sostenere le famiglie e le coppie in difficoltà, facendo sperimentare alle stesse il volto misericordioso della Chiesa e fornendo anche le dovute informazioni a coloro che fossero nelle condizioni di adire al processo canonico per la dichiarazione di nullità del proprio matrimonio.

Nel prossimo futuro saranno verificate anche le eventuali condizioni e opportunità di istituire tribunali diocesani o interdiocesani per tutte le cause matrimoniali.

+ Sebastiano Sanguinetti, segretario CES


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Jarvis Varnado 77

Una grandissima Dinamo, priva di David Logan (precauzionalmente a riposo) e Brenton Petway, trascinata da Marquez Haynes (26 punti, 3 su 5 da 2 punti, 5 su 7 da 3 punti, 5 su 7 ai tiri liberi, 30 di valutazione) e Jarvis Varnado (19 punti, 6 su 13 da 2 punti, 7 su 8 si tiri liberi, 6 rimbalzi, 18 di valutazione), ha sfiorato la vittoria con il Maccabi: 74 a 76. E’ stata una partita spettacolare, giocata a testa alta dalla squadra di Marco Calvani che allo scadere ha avuto nelle mani di Joe Alexander la palla del sorpasso decisivo, dopo una straordinaria rimonta, ma la sua tripla s’è persa sul ferro.

L’avvio di partita è stato favorevole al Maccabi, scattato avanti sull’8 a 0 ma la reazione della Dinamo è stata immediata. Un super Varnado e il cecchino Haynes hanno riportato il risultato in parità sul 15 a 15. Il Maccabi ha mostrato maggiori motivazioni ed ha chiuso il primo quarto sul 20 a 15.

In avvio di secondo quarto il Maccabi ha allungato fino al +12, 34 a 22, ma un Haynes sempre ispirato al tiro ha tenuto la Dinamo in partita, al cospetto di un Maccabi chiamato assolutamente a vincere per sperare ancora nella qualificazione alla Top 16 e all’ultimo intervallo tra le due squadre si è giunti con un divario di soli 5 punti: 52 a 57.

Joe Alexander ha dato il suo prezioso apporto, Sacchetti è Haynes non sono stati da meno e la Dinamo è tornata a -3: 63 a 66. Il Maccabi si è riportao a +6, sul 66 a 73 ma due sensazionali triple di Haynes hanno spaventato la squadra israeliana che ha sprecato in attacco sul 76 a 74 ed ha concesso l’ultimo attacco alla Dinamo ma questa volta la mano di Joe Alexander non è stata abbastanza calda e la tripla che avrebbe dato la vittoria alla sua squadra è finita sul ferro.

L’Eurolega resta amara ma anche oggi la Dinamo ha confermato i progressi già manifestati a Mosca e in campionato a Capo D’Orlando.

Tra poco più di 48 ore ritorna il campionato e domenica alle 12.00, a Sassari, arriva la Dolomiti Energia Trento.