14 October, 2026

“La formazione strumento di crescita per le imprese. Il Fondo Artigianato Formazione: vantaggi e opportunità per le imprese sarde”, è il titolo del seminario pubblico, aperto alle imprese e ai consulenti del lavoro, organizzato a Sassari per domani, 1 luglio, da Confartigianato Imprese Sardegna, CNA e Fondartigianato (Articolazione regionale Sardegna). L’incontro si svolgerà presso l’Hotel Il Vialetto, in via Predda Niedda, avrà inizio alle 9.30.

Il programma prevede l’apertura degli interventi con la relazione di Simona Guttuso, dell’Articolazione regionale Sardegna, dal titolo “Il Fondo artigianato formazione. Modalità di adesione e funzionamento”. A seguire Antonio Alivesi, segretario provinciale di Confartigianato Sassari, con la relazione dal titolo “Le attività del Fondo in Sardegna”, Giuseppe Oggiano, presidente dell’Ordine dei consulenti del Lavoro della provincia di Sassari, con “L’importanza dei fondi interprofessionali per la crescita delle imprese”, e con Stefano Di Niola, presidente del Fondo artigianato formazione, con “Strategie e prospettive”. Presiede e coordina Stefano Mameli, segretario regionale Confartigianato Imprese Sardegna.

«Considerato che si sta aprendo la nuova stagione dei fondi europei FSE che destinano tante risorse alla formazione – afferma Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato – sarebbe strategico che si avviasse un dialogo con la Regione al fine di integrare progetti e risorse destinati alla formazione nelle piccole imprese.»

Il Fondo artigianato formazione (Fondartigianato), è il Fondo Interprofessionale per la formazione continua previsto dalla legge 388/2000, con la quale si delega ad Enti di natura privatistica, costituiti dalle parti sociali, la gestione dei contributi versati dalle aziende per la formazione e l’aggiornamento dei propri dipendenti.

Nasce, per sostenere e diffondere la cultura della formazione continua, per promuovere e realizzare in modo più adeguato ed efficace piani formativi per l’azienda, il territorio, il settore, per favorire la competitività delle imprese, per valorizzare le risorse umane. Promuove, realizza e diffonde iniziative di formazione continua all’interno di piani formativi elaborati in sede di dialogo sociale, volte alla valorizzazione delle risorse umane ed allo sviluppo dei settori di attività dell’artigianato delle piccole e medie imprese. Il Fondo si pone, quindi, come obiettivo quello di favorire le condizioni per rendere possibile lo sviluppo delle pratiche formative che qualificano ulteriormente il lavoro dell’artigianato e delle PMI nel sistema delle politiche del lavoro.

Cagliari 7

Da giovedì 2 a venerdì 3 luglio anche l’Università di Cagliari partecipa a SINNOVA 2015. Al Centro polifunzionale ex Terminal crociere, a Cagliari, lo stand di Unica espone una selezione delle attività innovative suscettibili di trasferimento tecnologico e di maggiore interesse per il mondo delle imprese sarde.

Durante la due giorni verrà presentato il video che racconta le peculiarità di quattro dei progetti pilota di sviluppo congiunto Università-imprese promossi nell’ambito del progetto INNOVA.RE. Il video è prodotto dal Celcam – Centro per l’Educazione ai Linguaggi del Cinema, degli Audiovisivi e della Multimedialità dell’Università di Cagliari. Lo stand di Unica distribuisce le brochure informative su alcuni dei brevetti dell’ateneo, mette a disposizione le schede descrittive di altri progetti suscettibili di trasferimento tecnologico, sviluppati in diversi ambiti disciplinari.

Lo staff di Unica fornisce informazioni alle imprese sulle opportunità dell’apprendistato di alta formazione e ricerca. Ad esempio, un contratto di lavoro a contenuto formativo rivolto ai giovani laureandi e laureati fino ai 30 anni. Inoltre, viene proposto materiale informativo sul  Contamination Lab Cagliari, il percorso di accompagnamento alla cultura d’impresa (presto al via con la sua terza edizione) che ha finora coinvolto oltre duecento tra studenti, laureati e ricercatori del nostro ateneo.

Il Salone dell’innovazione in Sardegna promosso da Sardegna Ricerche in collaborazione con l’assessorato regionale della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Partecipano a SINNOVA 2015 le imprese innovative della Sardegna, i due atenei dell’isola, i centri di ricerca e le istituzioni regionali che concorrono allo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione. Sono previsti eventi, workshop e dimostrazioni nell’area Fablab. In programma, nella mattinata di apertura, gli interventi del rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, e del prorettore per il Territorio e l’innovazione, Annalisa Bonfiglio.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Sette consiglieri regionali del Partito Democratico, primo firmatario Rossella Pinna, hanno presentato una proposta di legge sulla “Disciplina dell’attività di tatuaggio, piercing, trucco permanente o semi-permanente e pratiche correlate”.

Nonostante la moda del “tattoo” e del piercing, nonché delle pratiche affini, sia diventata un fenomeno di costume in costante ascesa, finora, non è stata ancora adottata una legge regionale che faccia propri i principi sanciti nelle linee guida ministeriali. Un vuoto legislativo che la proposta di legge regionale presentata lo scorso 17 giugno. intende colmare quanto prima, per armonizzare la norma regionale a quella nazionale e rispondere opportunamente alla tutela della salute dei cittadini.

La tutela prevede ampie garanzie in termini di adeguati standard di igiene degli  ambienti di lavoro, delle tecniche utilizzate, delle attrezzature, degli strumenti, dei materiali e dei prodotti impiegati per la loro esecuzione.

«Sono purtroppo frequenti – sottolinea l’on.le Pinna – le notizie sulla pericolosità che queste pratiche comportano se non eseguite secondo precise norme igieniche e ambientali, l’ultima apparsa sui media proprio in questi giorni.»

Un’indagine “ad hoc” condotta da un’Università romana sui suoi studenti, ha rivelato che un quarto dei ragazzi che si son sottoposti a tatuaggi e piercing ha riportato complicanze infettive, e solo il 17% ha firmato il consenso informato.

Il dato più allarmante, prosegue l’esponente del PD, è che molte persone, giovani in particolare, si sottopongono a tatuaggi e piercing rivolgendosi ad operatori-dilettanti o improvvisati, che utilizzano strumenti artigianali non adeguati o esercitano in locali non certificati, senza rispettare le norme igieniche.

I rischi sono molto gravi e non vanno trascurati: dall’epatite B e C, fino al virus dell’Aids e, non secondario inoltre, l’inoculazione nella cute di sostanze chimiche non controllate può portare a reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica.

L’assenza di una precisa regolamentazione del settore consente, purtroppo, il proliferare anche in Sardegna di “Operatori” non abilitati.

«Di qui la necessità – afferma l’on.le Pinna – di un provvedimento, con l’obbiettivo di mettere ordine e regolamentare un settore in cui si sente viva l’esigenza di dare risposte concrete in termini di salvaguardia della salute pubblica e di garanzia della professionalità degli operatori, ma anche rispondere alle giuste aspettative di tante persone che chiedono di accedere ad una professione che riveste un interesse, crescente, meritevole, quindi, di attenzione da parte del legislatore.»

Il testo presentato dagli esponenti del Partito Democratico, composto da 11 articoli, definisce e riconduce le attività di tatuaggio e piercing come “attività” sottoposte alla disciplina dell’impresa artigiana, con l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile collegata ai rischi professionali da essa derivanti.

«Sarà compito della Regione – conclude Rossella Pinna – emanare, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, apposite linee guida, con percorsi formativi obbligatori per gli operatori, la definizione di precisi compiti e competenze in capo ai Comuni e alle Aziende sanitarie, in materia di vigilanza e controllo sull’ottemperanza alla normativa.»

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Ci saranno i guru dell‘enologia italiana nella giuria che dal 3 al 5 luglio prossimi si riunirà nel Teatro Comunale di Sorgono (Nuoro) per valutare i vini in gara all‘edizione 2015 del Concorso enologico Wine and Sardinia, organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune del centro del Mandrolisai. Tra loro Roberto Cipresso enologo e winemaker, tra i più apprezzati non solo in Italia, e Ruben Larentis direttore di produzione delle Cantine Ferrari, la nota azienda che esporta lo spumante italiano nel mondo. Fanno inoltre parte della commissione il giornalista e sommelier Marco Pozzali firma di prestigiose riviste  specializzate  e autore  di  importanti  guide ai vini italiani e Pierluigi  Gorgoni, giornalista, considerato tra i migliori assaggiatori italiani, autore per il gruppo l‘Espresso della guida I Vini d’Italia. In giuria anche Monia Ravagli responsabile tecnico della pluripremiata azienda agricola Drei Donà di  Massa di Vecchiazzano in provincia di Forlì. Le operazioni di degustazione cominceranno nel pomeriggio del 3 luglio e proseguiranno nei due giorni successivi a partire dalle 9.00. Le premiazioni del concorso si terranno il 24 e 25 ottobre 2015.

La Pro Loco sorgonese, quale organismo autorizzato ufficialmente dal ministero delle Politiche agricole a questa iniziativa, ha individuato tra gli obiettivi del concorso, aperto a tutte le cantine sarde, la valorizzazione dei vini di qualità. A questo si aggiunge l‘intenzione di avviare un proficuo dialogo tra le diverse realtà vitivinicole isolane finalizzato a stimolare un continuo miglioramento delle produzioni e alla promozione delle realtà qualitativamente più valide. Contestualmente gli organizzatori puntano a orientare i consumatori nella scelta dei vini più meritevoli dando un deciso contributo all‘apertura delle più significative realtà sarde ai mercati internazionali. Da qui la scelta di una  giuria di prestigio in grado di conferire un elevato grado di autorevolezza a un concorso che fin dalla sua prima edizione si è caratterizzato per originalità e dinamismo.

«Riteniamo fondamentale l‘incontro e il confronto con le più importanti realtà sarde sotto la supervisione di esperti altamente qualificati, in un’ottica di promozione dei migliori vini sardi nei mercati – spiega il presidente della Pro Loco, Matteo Marras -. Per questo l’appuntamento sarà aperto a chiunque sia interessato al mondo dell’enologia sarda.»

Il progetto Wine and Sardinia non si conclude a luglio. Le premiazioni del concorso si terranno il 24 e 25 ottobre 2015, a Sorgono: durante le iniziative di Autunno in Barbagia dedicate alla vendemmi a tradizionale (Sa lnnenna), infatti,verrà organizzata la seconda edizione del Salone dei Vini Sardi. Forte del successo della prima edizione questa iniziativa rafforza l’obiettivo prefissato dagli ideatori di Wine and Sardinia e cioè la promozione dei vini sardi attraverso un’esposizione che punta a concretizzate il confronto tra gli addetti ai lavori in un’ottica di miglioramento degli standard qualitativi anche attraverso il coinvolgimento attivo  di visitatori, potenziali partner e investitori impegnati nel settore.

Un primo passo in questo senso gli organizzatori lo hanno già fatto con la prima edizione del Concorso Wine and Sardinia, che lo scorso anno ha premiato le cantine Olianas di Gergei, la Cantina Berritta e la Cantina sociale di Dorgali, Tanca Gioia di Carloforte, Deaddis di Sedini,la Cantina Gallura di Tempio Pausania, l‘azienda agricola Contini di Cabras, la Cantina Castiadas, la Cantina del Mandrolisai di Sorgono, le Cantine Carboni di Ortueri, la Cantina del Vermentino di Monti, l‘azienda agricola TE.MA di Cuglieri, l‘azienda Fradiles di Atzara.

L’assessore regionale della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci e la presidente di Sardegna Ricerche, Maria Paola Corona, hanno presentato oggi la terza edizione di Sinnova, Salone dell’Innovazione in Sardegna, in programma il 2 e 3 luglio al Terminal Crociere del Molo Ichnusa a Cagliari.
«La Giunta punta moltissimo su innovazione e tecnologia in settori come Energia, Agroalimentare e Information and Communications Technology (ICT) che in Sardegna danno incoraggianti segni di vivacità – ha detto l’assessore Paci -. Riteniamo perciò strategico sostenere le imprese innovative. Un sostegno concreto alle imprese innovative lo daremo già con S3, Strategia di Specializzazione Intelligente, inserita nel nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 dei fondi europei e con gli strumenti finanziari innovativi che stiamo attivando per favorire la competitività delle nostre imprese – ha aggiunto il vicepresidente della Regione -. Sono però convinto che bisogna fare massa: mettiamo insieme privati, università, ricerca, Regione, proprio come accade in questi giorni a Sinnova e iniziamo a incontrarci e confrontarci. Bisogna avere il coraggio di puntare fortemente su queste scommesse. Le basi favorevoli ci sono tutte, sta a noi metterle a sistema per favorire, attraverso l’innovazione, crescita dell’occupazione e ricchezza per l’Isola.»
«Dove il futuro prende forma»: è lo slogan e l’obiettivo di Sinnova 2015, che punta a favorire l’incontro e la collaborazione tra tutti i soggetti che compongono l’ecosistema regionale dell’innovazione (imprese, istituzioni, università e centri di ricerca) e promuove le potenzialità e le competenze del territorio isolano nello sviluppo di prodotti e processi innovativi, identificando le eccellenze territoriali in termini di ricerca ed innovazione, individuandone le potenzialità di crescita.
L’edizione di quest’anno si svolge contestualmente alla fase di avvio della nuova programmazione europea 2014-2020 e al lancio della “strategia di specializzazione intelligente” (S3) della Regione Sardegna, che recepisce e delinea l’attuazione sul territorio regionale della strategia Europa 2020. L’assessore Paci ha infine ribadito che il futuro dell’Europa e della Sardegna sono destinati a passare attraverso lo sviluppo di un’economia intelligente, sostenibile e solidale grazie alle attività di ricerca e innovazione e alla valorizzazione delle competenze e del capitale umano. La Sardegna, che ha le potenzialità per diventare una vera “isola della conoscenza e dell’innovazione”, dispone infatti di alcune aree di specializzazione che hanno espresso negli ultimi anni eccellenze importanti a livello globale e nelle quali possiede un significativo vantaggio competitivo, che saranno al centro dei nuovi programmi di intervento regionali.
Raffaele Paci 2Maria Paola Corona

 

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L’Osservatorio UnipolSai ha svolto un’approfondita indagine nel territorio dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, per accertare quanto i cittadini ricorrono al pagamento rateale per i loro acquisti in una fase storica caratterizzata da grande precarietà e quindi incertezza nel futuro e, in particolare, in quali settori. Dai risultati emerge che nel territorio dell’ex provincia di Carbonia Iglesias sicurezza, soddisfazione e serenità sono le principali sensazioni che prova oltre la metà degli abitanti (52%) quando si paga un bene o un servizio a rate. In particolare, il 18% ritiene che la scelta della rata garantisca la “sicurezza di non fare il passo più lungo della gamba”, il 17% preferisce utilizzare la rateizzazione per realizzare in tutta tranquillità un acquisto definito importante e un altro 17% si sente più sereno perché non deve rinunciare ad acquisti ritenuti rilevanti dal suo punto di vista.

Pagare a rate, per l’11% dei cittadini di Carbonia Iglesias, significa anche fare acquisti in modo intelligente, garantendo al bilancio familiare un flusso di denaro controllato.

Resta una quota di persone che, soprattutto in questo periodo di incertezza nel domani, pensa al denaro con preoccupazione: il restante 29% degli intervistati, infatti, vede con ansia le rate che verranno nel futuro.

Oltre che per l’acquisto dell’automobile e di beni e servizi legati alla casa, tipicamente associati al pagamento rateale, gli abitanti dell’ex provincia di Carbonia Iglesias vedono con particolare favore il pagamento a rate di prodotti di elettronica: in dettaglio, il 80% degli intervistati considera utile ed opportuno sostenere rate le spese per ammobiliare la propria casa o ristrutturarla, il 73% per l’acquisto dell’automobile, il 41% per comprare prodotti di elettronica e il 38% considera opportuno pagare a rate l’assicurazione auto. Completano la fotografia dello scenario attuale gli acquisti a rate di viaggi e vacanze (17%) e di cure mediche (15%).

Se oggi il 31% degli abitanti dichiara di utilizzare il pagamento rateale ogni volta che può, anche per beni o servizi di contenuto valore economico, questa quota sembra destinata ad aumentare: la metà assoluta del campione (77%), infatti, pensa che nei prossimi anni usufruirà della rateizzazione in misura maggiore, e il 54% ogni volta che sarà possibile.

I vantaggi che i cittadini dell’ex provincia di Carbonia Iglesias vedono nella rateizzazione dei pagamenti sono molteplici, in quanto la rata consente una migliore gestione del bilancio familiare anche in occasione di acquisti definiti importanti (51%) e un immediato accesso ai consumi, a fronte della possibilità di pagare con calma (29%).

Se il 33% degli intervistati afferma di non aver modificato le proprie abitudini di pagamento negli ultimi due anni, appare superiore la quota che dichiara di avere incrementato i pagamenti a rate (18% del campione), rispetto a chi afferma di avere usato di meno questa modalità (19%).

 

Il famoso pianista cinese Lang Lang, Ambassador di Expo Milano 2015, si è esibito oggi sul palco dell’Expo Centre del sito espositivo. Accolto dal Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, Lang Lang ha eseguito alcuni brani di Chopin e di Čajkovskij, rapendo l’attenzione dei visitatori grazie alle sue innate doti musicali.

«Sono onorato di essere Ambassador di Expo Milano 2015», ha dichiarato il pianista, che ha poi invitato tutti i suoi connazionali a visitare Milano e l’Esposizione Universale.

Giuseppe Sala ha voluto ricordare il forte legame tra la Cina e l’Esposizione Universale, presente sul sito con ben tre padiglioni: «Per noi avere un ospite di fama internazionale come Lang Lang è davvero un grande onore».

Dopo la sua performance, il pianista si è recato in visita al padiglione della Cina. L’iniziativa è stata organizzata dalla città cinese di Shenzen, di cui Lang Lang è ambasciatore culturale.

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I numeri e l’impianto della rete ciclabile della Sardegna (duemilasettecento chilometri di piste e otto milioni di investimento dal Piano infrastrutture) sono stati presentati oggi ai Comuni e alle associazioni di settore al centro culturale “Lazzaretto” dal presidente Francesco Pigliaru e dagli assessori dei Lavori pubblici e del Turismo, Artigianato e Commercio, Paolo Maninchedda e Francesco Morandi. Il progetto individua le sedi dei percorsi, tutti con bassa intensità di traffico e di alto valore paesaggistico. Strade comunali, provinciali e campestri, ferrovie dismesse e centri urbani rappresentano la gran parte degli itinerari. Si aggiungono i sentieri gestiti dall’Ente foreste, le tratte di servizio dei canali irrigui e quelle proposte dagli enti locali e dalle associazioni.
«Crediamo moltissimo in questa iniziativa, una grande scommessa per il turismo sostenibile diffuso nel territorio e meno concentrato ad agosto – ha detto il presidente Francesco Pigliaru – la rete ciclabile isolana può essere un’azione concreta nella direzione dell’obiettivo destagionalizzazione. Con questo progetto possiamo comunicare ai nostri turisti che si può raggiungere la Sardegna anche senza automobile, scegliendo una modalità di viaggio praticabile da un punto di vista ambientale ed ecologico. Ora l’ipotesi progettuale potrà essere enormemente arricchita anche dai privati con la possibilità di creare occupazione e sviluppo.»
Nelle prossime settimane verrà firmata la convenzione con l’Arst, quale soggetto attuatore, e con l’Università di Cagliari per la progettazione: «E’ un impegno preso un anno e mezzo fa e portato a conclusione – ha detto Paolo Maninchedda – ora è fondamentale darci un metodo e organizzare il sistema, per questo abbiamo coinvolto 65 associazioni e 170 Comuni che saranno nostri interlocutori costanti». Al convegno di stamane è stato deciso di proporre anche delle sessioni informative sul territorio. «Per avere un termine di paragone – ha osservato Paolo Maninchedda – sottolineo che l’Italia ha stanziato 15 milioni di euro per il cicloturismo in tutto il territorio nazionale, pertanto il nostro investimento acquista ancora maggiore importanza anche come modalità per aumentare la ricchezza sostenibile, in termini di percorribilità e conoscenza dell’isola».
Utilizzo delle strade esistenti, massima riduzione del consumo del suolo, ottimizzazione delle risorse e valorizzazione del territorio sono le caratteristiche fondamentali della rete regionale ciclistica. E ancora l’obiettivo della promozione turistica: «Oggi abbiamo l’occasione storica di lavorare su un piano regionale per il cicloturismo e la mobilità – ha fatto sapere l’assessore Morandi – sono state investite risorse importanti e stiamo realizzando un progetto di grande respiro, convinti che si possa davvero cambiare l’immagine della regione in un’ottica di qualità della vita: non a caso chiediamo al Mibact che il 2016 sia l’anno regionale e nazionale di cammini, ciclovie, ippovie e sentieri».
Il percorso isolano prevede la connessione di tre dorsali, quella centrale dal capoluogo a Porto Torres, l’occidentale Cagliari-Oristano-Castelsardo, e quella orientale attraverso Muravera-Arbatax e Olbia. In più, grazie alle osservazioni dei Comuni e delle associazioni, sono state tracciate 65 varianti. L’ampio riscontro degli enti locali alla proposta della Regione conferma il forte interesse del territorio.

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Un’irrefrenabile passione per la fotografia e tanta, tantissima curiosità per ogni singola sfaccettatura che compone il mondo. È questo lo spirito che ha spinto sette giovani antiochensi (Davide Cau, Stefano Puddu, Fedele Balia, Massimiliano Calabrò, Alessandro Siddi, Marco Siddi, Pierpaolo Fai) a fondare a Sant’Antioco il “Circolo Fotografico F 7.1”. Non soltanto un raggruppamento sotto il segno dell’amore per scatto e obiettivo, ma anche e, soprattutto, un luogo di ritrovo, uno spazio di condivisione, un’occasione per celebrare quell’arte capace di immortalare per sempre un momento, un istante di vita. E allora porte aperte per chi vorrà avvicinarsi all’associazione: tutti, senza limiti di età, potranno fare parte del Circolo, dal neofita all’esperto.

Il circolo si propone di organizzare una serie di attività che cercheranno di soddisfare i gusti più disparati: corsi fotografici (per tutto il 2015 i nuovi iscritti potranno beneficiare gratuitamente del corso base), workshop e seminari a tema, (l’associazione si avvarrà delle competenze di esperti del settore), passeggiate fotografiche alla scoperta dell’isola di Sant’Antioco e dell’intero Sulcis Iglesiente, mostre, concorsi e ogni tipo di iniziativa culturale e ricreativa legata alla fotografia.

Ma il Circolo non ambisce soltanto a condividere la passione per lo scatto: vuole mettersi al servizio della comunità e, così come da statuto, organizzerà eventi (mostre, aste benefiche, etc.) con l’intento di raccogliere fondi da utilizzare a scopo filantropico.

Per info è possibile visitare la pagina Facebook Circolo Fotografico F 7.1.

Per qualsiasi chiarimento contattare il numero di telefono: 3928912519 (Davide Cau) o scrivere una mail all’indirizzo: circolo_f7.1@libero.it .

Logo Circolo Fotografico

Alcune centinaia di persone hanno partecipato, stamane, la partecipazione alla manifestazione organizzata dalle organizzazioni sindacali e dai sindaci dei comuni del territorio in difesa della presenza delle basi militari e dei posti di lavoro dei dipendenti della base di Decimomannu. Il corteo era guidato dai sindaci di Decimomannu, Decimoputzu, Perdasdefogu, San Sperate, Ussana Vallermosa, Villasor e  Villaspeciosa, Vallermosa. Con loro alcuni consiglieri regionali dell’opposizione, Paolo Truzzu (Fdi-An), Stefano Tunis, Edoardo Tocco, Alberto Randazzo e Ignazio Locci (Fi), e della maggioranza, Piero Comandini e Franco Sabatini del Partito Democratico.

Ferma la presa di posizione di Edoardo Tocco. «Le basi militari rappresentano un’opportunità unica per il territorio isolano. Un antidoto alla crisi economica che ha colpito la Sardegna. In tanti si ribellano contro l’uranio impoverito e l’inquinamento, non comprendendo che occorre un maggiore equilibrio. Solo a Decimo gravitano oltre 1.700 dipendenti tra militari e civili, senza tralasciare l’indotto che si distribuisce tra Villasor, Decimoputzu e San Sperate».