24 March, 2026
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Spettacoli, laboratori e incontri in presenza e in streaming animeranno la stagione primaverile ed estiva di Spazi di Frontiera, organizzata da La Cernita Teatro insieme al gruppo teatro Albeschida. Il calendario è stato pensato con incontri in presenza che potranno eventualmente essere fruibili in streaming: venticinque appuntamenti tra spettacoli, performance, letture, presentazioni di libri, laboratori e residenze artistiche che si svilupperanno tra aprile e luglio nel Sulcis, tra Bacu Abis, Carbonia e Sant’Antioco, ed il Medio Campidano, in collaborazione con i centri di salute mentale di Sanluri e San Gavino, Carbonia, Iglesias.

Spazi di frontiera sarà presentato al pubblico sabato 17 aprile: appuntamento alle 18.00, per la diretta streaming sulla pagina Facebook La Cernita teatro, saranno presenti Monica Porcedda, pedagogista e direttrice artistica della stagione, Giovanna Angela Nocco, educatrice del CSM di San Gavino, Sanluri, Carbonia e coordinatrice del Gruppo Teatro Albeschida, Alessandro Montisci, direttore del CSM di Sanluri e San Gavino, Silvia Floris e Jeanne Terese Sanna psichiatre del CSM di San Gavino, Cinzia Crobu, giornalista, Maria Giulia Cirronis, psicologa e psicoterapeuta, Andrea Meloni del Teatro Alkestis, Ivonne Donegani, ex direttrice del dipartimento Salute Mentale di Bologna e socia di Arte e Salute Onlus di Bologna, Antonio Cesare Gerini, presidente e fondatore di Albeschida ed ex responsabile del CSM di Carbonia.

Il cuore di Spazi di Frontiera è Bacu Abis, piccolo centro del Sulcis in una zona ad alto rischio di marginalità per crisi economica, bassa scolarità, disoccupazione e povertà: è qui che La Cernita ha avviato da anni progetti di Teatro sociale per promuovere  esperienze artistiche ed educative destinate prevalentemente a bambini, anziani, persone in condizioni di difficoltà. Accanto a La Cernita c’è il lavoro di Albeschida, gruppo nato dentro il Centro di Salute Mentale di Carbonia con l’obiettivo di creare percorsi di inclusione ed abbattere lo stigma legato al disturbo mentale.

Spettacoli, laboratori e incontri in presenza e in streaming animeranno la stagione primaverile ed estiva di Spazi di Frontiera, organizzata da La Cernita Teatro insieme al Gruppo Teatro Albeschida. Il calendario è stato pensato con incontri in presenza che potranno eventualmente essere fruibili in streaming: venticinque appuntamenti tra spettacoli, performance, letture, presentazioni di libri, laboratori e residenze artistiche che si svilupperanno tra aprile e luglio nel Sulcis, tra Bacu Abis, Carbonia e Sant’Antioco, e il Medio Campidano, in collaborazione con i centri di salute mentale di Sanluri e San Gavino, Carbonia, Iglesias.

Il cuore di “Spazi di Frontiera”, diretto da Monica Porcedda di La Cernita Teatro, è Bacu Abis, piccolo centro del Sulcis in una zona ad alto rischio di marginalità per crisi economica, bassa scolarità, disoccupazione e povertà: è qui che La Cernita ha avviato da anni progetti di Teatro sociale per promuovere  esperienze artistiche ed educative destinate prevalentemente a bambini, anziani, persone in condizioni di difficoltà. Accanto a La Cernita c’è il lavoro di Albeschida, gruppo nato dentro il Centro di Salute Mentale di Carbonia con l’obiettivo di creare percorsi di inclusione e abbattere lo stigma legato al disturbo mentale.

La stagione prenderà il via nel mese di aprile con i primi laboratori dei Cantieri creativi: il 13 aprile a Carbonia con Giampietro Orrù della Compagnia Fueddu e Gestu di Villasor ed il 15 a San Gavino Monreale con Andrea Meloni del Teatro Alkestis. Sabato 17 aprile ci sarà una diretta streaming per la presentazione dei lavori con la direttrice artistica Monica Porcedda.

Venerdì 23 aprile il primo degli spettacoli in calendario: Il Crogiuolo porterà a Bacu Abis, ex scuola elementare, “Riccino e Riccetta, fiabe di Antonio Gramsci per bambini di e con Rita Atzeri. Ancora a Bacu Abis venerdì 30 aprile La Cernità presenterà “Le madri, un omaggio alle Madri costituenti di e con Monica Porcedda con musiche dal vivo di Francesco Manca.

Tra maggio e luglio proseguiranno i Cantieri creativi con Marco Nateri, costumista e scenografo, Maria Giulia Cirronis, psicologa e psicoterapeuta di Sant’Antioco e Monica Porcedda, e andranno in scena spettacoli, presentazioni di libri, incontri. Tra questi la presentazione di “Nessun destino è segnato”, libro di Luca Mirarchi che racconta il grande lavoro di Casa Emmaus di Iglesias (venerdì 7 maggio a Bacu Abis), lo spettacolo di Albeschida “Rimedius sul tema della cura nella malattia mentale e a seguire “Il racconto e la vita” di Antonio Cesare Gerini, psicoterapeuta e medico psichiatra a Carbonia, con Monica Porcedda, (venerdì 11 giugno a Sanluri e poi in replica a Portoscuso, Curcuris, Guasila, Fluminimaggiore).

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Eccomi qui a casa mentre mi esercito… A una certa età, bisogna scoprire se la memoria ti funziona ancora…
Allora ricordiamo…
Quando lavoravo ancora in Asl…circa 9 anni fa…ebbene cosa ti ricordi?
Mi ricordo…mi ricordo…ecco…che ogni anno la dirigenza ci obbligava a fare corsi obbligatori di prevenzione ai possibili incidenti che potevano verificarsi nei luoghi di lavoro…
Questioni elettriche o prevenzione incendi o uscite di sicurezza…Uscite di sicurezza!
Ecco che allora mi sorge la domanda: «I dirigenti attuali li fanno ancora questi corsi? Oppure la direzione sanitaria è esentata dai corsi?»
Ora non ditemi che siccome sono anziano il pensiero mi torna sempre lì…la catena…
Io chiedo…lo chiedo alla direzione sanitaria e siccome è facile che qui non mi legga…
E visto che i dirigenti del dipartimento sono un po’ anchilosati per domandarlo loro…
E visto che di stampa nel nostro territorio poco ne abbiamo, altrimenti l’avrebbero chiesto loro…
Insomma facciamola breve…
Perché secondo lei, direzione sanitaria, lì in quel posto, c’è un cancellone così grande?
L’hanno messo così tanto per dire…facciamo un cancello più grande che ci faccia spendere qualche soldo in più?
No! Quel cancello segna una via di fuga…
Quel cancello è messo apposta perché laddove succedesse un incidente all’interno del cortile dell’ex casa famiglia, un’ambulanza potesse entrare ed accompagnare al pronto soccorso…
Quel cancello permette l’ingresso a mezzi pesanti utili a trasportare materiale che potrebbe servire in determinate situazioni…
Ma quando mai abbiamo visto bloccare un’uscita di emergenza?
Quando mai abbiamo visto bloccare vie di fuga!!!
In realtà lo abbiamo visto nei telegiornali, quando mostravano incidenti e la via di fuga era bloccata e la magistratura acquisiva gli atti…ecco allora l’abbiamo visto!
E lei direzione sanitaria, non ha visto questo?
Ai miei tempi, le direzioni sanitarie andavano a ispezionare i luoghi…oppure avevano collaboratori che segnalassero…
Va bene…avrebbe dovuto segnalarlo la direzione dipartimento salute mentale…
Ma la catena invece doveva impedire altri pericoli…pericoli ben più gravi…
Quello che in quel posto ci potessimo entrare noi…

Antonio Cesare Gerini

Allegate, alcune fotografie risalenti al periodo in cui la “Casa famiglia” operava a pieno regime con eccellenti risultati